Archive for maggio 2012

UN’ESORDIENTE DA UN MILIONE DI COPIE

Amabili resti - Alice Sebold

Amabili resti – Alice Sebold

Amabili resti” è il primo romanzo scritto da Alice Sebold e il secondo libro da lei pubblicato dopo “Lucky” il resoconto dello stupro che l’autrice subì nel 1981. L’autrice è nata nel Wisconsin nel 1963. Aveva allora circa diciotto anni. “Lucky” viene pubblicato nel 1999. Nel 2002 esce “Amabili resti” e fa un milione di copie nel primo mese di edizione.

Com’è possibile? Da autore “minore” e conoscendo vari esordienti, so bene che non è assolutamente possibile azionare, in autonomia, un passaparola che porti a simili risultati in un mese (salvo nelle leggende metropolitane). Non con le normali risorse di un autore e di un piccola casa editrice italiana. Certo il mercato americano è diverso, ma il meccanismo del passaparola sui libri presuppone che uno lo legga, gli piaccia, lo suggerisca a qualcun altro e questo legga e passi parola. Immaginando una settimana media per la lettura di un simile libro, due settimane tra la fine del primo ciclo di letture e il secondo ciclo attivato dal primo passaparola, quando il secondo gruppo di lettori avrà finito la lettura, sarà finito il mese (a essere ottimisti). Si può pensare che la storia personale dell’autrice, che viene ripresa nel romanzo, possa aver stimolato un primo gruppo di lettori, ma quanti possono essere quelli, che senza l’esperienza di lettori precedenti possono aver provato il libro per primi? In Italia forse mille (e credo di essere ancora una volta ottimista). Facciamo finta che ognuno di questi abbia convinto, mediamente, tre lettori a testa (a qualcuno non sarà magari piaciuto e l’avrà anche sconsigliato). Alla fine del mese saremmo a quattromila copie.

Alice Sebold

Alice Sebold

Evidentemente qui c’è stato molto di più che uno spontaneo passaparola, pur considerando che il mercato americano è molto più grande del nostro. Mi incuriosisce dunque sapere quale sia stato l’investimento iniziale dell’editore per questo romanzo e come abbia fatto a ottenere un simile risultato in così poco tempo.

Quanto a capire perché “Amabili resti” sia stato scelto per essere pubblicato, non mi è difficile: la storia di una violenza, dei mutamenti che questa apporta nella vita di una famiglia è già di per sé argomento che può attirare un certo numero di lettori. Se per giunta c’è un elemento autobiografico, alcuni lettori penseranno che questo aggiunge credibilità. Bisogna poi aggiungere che il Punto di Vista è quanto mai particolare, in teoria un po’ macabro, ma trattato con leggerezza: si narra di una violenza sessuale su una quattordicenne, culminata in un omicidio, il tutto narrato dalla vittima, Susie Salmon, ormai morta che osserva la vita dei propri familiari e amici, nonché del suo assassino, da un Cielo speciale, che non ha nulla dell’Aldilà cristiano o di altre fedi.

Trama dunque stimolante.

Come scrivevo, poi, il tocco narrativo non è quello dell’horror, come potrebbe essere, ma ha la leggerezza e l’allegria che può avere una vicenda descritta da una ragazzina, con ancora tanta voglia di vivere e amare, sebbene sia ormai morta. Sembra che io stia parlando della protagonista di una storia di vampiri. Non è così, ma forse si toccano corde simili: l’amore impossibile di una morta per i vivi.

Difficile, poi, leggendo, non lasciarsi emozionare dal dolore di questa famiglia cui è stato strappato via brutalmente un pezzo, dal triste stupore di questa morta, cui non basta la pace del suo bel Cielo.

Quello che mi è parso un po’ mancare è lo sviluppo della vicenda dell’assassino. Quel George Harvey, che sappiamo bene essere un maniaco e un pluriomicida e che continuiamo a veder sfuggire alla giustizia, ci fa un po’ rabbia. Verrebbe voglia di vedere un finalone in cui venga punito platealmente, non la sua morte casuale e naturale. Abbiamo qui invece una sorta di punizione divina, ma così blanda, che se fosse tale, allora dovremmo pensare che Dio punisce quasi tutti noi con la morte. Alice Sebold, del resto, di Dio non parla neppure nel Cielo di Susie Salmon, non sembra interessarle. La Giustizia umana fallisce e la Giustizia divina è assente.

Amabili resti - il film

Amabili resti – il film

Dato che si tratta di un bestseller vorrei fare anche qui la mia solita analisi degli ingredienti tipici dei libri di successo.

La trama: come già detto è avvincente, anche se poco adatta a svilupparsi tanto. Nella seconda parte diventa fiacca, perché alla fine ciò che conta (il delitto, le indagini e le reazioni dei parenti) lo abbiamo già visto all’inizio e andare tanto avanti negli anni, poco aggiunge alla lettura.

I personaggi: sono ben delineati, molti sono giovani e ispirano simpatia.

La paura: è neutralizzata dal fatto che sappiamo già quasi tutto e il narratore sta “in alto”, nel Cielo, lontano dai pericoli della terra.

Il mistero: idem come sopra. Il solo mistero è: “ritroveranno il corpo?” e “scopriranno l’assassino?” Ma all’autrice non interessa darci la soluzione.

Horror: la storia sarebbe anche un po’ macabra ma l’horror è annullato dal Punto di Vista.

La morte: qui ha un ruolo centrale, è la causa scatenante della narrazione e genera la voce narrante.

Il sentimento: non manca. C’è l’amore dei genitori verso la figlia, il loro amore reciproco in crisi, l’amore delle figlie per i ragazzini. Soprattutto c’è l’emozione per i sentimenti spezzati.

Conflitti minori trai personaggi con la presenza di “cattivi secondari”: pressoché assenti.

La magia: si parla di fantasmi e comunicazione tra vivi e morti.

Un mondo parallelo: è il Cielo in cui Susie “vive” la propria morte ovattata.

Un bambino isolato dal mondo: Susie è una ragazzina di quattordici anni che viveva in armonia con il mondo, ma che da questo è stata strappata via.

La lotta tra il Bene e il Male: c’è l’assassino e c’è il desiderio dell’amore, ma non c’è un vero conflitto trai due opposti. Sappiamo che Harvey è cattivo, ci sta antipatico o l’odiamo, ma nessuno lo combatte veramente e nessuno lo sconfigge. Né vince lui.

La spettacolarità: non molta, a parte forse la scena delle anime che di notte si sollevano dall’ospedale.

Rapporti parentali irrisolti: la morte di Susie mette in crisi il matrimonio dei genitori e porta la sorella a chiudersi.

La crescita: Susie vorrebbe crescere, ma il suo essere è congelato nel Cielo. Cresce allora attraverso la sorella, di cui segue la vita o attraverso Ruth, cui ruba persino il corpo.

La struttura: poco articolata.

L’ambientazione particolare: lo è il Cielo, ma il mondo terreno è comune e lì si svolge la maggior parte della scena

Un linguaggio speciale: assente.

L’amicizia: è importante.

Insomma ci sono alcuni degli “ingredienti magici” di un bestseller che avevo individuato qui parlando dei romanzi della Rowling. Siamo però piuttosto lontani dalla sua completezza.

Una cosa poi che mi lascia perplesso è che questo è un romanzo autobiografico, sebbene fortemente romanzato e reso fantastico da un tocco di sovrannaturale. Tendo infatti a dubitare un po’ degli autori che scrivono partendo da vicende personali. La paura è che esauriscano presto la vena creativa. La propria biografia (a meno che non si abbia una vita davvero straordinaria) è difficile che possa contenere troppe storie.

Aspetto dunque quest’autrice alla prova con qualcosa di completamente diverso.

Firenze, 13/10/2010

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UN WEB-EDITING PER DUE

La Bambina dei Sogni - Carlo Menzinger - Lulu

La Bambina dei Sogni – Carlo Menzinger – Illustrazione di Angelo Condello

Qualche tempo fa ho aperto un nuovo Gruppo su anobii, il sito dei libri e dei lettori, intitolato “WEB-EDITING”, con l’idea di creare uno spazio in cui un autore possa sottoporre un proprio testo alla lettura e ottenere in cambio commenti e segnalazioni di errori e refusi, in modo da essere aiutati a migliorarne la qualità. Grazie al lavoro fatto in questo spazio è nato il mio nuovo romanzo LA BAMBINA DEI SOGNI, che si può ora leggere gratuitamente in ebook qui. Su anobii c’è anche la possibilità di prendere in prestito il libro in edizione cartacea. A chi preferisce acquistare il cartaceo, posso fare un bello sconto (10 € spedizione compresa): scrivetemi a menzin@virgilio.it o qui su wordpress. Da questo mese è in vendita anche su Amazon e in varie librerie on-line.

Ora ho messo on-line l’inizio di un altro romanzo “JACOPO FLAMER NELLA TERRA DEI SURICATI”, chi volesse darmi i

Jacopo Flammer - illustrazione di Fabio Balboni per JACOPO FLAMMER NELLA TERRA DEI SURICATI

Jacopo Flammer – illustrazione di Fabio Balboni per JACOPO FLAMMER NELLA TERRA DEI SURICATI

suoi suggerimenti per correggerlo, può trovare la discussione nel “Gruppo Web- Editing” qui.

Si tratta di un romanzo per bambini/ragazzini, percui cerco illustratori disposti a realizzare anche un solo disegno, un po’ come abbiamo già fatto per “IL SETTIMO PLENILUNIO”.

 
I primi capitoli si possono leggere qui.
 

IL SETTIMO PLENILUNIO: UN ROMANZO COLLETTIVO – Recensione di Antonio Daniele

Il Settimo Plenilunio - Menzinger, Calamandrei, Bumbi

Il Settimo Plenilunio – Carlo Menzinger, Sergio Calamandrei, Simonetta Bumbi

Ho appena finito di leggere il numero 8 di “IF – Insolito & Fantastico“, numero dedicato ai “Fumetti“, di cui vi parlerò a breve.

Segnalo qui che, verso la fine della rivista, c’è una bella recensione di Antonio Daniele (uno che di vampiri se ne intende: ha curato la nuova edizione de Il Vampiro di Franco Mistrali). Per esigenze di spazio è stata un po’ tagliata dall’editore (solo un po’!). Per chi la volesse leggere per intero ecco il testo che mi ha inviato lo stesso Antonio Daniele (che qui ringrazio):

Carlo Menzinger, Simonetta Bumbi e Sergio Calamandrei, Il Settimo Plenilunio, Genova, Liberodiscrivere, 2010, pp. 240, € 19,00

 

Il Settimo Plenilunio è un interessante esperimento letterario di Carlo Menzinger, Simonetta Bumbi e Sergio Calamandrei (non accreditato in copertina, ma, a tutti gli effetti, un terzo autore). Come spiega lo stesso Menzinger nell’introduzione, si tratta di un “romanzo collettivo”, e al tempo stesso di una “gallery novel”, a cui hanno contribuito diciassette artisti con numerose illustrazioni.

Siamo in un imprecisato futuro. Alla conferenza “Vampirismo e licantropia: origini della leggenda”, il professor Michele Moretti annuncia la sensazionale scoperta di due divinità alla base delle leggende sulle creature della notte: il dio degli abissi Ecatron e la dea della notte Saravhan. Tutto è partito dal ritrovamento di un manoscritto del X secolo, che anticiperebbe di centinaia d’anni la nascita di questi miti. Una giovane donna, dalla folta chioma rossa, segue attenta tra il pubblico, poi avvicina lo studioso,

Antonio Daniele

Antonio Daniele

Ben costruita è anche la mitologia alla base della società dei vampiri e dei licantropi, creature

IF - Insolito & Fantastico n. 9 - Fumetti

IF – Insolito & Fantastico n. 9 – Fumetti

nate in seguito ad una maledizione di Ecatron, alle quali Saravhan, mossa a pietà, fece dono dell’immortalità. Per la verità i vampiri non risultano particolarmente attraenti, essendo tratteggiati come esseri arroganti e sadici. Ne escono meglio i lupi mannari, che, pur essendo mostri sanguinari, hanno un cuore: si innamorano, soffrono, sono solidali, semplici nei loro istinti primari. Bello, in particolare, il passaggio in cui viene descritto il funzionamento del cervello di Chew: «i pensieri nella sua mente di lupo scorrevano in modo strano, diverso, più lento, più essenziale. Erano pensieri animaleschi. Non era più capace di veri ragionamenti. I sentimenti, però, erano sempre vivi e forti. La mente funzionava bene nel cercare modi per predare o per fuggire ai pericoli. Non aveva spazio per molto altro. C’era, comunque, uno spazio per l’amore».

(Antonio Daniele)

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