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AUTORI PER IL TERZO MILLENNIO: SERGIO CALAMANDREI

Sergio CalamandreiAvendo letto varie opere di Sergio Calamandrei e avendone scritto in varie occasioni, mi farebbe piacere ora riunire in un unico post i link ai principali post da me scritti su questo interessante autore, ancora troppo poco conosciuto e che meriterebbe una maggior distribuzione.

Conosco ormai da vari anni Sergio Calamandrei, di cui mi considero amico e con cui ho collaborato, con mia grande soddisfazione e piacere, in alcune iniziative editoriali quali:

Per quanto riguarda la sua biografia e la sua produzione letteraria, che comprende, romanzi, saggi, racconti e recensioni, credo che la cosa migliore sia rimandare direttamente al suo sito www.calamandrei.it.

Per un’informazione più “dinamica” sulla sua attività letteraria, rimanderei invece al blog https://sergiocalamandrei.wordpress.com/

Per le sue letture un riferimento, credo incompleto, può essere la sua Libreria su anobii: http://www.anobii.com/calamandrei/books

Il suo profilo professionale si può leggere su Linkedin.

A proposito di Sergio Calamandrei, lettore attento, recensore acuto, autore poliedrico e meticoloso, ho scritto in varie occasioni e anche se non credo di ricordarle tutte, ne vorrei menzionare alcune:

UNO SPIN-OFF DE “IL SETTIMO PLENILUNIO”

Sangue Gratis e Altri Favolosi Racconti - Sergio Calamandrei

Sangue Gratis e Altri Favolosi Racconti – Sergio Calamandrei

Come potremmo definire “Sangue Gratis e altre Favolose Offerte”, il primo dei tre racconti lunghi che compongono il volume “Sangue Gratis e Altri Racconti” scritto da Sergio Calamandrei?

È una storia che nasce dalla costola del romanzo “Il Settimo Plenilunio” da me scritto assieme a Simonetta Bumbi e, come ha voluto lui di dicesse “con la collaborazione determinante di Sergio Calamandrei”.

Avevo definito “Il Settimo Plenilunio”, edito da Liberodiscrivere nel 2007, una gallery novel, per dire che è un’opera collettiva, scritta da tre autori e reintepretata da ben 17 artisti tra illustratori, pittori e fotografi.

Ebbene “Sangue Gratis e altre Favolose Offerte” si potrebbe forse considerare come una nuova reinterpretazione del romanzo, questa volta non in forma grafica, ma narrativa. Non è ne un sequel, né un prequel, né una storia parallela.

L’interessante esperimento di Sergio Calamandrei, autore di numerosi racconti e del romanzo L’Unico Peccato”, consiste nel prendere uno dei personaggi de “Il Settimo Plenilunio”, Piero De Mastris, e riraccontare la sua storia a modo suo.

Ritroviamo così sia i contatti del vampiro con la società telefonica, con la banca, con il venditore ambulante, ma cambia l’approccio, non più incentrato sullo scontro epico tra vampiri e licantropi, ma volto a utilizzare ironicamente la figura del vampiro per descrivere (come solo in parte faceva il romanzo originale) un mondo consumistico prossimo venturo, che, come Calamandrei nota nell’introduzione, si sta già avverando con tempi ancor più stretti di quelli che potevamo immaginare solo sei, sette anni fa, quando romanzo e racconto furono concepiti.

In quel periodo, tra l’altro, il romanzo gotico non aveva ancora ritrovato la sua rinnovata attuale popolarità e ci stupimmo del contemporaneo successo di altre storie, come il celeberrimo ciclo di “Twilight”. Ho dunque avuto modo di interrogarmi sul perché di questo rionnovato interesse per vampiri e licantropi e ne ho scritto sulla rivista “IF – Insolito & Fantastico”, nella monografia dedicata ai vampiri e sul mio blog  https://carlomenzinger.wordpress.com/2011/09/17/perche-scrivere-di-vampiri-e-licantropi-nel-terzo-millennio/. Rimando dunque a quegli scritti per un approfondimento, limitandomi a dire che le motivazioni sono molteplici: il vampiro può raffigurare lo straniero che incombe in un mondo globalizzato, può essere la natura violenta che ciascuno reprime in sé, la paura dell’adolescente per un nuovo essere che cresce dentro di lui e lo trasforma, un simbolo della moderna schizofrenia e non solo. Insomma, credo che, in tempi di crisi come il nostro, i mostri fantastici tornino per simboleggiare e esorcizzare i mostri reali.

Sergio Calamandrei - Firenze, Settembre 2012

Sergio Calamandrei – Firenze, Settembre 2012

Dunque ben venga questa raccolta di Sergio Calamandrei.

Gli altri due racconti sono “Tsunami” e “Alba a Chinde”. Con il primo dei due, Calamandrei ci porta negli orrori delle isole di Sumatra, dello Sri Lanka e dell’Indonesia, devastate non solo dallo tsunami del 2004, ma anche dalla presenza di un vampiro che si rifà non alla tradizione europea e “transilvana”, ma a quella locale, sebbene non si differenzi molto da quelli che conosciamo.

In “Alba a Chinde” troviamo un vampiro malinconico e viveur, un ricco Conte, che per sfuggire alla maledizione della luce del giorno, che ogni vampiro teme, vive in un’eterna notte volando di città in città, di continente in continente, cercando sempre di precedere l’alba, ma questa, lo sanno tutti, prima o poi arriva. Questo racconto non è in fondo una metafora delle nostre vite? Non corriamo sempre in avanti, cercando di essere più veloci di una morte che comunque sappiamo che prima o poi arriverà?

Firenze, 06/04/2013

Il Settimo Plenilunio - Carlo Menzinger, Simonetta Bumbi e Sergio Calamandrei

Il Settimo Plenilunio – Carlo Menzinger, Simonetta Bumbi e con la partecipazione determinante di Sergio Calamandrei

IL FUMETTO COME LETTERATURA

Fumetti - IF - Insolito & Fantastico n. 8

Fumetti – IF – Insolito & Fantastico n. 8

Il numero 8 di IF “Fumetti”, la rivista del fantastico e dell’insolito di Tabula Fati giunta ormai la secondo anno di vita, è dedicato alle storie disegnate.

Anche i fumetti, infatti, possono essere letteratura. Una forma narrativa con diversi tempi e ritmi rispetto alle altre, ma, potenzialmente, pur sempre tale, anche se molti non concorderanno. Dove ci sono personaggi, trama e ambientazione c’è narrativa. Il confine tra narrativa “scritta” e “disegnata” può sembrare netto, ma sulla linea di confine troviamo i romanzi illustrati. Tra questi anche quelli “iperillustrati” come “Il Settimo Plenilunio”, il romanzo collettivo (di cui sono uno degli autori e il curatore) illustrato da diciassette artisti con centodiciassette immagini, qualcosa che ho voluto definire con un’etichetta apposita: gallery novel. Una galleria di dipinti, disegni e foto, a illustrare un romanzo gotico-fantascientifico. Il nome ricalca, non a caso quello delle graphic novel. Se ne parla anche in chiusura di questo numero della rivista, nella recensione fatta da Antonio Daniele, uno che di vampiri e licantropi se ne intende.

Il volume, come al solito, è diviso in una prima parte, che contiene vari articoli di saggistica sull’argomento, una seconda di racconti (in questo caso avrei visto più opportuno sostituirli con delle strisce animate), e una terza e quarta parte di interviste, rassegne e recensioni varie.

Nella parte di saggistica, troviamo brani firmati da Alessandro Scarsella (le estetiche del fumetto), Renato Pestriniero (le proprietà multidimensionali del fumetto), Stefano Trovato (le edizioni in latino di Asterix), Claudio Gallo (i rapporti tra letteratura e fumetto), Davide Giurlando (la trasposizione cinematografica delle strisce), Manuela Gallina (i rapporti di Dino Buzzati con i fumetti), Francesco Cesari (il cinema di Jess Franco), Riccardo Gramantieri (la figura del Jolly), Luca Berta (il video clip come forma ibrida tra immagine e testo), Giuseppe Panella (eroi dei fumetti al cinema), Walter Catalano (Sandman), Elena Romanello (Gaiman), Carlo Bordoni (un omaggio al fumettista recentemente scomparso Carlo Peroni, detto Perogatt – con cui anche io avevo avuto modo di fare due chiacchiere tramite internet), Enrico Fornaroli (gli alieni nei fumetti).

La parte di narrativa vede i racconti di Douglas Preston & Lincoln Child (un thriller “on the road”), Roberto Barbolini (un prete inquietante), Fernando Sorrentino (una storia surreale sulle aspirazioni degli scarafaggi), Piero Giorgi (una storia di ispirazione asimoviana, costruita attorno a una vecchia barzelletta), Bruce McAllister (un racconto demoniaco).

Nella parte delle rassegne Claudio Asciuti ci racconta di come George Nolfi abbiamo reso in “I Guardiani del Destino” un racconto di Philiph K. Dick sulla possibilità di modificare il futuro. Sull’interpretazione del tempo, interessante la citazione di Eugenio Montale (Tempo e Tempi): “Non c’è un unico tempo: ci sono molti nastri che paralleli slittano spesso in senso contrario e raramente si intersecano”: sembra quasi il tempo divergente dei miei romanzi!

Carlo Bordoni intervista Giuseppe Lippi curatore della rivista Urania, mentre Walter Catalano ci parla dei suoi illustratori e, più avanti, Riccardo Gramantieri, passa in rassegna alcuni dei titoli più significativi di questa storica rivista di fantascienza.

Carlo Bordoni ci presenta poi una rassegna di racconti di Manrico Viti, dal surreale robot innamorato di una lavatrice, agli infiniti Colbert riuniti in Assembea, al microbo spavaldo.

Asterix

Asterix

Gian Filippo Pizzo presenta l’antologia di noir fantascientifici “Notturno alieno”, interessante commistione di generi.

Enrico Passera presenta “Teoria dell’orrore” di un maestro del genere: H.P. Lovecraft.

Gian Filippo Pizzo esamina il mondo di cloni inconsapevoli di “Non Lasciarmi” nelle versioni film e romanzo.

Giuseppe Panella illustra il romanzo di spionaggio rinascimentale “I Delitti dell’Anatomista” di Bruno Vitello.

Renzo Montagnoli quello di Renato Pestriniero “Le Tre Morti di Aloysius Sagredi”, che affronta la storia di un uomo condannato a morire tre volte (dalla trama mi pare cosa assai diversa però da “La Doppia Vita di Quincas l’Acquaiolo” di Amado, che subito mi è venuta in mente).

Vito Tripi ci informa dell’uscita di ben due romanzi su Giuliano l’Apostata: l’ucronia di Mario Farneti  “Imperium Solis” e il giallo “Rosso Velabro” di Luigi De Pascalis.

Giuseppe Panella presenta un saggio di Riccardo Gramantieri sull’autore di fantascienza Van Voght, testimone significativo della letteratura d’anticipazione.

Dopo l’articolo su “Il Settimo Plenilunio” di cui abbiamo già detto, si parla di una versione gotica dei Promessi Sposi di un presunto Anonimo Lombardo e di un saggio sugli zombie e il cinema di George Romero. Chiude il volume Carlo Bordoni con la recensione di “Lo Scandalo dell’Osservatorio Astronomico” di Giorgio Scerbanenco.

Firenze, 03/05/2012

PERCHE’ JACOPO FLAMMER?

Jacopo Flammer e il Popolo delle Amigdale - Carlo Menzinger

Jacopo Flammer e il Popolo delle Amigdale – Carlo Menzinger di Preussenthal

Dopo aver scritto romanzi complessi e densi di significati, spesso stratificati come piani di lettura e contenuti, con marcate scelte stilistiche, come “Il Colombo divergente” (giugno 1995-agosto 1997) e “Giovanna e l’angelo” (dicembre 2000-gennaio 2006), desideravo fare un percorso verso la semplicità e la linearità narrativa. Il primo passo, ancora un po’ inconsapevole, fu la stesura di “Ansia assassina” (luglio-ottobre 2006), un romanzo veloce e leggero, senza la pretesa di lanciare messaggi, ma solo con il desiderio di scrivere una storia. C’è stata allora (senza considerare i racconti e romanzi brevi di “Ucronie per il terzo millennio” e “Parole nel web”)  la scrittura a sei mani del romanzo “Il Settimo Plenilunio” (marzo 2006-marzo 2007), un tentativo di scrivere per un target di lettori giovanile e non particolarmente sofisticato.

Il vero passaggio verso la “narrazione per la narrazione”, mi parve però potesse essere la stesura di un romanzo per ragazzini. Mia figlia nel 2005 aveva otto anni, cominciava a interessarsi alla lettura e mi chiedeva dei miei libri, che però ancora non si prestavano a esser letti da lei. La sua richiesta di una storia a sua misura coincideva con il mio desiderio di semplificare la scrittura, fu così che mi cimentai con la stesura di un’avventura fantascientifica: “Jacopo Flammer e il Popolo delle amigdale” (novembre 2005-giugno 2007). Purtroppo il tempo che ho a disposizione per la scrittura è poco e così mia figlia cresceva più in fretta del protagonista, Jacopo Flammer, che nella prima stesura aveva otto anni e che feci invecchiare a nove, per adattarlo a lei.

Essendo un romanzo per ragazzi, mi sembrava doveroso illustrarlo. Cominciai così la ricerca di un disegnatore che mi piacesse. Dopo un paio di tentativi a vuoto, che mi fecero perdere tempo, perché la persona prescelta, pur essendosi mostrata interessata, non produceva i disegni richiesti, trovai su internet (Splinder) il bravo, preciso e creativo, Ludwig Brunetti, che si mise subito al lavoro producendo le prime tavole. Il tempo però continuava a passare. Fu così che il progetto del romanzo “Il Settimo Plenilunio” si trasformò da semplice romanzo collettivo in quella che chiamai una “gallery novel”: una storia illustrata da 17 artisti con 117 immagini, tra dipinti, disegni e foto.

Grecia 2012 - Carlo  Menzinger

Carlo Menzinger

Tra gli illustratori c’era il bravo, veloce e fantasioso Niccolò Pizzorno, cui chiesi di affiancare Ludwig Brunetti per completare i disegni di “Jacopo Flammer e il Popolo delle Amigdale”. Siamo così arrivati a luglio del 2010, quando Liberodiscrivere (l’editore dei romanzi precedenti) accetta di pubblicare questo mio nuovo libro, anche se “dopo l’estate”. Ed eccoci a novembre 2010, con il libro stampato e pronto per essere distribuito! Peccato solo che mia figlia ormai abbia tredici anni e per lei sia forse più adatto “Il Settimo Plenilunio”, anche se confido che “Jacopo Flammer” possa piacere a lettori di qualunque età, purché amino le avventure in nuovi mondi di fantasia. Si tratta, in fondo, di un romanzo di fantascienza, con un bel viaggio nel tempo, fughe e scontri e tutte le avventure che possono capitare a tre ragazzini dispersi da soli nella preistoria. Che poi sia una preistoria un po’ particolare, perché visitata non solo dai protagonisti, ma anche da altre, misteriose e pericolose presenze provenienti da un tempo ucronicamente mutato, penso possa aggiungere ulteriore interesse alla storia. Ma spero possiate dirmi voi stessi cosa ne pensate.

Tra dicembre 2005 e ottobre 2006 ho scritto anche il seguito di questo libro, “Jacopo Flammer nella Terra dei Suricati”. Tra il 2009 e il 2011, mentre il primo episodio aveva la storia che dicevo, l’ho revisionato più volte.

Nel frattempo, ho scritto anche “La Bambina dei Sogni (dal 20/02/2007 al 29/09/08), di nuovo una storia per adulti. Una sorta di thriller come “Ansia assassina”, ma più articolato e più ricco di riferimenti letterari, insomma una risalita verso il tipo di scrittura de “Il Colombo Divergente” e di “Giovanna e l’angelo”, ma per un’altra strada.

Per evitare gli errori e i refusi che sempre emergono quando un autore non dispone di un buon editor che lo corregga, ho deciso di sottoporre (01/09/2011-14/04/2012) il romanzo alla revisione on-line, un processo che ho chiamato “web-editing” e che vede il coinvolgimento di vari lettori disponibili a fornire ciascuno il proprio apporto per migliorare la stesura prima della pubblicazione.

Il volume l’ho autoprodotto il 4 febbraio 2012 con Lulu e il 29 luglio 2012 con Ilmiolibro de La Repubblica. Il web-editing è un processo che continua ancora, dato che il volume, essendo autoprodotto, può venir corretto anche dopo la prima pubblicazione. Inoltre, ne ho fatto un’edizione ebook, che distribuisco in copy-left e che posso modificare all’istante. Di fatto, però, a oggi il libro è lo stesso del 14 aprile 2012.

Vista la positiva esperienza di web-editing de La Bambina dei Sogni, sto ora applicando lo stesso metodo a “Jacopo Flammer nella Terra dei Suricati”.

Spero che vorrete partecipare anche voi con i vostri consigli! Vi aspetto qui.

IL SETTIMO PLENILUNIO: UN ROMANZO COLLETTIVO – Recensione di Antonio Daniele

Il Settimo Plenilunio - Menzinger, Calamandrei, Bumbi

Il Settimo Plenilunio – Carlo Menzinger, Sergio Calamandrei, Simonetta Bumbi

Ho appena finito di leggere il numero 8 di “IF – Insolito & Fantastico“, numero dedicato ai “Fumetti“, di cui vi parlerò a breve.

Segnalo qui che, verso la fine della rivista, c’è una bella recensione di Antonio Daniele (uno che di vampiri se ne intende: ha curato la nuova edizione de Il Vampiro di Franco Mistrali). Per esigenze di spazio è stata un po’ tagliata dall’editore (solo un po’!). Per chi la volesse leggere per intero ecco il testo che mi ha inviato lo stesso Antonio Daniele (che qui ringrazio):

Carlo Menzinger, Simonetta Bumbi e Sergio Calamandrei, Il Settimo Plenilunio, Genova, Liberodiscrivere, 2010, pp. 240, € 19,00

 

Il Settimo Plenilunio è un interessante esperimento letterario di Carlo Menzinger, Simonetta Bumbi e Sergio Calamandrei (non accreditato in copertina, ma, a tutti gli effetti, un terzo autore). Come spiega lo stesso Menzinger nell’introduzione, si tratta di un “romanzo collettivo”, e al tempo stesso di una “gallery novel”, a cui hanno contribuito diciassette artisti con numerose illustrazioni.

Siamo in un imprecisato futuro. Alla conferenza “Vampirismo e licantropia: origini della leggenda”, il professor Michele Moretti annuncia la sensazionale scoperta di due divinità alla base delle leggende sulle creature della notte: il dio degli abissi Ecatron e la dea della notte Saravhan. Tutto è partito dal ritrovamento di un manoscritto del X secolo, che anticiperebbe di centinaia d’anni la nascita di questi miti. Una giovane donna, dalla folta chioma rossa, segue attenta tra il pubblico, poi avvicina lo studioso,

Antonio Daniele

Antonio Daniele

Ben costruita è anche la mitologia alla base della società dei vampiri e dei licantropi, creature

IF - Insolito & Fantastico n. 9 - Fumetti

IF – Insolito & Fantastico n. 9 – Fumetti

nate in seguito ad una maledizione di Ecatron, alle quali Saravhan, mossa a pietà, fece dono dell’immortalità. Per la verità i vampiri non risultano particolarmente attraenti, essendo tratteggiati come esseri arroganti e sadici. Ne escono meglio i lupi mannari, che, pur essendo mostri sanguinari, hanno un cuore: si innamorano, soffrono, sono solidali, semplici nei loro istinti primari. Bello, in particolare, il passaggio in cui viene descritto il funzionamento del cervello di Chew: «i pensieri nella sua mente di lupo scorrevano in modo strano, diverso, più lento, più essenziale. Erano pensieri animaleschi. Non era più capace di veri ragionamenti. I sentimenti, però, erano sempre vivi e forti. La mente funzionava bene nel cercare modi per predare o per fuggire ai pericoli. Non aveva spazio per molto altro. C’era, comunque, uno spazio per l’amore».

(Antonio Daniele)

IF – Insolito e Fantastico n. 8 – Fumetti

IF – Insolito & Fantastico n. 9 – Fumetti

Il numero 8 di IF – Insolito e Fantastico porta la data di Ottobre 2011, ma ho ricevuto dall’editore Tabila Fati la mia copia solo adesso.

In attesa di leggerlo, segnalo quanto riportato nel blog della rivista.

Dedicato ai fumetti. Un numero veramente speciale.

Raccoglie gli atti del convegno tenutosi a Venezia sul tema della letteratura disegnata, per iniziativa di Alessandro Scarsella, docente presso l’Università Cà Foscari, assieme ad altri interventi dei nostri collaboratori: Enrico Fornaroli, Elena Romanello, Giuseppe Panella, Riccardo Gramantieri, Renato Pestriniero. Completano il numero l’intervista a Giuseppe Lippi, editor storico di “Urania”, i racconti di Roberto Barbolini, Piero Giorgi, Bruce McAllister, Fernando Sorrentino e il promesso thriller di Douglas Preston e Lincoln Child, “Andando a pesca”, dove compare per la prima volta da solo, senza l’ineffabile Pendergast, il tenente Vincent D’Agosta. Una storia da non perdere, ancora inedita in Italia. E poi le rassegne di Claudio Asciuti, Walter Catalano, Gian Filippo Pizzo. Le recensioni, i film e un omaggio al grande Carlo Peroni, ottantadue anni portati (bene) con la matita. La copertina è illustrata, come sempre, dal mitico Franco Brambilla con una tavola realizzata per Infect@ di Dario Tonani (Urania 1521, aprile 2007).

IF è distribuita principalmente in abbonamento postale. Ogni copia di 128 pagine illustrate al prezzo di

Il Settimo Plenilunio - Menzinger, Bumbi, Calamandrei

8,00 euro. La campagna abbonamenti è ancora in corso: solo 30,00 euro per quattro numeri. Ai nuovi abbonati (e a quanti rinnovano) è riservata una copia omaggio del romanzo di Carlo Bordoni, In nome del padre (Baroni editore, 2001).
Per informazioni, abbonamenti e richieste rivolgersi a: rivistaif@yahoo.it

Aggiungo solo che tra gli articoli, a fine volume, c’è anche una recensione di Antonio Daniele alla gallery novelIl Settimo Plenilunio” da me curata e di cui sono uno degli autori assieme a Simonetta Bumbi e Sergio Calamandrei.

Si tratta di un romanzo iperillustrato, con oltre 100 disegni realizzati da 17 tra pittori, illustratori e fotografi. L’ambientazione è fantascientifica e i protagonisti sono vampiri e licantropi, in una sorta di anticipazione di Twilight (essendo stato scritto prima del suo successo).

L'amore ai tempi dei vampiri

Edward e Bella in TwilightQuando l’anno scorso è stato pubblicato il romanzo curato e in parte scritto da me “Il Settimo Plenilunio”, che narra la storia di un’umana fidanzata con un licantropo e che s’inamora di un vampiro, mi è parso giusto leggere finalmente “Twilight” di Stephenie Meyer, storia che, in estrema sintesi potrebbe somigliare a quella del nostro romanzo. Quando l’abbiamo scritto (nel 2007) ne ignoravamo (siamo tre autori) l’esistenza, trovo dunque curioso ritrovarci alcune somiglianze, sebbene gli intenti dei due romanzi siano assai diversi.
Questo del resto è abbastanza scontato, quando si scrive una storia di “genere”. Il romanzo gotico, poi, ha regole e canoni ben più stringenti di altri generi letterari ed è facile che due storie abbiano alcuni punti in comune. Parlerò altrove delle somiglianze con “Il Settimo Plenilunio”. Qui vorrei dire invece solo di “Twilight”.
Quello che la Meyer ha fatto di originale con questo libro è stato di trasformare una storia gotica, tradizionalmente fatta di paura, orrore, magari disgusto e, certo, passione, in una storia d’amore adolescenziale.
Con questo non intendo fare una notazione negativa. Semplicemente constato un’innovazione nel genere e una sua interesante miscela con il romanzo rosa e con il romanzo adolescenziale.
I vampiri che ne escono fuori sono dei ragazzi bellissimi, che vivono isolati all’interno della scuola, ignorando gli altri e ignorati da tutti, sino al ritorno nell’umida Forks, di una ragazzina imbranata ma attraente di nome Bella. Noto per inciso il ricorso a un’ambientazione scolastica per una storia con personaggi fantastici, come in Harry Potter.
Per qualche strana alchimia, scoppia l’amore tra il bel vampiro e la ragazzetta.
I vampiri vivono tutti assieme e hanno deciso di rinunciare al sangue umano, oltre che bellissimi (come mai?) sono anche fortissimi, velocissimi e ognuno ha poteri particolari come leggere nel pensiero, prevedere il futuro, cambiare le emozioni degli altri. Insomma più che dei vampiri sembrano dei supereroi. E non dormono in bare (non dormono affatto) e non si sciolgono al sole (ma diventano luminosi!).
Certo non tutti i vampiri sono buoni e virtuosi come loro e un giorno arrivano a Forks anche quelli cattivi, allora, da bravi supereroi i vampiri buoni difenderanno la ragazzina imbranata e la sua famiglia ignara.
Tutto ciò avrà, come sappiamo, sviluppi in vari altri volumi, per ora quattro, credo, in cui avrannoStephenie Meyer   la loro parte anche alcuni licantropi, tra cui il giovane Jacob che già qui rende geloso il buon vampiro Edward e che si sta già innamorando, un po’, della sprovveduta e incosciente Bella.
Si assite alla nascita, difficoltosa, di un amore. Il finale si immagina, ma viene ritardato sempre più, per la gioia delle lettrici, credo. Gli amori contrastati sono sempre interessanti. In questo caso la difficoltà più grande viene dall’interno della coppia, dal loro essere decisamente male assortiti, dalla paura di Edward Cullen di risvegliare i propri istinti predatori e di divorare per sbaglio la sua amata, la cui fragilità, rispetto ai suoi superpoteri, è tale che potrebbe ucciderla con una sola mano.
C’è poi l’angosciante tema dell’immortalità: che senso a vivere in eterno, se si deve vivere soli? Meglio vivere e morire presto umanamente o vivere in eterno da dannati? Certo altri vampiri conosciuti in letteratura avevano l’aria più sfigata di Edward, che invece non sembra passarsela male, con una bella villa, belle macchine (ne spunta sempre una nuova) e un gruppetto di amici con cui giocare a baseball. Si capisce che anche Bella abbia voglia di diventare un vampiro: mica gli si prospetta di abitare a casa Adams o in un reliquario di un castello cadente pieno di ragnatele e ratti. I tentativi di Edward di convincerla che è meglio essere mortali non la persuadono affatto. Forse sarebbe bastato mostrargli che viveva, da bravo vampiro di una volta, in un bel cimitero infestato di spettri e si sarebbe data una calmata.
Una storia, comunque, ben scritta e piacevole, adatta soprattutto per un pubblico di ragazzine ma leggibile da tutti.
 
Leggi anche:

Perché scrivere di vampiri e licantropi nel terzo millennio?
– "Il vampiro" di John W. Polidori
– "Il Vampiro" di Franco Mistrali
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