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LA POESIA DELLA FANTASCIENZA

SagaQuale dei generi letterari è il più poetico? In pochi risponderebbero “la fantascienza”, eppure non è poetico parlare di stelle lontane, di viaggi impossibili, di mondi immaginari, di creature fantastiche, di illusioni e speranze, di avventure cavalleresche? Se, poi, l’arte è creazione, che cosa è più creativo dell’immaginare interi mondi nuovi?

Eppure i termini fantascienza e poesia, ben di rado li vedrete abbinati.  Eppure… Eppure… pensateci bene. Che cos’è l’Odissea di Omero, opera poetica primigenia, se non l’antenata della fantascienza, con le sue creature immaginifiche (ciclopi, lotofagi, lestrigoni, sirene, dei) con il suo viaggio attraverso mondi misteriosi e alieni.

E il nostro Dante? Se non fosse opera “religiosa”, la sua Divina Commedia potrebbe sembrare un viaggio su pianeti alieni.

La fantascienza, però, è considerata genere moderno e i suoi antenati si fanno magari risalire al greco Luciano di Samosata, al Cyrano di Bergerac, a “Le Avventure del Barone di Münchhausen”, all’Orlando Furioso e i suoi padri sono gli ottocenteschi Verne, Wells e Poe, ma è solo attorno alla metà del XX secolo che possiamo parla di “vera” fantascienza”.

La fantascienza in versi si potrebbe credere non ne esista. Invece, no! In America c’è persino un’associazione di autori di fantascienza in versi la SFPA, Science Fiction Poetry Associations, fondata in California nel 1978. Hanno persino un Premio e una rivista.

In Italia, però, a praticare il genere sono certo in pochi. Mi vengono in mente taluni versi di Massimo Acciai Baggiani, pubblicati in Esagramma 41, la mia “Terzultimo pianeta”, che dà il titolo all’omonima silloge (dai toni apocalittici seppur non direi, nell’insieme, fantascientifica), e l’antologia di più autori “Concetti spaziali, oltre” curata da Alex Tonelli, ma un’intera silloge poetica di fantascienza di un solo autore, ancora non mi è capitato di leggerla e neppure di vederla (se ne conoscete segnalatemele), a parte “Saga” di Roberto Balò, edita dalla vivace casa fiorentina PSE – Porto Seguro Editore.

Balò, già a sua volta editore con Isketziaie (tra gli altri ha pubblicato anche dei versi di Massimo Acciai Baggiani), dunque, pur con queste premesse, si pone come un arguto innovatore. Già basterebbe questo, a mio avviso, per aver voglia di leggere “Saga”, “l’epopea in versi di un uomo senza nome in viaggio nello spazio e nel tempo alla ricerca del senso dell’esistenza”, come recita la quarta di copertina. E non è di questo che spesso ci parla la poesia?

Saga” si riallaccia a vari precedenti culturali, ma, non a caso, centrali sono i riferimenti al già citato viaggio di Ulisse. La sua controparte femminile si chiama, appunto, Penny (vezzeggiativo di Penelope). E tra le odissee di riferimento non può certo mancare quella gloriosa di Kubrick/Clarke, ma ci sono anche l’antico Luciano di Samosata accanto al più visionario degli autori fantascientifici classici, Philip K. Dick e il mitico Asimov.Roberto Balò, Massimo Acciai Baggiani e Carlo Menzinger a una delle presentazioni di "Nessun altro"

E tutto questo, per regalarci versi di immediata efficacia e penetrazione come “inutile partire inutile restare”, allusioni a una “itaca morbida” (senza maiuscola), in un “navigare nel futuro / con l’astronave piena di ricordi”.

Eppure questo cosmo infinito è così pieno di tedioso spleen: “ogni galassia le stesse scene”, “è il solito cliché di donna”, “niente di nuovo dal fronte stellare/ ecco/ la banalità dell’universo”. Ma come Ulisse? Mi attraversi l’universo e non trovi neppure l’entusiasmo negativo dell’androide dickiano-scottiano quando proclama le eterne parole: “«Io ne ho viste cose che voi umani non potreste immaginarvi: navi da combattimento in fiamme al largo dei bastioni di Orione, e ho visto i raggi B balenare nel buio vicino alle porte di Tannhäuser. E tutti quei momenti andranno perduti nel tempo, come lacrime nella pioggia. È tempo di morire.» Volevate della poesia fantascientifica? Non lo è anche questa di Balde Runner?

Non bastano certo le “robottine” sensuali (ripenso alle sexy dolly di certi mie racconti) e “sei aliene a sei tette 7 trentasei seni assieme” o le ninfe dalle “pelli ambrate da vere marziane” o la creatura al bistrot con “una velocità radiale tripla” ad allietare questo Ulisse orfano della sua Penny, in questa lunga “notte in un’oasi siderale / nel deserto d’antimateria”, dove, alfine, scopri persino che, in fondo, “le stelle non esistono” e sono troppi i mostri che “si vaporizzano e mi entrano nel naso” “per rodermi dentro / come rimorsi incattiviti” (eh sì, lo vedete, questo viaggio spaziale è in realtà un viaggio dell’anima) tra “scrosci di sangue verde e viscere nere”. Più che un viaggio diventa una “eterna lotta/ tra il dare l’avere”, in cui il nostro futuribile Ulisse nasce “troppo giovane / in un mondo troppo vecchio” e dubita di ciò che lo circonda (“sei sempre con me / eppure non sono sicuro / che tu esista”). C’è troppa differenza tra lui e le donne che incontra (“non sono come te/ per questo mi piaci /io tendo al volo / mi sollevo e tu mi trattieni”, l’eterna differenza tra femminino e mascolino!), ma non vorrebbe esser solo (“non lasciare che io scelga / i miei sbagli da solo”).

Difficile il rapporto con lo spazio (“in fuga da questo mondo / troppo conosciuto / verso il vuoto incolmabile/ di cui sono pieno”) e il tempo (“il tempo è un’illusione”, “si può viaggiare nel tempo / se ti beccano sei morto / ma è un vizio il tempo / che queste macchine inquinano”, “in uno dei futuri ci sono stato /…/ mancavo solo io / e nessuno se n’era accorto”).

È dunque così la poetica di Balò, fatta di eterne umane fragilità, proiettate in cosmi immaginari, quasi che questo viaggio bastasse a sdrammatizzarne la sostanza.

Con Roberto Balò, incontrato per la prima volta in occasione della presentazione di un’antologia di Massimo Acciai Baggiani,  condivido la partecipazione al volume “Nessun altro”, curato da quest’ultimo, cui ha partecipato con il racconto “L’altro mondo”.

Rifredi e i suoi autori

Raduno nazionale degli operatori di fantascienza

Sabato 25 dalla mattina sino a oltre mezzanotte si è tenuto all’Antico Borgo Inalbi, via delle Terre Bianche, 32, Impruneta (Firenze) il raduno annuale nazionale dell’associazione degli autori di fantascienza “World SF”.

Alle ore 16,30, dopo l’assembela dei soci, c’è stato l’incontro con il socio astronauta Umberto Guidoni che ci ha parlato delle sue esperienze nello spazio.

Alle ore 18,00 è iniziata la tavola rotonda con i finalisti del prestigioso Premio Vegetti per le migliori opere di fantascienza italiane, cui ho partecipato con il mio romanzo finalista “Via da Sparta – Il regno del ragno”.

Alle 20,30 è seguita la cena con l’assegnazione dei Trofei “50 e oltre” e la proclamazione dei vincitori del Premio Vegetti.

Sul sito di World SF la descrizione dell’evento.

Opere vincitrici, finaliste e giuria Premio E. Vegetti 2019

Per la categoria Romanzo di Fantascienza

LA GIURIA
Presidente: Matteo Vegetti.
Giurati: V. Barbera, L. De Pascalis, L. OrtinoStormachine di Franci Conforti

OPERE FINALISTE (In stretto ordine alfabetico)
Il Potere di Alessandro Vietti (Ed. Zona 42 2018)
Il processo n°13 di Pierfrancesco Prosperi (Edizioni Della Vigna 2018)
Il regno del ragno di Carlo Menzinger (Porto Seguro Editore 2018)
Karma avverso di E. Mecati – A. Seganti (Ed. Tabula Fati 2018)
Stormachine di Franci Conforti (Ed. Delos Digital 2018)

VINCITORE
Stormachine di Franci Conforti (Ed. Delos Digital 2018)

Per la categoria Saggio di Fantascienza

LA GIURIA
Presidente: Matteo Vegetti.
Giurati: M. Alberghini, C. Onniboni, L. SorgeFantarock di M.Gazzola-E.Assante

OPERE FINALISTE (In stretto ordine alfabetico)
Fantarock di M. Gazzola – E. Assante (Ed. Arcana 2018)
Il futuro è adesso di Carmine Treanni (Ed. Homo Scrivens 2018)
Il sognatore divergente di Massimo Acciai (Ed. Porto Seguro 2018)
La Fantascienza su Internet di G. Mongini e M. Menci (Edizioni Della Vigna 2017)
L’altro e l’assente di Maria Elena Cialente (Ed. Solfanelli 2017)

VINCITORE
Fantarock di M. Gazzola – E. Assante (Ed. Arcana 2018)

Per la categoria Antologia di Fantascienza

LA GIURIA
Presidente: Matteo Vegetti.
Giurati: D. Longoni, A. Cersosimo, L. PietrafesaDi stelle e di misteri di Mino Milani

OPERE FINALISTE (In stretto ordine alfabetico)
Di stelle e di misteri di Mino Milani (Cocktail n.16, Edizioni Della Vigna 2018)
La compagnia dei viaggiatori del tempo di Massimo Acciai (ABEditore 2017)
Sensorium di Sandro Battisti (Ed. Delos Digital 2018)

VINCITORE
Di stelle e di misteri di Mino Milani (Cocktail n.16, Edizioni Della Vigna 2018)

Per la categoria Racconto di Fantascienza

LA GIURIA
Presidente: Matteo Vegetti.
Giurati: G. Barberi, M. J. Bruno, F. Radogna

OPERE FINALISTE (In stretto ordine alfabetico) Decrescendo di Enrico Lotti
Decrescendo di Enrico Lotti (Quasar n.3, Edizioni Della Vigna 2017)
Il Determinatore di Maddalena Antonini (D. C. n° 2, Ed. Tabula fati 2018)
Invertito di Lukha B. Kremo (Ed. Delos Book 2018)
I polmoni del nuovo mondo di Massimiliano Giri (Urania n°1660, Ed. Mondandori, 2018)
Lieta fine di M. Di Giaimo e G. Bono (Costituzioni Future, Edizioni Della Vigna 2018)

VINCITORE
Decrescendo di Enrico Lotti (Quasar n.3, Edizioni Della Vigna 2017)

 

Moltissimi gli autori presenti. Vivace, piacevole e ben organizzato l’evento.

Complimenti al presidente Donato Altomare e a chi ha collaborato.

Annarita Guarnieri, Marco Solfanelli, Adriana Comaschi, Enrico Zini, Maddalena Antonini, Carlo Menzinger, Alessio Seganti, Emiliano Mecati

L'astronauta Umberto Guidoni e il Presidente di World SF Italia Donato Altomare

L’astronauta Umberto Guidoni e il Presidente di World SF Italia Donato Altomare

Carlo Menzinger e Umberto Guidoni

L'astronauta Umberto Guidoni, gli autori Lukha Kremo e Carlo Menzinger

L’astronauta Umberto Guidoni, gli autori Lukha Kremo e Carlo Menzinger

 

Gli autori ucronici Carlo Menzonger e Pierfrancesco Prosperi

Gli autori ucronici Carlo Menzonger e Pierfrancesco Prosperi

il Presidente Donato Altomare e Franci Conforti, vincitrice della sessione romanzi

Il Presidente Donato Altomare e Franci Conforti, vincitrice della sessione romanzi

 

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I finalisti della sessione romanzo con il Presidente

I Magnifici Sette della Laurenziana

Lunedì 20 alle ore 17,00 ho partecipato alla presentazione collettiva presso l’ASD Laurenziana in via Magellano 13 R, a Firenze Nova (Firenze).

Massimo Acciai Baggiani ha presentato la mia biografia da lui scritta “Il sognatore divergente” e io ho parleato dei miei ultimi libri, in particolare i due romanzi ucronici della serie “Via da Sparta” intitolati “Il sogno del ragno” e “Il regno del ragno”, ma anche de “Il narratore di Rifredi”, in cui si parla del quartiere fiorentino e di uno dei suoi autori, Massimo Acciai Baggiani.

Sono stati presentati anche “Tutti giù per terra” di Raimondo Preti, volume ricco di interessanti riflessioni sul mondo contemporaneo ma ricco di rimandi e citazioni antiche, “La specialità di Dio”, una gustosa raccolta di ritratti di donne in versi, che avevo già letto con piacere.

Sono stati anche presentati il romanzo fantascientifico in versi di Roberto Balò “Saga”, “Lacrime rosse” di Vincenzo Gualano e “Io Elvis” di Elvis Dona.

Roberto Balò, Elvis Dona, Carlo Menzinger, Vincenzo Gualano, Massimo Acciai, Riccardo Olivieri, Raimondo Preti

Roberto Balò, Elvis Dona, Carlo Menzinger, Vincenzo Gualano, Massimo Acciai, Riccardo Olivieri, Raimondo Preti

TRE EVENTI LETTERARI DA NON PERDERE

Nei prossimi giorni sarò coinvolto in tre interessanti giornate letterarie fiorentine lunedì 20, sabato 25 maggio e lunedì 3 giugno.

Lunedì 20 alle ore 17,00 parteciperò alla presentazione collettiva presso l’ASD Laurenziana in via Magellano 13 R, a Firenze Nova (Firenze).

Massimo Acciai Baggiani presenterà la mia biografia da lui scritta “Il sognatore divergente” e io parlerò dei miei ultimi libri, in particolare i due romanzi ucronici della serie “Via da Sparta” intitolati “Il sogno del ragno” e “Il regno del ragno”, ma anche de “Il narratore di Rifredi”, in cui si parla del quartiere fiorentino e di uno dei suoi autori, Massimo Acciai Baggiani.

Saranno presentati anche “Tutti giù per terra” di Raimondo Preti, volume ricco di interessanti riflessioni sul mondo contemporaneo ma ricco di rimandi e citazioni antiche, “La specialità di Dio”, una gustosa raccolta di ritratti di donne in versi.

Ho letto con piacere entrambi.

Saranno anche presentati il romanzo fantascientifico in versi di Roberto Balò “Saga”, “Lacrime rosse” di Vincenzo Gualano e “Io Elvis” di Elvis Dona.

Ingresso libero aperto a tutti.

Sabato 25 dalla mattina sino a dopo cena si terrà all’Antico Borgo Inalbi, via delle Terre Bianche, 32, Impruneta (Firenze) il raduno annuale nazionale dell’associazione degli autori di fantascienza “World SF”.

Alle ore 17,00 ci sarà l’incontro con il socio astronauta Umberto Guidoni.

Alle ore 18,00 inizierà la tavola rotonda con i finalisti del prestigioso Premio Vegetti per le migliori opere di fantascienza italiane, cui parteciperò con il mio romanzo finalista “Via da Sparta – Il regno del ragno

Alle 20,30 ci sarà la cena con l’assegnazione dei Trofei “50 e oltre” e la proclamazione dei vincitori del Premio Vegetti.

Giornata a prenotazione.

Lunedì 3 giugno alle ore 17,00, presso la SMS di Rifredi in via Vittorio Emanuele 303, si parlerà della mia carriera letteraria, illustrata da Massimo Acciai Baggiani nel suo “Il sognatore divergente”, mentre io illustrerò la sua attività, descritta ne “Il narratore di Rifredi”, opera dedicata a questo quartiere di Firenze.

Ingresso libero aperto a tutti.

 

Vi aspetto numerosi.

DUE COLOMBI IN MEZZO AL MARE DELLA STORIA

Risultati immagini per nuovo mondo stoccoLeggere l’allostoria “Nuovo Mondo” (Bietti 2010) di Giampietro Stocco (Roma, 13 agosto 1961), mi riporta indietro nel tempo agli anni ’90, ma non tanto quelli del XV secolo in cui la storia è ambientata, ma a quelli del XX, in cui scrissi la mia ucronia “Il Colombo divergente” (Liberodiscrivere 2001).

I due romanzi, infatti, trattano entrambi una versione alternativa dell’avventura del navigatore ligure alla ricerca di una via per le Indie.

Mi si perdoni, allora, se nel leggere queste pagine colme di avvenimenti e colpi di scena, sono ritornato spesso con la mente a “Il Colombo divergente” e se questo commento di lettura, somiglia quasi a un confronto tra le due opere.

Vorrei rimarcare da subito alcune delle molte differenze, proprio a riprova della grande opportunità di scrittura che offre il genere ucronico, che fa scaturire racconti tanto diversi da una medesima vicenda.

Innanzitutto, va detto che ne “Il Colombo divergente” (come fa intuire anche il titolo), Cristoforo Colombo ha un ruolo assai più centrale che non nel “Nuovo Mondo”, dove moltissimi sono i personaggi che lo affiancano e che addirittura seguono vicende loro personali.

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Giampietro Stocco

Se nel mio romanzo, si narra del primo viaggio in America, in quello di Stocco si parla soprattutto del secondo e in questo Colombo torna in buona compagnia, con Leonardo da Vinci. Molti altri sono, però i personaggi storici che si incontrano, da Niccolò Macchiavelli, al papa e ai vari regnanti dell’epoca.

Altra fondamentale differenza è quella che chiamo la “divergenza ucronica”, ovvero il momento in cui la storia immaginaria si discosta da quella reale.

Per tutta la prima metà, il mio romanzo narra le peripezie storiche di Colombo per giungere a San Salvador e solo da lì cambia il corso degli eventi.

Stocco, invece, ci proietta subito nell’ucronia.

In che cosa consiste poi, per i due romanzi, l’evento scatenante delle variazioni storiche?

Personalmente credo nella fragilità della storia e che basti pochissimo per mutarla, e così è il gesto di un indigeno dell’isola di San Salvador a far andare Colombo più a sud, sino a incontrare gli aztechi.

Stocco, invece, colloca la divergenza vari secoli prima e immagina che le spedizioni vichinghe verso il nuovo mondo non siano stati semplici episodi senza seguito, ma abbiamo portato alla creazione di una colonia normanna oltre il Mare Tenebroso (per me “Mare Oceano”) ovvero l’Atlantico.

Il Colombo di Stocco, dunque si trova davanti un “altro” mondo già mutato e ne conseguono eventi assai più clamorosamente divergenti, con ripercussioni immediate (nei primi anni dopo la “riscoperta dell’America) in tutti gli assetti geo-politici di Europa e America. Eclatante mi pare il processo per eresia al navigatore che vede riuniti una serie di personaggi e di eventi oltre ogni immaginazione (e che mi fa pensare a un altro mio romanzo ucronico “Giovanna e l’angelo” -2007).

Il Colombo del sottoscritto, invece, si ritrova prigioniero degli aztechi e nell’impossibilità di comunicare la propria scoperta, lasciando, per un po’,  l’Europa immutata come l’aveva lasciata, seppure condannata, nei secoli, a ben diversi sviluppi.

Diversissimi sono di carattere questi due Colombo. Il mio è cocciutamente determinato a perseguire i propri obiettivi e a impedire un’invasione azteca del vecchio mondo, mentre quello di Stocco appare più schiavo degli eventi e pronto a tradire il vecchio continente, guidando lui stesso i vichinghi in una spedizione di conquista, coadiuvato nientemeno che dalle invenzioni belliche di Leonardo da Vinci, un po’ come si legge nei romanzi di Paolo Ninzatti “Il volo del leone” (2014) e “Le ali del serpente” (2017), in cui Venezia domina il mondo proprio grazie al genio di questo toscano. Le buone intenzioni che lo animano e che bastano a salvarlo durante il processo, mi sembrano, però, poca cosa rispetto al gesto.

Entrambi i romanzi hanno un tono cosmopolita. “Il Colombo divergente” si muove tra Italia, Spagna, Portogallo e Inghilterra nella parte storica per poi allargarsi in quella ucronica all’America Centrale e all’Africa, dove Colombo tornerà, dirottando le flotte dei mexica, e si scontrerà con berberi e arabi.

Nuovo Mondo” vede come protagonisti tutti i regnanti d’Europa, ma arriva a coinvolgere in America non solo i vichinghi ma persino aztechi ed Inca e nel finale si immaginano già viaggi attraverso il Pacifico.

Se il mio Colombo ritrova l’amore in una donna berbera, quello di Stocco sposa una valorosa vichinga.

Risultati immagini per nuovo mondo stoccoSe io avevo avuto dei dubbi sulla capacità dei miei mexica di copiare le navi spagnole, Stocco ci sorprende con nuove flotte vichinghe, macchine volanti e carri armati nati dai celebri disegni vinciani.

Diversa poi è la voce narrante (doppia, misteriosa e confidenziale nel mio, scritto in un’insolita seconda persona), impersonale per Stocco.

Entrambi riportano varie ipotesi e suggestioni meno “formali” sulla scoperta del continente.

Comune a tutti e due i romanzi credo possa essere il messaggio: la storia avrebbe anche potuto essere diversa. Non diamo mai nulla per scontato. Vincitori e vinti potrebbero invertire i loro ruoli. Da questo credo possa nascere sia una grande lezione di umiltà, sia la speranza per tutti noi, nel nostro piccolo, di incidere sulla storia o, quanto meno, di sognarla a nostro modo, perché, come dico sempre, l’ucronia è storia sognata.

Di questo sogno Stocco è uno dei maestri, non nuovo al genere. Di lui ricordo di aver già letto “Nero italiano”, in cui Mussolini non partecipa alla Seconda Guerra Mondiale.

IL NARRATORE DI RIFREDI E LE COLLABORAZIONI TRA AUTORI

Il narratore di Rifredi – 2 edizione Aprile 2019

Ieri, 13 Aprile 2019, in occasione del Porto Seguro Show, presso il Porto di Mare di Firenze, ho avuto il piacere di presentare per la prima volta il volume “Il narratore di Rifredi” nella rinnovata edizione realizzata da Porto Seguro Editore, con copertina di Lucrezia Neri, fresco di stampa.

Il libro lo avevo pubblicato già nel 2018 con Lulu, ma Paolo Cammilli mi ha chiesto di ripubblicarlo con la sua casa editrice.

Durante la presentazione ho avuto il piacere di raccontare come sia nato questo testo che parla del quartiere di Rifredi in cui vivo e di Massimo Acciai, un altro autore che abita in zona.

Il libro, che contiene oltre a dei pareri di lettura su alcune delle numerose opere scritte da Massimo Acciai Baggiani, raccoglie una mia intervista a questo autore e alcune opere di entrambi sul quartiere fiorentino di Rifredi, racconti e persino alcune (poche, non temete) poesie, nonché alcune testimonianze di altri autori.

Insomma, com’è nato “Il narratore di Rifredi”?

Diciamo che le sue origini affondano in una data ben precisa: il 28 Settembre 2017. Non si tratta, però, del giorno in cui ho cominciato a scriverlo o ho pensato di farlo. Quel giorno mi trovavo all’Hotel Excelsior di Firenze, per un altro Porto Seguro Show, a presentare per la prima volta il primo volume della saga “Via da Sparta”, intitolato “Il sogno del ragno” (volume poi ristampato più volte e ora già uscito in seconda edizione).

In quell’occasione era presente anche Massimo Acciai Baggiani, con il cugino Pino Baggiani e l’amico fotografo Italo Magnelli che presentavano un volume sul Mugello e le origini della famiglia Baggiani, “Radici”. A onor del vero, Acciai era già un mio contatto facebook da anni, ma non mi ero ancora accorto di lui.

Successivamente Massimo Acciai lesse “Il sogno del ragno”, immagino che la lettura lo abbia soddisfatto, perché lesse altri libri miei. Mi propose poi un’intervista, che accettai. Per prepararsi meglio mi chiese di leggere altre cose che avevo scritto. A forza di leggere aveva realizzato un gran numero di recensioni. Decise così di scrivere un libro “Il sognatore divergente”, con struttura analoga a quella de “Il narratore di Rifredi”, ancora tutto da immaginare.

Va detto che se un autore mi legge, di solito io leggo quello che scrive e poiché lascio sempre in rete dei commenti di tutto ciò che leggo, feci lo stesso con le opere di Massimo Acciai: più lui leggeva libri miei, più io leggevo i suoi.

Mi sono così trovato con un insieme abbastanza corposo di recensioni. Mi sono detto, dunque, che potevo ricambiare Massimo Acciai per lo splendido libro che aveva pubblicato su di me e misi assieme “Il narratore di Rifredi”. A volte i miei libri le auto-pubblico, di solito con Lulu, e così feci anche per questo testo.

Ieri, così, ne è uscita la nuova edizione Porto Seguro.

Qui il video della presentazione.

 

 

 

 

 

Il narratore di Rifredi - 1 edizione Dicembre 2018

Il narratore di Rifredi – 1 edizione Dicembre 2018

Alcuni volumi al Porto Seguro Show. Quali riconoscete?

Alcuni volumi al Porto Seguro Show. Quali riconoscete?

Alcuni volumi al Porto Seguro Show. Quali riconoscete?

Alcuni volumi al Porto Seguro Show. Quali riconoscete?

Alcuni volumi al Porto Seguro Show. Quali riconoscete?

 

Il pubblico al Porto di Mare

Il pubblico al Porto di Mare

Il pubblico al Porto di Mare

Il pubblico al Porto di Mare

L’editore Paolo Cammilli, Stefano Carlo Vecoli, Massimo Acciai Baggiani e Carlo Menzinger di Preussenthal

Carlo Menzinger di Preussenthal e Massimo Acciai Baggiani

Carlo Menzinger di Preussenthal e Massimo Acciai Baggiani

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