Posts Tagged ‘racconti’

UN MAZZOLINO DI VITE VISSUTE

Primule, violaciocche e garofani rossi” (Tabula fati, 2023) di Rosa Romano, nonostante il titolo non è un testo di botanica e non parla di fiori, ma una raccolta di diciassette racconti di persone, soprattutto donne. Storie che ci parlano di amori (giovanili o senili), matrimoni, morti e funerali, di invecchiamenti e amicizie ritrovate, di case che si svuotano e di gente che ritorna, di ricordi di infanzie passate, di piccole e grandi battaglie, persino politiche e per la libertà, di prostituzione, di figlie perdute che dormono nei loro letti, di figlie adottive che vorrebbero conoscere i propri genitori, di piatti spezzati che la saggezza di una vecchia pazza può rendere nuovi, come i nostri cuori, come le nostre vite.

Primule, violaciocche e garofani rossi” è insomma un mazzolino di vite, di storie, di persone, tenute assieme dall’essere umani, sempre. Primule simbolo di primavera e giovinezza, violacciocche simbolo di fedeltà e amori ritrovati, garofani rossi simbolo di amore e orgoglio. Simbolo anche politico.

Un volume che potrete trovare al Salone del Libro di Torino, presso lo Stand C66 di Tabula fati, dove sarà presentato.

RACCONTARE IL CENTRO STORICO DI FIRENZE

La casa editrice Edizioni della Sera ha sfornato tutta una serie di raccolte di racconti “territoriali”, partendo dalle regioni italiane (per esempio il volume “Toscani per sempre”), passando poi a raccontare le singole città (ho partecipato a “Fiorentini per sempre”) o aspetti particolari di queste (un mio racconto è in “La prima volta a… Firenze”) e ora sta per uscire con una serie di antologie per vari quartieri (io ho aderito a quello sul quartiere di Rifredi “A Firenze , Rifredi” e a quello sul centro storico di Firenze “A Firenze, Centro Storico”).

Raccontare i luoghi e i territori del nostro vivere quotidiano è di sicuro suggestivo per gli autori ma può essere un bel modo per i lettori per riscoprire gli spazi in cui vivono o per osservarli da diversi punti di vista.

L’esperienza finisce sovente per essere un tuffo nel passato, quello storico o quello personale, e viaggiare sul filo del ricordo, ma a volte sfocia in autentiche creazioni immaginarie, soprattutto quando l’autore osa addentrarsi nel sempre più suggestivo territorio del fantastico o magari addirittura del surreale.

A Firenze centro storico” è volume curato da Camilla Cosi, cui hanno aderito, oltre a me, vari autori che conosco personalmente o con i quali ho condiviso altre esperienze letterarie. La stessa Camilla Cosi era con me nel volume “Fiorentini per sempre” e fa parte del GSF – Gruppo Scrittori Firenze, cui collabora anche come giurata del Premio La Città sul Ponte e alcuni nomi sono stati da me suggeriti.

Il primo racconto, “A Firenze lasciate fare a me” è di Caterina Perrone, altra socia GSF, con cui ho curato l’antologia “Gente di Dante”, presente nel volume dell’associazione “Le sconfinate” e di cui ho letto vari romanzi. Il suo racconto, con i toni sognanti e un po’ poetici della sua narrativa che ben conosco, ci parla di un incontro tra due donne che parlano di danza e di speranze deluse.

Andrea Falcioni con il suo “Il pesce siluro” ci racconta una partenza (“L’ennesima ripartenza da quel luogo magico, come volessi migliorare qualcosa, nel riprovarci ancora”) e l’incontro con “una buona donna veramente particolare, tanto che i suoi animali quando morivano, non li seppelliva come faceva la maggioranza delle persone. Li faceva imbalsamare e li teneva nel salottino alla sinistra del corridoio della sua casa”. Un racconto con tanti ricordi della città (“Come non la smettessi di guardare in quel retrovisore rivolto alle mie spalle, a quel passato”), che pare citare Battiato (“mi mettevo a girare nel buio della stanza come i dervisci che avevo visto in Turchia. E giravo, giravo sempre più vicino alla finestra”).

Francesca Cappelli, autrice di genere fantastico e urban fantasy, con “Fuori corso” attraversa il centro partendo dalle varie sedi della facoltà di Lettere (“Eh, sì, Lettere è sparsa in giro per il centro, e pensa che ora è anche meglio”) al convento di Santa Maria degli Angeli, a “Via degli Alfani, via dei Servi, poi andiamo fino a via Sangallo”, alla Biblioteca Nazionale, passando per luoghi dove “se apri abbastanza la testa da accogliere tutto quello che brucia qui dentro, capirai che perché è facile, lasciarsi vincere da questa entusiasmante follia”, luoghi di studio per chi ha studiato a Firenze e per chi ancora studia anche se è “un po’ fuori corso” (“Non penso che mi laureerò mai. Ma non importa. Non ho concluso il mio percorso di studi né di vita, ma sono rimasto qui a raccogliere storie”).

Paola Beatrice Rossini,con “Ginevra degli Amieri” ci porta indietro nel tempo, agli anni d’oro di Firenze, il 1400 segnato dagli scontri tra Guelfi e Ghibellini, raccontandoci di una donna creduta morta e seppellita, che si risveglia e torna dal marito e dalla madre che la rifiutano credendola un fantasma. Può sembrare fantasia ma l’autrice dichiara che è storia vera e “che l’attuale via del Campanile una volta era chiamata via della Morta? Proprio dopo quella notte…”.

Luca Anichini, mio compagno nelle avventure di “Fiorentini per sempre, viaggio emozionale nel cuore di Firenze” (Edizioni della Sera, 2020) e “Gente di Dante” (Tabula Fati, 2021) è presente con il racconto “Il beccaio del Ponte Vecchio” che ci parla di quando sullo storico ponte non c’erano i gioiellieri come adesso, ma i macellai (“macellai, pescivendoli e i gestori di osterie e taverne” a Firenze erano detti beccai) “nel 1529-30, durante i quasi dieci mesi dell’assedio di Firenze da parte delle truppe Imperiali di Carlo V” e di quando “nel 1593 tutti i beccai del Ponte Vecchio furono costretti a lasciare le proprie botteghe, per traslocare al Mercato Vecchio nell’attuale Piazza della Repubblica”.

Altro autore, storico, del GSF è il giallista Fabrizio De Sanctis, con il quale ho condiviso le esperienze di “Gente di Dante”, “Accadeva a Firenze Capitale”, presente anche ne “Le sconfinate”. Nel suo “Il carro” fa parlare lo storico Brindellone o carro di fuoco, che scortato da 150 fra armati, musici e sbandieratori del Corteo Storico della Repubblica Fiorentina, da 300 anni celebra la Pasqua a Firenze.

Gian Luca Caprili con “Il ritorno di Jessaline” ci parla dello “smisurato fascino che le vecchie canzoni esercitano su chi è un po’ in là con gli anni” e di come, “Incredibile, la bella Jessaline si rifaceva viva, a distanza di lustri”. Purtroppo, però, Jessaline era malata e “si era regalata un giro in Europa, poteva essere l’ultimo”.

Pierfrancesco Prosperi, veterano della scrittura, prossimo ormai credo a festeggiare i 60 anni dalla prima pubblicazione, autore edito da quasi ogni casa editrice italiana, cui Massimo Acciai Baggiani ha di recente dedicato il bel saggio “Architettura dell’ucronia” (dove con il contributo di vari autori, me compreso, potrete scoprire meglio questo autore che ho lì definito “Il re dell’ucronia”), ci parla de “L’isola dei morti”, il cosiddetto cimitero degli inglesi ma anche il quadro che a questa si ispira del pittore svizzero Arnold Böcklin e che era presente nella stanza dove Hitler si suicidò. Un viaggio nel tempo di cui Prosperi è maestro.

“La città vagante” del sottoscritto (Carlo Menzinger) è un racconto di fantascienza che immagina un futuro distopico in cui per sopravvivere all’innalzamento del mare le città si trasformano in navi e salpano nel Mediterraneo, dove infuria la guerra. La “Centro Storico di Firenze”, armata con potenti cannoni, naviga portandosi dietro i principali monumenti. Le problematiche ambientali fanno anche qui da sfondo come nell’antologia “Apocalissi fiorentine” o in quella ancora inedita “Quel che resta di Firenze”.

“La contessa Toni” di Elena Brachini ci parla dei salotti letterari degli anni ’30 del XX secolo e delle vicende di questa famiglia (compresa una tragica morte) che non saprei se sia immaginaria o piuttosto quella dei Conti Toni da Cigoli (originaria di Trevi e legata alla città di Spoleto. Cigoli invece, credo sia la frazione di San Miniato in provincia di Pisa).

Francesca Magrini, autrice di tre romanzi e alcuni racconti, firma “La latteria della Marisa”, storia di amori giovanili, corna, cazzotti e pestaggi.

È quindi la volta di Massimo Acciai Baggiani, autore di decine di opere, tra romanzi, racconti, poesie e saggi, membro oltre che del GSF anche della World SF Italia (come me), mio coautore per il romanzo “Psicosfera” e autore della mia biografia “Il sognatore divergente”. Il suo “La Pantera e il Viaggiatore” ci parla del 1990 e del movimento studentesco La Pantera, che prese il suo nome da uno di questi felini che la notte del 27 dicembre fu avvistato a Roma, in mezzo a Via Nomentana, ma anche alle Pantere Nere americane. Da autore amante del fantastico, inserisce nella storia un viaggio nel tempo.

Altrettanto fantastico è “Limbo” di Alessandro Ricci, che immagina che da Piazza del Limbo, vicino Borgo Santi Apostoli, si possa davvero accedere al Limbo dantesco e lì incontrare Aristotele.

Di Alessandro Bini, autore de “Il mirtillo” avevo già letto “Mi trovo bene ma non mi cerco mai” e il racconto in “Fiorentini per sempre”. Ci parla di questi anni di pandemia e di come il turismo fiorentino ne abbia risentito ma anche dello sguardo dei turisti verso la città, in particolare di quello dei bambini.

Con “Sabatino e la scuola dei ladri” siamo nel 1885. Anni che l’autore Sergio Calamandrei, specializzato soprattutto nel periodo di Firenze Capitale (1865-1871), ben conosce. Ha, infatti, anche curato per il GSF l’antologia “Accadeva in Firenze Capitale” (Carmignani, 2021). Il protagonista Sabatino Arturi, un giornalista, lo ritroviamo in altri suoi racconti di questo periodo ed è un antenato del moderno detective Domenico Arturi, protagonista dei gialli di Calamandrei “L’unico peccato” e “Indietro non si può”, inseriti nel progetto “Sesso motore”. Qui il protagonista ha a che fare con la delinquenza minorile e il tentativo di portar via dalla strada un ragazzino.

Sconvolgente può essere la vista di un incidente, anche se la vittima è una cavalla investita da un SUV (“Ieri ha visto il sangue, e l’occhio della cavalla”), ci racconta Carlo Cuppini in “Sangue”. “La cavalla a terra, dalla bocca fuoriesce schiuma mista a sangue, il respiro spande la miscela sul lastricato a spina di pesce.” Tutto si tinge di rosso e il tempo pare impazzire, mescolando passato, presente e futuro. “Si accende nella sua mente il ricordo di un altro oggetto volante: un drone. Nelle orecchie gli risuona una voce. Cerca di scacciarla. Ma la gente intorno a lui sta già scomparendo…

È due anni prima. È il primo lockdown. Nessuno esce di casa. Lui soltanto, alle cinque di mattina, perché non vuole impazzire, a costo di essere multato, denunciato, lapidato. Cammina in mezzo alla carreggiata deserta, come un funambolo su una riga da cui, neanche volendo, si potrebbe cadere. Il silenzio è assordante. Nel silenzio, non riesce a far tacere la voce.”

In “Si chiamava Albertine” Enrico Zoi, giornalista e scrittore, ci parla dell’incontro con una francesina, anche se un po’ anonima, in quel crocevia temporale di fine anni settanta, in una casa d’aste del centro, che pare quasi la bottega di un rigattiere perché c’era davvero un po’ di tutto: paesaggi, nature morte, ritratti, tele di ogni tipo e qualità, e poi candelabri e posateria in peltro o in argento, serviti da tè o da pranzo laccati in oro, soprammobili, chincaglierie, cineserie, busti, statue e statuette di varia foggia e poi in Piazza dell’Olio, divenuta speciale per l’occasione.

È un ritorno a casa quello che ci narra Andrea Gamannossi, autore di numerosi romanzi gialli e noir e raccolte di racconti, in “Sulle orme del drago d’oro”. Tornai nel mio vecchio quartiere dopo tanti anni. Ero un quindicenne quando i miei genitori decisero di emigrare in Australia. Ritorno in Via del Drago d’Oro nel quartiere di Santo Spirito, con le botteghe degli artigiani ormai trasformate in locali moderni, per rivedere la propria vecchia casa, generando misteriosi déjà-vu, con volti del passato che riemergono giovanili.

Susanna Madarnàs (“Susy driver”) ci mostra uno dei momenti più difficili e pericolosi nella professione di tassista per una donna, anche in una città tranquilla come Firenze. Mestiere che ben conosce dato che lo esercita e su cui ha pubblicato un intero volume.

Prima che fosse trasferito nell’imponente edificio di via di Novoli, il Palazzo di Giustizia fiorentino era in Piazza San Firenze, come ci racconta il mio due volte collega Roberto Zatini (“Piazza San Firenze: una storia di ingiustizia”) mostrandoci le disavventure quasi kafkiane di una persona condannata per aver consegnato, assai ingenuamente, un pacco di cui nulla sapeva. Si era nel 1956 e si spera che oggi la giustizia funzioni meglio. Più che a “Il processo”, però il protagonista pare avere in mente Pinocchio, arrestato dai carabinieri per aver ferito alla testa l’amico Eugenio, colpendolo con un trattato di aritmetica.

La curatrice Camilla Cosi con “Uomini o pischelli” pare fare il verso forse più a Toto (siamo uomini o caporali) che a Steinbeck (uomini e topi) o Elio Vittorini (uomini e no). Storia di crescita e maturazione di un quindicenne nel 1987, che ci parla dei grandi, piccoli drammi adolescenziali (Avevo chiesto ai miei genitori di regalarmi un giubbotto di jeans con il pelo, come quello che avevano comprato a Simone) che a un adulto distratto possono parere poca cosa ma si portano dietro problematiche di inclusione e possibili bullismi, ma anche difetti di percezione dei rapporti familiari. Non per nulla, come si legge, tutto è legato ai rapporti dei due fratelli con le ragazze e tra loro.

Insomma, “A Firenze, Centro Storico” (Edizioni della Sera, 2023) è una bella chiacchierata scritta, con tanti amici e con altri che spero possano diventare tali, su come hanno vissuto o vivono l’antico, rinomato centro della loro città. Una visione non da turisti ma da figli di Firenze, non priva di trovate narrative originali. Un altro dei segnali che questa città forse non si è impantanata nei fasti del Rinascimento ma è ancora culturalmente viva.

INSONNIA

Sonno” (2010) di Haruki Murakami (Kyoto, 12 gennaio 1949) è un romanzo breve che ci parla di una donna che soffre di insonnia che, anziché deperire per la mancanza di sonno, si scopre più bella e sana, mentre vede con occhi diversi marito e figlio che ora le paiono divenuti brutti. Passa le sue notti a leggere Anna Karenina e a fare incubi e sogni, forse a occhi aperti. L’insonnia, insomma, le ha regalato una diversa percezione del mondo.

Leggo che questo più che un romanzo è una delle storie della raccolta “L’elefante scomparso e altri racconti”.

Non certo l’opera più significativa di questo autore.

FINALISTI PREMIO VEGETTI 2023

Oggi sono stati proclamati i finalisti del Premio Vegetti, uno dei maggiori riconoscimenti per la fantascienza indipendente.

Potete leggerli sul sito della World SF Italia, ma mi fa piacere riportarli anche qui:

Per la categoria Romanzo di Fantascienza

LA GIURIA
Presidente: Matteo Vegetti.
Giurati: V. Barbera, R. Del Piano, S. Giuffrida

OPERE FINALISTE (In stretto ordine alfabetico)

La farfalla dalle ali di Ossidiana di Andrea Carlo Cappi (Ed. Bonelli, 2022)


Le città galleggianti di Annarita Stella Petrino (Ed. Tabula Fati, 2022)
Psicosfera di Massimo Acciai Baggiani e Carlo Menzinger (Ed. Tabula Fati, 2022)
Whormole di Umberto Guidoni e Donato Altomare (Ed. Mursia, 2022)

Per la categoria Saggio di Fantascienza

LA GIURIA
Presidente: Matteo Vegetti.
Giurati: Tea C. Blanc, M. Conese, L. Sorge

OPERE FINALISTE (In stretto ordine alfabetico)

Architettura dell’Ucronia di Massimo Acciai Baggiani (Ed. Solfanelli 2022)
Fantascienza movie story, vol. 1 di Giovanni Mongini e Mario Luca Moretti (Ed. Scudo 2022)
La Percezione del Clima di Luca Ortino (Ed. Odoya 2021)
Suggestioni fiorentine nella narrativa di Carlo Menzinger di Chiara Sardelli (Ed. Solfanelli 2022)

Per la categoria Antologia di Fantascienza

LA GIURIA
Presidente: Matteo Vegetti.
Giurati: F. Calabrese, B. de Filippis, F. Radogna

OPERE FINALISTE (In stretto ordine alfabetico)

Gatti dall’altrove a cura di Marina Alberghini e Luca Ortino (Ed. Mursia, 2022)
Il varco nel cielo a cura di Vittorio Piccirillo (Ed. Tabula fati, 2022)
Oltre il reale a cura di Carmine Treanni (Ed. Delos Digital, 2021)
Terzo Millennio a cura della World SF Italia (Ed. Tabula fati, 2022)

Per la categoria Racconto di Fantascienza

LA GIURIA
Presidente: Matteo Vegetti.
Giurati: P. Giorgi, G. Lucchi, E. Palumbo

OPERE FINALISTE (In stretto ordine alfabetico)

Arancia Meccatronica di Maddalena Antonini (Cosmoril 16, Ed. Tabula fati, 2021)
Condominio Usher di Luca Ortino (Decamerovirus, Ed. Homo Scrivens, 2022)
Missione compiuta di Franco Piccinini (Gatti dall’altrove, Ed. Mursia, 2022)
Ortensie su Marte di Sandra Moretti (World SF Italia Magazine n. 2, Ed. Scudo, 2022)
Vacanza Premio di Andrea Coco (World SF Italia Magazine n. 1, Ed. Scudo, 2022)

Aggiungo soltanto che ho avuto l’onore di essermi classificato assieme a Massimo Accia Baggiani nella categoria romanzo con “Psicosfera” e sono lieto di vedere che anche il saggio di Chiara Sardelli “Suggestioni fiorentine nella narrativa di Carlo Menzinger” che parla delle mie “Apocalissi fiorentine” è in finale per la categoria omonima, in cui si è piazzato anche Massimo Acciai Baggiani con il suo saggio sul grande Pierfrancesco ProsperiArchitettura dell’ucronia”, cui ho contribuito con un articolo.

La proclamazione dei finalisti può essere vista qui.

Complimenti anche tutti gli altri ottimi finalisti.

NUOTATE SURREALI

Il nuotatore” di John Cheever (Quincy, 27 maggio 1912 – Ossining, 18 giugno 1982) non è solo il titolo di un racconto ma anche quello della breve raccolta che lo contiene.

Certamente, il racconto è la storia più originale e fantasiosa dell’antologia. Un tale decide di attraversare la regione a nuoto, ma non in un fiume, bensì spostandosi di villa in villa e attraversando le varie piscine. Non è una semplice nuotata né un semplice passare ma il protagonista si ferma spesso a parlare con i proprietari delle piscine (viaggio non turismo, quindi) e mano a mano scopre che eventi passati del quartiere non li ricorda più. Fin lì parrebbe ci sia poco di strano, ma il fatto è che non ricorda neppure i problemi suoi con le figlie. Che si tratti di un viaggio in uno spazio interdimensionale o solo in una mente ferita non è dato sapere ma a ogni piscina attraversata le stagioni procedono e l’estate si esaurisce, con un ritmo surreale, fino al finale scioccante.

Le altre due storie “Un giorno qualsiasi e “Una radio straordinaria” similmente mescolano la quotidianità di quadretti familiari con una realtà diversa, che si pone ben al di fuori dell’ordinario anche se, forse, è solo e sempre un mondo interiore, creato da menti malate.

Ecco, in particolare, la radio nuova che riproduce i rumori della casa e poi prende a trasmettere le conversazioni dei vicini, in un’inspiegabile violazione della loro privacy con riflessi sulla vita stessa dei protagonisti, che raffrontano le bassezze (violenza, mancanza di denaro e altro) di chi sta loro intorno con le proprie, arrivando a turbare la quiete familiare.

Solo tre racconti, ma originali e intensi. Ai confini tra il mainstream e il fantastico surreale.

John Cheever

PREMIO VEGETTI 2023 – CANDIDATURE CARLO MENZINGER

Ed eccoci al momento di votare per il Premio Vegetti 2023 per le migliori opere di genere fantascientifico e fantastico pubblicate nel 2021 e 2022. Possono votare tutti i soci della World SF Italia, indicando due opere per ogni categoria entro il 31 gennaio 2023.

Le segnalazioni vanno fatte alla segretaria Chiara Onniboni (chiara.onniboni@ferragamo.com) e al presidente Donato Altomare (altomare51@hotmail.com) della World SF Italia.

Ecco quindi tra quanto ho pubblicato quel che vorrei proporre ai soci di votare. Come sempre sono in imbarazzo nello scegliere quali indicare ma vorrei suggerirvi le seguenti:

Romanzo:

Psicosfera” di Massimo Acciai Baggiani e Carlo Menzinger di Preussenthal (Tabula Fati, 2022)

Antologie:

 “Slava Ukraïni” a cura di Pierfrancesco Prosperi (Tabula Fati, 2022)

Racconti:

Passaggio per Fruchtbar”, uscito nel numero 3 luglio/settembre 2021 intitolato “Cognitive flexibility” della rivista Prospettive.Ing. Al link potete leggere gratuitamente il racconto.

“Psicosfera per Solaris” in IF Insolito & Fantastico – n. 28 intitolato “Stanislaw Lem” a cura di Tomasz Skocki– (Edizioni Odoya, Dicembre 2022)

Saggi

Suggestioni fiorentine nella narrativa di Carlo Menzinger” di Chiara Sardelli (Solfanelli, 2022)

Architettura dell’ucronia” di Massimo Acciai Baggiani (Solfanelli, 2022)

Ricordo che i lettori di “Psicosfera” posso partecipare con loro racconti all’antologia “Dal profondo”, come spiegato qui.

TUTTI I LIBRI DEL 2022

In questo 2022, ho pubblicato un po’ meno racconti degli ultimi tempi, ma è uscito un romanzo, seppur scritto a quattro mani con Massimo Acciai Baggiani: “Psicosfera” (Tabula Fati, Maggio 2022).

Da notare che è anche uscito un secondo saggio sulla mia produzione letteraria: “Suggestioni fiorentine nella narrativa di Carlo Menzinger“(Solfanelli, Maggio 2022) scritto da Chiara Sardelli.

Come opere brevi, ho visto la pubblicazione di 21 racconti e 9 poesie (queste già uscite in antologie cartacee anni fa).

I racconti apparsi su riviste o antologie sono:

  1. Florentia“, tratto da “Apocalissi fiorentine“, sulla rivista PassParNous (giugno 2022).
    1. “Il club degli sfigati” nell’antologia “Non ti temo più” (Tabula Fati) a cura di Paola De Giorgi.
    1. Ucronie ucraine” nell’antologia “SLAVA UKRAÏNI! (Tabula Fati) a cura di Pierfrancesco Prosperi.
    1. “Avvinto a te” nell’antologia “La prima volta a… Firenze“. (Edizioni della Sera) curata da Giacomo Cialdi.
    1. “Il consulente del lavoro” nel numero unico del 2022 della rivista Prospettive.Ing (Libò Edizioni);
    1. “Psicosfera per Solaris” apparso sul numero di dicembre 2022 di “IF – Insolito & Fantastico” dedicato a “Lem”.

Ho pubblicato sul blog del GSF – Gruppo Scrittori Firenze i seguenti racconti brevi:

  1. La bambina del sogno
  2. Maria e i corvi
  3. Annunciazione
  4. Incubo ucraino
  5. Incubo virale
  6. L’ombra nella camera
  7. La galleria
  8. Nuovi mondi
  9. Giovanna D’Arco mi vede
  10. Il tourettismo ai tempi del covid-19
  11. Odio canino
  12. La stagione di fuoco
  13. Bistecca fiorentina
  14. Mai togliere la maschera
  15. Turisti

E le seguenti poesie:

  1. Donna senza sembianza e senza aspetto
  2. Sogno
  3. Mi sogno nel vento
  4. Apocalipse you
  5. I blues delle donne
  6. Cybernetic lovers
  7. Pedoni e regine
  8. Limpido volo
  9. Impazzire in Menzingerstrasse

Il mio articolo “Il re dell’ucronia” è uscito nel saggio “Architettura dell’ucronia” (Solfanelli, Maggio 2022) di Massimo Acciai Baggiani. Il volume è dedicato all’opera di Pierfrancesco Prosperi.

Nel numero di Prospettive.Ing (Libò Edizioni) dedicato all’art. 1 della Costituzione si può leggere il mio articolo “La rivoluzione virale“.

Ho, inoltre pubblicato numerosi articoli e recensioni nel mio blog “La leggenda di Carlo Menzinger”. In particolare, ho, come sempre, recensito tutti i libri letti, elencati più sotto con i relativi link.

Le letture di questo 2022, sono state 87 (84 nel 2021 e 79 nel 2020), anche se alcuni iniziati nel 2021 e altri non ancora finiti ovvero, in ordine cronologico:

  1. Milena Beltrandi – Una crociera pericolosa – thriller – italiano – amici – GSF – cartaceo (iniziato nel 2021)
  2. Lovecraft – Le montagne della follia – Ciclo di Chtulu – fantastico – americano – ebook (iniziato nel 2021)
  3. Lovecraft – Racconti vari – Ciclo di Chtulu – fantastico – americano – ebook (iniziato nel 2021)
  4. Lovecraft – La maschera di Innsmouth – Ciclo di Chtulu – fantastico – americano – ebook
  5. Lovecraft – L’uomo di pietra – Ciclo di Chtulu – fantastico – americano – ebook
  6. Lovecraft – La cosa sulla soglia – Ciclo di Chtulu – fantastico – americano – ebook
  7. Lovecraft – I miti di Chtulu – Ciclo di Chtulu – fantastico – americano – ebook
  8. Lovecraft – L’abitatore del buio – Ciclo di Chtulu – fantastico – americano – ebook
  9. Isaac Asimov – Sogni di robot – fantascienza- americano – ebook
  10. Stephen King – Shinning – horror – americano – ebook
  11. Stephen King – Doctor Sleep – horror – americano – ebook
  12. Richard Matheson – Tre millimetri al giorno – fantascienza – americano – ebook
  13. Frederick Brown – Il vagabondo dello spazio – fantascienza – americano – ebook
  14. Ann Leckie – Ancillary Justice – fantascienza- americano – ebook
  15. Antonietta Toso – Joannin – mainstream – italiano – cartaceo
  16. Margaret Moore – La sposa normanna – romance – canadese – ebook
  17. Robert Sheckley – Gli orrori di Omega – fantascienza – americano – ebook
  18. Carla Maria Russo – La sposa normanna – romanzo storico – italiano – ebook
  19. Liu Cixin – La materia del cosmo – fantascienza- cinese – ebook
  20. Garth Stein – L’arte di correre sotto la pioggia– mainstream – americano – ebook
  21. Banana Yoshimoto – La luce che c’è dentro le persone – mainstream – giapponese – ebook
  22. Alessandro Lazzeri – Il principe e il diplomatico – romanzo storico – italiano – cartaceo
  23. Gruppo Scrittori Firenze – Le Sconfinate – monologhi storici – italiano – cartaceo
  24. Emilio Salgari – I pirati della Malesia – avventura – italiano – ebook
  25. Davide Tarò – Oroboro – fantastico – italiano – cartaceo
  26. Nicoletta Manetti – Vico – mainstream – italiano – cartaceo
  27. AA.VV. – Le altrui scale – racconti storici – italiano – cartaceo
  28. Norman Spinrad – Il signore della svastica – ucronia – americano – ebook
  29. Oliver Sacks – Un antropologo su Marte – saggio – inglese – ebook
  30. Liu Cixin – Nella quarta dimensione – fantascienza – cinese – ebook
  31. Lewis Carroll – Alice nel paese delle meraviglie – fantastico – inglese – ebook
  32. Lewis Carroll – Attraverso lo specchio – fantastico – inglese – ebook
  33. N.K. Jemisin – La quinta stagione – fantastico – americano – ebook
  34. Ryan Graudin – Wolf – ucronia – americano – ebook
  35. Karel Capek, Kateřina Čupová – RUR Rossum’s Universal Robots – fantascienza – ceco – ebook
  36. Georgi Gospodinov – Cronorifugio – fantastico – bulgaro – ebook
  37. Chiara Sardelli – Suggestioni fiorentine nella narrativa di Carlo Menzinger – saggio- italiano – cartaceo
  38. Carlo Menzinger e Massimo Acciai – Psicosfera – fantascienza – italiano – cartaceo
  39. Arthur C. Clarke – La città e le stelle – fantascienza – americano – ebook
  40. Marco Toninelli – Molo 11. Vivere e morire – mainstream – italiano – cartaceo
  41. Banana Yoshimoto – Lucertola – mainstream – giapponese- ebook
  42. Julio Baghy – La verda koro (Il cuore verde) – utopistico – esperanto – ebook
  43. Robert A. Heinlein – Straniero in terra straniera – fantascienza – americano – ebook
  44. Paolo Dapporto – Nel giardino di Emma – mainstream – italiano – cartaceo
  45. Joe R. Lansdale – Fuoco nella polvere – western surreale – americano – ebook
  46. Ernest Hemingway – Addio alle armi – mainstream – americano – ebook
  47. Massimo Acciai Baggiani – Architettura dell’ucronia – saggio – italiano – cartaceo
  48. Alfred E. Van Vogt – Crociera nell’infinito – fantascienza – americano – ebook
  49. Maddalena Antonini – I girasoli di Shaah-Mall-A – fantascienza – italiano – cartaceo
  50. Carmine Treanni – Sulla luna – saggio – italiano – cartaceo
  51. Milena Beltrandi – Milo e la formula del sole – poliziesco – italiano – cartaceo
  52. Joshua Di Bello – Vitreo – thriller – italiano – cartaceo
  53. Orhan Pamuk – Il libro nero – mainstream – turco – ebook
  54. Lois McMaster Bujold – Gravità zero – fantascienza – americano – ebook
  55. Paolo Dapporto – A guardare il cielo – mainstream – italiano – cartaceo
  56. Bruno De Filippis – Toba – fantastico – italiano – ebook
  57. Ortino Luca, a cura di, AA.VV. – World SF Italia Magazine – fantascienza – italiano rivista – ebook
  58. Francesca Picone – Il dito ritrovato – poliziesco – italiano – cartaceo
  59. Kurt Vonnegut – Ghiaccio nove – fantascienza – americano – ebook
  60. Luigi De Rosa – Leonardo Da Vinci e l’uomo del disegno – fantastico – italiano – cartaceo
  61. Alberto Pestelli – La sala delle agitate – giallo storico – italiano – cartaceo
  62. Marco Toninelli – Il faro di Finisterre – mainstream – italiano – cartaceo
  63. Maria Fonte Fucci – Accad(d)e – mainstream – italiano – cartaceo
  64. E. Rucker Eddison – Il serpente Ouroboros – fantasy – inglese – ebook
  65. Lois McMaster Bujold – L’onore dei Vor – fantascienza – americano – ebook
  66. Alessandra Casati – Il mistero di Branca Doria – romanzo storico – italiano – cartaceo
  67. Steven Pinker – Il declino della violenza – saggio – americano – ebook
  68. Raffaele Formisano – Tahu-Nui-A-Rangi. Il grande incendio del cielo – fantascienza – italiano – ebook
  69. Paola De Giorgi, a cura di – Non ti temo più – mainstream – italiano – cartaceo
  70. AA.VV. – Avatar. Indian science fiction-Fantascienza indiana – fantascienza – indiano – cartaceo
  71. Lois McMaster Bujold – Barrayar – fantascienza – americano- ebook
  72. Bruno De Filippis – Cheronea – fantastico – italiano – ebook
  73. Alan Barclay – La città e il deserto – fantascienza – americano – ebook
  74. Johann Wolfgang von Goethe – I dolori del giovane Werther – mainstream – tedesco – ebook
  75. Ernst Hoffmann – Gli elisir del diavolo – fantastico – tedesco – ebook
  76. AA. VV., Pierfrancesco Prosperi, a cura di Slava Ukraïni! – fantastico – italiano – cartaceo
  77. Franz Kafka – Il processo – surreale – ceco – ebook
  78. Joseph Roth – La Marcia di Radetzky – romanzo storico – austriaco – ebook
  79. AA. VV., Paolo Mugnai, a cura di – La prima volta a… Firenze – racconti mainstram – italiano – cartaceo
  80. Robert Musil – I turbamenti del giovane Törless – mainstream – austriaco – ebook
  81. Stefan Zweig – Novella degli scacchi – mainstream – austriaco – ebook
  82. Arthur Schnitzler – Doppio sogno – mainstream – austriaco – ebook
  83. Roger Zelazny – Signore della luce – fantascienza – americano – ebook
  84. Frederik Pohl – Appuntamento con gli Heechee – fantascienza – americano – ebook
  85. Iain M. Banks – Pensa a Fleba – fantascienza – americano – ebook
  86. Ted Reynolds- Scontro finale – fantascienza – americano – ebook
  87. AA.VV. – IF – Insolito & Fantastico n. 28 – Stanislaw Lem (iniziato) – saggio – italiano – cartaceo

Noto che quest’anno sono tornato a leggere molti degli autori che ho maggiormente amato nella mia vita di lettore: Emilio Salgari, Stephen King, Isaac Asimov, Joe R. Lansdale, Lewis Carroll, Kafka e Liu Cixin. Raramente in un anno ne leggo tanti.

Quest’anno, su anobii, ho dato 5 stellette (il giudizio migliore) ai seguenti libri (in ordine cronologico inverso di lettura):

Alan Barcklay – La città e il deserto

AA.VV. – Avatar. Indian science fiction-Fantascienza indiana

Steven Pinker – Il declino della violenza

Carmine Treanni – Sulla luna

Alfred E. Van Vogt – Crociera nell’infinito

Massimo Acciai Baggiani – Architettura dell’ucronia

Chiara Sardelli – Suggestioni fiorentine nella narrativa di Carlo Menzinger

Massimo Acciai e Carlo Menzinger – Psicosfera

Ryan Graudin – Wolf

Lewis Carroll – Alice nel paese delle meraviglie

Liu Cixin – Nella quarta dimensione

Oliver Sacks – Un antropologo su Marte

Nicoletta Manetti – Vico

Liu Cixin – La materia del cosmo

Robert Sheckley – Gli orrori di Omega

Stephen King – Shinning

Isaac Asimov – Sogni di robot

Togliendo il saggio di Chiara Sardelli il cui protagonista amo troppo (eh, eh!) per avere un giudizio oggettivo e “Psicosfera” di cui sono uno dei due autori, se si esclude anche un capolavoro inarrivabile come “Alice nel paese delle meraviglie”, che peraltro ho già letto varie volte (ora riletto per scrivere un racconto che vede protagonista la bambina ormai cresciuta), tra i saggi spicca “Il declino della violenza”, libro che tutti dovrebbero leggere per comprendere meglio il mondo in cui viviamo, mentre per la narrativa gli ultimi due volumi della saga di Liu Cixin penso possano meritare il primo posto.

Anche quest’anno emergono tra i meglio votati molti romanzi di fantascienza (22), a conferma che questo rimane il mio genere preferito (a questa se ne aggiungono molti di genere fantastico, 17, e alcuni horror, surreali e ucronie) ma anche alcuni saggi (6).

Quest’anno gli italiani sono stati 31 (43 nel 2021, 53 nel 2020, 56 nel 2019 e 47 nel 2018), preceduti dagli americani (32), dagli autori di linga tedesca (6 tedeschi, austriaci e cechi) e dagli inglesi (4). Più numerose del solito le altre nazionalità (bulgari, turchi, indiani, cinesi, giapponesi).

39 le letture di tipo fantastico (41 nel 2021).

Gli ebook sono stati 59 (45 nel 2021), i cartacei 28 (39 nel 2021).

Ho conosciuto personalmente quasi tutti gli italiani che ho letto (a parte Emilio Salgari e Carla Maria Russo).

L’autore che ho letto di più nel 2022? Dato che ho completato la lettura di un file, iniziato nel 2021, che contiene numerose opere di Lovecraft, questo compare con 7 opere.

Molte delle recensioni che ho fatto le trovate nella mia libreria anobii e sul mio blog. Nell’elenco ci sono i link al blog.

I libri che ho letto gli anni precedenti li trovate qui:

E voi che cosa avete letto e che letture consigliate per il 2023?

MEMORIE FIORENTINE

Ho letto in anteprima il volume “La prima volta a… Firenze” (Novembre 2022) curato da Giacomo Cialdi per Edizioni della Sera, con il sottotitolo “Diario intimo della città toscana”. Opera antologica di narrativa, che, per l’argomento trattato, si rivela in buona parte libro di memorie e ricordi, nonostante la creatività e l’inventiva degli autori coinvolti abbia saputo rigenerare tali reminiscenze in racconti in cui talora la fantasia ha modo di spaziare oltre la realtà.

La prima volta a Firenze. Diario intimo della città toscana

Apre il volume la prefazione dello scrittore e giornalista del quotidiano locale “La Nazione” Stefano Cecchi che ci parla di come le prime volte di ciascuno restino indelebili nei nostri animi ma che “Sapere che comunque tutte quelle volte, probabilmente le più belle, le abbiamo vissute con intorno la cornice magnifica e struggente di Firenze, incendia e rende orgoglioso ancora di più il cuore.”

I racconti sono ordinati alfabeticamente per autore. Dunque, come sovente gli accade in tali casi, apre la serie Massimo Acciai Baggiani, prolifico autore di racconti, poesie ma anche di saggi e romanzi, di cui ho scritto spesso, dedicandogli persino la biografia letteraria “Il narratore di Rifredi” (Lulu, 2018, Porto Seguro, 2019). Il suo “La villa abbandonata” pur riportando alcuni episodi reali della vita dell’autore e luoghi altrettanto esistenti di Firenze, immagina come voce narrante quella di un trapassato che narra “La prima volta che… sono morto a Firenze”. Con Massimo Acciai ho di recente pubblicato il romanzo “Psicosfera” e stiamo curando un progetto di antologia fantascientifica.

Segue Elena Andreini, giornalista e autrice di opere a carattere locale. Con il suo “Il gol di Daria” ci racconta la magica esperienza infantile della prima partita di calcio.

Il racconto di Luca Anichini, autore che ho avuto in squadra per l’antologia “Gente di Dante” (Tabula Fati, 2021) e che ha condiviso con me anche l’esperienza di “Fiorentini per sempre” (Edizioni della Sera, 2020), “Il Ponte Vecchio e il profumo dell’amore”, ci porta indietro agli anni della Seconda Guerra Mondiale e dell’arrivo degli Alleati a Firenze, facendoci vedere la storia con gli occhi di un giovane militare maori.

Anche Milena Beltrandi è autrice che ben conosco. Come me, Acciai, Anichini, Campinoti, Lunghini, Prosperi e Tofanari (tutti presenti in questo volume) fa parte del Gruppo Scrittori Firenze (GSF). Come loro ha partecipato all’antologia curata da Caterina Perrone e me “Gente di Dante”.

Di lei ho anche letto un paio di romanzi: “La formula del sole” e “Una crociera pericolosa”. L’avevo anche trovata in “Toscani per sempre” (Edizioni della Sera).

Il suo “Luna di miele singolare” vede una coppia di novelli sposi fiorentini scegliere proprio la loro stessa città per il viaggio di nozze, guardando Firenze per la prima volta con lo sguardo esterno e meravigliato del turista.

Con “Paura e amare riflessioni” Renato Campinoti affronta gli anni di piombo a Firenze, proprio il periodo cui ho dedicato un mio racconto sulla violenza politica che si viveva allora – appena pubblicato nel volume “Non ti temo più” (Tabula Fati, 2022). Erano anni di intensa partecipazione politica ma che stava perdendo la connotazione pacifica e pacifista del 1968. Anche Campinoti è autore che ben conosco, oltre che per le comuni esperienze antologiche (“Gente di Dante” e “Accadeva in Firenze Capitale”), per aver io scritto l’introduzione alla silloge da lui scritta con Massimo Acciai “Racconti ai tempi de del coronavirus”, per la lettura del suoi giallo “Non mollare Caterina” e per la comune esperienza del Consiglio Direttivo del GSF.

Il promotore culturale Stefano Carloni ci mostra, come già Elena Andreini, il primo incontro con la squadra calcistica locale, riportandoci, come Campinoti agli anni ’70, ma qui l’università non è la facoltà di architettura, ma quella sorta di Università del calcio che era allora il Bar Marisa.

Con il giornalista e scrittore Giacomo Cialdi, curatore di questa antologia, avevo condiviso la bella esperienza di “Fiorentini per sempre”. Nel suo “Ricordi” il protagonista si aggira per Firenze osservandone i monumenti. Quando emerge dalla sua tasca una foto del 1988 scattata in Piazza della Signoria, il racconto prende una svolta a sorpresa.

Ne “La Luna senza tacchi” della poetessa Elena Falci, suggestionata dal nostro satellite, la protagonista si trova a ballare scalza un valzer popolare e a riscoprire il brivido dell’amore.

Gabriele Fredianelli ci parla di calcio, Fiorentina, la celebre Libreria Marzocco, libri in genere e libri sul calcio in “Tra Borges, Batigol e Gianni Brera” in un racconto d’amore tra un ragazzo e un libro.

Nel racconto del mio due volte collega (di banca e di scrittura) e semi-omonimo Carlo Legaluppi in “Lungarno degli Acciauoli”, il protagonista, pur avendo girato il mondo, non era mai stato prima a Firenze. Ci si reca per una missione da killer professionale con una vittima designata assai particolare. Di Legaluppi ricordo il thriller “La ottava croce celtica”.

Luca Lunghini ci fa tornare al 1991, alla Guerra del Golfo, che con lo sguardo di oggi pare poca cosa rispetto a quella in Ucraina. “E se cambiassimo il mondo” ci parla di Firenze e di una manifestazione pacifista. Per il protagonista “in prima Liceo” era “il periodo delle prime sigarette, delle prime birre il fine settimana, delle prime cotte, delle prime ore di lavoro per avere una maggiore indipendenza e dei primi amori”. Con lui ho condiviso la presenza in altre due antologie, “Gente di Dante” e “Fiorentini per sempre”.

Filippo Luti (come di recente già Sergio Calamandrei, non ricordo bene dove) ci ricorda che Firenze vide gli albori del ciclismo nel tempo in cui fu Capitale d’Italia.

Avvinto a te” del sottoscritto Carlo Menzinger di Preussenthal è forse il racconto più autobiografico che io abbia mai scritto (nella prima parte), mentre lo sviluppo finale è di totale fantasia. Questo potrà non sembrare evidente, dato che il protagonista si confronta non con una persona reale ma con una personificazione della città di Firenze e delle sue sorelle Siena, Livorno, Lucca, Pisa… in un’insolita storia d’amore ossessivo tra una città e un uomo.

Pierfrancesco Prosperi è un altro autore cui mi sento particolarmente legato, sia per il suo essere, come me, autore di ucronia e fantascienza, sia per la sua appartenenza al Gruppo Scrittori Firenze, sia per aver condiviso con me numerose antologie come “Sparta ovunque”, “Gente di Dante”, “Accadeva in Firenze Capitale” e altre in arrivo come quella da lui stesso curata sull’Ucraina e una sul centro storico di Firenze. Massimo Acciai Baggiani ha poi curato la sua biografia nel volume “Architettura dell’ucronia”, cui ho avuto l’onore di partecipare con un saggio. Troppo lungo elencare tutti i suoi libri che ho letto. Ho detto forse troppo di quello che Prosperi è per me, tralasciando di dire che cos’è per il mondo: un autore pluripremiato, pubblicato dalle maggiori case editrici con decine di libri, sceneggiatore di fumetti importanti come Topolino e Martin Mystere. Il suo “Un ricordo incancellabile” racconta di un’esperienza come angelo del fango durante l’alluvione del 1966, per il recupero dei libri danneggiati.

Sabrina Caterina Rossello nel suo “Lui e lei” ci racconta del dono di una penna che trasformerà una pasticcera topolina in

scrittrice.

Davide Savorelli, già autore del romanzo storico “I giorni prima”, ci porta gustare un Negroni al celebre caffè letterario Giubbe Rosse.

Con “Nel DNA e dietro la curva” il personaggio di Enzo Susiniriflette sugli anni che si sono susseguiti e che, arrivati a questo giorno, tornano a una ritualità nota” mentre “la sua testa vaga costantemente a cercare appigli del passato a cui aggrapparsi”.

Francesca Tofanari che mi aveva stupito per essere sia autrice di un giallo al femminile “In punta di sangue”, sia un saggio di ricostruzione di tradizioni locali come “Sassaiole e Capirotti”, sia per aver realizzato un racconto ironico per l’antologia “Gente di Dante”, in “Quando la città ti toglie i punti di riferimento” ci mostra una Firenze in movimento, che cambia e muta al punto da non sembrare quasi più se stessa. Racconto che parla anche del primo incontro con una stazione ferroviaria.

Insomma, un gran  bel libro, che riunisce tanti amici con molte cose in comune ma soprattutto una: Firenze, una città con tanta storia, tante storie e tanti ricordi. Grazie a Giacomo Cialdi e alle Edizioni della Sera per averci permesso di raccontarne alcune.

NOVE PENNE PER L’UCRAINA

Strani anni questi con cui è iniziato il decennio. Prima bloccati in casa per la pandemia, con l’economia in crisi per assenza di turismo, riduzione dei consumi, imprese chiuse, poi una guerra in Europa che sembra quasi sia la prima dalla fine della Seconda Guerra Mondiale ma purtroppo non è per nulla così, persino in Ucraina già si era combattuto, ma anche in Bosnia, Kosovo, Cecenia e questo evitando di considerare atti bellici i numerosi attentati di varia matrice. La differenza sono le parti in causa e chi le sostiene, che sommano agli orrori di chi la guerra la subisce con morti, feriti e devastazioni gli effetti inusitati sulle tasche degli italiani e degli altri europei, che si apprestano a patire un gelido inverno russo con bollette di energia e gas e spese per riscaldamento alle stelle.

Ho appena finito di leggere lo splendido saggio “Il declino della violenza” di Pinker che, giustamente, sostiene che questa si sia ridotta enormemente in tutte le sue manifestazioni, anche quella bellica. Tra le tante cose, però, notava (il volume fu pubblicato nel 2011) che la cosiddetta Lunga Pace in Europa non sarebbe potuta durare ancora a lungo (statisticamente e storicamente parlando) e che il momento in cui le guerre iniziano e quello in cui finiscono non sono prevedibili, ma anche se la tendenza verso la pace è sempre più forte, questo non c’avrebbe esonerato da un nuovo importante conflitto europeo. Tra le possibili aree di crisi accennava ai rapporti tra la Federazione Russa e gli stati dell’ex-URSS.

Ebbene, eccoci qua, nel mezzo di questa invasione russa dell’Ucraina i cui sviluppi ed esiti restano ancora misteriosi. La Russia, ossessionata dall’idea dell’accerchiamento NATO e dell’avanzata di questa e dell’Unione Europea su quelli che un tempo furono suoi territori, volenterosa di riportare sotto l’ala di Mosca zone popolate da numerosi russi, ha sferrato un attacco che, si presume, immaginasse veloce, ma la comunità internazionale ha reagito come non aveva fatto nel caso di altre sue azioni in Georgia, Cecenia e nella stessa Ucraina, creando una drammatica situazione di stallo da cui appare difficile uscire.

In questo clima uno dei più importanti autori di genere ucronico e fantascientifico italiani, Pierfrancesco Prosperi, dopo aver scritto un racconto ispirato a queste vicende, ha pensato bene di chiamare a sé alcuni amici perché dessero ciascuno il proprio contributo narrativo.

Realizza così il volume “SLAVA UKRAÏNI!” con l’esemplificativo sottotitolo “9 Penne contro l’Orco”: “Poi mi è venuta l’idea di allargare il tiro, coinvolgendo altre penne, fantascientifiche e no, in un’Ùantologia partita col titolo provvisorio PENNE CONTRO L’ORCO, tanto per essere chiari, e poi diventata SLAVA UKRAÏNI!, dal grido di battaglia novecentesco che in italiano suona “Gloria all’Ucraina!”. Sarebbe stata, chiaramente, un’antologia di parte; non che non si potessero criticare gli ucraini, per carità, ma doveva essere ben chiaro chi era l’aggressore e chi l’aggredito” scrive lo stesso Prosperi nella sua introduzione.

Gli autori sono Massimo Acciai Baggiani, Renato Campinoti, Mauro Caneschi, Alberto Costantini, Alberto Henriet, Carlo Menzinger di Preussenthal, Thomas M. Pitt, Pierfrancesco Prosperi ed Erica Tabacco. L’editore è Tabula Fati. Acciai, Campinoti, Menzinger e Prosperi sono tutti membri dell’associazione culturale Gruppo Scrittori Firenze e già hanno collaborato tra loro in altri progetti.

Apre l’antologia Alberto Costantini con il suo “Nata il 24 febbraio” che ci mostra un “futuro allucinato e distopico” attraverso il diario di una ragazza nata il giorno in cui è iniziata la guerra e che ora vive in un’Italia e in un Europa soggiogate e in perenne stato di guerra.

Ho avuto l’onore di essere uno degli autori di questa raccolta e il mio “Ucronie ucraine” è il secondo della serie. Amo spesso usare allitterazioni nei miei titoli e questa volta ci stava proprio bene dato che vi si racconta di uno scienziato ucraino, fervente patriota, che, nel 2222 cerca di liberare la sua patria dal bisecolare dominio russo con strampalati e sempre più sfortunati viaggi nel tempo che creano universi ucronici distopici fino a un ironico e surreale finale.

“Cuore di ghiaccio”, la “cinica e beffarda cronaca di Mauro Caneschi, intrisa di echi dickiani” (come scrive Prosperi) ci porta in un’estensione del conflitto che vede i russi avanzare in territorio polacco, in una strategia volta a “indurre i paesi alleati dell’Ucraina ad accogliere ondate gigantesche di profughi che ne piegavano la logistica e le risorse”, mentre “L’Ucraina era una distesa di macerie”.

A proposito del racconto del curatore, “Il mio processo come criminale di guerra”, lascerei la parola allo stesso Prosperi che così ne parla nell’introduzione “Ribaltando la situazione, ho immaginato che gli americani, occupata inopinatamente Mosca in un prossimo futuro grazie al solito virus, sottopongano a processo il Presidente e il governo russo per i crimini di guerra commessi durante l’invasione del confinante paese di Ukronia, ottenendo dalla difesa di questi personaggi risposte e argomentazioni surreali e non troppo dissimili da quelle usate nei mesi scorsi dalle fonti ufficiali moscovite”.

Il conflitto immaginato è quanto mai duro con “una serie di incendi di origine chiaramente dolosa” che “ha devastato il principale istituto di ricerca sulle armi biologiche ad Aralsk, scatenando un virus che in pochi giorni ha sterminato tra i dieci e i quindici milioni di persone tra bambini e adulti” e sebbene si svolga nel Paese immaginario di Ukronia, i riferimenti alla storia attuale sono evidenti. Quando il conflitto pare volgere a favore degli americani, tutto cambia a sorpresa.

Ne “La guerra di Aleksej” di Alberto Henriet, il conflitto si mescola con il sadismo di chi la combatte in prima persona. Come scrive l’autore, “Aleksej ha trentadue, ed è russo. Fa parte di un gruppo paramilitare di estrema destra di San Pietroburgo, il Rusich. Combatte come volontario nell’operazione militare speciale, lanciata da Putin in Ucraina il 24 febbraio 2022. È un ufficiale al comando di giovani soldati totalmente inesperti”. “Aleksej il lupo del Rusich, è un gran figlio di puttana. Non è un militare, ma una bestia sadica. Continua ad andare in quel fottuto capanno. Per torturare Viktor, il soldato gay di Kiev.”

Uno dei suoi militari dice “Col mio blindato, a volte Aleksej mi costringe a schiacciare auto di civili ucraini, uccidendoli senza una ragione militare apparente. Il loro unico torto è di trovarsi sulla mia traiettoria.”

In “Una cinica decisione” di Thomas M. Pitt gli alleati dell’Ucraina si interrogano su come sbloccare una situazione che pare ormai senza vie d’uscita.

La sola autrice donna del volume, Erica Tabacco, giustamente, dedica il proprio “Bersaglio numero 2” a un’immaginaria eroica First Lady ucraina, vittima di un drammatico attentato.

Massimo Acciai Baggiani nel suo “Osservatore”, che vede protagonista una bambina, fa intervenire nel conflitto un utopistico alieno, lanciando una speranza di pace.

Ecco poi, a chiudere il libro, un insolito Renato Campinoti in veste fantascientifica, che immagina in “Il passato non è mai morto” gli sviluppi del conflitto nel 2024 e i nuovi assetti politici del pianeta.

Insomma, un’immagine spesso drammatica e dura dei possibili sviluppi futuri di questo conflitto devastante, con racconti scritti con impegno, partecipazione ma non privi di ironia, perché anche nelle tragedie è lecito sorridere o fare della satira e questo non abbassa il tono di un messaggio politico forte di condanna di un conflitto che questo XXI secolo e quest’Europa (che pareva aver ormai imparato la lezione dopo due conflitti mondiali), non avrebbero mai dovuto vedere.

ACQUISTALO SU AMAZON

ACQUISTALO SU IBS

ACQUISTALO SU MONDADORI STORE

Antonella Cipriani ne scrive qui su Testi e Parole.

LA MODERNITÀ DELLA FANTASCIENZA INDIANA

Acquistai una copia di “Avatar – Indian Science Fiction – Fantascienza indiana”, curato da Francesco Verso, allo stand di Future Fiction presso la fiera del fantastico Stranimondi 2021. È un singolare volume per metà in inglese e per metà con la traduzione italiana di racconti fantascientifici scritti da autori indiani, con particolare attenzione alle “questioni impellenti dei nostri tempi, soprattutto nei settori dell’informatica e della tecnocultura, così come della biotecnologia” (come si legge nell’introduzione di Tanur K. Saint).

Il titolo “Avatar” fa riferimento oltre che all’alter-ego dei videogiochi alla “discesa di una divinità sulla terra e in particolare ciascuna delle 10 incarnazioni del Dio Visnù”.

L’introduzione ci spiega che “la fantascienza indiana acquisì, invece, soprattutto dopo l’indipendenza, una spinta pedagogica, cercando di rendere popolari le idee scientifiche mettendo il concetto di autosufficienza alla base della storia, o raccontando una storia con alla base un problema scientifico”. Rilevanti appaiono le “preoccupazioni etiche”.

Il primo racconto “L’uomo della quintessenza” di Anil Menon solleva problematiche connesse al controllo pervasivo dell’identità, con i molteplici sistemi di tracciamento delle persone già tipico dei nostri tempi. Il protagonista Mann “non poteva essere localizzato perché non era possibile collegarlo a un identificativo unico e permanente. In altre parole, Mann, non aveva quintessenza”. La sostanza della storia e quasi quella di un giallo in cui si cerca di “localizzare qualcuno che non può essere localizzato”.

In “Microbiota e le masse: una storia d’amore” di S.B. Divya, la protagonista vive isolata da anni in un proprio microbiota, per difendersi da microbi, batteri e inquinamento del mondo esterno. Come si regolerà quando l’amore la spingerà a spezzare questo suo isolamento?

Il bel racconto “Comunitari” di Shikhandin mi ha fatto pensare ai “Costruttori” (in “Apocalissi fiorentine”, Tabula Fati 2019 e ProgettandoIng-Costruzioni, Gen-mar. 2016), con questa dilagante invasione verde, ma qui è la vegetazione della Terra stessa a dilagare e a far trasformare in vegetale tutto ciò che era animale, uomini compresi, in una storia non priva di poeticità nel suo lanciare l’allarme verso il degrado ambientale.

Nella storia di Vandana Sing, “La rete di Indra”, (“la rete cosmica assoluta in cui ogni nodo rispecchia l’intero”) ci parla dell’utopica costruzione di Ashapur, la Città della Speranza, costruita a imitazione di una rete micelica, una rete fungina, una miconet, con una rete energetica intelligente che pare quasi assumere autocoscienza. “Una rivoluzione che potrebbe salvare la nostra terra dall’emergenza climatica” realizzata da un gruppo di brillanti studenti, pronti a “distruggere vecchi paradigmi quasi tutti i giorni.

A New Singapore vivono i climies, le climate victims di uno tsunami che ha distrutto Old Singapore nel 2023. Non solo loro, a dir il vero: “New Singapore è la prima società al mondo composta interamente di individui dal patrimonio netto ultra alto e dalle loro famiglie”. A New Singapore “religione, sesso, credo, nascita, razza non significano nulla”. La protagonista di “Sostituzione” di Rimi B.Chatterjee vi arriva con una borsa di studio per studiare medicina con il suo idolo il Dottor Shankar che, tra le altre cose ha creato “un vaccino progettato per assicurarsi che dopo averlo preso, un uomo abbia in prevalenza figli maschi”, per risolvere il problema della sovrappopolazione, riducendo il numero delle “riproduttrici” a vantaggio dei “produttori”. La ragazza si trova a salvare il progetto del suo idolo, ma costretta a un radicale cambio di look.

In “Upgrade” di Manjula Padmanabhan, un’anziana signora si trova a dover sostituire la cuoca morta con un domestico robotico che prima rifiuta ma di cui poi scoprirà insospettabili pregi che le cambieranno la vita.

La “Madre” del racconto di Shovon Chowdhury è una sorta di Grande Fratello digitale, amorevole e pervasivo, che ha plasmato il proprio essere studiando 60 milioni di madri, un software nato come sito di incontri, che ora controlla l’intera società come una vera madre ossessiva con i suoi consigli, le sue regole e le sue imposizioni.

Con “Messo in PausaPrya Sarukkai Chabria ci racconta di un futuro molto lontano in cui su una Terra devastata l’umanità si nascose nelle profondità marine evolvendosi artificialmente in una specie di cozze senzienti. Quando la vita non fu più possibile neanche in quegli abissi riversò le sue conoscenze in una Testa, dall’esistenza sospesa, in attesa del ritorno a un ambiente adatto a rigenerare la vita.

Ne “La via della setaGiti Chandra ci spiega come sia stato possibile nel 2241 d.C. ritrovare sulla Luna i resti di un cinese del 241 a.C. e delle incredibili proprietà di una seta geneticamente modificata. Difficile non pensare ad analogo ritrovamento ne “Lo scheletro impossibile” (1977) di James Patrick Hogan, ma diversi sono gli sviluppi.

Quest’antologia, ricca di sogni distopici in cui si celano aneliti di speranza, sebbene all’apparenza non troppo dissimile da altre antologie fantascientifiche occidentali, ha un respiro diverso, risente di un’antica cultura differente da quella dominante anglo-americana che non si limita a trasparire dai nomi esotici di autori e personaggi ma è il substrato fondante dell’opera, che riunisce racconti di qualità e capacità inventiva che nulla hanno a invidiare a quelli di altre raccolte americane o europee. Se questo è certo merito del curatore Francesco Verso è anche sintomatico della maturità ormai raggiunta dalla fantascienza indiana, di livello decisamente internazionale, come i curricula degli autori presenti che dimostrano di ben conoscere la fantascienza dei nostri Paesi ma di saper innovare rispetto a questa.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: