Archive for gennaio 2008

Sangue

Vi consiglio un bel brano di Daniela Raimondi http://danielaraimondi.splinder.com/post/15640166/Sangue.

 

L'UNICO PECCATO SAREBBE NON LEGGERLO

"L’unico peccato" di Sergio Calamandrei, Editrice Zona: ecco un giallo che è qualcosa di più di un semplice giallo.

L'unico peccato di Sergio Calamandrei

Con quest’opera prima Sergio Calamandrei ci guida in un’avventura che è un intreccio di storie e di personaggi, d’incontri e di riflessioni.
L’ambientazione fa subito capire dove dobbiamo collocare questo lavoro. È, infatti, ambientato nella Biblioteca Nazionale di Firenze e non mancano le pagine dedicate ad un Circolo di aspiranti scrittori.
Siamo dunque più dalle parti della letteratura che non altrove.
L’autore riesce, infatti, a cogliere sempre la giusta occasione per offrire al lettore occasioni di riflessioni sempre nuove, man mano che la ricerca investigativa attorno al delitto procede.
E non manca l’esplorazione psicologica, il lavoro di definizione e tratteggio dei personaggi.
Si tratta, dunque, di un libro completo e “pieno”. Di un libro in cui si sente che l’autore ha riversato anni di riflessione e di vita e un lungo ed intenso impegno di scrittura.
Il risultato, quindi, non può che essere ottimo: un romanzo piacevole, variegato e coinvolgente, un testo che, pur edito al di fuori delle “major” dell’editoria, ha tutte le caratteristiche per essere un libro “importante”, che ben avrebbe figurato nelle principali collane gialle dei massimi editori nazionali, un libro che non può mancare nella vostra libreria (io ne ho già acquistate varie copie, che ho regalato ad amici e, purtroppo, ho prestato la mia copia personale e ancora non l’ho riavuta… credo che finirò per comprarne una nuova!).
Non perdetevi allora questa occasione per scoprire un nuovo, brillante autore.
 
La trama in estrema sintesi è questa: Firenze, inizio anni novanta. Un investigatore privato conduce un’indagine sul suicidio di uno studente fuoricorso che lo porta a scoprire un misteriosi traffici che ruotano attorno alla Biblioteca Nazionale. Nel corso dell’indagine l’investigatore incontra il Club degli Aspiranti Scrittori dove si riuniscono persone che si dilettano a scrivere. Due storie d’amore che coinvolgono alcuni di questi aspiranti scrittori si intersecano con la trama gialla. 

Vorrei ora rivelarvi il finale: il colpevole è…. No, scherzavo! Lascio a voi di scoprire chi sia e soprattutto quale sia questo Unico Peccato, scoprendo così anche quella che è la filosofia che c’è dietro un’opera tanto intensa, dalle cui pagine traspare, come scrivevo, il lavoro di anni e la ricerca continua di una qualità da offrire a un pubblico che, vogliamo augurarci, potrà crescere sempre più.
 Lascio ora la parola all’autore che così descrive questo libro:

Sergio Calamandrei

 

 
<<“Ci sono dei libri gialli in cui il detective arriva alla soluzione del caso per intuizione, al termine di un lungo processo di empatia con l’assassino. Egli a poco a poco assorbe, se così si può dire, l’ambiente in cui è maturato il delitto e arriva a ragionare come il colpevole, identificandolo in tal modo. In altri gialli la soluzione viene trovata come freddo risultato di un processo esclusivamente logico, un po’ come risolvere un’equazione alla lavagna. In alcuni libri, infine, il colpevole è il maggiordomo e tutto quello che c’è scritto in mezzo è uno spreco di tempo.
Io, tra i miei personaggi non avevo alcun maggiordomo e quindi decisi che dovevo risolvere il caso Berti col mio metodo personale, il metodo Arturi, detto anche della logica per forza.”
 
Così riflette Domenico Arturi, investigatore privato fiorentino dal passato non limpidissimo e dalle amicizie inquietanti prima di affrontare una lunga notte che lo porterà a scoprire cosa si nasconde dietro l’apparente suicidio di uno studente universitario fuorisede.
Siamo a Firenze, agli inizi degli anni novanta e un fuoricorso, aspirante scrittore e collaboratore saltuario con la Biblioteca Nazionale, muore precipitando dalla finestra del suo appartamento. Il padre incarica Domenico Arturi di chiarire le motivazioni del suicidio. L’investigatore, il cui motto è “lo scopriremo solo vivendo”, si immerge in un’indagine atipica che lo porta in contatto con un originale Club popolato da personaggi particolari; tra questi: un professore amante di Borges e con un lontano passato sudamericano, uno studente che crede nella “Teoria Romantica dell’Amore” e che litiga in continuazione con un seguace della “Teoria Casualistica dell’Amore”, un vecchietto che parla solo per citazioni, ritenendo che ormai a questo mondo tutto quel che merita di essere detto, lo sia già stato.
Seguendo le labili tracce lasciate dal giovane morto l’investigatore si imbatte in uno spacciatore, ex poliziotto, estremamente pericoloso, e in una cittadina svizzera dove producono ottimi cioccolatini. Accompagnato da un’insegnante di ginnastica ormai specializzata nel respingere i pretendenti, Arturi partecipa a una spettacolare festa in una villa nelle campagne attorno a Firenze. Quella sera ci scappa il secondo morto, questa volta sparato, e a quel punto diventa chiaro che il volo fatto dal presunto suicida deve essere riletto da un altro punto di vista.
Nel frattempo appaiono libri antichi della Biblioteca Nazionale che non dovrebbero esistere e si sviluppano due storie d’amore. La prima è quella di un avvocato trentenne già consumato dal proprio lavoro che cerca di rigenerarsi con un pericolosissimo amore per una ventenne. La seconda nasce tra una ricercatrice universitaria, ossessionata dalla propria abilità nell’interpretare il linguaggio del corpo, e un bibliotecario il quale ritiene esista un unico peccato che cerca in tutti i modi di evitare, commettendone molti altri nel frattempo.
Tra ulteriori spari, “amici” svizzeri, irruzioni della polizia, pranzi sentimentali al caffè Neri-Peruzzi di Piazza Santa Croce e momenti di amore intenso, tutte le storie precipitano verso la conclusione e alla fine l’investigatore resta con un po’ di amaro in bocca perché forse non tutto è andato a finire com’era giusto.>>
 
Su http://www.calamandrei.it/unicopeccatointervista.htm c’è, infine, un’intervista a Calamandrei, in cui l’autore ci parla del libro.
Un’altra recensione si trova qui.
 
Il volume (232 pagine) è un po’ caro se ordinato in libreria (€ 21,00), ma è possibile ottenere sconti richiedendolo all’autore mediante il suo sito internet (€ 14,80).
Il sito internet dell’autore è www.calamandrei.it.
Il suo blog è www.calablog.splinder.com.
Consiglio la visita ad entrambi, se non altro per leggere le interessanti riflessioni dell’autore sul moderno mercato dell’editoria http://www.calamandrei.it/editoria.htm.
Buona lettura.
P.S. Chi volesse incontrare Sergio Calamandrei, potrà venire alla Galleria Donatello di Firenze alle ore 17,00, in via degli Artisti 2R, dove presenterà il volume "Ucronie per il terzo millennio".

Serata ucronica nel web

Scrivo questo post per ringraziare tutti coloro che stanno aiutandomi a parlare della serata ucronica che si terrà sabato 16 febbraio 2008 alle ore 17,00 presso la Galleria Donatello di Firenze, in via degli Artisti 2r e durante la quale sarà presentata l’antologia UCRONIE PER ILTERZO MILLENNIO.

La voce si sta diffondendo a vista d’occhio. Sarà un vero "evento"!

Al momento parlano della serata, oltre a questo blog:

http://www.liberodiscrivere.it/easyNews/NewsLeggi.asp?IDnews=425

http://www.liberodiscrivere.it/biblio/scheda.asp?IDOpere=131878

http://www.geocities.com/menzingercarlo/Eventi.html

http://www.ancorainviaggio.it/pubblicazionimaria.htm

http://blog.libero.it/Speziale62/view.php?nocache=1180961397

http://acchiappaeventi.splinder.com/post/15646387

http://danielaraimondi.splinder.com/post/15702325/Annunci+vari

http://sanasacrosantafollia.splinder.com/post/15711209?796#comment-42092437

http://bloggerfiorentini.splinder.com/post/15650414/UCRONIE

http://pamelag2.splinder.com/post/15659422/Serata+ucronica+a+Firenze

http://alldaybreakfast.splinder.com/post/15706919

http://leparoledelcuore.splinder.com/ al 28/01/08

http://sedge.splinder.com/post/15713209/Serata+UCRONICA.

http://mianonnaincarriola.splinder.com/post/15713445

http://kikmaster.splinder.com/post/15714812/Serata+ucronica+a+Firenze

http://caffestorico.splinder.com/post/15718027

http://fiae.splinder.com/post/15727703

http://happysummer.splinder.com/ ci sono due post al 30/01/08

http://glodalessandro.splinder.com/post/15768246?703#comment-42251043

http://antanz1967.splinder.com/post/15755231/Serata+Ucronica

http://baruliamo.splinder.com/post/15874410

http://antares666.splinder.com/post/15895782#15895782

http://calablog.splinder.com/post/15901481/Ucronie+a+Firenze

http://bloggerfiorentini.splinder.com/post/15908709/

http://intercultura.splinder.com/post/15919007

http://pamelag2.splinder.com/post/15914995/APPUNTAMENTI

http://www.calablog.splinder.com/post/15957008/Sabato

http://avideospento.splinder.com/post/15966336

Parlano invece del libro:

http://www.salviamoitalia.net/2008/02/05/ucronie-per-il-terzo-millenio/

http://blog.libero.it/Speziale62/3757886.html

http://blog.libero.it/Cuoredigabbiano/

Si può leggere degli estratti di Ucronie per il terzo millennio su:

http://www.liberodiscrivere.it/biblio/scheda.asp?IDOpere=131466

http://www.arbitalia.it/letteratura/2008/pompo_il_piccolo_giorgio.htm

http://www.liberodiscrivere.it/biblio/scheda.asp?IDOpere=129946

http://www.liberodiscrivere.it/biblio/scheda.asp?IDOpere=129798

http://www.liberodiscrivere.it/biblio/scheda.asp?IDOpere=129098

http://www.liberodiscrivere.it/biblio/scheda.asp?IDOpere=128805

Fatemi sapere se qualche altro sito ne parla.

Grazie ancora a tutti.

VENTO ROSSO

Ho scoperto Giuliana Argenio tra i frequentatori dei blog di Splinder. Incuriosito dal suo romanzo Vento Rosso, me lo sono fatto mandare e l’ho letto con crescente piacere.
 

Vento Rosso di Giuliana Argenio

Si tratta di un’opera prima e questo mette sempre in sospetto, persino il sottoscritto, sebbene mi consideri anch’io un “esordiente”. Il rischio è quello di trovarsi tra le mani libri mal scritti o, soprattutto, che parlino di poco o di nulla, nel vano tentativo di mostrare una qualche “arte”.
Ho capito fin dalle primissime pagine che questo non era il caso. Mi è stato subito chiaro di avere a che fare con un’autrice che sa come si scrive e che sa muovere i suoi personaggi con tecnica e stile maturi e misurati.
Una cosa che ho notato, ad esempio, nelle primissime pagine, è stato l’intercalare della vita dei personaggi tra un’e-mail e la sua risposta, che mi ha dato l’impressione di un’autrice che sa creare l’attesa, che non deve essere necessariamente suspance ma capacità di gestire l’attenzione del lettore.
Il romanzo si presenta subito assai denso di piccoli eventi, che ci tengono impegnati nella lettura e ci spronano ad andare avanti. I personaggi sono un numero ragionevole e questo non crea confusione nel lettore ma gli consente di seguire bene la trama. Sì, la trama! Sembra banale, ma a volte capitano libri privi o quasi di trama. Qui, invece, c’è. Non così complessa da creare problemi nella lettura, ma adeguata a giustificare il nostro desiderio di arrivare sino all’ultima pagina.
Dunque, un libro scritto bene.
Ma dire questo sarebbe riduttivo. Questo è solo lo sguardo di uno scrittore sul lavoro di un altro scrittore.
Il libro, però, ha altri pregi, che sono certo quelli che un lettore “non scrittore”, coglierà per primi.
Sono interessanti i personaggi descritti. Mi paiono, infatti, rappresentativi di una generazione in cui mi riconosco, quella dei quarantenni di oggi, che sono cresciuti nell’Italia degli Anni di Piombo. La ricordate? Per alcuni di noi il terrorismo, quello vero, quello che nasceva nella casa accanto alla tua, non quello distante, importato dall’estero, è stato lo scenario in cui siamo cresciuti.
Ed è questo che trovo strabiliante in questo libro: la capacità di descrivere la naturalezza con cui una generazione ha convissuto con il terrorismo. La semplicità con cui la protagonista Emma scopre le attività terroristiche di Mauro, dando loro solo un peso relativo, pur essendo lei piuttosto lontana da quel mondo, da quel modo di affrontare i problemi del Paese. L’Argenio ha la capacità di farci vivere queste situazioni con la normalità con cui alcuni della nostra generazione le hanno vissute: come qualcosa che è nato con noi e che non ci può stupire più che tanto. Ferire, forse.
Altrettanto interessante è come questi personaggi, figli di un’epoca già lontana, vivano il nostro presente con la sua tecnologia e le sue schizofrenie.
La schizofrenia è, infatti, un’altra linea che attraversa il romanzo. Compare prima come la moderna schizofrenia dei nickname, quella per la quale ci sediamo davanti ad un computer, ci perdiamo in una chat e la nostra identità ne è subito stravolta, diventiamo nel computer altri, virtuali, diversi dai noi stessi seduti lì davanti. E la protagonista è consapevole dell’inganno che ne deriva, ma ugualmente si lascia trascinare, ugualmente accetta l’amore insperato che prende forma dallo schermo.
La schizofrenia continua il suo gioco di nomi quando Mauro fugge dall’Italia e si crea una nuova identità (con un nuovo nome) alla quale non riesce, però, ad adattarsi, al punto da decidere di tentare una seconda fuga, all’inverso, verso la responsabilità e l’amore, rischiando la galera e trovando di peggio.
La schizofrenia di Mauro, è quadruplice, non solo questo personaggio è Mauro in Italia, un altro Mauro su internet, Francisco in Sud America, ma anche Vento Rosso quando combatte, con questo strano, poetico nome da partigiano. Uno, nessuno e centomila, verrebbe quasi da dire, prafrasando Pirandello. Ed ecco che vediamo ora Mauro e Francisco prendere l’aereo uno accanto all’altro, ora Mauro e Vento Rosso lottare assieme. Ma è sempre la stessa persona, schizzofrenicamente divisa.
L’abilità dell’Argenio è quella di offrirci anche questa schizofrenia come normalità: non ci stupiamo di vedere Mauro accanto al suo doppio.
E tutto questo ci viene regalato con un tocco descrittivo che trova la sua poesia nel delineare l’anima dei personaggi, nel mostrare la loro debolezza, la loro insicurezza.
 
Ogni tanto compaiono nel testo alcuni veloci versi. Si scopre dai ringraziamenti finali dell’autrice che non sono versi suoi ma del poeta Tiberio Crivellaro e che ad essi l’Argenio si è ispirata per scrivere l’intera storia. Chiude il volume una snella appendice di versi di Barbara Marin, in cui pure si parla di un “vento rosso”, quasi a voler commentare poeticamente un romanzo che ha comunque già in sé tutta la sua pienezza.
 
Vento Rosso di Giuliana Argento è edito da Il Filo Edizioni di Roma ed è inserito nella collana Vertigo.

 Se volete l’opinione di un altro lettore su questo libro leggete qui.

Serata ucronica a Firenze

SABATO 16 FEBBRAIO 2008
ALLE ORE 17,00
 
SERATA UCRONICA
PRESSO LA GALLERIA DONATELLO
Via degli Artisti, 2R -Firenze
Galleria Donatello
Il Prof. Gianni Marucelli
(direttore della rivista -La Toscana L’uomo L’ambiente)
presenta
l’antologia di allostorie (racconti con ipotesi di Storia alternativa)

Allostoria dell’umanità da Adamo a Berlusconi
Edizioni Liberodiscrivere (www.liberodiscrivere.it)

46 racconti di 18 autori,
curati da Carlo Menzinger
(autore dei romanzi ucronici Il Colombo divergente” e “Giovanna e l’angelo,
editi da Liberodiscrivere)
Interverranno il curatore e alcuni degli autori.
 
All’inizio della presentazione, sarà possibile visitare
la mostra di quadri degli artisti del Gruppo Donatello
Renato Mertens, Domenico Viggiano e Luigi Tamanini.
 
Via Degli Artisti 2r ( Firenze 50132)
Tel. +39 055579207
 

Gli autori sono: Vera Bianchini, Sergio Calamandrei, Gianna Campanella (Cyprea), Lorella De Bon (CRISalide), Francesco De Francesco (franz nessuno), Riccardo Farina (stupidus), Fabrizio Graziani, Luigi Guidi, Maria Iorillo, Pasquale Martino (Pasquino), Carlo Menzinger, Crisitina Nardo, Alberto Pestelli, Giuseppe Pompò, Marco Porcaro, Angela Rosati (zingara53), Rossano Segalerba, Pietro Suardi.

Ci sono film ucronici?

Se alcuni elenchi di romanzi ucronici si possono trovare in rete, non è altrettanto facile trovarne per i film.
Anche nel cinema non mancano, però, esempi di storie con alcune delle caratteristiche dell’ucronia, quali la celeberrima trilogia di “Ritorno al futuro” che descrive le possibili vite del protagonista al verificarsi di dati eventi nel suo passato. Non è, però, vera ucronia, perché si fa ricorso a macchine del tempo e perché la Storia vi ha ruolo marginale.
Questi film sono genericamente considerati “fantascienza”. Tra la fantascienza, in effetti, si possono trovare altri esempi nascosti di ucronie, come certi episodi di Star Trek.
Un’altra situazione ucronica solo in parte (sempre perché non vi è il riferimento storico) è il film "Ricomincio da capo", in cui il protagonista Bill Murray impara ad amare Andie McDowell ripetendo all’infinito lo stesso giorno, con piccole modifiche che lo portano a comprendere lei e sé stesso. Con questo film siamo dunque dalle parti dell’ucronia anche se la mancanza di un ambientazione nel passato o in tempi diversi dal presente lo rende, a mio avviso, meno degno di comparire nel genere. Lo stesso potrebbe dirsi dell’imperdibile “Sliding Doors”.
Più correttamente ucronico potrebbe essere considerato il film “I vestiti nuovi dell’Imperatore” nel quale Napoleone fugge da Sant’Elena e torna in Francia (regia di Alan Taylor, GB 2001).
Seppure vi prevale l’aspetto comico e grottesco, un esempio nostrano di ucronia è il film con Benigni e Troisi “Non ci resta che piangere”, in cui i protagonisti hanno un intento ucronico (frustrato): fermare Cristoforo Colombo, e, ucronicamente, interagiscono con Leonardo da Vinci e Savonarola.
Vorrei poi citare il cartone animato giapponese (anime) "Jin Roh" di Mamoru Oshi ambientato in un Giappone alternativo, che sembra aver perso la guerra a fianco degli Americani e contro i Tedeschi, in un dopoguerra che conosce uno sviluppo economico accompagnato da forti conflitti sociali fra movimenti rivoluzionari e uno stato oppressivo di marca pinochetista.
Ci sono poi alcuni film tratti dai romanzi elencati nel precedente post, come Fatherland e L’Ultima tentazione di Cristo.
 
Questo del cinema rimane un capitolo su cui devo ancora lavorare molto. Attendo suggerimenti.
 
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Leggi anche:
 

Ucronie per il terzo millennio

Mi è arrivato a casa il pacco con le mie copie di "Ucronie per il terzo millennio"!

Chi ne volesse una copia con dedica può farmene richiesta. Il modo migliore per averlo, però, è ordinarlo direttamente a Liberodiscrivere.

Si conclude così la terza fase (pubblicazione) di quest’avventura iniziata meno di un anno fa, lanciando sul Forum di Liberodiscrivere l’idea di realizzare un’antologia di allostorie (prima fase). La seconda fase (scrittura dei racconti e predisposizione del volume) si è conclusa  dicembre. Inizia ora la quarta e più difficile fase: la promozione e vendita del libro.

Spero che chiunque lo legga, ne parli e faccia sapere in giro che esiste. Chi volesse sapere di cosa si tratta può andare a vedere:

E’ un libro per tutti. Credo sia anche molto adatto per essere letto nelle scuole, grazie alle note storiche in fondo ad ogni racconto e per poter insegnare agli studenti che la storia avrebbe anche potuto essere diversa.

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