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FRAGILITÁ URBANE

Il nostro pianeta è sempre più a rischio. Tensioni demografiche e sociali, un clima fuori controllo, la perdita della biodiversità, tecnologie dagli effetti imprevedibili, deforestazione, inquinamento dell’aria e dell’acqua, lavori alienanti minano il nostro mondo. Gli ecologisti sono tornati quanto mai attivi, ma forti interessi economici cercano di far passare per falso il loro grido d’allarme. Eppure, il degrado del pianeta, per colpa dell’uomo, è quanto mai evidente. Forse il surriscaldamento sembra un tema troppo lontano, qualcosa che riguarda solo gli orsi bianchi, la deforestazione sembra un problema del Brasile, l’inquinamento riguarda mari lontani, la perdita di biodiversità sembra una questione da zoologi. Come si può fare per far capire che questi sono problemi che ci riguardano da vicino? Come nella storia di Maometto e della montagna, credo si tratti di portare il problema vicino alla gente, di portarlo nelle nostre città, per capire quanto queste siano fragili, persino più fragili dell’intero ecosistema. Ho scritto così “Apocalissi fiorentine” (Carlo Menzinger di Preussenthal – Edizioni Tabula Fati – 12 Ottobre 2019).

Apocalissi fiorentine”, spesso con ironia, a volte in modo surreale, narra come Firenze, nel passato, abbia rischiato di scomparire e come, in futuro, potrebbe trovarsi a cessare di esistere. Non aspettatevi cataclismi ecologici in ciascun racconto. A volte la fragilità urbana emerge da scontri politici, guerre o altri fattori che sembrano non avere nulla a che fare con i problemi di cui dicevamo. “Apocalissi fiorentine” vuole però dirci quanto sia fragile la storia e l’esistenza di una città. Parla di Firenze, ma potrebbe trattare di qualunque altra città. Credo che se capiremo questo, saremo più pronti a comprendere la fragilità di tutto il mondo che ci circonda e il nostro dovere di preservarlo.

Apocalissi fiorentine” è dunque una raccolta di racconti distopici di fantascienza, climate fiction e ucronia, ambientati a Firenze, che ci parla di fragilità urbane e ambientali.

Il volume è corredato da 48 illustrazioni realizzate dal Professor Marcello Scalzo della Facoltà di Architettura dell’Università di Firenze e dai suoi studenti, eseguite dall’A.A. 2008 al 2012, che le ha messe a disposizione per questo libro. La copertina, a cura dell’editore, è di Vincenzo Bosica. Le immagini presentano una Firenze desertificata, sommersa dalle acque, congelata, aggredita dalla vegetazione, trasformata da nuovi sviluppi urbani.

Apocalissi fiorentine” può già essere ordinato nel sito del Gruppo Editoriale Tabula Fati al prezzo speciale di € 14,45 o richiesto all’autore (per chi volesse la dedica).

L’antologia sarà presentato al festival di Milano “Stranimondi” il 12 e 13 Ottobre 2019.

La potrete trovare allo stand del Gruppo Editoriale Tabula Fati e sarà presentata brevemente dall’autore, sempre in Sala Presentazioni, sabato 12 alle ore 12,00 nello spazio della rivista Dimensione Cosmica e domenica 13 alle ore 14,00 nello spazio “Il tempo è come un fiume” (Edizioni Della Vigna).

 

QUALCOSA SI MUOVE A FIRENZE

libroQualcosa si muove a Firenze, in questa città che strenuamente resiste all’avanzata dei barbari dal nord, in quest’oasi che si oppone alla diffondersi del virus dell’ignoranza e dell’incomprensione.

Nel capoluogo toscano, alcuni anni fa, è nato un movimento di gente che ama i libri, la letteratura, la cultura e l’arte. È nata un’associazione che orgogliosamente e semplicemente si definisce GSF – Gruppo Scrittori Fiorentini, cui anch’io ho aderito, seppur con colpevole ritardo. Il Gruppo è attivissimo con un’agenda così piena che spesso più eventi si sovrappongono nella stessa giornata.

Nel GSF non ci sono solo scrittori o aspiranti tali, ma anche artisti di altro genere.

Nasce così l’idea di Chiara Novelli e Anna Pagani di mettere assieme arti visive e scrittura e realizzare così un “libro d’arte” che unisse le opere di cinque artisti (la stessa Chiara Novelli, con Nicoletta Manetti, Gianni L’Abate, Roberto Mosi e Raffaele Masiero) con degli scritti ispirati ai loro dipinti o fotografie, brevi racconti, pensieri in libertà e poesie. Gli autori abbinati a ciascun artista sono 5 e assieme costituiscono una sezione del volume (Nascita, Natura, Amore, Tempo e Viaggio), per un totale di 25 scrittori (Corinna Nigiani degl’Innocenti, Paola Vergari, Cristina Gatti, Giulietta Casadei, Massimo Maniezzi, Renato Campinoti, Claudio Raspollini, Benedetta Manetti, Daniele Locchi, Mirko Tondi, Michele Protopapas, Claudia Muscolino, Gabriella Campini, Maurizio Castellani, Eleonora Falchi, Fabrizio De Sanctis, Anna Crisci, Maila Meini, Margherita Pink, Nicola Ronchi, Antonella Cipriani, Francesca Pacchierini, Paolo Orsini, Vincenzo Maria Sacco).

La prefazione è di Giandomenico Semeraro, l’introduzione di Anna Pagani, la postfazione del presidente di ALA Marco Rodi, i ringraziamenti finali del presidente del GSF Vincenzo Maria Sacco.

Il progetto è stato realizzato dalla casa editrice consociativa livornese A.L.A. – Associazione Liberi Autori, in un album a colori di dimensioni A4, che raccoglie dunque 25 immagini e 25 scritti, in cui la compenetrazione reciproca è tale sia visivamente, sia con sfondi dei testi che riprendono le immagini descritte, sia con il ricorso, talora, a forme di scrittura visuale, sia per la natura quasi pittorica di molti testi. Ci troviamo, infatti, spesso di fronte a elaborati, in prosa come in poesia, che somigliano a quadri descrittivi, più che a narrazione di eventi.

Il volume, intitolato “La gioia di vivere” (quale sempre esprime questo vivace gruppo), rimane così davvero come un album di ricordi da conservare in libreria. La collana in cui compare e che è da questo volume inaugurata, si chiama appunto “Gli album”.

La lettura scorre veloce e facile sugli ampi caratteri scelti per rendere al meglio l’impatto visivo desiderato. Questa commistione di immagini e testi non può che ricordarmi la realizzazione delle due “gallery novel” (“Il Settimo Plenilunio” e “Jacopo Flammer nella terra dei suricati“) da me curate, facendo, però, realizzare le immagini in funzione dei testi e non viceversa come ne “La gioia di vivere”.

In bocca al lupo a tutti gli amici del GSF, con l’augurio di poter presto affrontare nuove avventure culturali.

LA SUGGESTIONE DEI LUOGHI MITICI

Umberto Eco è certo più letto come autore di romanzi che come studioso, ma la sua attività universitaria è ben nota e la sua produzione saggistica supera almeno in quantità quella narrativa. In passato ho molto amato la lettura innanzitutto de “Il nome della rosa”, ma anche de “Il pendolo di Foucalt”, “L’isola del giorno prima”,  “Baudolino”. In queste opere si ritrovano spesso accenni, più o meno ampi a miti e leggende, dunque non stupisce affatto che il semiologo alessandrino abbia recentemente (2013) pubblicato un saggio intitolato “Storia delle terre e dei luoghi leggendari”.

Se, anzi, lo considero uno degli autori più vicini al mio modo di scrivere è proprio per quel suo gusto di inserire elementi mitici nelle sue ambientazioni storiche, che non molto dissimile da quanto posso aver fatto nel mio “Il Colombo divergente” e in “Giovanna e l’angelo”, ma anche, in misura minore ne “La bambina dei sogni”.

Il professore, però, come questo suo ruolo richiede, tiene più distinti i due piani, che io amo invece mescolare maggiormente.

Leggere “Storia delle terre e dei luoghi leggendari” non mi ha certo aperto un mondo nuovo, dato che molti dei luoghi immaginari citati li conoscevo già e alcuni possono essere trovati citati nelle mie opere che dicevo, ma qualcosa di nuovo e interessante questo libro lo offre anche a me, se non altro, il gusto di rinfrescare la memoria su temi come gli antipodi, le terre australi, la terra cava, Taprobana, Atlantide, le terre omeriche e bibliche, l’Eden, l’Ultima Thule, i luoghi del Graal, Iperborea, le isole dell’utopia, Lemuria e il regno del Prete Gianni.

Il volume alterna, all’interno dei capitoli, una parte descrittiva a un’antologica a supporto di quanto descritto.

Il testo non si presenta né innovativo, né porta avanti tesi particolari, ma sembra piuttosto una piccola enciclopedia antologica delle terre e dei luoghi leggendari. Insomma, più un testo da consultazione che da lettura. Testo comunque utile e che meritava essere scritto.

 

 

Umberto Eco

Evelyn Storm – Un’illustratrice di JACOPO FLAMMER NELLA TERRA DEI SURICATI

Evelyn Storm ha frequentato un corso triennale di illustrazione alla Scuola del Fumetto.

Ha realizzato copertine per i diari di Facebook e una per il libro “My Dream” di Fabio Emanuele. Un suo disegno è stato pubblicato sul libro di Gregorio Antonuzzo, “I demoni di Eukora – Il mezz’orco” e sta prendendo parte al progetto per il libro “Fino alla fine” di Rossana Roxie Lozzio.

Tra i concorsi vinti: “The Leprechaun – Made me draw it”,  “Gli acquarelli della vita” di Peg Fly,  “La Scelta del diario” della pagina “Clan Dell’Arte” di Facebook (con altri 2 disegnatori) e “Jappo no Gang”.

A gennaio 2013 ha realizzato un disegno su Ortuz che spaventa Jacopo ed Elisa per “Jacopo Flammer nella Terra dei Suricati“, secondo volume ancora inedito al momento della serie “I Guardiani dell’Ucronia”.

http://www.gothicrose.it/

 

Questo è il disegno che ha fatto Evelyn Storm per  JACOPO FLAMMER NELLA TERRA DEI SURICATI:

 

Questo è il tredicesimo (e ultimo) post in cui parlo dei tredici illustratori di JACOPO FLAMMER NELLA TERRA DEI SURICATI. Chiamo questo tipo di lavoro “gallery novel” perché è un romanzo illustrato da numerosi disegnatori ed è quindi quasi una galleria di disegni sotto forma di libro.

Il primo post era dedicato a Fabio Balboni, il secondo a Raffaella Bertolini, il terzo a Camilla Bianchi, il quarto a Liliana Capraro, il quinto a Cinzia Damonte, il sesto a Guido De Marchi, il settimo a Giuseppe Di Bernardo, l’ottavo a DivaZ, il nono aRoberta Losito, il decimo ad Alessio Luna Pilia e l’undicesimo a Antonio Morgia, il dodicesimo a Niccolò Pizzorno.

Con questi articoli intendo ringraziare tutti gli illustratori, per aver contribuito a rendere questo volume davvero speciale.

Niccolò Pizzorno – un illustratore di JACOPO FLAMMER NELLA TERRA DEI SURICATI

Niccolò Pizzorno nasce a Genova il 4 dicembre 1983. Vive a Tiglieto un paese dell’entroterra ligure fino al 1995, poi si trasferisce a Genova, dove  segue gli studi artistici: Liceo Artistico N. Barabino, Accademia Ligustica di Belle Arti di Genova e, infine, la Scuola Chiavarese del fumetto.

Si occupa principalmente di illustrazione e grafica ma anche di tecniche calcografiche: acquaforte, aquatinta, puntasecca.

È stato l’artista presente con il maggior numero di disegni nel progetto editoriale per la gallery novelIl Settimo Plenilunio” e ha illustrato, assieme a Ludwig Brunetti il romanzo “Jacopo Flammer e il Popolo delle Amigdale”, realizzandone anche la copertina. È sua anche quella di “Jacopo Flammer nella Terra dei Suricati”.

Lo trovate su facebook qui:

http://www.facebook.com/niccolo.pizzorno

Questo è il dodicesimo post in cui parlo dei tredici illustratori di JACOPO FLAMMER NELLA TERRA DEI SURICATI. Chiamo questo tipo di lavoro “gallery novel” perché è un romanzo illustrato da numerosi disegnatori ed è quindi quasi una galleria di disegni sotto forma di libro.

Il primo post era dedicato a Fabio Balboni, il secondo a Raffaella Bertolini, il terzo a Camilla Bianchi, il quarto a Liliana Capraro, il quinto a Cinzia Damonte, il sesto a Guido De Marchi, il settimo a Giuseppe Di Bernardo, l’ottavo a DivaZ, il nono aRoberta Losito, il decimo ad Alessio Luna Pilia e l’undicesimo a Antonio Morgia. Il prossimo e ultimo posta sarà dedicato a Evelyn Storm.

Con questi articoli intendo ringraziare tutti gli illustratori, per aver contribuito a rendere questo volume davvero speciale.

Niccolò Pizzorno ha realizzato per questo libro i seguenti disegni:

Jacopo Flammer con due suricati, osservato da Gruhum.

Govinia, la sede dei Guardiani dell’Ucronia, dove tutti i passati e futuri possibili si incontrano.
I suricati osservano Jacopo Flammer.
 
Suricato con gli occhiali di Jacopo Flammer.

 

Antonio Morgia – un illustratore di JACOPO FLAMMER NELLA TERRA DEI SURICATI

Antonio Morgia nasce a Pescara il 27 Marzo del 1985. Fin dall’infanzia nutre una forte passione per l’arte, maturando un particolare interesse verso il disegno a matita. Da autodidatta migliora la sua tecnica grazie all’interesse verso l’iperrealismo dal quale trae ispirazione per le sue più recenti opere unendo così la passione a una grande continuità e a una spinta costante al miglioramento. Oltre al disegno nutre interessi verso la musica, la letteratura, l’informatica e la psicologia, conseguendo, in relazione a quest’ultime, il diploma in Perito tecnico industriale Informatico e la laurea in Scienze Psicologiche.

Per visionare le sue opere potete visitare il suo blog: http://zeroperinfinito.wordpress.com/

 

Antonio Morgia ha fatto questo disegno (un suricato che disegna una lontra) per il romanzo JACOPO FLAMMER NELLA TERRA DEI SURICATI:

Questo è l’undicesimo post in cui parlo dei tredici illustratori di JACOPO FLAMMER NELLA TERRA DEI SURICATI. Chiamo questo tipo di lavoro “gallery novel” perché è un romanzo illustrato da numerosi disegnatori ed è quindi quasi una galleria di disegni sotto forma di libro.

Il primo post era dedicato a Fabio Balboni, il secondo a Raffaella Bertolini, il terzo a Camilla Bianchi, il quarto a Liliana Capraro, il quinto a Cinzia Damonte, il sesto a Guido De Marchi, il settimo a Giuseppe Di Bernardo, l’ottavo a DivaZ, il nono aRoberta Losito e il decimo ad Alessio Luna Pilia.

Presto pubblicherò delle schede anche per gli altri illustratori, che qui ringrazio tutti, per aver contribuito a rendere questo volume davvero speciale.

 

Roberta Losito – un’illustratrice di JACOPO FLAMMER NELLA TERRA DEI SURICATI

Roberta Losito è nata a Foggia nel 1993; dopo essersi diplomata al liceo artistico si trasferisce a Milano per frequentare l’accademia di belle arti A.C.M.E. attualmente segue il corso di fumetto e illustrazione.

Il suo blog è http://tyrakurai.wordpress.com/

Ha fatto questo disegno per illustrare il romanzo di fantascienza JACOPO FLAMMER NELLA TERRA DEI SURICATI:

Roberta Losito - Jacopo Flammer nella terra dei suricati

Questo è il nono post in cui parlo dei tredici illustratori di JACOPO FLAMMER NELLA TERRA DEI SURICATI. Chiamo questo tipo di lavoro “gallery novel” perché è un romanzo illustrato da numerosi disegnatori ed è quindi quasi una galleria di disegni sotto forma di libro.

Il primo post era dedicato a Fabio Balboni, il secondo a Raffaella Bertolini, il terzo a Camilla Bianchi, il quarto a Liliana Capraro, il quinto a Cinzia Damonte, il sesto a Guido De Marchi, il settimo a Giuseppe Di Bernardo e l’ottavo a DivaZ. Presto pubblicherò delle schede anche per gli altri illustratori (in ordine alfabetico).

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