Archive for gennaio 2012

Leggere in catena

Su aNobii, nel Gruppo Due Chiacchiere con gli autori è possibile prendere in prestito dei libri direttamente dagli autori. Sono presenti, infatti, numerose catene di letture in cui ogni lettore, dopo aver letto e commentato un libro lo passa al lettore successivo.

C’è poi una lista di lettura particolare, la CATENA MULTIPLA, nella quale i lettori sono anche autori. Ciascuno propone il proprio libro agli altri e mentre il secondo lettore legge il libro del primo autore in catena, questo legge quello dell’ultimo, il terzo legge quello del secondo e così via.

In una di queste catene ho letto due libri: “I Figli del Serpente” e “Amore nel Sangue“.

I FIGLI  DI DAN BROWN

I figli del Serpente – G. L. BaroneLeggere “I Figli del Serpente” di Giuseppe Barone (Edizioni A.Car. – 2010) è stata una bella e piacevole sorpresa. Devo dire che la frase scritta in prima di copertina mi aveva un po’ maldisposto verso la lettura. Accanto all’ombra di un beduino armato di mitra, si legge infatti “Il terrorismo islamico è una pestilenza su scala mondiale, fino a dove siamo disposti a spingerci per annientarlo?” e già mi veniva da immaginarmi una moderna crociata di cristiani pronti ad annientare islamici in una rinnovata pulizia etnica di hitleriana memoria, con il compiacimento dell’autore. Il libro è, per fortuna, cosa diversa e non si respira aria di razzismo. Caso mai i veri estremisti qui sono proprio i cattolici!

I figli del Serpente - G. L. Barone

I Figli del Serpente - G.L. Barone

I personaggi sono delineati bene, senza eccessi, senza ricercare superflui approfondimenti psicologici, ma limitandosi a ciò che è funzionale alla storia. Forse c’è qualche spiegazione di troppo, a volte sottolineata dallo stesso autore (a che serve descrivere il funzionamento di un agenda elettronica o come si nomina un amministratore delegato?), ma la lettura scorre molto bene e coinvolge, senza inceppamenti o appesantimenti.

Insomma, un altro autore ancora poco noto, ma che meriterebbe altri spazi e che, considerata anche la giovane età, quale si intuisce dalla foto sul risvolto di copertina, avrà modo di crescere e stupirci ancora.

Firenze, 01 Novembre 2011

AMAR MAFIA

Amore nel sangue - Fabiana Andreozzi, Vanessa Vescera

Amore nel sangue - Fabiana Andreozzi, Vanessa Vescera

Se fossi abituato a scegliere le mie letture dal titolo o dalla copertina, non penso che avrei mai letto “Amore nel sangue” di Fabiana Andreozzi e Vanessa Vescara (note anche come Licio e Vany su anobii), 0111 Edizioni. Guardando il libro mi viene, infatti, da pensare a un romanzo rosa appena tinto di rosso dal sangue di qualche delitto. Il sospetto potrebbe anche essere quello di trovarsi davanti a un amore vampiresco alla Twilight, ma non è così.

In effetti, c’è davvero una storia d’amore. C’è una bella ragazza dalle origini misteriose e ci sono due cugini che se la contendono.

Quello che c’è in più in questo libro è l’ambientazione nella Palermo del 1989, quella delle stragi in cui perirono i magistrati Falcone e Borsellino. Non si fanno i loro nomi, ma si parla della morte di un giudice che molto ricorda la loro.

Amore nel sangue” è dunque una storia di mafia, di famiglie d’onore, di odii e vendette. Tutto ciò dà un diverso spessore ai tormenti amorosi di una protagonista che altrimenti sarebbe parsa troppo giovane, con i suoi diciotto anni, per poter avere una storia davvero tormentata tra il suo promesso sposo Ciccio e il suo amante Angelo.

Cu fu?

Ecco allora le lotte tra famiglie e all’interno della famiglia stessa per mantenere o acquistare potere.

Certo, poco si dice dei reali interessi economici della mafia, della sua influenza sulla politica, del controllo del territorio, ma le dinamiche dei rapporti di parentela sembrano realistiche.

Alle autrici forse interessa di più mostrare la difficoltà a uscire dal giro della gente d’onore, dai ruoli decisi dai clan, dalla gabbia di un potere violento.

Avendo più volte sperimentato la scrittura a più mani, ne conosco le difficoltà, ma bisogna dire che leggendo mai mi sono trovato a pensare che un brano o un altro fossero di un’autrice piuttosto che dell’altra, segno che le due penne hanno ben amalgamato i rispettivi inchiostri.

Una nota, infine, sull’editore: sembra che finalmente la 0111 Edizioni abbia imparato a rilegare i libri! In passato avevo letto volumi pubblicati da loro che si spaginavano dopo pochi minuti di lettura. “Amore nel sangue” sembra invece ben rilegato, la carta ha un buono spessore e l’impaginazione è corretta.

Firenze, 27/01/2012

Falcone e Borsellino

Falcone e Borsellino

L’UCRONIA FANTASCIENTIFICA DI TURTLEDOVE

Ucronia di Turtledove

Invasione – Anno zero – Harry Turtledove

Harry Turtledove, lo scrittore statunitense nato a Los Angeles nel 1949, è comunemente considerato un autore di allostorie, se non, forse, uno dei maggiori autori di ucronie.

In particolari i suoi cicli di romanzi “Invasione” e “Colonizzazione” sono considerati, di norma, ucronici.

Nel definire l’ucronia ho più volte sostenuto che questa si differenzia dalla fantascienza, perché riguarda sempre fatti del passato e non ricorre, di norma, ad artifizi per modificare la Storia e che le mutazioni descritte devono avere un grado accettabile di probabilità di verificarsi.

“Invasione anno zero” è il primo romanzo del suddetto ciclo. Si svolge nel 1942 (dunque rigorosamente nel passato (essendo stato scritto nel 1994) e descrive un attacco alieno che si svolge durante la Seconda Guerra Mondiale, iniziando proprio nel momento in cui l’Asse e gli Alleati si trovavano in una situazione di sostanziale parità.

Il romanzo descrive con logica attendibilità, attraverso le vite dei protagonisti, il mutare degli equilibri bellici e delle relative alleanze per effetto di questa divergenza ucronica.

Lo scrittore di fantascienza e ucronia Harry Turtledove

Harry Turtledove

Come non definire, però, “artifizio” un’invasione aliena? Che differenza ci sarebbe rispetto a un viaggio nel tempo?

Che differenza ci sarebbe, ad esempio, rispetto a quanto narrato da “Countdown Dimensione Zero”, il film diretto da Don Taylor e interpretato da Kirk Douglas in cui a causa degli imprevisti effetti di una misteriosa tempesta magnetica, una portaerei atomica americana dei giorni nostri, la ‘Nimitz’, torna indietro nel tempo e si ritrova nel 1941, proprio alla vigilia dell’attacco giapponese alla base hawaiana di Pearl Harbour? Per il comandante della nave la scelta è tra il mutare il corso della Storia e il lasciare che gli eventi si susseguano come sappiamo.

Tenderei a dire che dove ci sono viaggi nel tempo siamo nello spazio della fantascienza, poiché le nostre conoscenze scientifiche attualmente non considerano possibili spostamenti di esseri viventi da un’epoca un’altra (discorso diverso per la materia inanimata e i buchi neri).

Anche per un’invasione aliena il discorso potrebbe porsi negli stessi termini. Non abbiamo, infatti, prova dell’esistenza di altre civiltà (salvo non voler credere ai numerosi avvistamenti di U.F.O.). La probabilità però che forme di vita intelligenti esistano su altri pianeti è quanto mai elevata.

Turtledove del resto non immagina che i suoi extra-terrestri arrivino viaggiando alla velocità della luce o oltre (cosa che non si ritiene possibile), ma suppone che arrivino sulla Terra dopo un lunghissimo viaggio, di vari decenni almeno, dato che si dice che il contingente dei Coloni (che segue quello degli Invasori) è già partito da quarant’anni e non è ancora arrivato.

Anche gli alieni sono piuttosto plausibili, dotati come sono di una tecnologia di poco superiore a quella nostra attuale (che però surclassa quella del periodo bellico).

Gli effetti sugli equilibri internazionali sono quanto meno accettabili e la ricostruzione ucronica fatta da Turtledove, viste le premesse, appare logica.

Come fare dunque a non accettare tra le ucronie un romanzo con così forti caratteristiche fantascientifiche, scritto per giunta da un autore considerato un maestro della storia controfattuale?

Si tratta, inoltre, di un romanzo affascinante, che scorre via veloce nonostante le 539 pagine stampate da Editrice Nord, lasciando il desiderio di continuare a leggere gli altri romanzi del ciclo. Tolte forse le primissime pagine, che servono a ricordare come si stava svolgendo la Guerra e che ho trovato un po’ noiose, il romanzo prosegue alternando con maestria le vicende dei numerosi personaggi, terrestri e alieni, sparsi su tutto il pianeta. Una storia, dunque, che fa lustro al genere.

Colpisce il gusto un po’ retrò che porta l’autore a descrivere gli alieni (la c.d. Razza) con una rigidezza da film di fantascienza degli anni ’50, così come la tecnologia dei Rettili appare quasi inventata da un autore di allora (sebbene con la “conoscenza del poi”). Che questa sia una scelta esplicita sembra evidente, e non stona affatto con la narrazione, rendendola, in un certo senso, più ucronica e meno fantascientifica. Mi riferisco, ad esempio, al fatto che i Rettili utilizzino mitra, elicotteri e computer, piuttosto che prodotti di una tecnologia fantastica superiore.

Credo che questo romanzo (e l’intero ciclo) debba essere considerato un po’ lo spartiacque tra ucronia e fantascienza, il limite estremo verso cui l’ucronia può spingersi.

Accettare questo significa, implicitamente, accettare nel genere anche le ucronie evolutive di Verne, Doyle, Harrison e Wilson, che certo si pongono un passo più addentro all’allostoria, poiché presumono una divergenza avvenuta nella preistoria ma senza “artifizi”. Ciò che rende i loro romanzi vicini alla fantascienza è il fatto che la divergenza ucronica sia immaginata in un passato così remoto che i mutamenti sull’oggi divengono colossali.

Si può allora cominciare a immaginare una classificazione dell’ucronia che parte dalla fantascienza, passa per l’allostoria pura e arriva al romanzo storico.

Trasversale a questa classificazione ci potrebbe essere quella in base alla distanza temporale tra l’oggi narrativo e la divergenza ucronica passata.

Invasione aliena

Mars Attack – locandina film

Il romanzo di Turtledove, a differenza delle citate ucronie preistoriche vede la divergenza totalmente contestuale al tempo narrato. L’Invasione ha infatti inizio alla prima pagina del romanzo e continua per tutto il periodo della narrazione, continuando a influenzare il flusso degli eventi. L’evento che muta la Storia, in effetti, non è solo quello dello sbarco iniziale (vera divergenza) ma lo sono tutti gli atti degli alieni. Altro aspetto peculiare di questo romanzo, sintomo dell’originale creatività dell’autore.

Firenze, 08/07/2010

Leggere gratis LA BAMBINA DEI SOGNI

Ecco tutti i capitoli de LA BAMBINA DEI SOGNI, per chi volesse iniziare a leggerli senza aspettare la pubblicazione:

LA BAMBINA DEI SOGNI – Cap. 1 – Underground Baby
LA BAMBINA DEI SOGNI – Cap. 2 – L´Isola dei Bambini Perduti
LA BAMBINA DEI SOGNI – Cap. 3 – La bambina del sogno
LA BAMBINA DEI SOGNI – Cap. 4 – La visita
LA BAMBINA DEI SOGNI – Cap. 5 – Mia moglie
LA BAMBINA DEI SOGNI – Cap. 6 – Lo sconosciuto onirico
LA BAMBINA DEI SOGNI – Cap. 7 – Seconda visita
LA BAMBINA DEI SOGNI – Cap. 8 – A casa
LA BAMBINA DEI SOGNI – Cap. 9 – Il nonno
LA BAMBINA DEI SOGNI – Cap. 10 – Apparizioni
LA BAMBINA DEI SOGNI – Cap. 11 – Maria
LA BAMBINA DEI SOGNI – Cap. 12 – Litigi
LA BAMBINA DEI SOGNI – Cap. 13 – La famiglia di Elena
LA BAMBINA DEI SOGNI – Cap. 14 – L´adozione
LA BAMBINA DEI SOGNI – Cap. 15 – Incubi / Cap. 16 Altri Incubi
LA BAMBINA DEI SOGNI – Cap. 17 – La cena
LA BAMBINA DEI SOGNI – Cap. 18 – Abbandonata
LA BAMBINA DEI SOGNI – Cap. 19 – Scomparsa
LA BAMBINA DEI SOGNI – Cap. 20 – All´ospizio
LA BAMBINA DEI SOGNI – Cap. 21 – Con Maria
LA BAMBINA DEI SOGNI – Cap. 22 – Ritrovata
LA BAMBINA DEI SOGNI – Cap. 23 – Alla ricerca del padre
LA BAMBINA DEI SOGNI – Cap. 24 – Le memorie risvegliate
LA BAMBINA DEI SOGNI – Cap. 25 – A cuore aperto
LA BAMBINA DEI SOGNI – Cap. 26 – L´investigatore dell´incubo
LA BAMBINA DEI SOGNI – Cap. 27 – In cerca d´aiuto
LA BAMBINA DEI SOGNI – Cap. 28 – Lo squilibrato
LA BAMBINA DEI SOGNI – Cap. 29 – Oberon
LA BAMBINA DEI SOGNI – Cap. 30 – Sospettato
LA BAMBINA DEI SOGNI – Cap. 31 – La resa dei conti
LA BAMBINA DEI SOGNI – Cap. 32 – Accusato
LA BAMBINA DEI SOGNI – Cap. 33 – Pazzo
LA BAMBINA DEI SOGNI – COPYLEFT E WEB-EDITING
LA BAMBINA DEI SOGNI – Quarta di copertina

Il volume è ancora soggetto a “web-editing” ovvero siete tutti invitati a leggerlo on-line e a suggerirmi eventuali correzioni o modifiche.

La bambina dei sogni - Illustrazione di Angelo Condello per il romanzo di Carlo Menzinger

La bambina dei sogni - Illustrazione di Angelo Condello per il romanzo di Carlo Menzinger

Appena saremo pronti, intendo realizzarne un e-book che vorrei distribuire gratuitamente in copyleft.

Sono aperte le prenotazioni: scrivete qua sotto o a menzin@virgilio.it per segnalarmi se volete ricevere una copia (datemi la vostra e-mail per la spedizione).

Dato che non tutti amano la lettura in elettronico, realizzerò anche una versione cartacea con sistema di print-on-demand, cercando di ottenere il prezzo di copertina più basso possibile.

Se vi interessa una copia su carta, fatemelo sapere sempre scrivendo a menzin@virgilio.it. Più prenotazioni riceverò, più copie potrò ordinare e maggiore sarà lo sconto che potrò praticare, percui passate parola!

La copertina è stata realizzata da Angelo Condello, che già aveva collaborato attivamente per illustrare il romanzo “Il Settimo Plenilunio”.

Un elenco dei capitoli si può trovare anche qui.

LA BAMBINA CHE SCONFISSE LA NATURA

La bambina che amava Tom Gordon – Stephen King

Stephen King

Le storie in cui l’uomo affronta la Natura a mani nude mi hanno sempre affascinato, fin dai tempi di “Robinson Crusoe” .
In “La bambina che amava Tom Gordon”, Stephen King ce ne offre un esempio magistrale. Gli ingredienti sono pochi, ma il loro sapore è potente. Il naufragio non avviene su un’isola, ma in un bosco. L’uomo, infatti, può trovarsi a fronteggiare da solo, con le proprie sole energie la Natura ovunque, anche in un deserto, in una prateria, su un ghiacciaio, su un mondo alieno o in un parco metropolitano. Basta che sia solo (o quasi) e che non abbia (o quasi) tecnologia a supportarlo, ma solo la propria intelligenza, la propria ostinata determinazione, il proprio smodato desiderio di sopravvivere.
E se a perdersi è una bambina di nove anni? Ecco la magia di King. Immaginate una normale passeggiata familiare nei boschi, immaginate una bambina che si inoltri tra gli alberi per un bisognino urgente, immaginate che non ritrovi il sentiero e che ostinatamente continui a camminare nella direzione sbagliata, finendo là dove nessuno la cercherà mai, troppo lontano.
Immaginate che cali la notte, non una ma più volte. Immaginate che questa bambina riesca a superare la paura e a scoprire la magia di come si sopravvive per giorni e giorni. Immaginate che a darle la forza non sia Dio, ma un campione di baseball, il suo beniamino, che l’accompagnerà nelle sue allucinazioni.
Tutto questo (sembra poco ma non lo è!) rende questo romanzo coinvolgente e trascinante come la saga di Ayla della Aulen, come gli infiniti episodi delle sei stagioni di Lost, come Darwinia di Wilson, come le grandi storie che parlano dell’uomo nella sua essenza primordiale di fame, sete, freddo, malattia e paura. Storie che ci spiegano come è nato Dio ma, soprattutto, cos’è veramente l’Uomo.

Firenze, 29/06/2010

Leggi anche:

Il western fantasy di King – L’ultimo Cavaliere (La Torre Nera) – Stephen King

La bambina che sconfisse la natura – La bambina che amava Tom Gordon – Stephen King

King for President of Ucronia – 22/11/’63 – Stephen King

IT: un mostro lovecraftiano emerso da arcani abissi spazio-temporali – IT – Stephen King

 

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