MENZINGER IN OFFERTA SPECIALE

In tempi di pandemia non riusciamo più a incontrarci, fare presentazioni e partecipare a fiere e altri eventi, ma i nostri libri sono sempre lì che aspettano di trovare nuovi lettori.

Vorrei allora proporvene alcuni a prezzi speciali, sperando vi vada di leggerli o magari, visto che Natale si avvicina, di regalarli.

Sono libri che potete ordinare sui siti on-line, ai soliti prezzi, oppure ve li posso spedire io con piego-libro e, se volete, una dedica speciale.

Ecco i libri che vi propongo:

SPARTA OVUNQUE: sette racconti scritti da sette autori e ambientati nell’universo divergente della mia saga ucronica “VIA DA SPARTA”.

APOCALISSI FIORENTINE: una raccolta di racconti distopici che sembrano scritti apposta per questi giorni, sulle fragilità del mondo viste come fossero di una città. C’è persino un virus letale da debellare!

VIA DA SPARTA: romanzo ucronico che immagina le avventure di una schiava ilota in fuga in un mondo contemporaneo in cui la storia ha mutato corso facendoci vivere sotto il ferreo controllo dell’Impero di Sparta.

La saga comprende tre volumi: 

IL SOGNO DEL RAGNO

IL REGNO DEL RAGNO 

LA FIGLIA DEL RAGNO.

IL NARRATORE DI RIFREDI: alla scoperta del quartiere fiorentino di Rifredi e di uno dei suoi autori Massimo Acciai Baggiani, attraverso interviste, recensioni, racconti e poesie.

E veniamo alle offerte (comprese le spese di spedizione):

SPARTA OVUNQUE: € 10,00

APOCALISSI FIORENTINE: € 10,00

VIA DA SPARTA (un volume a scelta tra IL SOGNO DEL RAGNO, IL REGNO DEL RAGNO e LA FIGLIA DEL RAGNO): € 9,00

IL NARRATORE DI RIFREDI: € 5,00

LA BAMBINA DEI SOGNI: € 9,00

Questi sono già prezzi scontati, ma se comprerete più di un volume, voglio scontarli ancora:

2 volumi € 18

3 volumi: € 25

4 volumi: € 30

5 volumi: € 36

Per chi ordina almeno 3 volumi, in regalo IL NARRATORE DI RIFREDI.

Per me sono prezzi sotto-costo, come invito alla lettura. Spero che vorrete, poi, farmi sapere che cosa ne pensate con un commento o una recensione in rete.

Si può pagare con bonifico, paypal o ricarica telefonica (quest’ultimo sistema solo per alcuni importi).

Sono anche disponibile a fare scambi con libri scritti da voi e posso valutare di regalarvene una copia se mi promettete una recensione (sincera) su uno spazio con un po’ di visibilità.

Contattatemi qui o su facebook.

UN RAFFINATO ROMANCE ORIENTALE

Il rapporto tra Viola e Matteo matura e, divenuto ormai un matrimonio con tanto di figli, affronta nuove difficoltà, compresa le seduzioni di nuovi amori. Il terzo volume di questa saga di Caterina Perrone, intitolato “Rivelazioni” continua a muoversi in un non-tempo che somiglia al XIX secolo, in luoghi che talora assumono precise connotazioni geografiche, come Cipro o il vicino Oriente, ma altre rimangono nella poeticità dei non-luoghi.

Nuovi personaggi e nuove relazioni si intrecciano e si aggiungono a quanto già conosciuto nei precedenti “Lo sguardo e il riso” (Porto Seguro, 2017) e “Danza nel deserto” (Porto Seguro, 2018), soprattutto figure di bambini.

Per questa terza prova, l’autrice fiorentina (di origini emiliane) lascia la casa editrice toscana per produrre in proprio il romanzo con la Girogiò (2020). Corredano, però, sempre il volume le belle illustrazioni del marito Gianni Mannocci, ricche di particolari e di dettagli ed eleganti come lo è la scrittura di Caterina Perrone.

L’autrice, dopo essere approdata al GSF Gruppo Scrittori Firenze ha anche partecipato, come me, all’antologia di quest’associazione “Accadeva in Firenze Capitale” (Carmignani Editrice, 2021) e sta ora curando con me per il GSF l’antologia per i settecento anni dalla morte di Dante Alighieri “Gente di Dante”, di prossima pubblicazione con il Gruppo Editoriale Tabula Fati., dedicandosi quindi sempre più alla narrazione storica.

L'estate infinita di Cipro tra sole e mare | SiViaggia

SCOPERTE E DISVELAMENTI

Amazon.it: La sottile lotta dei vinti - Gadda, Davide - Libri

La sottile lotta dei vinti” (Porto Seguro, Ottobre 2020) di Davide Gadda è una piacevole antologia ricca di sorprese e colpi di scena.

“Inganni e illusioni sono le prime parole che Davide Gadda utilizza per descrivere La sottile lotta dei vinti” si legge in quarta di copertina e, in effetti, sono undici racconti tutti giocati sulla scoperta e il disvelamento, ma anche storie che ci parlano di noi, del nostro tempo, fatto di personaggi che a volte ricorrono alla violenza per soddisfare desideri individualistici, sintomo di una società un po’ malata.

Undici racconti che possono essere anche occasione per parlare dello “ordinario

Davide Gadda

sperpero di denaro pubblico”, di mafie, appalti truccati, omicidi, persino di intrighi internazionali, piccoli e grandi saccheggi, regolamenti di conti, contrabbando e traffici illeciti.

Eppure in mezzo a questo substrato quanto mai reale ecco apparire talora personaggi più o meno surreali, come i personaggi usciti dall’opera di uno dei protagonisti, la strana vecchia nel bosco che forse è altra cosa o la stanza d’albergo popolata da presenze ultraterrene.

Un’interessante prova d’autore per questo milanese trapiantato in Toscana.

Con “Mondi paralleli” sono tra i vincitori del Premio Italia 2021

Ho appena ottenuto un importantissimo riconoscimento, di cui mi sento molto onorato.

Il racconto “Collasso domotico“, già presente nell’antologia “Apocalissi fiorentine” (Tabula Fati, 2019) era stato selezionato nel 2020 per l’antologia “Mondi paralleli – il meglio della fantascienza indipendente italiana 2019” (a cura di Carmine Treanni, Delos Digital).

Mentre “Apocalissi fiorentine” è in finale per il Premio Vegetti 2021 e attende il verdetto della giuria, “Mondi paralleli” ha ora vinto come miglior antologia il prestigioso “Premio Italia“, uno dei massimi riconoscimenti per il genere fantastico e, direi, il più importante premio indipendente dalle case editrici.

Non sarà certo merito del mio racconto, ma “Collasso domotico” spero abbia contribuito a far scegliere questo bel volume.

Si tratta del racconto finale dell’antologia “Apocalissi fiorentine“, in cui descrivo vari momenti di fragilità della storia fiorentina passata e futura. Qui si immagina un mondo in cui mobili ed elettrodomestici sono così intelligenti da far quasi tutto da soli. Tutto bene finchè funzionano!

Un ringraziamento agli editori dei due volumi e al curatore Carmine Treanni per avermi accompagnato lungo questo bel percorso e i miei complimenti agli altri autori.

Colgo l’occasione per segnalare che subito dopo la bella notizia della vittoria del Premio Italia con “Mondi paralleli” , è stata annunciata l’uscita dell’antologia “Contaminazioni” (Tabula Fati, Luglio 2021) curata da Vittorio Piccirillo, che contiene il mio racconto “Supposte ucroniche” che contamina le mie saghe di Jacopo Flammer e “Via da Sparta” con una grottesca pandemia di obesità.

I RAGNI SONO IL NOSTRO FUTURO

È rato leggere opere intelligenti e, soprattutto, equilibrate, come “I Figli del Tempo” (“Children of Time”, 2015) dello scrittore britannico

I figli del tempo by Adrian Tchaikovsky

Adrian Tchaikovsky (Woodhall Spa, 14 giugno 1972). Ho già scritto, poi, che la forma più artistica di letteratura è per me quella che crea mondi. Ebbene, in questo interessantissimo romanzo, Tchaikovsky fa anche questo.

I Figli del Tempo” è libro equilibrato nel descrivere i protagonisti contrapposti. Non ricade, infatti, nel facile stereotipo del protagonista e del suo antagonista, ma l’uno potrebbe essere l’altro, tanto l’autore riesce a mantenersi neutrale, facendo parteggiare il lettore per entrambi e lasciando così aperta la tensione narrativa sul possibile finale: immaginando un possibile lieto fine, quale delle due parti contrapposte potrebbe beneficiare? Mi viene dunque in mente un altro rato esempio di questa capacità narrativa: la quadrilogia di TurtledoveInvasione” con gli alieni che interrompono la Seconda Guerra Mondiale, in cui l’autore riesce a mostrarci il punto di vista di tutte le parti.

La fantascienza troppo spesso si dimostra stupidamente banale nel ritrarre alieni antropomorfi o utilizzando abusati cliché. Tchaikovsky non si slancia a immaginare strani alieni, ma li fa nascere dalla semplice evoluzione di quelli terrestri, giacché tale origine hanno.

L’universo creato nel futuro dall’autore vede una Terra ormai morta, esaurita dalla follia dei suoi abitanti umani, che però, prima di lanciarsi verso l’autodistruzione, hanno avuto il tempo di avviare alcuni progetti di terraformazione di mondi alieni.

Peccato che solo uno di questi sembra aver avuto un certo successo.

Verso questo mondo viaggia una nave spaziale per portare una colonia di scimmie cui è stato iniettato uno speciale virus prodotto in laboratorio e in grado di accelerarne l’evoluzione, in modo che in poche generazioni possano fare i progressi che l’uomo ha eseguito in milioni di anni. Ci si prepara quindi a vedere un autentico “Pianeta della scimmie”, che, a differenza del fondamentale romanzo di Boulle del 1963, non sarebbe la Terra futura ma un suo gemello terraformato.

Se vi ho detto che è un romanzo intelligente, avrete certo capito che, nel 2015, non poteva certo ripetere quello

Adrian Tchaivkosky

schema e, difatti, “il bidone di scimmie” si schianta sul pianeta facendole morire tutte. Non così il virus, che si adatta a ragni, formiche e altri insetti, facendoli sviluppare in fretta. Della nave che li trasporta si salva solo una dottoressa, che rimane in animazione sospesa attorno al pianeta assieme a un IA che protegge l’esperimento.

I secoli si succedono i superstiti dell’umanità giungono nei pressi di questo mondo ma il satellite e la coscienza-IA della dottoressa gli impediscono di atterrare per non turbare il progetto, di cui però il satellite-IA-dottoressa non è consapevole dei reali sviluppi, continuando a interfacciarsi con la civiltà di ragni credendola una di scimmie.

Per chi parteggiare? La dottoressa-IA schizofrenica, la nascente civiltà di ragni, i cui membri impariamo ad amare e apprezzare o quel manipolo disperato di ultimi umani, ma portatori, forse, di un modello di morte e autodistruzione?

Ovviamente sarà l’autore a fornirci la soluzione in un finale tutt’altro che scontato per quanto non esente dal vizio del lieto fine.

Il romanzo, per quanto autoconclusivo, ha anche un seguito (“I figli della caduta”, 2019).

Apprezzabile è la capacità di immaginare la diversa mentalità e tecnologia della civiltà dei ragni, degna del “Libro degli Ylanè”, con la loro bio-tecnologia che si avvale della collaborazione con altre specie adattate, suggestiva la tematica delle difficoltà di comunicazione e comprensione tra la dottoressa-IA, i ragni e gli umani, da segnalare, infine, la creazione da parte dei ragni di un ascensore gravitazionale che ricorda “Le fontane del paradiso” (1979) di Clarke e “Morire per vivere” (2005) di John Scalzi. Inutile, poi, forse evidenziare l’importanza del messaggio ambientalista sottostante: il nostro mondo, di questo passo non sopravvivrà.

GLI EROI DEL NOSTRO TEMPO

Casa Editrice Kimerik
Michele Ventrone

C’è ancora spazio per gli eroi nel nostro tempo? Michele Ventrone, autore dell’antologia “Racconti di eroi di vita” (Edizione EBS Print, Aprile 2019) sembrerebbe pensare di sì.

Come sono, allora?

Gli eroi di vita sono spesso persone normali che si ritrovano in situazioni speciali o persone tenaci che combattono per un obiettivo, per un sogno, per un ideale, con “onesta, fedeltà, amore verso il prossimo e magnanimità” (come si legge nella quarta di copertina).

Ecco allora lo studente di astronomia brasiliano che si ritrova a tu per tu con gli alieni da lui stesso teorizzati nella tesi di laurea e diventa, come in sogno avventuroso, il protagonista di una guerra interplanetaria.

Ecco un altro ragazzo che trova una scatola che, dilatandosi, si trasforma in nave extraterrestre e affronta anche lui incredibili avventure.

E i cattivi qui paiono essere più gli umani che gli alieni, per la loro incapacità di comprendere il diverso.

Ecco poi, e soprattutto, alcuni eroi dello sport, che con la loro determinazione e il loro coraggio affrontano grandi sfide nel ciclismo, lottando contro il doping nel lungo racconto centrale, e del calcio, per il libico passato al campionato italiano.

Amazon.it: Racconti di eroi di vita. Nuova ediz. - Ventrone, Michele - Libri

“SPARTA OVUNQUE” al Torrino Santa Rosa (Firenze)

Sparta ovunque” è una delle formule di saluto in uso nell’Impero di Sparta, che nella sua plurisecolare storia si è esteso quasi “ovunque” nel mondo, dominando gran parte dei continenti.

L’antologia “Sparta ovunque” raccoglie sette racconti di altrettanti autori ambientati nel mondo ucronico della saga “Via da Sparta” ideata da Carlo Menzinger di Preussenthal.

Un mondo attuale ma del tutto diverso dal nostro, a causa di una divergenza ucronica: Sparta, contrariamente a quanto avvenuto nel nostro flusso temporale, sconfigge Tebe a Leuttra nel 371 a.C. e diventa un impero che domina su metà del mondo.

I racconti di questa raccolta, si svolgono in epoche e zone diverse del mondo.

L’ucronia richiama la storia, ridisegna la geografia e si mescola alla fantascienza, immaginando diversi sviluppi della scienza, ma anche viaggi nel tempo e tecnologie di altri mondi, facendo incontrare, in un oggi alternativo, civiltà scomparse come quelle di spartani, samurai, aztechi e vichinghi, generando suggestioni inedite.

Massimo Acciai BaggianiDonato AltomareSergio CalamandreiLinda Lercari, Carlo Menzinger di PreussenthalPaolo Ninzatti e Pierfrancesco Prosperi reinterpretano a modo loro l’universo immaginario di “Via da Sparta”, in cui ventiquattro secoli di storia, hanno cambiato ogni aspetto, dalla società, all’economia, alla famiglia, al sesso, all’arte, alla scienza, alla tecnica, alla religione, agli usi e costumi, alla politica, all’alimentazione, all’urbanistica e architettura.

Per scoprire questo universo ti aspettiamo

il 15 luglio 2021 alle ore 18,30

presso

il giardino del Torrino Santa Rosa a Firenze

(Associazione La Rondinella – L.no Soderini 2, Firenze)

FOTO DI MURI GRAFFIATI

Roberto Mosi è autore fiorentino. La sua silloge poetica “Promethèus” ci parla di muri di ogni parte del mondo, ma si

Promethéus. Il dono del fuoco - Roberto Mosi - Libro - Mondadori Store

capisce che il poeta è di Firenze, città orfana delle mura di cinta, sin dal “risanamento” del Poggi che voleva mutarla in capitale d’Italia, ma ricca di “muri privati” onnipresenti. Mura di ville che cingono le strette viuzze collinari tra piccoli bastioni che celano la vista dei giardini retrostanti, case dalle mura di pietra e dalle alte finestre. Una città troppo fortificata per poterci ambientare una storia di zombie, quelle creature semi-vive che nei film americani dilagano ovunque abbattendo fragili porte-finestre e vetrate senza imposte o inferriate.

Una città priva delle grandi periferie delle metropoli ma non per questo orfana del tocco irriverente dei writer, che lasciano i propri graffiti in sottopassi, lungo i binari della ferrovia o su edifici che sono quasi archeologia industriale.

Lo sguardo poetico dell’autore va, infatti, spesso proprio alle opere di questi artisti di strada.

Il titolo “Promethèus” rimanda alla mitica figura che diede il fuoco all’uomo, ma anche “l’idea del calcolo” e “il sistema dei segni tracciati”. Padre, quindi, dell’energia, della tecnologia ma anche della scrittura e, perché no, dei graffiti, della “fantasia dei colori” che riempiono “strade periferiche/ muri della ferrovia / sottopassi nell’ombra / saracinesche abbassate” in queste nostre “Città a misura d’automobile”. Sono quadri che “vivono dell’aria / delle strade, dei muri bagnati”.

Di quali muri ci parla?

Oltre a quelli di Firenze, quelli di Gerusalemme, di Berlino, del Messico, di Melbourne, di Rio de Janeiro.

Roberto Mosi (@poesia3000) | Twitter
Roberto Mosi, autore del GSF – Gruppo Scrittori Firenze

E chi si muove tra questi muri?

Ecco i pugili che “combattono miserie”, ecco “l’omino magro” che “esce dalla fogna”, “un grappolo di palloni in mano”, ecco che “il Giullare s’intrufola, follia / dei segnali / lo spray nella mano / la freccia stradale infilza un cuore / il Cristo pende dall’incrocio”.

Ecco i malati dei manicomi dipingere i muri delle loro case-prigione.

Ecco gli antenati dei writer all’opera nelle grotte di Lascaux.

Brevi poesie di grande forza visiva che sono fotografie. Del resto, si sente, il Mosi non è solo poeta, ma anche fotografo.

LA PANDEMIA E IL RAZZISMO

Il Pugno dell'Uomo (Urania) eBook: Del Popolo Riolo, Davide: Amazon.it:  Kindle Store

Niente dà felicità più della creazione. Solo nella creazione l’uomo manifesta la propria natura di poeta. L’arte è creazione e non c’è uomo più produttivo dell’artista.

È tutto vero. Però l’artista è schiavo dei mercanti e quindi non è davvero libero” scrive Davide del Popolo Riolo (pag. 75) nel romanzo “Il Pugno dell’Uomo” (Mondadori, 2020) con cui ha vinto il Premio Urania 2019.

Io sono, peraltro, solito dire che se l’arte è creazione, la forma più artistica di letteratura è quella che crea mondi. Ebbene, Davide del Popolo Riolo, con questo romanzo si pone di diritto nella categoria per me più elevata di autori, quella dei “creatori di mondi”, accanto a Stephen King, Rowling, Asimov, Lewis, Tolkien, Lovecraft, Scott Card, Le Guin, R.R. Martin, Galouye, Scalzi, Mièville, Herbert e tanti altri.

Il Pugno dell’Uomo”, infatti, immagina un pianeta lontano, nel tempo e nello spazio, in cui convivono varie razze umanoidi, tra cui umani di chiara origine terrestre, pallidi (o succhiasangue) che molto somigliano ai vampiri, pur senza rientrare negli stereotipi del genere (niente allergie all’argento, niente paletti di frassino) a parte l’abitudine di bere sangue umano, i canini retrattili e l’insofferenza alla luce solare. Accanto a loro le altre razze hanno ruoli solo di comparse, ma sono pur presenti e gli uomini-pesce mi fanno molto pensare alle creature della Leg Horn di Lukha B. Kremo.

Il conflitto di questi vampiri-alieni con gli umani si muove soprattutto su un piano socio-economico, un po’ com’è nel romanzo che scrissi con Simonetta Bumbi “Il Settimo Plenilunio” (Edizioni Liberodiscrivere, 2010) o in “Vlad 3.0” di Pierfrancesco Prosperi (Porto Seguro Editore, 2019).

Il romanzo mescola la tecnologia delle macchine a vapore dello steampunk con le atmosfere di quei romanzi che immaginano civiltà rifiorite dalle ceneri di mondi antichi (qui gli Antichi, venuti dalle stelle), come in “Universo senza luce” di Galouye e, soprattutto, in “Naufragio sul pianeta Tschai” e negli altri romanzi di questa saga di Jack Vance.

Chiacchierando con Davide del Popolo Riolo | ilcantooscuro
Davide del Popolo Riolo (Asti12 gennaio 1968)

Ne “Il Pugno dell’Uomo” è però forte la suggestione di un romanzo mainstream come “L’amico ritrovato” (1971) di Fred Uhlman, con la difficile amicizia tra due ragazzini, un umano e un pallido per Del Popolo Riolo, un ebreo e un nobile tedesco per Uhlman.

In effetti, il messaggio forte de “Il Pugno dell’Uomo” è quello della tolleranza, dell’anti-razzismo e della possibilità di convivenza tra specie aliene diverse. Se è possibile tra alieni, perché non dovrebbe esserlo tra umani?

Il Pugno dell’Uomo che dà il nome al romanzo è, infatti, un’associazione ultra-razzista che vuole liberare la Città dagli inumani e soprattutto dai succhiasangue. Scusa per attaccarli è una pandemia letale che si scatena tra gli umani, di cui i reazionari del Pugno dell’Uomo attribuiscono le colpe ai pallidi, fantascientifici untori, in realtà, ovviamente, innocenti.

Già, in questo romanzo premiato nel 2019 e quindi antecedente al Covid-19, si parla dei devastanti effetti sanitari ed economici di un’epidemia! E c’è ancora chi finge che il covid-19 sia stato qualcosa di imprevisto quando scienziati e scrittori scrivono di epidemie, passate e future, da sempre, basti pensare, tra i tanti, a “Il giorno dei trifidi” di Wyndham o “L’ombra dello scorpione” di King.

Insomma, una lettura interessante e intelligente, capace di divertire ma anche di far riflettere sul nostro mondo, riuscendo nel contempo a crearne uno nuovo, ricco e complesso. Esattamente quello che un romanzo dovrebbe sempre essere.

IL MAINSTREAM FANTASTICO DI BRADBURY

Amazon.it: i fiori di marte - ray bradbury - Libri

Tra i grandi autori di fantascienza del periodo classico Ray Bradbury è quello che, pur trattando tematiche tipiche del genere riesce comunque a mantenere un tocco molto mainstream. Lo si nota anche nella gradevolissima (per lettori di fantastico come no) antologia che in Italia è stata presentata nel 1998 con il titolo “I fiori di Marte” (“Quicker than the eye”, 1996), scelta di denominazione che poco ha a che fare con l’originale e con il contenuto del volume ma che da una parte richiama quella che forse è la sua opera più celebre, “Cronache marziane” e dall’altro, per assonanza, strizza l’occhio alla raccolta di Baudelaire “I fiori del male”.

Ecco quindi storie che ci parlano di psicologi allucinati, di architetti felici per i terremoti

Ray Bradbury - Wikipedia
Raymond Douglas Bradbury (Waukegan22 agosto 1920 – Los Angeles5 giugno 2012) è stato uno scrittore statunitense, innovatore del genere fantascientifico. Nella sua carriera è stato anche sceneggiatore cinematografico.

(ne ricordiamo un esempio nostrano recente e reale) e che complottano per nuove guerre, per poter poi guadagnare sulle ricostruzioni, ecco un gioco della campana dalle infinite caselle, ecco una strana variante del ritratto di Dorian  Gray, ecco il cimitero che regala la terra smossa dalle tombe, ecco un inquietante ragno assassino gigante, ecco la comparsa di uno strano sosia, ecco la famiglia sconvolta dalla morte del cane, ecco Stanlio e Ollio fantasmi ritornare nelle fantasie, ecco un immaginario inventore del velocipede, ecco la moglie che si rinnova ogni nove anni e così via.

Tante storie ai limiti della normalità, ma sempre con quel pizzico di fantastico che le rende magiche e poetiche, con il tocco che solo i grandi autori sanno dare.

I LOVE SHOPPING CON OMICIDIO

In punta di sangue - Francesca Tofanari - Libro - Navicellai - | IBS

Ho appena finito di leggere il giallo al femminileIn punta di sangue” (Novembre 2019) della fiorentina Francesca Tofanari, di cui avevo già letto un altro volume, scritto assieme a Matteo Poggi e Loriano Stagi, assai diverso da questo: “Sassaiole e Capirotti”, una sorta di saggio storico o memoria del passato intorno al quartiere fiorentino di San Frediano.

“In punta di sangue” è invece una detective story che mescola “I Love shopping” con “Sex and the city”, tingendoli di italianità. Ci narra di un mistero, che partendo dal ritrovamento di una borsa di marca, porta a omicidi, lotte per la sopravvivenza di una compagnia di danza, con tutte le complicazioni sociali che girano all’interno di una simile comunità.

È anche la storia di un’amicizia tra donne, uno spaccato sociale su una piccola borghesia moderna, una riflessione leggera sulla vita contemporanea.

Una sorpresa rispetto alla precedente lettura.

Gli autori - Francesca Tofanari - Navicellai
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