Archive for settembre 2013

SPADA DI INCHIOSTRO

Spada di inchiostro - Carlo Menzinger di Preussenthal

Spada di inchiostro
Carlo Menzinger di Preussenthal

Il Poeta Pallido è un cavaliere solitario che spara gocce d’inchiostro.

Il Cavaliere del Vento assalta il mondo decadente con fendenti della penna e guida l’esercito degli Scrittori Emergenti, esortandoli a emergere dai loro nascondigli virtuali.

Queste e altre immagini in una raccolta di versi incentrata sull’orgoglio di scrivere e sul rapporto con la scrittura, attività ludica più che mestiere.

Spada di inchiostro” è la quarta antologia (su sette) in cui sto raccogliendo, suddivisi per tema, i versi scritti negli ultimi trent’anni.

Ho finora pubblicato:

Il Terzultimo pianeta” (24/03/2013) – Il Terzultimo Pianeta andando verso il Sole è l’unica e ultima opportunità per un’umanità suicida che ne succhia l’energia vitale come un virus.

Rossi di sangue sono dell’uomo l’alba e il tramonto” (19/05/2013) – Nell’immediatezza dell’attimo la profonda percezione della vita (haiku).

Schiavi part-time” (31/08/2013) – Il nostro tempo è ipotecato: siamo schiavi part-time.

Tutti e quattro i volumi (e anche i successivi) sono acquistabili in versione cartacea o scaricabili gratuitamente in e-book.
“Spada di inchiostro” si può scaricare qui.

Flying_Horse neon

Leggi anche:

LE CHIACCHIERE DI DUE ROBOT PER SALVARE LA TERRA

I Robot e l’Impero” (Robots and Empire, 1985), è il quarto volume del ciclo dei Robot di Isaac Asimov ma anche il romanzo di congiunzione tra il ciclo dei Robot e il ciclo dell’Impero. Segue dunque i romanzi e il racconto:

*Abissi d’acciaioMetropoli sotterranea (The Caves of Steel, 1953);

*Il sole nudo (The Naked Sun, 1956);

*Immagine speculare – racconto – Immagine speculare (Mirror image, 1972), in Visioni di robot e in “Il meglio di Asimov;

*I robot dell’alba (The Robots of Dawn, 1983), Urania n.1009, 1985.

Ma anche le opere fuori ciclo, a questi antecedenti:

* Tutti i miei robot (Io robot, Il secondo libro dei robot e racconti vari) (The Complete Robot, 1982);

* Nemesis (Nemesis, 1989), Mondadori, 1990.

Precede invece i romanzi:

*Il Tiranno dei Mondi o Stelle come polvere(The Stars, Like Dust, 1951;

*Le Correnti dello Spazio (The Currents of Space, 1952);

*Paria dei Cieli (Pebble in the Sky, 1950)

Così come il successivo ciclo della Fondazione.

Se i due romanzi originari degli anni ’50 avevano una loro spontanea ragion d’essere, il terzo volume del ciclo dei Robot si presenta piuttosto ripetitivo e meno interessante degli altri.

Il quarto volume (“I Robot e l’Impero”), avendo la pretesa di legare due gruppi di storie piuttosto diversi e separati nella trama da numerosi anni, presenta il doppio rischio di essere poco innovativo e un po’ vuoto di contenuti.

Isaac Asimov

Isaac Asimov

La maestria di Asimov riesce invece a farne un’opera di un certo interesse, non solo perché raggiunge quello che sembra l’obiettivo primario dell’autore: spiegare come da una Galassia la cui colonizzazione è iniziata con l’ausilio determinante della robotica, si ritrovi poi a non aver più automi e come si sia arrivati al tipo di colonizzazione della Galassia da parte dell’umanità che incontreremo nei cicli successivi.

Il romanzo presenta delle novità rilevanti rispetto ai primi tre del ciclo.

Innanzitutto sono passati 2 secoli dagli avvenimenti iniziali (“20 decadi” dicono ripetutamente gli Spaziali). Da questo ne consegue che il protagonista principale, Elijah Baley, non ci sia più, essendo morto da tempo.

Nel ciclo, la Galassia è però divisa tra i terrestri, come Elijah Baley, che vivono come noi al massimo per una decina di “decadi” e gli Spaziali, esseri umani che anni prima hanno colonizzato 50 pianeti e che ora vivono dalle trenta alle quaranta decadi.

Ritroviamo quindi il grande nemico di Baley, Amadiro, ancora ostinato a vendicarsi di lui, nonostante Baley sia morto, e la Solariana (emigrata sul pianeta del sistema di Aurora) Gladia, già presente nei precedenti romanzi e qui ancora giovane, con le sue 23 decadi, secondo gli standard degli Spaziali e ancora pronta a rimpiangere Baley (con cui aveva avuto solo una notte d’amore o poco più due secoli prima!).

Oltre a loro ritroviamo il grande co-protagonista e compagno di indagini dell’investigatore Elijah Baley, il robot umanoide R. Daneel Olivaw (del tutto simile a un essere umano ma incapace di invecchiare), nonché il robot metallico R. Giskard Reventlov.

Elijah Baley, in realtà, pur essendo morto, è anche troppo presente in questo romanzo. Compare in vari flashback e, soprattutto, è troppo spesso citato e ricordato da tutti i personaggi citati, in modo direi eccessivo, considerato che sono passati 160 anni dalla sua morte.

Sembra quasi che tutti non abbiano avuto nulla di meglio da fare che pensare a lui in tutti questi decenni e questa è forse una delle maggiori debolezze del romanzo.

L’altro grande difetto è che, un po’ per ricordare ai lettori ciò che è successo nei libri precedenti, un po’ per spiegare gli eventi, ci sono tante ripetizioni. Direi troppe.

Nella storia i due robot indagano assieme per scoprire un evento (una “crisi”) che ritengono potrebbe portare a grossi problemi per l’umanità e bloccare il processo di colonizzazione della Galassia. Di fatto devono salvare il mondo! Ogni volta che avviene qualcosa, Asimov, correttamente, ci mostra la scena mentre si verifica (nei manuali di scrittura si dice “mostra e non raccontare”), poco dopo, però, i due robot si raccontano di nuovo a vicenda l’evento a cui hanno assistito, interrogandosi su come ciascuno di loro l’ha percepito. Daneel, infatti, ragiona quasi come un essere umano pur essendo limitato dalle famose Tre leggi della Robotica, Giskard, invece, ragiona di più come un robot, ma è telepatico e quindi racconta all’amico automa le sensazioni delle persone mentre facevano o dicevano qualcosa.

Come meccanismo narrativo è utile a mostrare il metodo di indagine dei robot, ma appesantisce la lettura in modo poco perdonabile, per un grande autore come Asimov.

Peccato, perché tolti questi difetti, il libro potrebbe essere notevole, sia per la trovata del robot telepatico (già presente in uno dei volumi precedenti), sia per la complessa elaborazione da parte degli automi del concetto di Legge Zero, una legge non inserita nella loro programmazione, ma che arrivano a ritenere superiore alle altre, sia per la soluzione da kamikaze trovata dal capitano Bailey (discendente di Elijah), per la trovata terroristica di Amadiro e del suo pupillo Mandamus, per la trasformazione di Gladia da schizzinosa Spaziale (appartenente al primo gruppo di coloni spaziali)  in agguerrita trascinatrice di folle sui mondi dei Coloni (terrestri che hanno avviato un secondo processo di colonizzazione spaziale) e sulla Terra.

Insomma, non mancano momenti coinvolgenti ed entusiasmanti, peccato che Asimov abbia avuto poca fiducia nella memoria dei lettori e ci abbia così propinato tante inutili ripetizioni.

Firenze, 04/09/2013

SORELLE IN GUERRA

Di Valeria Marzoli Clemente avevo già letto il giallo “Delitto perfetto” e la fiaba “Scricchiolino”.

Con il breve romanzo “Colpire al cuore” ci offre un leggero affresco di vita familiare, con una protagonista che si chiama come la figlia dell’autrice (che ha realizzato i disegni del volume), facendo sospettare una forte componente autobiografica. È un racconto sull’adolescenza e sui difficili rapporti familiari e, in particolare, sui conflitti tra due sorelle. La storia si snoda tra feste e recite scolastiche. Sarà la difficile prova teatrale della sorella Claudia ad acuire prima il dissidio con la protagonista Flavia e poi a essere occasione di riconciliazione.

La giovane Claudia, dapprima orgogliosa del proprio ruolo di prima attrice nella recita, si troverà, dopo una bella prova generale, a fallire la prima, restando ammutolita. Avrà però una seconda occasione. Sarà il percorso verso la seconda prova a farle riscoprire l’amicizia della sorella Flavia e la stima del professore, in un percorso di crescita e maturazione tipico della sua età.

Con queste semplici pagine sembra che l’autrice voglia lanciare un messaggio di fiducia in se stessi e nei propri familiari a tutti gli adolescenti.

Invito che forse l’autrice rivolge anche a se stessa e a tutti i lettori.

Firenze, 30/09/2013

UN TRANQUILLO PROFESSORE INGLESE, VISTO DA UN TRANQUILLO PROFESSORE AMERICANO

Sono stato indotto a leggere “Stoner” di John Edward Williams (Clarksville, 22 agosto 1922 – Fayetteville, 3 marzo 1994) dai numerosi commenti positivi letti in rete, che ne parlano come di un romanzo straordinario, nonostante l’esilissima trama.

Il romanzo tratta di un professore universitario inglese, figlio di contadini, del suo improvviso amore per la letteratura (era partito studiando agraria), del suo fallimentare matrimonio, della sua bruscamente interrotta breve relazione extra-coniugale, del suo mancato rapporto con la figlia, della sua difficoltosa e lenta carriera universitaria, del suo pensionamento e della sua dolorosa morte di tumore.

È possibile sia in qualche modo autobiografico, essendo l’autore, come il protagonista, un professore universitario di umili origini.

Stoner è un romanzo del 1964, pubblicato nel 1965 e ripubblicato nel 2003, anno in cui raggiunge il suo grande successo (50.000 copie, non comunque i milioni di copie dei bestseller internazionali).

Insomma, Stoner è uno di noi, forse persino più grigio e noioso della maggior parte di noi, eppure chi ha adorato questo libro ne esalta il modo in cui è scritto.

Io, purtroppo, sono uno che tiene alle trame e quando sono esili, per me il romanzo perde molti punti. Da amante della fantascienza, dell’ucronia, del thriller, ricerco sempre il succedersi degli eventi, le ambientazioni particolari, i colpi di scena. In questo libro non c’è nulla di tutto ciò. Non riesco quindi a collocarlo tra i miei preferiti.

Devo però ammettere che è un libro che si fa leggere bene. Ci sono momenti emozionanti, come la scoperta della scrittura da parte di Stoner (ne avrei fatto un romanzo intero!) o il finale con il tumore che avanza e Stoner che cerca di chiudere i conti con la propria vita.

John Williams

John Williams

Ci sono personaggi di grande malvagità come la moglie Edith o il collega Lomax che riescono a distruggere la sua vita familiare, affettiva e lavorativa, eppure la loro è una “malvagità tranquilla”, non raggiunge mai punte di pathos. Stoner non reagisce mai con violenza o passione agli atti o eventi che lo distruggono. Tutto gli scorre sopra. Vorremmo sentirlo reagire e vibrare, ma non lo fa.

Forse anche per questo ci rappresenta. Forse anche per questo somiglia alla maggior parte di noi, che attraversa la vita come se fosse un fiume la cui corrente non si può contrastare. Forse in questo saper rappresentare la vita comune sta la grandezza di questo piccolo romanzo.

La sua forza sta nel mostrarci con fredda e tranquilla linearità la vita di un uomo qualunque dalla nascita alla morte.

 

Firenze, 21/08/2013

 

TUTTI I PREMI NOBEL CHE HO LETTO

Nobel

Nobel

In prossimità dell’assegnazione del Premio Nobel mi stavo chiedendo quanti fossero gli autori insigniti di tale premio di cui ho letto qualcosa.

Il Premio Nobel per la letteratura è stato previsto nel testamento di Alfred Nobel del 1895 ed è stato assegnato per la prima volta nel 1901 (come gli altri premi previsti da Nobel stesso).

Il premio viene assegnato dall’Accademia Svedese consegnato all’autore o all’autrice dell’opera letteraria più considerevole d’ispirazione idealista. Il premio Nobel per la letteratura non è stato assegnato sette volte (1914191819351940194119421943) ed è stato rifiutato due volte nel 1958 e nel 1964. Si tratta, insomma, di oltre cento autori!

Eccoli dunque, uno dietro l’altro:

 

Anno

Premiati

Nazionalità

Lingua

Opere da me lette

1901 Sully Prudhomme  Francia Francese  
1902 Christian Matthias Theodor Mommsen  Germania /  Danimarca Tedesco  
1903 Bjørnstjerne Bjørnson  Norvegia Norvegese  
1904[1] Frédéric Mistral  Francia Occitano  
1904[1] José Echegaray y Eizaguirre  Spagna Spagnolo  
1905 Henryk Sienkiewicz  Polonia Polacco  
1906 Giosuè Carducci  Regno d’Italia Italiano Poesie
1907 Rudyard Kipling  India britannica /  Regno Unito Inglese Il libro della giungla, Capitani coraggiosi, Kim
1908 Rudolf Christoph Eucken  Germania Tedesco  
1909 Selma Lagerlöf  Svezia Svedese  
1910 Paul Johann Ludwig Heyse  Germania Tedesco  
1911 Maurice Polidore Marie Bernhard Maeterlinck  Belgio Francese  
1912 Gerhart Johann Robert Hauptmann  Germania Tedesco  
1913 Rabindranath Tagore  India britannica Bengalese  
1914 non è stato assegnato      
1915 Romain Rolland  Francia Francese  
1916 Carl Gustaf Verner Von Heidenstam  Svezia Svedese  
1917[1] Karl Adolph Gjellerup  Danimarca Danese  
1917[1] Henrik Pontoppidan  Danimarca Danese  
1918 non è stato assegnato      
1919 Carl Friedrich Georg Spitteler  Svizzera Tedesco  
1920 Knut Pedersen Hamsun  Norvegia Norvegese  
1921 Anatole France  Francia Francese La rivolta degli angeli
1922 Jacinto Benavente  Spagna Spagnolo  
1923 William Butler Yeats  Irlanda Inglese Poesie
1924 Władysław Stanisław Reymont  Polonia Polacco  
1925 George Bernard Shaw  Irlanda /  Regno Unito Inglese  
1926 Grazia Deledda  Regno d’Italia Italiano  
1927 Henri Bergson  Francia Francese  
1928 Sigrid Undset  Danimarca /  Norvegia Norvegese  
1929 Thomas Mann  Germania Tedesco Doctor Fausuts, Morte a Venezia, I Buddenbrook, La montagna incantata
1930 Sinclair Lewis  Stati Uniti Inglese  
1931 Erik Axel Karlfeldt (postumo)  Svezia Svedese  
1932 John Galsworthy  Regno Unito Inglese  
1933 Ivan Alekseevič Bunin  Impero russo (in esilio) Russo  
1934 Luigi Pirandello  Regno d’Italia Italiano Il fu Matttia Pascal, Uno, nessuno e Centomila, Sei personaggi in cerca d’autore, Enrico IV, Liolà e altro.
1935 non è stato assegnato      
1936 Eugene Gladstone O’Neill  Stati Uniti Inglese  
1937 Roger Martin du Gard  Francia Francese  
1938 Pearl Sydenstricker Buck  Stati Uniti Inglese  
1939 Frans Eemil Sillanpää  Finlandia Finlandese  
1940 non è stato assegnato      
1941 non è stato assegnato      
1942 non è stato assegnato      
1943 non è stato assegnato      
1944 Johannes Vilhelm Jensen  Danimarca Danese  
1945 Gabriela Mistral  Cile Spagnolo  
1946 Hermann Hesse  Germania alleata /  Svizzera Tedesco Knulp, Demian, Siddharta, Il lupo della steppa, Narciso e Boccadoro, Il pellegrinaggio in Oriente, Il giuoco delle perle di vetro e altro.
1947 André Gide  Francia Francese La sinfonia pastorale
1948 Thomas Stearns Eliot  Stati Uniti /  Regno Unito Inglese Poesie
1949 William Faulkner  Stati Uniti Inglese Racconti
1950 Bertrand Arthur William Russell  Regno Unito Inglese Socialismo, sindacalismo e anarchismo
1951 Pär Fabian Lagerkvist  Svezia Svedese  
1952 François Mauriac  Francia Francese  
1953 Winston Leonard Spencer Churchill  Regno Unito Inglese  
1954 Ernest Miller Hemingway  Stati Uniti Inglese Il Vecchio e il Mare, Verdi colline d’Africa, I 49 racconti
1955 Halldór Laxness  Islanda Islandese  
1956 Juan Ramón Jiménez  Spagna Spagnolo  
1957 Albert Camus  Algeria /  Francia Francese Lo straniero, La peste
1958 Boris Leonidovič Pasternak (premio rifiutato)  URSS Russo Il dottor Zivago (solo film)
1959 Salvatore Quasimodo  Italia Italiano Poesie
1960 Saint-John Perse  Guadalupa /  Francia Francese  
1961 Ivo Andrić  Jugoslavia Serbo-croato  
1962 John Steinbeck  Stati Uniti Inglese Al Dio sconosciuto, Uomini e topi, Furore, La valle dell’Eden
1963 Giorgos Seferis  Grecia Greco  
1964 Jean-Paul Sartre (premio rifiutato)  Francia Francese La nausea
1965 Michail Aleksandrovič Šolochov  URSS Russo  
1966[1] Shmuel Yosef Agnon  Ucraina /  Israele Ebraico  
1966[1] Nelly Sachs  Germania Ovest /  Svezia Tedesco  
1967 Miguel Ángel Asturias  Guatemala Spagnolo  
1968 Yasunari Kawabata  Giappone Giapponese  
1969 Samuel Beckett  Irlanda Inglese /Francese Aspettando Godot
1970 Aleksandr Isaevič Solženicyn  URSS Russo  
1971 Pablo Neruda  Cile Spagnolo Poesie
1972 Heinrich Böll  Germania Ovest Tedesco Il treno era in orario, Opinioni di un clown
1973 Patrick White  Regno Unito /  Australia Inglese  
1974[1] Eyvind Johnson  Svezia Svedese  
1974[1] Harry Martinson  Svezia Svedese  
1975 Eugenio Montale  Italia Italiano Poesie
1976 Saul Bellow  Canada /  Stati Uniti Inglese  Herzog (letto giugno 2015)
1977 Vicente Aleixandre  Spagna Spagnolo  
1978 Isaac Bashevis Singer  Polonia /  Stati Uniti Yiddish  
1979 Odysseus Elytis  Grecia Greco  
1980 Czesław Miłosz  Lituania /  Polonia /  Stati Uniti Polacco  
1981 Elias Canetti  Bulgaria /  Regno Unito Tedesco  
1982 Gabriel García Márquez  Colombia Spagnolo Cent’anni di solitudine, L’autunno del patriarca, Cronache di una morte annunciata, L’amore ai tempi del colera, Il generale nel suo labirinto, L’incredibile e triste storia della candida Erendira e della sua nonna snaturata,
1983 William Golding  Regno Unito Inglese Il signore delle mosche
1984 Jaroslav Seifert  Cecoslovacchia Ceco  
1985 Claude Simon  Madagascar /  Francia Francese  
1986 Akinwande Oluwole Soyinka  Nigeria Inglese  
1987 Joseph Brodsky  URSS /  Stati Uniti Russo / Inglese  
1988 Naguib Mahfouz  Egitto Arabo  
1989 Camilo José Cela  Spagna Spagnolo  
1990 Octavio Paz  Messico Spagnolo  
1991 Nadine Gordimer  Sudafrica Inglese  
1992 Derek Walcott  Santa Lucia Inglese  
1993 Toni Morrison  Stati Uniti Inglese Canto di Salomone, Amatissima
1994 Kenzaburo Oe  Giappone Giapponese  
1995 Seamus Heaney  Irlanda Inglese  
1996 Wisława Szymborska  Polonia Polacco  
1997 Dario Fo  Italia Italiano Il mistero buffo e varie opere teatrali
1998 José Saramago  Portogallo Portoghese Il vangelo secondo Gesù Cristo, Cecità, Caino, La zattera di Pietra, Le intermittenze della morte, Memoriale del convento
1999 Günter Grass  Polonia /  Germania Tedesco  Il tamburo di latta
2000 Gao Xingjian  Cina /  Francia Cinese  
2001 Vidiadhar Surajprasad Naipaul  Trinidad e Tobago /  Regno Unito Inglese  
2002 Imre Kertész  Ungheria Ungherese  
2003 John Maxwell Coetzee  Sudafrica Inglese  
2004 Elfriede Jelinek  Austria Tedesco  
2005 Harold Pinter  Regno Unito Inglese  
2006 Orhan Pamuk  Turchia Turco  La nuova vita
2007 Doris Lessing  Regno Unito Inglese  Martha Quest
2008 Jean-Marie Gustave Le Clézio  Francia /  Mauritius Francese  
2009 Herta Müller  Romania /  Germania Tedesco  
2010 Mario Vargas Llosa  Perù /  Spagna Spagnolo Avventure della ragazza cattiva, La ziaJulia e lo scribacchino
2011 Tomas Tranströmer  Svezia Svedese  
2012 Mo Yan  Cina Cinese Il supplizio del legno di sandalo, L’uomo che allevava i gatti, Sorgo rosso (solo film)

Aggiornamento: nel 2013 il premio è stato vinto da Alice Munro, di cui ho letto “Il percorso dell’amore” e nel 2014 da Patrick Modiano, di cui ho letto “L’orizzonte“).

Insomma, ho letto qualcosa solo di 34 di loro (aggiornato il 21 giugno 2015, quando ho pubblicato il post erano 28), ne conosco quindi circa un terzo.

Penso che dovrò cercare di leggerne ancora molti!

E voi quali avete letto?

 

I BAMBINI ASSASSINI

Risultati immagini per il signore delle mosche

Il Signore delle Mosche” (pubblicato nel 1954) del premio nobel William Golding potrebbe sembrare una semplice avventura per ragazzi, ma è un romanzo che ci parla di come siamo veramente, una piccola distopia isolana che rinnega il ridicolo concetto dell’innocenza infantile.

Golding si avvale dell’idea del naufragio su un’isola deserta che parte dall’ampia tradizione letteraria dell’”Odissea” omerica, del “Robinson Crusoe” di Defoe (con tutte le sue varianti, quali i “Robinson italiani” di Salgari o la “Swiss Family Robinson” di Johann David Wyss), della “Tempesta” di Shakespeare, dei “Viaggi di Gulliver” di Swift, , de “L’Isola di cemento” di Ballard, per non parlare di Coleridge, Camoe, Hopkins e altri.

William Golding

William Golding

I naufraghi sono tutti bambini, di varie età e provengono da civilissime famiglie inglesi. In un primo momento cercano di darsi un’organizzazione e delle William Goldingregole, ma poi l’istinto selvaggio prevale. I conflitti interni e la paura irrazionale li spingono a rinunciare all’obiettivo che all’inizio sembrava primario: tornare a casa e alla civiltà. Conflitti di potere e desiderio d’avventura li spingono a dedicare sempre più risorse alla caccia e, poco per volta, si trasformano in selvaggi, con riti propiziatori e danze tribali. La violenza si scatena e la loro fragile organizzazione prende un’allucinante deriva distopica.

Trionfa l’homo homini lupus immaginato da Hobbes. La civiltà si sfalda. Golding, come ogni altro autore di distopie, sembra volerci mettere in guardia sulla vulnerabilità delle nostre forme organizzative, ricordandoci che ogni fanciullo porta in sé non l’innocenza ma un profondo e radicatissimo istinto ferino, che solo un forte condizionamento sociale può domare.

Firenze, 17/08/13

IL SECOLO FANTASTICO

Se è vero che il romanzo gotico, la fantascienza, il fantasy e tuta la letteratura fantastica affondano le proprie radici nei tempi antichi, bisogna però dire che i canoni moderni del genere fantastico e il suo vero sviluppo si sono avuti nel XIX secolo.

Lodevole, pertanto, la scelta della rivista “IF – Insolito & Fantastico” di dedicare il n. 13 a questo periodo, intitolando il volume “Ottocento fantastico”.

Apre il volume l’articolo di Maria Teresa Chialant sui fantasmi di epoca vittoriana. Riccardo Valla parla poi dei primi viaggi spaziali della letteratura, partendo dal greco Luciano di Samosata, passando per l’Orlando Furioso, il Cyrano de Bergerac, Micromegas di Voltaire, fino ad approfondire il secolo in questione e gli inizi di quello scorso con i loro Verne,Burroughs, Laurie, Le Rouge e Wells.

In quanti immaginano Ippolito Nievo tra i precursori della fantascienza italiana? Ce ne parla Marco Lauri.

Dell’importante ruolo nel fantastico di Maupassant ci parla Giuseppe Panella.

Di Stevenson e del suo doppio Jekyll-Hyde ci parla Romolo Runcini.

Dell’inesauribile fantasia avventurosa di Emilio Salgari scriver Michele Martinelli.

Del difficile rapporto degli italiani con la fantascienza scrive Gianfranco de Turris.

Morena Corradi descrive come il fantastico fu trattato dalle riviste letterarie dell’epoca e parla del ruolo della Scapigliatura.

Enrico Passaro parla invece di alcune collane dedicate all’ottocento fantastico (“La Biblioteca di Babele”, “Il Voltaluna” e “Il Cigno Nero”).

Per conoscere Ambrose Bierce torna utile l’articolo di Walter Catalano.

Max Milner ci racconta della trasposizione teatrale del “Vampiro” di Polidori, fatta da Charles Nodier nel 1820.

Segue quindi l’articolo da me scritto, intitolato “L’evoluzione del vampiro ottocentesco”, in cui passo in rassegna la formazione e trasformazione delle caratteristiche principali di questa figura fantastica, partendo da Polidori e Byron, passando per Mistrali, Le Fanu e numerosi altri fino ad arrivare a Stoker, che chiude il secolo e ci prepara al vampiro moderno. Carlo Bordoni approfondisce il tema, parlando di donne-vampiro.

Fin qui la parte monografica del volume. Seguono poi alcuni altri articoli non necessariamente nel tema del volume, dalla trattazione delle emergenze nucleari nella scrittura nipponica fatta da Claudio Asciuti, all’articolo sulla fantascienza italiana di Arielle Saiber, alla recensione Valerio Vangelisti di un volume curato da Pizzo e Catalano (“Sinistre Presenze”), alla recensione di “Armageddon Rag” di George Martin, a quella di “Nero Criminale” di Stefano Marino o de “L’Anima” di Enrico Butti. Più in tema la recensione di La bambina dei sogni - Carlo Menzinger di PreussenthalOttocento Nero Italiano”, volume a cura di Gallo e Foni.

Non posso poi non segnalare la bella recensione fatta da Antonio Daniele al mio romanzo fantastico “La Bambina dei Sogni”. Peccato solo che nella foto che avrebbe dovuto raffigurarmi, sotto la scritta “Carlo Menzinger” compaia invece il mio amico e co-autore in altre opere Sergio Calamandrei!

 

Firenze, 28/09/2013

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: