Posts Tagged ‘autori poco noti’

MICRO-POESIA E FANTASCIENZA A RIFREDI

Risultati immaginiQuando il 28 Settembre 2017 ho incontrato per la prima volta Massimo Acciai Baggiani, era già da tempo tra i miei contatti facebook, ma non c’eravamo mai visti di persona. Il 28 ci siamo visti al convegno di Porto Seguro al Westin Excelsior, dove presentava un libro scritto a 6 mani con suo cugino Pino Baggiani, memoria storica della famiglia, e Italo Magnelli, illustratore del volume “Radici” sulla storia del Mugello e della famiglia Baggiani.

Roberto Balo e Massimo Acciai Baggiani con le signore del circolo SMS di Rifredi

Ho visto che il 16 Ottobre, cioè oggi, avrebbe presentato un altro libro al SMS di Rifredi e visto che ero in zona sono passato a trovarlo e sentire la presentazione fatta da due signore che gestiscono il circolo letterario del SMS che si riunisce ogni lunedì alle 17,00. Massimo Acciai Baggiani presentava un’antologia di racconti strutturata come il Decamerone, cioè con dodici amici che si raccontano una storia per uno, facendo due giri, per un totale di 24 racconti dal titolo “La compagnia dei viaggiatori del tempo” giacché i racconti di fantascienza sono ambientati in varie epoche del passato e del futuro. Massimo Acciai Baggiani, però, non si limita a scrivere storie di famiglia e racconti fantascientifici, ma oggi ha presentato anche una raccolta di sue poesie scritte negli ultimi 25 anni “25 – Antologia di un quarto di secolo”. La cosa particolare di quest’antologia è che non è un libro ma l’editore Isketziae l’ha stampata su un unico foglio A4, ripiegato poi nelle dimensioni di un biglietto da visita.

Durante la presentazione ci sono state lette alcune di queste poesie e un racconto dell’antologia. Era presente anche l’editore di Isketziae Edizioni Roberto Balò, anche lui un poeta.

Ho acquistato entrambi e ricevuto in omaggio anche il volume “Antologia del 3° Concorso Letterario Segreti di Pulcinella”. Quando li avrò letti, vi farò sapere qualcosa di più.

 

Massimo Acciai Baggiani

Annunci

PICCOLI ASSAGGI DE “IL SOGNO DEL RAGNO” IN ATTESA DELL’APERI-CENA DEL 19 OTTOBRE

In attesa di incontrarci a Firenze, al Caffè degli Artigiani, in via dello Sprone 16 rosso, giovedì 19 Ottobre 2017 alle ore 20,30, per un’apericena di presentazione de “IL SOGNO DEL RAGNO” vorrei lasciarvi alcuni assaggi del romanzo.

Ho pubblicato in rete alcune frasi tratte dal romanzo “IL SOGNO DEL RAGNO” e dal resto della saga di “VIA DA SPARTA”, corredandole con un’immagine che in qualche modo aiutasse a illustrarle.

Le potete leggere, corredate delle immagini, qui e qui oppure potete leggerle qui di seguito.

Alcune (qui in corsivo) sono frasi di altri autori che compaiono all’inizio di ciascun capitolo, altre sono estratti del romanzo. Per alcuni capitoli, ne ho scelte più di una.

 

Credeva in infinite serie di tempo,

in una rete crescente e vertiginosa di tempi divergenti, convergenti e paralleli.

Questa trama di tempi che s’accostano, si biforcano,

si tagliano o s’ignorano per secoli comprende tutte le possibilità.

(Jorge Luis Borges – Finzioni – Il giardino dei sentieri che si biforcano)

 

Cap. 1

 

Dopo che tutte le fanciulle e tutti i giovani non sposati

sono stati rinchiusi in una sala oscura,

ciascuno portava con sé senza dote quella che aveva afferrato.

(Ermippo di Smirne)

 

Aracne viveva in un tempo che non le apparteneva. In un tempo che non è neanche il nostro. Aveva diciassette anni, ma non si sentiva giovane e non considerava la sua un’età felice. Se quella mattina le avessero detto che al calar del sole un gruppo di ragazzi l’avrebbe costretta a fare sesso in mezzo alla strada, non si sarebbe stupita.

 

Cap. 2

 

La Costruzione è per tener su: l’Architettura è per commuovere.

(Le Corbusier)

 

 

Non si deve perder tempo a ricercare la bellezza. La bellezza ci viene dagli Dei. Sono loro a darcela e sono loro a prendercela. Non spetta all’uomo crearla.

 

Cap. 3

Presso i Lacedemoni, era al tempo stesso tradizionale e abituale

che la donna avesse tre o quattro mariti,

talvolta di più, quando erano fratelli, e che i loro figli fossero comuni;

e quando c’erano molti figli, era bello e abituale

dare in matrimonio la propria moglie a uno dei propri amici.

(Polibio)

 

Segui i sogni e troverai te stessa

Possono sposare un solo uomo e poi ci devono vivere assieme per tutta la vita e possono fare sesso solo con lui! Non è incredibile? È chiaro che si tratta solo di una favola.

 

Sentiva già gli ululati dei lupi sulle montagne. Li vedeva correre incontro alla sua amica. La vedeva fuggire, incespicando nelle radici e nei sassi del bosco. La vedeva azzannata, ferita, smembrata, divorata.

 

Cap. 4

 

Quando gli chiesero che cosa sapesse fare, uno spartano rispose:

“Essere libero”

(Plutarco – Le virtù di Sparta)

 

Cambiare le città, cambiare il modo di abitare per cambiare il modo di vivere, per cambiare il mondo. Questo era il suo sogno e il suo progetto.

 

Cap. 5

 

Bisogna sapere che a Sparta regnava

un’abominevole disparità di condizioni sociali tra i cittadini e

vi si aggirava un gran numero di diseredati,

che non possedevano un palmo di terra,

perché tutta la ricchezza era concentrata nelle mani di poche persone …

(Plutarco, Vita di Licurgo, 8)

 

Le grandi imprese spesso sono spinte da ignorante inconsapevolezza.

 

Era l’estate del primo anno dopo la 696^ Olimpiade o, come si diceva ormai spesso, il 2785° anno olimpico . Era il sesto giorno del mese Targellione. Era il tempo di Sparta.

 

Il senso della sua vita divenne direzione e la direzione si fece moto e il moto energia. La fisica dei sentimenti travolse la fisica dei matematici, che sotto le stelle serve solo a non farle precipitare, mentre quella del cuore serve a farti camminare e andare avanti, anche se non sai cosa ti attenda.

 

Partire e lasciare tutto non è mai facile, anche quando “tutto” è pochissimo.

 

Cap. 6

 

Condussero tra i monti i figli che avevano al seno

e si nutrirono della loro carne.

(Apollodoro – Biblioteca, 3,5,2,3)

 

Era una vita raminga, selvaggia e senza regole ciò a cui ambiva? No. Non era questo il suo desiderio. Lei voleva solo vivere. Vivere ed essere libera. Vivere lei e suo figlio.

 

Cap. 7

 

Una vita senza ricerca non è degna di essere vissuta.
(Platone – Socrate in “Apologia di Socrate”)

 

Sulla soglia apparve un uomo. Era alto e magro come un’ombra pomeridiana. Il suo volto sfregiato era affilato come la lama di un rasoio arrugginito.

 

Cap. 8

 

Devo studiare politica e guerra

perché i miei figli possano avere la libertà di studiare matematica e filosofia.

I miei figli dovrebbero studiare matematica e filosofia, geografia, storia naturale, costruzione navale, navigazione, commercio e agricoltura

così da dare ai loro figli il diritto a poter studiare

pittura, poesia, musica, architettura, scultura, e ceramica.

(John Adams)

 

La sola eleganza accettata era quella delle falangi in marcia, la sola armonia quella degli eserciti che avanzano verso la battaglia con il sincronismo di storni in volo.

 

Cap. 9

 

Gli arconti mandavano ogni tanto nel territorio senza una missione specifica

quelli tra i giovani che passavano per essere i più intelligenti,

con pugnali e viveri sufficienti, ma nient’altro.

Questi, durante la notte scendendo sulle strade,

sgozzavano quello tra gli Iloti che sorprendessero.

Spesso, percorrendo la campagna, uccidevano i più robusti e i più forti.

(Plutarco – Vita di Licurgo, 28, 1-7)

 

 

La caccia riprendeva e ora lei era la preda.

 

Non lasciare che un piccolo successo ti allontani dal tuo sogno. I piccoli successi uccidono i grandi sogni.

 

–        Quanti anni hai?

–        Il mio corpo ne ha cinquanta. Il mio cuore ne ha venti. Il mio cervello ne ha duemila.

 

Cap. 10

 

Il sesso senza amore è un’esperienza vuota,

ma tra le esperienze vuote è una delle migliori.

(Woody Allen)

 

 

È inutile interrogare le ombre.

 

Gli spartiati erano diventati molto più alti e forti dei greci antichi da cui discendevano, persino dei mitici eroi delle Termopili.

 

Cap. 11

 

Un ateniese gli fece osservare: “Voi Spartani siete rigidissimi

nel rifiutare ogni occupazione fissa, Nicandro”.

Egli ribatté: “ È vero; ma il fatto è che

non vogliamo sprecare il nostro tempo in qualsiasi sciocchezza, come voi”.

(Plutarco – Le Virtù di Sparta)

 

 

Il branco può sembrare una famiglia, ma è un’altra cosa. I branchi sono bande, sono gruppi di cacciatori, sono un’alleanza di compagni. Nel branco c’è cameratismo e solidarietà ma non c’è pietà, non c’è amore incondizionato, non c’è assistenza illimitata al debole. Il branco sopprime il debole e il malato o lo sacrifica lasciandolo indietro ad altri predatori. Il branco preda. Il branco caccia. Il branco combatte. Sparta era il branco dei branchi.

 

Il branco sopprime il debole e il malato o lo sacrifica lasciandolo indietro ad altri predatori. Il branco preda. Il branco caccia. Il branco combatte. Sparta era il branco dei branchi.

 

Non erano però solo i lupi a seguire la loro carrozza. Predatori ben più pericolosi, stavano seguendo entrambi.

 

Assai difficilmente un ilota avrebbe avuto la meglio in uno scontro con uno spartiate, tanto più grande, muscoloso, veloce, reattivo, feroce, addestrato.

 

Vederli correre attorno, silenziosi come anime perdute, era agghiacciante.

 

Le donne avevano addomesticato i loro uomini, legandoli al focolare.

 

Cap. 12

 

Si dice che anche lui (Licurgo) sia l’istigatore della cripteia,

conformemente alla quale ancora oggi,

facendo una spedizione in armi, si nascondono di giorno e di notte…

e uccidono quanti Iloti è necessario.

(Eraclide Lembo)

 

 

É per questo che stai fuggendo? Perché pensi che in un altro luogo ti sarà possibile decidere del tuo futuro? Questo non è possibile né per le donne, né per gli uomini.

 

Essere vecchi è una colpa, un delitto punito con la morte.

 

Cap. 13

 

Una volta una donna della Ionia si vantava

di una tela di gran valore che aveva tessuto:

sentendola, una spartana le indicò i suoi figli, quattro splendidi ragazzi,

e le disse: “Queste devono essere le occupazioni di una donna virtuosa:

è di questo che dobbiamo andare fiere e vantarci”.

(Plutarco – Le virtù di Sparta)

 

L’agoghé spartana prevedeva che fossero gli istitutori a educare, formare e iniziare al sesso i bambini.

 

I figli sono frecce scoccate dall’arco. Una volta lanciate non tornano indietro.

 

Cap. 14

 

Persone non ignobili sono state ridotte in povertà e,

fornite di stimoli e armate, indebitate o colpite da atimìa,

appaiono invaghite della rivoluzione.

(Platone)

 

 

Aracne sfruttò quei giorni nei boschi per impratichirsi nell’uso della balestra.

 

Il maggior ostacolo tra te e il tuo sogno non sono i pericoli e le avversità, ma te stessa e il tuo desiderio di accontentarti. I piccoli successi sono il maggior ostacolo tra te e il tuo sogno.

 

Capì che si stava illudendo e adagiando su un materasso sospeso nel nulla e che sarebbe bastato un piccolo movimento sbagliato per farla precipitare.

 

La fede è pericolosa. Significa credere senza domandarsi mai se sia giusto o vero quello in cui si crede.

 

Il lupo regna con la forza. L’uomo regna con la debolezza, aggiogando quella altrui alla propria, rendendo debole il suo avversario per dominarlo.

 

L’uomo è una scimmia inerme, armata solo della propria aggressività. La sua aggressività lo rende letale.

 

Cap. 15

 

Di conseguenza, quando uno gli chiese

quale vantaggio avessero dato a Sparta le leggi di Licurgo,

(Agesilao) rispose: “quello di disprezzare i piaceri”.

(Plutarco – Le virtù di Sparta)

 

 

Sogno una città che somigli a un bosco di pietra vivente. Sogno una foresta di abitazioni vibranti di vita e natura.

 

Cap. 16

 

Chi può dire: «Ho purificato il mio cuore, sono puro dal mio peccato?»

(Bibbia – Proverbi 20:9)

 

Si sarebbe portato ancora a lungo addosso il sapore della pelle di Aracne, come un dolore acuto nel fondo del cuore, come una ferita che rifiuti di rimarginarsi e il peccato, che gli pesava sull’anima, sarebbe stato il sale che quella ferita avrebbe fatto bruciare forse per sempre.

 

Cap. 17

 

Il corpo nudo è un retaggio della Grecia e di Roma

tornato di moda nel Rinascimento italiano,

ma gli antichi Greci e gli antichi Romani erano abituati a vedere corpi nudi e

non pensavano che questo potesse avere un influsso sulla morale pubblica.

(Natsume Soseki – Io sono un gatto)

 

Quando era con lei, gli sembrava di sprofondarle dentro, di perdersi in un oceano inebriante di femminilità, di affogare in un abisso di sensualità da cui pareva impossibile poter riemergere.

 

Se non serve, non devi aver paura.

 

Cap. 18

 

Un giorno riflettevo su come Sparta, una delle città meno popolose,

sia divenuta una delle più potenti e celebri città della Grecia

e mi stupivo di come ciò potesse essere accaduto.

Poi pensai alle istituzioni degli spartiati e finii di stupirmi.

(Senofonte – Costituzione dei Lacedemoni, 1, 1)

 

 

La sconfitta fa il vero uomo. Non la continua e facile vittoria.

 

Cap. 19

 

Il paradiso è un mercato nero dove c’è di tutto.

(Heinrich Böll)

 

Libertà, schiavitù: pensiamo che ci sia un confine preciso tra di loro ma ogni uomo libero è un po’ schiavo e ogni schiavo ha un po’ di libertà.

 

Cap. 20

 

E i soldati che combatterono materialmente quella guerra (del Peloponneso)

erano alti poco più di un metro e mezzo

e non superavano mediamente i 60 chili.

(Victor Davis Hanson – Una guerra diversa da tutte le altre)

 

La cultura e la conoscenza sono un pericolo per il potere. L’informazione è un virus che si diffonde veloce e mina la solidità del governo.

 

Cap. 21

 

Un’altra volta gli venne chiesto perché

gli Spartani avevano più successo di tutti gli altri popoli; (Agesilao) rispose:

“Perché più di tutti gli altri si esercitano a dare ordini e a riceverne”.

(Plutarco – Le Virtù di Sparta)

 

Senza corde o catene a trattenerli, all’apparenza liberi, come tutti, ma pronti a conoscere e affrontare una nuova schiavitù, perché, in un modo o nell’altro, gli uomini sono tutti schiavi.

 

Chi sacrifica la propria vita per il lavoro è il vero pigro, perché non si sforza di capire che il lavoro serve per vivere e non viceversa.

 

IL SOGNO DEL RAGNO SU AMAZON E IBS – OFFERTE SPECIALI

Mentre aspettiamo il 19 Ottobre per la nuova presentazione de IL SOGNO DEL RAGNO, sono state attivate le pagine per acquistare on-line il romanzo su InternetBookShop e Amazon.

 Risultati immagini per logo ibs

Risultati immagini per logo amazon

In occasione dell’uscita del mio nuovo romanzo IL SOGNO DEL RAGNO, offro, per pochi giorni, il volume in offerta speciale a € 12,00, comprese le spese di spedizione con piego libro in Italia.

In alternativo, offerta specialissima, due libri a € 20, spese di spedizione comprese: una copia de IL SOGNO DEL RAGNO e una de LA BAMBINA DEI SOGNI.

E, infine, offerta stracciatissima, per € 18,00, IL SOGNO DEL RAGNO e una copia della prima edizione de IL COLOMBO DIVERGENTE.

I LIBRI DIETRO IL SOGNO DEL RAGNO

Dietro un libro si nascondono sempre molti altri libri. A volte fanno capolino e si fanno riconoscere, altre volte lasciano solo il loro profumo, altre volte ci sono ma sono come fantasmi la cui presenza aleggia nell’aria ma non si riescono a vedere.

 

IL SOGNO DEL RAGNO” ha dietro di sé tutti i libri che ho letto, anche quelli che non hanno nulla a che fare con Sparta, con la Grecia, con l’ucronia o con la distopia.

Ce ne sono, però alcuni che ho letto appositamente per documentarmi. Dovendo scrivere un’opera di fantasia la mia preoccupazione non era tanto di trovare fonti attendibili quanto di calarmi nell’atmosfera, per cui spesso sono romanzi.

IL SOGNO DEL RAGNO” descrive un presente alternativo, ucronico, in cui Sparta, vinta Tebe, distrutta Atene, assoggetto l’Impero Romano, oggi domina su gran parte del mondo. Dunque, sebbene mutata da 2400 anni di storia, la cultura sottostante deriva da quella di Sparta. Su Sparta ho letto, allora, varie cose su internet ma anche alcuni libri.

Tra i romanzi di ambientazione spartana ricorderei “Le porte di fuoco” di Steven Pressfield, sulla battaglia delle Termopili, la grande impresa di Leonida e dei trecento guerrieri spartiati che, con poche altre migliaia di greci, rallentarono per tre giorni l’avanzata dell’immenso esercito persiano di Serse, impedendone la vittoria finale e contribuendo a determinare le sorti del mondo, che, senza di loro, oggi sarebbe di sicuro diverso (ma questa sarebbe un’altra ucronia e un altro romanzo).

Risultati immagini per le porte di fuoco pdfHo anche letto “300 guerrieri” di Andrea Frediani e “Lo scudo di Talos” di Valerio Massimo Manfredi. Anche questi due romanzi descrivono la battaglia delle Termopili, certo l’evento più noto della storia spartana e il più romanzato. In merito ho anche visto il fumettone cinematografico “300”, che fa somigliare la battaglia a uno scontro di supereroi, ma ha un suo fascino pop. I mei mutanti forse sono un po’ debitori alle strane creature di questo film. Di Manfredi dovrei citare anche la trilogia “Alexandros” sul grande macedone e “Il mio nome è nessuno” su Ulisse. Sull’opera omerica ci sarebbe la recente rilettura fatta da Alessandro Baricco con “Iliade, Omero”. Di Andrea Frediani citerei anche “Marathon”.

Su Sparta e la Grecia ho anche letto “Apofgtemi spartani – Le virtù di Sparta” di Plutarco, l’antologia di saggi “L’uomo greco” curata da Jeanne-Pierre Vernant e il saggio “Una guerra diversa da tutte le altre” di Victor Davis Hanson.

Le virtù di Sparta” sono state certo la fonte storica antica più importante per il libro, tanto che all’inizio dei capitoli, che cominciano sempre con una citazione, spesso queste sono prese proprio dallo scritto di Plutarco.

I saggi de “L’uomo greco” mi hanno aiutato a rinverdirne le mie memorie scolastiche del liceo classico. Tutte le letture di allora sono, però, ben presenti in me e in questo libro, dalle tragedie di Eschilo, Sofocle e Euripide, alle opere di Omero, alle commedie greche, oltre a tutti i saggi che lessi allora e alle lezioni della Professoressa Di Lorenzo al Liceo classico De Santis.

Importanti spunti nuovi li ho presi da “Una guerra diversa da tutte le altre”. È un libro che fa riflettere. Innanzitutto sull’influenza che le guerre, quella del Peloponneso in particolare, hanno avuto sulla cultura greca. Giustamente Hanson si chiede se avremmo avuto Sofocle, Euripide e Aristofane se questa guerra non fosse stata tanto lunga e violenta. La guerra fu catalizzatrice di civiltà e di cultura o contribuì a dissipare energie che si sarebbero potuto dedicare alle arti? Certo senza questo conflitto fratricida, la Grecia sarebbe stata assai diversa. Ne “IL SOGNO DEL RAGNO” questo concetto è centrale: Sparta vive di guerra e nella guerra, senza posa: le arti, le scienze sono state annullate da questo stato di belligeranza continua. Hanson Risultati immagini per una guerra diversa da tutte le altreintendeva forse l’inverso, ma lui descriveva la Sparta reale. Prolunghiamo uno stato militare che vive solo mediante un continuo stato di allerta e di conquiste e chiediamoci cosa sarebbe delle altre attività umane. La mia risposta è il ciclo “VIA DA SPARTA”.

Sulla Grecia mi ha anche ispirato il film “Agorà” di Alejandro Amenábar, a seguito del quale ho letto il saggio “Ipazia” di Silvia Ronchey. C’è molto di Ipazia nelle donne della mia Sparta contemporanea. Donne forti che, in un mondo maschilista, hanno in mano la scienza (come Ipazia) e l’economia e forse il vero potere.

Tra i classici greci riletti mentre scrivevo “VIA DA SPARTA” c’è poi “Il simposio” di Platone. Utile riflessione su come fosse diversamente concepito l’amore dai Greci e questo è molto evidente in questi miei romanzi, in cui l’amore omosessuale è la norma e quello eterosessuale quasi un’aberrazione e in cui il matrimonio è solo un accordo per la procreazione e la gestione economica.

 

A parte le fonti storiche, “VIA DA SPARTA” vive anche dei libri scritti da me in precedenza. Quando scrissi “Il Colombo divergente” ancora non sapevo di scrivere un’ucronia e ne divenni consapevole solo durante la scrittura di “Giovanna e l’angelo”. In seguito cercai di scrivere dei racconti “consapevolmente” ucronici e curai la raccolta, cui parteciparono altri 17 autori, “Ucronie per il terzo millennio”. Con il ciclo “Jacopo Flammer e i Guardiani dell’Ucronia” applicai l’ucronia ai viaggi nel tempo e alla fantascienza.

Chi mi leggeva, cominciò a considerarmi un autore di ucronie, ma nonostante questi libri, sentivo di dover ancora realizzare una vera epopea ucronica. “Il Colombo divergente” e “Giovanna e l’angelo” sono descrizioni del momento in cui la storia muta. Con “VIA DA SPARTA” ho voluto descrivere un intero mondo alternativo che nascesse da una divergenza storica nel passato. Collocare questa divergenza 2400 anni fa, mi permetteva di muovermi davvero in un mondo nuovo.

In “VIA DA SPARTA” compare un personaggio presente ne “La bambina dei sogni” e uno che viene da Giovanna e l’angelo” e ci sono citazioni de “Il Colombo divergente”, “Jacopo Flammer e il popolo delle amigdale” e “Jacopo Flammer nella terra dei suricati”. Nei romanzi di “VIA DA SPARTA” c’è anche qualcosa del pensiero che sta dietro raccolte come “Il terzultimo pianeta”, con l’idea di un pianeta con risorse limitate, e “Schiavi part-time” per la vita degli schiavi moderni.

 

Tra le opere che mi hanno ispirato c’è tanta fantascienza e tanta ucronia. Citare tutta la fantascienza allungherebbe troppo questo testo e comunque l’influsso di tali libri è spesso solo indiretto.

Tra le opere ucroniche, quelle che maggiormente si avvicinano a “VIA DA SPARTA” sono “Roma eterna” di Robert Silverberg e “Romanitas” di Sophia McDougall che immaginano il prolungarsi fino ai giorni d’oggi dell’Impero Romano.

A parte che questi parlano di Roma e non di Sparta, “IL SOGNO DEL RAGNO” è, comunque, molto diverso da questi due libri. Silverberg descrive, attraverso una serie di racconti ambientati in numerose epoche storiche diverse, l’intera storia di Roma, fino ad oggi, mentre “IL SOGNO DEL RAGNO” e il ciclo “VIA DA SPARTA” descrivono una sola epoca: un presente alternativo. Lo stesso fa “Romanitas” ma se l’opera della McDougall mi ha ispirato è stato solo in negativo, nel senso che la lettura di questo romanzo mi ha talmente disturbato che, forse, ha contribuito a spronarmi a Risultati immagini per roma eternarealizzare quello che lei davvero non era riuscita a fare.

Ho trovato insopportabile che in un mondo in cui, ai giorni d’oggi, c’è ancora l’impero romano, a parte la geografia degli stati, la presenza dell’imperatore a Roma, gli Dei e i sesterzi ci sia ben poco d’altro di diverso dal nostro mondo reale. Ci sono automobili, aerei, televisioni, negozi… tutto ciò a cui siamo abituati. Porca miseria! Secoli di storia influenzati da Roma e viviamo come adesso? Ma via!

Ne “IL SOGNO DEL RAGNO” quasi tutto è diverso: non esistono le famiglie, la gente va in giro nuda, uomini e donne vivono separati, l’informatica non esiste, la meccanica è in ritardo, la genetica più avanti, l’arte quasi assente, la società divisa tra schiavi e padroni, il mondo meno sovrappopolato, il rapporto con la natura è più rispettoso, le case sono sotterranee, uomini e donne hanno ruoli sociali molto diversi e via dicendo.

Credo che così debba essere un’ucronia. Una piccola variazione nella storia porta grandi cambiamenti più passa il tempo. Il permanere del dominio di un popolo per due millenni e mezzo non può che mutare profondamente il mondo.

L’idea della genetica evoluta mi viene, chiaramente dall’uso spartano di sbarazzarsi dei deboli e dei malati ma anche da un grande ciclo di romanzi, “Il libro degli Ylané”, un’ucronia che immagina una razza di dinosauri che, dominando la genetica, sopravviva fino alla preistoria umana. Sulla genetica sono anche stato influenzato dal saggio “Epigenetica – Il DNA che impara” di Ernesto di Mauro, che ho letto con l’idea di capire quanto avesse senso quanto già avevo scritto a proposito di sistemi di codificazione di informazioni usando i geni.

Risultati immagini per Yilanè

 

Come negare che nelle battaglie di “VIA DA SPARTA” non ci sia il Tolkien de “Il signore degli anelli” e magari un po’ del Lewis de “Le cronache di Narnia” o, addirittura, “Guerre stellari”?

In “VIA DA SPARTA” compaiono delle isole abitate da bambini allevati come donatori d’organi, ispirata dalla distopia ucronica “Non lasciarmi” di Kazuo Ishiguro, da poco insignito del Premio Nobel.

In queste pagine c’è anche Stephen King e il suo ciclo della Torre Nera, citato sia esplicitamente che implicitamente.

I lupi, che spesso compaiono, sarebbero cero diversi e, magari, non ci sarebbero, se non avessi letto “Il lupo e il Risultati immagini per non lasciarmifilosofo” di Mark Rowlands.

E Isaac Asimov? Difficile trovarlo in “VIA DA SPARTA”, ma tra le righe sono certo che si possa scorgere qualche pelo dei suoi fluenti basettoni, così come da qualche parte ci deve stare anche la Rowling o, almeno, lo spero, qualcuno dei suoi magici ingredienti. Lansdale è in qualche metafora grottesca. Turtledove c’è nella sua visione fantastica dell’ucronia.

Per le riflessioni sul tempo  ricorderei il bel saggio di Fusaro “Essere senza tempo”, ma anche  “Il Libro dell’orologio a polvere” di Ernst Jünger (le clessidre che compaiono nel libro, sono state stimolate da questa lettura).

Risultati immagini per torre nera KingDi qualche aiuto per le scene di avventura è stato il “Manuale di sopravvivenza” di Peter Darman.

La mia visione della storia risente, credo, delle opere di Jeremy Rifkin e Jared Diamond.

La dieta degli spartani moderni è in parte influenzata dalla lettura di “Se niente importa” di Jonathan Safran Foer, che mi ha fatto acquisire una diversa consapevolezza sul cibo.

La forte divisione in classi potrebbe risentire un po’ anche della lettura de “I cani e i lupi” di Irene Nemirovsky, che narra di un mondo diviso, spezzato. Diviso tra ricchi e poveri, tra ebrei ucraini e cattolici francesi, tra ebrei poveri ed ebrei ricchi, tra cani e lupi, animali simili, ma dalle anime così diverse. I lupi che corrono per le vie di Sparta sono anche figli della Nemirovsky.

Da qualche parte potreste forse trovare qualche sbiadita traccia di Haruki Murakami, José Saramago, Mo Yan, Dino Buzzati e persino qualche briciola di McCarthy.

Ci sono poi tutti coloro che vengono citati all’inizio di ogni capitolo: Borges, Ermippo di Smirne, Le Courbusier, Polibio, il già nominato Plutarco (che compare più volte), Apollodoro, Platone, John Adams,  Woody Allen, Eraclide Lembro, Platone, la Bibbia, Natsume Soseki, Senofonte, Heinrich Böll, Victor Davis Hanson (del cui saggio parlo sopra). E tutti questi solo per “Il sogno del ragno”, altri compaiono nei volumi successivi. Non sono solo citazioni. Ogni capitolo è stato scritto sotto l’influenza della frase che vi compare all’inizio.

Dimentico qualcosa o qualcuno? Sicuramente. Come dicevo all’inizio, in ogni libro che scrivo c’è un poco di tutti i libri che ho letto e questi, a loro volta, contengono tutto ciò che è stato letto dai loro autori.

Ogni libro contiene infiniti libri.

LA STORIA SOGNATA E IL SOGNO DEL RAGNO

A quanto pare sono in pochi a sapere cosa sia l’ucronia e questo non mi stupisce, perché il termine non si può certo dire dei più usati, eppure il genere letterario che rappresenta è ricco di possibilità creative e sta cominciando a riscuotere discreti successi. A dir il vero, quando pubblicai il mio primo romanzo ucronico, “Il Colombo Divergente”, nell’ottobre 2001, ormai sedici anni fa, il termine mi pareva ancora meno noto di oggi.

Vorrei allora non solo cercare di fare un po’ di chiarezza su questo misterioso vocabolo, ma anche spezzare una lancia a favore di questo genere letterario che meriterebbe ben altri spazi, essendo estremamente ricco di possibilità creative.

L’ucronia, che si pone a metà strada tra la fantascienza e il romanzo storico, mediante eventi immaginari o scelte mai fatte, modifica la Storia, rendendola diversa. Ne presenta dunque al lettore una versione alternativa, non una sua diversa interpretazione, ma proprio un diverso svolgimento delle vicende storiche. Crea dunque un mondo nuovo in cui ambientare la trama della narrazione, un universo divergente in cui gli eventi hanno preso una diversa piega. L’ucronia, con la fantascienza e il fantasy e, in parte, il romanzo gotico, è uno dei generi letterari creatori di mondi alternativi, la più artistica delle attività letterarie o, se preferite, la più creativa. Che cosa c’è, infatti, di più creativo che descrivere un mondo diverso dal nostro, dall’immaginare realtà differenti e dal costruirvi, dentro, delle storie. Che cosa sono, in confronto il mainstream e altra letteratura cosiddetta realistica? Voglio qui affermare, controcorrente, che i creatori di universi sono, in letteratura, quanto di più artistico si possa immaginare. Mi da forza, in questi giorni il riconoscimento del premio nobel a Kazuo Ishiguro, autore di opere fantasy e della grande distopia ucronica “Non lasciarmi”. Oltretutto, è ormai la terza volta che il premio è assegnato a un autore che ha scritto ucronie. Assieme a Ishiguro (nobel nel 2017), si deve infatti ricordare lo statista inglese Winston Churchil (nobel nel 1953), che scrisse alcune ucronie come “Se Hitler avesse vinto la guerra” e “Se Lee non avesse vinto la battaglia di Gettysburg” (1931), e il genio portoghese José Saramago (nobel nel 1998), autore, per esempio, de “Il vangelo secondo Gesù Cristo”.

L’ucronia è narrazione del “se”, del “what if”. Descrive come sarebbe stato il mondo se qualcosa nel passato si fosse svolto diversamente. Racconta, per esempio, come sarebbe stata l’Italia se non ci fosse stata la Seconda Guerra Mondiale, oppure come sarebbe stata la Francia se Napoleone non fosse andato in esilio o Giovanna D’Arco non fosse morta sul rogo (come in “Giovanna e l’angelo”) o come sarebbe stato il mondo se Cristoforo Colombo fosse sbarcato in Messico e fosse stato fatto prigioniero degli aztechi (come ne “Il Colombo divergente”).

Secondo Wikipedia:

“L’ucronìa è una forma di narrativa che tratta di un mondo la cui Storia si è differenziata dalla Storia comunemente conosciuta, sostituendo a degli eventi storicamente avvenuti degli eventi ipoteticamente possibili.

Il termine deriva dal greco e significa letteralmente “nessun tempo” (da ou = non e chronos = tempo), per analogia con utopia che significa nessun luogo, e indica la narrazione letteraria, grafica o cinematografica di quel che sarebbe potuto succedere se un preciso avvenimento storico fosse andato diversamente. Il termine è stato coniato dallo scrittore francese Charles Renouvierin un testo apparso nel 1857 che intendeva ricostruire la storia europea quale avrebbe potuto essere e non è stata” (“Uchronie, l’utopie dans l’histoire”).”

Suoi sinonimi possono essere “allostoria” e “storia alternativa” e, direi io, anche “fantastoria”.

L’ucronia non è, però, solo un genere letterario. C’è anche chi si occupa di storia alternativa al solo fine di esaminarne le possibili varianti, senza alcun intento letterario (qualcuno ha persino scritto un elenco di possibili ucronie).

Il genere, cui a volte si nega una propria autonomia, è spesso considerato come parte della fantascienza.

Ha, però caratteristiche sue proprie molto marcate e penso sarebbe giusto considerarlo come un genere a sé, essendo a volte assai più vicino al romanzo storico che non alla fantascienza.

In inglese, pare che sia noto come “counterfactual history” o “alternate history”: per una volta almeno i termini “mediterranei” sembrano però più sintetici e suggestivi, percui lasciamo pure da parte gli anglicismi.

Il più antico esempio di ucronia si può forse trovare in Tito Livio (“Libro Nono ab urbe condita”).

Tra i maggiori scrittori di ucronie si ricordano Philip Dick (“La svastica sul sole”), Harry Turtledove (“Basyl Argyros”, i cicli di “Invasione” e “Colonizzazione”, “Dramma nelle Terrefonde” e “Per il trono d’Inghilterra”), Robert Harris (“Fatherland”), Philiph Roth (“Il complotto contro l’America”), Harry Harrison (“Il Libro degli Yilané“Gli Dei di Asgard”, “Tunnel negli abissi”“A Rebel in Time”), Stephen King (“22/11’63” e il ciclo de “La Torre Nera”), David Foster Wallace (con la debole ucronia di “Infinite Jest”), Robert Silverberg (“Roma eterna”), Robert J. Sawyer (“La genesi della specie”) e Joe Lansdale (il surreale “La notte del Drive-In”) e i nostrani Mario Farneti, Giampiero Stocco, Guido Morselli, Luca Masali, Enrico Brizzi (“L’inattesa piega degli eventi”) o persino o Nikos Kazantakis con “L’ultima tentazione di Cristo” e i già citati Winston Churchill e José Saramago. Sebbene non parli della Storia con la “S” maiuscola, persino “Harry Potter e la maledizione dell’erede” usa meccanismi tipici dell’ucronia.

Fino a dove può spingersi l’ucronia senza diventare fantascienza o pura fantasia? I confini sono incerti. Come possiamo considerare del tutto assurdo che gli alieni avrebbero potuto interrompere la Seconda Guerra Mondiale come racconta Turtledove? La loro esistenza non è, infatti, provata ma neanche esclusa.

Forse, invece, immaginare un’Inghilterra in cui esiste la magia, come fa Susanna Clarke, è più forzato ancora e romanzi simili andrebbero considerati solo “fantasy”.

In linea di massima se la Storia viene alterata con una Macchina del Tempo dovremmo immaginare di essere nella fantascienza. Ma se, come immagina Ward Moore, il romanzo è già ambientato in un Passato Alternativo e la Macchina del Tempo ci riporta al nostro flusso temporale, siamo nell’ucronia o nella fantascienza?

Se è vero che l’ucronia riguarda la Storia e che la Storia ha inizio con l’invenzione della scrittura, è giusto definire ucronie romanzi con una divergenza preistorica come “Viaggio al centro della terra” di Jules Verne o “Il mondo perduto” di Conan Doyle?

Se lo fosse, si tratterebbe, in effetti, di racconti assai prossimi alla fantascienza, dato che la divergenza, riguardando i processi evolutivi, porterebbe a risultati talmente “rivoluzionari” da essere difficilmente accettabili come plausibili. Mi piace definire questi libri “preucronie”.

Lasciate, per finire, che ve ne dia una definizione del tutto personale e un po’ “poetica”: l’ucronia è il sogno della Storia, come scrivo nell’antologia da me curata “Ucronie per il terzo millennio”. È la Storia sognata da ciascuno di noi.

Ecco allora, in parte spiegato il titolo del romanzo “Il sogno del ragno”, dove il ragno rappresenta sia Sparta (di cui è un simbolo e che estende la propria rete sul mondo come una ragnatela), sia la protagonista Aracne (“ragno” in greco), che ha un misterioso aracnide tatuato sulla fronte.

Il sogno del ragno” è, dunque, nel contempo, la “Storia sognata di Sparta”, il sogno di questo mondo alternativo in cui Sparta, oggi, domina metà del pianeta, ma anche il sogno di libertà e di una vita migliore della giovane schiava ilota Aracne, in fuga da Sparta (“Via da Sparta”), così come dell’altra protagonista, la ricca figlia di padroni spartiati Nymphodora, che sogna di cambiare la sua città, Lacedemone, il modo in cui è costruita, e il mondo in cui vive, i rapporti tra i sessi, il matrimonio, i rapporti tra schiavi iloti e padroni spartiati.

Si possono scrivere ucronie descrivendo il momento in cui muta la Storia, come ho fatto con “Il Colombo divergente” e “Giovanna e l’angelo”, immaginando la sconfitta di Colombo che non riesce a rivelare la scoperta dell’America e un nuovo futuro onirico di Giovanna D’Arco che sopravvive al rogo che avrebbe dovuto bruciarla, ma si possono anche scrivere racconti di come sia il mondo dopo che qualche evento del passato ha mutato la storia. Questo è quello che ho voluto fare con il ciclo di “Via da Sparta” e con “Il sogno del ragno”. Ho immaginato una divergenza ucronica 2400 anni fa, quando Sparta, invece di essere sconfitta da Tebe, la vince. A questa ne ho aggiunta un’altra in Oriente, nella storia giapponese, ma è meno rilevante. Da queste due divergenze è nato un mondo nuovo. Questo mondo descrivo ne “Il sogno del ragno”, attraverso le avventure di Aracne e Nymphodora.

APERICENA SPARTANO CON RAGNO AL CAFFÈ DEGLI ARTIGIANI

Giovedì 19 Ottobre 2017 alle ore 20,30 presso il Caffè degli Artigiani, in via dello Sprone 16/Rosso, a Firenze, presentazione de IL SOGNO DEL RAGNO. Vi aspetto!

Dopo la sfarzosissima e assai poco spartana presentazione introduttiva de IL SOGNO DEL RAGNO, avvenuta il giorno stesso della sua pubblicazione, il 28/09/2017, nell’elegante Sala degli Affreschi del maestoso Westin Excelsior in Piazza Ognissanti a Firenze, è giunto il momento di una presentazione più approfondita e intima nella saletta del Caffè degli Artigiani, in via dello Sprone 16/Rosso, non lontano dalla mitica Piazza della Passera, centro degli antichi bordelli cittadini fino a circa un secolo fa e sin dai tempi di Cosimo I de’ Medici, che pare ne frequentasse uno in zona.

Il nome della piazza, però, potrebbe anche derivare, secondo una leggenda metropolitana, non dalla natura a luci rosse del quartiere, ma da un ben più infausto evento, il ritrovamento di un volatile malato di peste, che diede l’avvio alla tremenda epidemia di boccaccesca memoria.

Al Caffè degli Artigiani, però, non parleremo né di bordelli, né di peste, né di storia fiorentina, ma del romanzo ucronico IL SOGNO DEL RAGNO, che, peraltro, si apre proprio con una scena di violenza sessuale, che potrebbe far rimpiangere i postriboli fiorentini. IL SOGNO DEL RAGNO racconta, infatti, di un mondo presente del tutto diverso dall’attuale, per effetto della vittoria di Sparta su Tebe, 2400 anni fa, che ha portato all’espandersi di un vero e proprio impero spartano sull’Europa, mutandone usi e costumi, arti e mestieri, tecnica e scienza. Un mondo violento in cui impera la guerra costante e in cui lo stupro è pratica quotidiana. Due ragazze si oppongono a questo mondo, le protagoniste del romanzo.

Presenteranno il romanzo, per Porto Seguro, l’editore Paolo Cammilli, l’editor Lucrezia Neri, nonché lo scrittore Sergio Calamandrei.

Segnatevi allora bene questa data: giovedì 19 Ottobre 2017, ore 20,30, Caffè degli Artigiani, via dello Sprone 16/R, Firenze, in Oltrarno, tra Ponte Santa Trinita e Ponte Vecchio.

Tutti sono invitati, ma il posto non è molto grande, per cui, per favore fatemi sapere se ci sarete (menzin@virgilio.it).

La consumazione non è obbligatoria, ma chi vuole con € 10,00 potrà bere e mangiare.

Vi aspetto numerosi.

Aperiocena al Caffé degli Artigiani 19 10 2017

IL SOGNO DEL RAGNO – OFFERTA LANCIO NUOVA USCITA

In occasione dell’uscita del mio nuovo romanzo IL SOGNO DEL RAGNO, offro il volume in offerta speciale a € 12,00, comprese le spese di spedizione con piego libro in Italia.

In alternativo, offerta specialissima, due libri a € 20, spese di spedizione comprese: una copia de IL SOGNO DEL RAGNO e una de LA BAMBINA DEI SOGNI.

E, infine, offerta stracciatissima, per € 18,00, IL SOGNO DEL RAGNO e una copia della prima edizione de IL COLOMBO DIVERGENTE.

 

 

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: