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I RACCONTI DI UNA VITA

Carlo Menzinger con “A cavallo del tempo”

Nella quarta di copertina di “A cavallo del tempo” di Maila Meini, il libro è definito una “breve autobiografia”.

Leggendo i primi capitoli mi sono subito chiesto quanto questo fosse vero, dato che quel che mi sono trovato davanti è stato un’alternanza di brani in prosa e in versi, dove i primi mi erano parsi racconti autonomi.

Procedendo con la lettura, appare, però, evidente che sono (tutti o almeno in parte) racconti e riflessioni di vita vissuta. In effetti, per quanto all’apparenza slegati, sono congiunti da un filo conduttore: la vita dell’autrice. E molti mi hanno fatto fermare a riflettere, a interrogarmi a ragionare. Penso sia uno splendido risultato per un libro.

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Maila Meini

Si parte con un abbordaggio al cinema con finale a sorpresa, procedendo con una vendetta contro un vecchio amante e una storia romantica di neve bianca e rose rosse e sembrano storie poco probabili come realmente accadute a una tranquilla insegnante, ma perché no? Poi si procede con racconti che ci riconducono a una dimensione più quotidiana come quando racconta di aver letto 3.468 libri e prosegue con una sorte di recensione di un romanzo di MC Cammon (“Hanno sete”). Leggere 3.468 libri non è poco. A volte non ci si rende conto di quanto sia difficile leggere tanto. Da qualche anno censisco tutto quello che leggo su anobii e lì ho inserito 518 libri. Dal 2008 (più o meno quando ho cominciato a censirli né risultano sempre almeno 50 l’anno, con una punta massima di 82. Immaginando di leggerne 60 in un anno, per leggerne 600 impiego 10 anni. Per arrivare a 3.000 mi ci vogliono 50 anni di letture!

Il tema della lettura ritorna anche in un altro racconto in cui la Meini si rimprovera per il proprio disordine, fatto soprattutto di pile di libri. Subito dopo ci dice di come li cataloga e divide, dunque credo che il suo sia un disordine solo apparente. Chissà se anche lei li cataloga su Anobii o magari su Goodreads. Leggere, scrive a pagina 101, “Se è una malattia, purtroppo, non è contagiosa”! Già!

In un altro capitolo Maila Meini ci parla della sua scala di valori e di come sia cambiata nel tempo. Anche questo è un racconto che fa riflettere: chi ha una sua scala di valori da seguire? Non molti credo. Sullo stesso piano il racconto sul dilemma di Pascal: “anche se sono ateo, che cosa mi costa chiedere l’assoluzione in fin vita”? Se Dio non esiste non cambia nulla, se esiste con poco avrei potuto ottenere il paradiso! Già, dico io, peccato che molti, pigramente, facciano questa scelta ben prima del momento di morire, con il risultato di mantenere in piedi tanti culti e tutti i loro apparati.

A pagina 48, riflette sul contenuto di un bigliettino trovato nella confezione di un cioccolatino “La maniera di dare val più di ciò che si dà” (Corneille). La Meini si mostra in disaccordo con questa citazione, quasi che volesse dire che il modo di donare sia più importante del dono, ma io credo che il senso sia nello spirito con cui si dona. Chi dona e poi pretende gratitudine o riconoscenza non sta donando, ma facendo un baratto. Chi dona, anche poco, ma lo fa con vera generosità e con il proprio cuore, dona di più di chi offre qualcosa di prezioso contro voglia. Non è una questione della carta del regalo, è una questione di cuore.

La favoletta sui crisantemi mi ha fatto pensare a quanto questi bellissimi fiori abbiano “patito” in Italia, da quando sono stati associati ai cimiteri. Mia nonna che era inglese era solita regalarli e si stupiva che gli italiani non sembrassero gradire il dono!

Ravioli di zucca e A cavallo del tempo (Carpi – Modena)

Si entra poi nella vita vera, quella fatta di parti di figli e nipoti, delle gioie e dei dolori delle nascite. Posso capire come questa possa riempire i giorni anche dopo la pensione, quando la fine del tempo lavorativo sembrerebbe svuotarci del nostro ruolo sociale.

Maila Meini mi ha stupito ancora mostrandomi il suo amore per le storie di vampiri, per Dylan Dog e, forse, per Star Wars (dato che possiede un tappetino per il mouse dedicato al film) e per film catastrofici come “2012”, che di rado immaginerei in una ex-insegnante di Lettere, Teatro e Latino!

In questi giorni Massimo Acciai Baggiani mi ha intervistato per un saggio che sta scrivendo su di me e, tra le varie domande, mi chiedeva delle origini biografie del tema del viaggio nei miei libri e gli raccontavo di come la mia famiglia abbia spesso cambiato città e stati ed io stesso abbia lavorato in una trentina di città. Mi ha dunque fatto un po’ sorridere quando la Meini raccontava di come abbia vissuto come uno sradicamento il suo essersi spostata di un centinaio di chilometri da San Vincenzo (Livorno) a Campi Bisenzio (Firenze). Poco più di un cambio di quartiere per un romano! Quando lavoravo a Siena e mia moglie verso Pistoia, ci si trovava a Firenze tutti i giorni e in quel periodo mi consideravo ormai “fermo”. Nello stesso racconto ci mostra il suo correre verso il mare (di San Vincenzo) come se fosse tra le braccia di un perduto amante. Non ho potuto non pensare all’amore per il mare di uno dei miei “viaggiatori”, “Il Colombo divergente”.

A proposito di viaggi, non manca la descrizione di qualche gita della protagonista a Firenze, Pistoia, in Turchia e al Guggenheim.

In questo libro, poi, si parla di problemi di salute, degli approcci con lo sport (il nuoto), di bambini, di animali, di lutti, di incidenti come la scomparsa misteriosa di un auto o alcune telefonate anonime. Si parla anche di alcune letture e di qualche film, come quello affascinante su Benjemin Button, nato vecchio e morto bambino, con le riflessioni del caso. Si parla di filastrocche per bambini e poesie per adulti. Carino l’episodio dell’autrice che richiama, anni dopo la fine della scuola, il professore che ne aveva letto le poesie quando era ragazza dicendole che una sola della raccolta da lei scritta era “poesia” senza dirle quale e, lei, dopo anni scopre quale sia, lo richiama, e quando il professore le chiede perché risponde “è l’unica con una metrica precisa, non zoppica mai”. A proposito,

A cavallo del tempo con sfoglia al mascarpone e gianduia (Carpi – Ristorante Stubai)

il volume è un continuo alternarsi di racconti e brani in corsivo, suddivisi in versi, veloci riflessioni, immagini, schizzi di vita, che preludono alla parte in prosa.

Si parla anche di scuola, dell’insegnamento e delle proteste studentesche.

Due soli mi sono parsi racconti non autobiografici (a parte quelli iniziali che possono essere inventati come no), uno sul signore di Verona Bartolomeo della Scala e quello finale che una sorta di condanna dell’indifferenza sociale.

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FIRENZE IN MOTO

La rivista dell’Ordine degli Ingegneri “ProgettandoIng” esce ormai regolarmente con ampissimo ritardo. Ho appena ricevuto la mia copia dell’ultimo numero pubblicato il n.3 dell’anno XI (ovvero il numero che sarebbe dovuto uscire a luglio-settembre 2016). Il tema di questo numero è “Movimento”.

Dopo l’editoriale, come di consueto, il primo è un mio contributo. In questo caso si tratta del racconto surreale “Firenze in moto” che non parla di una gita in motocicletta per Firenze, bensì di una strana situazione per cui la città, al mattino, si risveglia ruotata su se stessa, con effetti catastrofici.

Ogni numero della Rivista dell’Ordine degli Ingegni di Firenze affronta un tema specifico. Questa volta si parla di “Movimento”. Dopo l’editoriale e il racconto la rivista lascia spazio agli articoli tecnici “La movimentazione manuale dei carichi”, “I sistemi di gestione per la qualità”, “L’importanza della logistica”, “Gli strumenti di pianificazione delle amministrazioni locali” e “La nascita dell’Autovelox”.

La rivista è scaricabile on-line dal sito dell’Ordine.

 

Scattate con Lumia Selfie

CARLO AL MONTECARLA

Dopo la serata elegante nel fastoso Westin Excelsior e quella “spartana” nell’intimoCaffè degli Artigiani”, il 9 Novembre 2017 alle 20,00 ci sarà la terza presentazione fiorentina de IL SOGNO DEL RAGNO al Montecarla Club di Firenze, in via de’ Bardi 2. Un contesto alquanto kitsch per presentare un romanzo ambientato in un mondo agli antipodi, questo presente ucronico in cui si vive ancora come ai tempi di Sparta, dato che la città greca, sconfitta Tebe a Leuttra, ha distrutto Atene e tutta la sua cultura e soggiogato Roma, estendendo il proprio impero ucronico-distopico fino ai nostri giorni. Saranno presenti vari autori della scuderia di Porto Seguro, ma quando sarà il mio turno vi parlerò delle avventure della schiava ilota Aracne, in fuga da questo impero spartano, attraverso grandi peripezie.

Il romanzo, intanto, è già in vendita sui principali siti-on line (Amazon, Internetbookshop, La Feltrinelli, Mondadori Store, Libreria Universitaria)  e acquistabile in qualsiasi libreria.

Se ne volete una copia autografa, non avete che da venire al Montecarla Club giovedì 9. Se proprio non ci riuscite, posso spedirvene una io, con piego libro.

A presto e buona lettura!

QUALCHE FOTO DELL’ULTIMA PRESENTAZIONE DE “IL SOGNO DEL RAGNO”

Ringrazio ancora tutto il pubblico della serata del 19 ottobre, che si è letteralmente accalcato nel Caffè degli Artigiani per ascoltare i miei sproloqui sull’ucronia, i tempi e mondi alternativi, le tecniche di scrittura, l’editoria e, più nello specifico, il mio nuovo romanzo IL SOGNO DEL RAGNO, che ci introduce alle avventure della giovane Aracne in fuga da un mondo distopico contemporaneo ma ucronicamente dominato da un Impero Spartano, che nessuno spazio lascia ai lussi, alle mollezze e alle debolezze, che non conosce la famiglia, è regolato da altre regole sociali, politiche e morali, in cui gli abiti sono proibiti, violenza sessuale, omosessualità e pederastia sono vissuti come normali, in cui la gran parte della popolazione è schiava, in cui, sebbene la società sia maschilista, dato che gli uomini si occupano solo di guerra e politica, le donne di fatto controllano e governano tutto il resto (e scusate se è poco!).

Presentava la serata la cortese e giovane Lucrezia Neri, editor del romanzo, affiancata dal romanziere, giallista e grande esperto di storia fiorentina Sergio Calamandrei, caro amico nonché già mio compagno di avventure in altre imprese come la stesura della gallery novelIl Settimo plenilunio” o la partecipazione all’antologia da me curata “Ucronie per il terzo millennio” o mio coautore nel volume “Parole nel web”. Erano presenti per Porto Seguro Editore Paolo Cammilli e alcune sue collaboratrici. Un ringraziamento a tutti loro, per aver contribuito a vivacizzare la serata con i loro interventi e le loro domande.

Vorrei ora pubblicare qualche immagine della serata. Altre foto le potete trovare qui su facebook.

 

A chi non avesse potuto partecipare, segnalo che il volume è già in vendita nelle principali librerie on-line (Amazon, IBS, Feltrinelli, LibreriaUniversitaria…) e ordinabile in qualunque libreria “fisica”. Se, ovviamente, volete averne una copia autografa potete chiederla a me (menzin@virgilio.it) e provvederò a inviarvela con piego libro (spese di spedizione a mio carico).

 

 

 

APERICENA SPARTANO CON RAGNO AL CAFFÈ DEGLI ARTIGIANI

Giovedì 19 Ottobre 2017 alle ore 20,30 presso il Caffè degli Artigiani, in via dello Sprone 16/Rosso, a Firenze, presentazione de IL SOGNO DEL RAGNO. Vi aspetto!

Dopo la sfarzosissima e assai poco spartana presentazione introduttiva de IL SOGNO DEL RAGNO, avvenuta il giorno stesso della sua pubblicazione, il 28/09/2017, nell’elegante Sala degli Affreschi del maestoso Westin Excelsior in Piazza Ognissanti a Firenze, è giunto il momento di una presentazione più approfondita e intima nella saletta del Caffè degli Artigiani, in via dello Sprone 16/Rosso, non lontano dalla mitica Piazza della Passera, centro degli antichi bordelli cittadini fino a circa un secolo fa e sin dai tempi di Cosimo I de’ Medici, che pare ne frequentasse uno in zona.

Il nome della piazza, però, potrebbe anche derivare, secondo una leggenda metropolitana, non dalla natura a luci rosse del quartiere, ma da un ben più infausto evento, il ritrovamento di un volatile malato di peste, che diede l’avvio alla tremenda epidemia di boccaccesca memoria.

Al Caffè degli Artigiani, però, non parleremo né di bordelli, né di peste, né di storia fiorentina, ma del romanzo ucronico IL SOGNO DEL RAGNO, che, peraltro, si apre proprio con una scena di violenza sessuale, che potrebbe far rimpiangere i postriboli fiorentini. IL SOGNO DEL RAGNO racconta, infatti, di un mondo presente del tutto diverso dall’attuale, per effetto della vittoria di Sparta su Tebe, 2400 anni fa, che ha portato all’espandersi di un vero e proprio impero spartano sull’Europa, mutandone usi e costumi, arti e mestieri, tecnica e scienza. Un mondo violento in cui impera la guerra costante e in cui lo stupro è pratica quotidiana. Due ragazze si oppongono a questo mondo, le protagoniste del romanzo.

Presenteranno il romanzo, per Porto Seguro, l’editore Paolo Cammilli, l’editor Lucrezia Neri, nonché lo scrittore Sergio Calamandrei.

Segnatevi allora bene questa data: giovedì 19 Ottobre 2017, ore 20,30, Caffè degli Artigiani, via dello Sprone 16/R, Firenze, in Oltrarno, tra Ponte Santa Trinita e Ponte Vecchio.

Tutti sono invitati, ma il posto non è molto grande, per cui, per favore fatemi sapere se ci sarete (menzin@virgilio.it).

La consumazione non è obbligatoria, ma chi vuole con € 10,00 potrà bere e mangiare.

Vi aspetto numerosi.

Aperiocena al Caffé degli Artigiani 19 10 2017

CHI HA PAURA DEL NERO URLANTE?

Stasera sono stato al Caffè-Teatro-Libreria Niccolini per la presentazione della raccolta di racconti “Nero Urlante”, edita da Mauro Pagliai e curata da Andrea Gamannossi.

9788856403626Il teatro, il più antico di Firenze e certo uno dei più antichi del mondo ancora in funzione e risale al XVII secolo. Nel 2006 fu acquistato dall’editore Mauro Pagliai che ora lo utilizza anche per la presentazione dei propri autori.

Mi accoglie sulla porta il curatore Andrea Gamannossi che già avevo conosciuto in occasione della presentazione di un altro volume da lui curato “Nelle fauci del mostro”, di cui “Nero urlante” sembra quasi una prosecuzione, visto che molti sono gli autori in comune, che riconosco dalla precedente presentazione in primis lo stesso curatore, nonché Sergio Calamandrei, Paolo Piani, Arianna Niccolai, Stefano Rossi, Simone Innocenti, Bernardo Fallani, Mirko Tondi, Vario Cambi, Paolo Romboni, cui si aggiungono qui Davide Gadda e Bernardo Fallani.

Al tavolo siedono l’editore Antonio Pagliai, il curatore e di volta in volta i vari autori che presentano brevemente ciascuno il proprio racconto e i motivi che lo hanno portato a scriverlo. Ognuno degli 11 autori esplora una diversa fobia.

Anche Antonio Pagliai non è per me volto nuovo. Lo conobbi forse nel 2006, quando gli proposi la pubblicazione del mio “Giovanna e l’angelo”, un’ucronia onirica su Giovanna d’Arco, che esce ancora viva dal rogo che l’avrebbe dovuta uccidere, ma mutata in uomo. Ricordo che allora Pagliai, che mi aveva convocato nella loro sede, mi disse che mi aveva chiamato perché era curioso di sapere che aspetto avessi, perché era convinto di trovarsi davanti qualche strano transessuale. Alla fine, però, pubblicai con Liberodiscrivere, che già aveva pubblicato il mio “Il Colombo divergente” e poi avrebbe continuato a farlo con vari altri libri.

La serata è stata veloce ma vivace, forse anche grazie al fatto che questo gruppo di autori ormai si conosce bene e pare piuttosto affiatato.

In bocca al lupo a tutti loro per questo loro nuovo prodotto.

 

Qualche foto qui.

E qui alcuni video dell’intervento di Sergio Calamandrei:

Prima parte

Seconda parte

Terza parte

Quarta parte

PRESENTAZIONE DE “IL SOGNO DEL RAGNO” AL WESTIN EXCELSIOR

Si è tenuta ieri, 28/09/2017, la presentazione inaugurale del romanzo ucronico IL SOGNO DEL RAGNO nella suggestiva cornice della Sala degli Affreschi del Westin Excelsior, sullo splendido lungarno fiorentino, in Piazza Ognissanti. La grande sala era gremita di pubblico, che si è attardato dalle 19,30, sebbene si dovesse iniziare alle 20,30, sino a tarda sera per ascoltare la presentazione delle novità editoriali di Porto Seguro, tra cui il primo volume della saga di VIA DA SPARTA, che narra le avventure di due giovani ragazze in un mondo attuale, ma ucronico e forse distopico, in cui Sparta esiste ancora ed è un impero che controlla gran parte del mondo, imponendo regole e costumi assai diversi da quelli a cui siamo abituati, dove uomini e donne vivono separati, sesso e amore sono diversi da come li conosciamo, i malati e i vecchi vengono uccisi, il denaro e il lusso non esistono, la guerra non ha mai fine, l’arte è quasi inesistente, la meccanica è ai suoi inizi e al servizio del solo esercito, l’elettronica non è neanche immaginabile, ma la genetica ha fatto grandi passi avanti. Persino gli abiti sono considerati un lusso deprecabile e la gente non li usa.

Oggi, in questo tempo alternativo, Aracne è una schiava in fuga verso un sogno, attraverso le terre di Sparta, di cui scoprirà facce inattese. Affronterà prigionia, fughe, naufragi, conoscerà gente diversa e sarà più volte tentata di arrendersi.

IL SOGNO DEL RAGNO” è l’inizio di un’avventura e un percorso che ci insegna che nulla è scontato, che le nostre comodità, i nostri diritti, le nostre libertà sono conquiste di anni di storia e sarebbe bastato poco a far sì che oggi non le avessimo.

Ad accompagnare l’autore c’erano l’editore Paolo Cammilli, Lucrezia Neri che ha curato l’editing del romanzo e Anna Meola che ha curato gli aspetti contrattuali. Mancava, purtroppo, il grafico Angelo Condello, che ha realizzato la copertina de IL SOGNO DEL RAGNO, come già in passato quella de LA BAMBINA DEI SOGNI, oltre ad aver vivacemente contribuito all’illustrazione della gallery novel IL SETTIMO PLENILUNIO.

Ecco il video con la presentazione de IL SOGNO DEL RAGNO.

Molti gli autori presenti con i loro libri:

21.04.2015 di Federico Pipitone

BASSA FINANZA di Claudio Volpi

BIOGRAFIA DI UN CANE di Maurizio Mandarano

I GIORNI PRIMA di Davide Savorelli

VIA DA SPARTAIL SOGNO DEL RAGNO di Carlo Menzinger di Preussenthal

LA SETTA di Fiorenzo Catanzaro

MANCU LI CANI di Tommaso Randazzo

MENTRE SIENA DORME di Andrea Giacomo Siveri

NOBLESSE di Iacopo Riani

NONOSTANTE TE di Lorella Carli

POESIE ESPRESSE PER CUORI DISTRATTI di Paolo Baratti Noimann

SOLD OUT di Daniele Locchi

RADICI di Massimo Acciai Baggiani, Pino Baggiani e Italo Magnelli

Ho acquistato LA SETTA e I GIORNI PRIMA, ma spero di poter leggere anche gli altri.

Una gran bella serata. Grazie a tutto il pubblico presente, agli altri autori, all’editore e al suo staff.

 

 

The Westin Excelsior

 

 

La Sala degli Affreschi del Westin Excelsior

 

Carlo Menzinger e Lucrezia Neri

 

The Westin Excelsior

 

The Westin Excelsior

 

Carlo Menzinger nella Sala degli Affreschi in attesa di parlare de IL SOGNO DEL RAGNO

VEDI QUI ALTRE FOTO DELLA SERATA.

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