Posts Tagged ‘GSF’

LA DIFFICILE VITA DELLE DONNE IN IRAN

Qualche settimana fa, in occasione della fiera del libro di Lucca, presso lo stand della nostra associazione, il Gruppo Scrittori Firenze (GSF), ho preso una copia del romanzo dell’autrice persiana (trapiantata in italiana dagli anni Ottanta) Manna ParsìIl velo rosso” (Europa Edizioni, 2016).

Alcuni autori del GSF alla fiera di Lucca del 30 Agosto 2020 (Manna Parsì, Caterina Perrone, Barbara Carraresi, Raffaele Masiero Salvatori, Antonella Cipriani, Cristina Gatti, Carlo Menzinger, Patrizia Torsini, Fabrizio De Sanctis, Carlo GIannone.

Questo piccolo volume è stata una piacevole sorpresa, non tanto e non solo per la qualità della scrittura e della lingua italiana utilizzata da un’autrice pur di origini straniere, quanto per l’intensità, l’interesse e la ricchezza dei temi trattati.

Voce narrante è, infatti, una bambina iraniana che descrive la propria difficile infanzia nel suo Paese, tra maltrattamenti alle donne e ai bambini, prevaricazioni maschili, povertà, matrimoni precoci (in quelle zone il velo rosso è quello delle spose), la morte dei genitori e l’adozione da parte di una famiglia svedese, che porterà lei e la sorella a Oslo, in un mondo così

Amazon.it: Il velo rosso - Parsi, Manna - Libri

diverso, in cui la protagonista faticherà ad ambientarsi, rifiutandosi di dimenticare il passato, che riporta fedelmente sul suo diario, e di calarsi nella nuova realtà. Bello il contrasto tra la sorella pronta a calarsi nella nuova realtà e lei così ancorata al passato.

Il velo rosso” con poche decine di pagine ci fa così scoprire non solo un mondo per noi lontano, ma anche percepire il dolore del distacco, della partenza, dell’arrivo in terre straniere. Un’interessante prova di quest’autrice di cui sinora avevo letto solo alcuni racconti e che penso meriti una conoscenza più approfondita.

LE DISAVVENTURE DI UN IMPRENDITORE

IL PRECIPIZIO Marcovalerio Bianchi, Porto Seguro editore - YouTube

Massimo Acciai Baggiiani e Marcovalerio Bianchi

Di Marcovalerio Bianchi, autore della vivace casa editrice Porto Seguro, guidata da Paolo Cammilli, avevo già letto “Le cinque vite di Simone Bosco”  (PSE, 2018), opera che affrontava il tema delle “sliding-doors” e delle vite alternative.

Il nuovo romanzo di questo autore fiorentino, classe 1966, membro del Gruppo Scrittori Firenze, si chiama “Il precipizio” (PSE, 2019) ed ha poche cose in comune con il primo: innanzitutto le dimensioni. Entrambi sono volumi piuttosto poderosi e, devo confessare, che affrontare “Il precipizio”, dall’alto delle sue 566 pagine, un po’ mi ha intimorito e mi ha spinto a rimandare la lettura fino alla soglia di quest’estate. Eppure, nonostante le sue molte pagine l’ho letto con piacere e relativa velocità. Il romanzo, infatti, è densissimo di eventi, soprattutto disgrazie, di ogni tipo, che capitano in sorte al povero (si fa per dire, dato che è un miliardario) Giacomo.

La seconda cosa che hanno in comune credo sia l’esplorazione degli sviluppi dell’esistenza di un uomo.Amazon.it: Il precipizio - Bianchi, Marcovalerio - Libri

Non voglio spoilerare, ma in estrema sintesi, Bianchi ci racconta di come possa mutare la vita di un giovane uomo, ricchissimo, con un’azienda di successo, una seconda moglie che ama, dei figli con cui ha un buon rapporto, quando la sorte non arride. Inutile che vi dica che non si tratta di semplice sfortuna. Non sempre almeno.

Bianchi ci porta in giro per questo mondo di ricchi, di finanza, di yacht, di viaggi importanti, facendoci però capire che la felicità non è lì che va ricercata.

Si rimane incollati alle pagine con il desiderio di sapere come se la caverà il nostro Giacomo.

Forse un po’ di cura dimagrante al volume avrebbe giovato, ma va bene anche così.

 

Trovo sempre interessante leggere i ringraziamenti finali dei romanzi. Credo che ci aiuti a sapere molto del modo in cui è nata un’opera. I grandi best-seller elencano spesso numerosi consulenti. Capirete la mia sorpresa quando in queste pagine finali, ho letto il mio nome, con un ringraziamento e delle parole forse immeritate:

Ringrazio in modo particolare Carlo Menzinger di Preussenthal, che ammiro molto per i suoi numerosi romanzi e anche per la sua generosità nell’avermi fornito utilissimi suggerimenti riguardanti alcuni passaggi chiave del libro”.

Colgo l’occasione per rispondergli:

«Di nulla, Marcovalerio, è stata ben poca cosa e comunque un piacere. Sono lieto di aver contribuito, nel mio piccolo, alla nascita di questa nuova opera, cui auguro ogni fortuna.»

 

INDAGINE SU SE STESSA

Viaggi irregolari” (NeP Edizioni, 2018) di Claudia Muscolino, autrice del

Il Giornale Di Roberto B.: Intervista a Claudia Muscolino, Autrice del  Libro "Il Drago E Le Nuvole", Edito da Rupe Mutevole Edizioni

GSF – Gruppo Scrittori Firenze, è un romanzo che, con i toni della detective story, porta il lettore non solo a scoprire il mistero apparentemente banale che la giovane investigatrice cerca di scoprire indagando sul possibile tradimento del marito di una contessa, ma arrivando a scoprire vicende assai più gravi, che affondano le loro radici in un tempo in cui lei era ancora bambina e che riguardano la tragedia che l’ha resa orfana molti anni prima.

L’autrice sceglie un sapiente tecnica di forward e backward per collegare gli eventi del passato a quelli del presente e l’immedesimazione nella protagonista per creare empatia.

In una vicenda che sembrerebbe già chiara riesce a inserire elementi di

Viaggi irregolari - Claudia Muscolino - Libro - NeP edizioni - | IBS

sorpresa e un epilogo sorprendente (che però non chiude l’opera). Alcuni elementi paranormali danno maggior spessore alla vicenda, pur non costituendone il tessuto fondante. La protagonista assume spessore grazie ai suoi desideri e alle sue fobie.

La lettura di questo primo romanzo di Claudia Muscolino scorre veloce e coinvolgente e ci si sente spinti a meglio comprendere le vicende familiari della giovane detective.

CHIAROVEGGENZA E PREVEGGENZA

maila4 ritaglio – ALA Libri
Maila Meini

Dopo aver letto “A cavallo del tempo” e “Il sentiero delle foglie cadute” di Maila Meini, autrice del GSF, leggo ora il romanzo ESP “Strani ospiti in solaio” (A.l.a. Libri, 2019).

Seguiamo la protagonista, di nome Malena, attraverso tutta la sua vita, dal 1958 a oggi, scoprendo le strane coincidenze, che sempre più frequenti, sembrano dimostrare che è dotata di poteri ESP di chiaroveggenza e preveggenza.

Interessante la digressione sull’origine e l’evoluzione del nome Malena, che a me, peraltro, aveva quasi fatto pensare a un mezzo anagramma del nome dell’autrice. Dopo aver letto “A cavallo del tempo”, mi è capitato di incontrare Maila Meini a una fiera del libro e lei e Barbara Carraresi mi convinsero ad associarmi al GSF. Da allora ci siamo frequentati in varie occasioni. Non posso dire di conoscerla a fondo, ma in questa Malena mi è parso di rivedere molto di Maila. Non per nulla ogni capitolo è completato de una poesia che ne riprende i temi e le atmosfere e che riporta una data corrispondete al periodo dei fatti narrati, come se la Meini le avesse scritte nel corso della vita poi avesse adattato il romanzo a queste.

Sentire a distanza che qualcuno sta morendo, immaginare i voti degli esami universitari prima di uscire di casa, riconoscere la malattia non diagnosticata nelle persone incontrate, prevedere incidenti mortali, provocare malattie in persone odiate sono alcune delle sensazioni che

Strani ospiti in solaio - Maila Meini - Libro - Mondadori Store

guidano Malena attraverso la vita. Poteri ESP? Difficile dirlo. Certo non sono poche le strane coincidenze per pensare solo al caso. Certo sono tutte occasioni per “incursioni nel mondo interiore degli altri” (pag. 238).

Il romanzo, come già gli altri due che avevo letto è una sorta di biografia della protagonista dall’infanzia alla maturità avanzata, approccio narrativo che l’autrice pare prediligere, così come la ricchezza di riferimenti che paiono autobiografici.

Il volume è anche occasione per lasciare un messaggio ecologista che non posso non condividere. Anzi, vi ho colto persino lo stesso spirito del mio “Apocalissi fiorentine” là dove scrive “Certo, nel piccolo spazio in cui viviamo abitualmente è difficile cogliere i sintomi della malattia  gravissima  che minaccia la nostra esistenza. Se ci limitiamo a gettare attorno a no uno sgardo distratto ci pare che nulla cambi da un giorno all’altro”: occorre far capire che non è vero che “Qui da noi non succede!” (pag. 231) e occorre riportare nelle nostre città le sensibilità  verso problemi di “crescita demografica”, “dell’effetto serra, del buco dell’ozono, delle piogge acide, dell’inquinamento sonoro, del fatto che le nostre risorse non sono rinnovabili all’infinito” (pag.232).

Seguire la vita di Malena coinvolge e fa scorrere veloce la lettura, caratterizzata da una scrittura lineare, ordinata e piana, che ritroviamo sia nella parte in prosa, sia nelle poesie, caratterizzate da spontaneità  e immediatezza.

ROMANCE AVVENTUROSO TRA LE SABBIE

Caterina Perrone | La legenda di Carlo Menzinger

Caterina Perrone con Lo sguardo e il riso

Danza nel deserto” (Dicembre 2018) è il sequel del romanzo di Caterina PerroneLo sguardo e il riso” (2017), entrambi editi da Porto Seguro, la più vivace delle case editrici fiorentine e non solo.

Peraltro, “Danza nel deserto” si legge in maniera del tutto autonoma rispetto al primo volume, con cui condivide i protagonisti Viola e Matteo, ma se ne “Lo sguardo e il riso” avevamo una storia d’amore ambientata in un non-tempo passato e in un non-luogo che ricordava l’Italia medievale ma con il sapore dei borghi fantasy, come ne scrissi leggendolo, in “Danza nel deserto” siamo invece in un vicino oriente più moderno forse non fortemente connotato, ma che è comunque un luogo fisico e temporale assai più preciso. Rimane il tema forte dei profumi, ma qui non è più così centrale. Il primo volume era soprattutto storia d’amore, questo secondo è un romance d’amore, con passioni non corrisposte o difficili, ma anche di avventura, assai più denso di eventi, con viaggi, rapimenti, ricatti, inganni, travestimenti, assalti. Forse dipende dal mio occhio, ora più allenato alla scrittura dai tratti poetici della Perrone, ma questo seguito mi è parso più maturo e intenso.

Sempre belli e ricchi di particolari i disegni in bianco e nero che accompagnano numerosi entrambe le storie, opereDanza nel deserto - Porto Seguro Editore del marito della Perrone, Gianni Mannocci, spesso caratterizzati dal moltiplicarsi di piccole presenze di contorno. Abbiamo così, per esempio, l’immagine di cammelli che si abbeverano a una pozza e sullo sfondo una donna orientale che porta una brocca d’acqua e un suricato in primo piano, oppure un vecchio che legge seduto in terra contro un’elaborata parete in maiolica e davanti a lui una pila di libri, colombe in volo e un piccolo topo o ancora un veliero che naviga tra gabbiani e delfini.

Caterina Perrone è ora membro del GSF – Gruppo Scrittori Firenze.

INDAGINI NELLA NAPOLI DI OLTRE DUE SECOLI FA

fot_per_libro – ALA Libri

Vincenzo Maria Sacco

L’uguaglianza delle ossa” (a.l.a. Libri, 2018) è il secondo volume edito da Vincenzo Maria Sacco, attuale presidente del Premio La Città sul Ponte, organizzato dal GSF – Gruppo Scrittori Firenze (di cui è membro attivo), dopo il romanzo storico “Come la sabbia del deserto” (Porto Seguro Editore) e alcuni racconti sparsi.GSF

L’uguaglianza delle ossa” è anche di ambientazione storica, Napoli alla fine del XVIII secolo. Sebbene sia una raccolta di quattro racconti lunghi, può quasi dirsi un romanzo, dato che i luoghi e i personaggi, in primis il Giudice Commissario Francesco Filangeri. L’impianto è quello del giallo, con alcuni misteri da risolvere.

Vi compaiono vari personaggi illustri dell’epoca, tra cui non posso dimenticare uno dei miei antenati, Raimondo di Sangro di San Severo, che vi fa ben più che una comparsata. Ho anche apprezzato la ricostruzione della figura della marchesa Eleonora de Fonseca Pimentel, non priva di una certa L' uguaglianza delle ossa - Vincenzo Maria Sacco - Libro - ALA ...sensualità, presente nell’ultimo racconto. Ecco, poi Luigi de’ Medici di Ottajano, re Ferdinando IV di Napoli, Lord John Acton e altri personaggi della nostra storia, che qui si mescolano con quelli inventati da Sacco.

Si cerca di far luce su false accuse, su traffici di sepolcri, intrighi rivoluzionari, in questi anni in cui la Rivoluzione francese faceva sorgere anche in Italia nuove forme repubblicane in alcuni degli Stati in cui era divisa la Repubblica.

I racconti, vivaci e scorrevoli, alternano ai testi descrittivi in italiano, dei dialoghi spesso in napoletano, corredati di note con la traduzione (per me forse superflue, in quanto sebbene le mie origini napoletane siano piuttosto antiche, quello partenopeo mi è sempre parso uno dei dialetti più facilmente comprensibili).

CONOSCERE FIRENZE: FREDERICK STIBBERT

Risultato immagini per Il collezionista di sogniCon il GSF – Gruppo Scrittori Firenze, abbiamo appena lanciato un progetto di antologia su Firenze Capitale. Ho pensato che potrei partecipare con un racconto su Frederick Stibbert, figura di spicco nella città quegli anni e nei successivi.

Mi sono, dunque, recato presso il Museo, per integrare la mia bibliografia in merito e ho acquistato il volume “Il collezionista di sogni” a cura di Enrico Colle e Simona Di Marco, edito da Mondadori Electa Storie nel Settembre 2016.

Prima di acquistarlo, avevo sfogliato il volume e mi era parso più adatto di altri allo scopo. Arrivato a casa, noto però sulla copertina il sottotitolo “Romanzo”, che mi lascia quanto mai deluso. Non era, infatti, mia intenzione acquistare un’opera di narrativa ma un saggio da usare come base per scrivere il racconto.

Va detto, dunque, che la definizione è quanto mai fuorviante. Non si tratta per nulla di un romanzo, ma di una raccolta di scritti assai precisi e dettagliati sulla vita di questo personaggio. Certo non hanno il rigore di un saggio, in quanto mancano le note che esplicitano la fonte di ogni affermazione e forse per questo l’editore deve aver preferito presentarlo come opera di fantasia, ma tale non mi è parso. Come dicevo, poi, non è romanzo, in quanto riunisce una discreta collezione di immagini a colori e vari brani tematici di autori diversi, ovvero:

  • Simona Di Marco – Una famiglia ingombrante;
  • Enrico Colle- Nel rutilante vortice della mondanità;
  • Dominique Charles Fuchs – En voyage!;
  • Riccardo Franci – Il sogno ricreato: il “suo” museo;
  • Martina Becattini – Una Wunderkammer

Poiché gli anni che mi interessavano maggiormente erano quelli dal 1865 al 1871, i primi due articoli, scritti proprio dai curatori, si sono rivelati per me quelli più utili e ricchi di informazioni.

In ogni caso, al mio scopo, la scelta del volume si è rivelata azzeccata e felice. Tutti i testi contenuti nell’antologia si leggono con piacevolezza e sono estremamente densi di informazioni di ogni genere su questo grande collezionista e sul periodo in cui è vissuto, mostrando una Firenze ottocentesca quanto mai cosmopolita e vivace e dando un’immagine di Stibbert assai più inserito nella buona società locale di quanto avessi ritenuto, immaginandolo quasi in esilio nella sua bella villa sulla collina di Montughi scelta dalla madre. È, invece, una delle figure che meglio hanno rappresentato Firenze nel mondo e che hanno dato lustro alla città creando una collezione di armi e armature e altri oggetti, provenienti dall’Europa, dal Giappone e dal vicino Oriente, unica nel suo genere. Del resto, il Museo Stibbert è uno di quelli che maggiormente amo a Firenze e di certo quello che, complice anche la vicinanza della mia casa, ho certo visitato più spesso.

Leggi anche:

Cavalieri, mamelucchi e samurai

UN TRIANGOLO DAI MOLTI LATI

Risultato immagini per marco cibecchiniEccomi alla lettura del secondo romanzo di Marco Cibecchini, autore self-publishing del GSF Gruppo Scrittori Firenze, che si cimenta ancora una volta con una storia erotica senza pudori.

Se con “Oltre la scelta” eravamo dalle parti della sottomissione sessuale e del sado-maso, con “Altea” (You-can-print 2018) siamo in zona “triangolo”, come si intuisce bene anche dal sottotitolo “L’altra donna”. Non si parla di tradimenti, o meglio questi sono solo lo spunto iniziale, ma di un uomo che crea un rapporto a tre con la moglie e l’amante, divenute anche loro amanti.

Cibecchini non si ferma qui: il triangolo è aperto a nuove esperienze e condivisioni verso l’esterno, in un crescendo Risultato immagini per altea cibecchinidi sensualità ed erotismo, che l’autore rende con una scrittura chiara, lineare, efficace e, soprattutto senza pruriginosità represse e falsi pudori che possono rendere testi come questi né carne, né pesce.

Certo, la tematica è per soli adulti e non per tutti i palati, ma la qualità del testo merita la lettura.

FIRENZE CAPITALE E APOCALISSI FIORENTINE

Martedì 11 Febbraio 2020, presso l’ASD Laurenziana, che ci ospita in queste occasioni e che vorrei ringraziare, si è tenuto il dodicesimo incontro letterario del GSF Gruppo Scrittori Firenze, dedicato alla preparazione di un’antologia sugli anni di Firenze Capitale, i cui dettagli divulgheremo tra qualche giorno.

Durante l’incontro, Sergio Calamandrei (socio del GSF e già relatore presso l’ASD Laurenziana sul tema “La struttura nascosta sotto la superficie del giallo e del noir”), che per propria passione ha studiato il periodo, su cui ha scritto anche alcuni racconti, usciti in varie antologie, ha illustrato ai partecipanti le principali caratteristiche di quel periodo storico, anche avvalendosi di numerose fotografie da lui raccolte negli ultimi anni, che mostrano come era la nostra città dal 1865 al 1871.

Oltre a numerosi spunti per meglio comprendere l’ambiente e il modo di vivere e pensare, Calamandrei ha indicato al pubblico un’ampissima bibliografia di riferimento (un centinaio di testi).

Per maggiori approfondimenti in merito si rimanda al suo sito www.calamandrei.it e, in particolare a questa pagina.

 

Questa mattina (13/02/2020), Sergio Calamandrei ha avuto, poi l’occasione di replicare la presentazione in occasione del Forum Rodolico (Firenze), cui eravamo stati invitati entrambi come relatori dalla Professoressa Cristina Minucci.

Mi sono ricollegato al suo intervento per illustrare alcuni possibili scenari storici che sarebbero potuti scaturire se Risultato immagini per Firenze Capitalela capitale fosse rimasta a Firenze non solo dal 1865 al 1871 ma più a lungo e magari sino ai giorni d’oggi. Da questo spunto sono poi passato a spiegare l’importanza dell’ucronia come metodo di analisi storica, per l’individuazione dei momenti focali che ne determinano il corso e come fonte per infinite ispirazioni letterarie. Ho, quindi, evidenziato come l’ucronia possa anche essere uno strumento per comprendere la fragilità della storia e del mondo.

Sono quindi passato a illustrare alcune tematiche ambientali e sociali che minacciano il nostro mondo (perdita di biodiversità, surriscaldamento, scioglimento dei ghiacci, deforestazioni, desertificazione, sovrappopolazione, tensioni demografiche, inquinamento, diffusione di nuovi virus…), spiegando come tutte queste problematiche siano collegate tra loro e minino il nostro presente e il nostro futuro.

Al fine di far intuire la fragilità della storia, ho di recente pubblicato l’antologia di racconti distopici “Apocalissi fiorentine”, in cui ho cercato di riportare in un ambito più locale (la nostra città) tematiche che si tende a pensare come distanti (lo scioglimento dei ghiacci non è solo un problema degli orsi bianchi, come la deforestazione non è un problema solo delle tribù dell’Amazzonia) ma che riguardano tutti noi, non domani, ma oggi. Alle problematiche ambientali ho anche dedicato il blog “Il terzultimo pianeta”, in cui potrete trovare vari miei articoli/post sul tema.

Facendo una rapida carrellata dei 24 racconti e delle 48 illustrazioni del volume, ho mostrato ai ragazzi presenti al Forum che la stessa città di Firenze in cui vivono ha rischiato numerose volte nella sua storia di scomparire o di mutare profondamente aspetto e ancora è soggetta a questo rischio.

Le immagini sono state realizzate dagli studenti di architettura di Firenze guidati dal Professor Scalzo e presentano una Firenze desertificata, sommersa dalle acque, congelata, aggredita dalla vegetazione, trasformata da nuovi sviluppi urbani.

Si approfitta dell’occasione per ricordare che fino a fine febbraio potranno essere votate per il Premio Carità per la miglior illustrazione fantascientifica organizzato dalla World SF Italia.

 

IL GSF LEGGE ALL’ACCADEMIA DEGLI ALTERATI

Ieri, 7 Febbraio 2020, c’è stato un Reading del GSF Gruppo Scrittori Firenze.

Ci ospitava l’Accademia degli Alterati. Ho avuto modo di leggere l’inizio del racconto “Il ritorno degli inglesi” dell’antologia distopica “Apocalissi fiorentine“.

L’ho scelto perché parla anche della trasformazione della città negli anni di Firenze Capitale, tema del prossimo incontro del GSF martedì 11 p.v. all’Asl Laurenziana in via Magellano 13 rosso, Firenze Nova, ore 18,00.

Potete leggere qui il brano che ho letto (anche qualche paragrafo in più).

Il racconto immagina che alcuni degli illustri ospiti ottocenteschi del Cimitero degli Inglesi, si risveglino nella Firenze contemporanea, con loro grande stupore per come è cambiata la città e con l’incredulità dei fiorentini verso questi inattesi “migranti” giunti dall’oltretomba.

Carlo Menzinger e Cristina Gatti, presidente del GSF.

 

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: