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FIRENZE VISTA DAI FIORENTINI

Fiorentini per sempre. Intervista a Paolo Mugnai, curatore della ...

Paolo Mugnai, curatore di “Fiorentini per sempre”.

Alla fine di febbraio 2020 è stata pubblicata dalle Edizioni della Sera l’antologia di racconti “Fiorentini per sempre”, curata da Paolo Mugnai e che vede la partecipazione di molti autori attivi sulla piazza cittadina, tra cui il sottoscritto con il racconto distopico “Il mare a Firenze”.

Purtroppo, l’esplosione della pandemia di covid-19 e la conseguente quarantena hanno impedito sia la realizzazione di incontri di presentazione, che speriamo si possano fare quanto prima, sia persino a me di incontrare il curatore e ritirare le mie copie. Solo all’inizio di maggio sono così riuscito a riceverle e a iniziarne la lettura.

 

Il volume è corredato di una prefazione, scritta dall’importante giallista Marco Vichi e di una postafazione dell’esperto di storia fiorentina Luciano Artusi. Si inserisce in una collana dedicata a varie città e regioni d’Italia, partita con “Napoletani per sempre” e che ha visto di recente anche il volume “Toscani per sempre“.

Vichi, giustamente, nota nelle prime righe che gli piace pensare che “i fiorentini sappiano essere anche italiani ed europei”, affermazione che condivido, anche se tendo a rovesciare l’ordine, dicendomi prima europeo, poi italiano e, infine, cittadino adottivo di questa Firenze, cui ormai, dopo quasi tre decenni, sono forse persino più legato che a Roma che mi ha dato i natali. Nota Vichi che “i fiorentini si vantano un po’ troppo di avere nelle vene il sangue dei grandi del passato”, vezzo, direi, più che un vizio, del resto comune a molte città italiane, a partire dalla Roma da cui vengo, che ancora si crede caput mundi. Analogamente, molti italiani, ma i fiorentini in primis, considerano la propria la “città più bella del mondo” e questo concetto lo ritroviamo alcune volte in questi stessi racconti. Da questo ne deriva, come scrive Vichi, che “i fiorentini, tendenzialmente me compreso, sono persone chiuse, inospitali, incapaci di aprirsi agli altri”.

Vichi, infine evidenzia il gusto fiorentino per l’ironia, i giochi di parole, i doppi sensi, l’arguzia, che troppo spesso rendono l’umorismo fiorentino incomprensibile se non offensivo per chi non ne conosce lo spirito.

NILHOTEL - Firenze

I racconti sono in ordine alfabetico secondo il cognome dell’autore.

Si comincia così con Luca Anichini che ci racconta, in chiave storico-antropologica, gli anni dopo la seconda guerra mondiale di una famiglia di mezzadri, attraverso le profonde trasformazioni seguite alla legge del 1964 che aboliva i contratti che regolavano questa forma di coltivazione, con la protagonista Emma che abbandona così la campagna per un lavoro in fabbrica dove “non era più circondata dai familiari ma dai colleghi” (in questi giorni di quarantena e smart working stiamo vivendo il processo alla rovescia!) e dove può finalmente avere con la busta paga dei soldi che siano suoi e non della famiglia. Se l’amore per Firenze è forte, però, Emma, presto subirà il sogno di una vita diversa e raggiungerà a Parigi l’amica Anna, partita assieme a uno studente francese.

Anche Lapo Baglini fa dire al suo protagonista “Firenze la amo e mi è sempre piaciuta ma nello stesso tempo sento il bisogno di scappare, almeno un paio di volte l’anno”, perché “la voglia di evadere la si può provare anche nella città più bella del mondo”. Sarà per il clima caldo estivo, ma i fiorentini mi pare sentano più di altri il bisogno di vacanze quando arrivano luglio e agosto. Del resto, come conclude Baglini il suo racconto di amore tradito, furto e omicidio,  “il cielo è azzurro come può esserlo qui a Firenze. Niente a che vedere con quello dei Caraibi”.

Carlo Menzinger, autore di uno dei racconti di “Fiorentini per sempre”

Anche Serena Bedini ci mostra un certo disagio verso questa città, con la protagonista “cieca alla perfetta simmetria del Vasari, allo scorcio che si apriva davanti del Palazzo Vecchio e delle statue antistanti”, sconvolta dalla crisi del turismo del 2008, che preconizzava quella ben più grave di questo 2020 e che l’aveva lasciata senza lavoro: “il modo di fare turismo sarebbe cambiato, era evidente che il mio posto di lavoro, un anno prima così ricco di prospettive, adesso era oltremodo precario”. Riuscirà Firenze a reiventarsi senza il turismo?

Jacopo Berti ci presenta una “lettera mai scritta di un fiorentino di altri tempi, uno dei primi botanici e naturalisti” per il quale nelle strade del proprio “quartiere c’era un’aria speciale che spingeva verso paesi lontani”: ritroviamo uno spirito non molto diverso da quello di Baglini.

In questo racconto si coglie un’altra caratteristica tipica dei fiorentini: la ritrosia verso il nuovo, così ben rappresentata dalle reazioni al Risanamento avvenuto nel periodo di Firenze Capitale, che trasformò in pochi anni la città come non lo era mai stata dai tempi del Rinascimento: “il risanamento dell’architetto Poggi che noi fiorentini abbiamo mal digerito”, che fa il paio con il disprezzo attuale verso il Tribunale Nuovo, che ha portato un po’ di novità urbanistica in una città immobile.

Come nei brani di altri autori di questa raccolta, troviamo il protagonista affermare che “dopo esser stato girovago, Firenze è sempre stata la mia meta finale: rivedere l’Arno così mite rispetto alle acque limacciose dei fiumi di Sumatra”, perché “nel mio cuore c’è sempre stata la cupola del Brunelleschi, come il bocciolo di un fiore non ancora dischiuso”.

Nel racconto di Alessandro Bini assistiamo a un invasione aliena dal centro della città e, in particolare, da Ponte Vecchio. A dir il vero, gli extraterrestri non li vediamo, ma è un’occasione per attraversare con il protagonista la zona vicino all’Arno. Se si diceva un tempi che “un disco volante non può atterrare a Lucca” (Carlo Fruttero), credo sia meritevole cercare di fare comunque fantascienza italiana e, come in questo racconto, connotarla per la sua peculiarità territoriale.

Roberta Capanni ci parla dell’alluvione del 1966, focalizzandosi sulla resistenza di una cagnetta bloccata dalle acque con la sua cucciolata.

Assai singolare il personaggio smemorato o forse con troppi ricordi del racconto di Giacomo Cialdi che “tutti gli anni, il 7 dicembre” si reca in una scuola.

Segue il racconto di quel grande poeta dei luoghi che è Paolo Ciampi, di cui ho già scritto tante volte, che ci parla di una Firenze che non c’è più, fatta di venditori ambulanti come il mitico Lachera e vista attraverso gli occhi di un cronista di strada.

Interessante l’annotazione storico-linguistica riguardo la “Loggia del Mercato Nuovo, accanto al Porcellino” dove “a pochi metri dalla pietra dell’acculata, quella in cui le natiche dei debitori insolventi, a braghe calate, venivano ripetutamente sbattute. Una raffinatezza della Firenze medievale, per inciso, da cui si intende l’espressione col culo per terra”.

Camilla Cosi ci parla dell’attentato mafioso all’Accademia dei Georgofili con la perdita, tra le altre cose, di un dipinto di Landseer, ma anche della grande alluvione del ’66 e della leggenda sul volto inciso sul fronte di Palazzo Vecchio da Michelangelo.

Livia Fabruccini ambienta in Piazza della Passera, l’antico centro di case chiuse, la sua storia di ricerca di indipendenza giovanile.

È un salto nel passato del giornalismo sportivo e della Fiorentina il racconto di Nadia Fondelli.

Quello di Andrea Claudio Galluzzo, invece, è una dichiarazione d’amore verso la propria città: “Firenze è la mia donna e io la amo follemente”, seguita subito dopo dal racconto di Andrea Gamannossi che parte come la storia di un innamoramento, “era così bella che tutta la gente che le stava attorno sembrava sbiadita”, per poi mutarsi quasi in horror, con la donna divenuta vecchia e brutta, e collegarsi infine alla vicenda storica della scultura detta “Berta”, che si scorge sulla torre campanaria  della chiesa di Santa Maria Maggiore.

Sceglie Alessandro Lazzeri di focalizzarsi sullo storico Hotel Mayflower e sulla misteriosa ospite della camera 325, la Signora Odescalchi della Nave, che mai esce da questo albergo che negli anni “più che invecchiare” “pareva decomporsi”, che da “scintillante era diventato trasandato”. Sarà mai esistito? Su Google non è trovato traccia.

Giovanni, il pensionato protagonista di Luca Lunghini, ama “passeggiare per la sua amata Firenze”, per “conoscere meglio la sua splendida città” e ripercorrendo le rive dell’Arno ricorda dell’alluvione del ’66 e della nevicata del ’85.

Per raccontare di un ritorno a Firenze, Francesco Luti, sceglie un vocabolario tutto suo in cui si susseguono termini ed espressioni come “appetto”, “si serenò”, “duo”, “intormentiti”, “rinsanguamento”, “principiare”, “fuori sceneggiava il verde”, “discacciare”, “scattoso e spasmodico”, “fremebonda”, “grifagna”, “desinare”, “diacere”, “aleggiava”, “carambolò”, “svisò gli occhiali”, rendendo così l’idea della lontananza che da fisica si fa linguistica. Anche lui, come tanti in quest’antologia, non manca di definire Firenze “la città più bella del mondo”.

Giulia Mastromartino ci parla della magia di questa città, attraverso la coincidenza degli incontri umani.

Francesco Matteini descrive una singolare maratona per le vie del capoluogo toscano, con due podisti che si scopriranno, alla fine, avere uno sguardo davvero particolare.

Carlo Menzinger, presente in “Fiorentini per sempre” con una delle sue distopie toscane.

Ed eccoci al racconto “Il mare a Firenze”, del sottoscritto Carlo Menzinger, che mostra una città futura, assediata daun mare troppo alto, per effetto del surriscaldamento, protetta da un muro, che la difende anche dai “migranti climatici” fuggiti dalle città della costa, e in cui la gente si rifugia nella realtà virtuale, per negare il presente.

Il racconto fa parte di un gruppo di cinquantuno storie da me scritte per mostrare la fragilità del nostro ambiente, focalizzandola sull’ambito a noi più vicino, la nostra città. I primi ventiquattro sono usciti nell’antologia “Apocalissi fiorentine” (Tabula Fati, Ottobre 2019) e gli altri ventisei usciranno in “Quel che resta di Firenze”.

Tommaso Meozzi ci parla di nuovo di chi ha dovuto lasciare la propria città (“la sua voglia di casa, pari solo alla sua voglia di partenze”), che vive all’estero come “venditore ambulante d’italiano”, insegnate precario, perché “insegnare italiano lo aiuta a rimanere in contatto con le proprie radici”. Ed eccolo aggirarsi di nuovo per Firenze nell’impossibile ricerca di acquistare lacci per scarpe, in una città che vende alta moda, ma si dimentica delle piccole cose.

Viene da Milano, la protagonista di Pier Vincenzo Monaci, “una truccatrice freelance”, che assieme a delle amiche aiuta il suo ex-allenatore di volley a far chiarezza sull’omicidio del figlio con “una schiacciata da una seconda linea lontanissima, oltre l’Arno, oltre il Po, oltre il Ticino, dalle sponde del Naviglio Grande!”.

Torna a Firenze anche Dante, dopo ben cinquanta anni, il protagonista ideato dal curatore Paolo Mugnai, dopo essersene andato “da quel presente fiorentino per me divenuto irrespirabile”. Torna dalla figlia Beatrice (nome non casuale) ma dice “Questa non è più la mia Firenze”. Frequenta un corso di cultura toscana per la terza età che lo porta a riscoprire la città.

Quasi un saggio sul Risanamento fiorentino dei tempi di Firenze Capitale è il racconto di Marco Salucci, a seguito del quale “le città restano due” “una sulla riva sinistra e una sulla destra”. Se i grandi spazi dei Viali, di piazzale Michelangelo, di piazza D’Azeglio erano finalizzati trasformare la città medicea in una capitale nazionale, la loro importanza la ebbero anche “Tifo, tubercolosi, scrofola, colera”: “si cercava un rimedio a queste malattie con l’abbondanza d’aria, i bagni di sole” e “il controllo delle acque”.

Eppure, come sempre accade a Firenze, “questa nuova città sulle prime non fu apprezzata”.

Quello di Enrico Zoi è un lungo interrogarsi su perché uscire di casa, attratti dalle bellezze della città.

Chiude il volume la postfazione di Luciano Artusi per il quale questo libro di “novelle per adulti” si contraddistingue per l’amore per Firenze. Come abbiamo visto, però, è un amore-odio, come sovente avviene, che porta spesso i personaggi ad allontanarsi magari poi per fare ritorno in questa città, che i fiorentini continuano a sentire come “la più bella del mondo” e a restare, seppure lontani, “Fiorentini per sempre”.

Si dice da più parti che sulla nostra meravigliosa città sia già stato detto e scritto tutto;” scrive Artusi non sono affatto in sintonia con questa linea di pensiero che, seppur prevalente, non mi convince affatto”. Come non esser d’accordo? Questa stessa antologia è la prova che c’è ancora qualcosa da raccontare.

Premio al lettore di Fantascienza

Associazione World SF ItaliaOggi sono usciti i finalisti del Premio al Lettore di Fantascienza organizzato dalle associazioni Moonbase ’99 e World SF Italia.

Sono presente tra i sei finalisti con due recensioni da me scritte e una scritta su un mio libro. Sui link è possibile leggere le recensioni.

Ecco i primi sei classificati (in ordine alfabetico):

Carlo Menzinger di Preussenthal [leggi] Il 9 Maggio Pierfrancesco Prosperi
Carlo Menzinger di Preussenthal [leggi] Karma avverso Emiliano Mecati e Alessio Seganti
Daniele Dafichi [leggi] Hyperion Dan Simon
Pietro Ballio (pseudonimo) [leggi] I fabbricanti di felicità James E. Gunn
Valeria Barbera [leggi] Übermensch Davide Del Popolo Riolo
Vincenzo Maria Sacco [leggi] Apocalissi fiorentine Carlo Menzinger di Preussenthal

 

Sono presente anche tra le altre ammesse in finale.

Grazie a chi mi ha recensito e a chi mi ha votato.Homepage

Colgo l’occasione per segnalare che come lettore di fantascienza, sono anche Maestro della Fratellanza di Fantascienza di Anobii, un’associazione che da anni sta redigendo l’elenco delle migliori opere di fantascienza di sempre.

Qui potete leggere altre mie recensioni di opere fantascientifiche.

AL VIA IL PREMIO ITALIA PER LA LETTERATURA FANTASTICA!

Da domani, 30 Marzo 2020, si aprono le segnalazioni degli operatori per le opere di fantascienza e fantastico candidate al Premio Italia 2020.

Il Premio Italia rappresenta la celebrazione dell’apprezzamento dalla comunità degli appassionati di fantascienza e fantastico italiani per la produzione italiana dell’anno precedente. Il premio è assegnato durante Italcon, il convegno nazionale del settore; è la comunità dei partecipanti dell’Italcon e alla loro assemblea che assegna il premio e ne determina il regolamento.

Il Premio Italia è stato istituito nel 1972, in occasione della prima grande convention italiana, l’Eurocon di Trieste. In quella occasione venne assegnato per la prima volta il Premio Europa (oggi chiamato ESFS Award) con alcune categorie dedicate alla produzione italiana; questa premiazione viene considerata la prima edizione del Premio Italia, anche se questo nome sarebbe arrivato solo dopo diversi anni.

Organizzato ogni anno, anche con formule leggermente diverse, dagli organizzatori delle varie Italcon che si sono succedute, è ancora una volta in occasione di un’Eurocon, quella del 1989 a San Marino, che avviene una svolta importante: l’organizzazione del premio viene affidata a un ente di controllo esterno, la World SF Italia, per Associazione World SF Italiaassicurarne la continuità e la regolarità.

 

Il calendario delle votazioni è il seguente:

FASE 1: SEGNALAZIONI     Votazione aperta da 30 marzo a 22 aprile 2020

FASE 2: VALUTAZIONE       Spoglio da 23 aprile a 27 aprile 2020

FASE 3: VOTAZIONE FINALISTI  Votazione aperta da 27 aprile a 15 maggio 2020

FASE 4: VALUTAZIONE       Spoglio da 16 maggio (votazioni chiuse)

ANNUNCIO RISULTATI E PREMIAZIONI      La notte di 13 giugno 2020

 

Se potete votare, queste sono le mie opere in concorso:

Altri suggerimenti di voto sono:

  • Curatore: Lugi Petruzzelli
  • Traduttore: Paola Cartoceti
  • Collana: Sci-Fi Collection, Tabula Fati
  • Rivista professionale: Dimensione Cosmica, Tabula Fati
  • Antologia: Luca Ortino, Gian Filippo Pizzo, Fantaetruria, Carmignani Editrice
  • Romanzo fantastico: Pierfrancesco Prosperi, Il 9 maggio, Homo Scrivens

 

Buon voto e buone letture!

TEMPO DI VIRUS, TEMPO DI LETTURE

In questi giorni di epidemia, io lavoro come sempre, ma da casa. Nonostante ciò, il mio tempo libero è aumentato perché ho eliminato tutte le altre attività: non vado più in palestra, non cammino, non incontro amici o parenti, non vado al cinema o a teatro, non partecipo a incontri letterari o presentazioni, non vado a fiere, mostre o eventi. Insomma, tutto casa e lavoro!

Qualcuno di voi, probabilmente, oltre ad aver ampliato lo spazio del proprio tempo libero, in questi giorni non lavora neppure.

Io ne vorrei approfittare per scrivere e leggere di più, anche se a dir il vero, per ora comunque in casa ho ancora troppe cose da fare. Comunque, sono uno che scrive e legge già molto in condizioni normali.

Per chi, invece, si ritrovasse con un po’ di tempo libero in più, il mio consiglio è di leggere.

Voglio venire incontro a chi mi desse retta, offrendo alcune mie cose a un prezzo speciale. Sono libri che potete ordinare sui siti on-line, ai soliti prezzi, oppure ve li posso spedire io con piego-libro e, se volete una dedica speciale.

Per i pacchi standard, non devo neppure andare in posta per spedirveli.

 

Ecco i libri che vi propongo:

APOCALISSI FIORENTINE: una raccolta di racconti distopici che sembrano scritti apposta per questi giorni. C’è persino un virus letale da debellare!

 

VIA DA SPARTA: romanzo ucronico che immagina le avventure di una schiava ilota in fuga in un mondo contemporaneo in cui la storia ha mutato corso e oggi viviamo sotto il ferreo controllo dell’Impero di Sparta. La saga comprende tre volumi: IL SOGNO DEL RAGNO, IL REGNO DEL RAGNO e LA FIGLIA DEL RAGNO.

 

IL NARRATORE DI RIFREDI: alla scoperta del quartiere fiorentino di Rifredi e di uno dei suoi autori Massimo Acciai Baggiani, attraverso interviste, recensioni, racconti e poesie.

 

E veniamo alle offerte (comprese le spese di spedizione):

APOCALISSI FIORENTINE: € 10,00

VIA DA SPARTA (un volume a scelta tra IL SOGNO DEL RAGNO, IL REGNO DEL RAGNO e LA FIGLIA DEL RAGNO): € 9,00

IL NARRATORE DI RIFREDI: € 5,00

LA BAMBINA DEI SOGNI: € 9,00

APOCALISSI FIORENTINE + IL NARRATORE DI RIFREDI: € 12,00

APOCALISSI FIORENTINE + un volume di VIA DA SPARTA: € 18,00

APOCALISSI FIORENTINE + due volumi di VIA DA SPARTA: € 25,00

APOCALISSI FIORENTINE + tre volumi di VIA DA SPARTA: € 30,00

APOCALISSI FIORENTINE + LA BAMBINA DEI SOGNI: € 18,00

Due volumi di VIA DA SPARTA: € 16

Tre volumi di VIA DA SPARTA: € 20

LA BAMBINA DEI SOGNI+ un volume di VIA DA SPARTA: € 16,00

IL NARRATORE DI RIFREDI + un volume di VIA DA SPARTA: € 10,00

IL NARRATORE DI RIFREDI + LA BAMBINA DEI SOGNI: € 10,00

APOCALISSI FIORENTINE + IL NARRATORE DI RIFREDI + tre volumi di VIA DA SPARTA: € 35,00

IL NARRATORE DI RIFREDI + due volumi di VIA DA SPARTA: € 20,00

IL NARRATORE DI RIFREDI + tre volumi di VIA DA SPARTA: € 28,00

IL NARRATORE DI RIFREDI + tre volumi di VIA DA SPARTA+APOCALISSI FIORENTINE: € 32,00

IL NARRATORE DI RIFREDI + tre volumi di VIA DA SPARTA+APOCALISSI FIORENTINE + LA BAMBINA DEI SOGNI: € 40,00

La bambina dei sogni - Carlo Menzinger di Preussenthal

 

Per me sono prezzi sotto-costo, come invito alla lettura. Spero che vorrete, poi, farmi sapere che cosa ne pensate con un commento o una recensione in rete.

 

Si può pagare con bonifico, paypal o ricarica telefonica (quest’ultimo sistema solo per alcuni importi).

 

Contattatemi qui, su facebook o scrivendo a menzin@virgilio.it.

Non volete spendere nulla? Allora ho qualcosa anche per voi: qui potete scaricare GRATIS alcuni e-book, non si paga e non ci si registra.

È ARRIVATO “IL MARE A FIRENZE”

Ci siamo! È in stampa l’antologia “Fiorentini per sempre”, curata da Paolo Mugnai e pubblicata da Edizioni della Sera. Sarà presto nelle migliori librerie di Firenze.

Perché ve ne parlo?

Non solo perché è un bel volume, che parla di Firenze e riunisce tanti importanti autori della nostra città, ma anche perché ho l’onore di essere stato selezionato per partecipare con il mio racconto di fantascienza distopica “Il mare a Firenze”.

Scritto il 7 Settembre 2019, è, in un certo senso il venticinquesimo racconto, sinora inedito, della serie di ventiquattro racconti riunita nel volume “Apocalissi fiorentine” (Tabula Fati, Ottobre 2019), cui spero seguirà presto una nuova antologia con gli altri venticinque.

 

 

Il mare a Firenze”  si svolge in un futuro che speriamo di non dover vedere, in cui il surriscaldamento ha provocato lo scioglimento dei ghiacci e l’innalzamento del mare, che è arrivato alle porte della nostra città, saggiamente protetta da un muro-diga. Assieme alle acque premono per entrare i migranti climatici, che hanno dovuto abbandonare le città della costa, ormai sommerse. La gente si rifugia nella realtà virtuale di Mindnation.

 

Gli autori dell’antologia sono:

Luca Anichini, Lapo BagliniSerena BediniJacopo BertiAlessandro BiniRoberta CapanniGiacomo Cialdi, Paolo CiampiCamilla Cosi, Livia Fabruccini, Nadia FondelliAndrea Claudio GalluzzoAndrea GamannossiAlessandro Lazzeri, Luca Lunghini, Francesco Luti MazzolaniGiulia MastromartinoFrancesco MatteiniCarlo MenzingerTommaso MeozziPier MonaciMarco SalucciEnrico Zoi.

La prefazione è di Marco Vichi, la postfazione di Luciano Artusi.

Illustrazione di Marcello Scalzo per “Apocalissi fiorentine”.

 

Buona lettura.

 

Dove comprarlo:

Amazon

Edizioni della sera

IBS

La Feltrinelli

Librerie Coop

IL RACCONTO DI FANTASCIENZA “RISORSE UMANE” SU PROSPETTIVE.ING

Continua la mia collaborazione con la rivista dell’Ordine degli IngegneriProspettive.Ing“. Nel 4° numero del 2019, uscito ora e dedicato al “People management” potete leggere a pag. 21 il mio racconto fantascientifico “Risorse umane“, su una visita degli alieni al nostro pianeta.

Il pdf della rivista è scaricabile gratuitamente.

Qui altre pubblicazioni sulle riviste dell’Ordine.

PORTARE LA FANTASCIENZA IN TOSCANA

Nel creare l’antologia di racconti distopici “Apocalissi fiorentine” mi ripromettevo, tra le altre cose (oltre ad avvicinare a contesti quotidiani le problematiche ambientali e sociali dei nostri tempi) di fornire scenari italiani e nello specifico fiorentini alla fantascienza, in particolare quella catastrofista, che vediamo quasi sempre ambientata negli Stati Uniti d’America.

Ho, dunque, accolto con piacere la notizia che solo due mesi dopo la pubblicazione di “Apocalissi fiorentine”, due importanti figure della fantascienza italiana, quali Luca Ortino e Gian Filippo Pizzo, avessero curato e pubblicato con Carmignani Editrice una raccolta di storie di genere fantastico ambientate in Toscana: “Fantaetruria”, sottotitolo “Racconti tra mistero e fantasia in Toscana”.

Inoltre, il volume raccoglie numerosi nomi di autori che avevo già avuto modo di apprezzare, in primis, il maestro dell’ucronia Pierfrancesco Prosperi e il pluripremiato autore di fantascienza Lukha B. Kremo.

Ho così partecipato a una delle presentazioni del volume e acquistato una copia di questo nuovo tentativo di smentire la ben nota affermazione di Carlo Fruttero (celebre curatore della rivista Urania) secondo cui “Un disco volante non può atterrare a Lucca”.

Si comincia con un racconto di Serena Maria Barbacetto (“Incantesimo di fuoco”), che si snoda attorno al ritrovamento di “un nazista mummificato nelle fogne” di Firenze e il mistero su perché Hitler abbia risparmiato dalla distruzione Ponte Vecchio nella fatidica notte tra il 3 e il 4 agosto 1944 (tema che avrebbe potuto essere una delle possibili catastrofi da me riviste in “Apocalissi fiorentine”, che, peraltro, nel racconto “11 Settembre” parla dell’arrivo dei tedeschi a Firenze nel 1943).

Serena Barbacetto, Gian Filippo Pizzo, Luca Ortino, Lukha B. Kremo

La storia successiva “Un errore della geografia” è di Alberto Eva, noto autore e curatore di opere gialle e noir, qui prestato a un’ucronia ambientata dal 1932 al 1944 sulla vita dell’ideologo Antonio Gramsci e su una sua immaginaria deportazione in Russia (“Gramsci è più in là che di qua, il duce non vuole che gli muoia come un uccellino in gabbia col calcinaccio al culo… È indispensabile farlo evadere”.

Torna a parlarci di nazisti Andrea Carlo Cappi in una storia che, però, parte nel 180 a.C. e prosegue nel nostro futuro, a proposito dell’arca dell’alleanza, e non possiamo non pensare a Indiana Jones, ma con strane creature (“una delle ipotesi era che i miti riguardanti metamorfosi e licantropia traessero origine dai residui del potere della Creazione”; “sembrava un enorme tentacolo coperto di ventose”).

Lo scenario di “Estate senza fine” di Alessandro Fambrini è la Versilia, dove il ritrovamento di una ragazza assassinata apre la via ad agghiaccianti scoperte.

Ne “I ponti sull’Arno” Francesco Grasso ci offre una versione da social network del ritratto di Dorian Gray (Oscar Wilde) (“ho tirato indietro le lancette per te”), all’insegna dell’affermazione degna del poeta inglese “Posso credere a qualunque storia, a condizione che sia perfettamente incredibile” come afferma nel racconto un certo Basil. “I suoi profili social erano orribili maschere di cinismo e senescenza. Come se le colpe di cui si era macchiata nelle ultime settimane li avessero segnati, una ruga per ogni nequizia”. “Sui social c’è una sola cosa peggiore di perdere la propria privacy… scoprire che a nessuno interessa la tua privacy”.

Se la storia è tanto presente in questi racconti fantastici toscani, forse la chiave è proprio in una frase di questo racconto:

Pisa è una metafora, Una città singolare, tentennate tra passato e futuro; rievocazioni in costume medievale e centri di ricerca cibernetica: una torre sospesa, congelata nell’attimo di una caduta che mai si concluderà…”.

L’antologia si muove secondo un percorso geografico che è una sorta di tour della Toscana. Si arriva così alla Livorno (“Leg Horn”) surreale e futuribile del racconto di Lukha B. Kremo “Delitto di mare”. La sua Leg Horn è una città portuale in cui si verificano “tutte le condizioni climatiche nello stesso giorno” e soprattutto era la “vera avanguardia dell’iperspecismo”: accanto agli umani vi abitano calamari, batraci, isopodi e altre specie acquatiche, tutte evolute, civilizzate e di dimensioni simil-umane, che convivono in uno scambio continuo di relazioni che arriva alla mescolanza sessuale interspecie, in un melting-pot un po’ grottesco nella sua irrealtà corposa.

Risultato immagini per fantaetruriaÈ, comunque, una città viva e attiva in cui “i paranchi stridulano sulle gru orizzontali, come minacciosi uccelli predatori. Il borbottare dei rimorchiatori è il tappeto sonoro su cui i muletti diesel compongono il loro assolo di sgassate e sgommate. L’acqua melmosa dell’arsenale rispecchia il solito cielo indaco screziato che sembra l’acquarello di un’artista distratto. Molti subumani indossano piccole maschere sul muso, altri ci rinunciano: la loro vita non è abbastanza lunga da sviluppare malattie respiratorie”.

In “Voci di tenebra azzurra”, Bruno Vitiello ci porta a Peccioli, in provincia di Pisa, dove nel futuro vive una comunità di ultra-novantenni assistiti da un robot troppo premuroso e preoccupato del loro bene, metafora di un mondo fatto sempre più di anziani, assistiti da eserciti di badanti e protetti da ogni rischio e dalla vita stessa.

A Monteriggioni (Siena) “La profezia di Ezechiele” di Michele Piccolino, ci parla di morti che si risvegliano dalle tombe

Siamo nella medesima provincia anche nella storia di Franco Ricciardiello “Terra di Siena bruciata, che ci parla di “bombe temporali” e di “campi di distorsione” in un’Italia futura in cui “la guerra civile strisciante durava da quattro settimane, da quando otto regioni del Nord avevano proclamato la secessione da Roma” e “il governo di Milano si limitava a non interferire con le attività dei secessionisti toscani”.

L’aretino Pierfrancesco Prosperi ne “Il Palio del 2020” ci racconta di un tempo alternativo in cui la tradizionale Giostra del Saracino non è mai esistita e al suo posto oggi ancora si corre l’antico Palio della Lunga.

Carlo Tuoni nel suo “L’Omino del Sogno”, ci parla della formula del sonno eterno, forse una versione fantasiosa della crioconservazione dei corpi, riallacciandosi a un’antica filastrocca fiorentina.

Storia di razzismo e intolleranza nel tempo dei migranti, dei social e della nuova tranvia fiorentina è il racconto “Vento straniero” di Paola Presciuttini, in cui l’agghiacciante finale forse non è poi così lontano dalla realtà.

Barbacetto, Pizzo, Ortino e Kremo al tavolo, Menzinger, Acciai e Calamandrei tra il pubblico.

FIRENZE CAPITALE E APOCALISSI FIORENTINE

Martedì 11 Febbraio 2020, presso l’ASD Laurenziana, che ci ospita in queste occasioni e che vorrei ringraziare, si è tenuto il dodicesimo incontro letterario del GSF Gruppo Scrittori Firenze, dedicato alla preparazione di un’antologia sugli anni di Firenze Capitale, i cui dettagli divulgheremo tra qualche giorno.

Durante l’incontro, Sergio Calamandrei (socio del GSF e già relatore presso l’ASD Laurenziana sul tema “La struttura nascosta sotto la superficie del giallo e del noir”), che per propria passione ha studiato il periodo, su cui ha scritto anche alcuni racconti, usciti in varie antologie, ha illustrato ai partecipanti le principali caratteristiche di quel periodo storico, anche avvalendosi di numerose fotografie da lui raccolte negli ultimi anni, che mostrano come era la nostra città dal 1865 al 1871.

Oltre a numerosi spunti per meglio comprendere l’ambiente e il modo di vivere e pensare, Calamandrei ha indicato al pubblico un’ampissima bibliografia di riferimento (un centinaio di testi).

Per maggiori approfondimenti in merito si rimanda al suo sito www.calamandrei.it e, in particolare a questa pagina.

 

Questa mattina (13/02/2020), Sergio Calamandrei ha avuto, poi l’occasione di replicare la presentazione in occasione del Forum Rodolico (Firenze), cui eravamo stati invitati entrambi come relatori dalla Professoressa Cristina Minucci.

Mi sono ricollegato al suo intervento per illustrare alcuni possibili scenari storici che sarebbero potuti scaturire se Risultato immagini per Firenze Capitalela capitale fosse rimasta a Firenze non solo dal 1865 al 1871 ma più a lungo e magari sino ai giorni d’oggi. Da questo spunto sono poi passato a spiegare l’importanza dell’ucronia come metodo di analisi storica, per l’individuazione dei momenti focali che ne determinano il corso e come fonte per infinite ispirazioni letterarie. Ho, quindi, evidenziato come l’ucronia possa anche essere uno strumento per comprendere la fragilità della storia e del mondo.

Sono quindi passato a illustrare alcune tematiche ambientali e sociali che minacciano il nostro mondo (perdita di biodiversità, surriscaldamento, scioglimento dei ghiacci, deforestazioni, desertificazione, sovrappopolazione, tensioni demografiche, inquinamento, diffusione di nuovi virus…), spiegando come tutte queste problematiche siano collegate tra loro e minino il nostro presente e il nostro futuro.

Al fine di far intuire la fragilità della storia, ho di recente pubblicato l’antologia di racconti distopici “Apocalissi fiorentine”, in cui ho cercato di riportare in un ambito più locale (la nostra città) tematiche che si tende a pensare come distanti (lo scioglimento dei ghiacci non è solo un problema degli orsi bianchi, come la deforestazione non è un problema solo delle tribù dell’Amazzonia) ma che riguardano tutti noi, non domani, ma oggi. Alle problematiche ambientali ho anche dedicato il blog “Il terzultimo pianeta”, in cui potrete trovare vari miei articoli/post sul tema.

Facendo una rapida carrellata dei 24 racconti e delle 48 illustrazioni del volume, ho mostrato ai ragazzi presenti al Forum che la stessa città di Firenze in cui vivono ha rischiato numerose volte nella sua storia di scomparire o di mutare profondamente aspetto e ancora è soggetta a questo rischio.

Le immagini sono state realizzate dagli studenti di architettura di Firenze guidati dal Professor Scalzo e presentano una Firenze desertificata, sommersa dalle acque, congelata, aggredita dalla vegetazione, trasformata da nuovi sviluppi urbani.

Si approfitta dell’occasione per ricordare che fino a fine febbraio potranno essere votate per il Premio Carità per la miglior illustrazione fantascientifica organizzato dalla World SF Italia.

 

IL NARRATORE DI RIFREDI IN FINALE AL PREMIO VEGETTI

A volte la vita ci sorprende portandoci riconoscimenti dove mai ce li saremmo aspettati.

Il Vegetti è un’importante premio per gli autori di fantascienza. Già l’anno scorso avevo avuto la fortuna di entrare nella finale per la sessione romanzi con il secondo volume della saga ucronica “Via da Sparta”, “Il regno del ragno”. Quest’anno avrei potuto collocarmi in finale con il terzo volume “La figlia del ragno” o magari con l’antologia di racconti distopici “Apocalissi fiorentine”. Ho anche pubblicato vari racconti di fantascienza che ritengo interessanti.

Non avrei mai pensato che potesse piazzarsi quello strano volume che ho intitolato “Il narratore di Rifredi” (Porto Seguro, 2019). Invece, oggi ho scoperto che finito in finale!

Devo dire, anzi, che non pensavo neppure di pubblicarlo. Ne avevo autoprodotto a fine 2018 una versione in self-publishing con Lulu. Questa poi è stata adocchiata dal mio editore Paolo Cammilli, che ha voluto a tutti i costi che lo pubblicassi con la sua Porto Seguro Editore. Evidentemente, aveva lo sguardo più lungo del mio, perché ieri ho scoperto che era entrato nella rosa dei finalisti.

Grazie a chi mi ha votato e grazie Paolo per avermi convinto.

Si è classificato nella categoria dei saggi. Si tratta, infatti, della biografia letteraria di Massimo Acciai Baggiani, un autore contemporaneo poco noto ma meritevole, fantasioso e prolifico, membro della World SF Italia (oltre che del GSF – Gruppo Scrittori Firenze) e autore di interessanti saggi, tra cui in particolare uno sulla comunicazione nella fantascienza e un altro sulle lingue inventate (in fantascienza e nella vita reale). Acciai è, infatti, conoscitore e docente di esperanto. Ha anche scritto opere di narrativa di fantascienza e fantasy, ma non solo, spaziando in altri generi, in particolare la narrativa “geografica”. Ha, per esempio, scritto interessanti volumi sul Mugello e il Casentino e sta per dare alle stampe uno sul Valdarno. Il suo grande amore rimane comunque la letteratura fantastica e persino alcune sue poesie hanno una chiave fantascientifica.

Vive a Rifredi, lo stesso quartiere di Firenze in cui vivo anche io e nelle sue opere non mancano i riferimenti a questo luogo, cui è molto legato, come ho testimoniato con il titolo.

Il volume raccoglie una panoramica su molte delle sue opere, un’intervista all’autore e alcuni racconti e poesie scritti sia da lui che da me sul quartiere di Rifredi. In particolare, un mio racconto lo vede protagonista di un’avventura fantascientifica in queste vie. Completano l’opera le testimonianze di numerosi autori che lo hanno conosciuto.

Il libro ricalca la struttura de “Il sognatore divergente” (Porto Seguro, 2018), finalista al Premio Vegetti 2019, opera scritta dallo stesso Acciai e vuole essere una sorta di ringraziamento per quanto vi ha scritto.

Grazie Massimo!

Qui tutti i finalisti.

IL GSF LEGGE ALL’ACCADEMIA DEGLI ALTERATI

Ieri, 7 Febbraio 2020, c’è stato un Reading del GSF Gruppo Scrittori Firenze.

Ci ospitava l’Accademia degli Alterati. Ho avuto modo di leggere l’inizio del racconto “Il ritorno degli inglesi” dell’antologia distopica “Apocalissi fiorentine“.

L’ho scelto perché parla anche della trasformazione della città negli anni di Firenze Capitale, tema del prossimo incontro del GSF martedì 11 p.v. all’Asl Laurenziana in via Magellano 13 rosso, Firenze Nova, ore 18,00.

Potete leggere qui il brano che ho letto (anche qualche paragrafo in più).

Il racconto immagina che alcuni degli illustri ospiti ottocenteschi del Cimitero degli Inglesi, si risveglino nella Firenze contemporanea, con loro grande stupore per come è cambiata la città e con l’incredulità dei fiorentini verso questi inattesi “migranti” giunti dall’oltretomba.

Carlo Menzinger e Cristina Gatti, presidente del GSF.

 

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