Archive for dicembre 2008

Alcune letture recenti

Mi sono reso conto di essere rimasto terribilmente indietro nel riportare sul blog i commenti agli ultimi libri letti. Cerco di porre rimedio con questo post "collettivo", in cui parlo di vari lavori interessanti.
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GIOVANNA E LA TEMPESTA VERTICALE
 
Giovanna e la tempesta verticale di Giulia GhiniGiovanna e la tempesta verticale” è l’intrigante e fantasioso romanzo di Giulia Ghini, edito da Lulu.
È una storia non priva di momenti di poesia, sebbene si tratti di opera di narrativa. Un racconto strano, che si avventura nel paranormale, che si muta in investigazione, quasi fosse un giallo, che scava nel profondo della psiche dei personaggi.
È un romanzo molto originale, per la sua capacità di descrivere una sorta di allucinazione, di schizofrenia della protagonista Giovanna, che in seguito ad un trauma (la cui natura è ciò che il lettore e la protagonista debbono scoprire) perde la memoria di alcuni momenti importanti della propria vita. Giovanna si muove allora alla ricerca dei propri ricordi perduti ed in questo è aiutata da un altro personaggio, Francesco, la cui identità rimane a lungo misteriosa (imbroglione, veggente, illusione, fantasma, bravo ragazzo?) e che l’aiuta e accompagna in questa sua ricerca, introspettiva sì ma rivolta verso l’esterno, verso il mondo in cui vive e che sembra volerle nascondere la verità, negarle il diritto di recuperare la memoria perduta. Un mondo che si rivela assai meno amichevole di quanto pareva alla sfortunata Giovanna, la cui fantasia comincia a dipingere (non senza motivo) ritratti mostruosi di chi le sta intorno.
E mentre cerca di capire cosa le sia successo, perché non riesca a ricordare neanche come sia nato suo figlio Simone, qualcosa succede nella sua testa. Una tempesta verticale e immobile minaccia la sua salute, la sua esistenza e quella di Francesco.
Un libro che, se letto con la dovuta attenzione, può dare al lettore il giusto piacere intellettuale della scoperta dell’inventiva di questa promettente autrice che ha il coraggio di affrontare nuovi orizzonti narrativi, pur senza perdersi in inutili sperimentalismi.

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LISA VERDI E IL CIONDOLO ELFICO
 
Lisa Verdi e il ciondolo elfico di M.P. BlackNonostante mi sia ormai da tempo chiaro che in rete si possano trovare numerosi autori validi seppur sconosciuti al grande pubblico, è per me sempre fonte di grande sorpresa e piacere ogni qualvolta ne individuo uno.
L’ultima mia scoperta è un’autrice italiana che si cela dietro uno pseudonimo (o dovrei dire nickname?) inglese: M.P. Black.
Ha scritto una serie di romanzi fantasy di cui ho letto piacevolmente il primo volume “Lisa Verdi e il ciondolo elfico”.
Si tratta di un romanzo lieve e fantasioso, ben adatto ad un pubblico di qualsiasi età e penso che potrebbe leggerlo volentieri anche mia figlia di undici anni.
Si tratta una storia tipicamente fantasy, popolata però solo da elfi, senza gnomi, nani, troll, orchi o altre figure più oscure. I ruolo dei cattivi è riservato ad alcuni degli stessi elfi e a qualche umano.
Questo contribuisce a rendere il romanzo meno cupo di altri del genere, essendo gli elfi, comunque, creature solari. Si aggiunga, poi, che le ambientazioni sono in parte in Italia e in parte in un mondo immaginario ma, tutto sommato felice, contribuendo alla lievità della storia. Ben diverso sarebbe stato se si fosse svolta in boschi intricati, grotte o montagne impervie.
Se poi pensiamo che il tutto è condito con alcuni amori adolescenziali (che non vanno oltre il bacio, come loro manifestazione esteriore), sarà dunque chiaro quale possa essere il target ideale di questo romanzo.
Se amate il fantasy e emozioni adolescenziali, non potete dunque sicuramente perdervi la lettura di questa storia, ben scritta, vivace, scorrevole e fluida, nonostante qualche piccola debolezza di editing.
Una sola cosa mi ha lasciato perplesso: gli elfi hanno tutti nomi italiani! Suona davvero strano pensare ad una Regina degli Elfi di nome Marta, a sua figlia Lisa Verdi o sua sorella Anna. Per non parlare di Bartolomeo e Guglielmo! Ma, del resto, perché no?
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LA NONNA DAGLI OCCHI VIOLA
 
Blue e rosso. Viola di IannottaBlu e rosso. Viola”, di Cristiana Iannotta, Aletti Editore, è un piccolo volume di appena 52 pagine che racchiude un lungo, intimo, appassionato racconto. Una storia vera (o almeno descritta come tale, perché di questo in letteratura non c’è mai certezza). La storia di una donna.
O meglio la storia del rapporto dell’autrice con la propria nonna, da quando lei, l’autrice-voce narrante, era bambina a quando la protagonista, la nonna dagli occhi viola, non se ne andata del tutto dopo che il morbo di Alzheimer aveva già cominciato a portarsela via un poco per volta.
Questo libro è una piccola storia d’amore di una nipote che, cresciuta sotto l’ala protettiva di una nonna buona e forte, la vede, novantenne, come tornata bambina, senza più memoria e incapace di affrontare le cose più semplici del mondo.
Una storia triste ma raccontata con così tanto amore da renderla lieve, mai strappalacrime. La figura di “nonna” continua ad aleggiare serena su di noi per tutta la lettura e anche dopo. La serenità e la forza di questa donna dagli occhi viola è tale da rendere impossibile immaginare che il morbo possa averla devastata nella mente. Continuiamo ance noi, come l’autrice, a ricordarla nel pieno delle sue capacità.
Una storia che ci fa riflettere sull’imprevedibilità della malattia e del destino, sul potere riparatore dell’amore e sulla forza della memoria.
 
Un saluto a nonna Cecilia e uno alla nipote Cristiana che le ha donato questo libro, che, almeno in parte, sostituirà la sua memoria perduta.
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IL PORTO DI CALAIS
 
Il porto di Calais di ContilliIl porto di Calais: amori, cospirazioni e duelli nella Francia del 1804”, Carta e Penna Editore, è un romanzo storico scritto dalla prolifica Cristina Contilli, autrice di numerose altre storie.
Questo veloce libricino è, come recita il sottotitolo, “una ricostruzione romanzata del fallito colpo di stato contro Napoleone del 1804”.
In realtà Napoleone, però, non compare mai in queste pagine, che descrivono la vicenda dal punto di vista dei cospiratori. Anzi, a dir il vero, dal punto di vista del Conte Alain De Soissons, un personaggio storico che non fu mai accusato di aver partecipato alla congiura, ma imparentato con l’organizzatore presunto, il Duca D’Enghien. L’autrice immagina che il Duca D’Enghien fosse realmente innocente, come proclamò fino alla fine, ma che fosse stato arrestato per errore al posto del Conte De Soissons, protagonista principale di questo breve romanzo.
Si respira dunque qui, soprattutto un grande amore per la Storia e il desiderio di scrutarne e approfondirne le possibili alternative, con un piglio quasi ucronico nell’approccio, anche se non nel risultato, giacché Contilli interpreta la Storia a modo suo, approfittando dei vuoti informativi che questa sempre offre, ma non cerca di ridisegnarne gli sviluppi come fanno, invece, gli autori di allostorie.
Bisogna dire comunque che la cospirazione anti-napoleaonica pare quasi un pretesto per parlare d’altro (“amori, cospirazioni e duelli”, appunto), per descrivere personaggi e farli recitare davanti ai nostri occhi. Incontriamo allora figure come la conturbante figlia del Marchese De Sade, giovanissima prostituta, o come una certa Christine Leyrdet, una donna giunta incredibilmente ai più altri gradi dell’esercito, cosa che credevo inventata dall’autrice ma che, a quanto pare, è realmente avvenuta.
Certo meno di cinquanta pagine per raccontare un simile spaccato di vicende francesi, in un momento tanto delicato per l’intera Europa, paiono un po’ poche e a volte si sarebbe desiderato che l’autrice si fosse soffermata maggiormente a descriverci duelli e battaglie o amori, che invece scivolano via veloci.
Importante e apprezzabile il lavoro di documentazione storica.
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IL DUELLO TRA VITA E STORIA
 
Il duello di ContilliDopo aver letto “Il Porto di Calais” di Cristina Contilli, ho ora finito di leggere anche il suo “Il duello: Costanza Arconati tra Giovanni Berchet e Pietro Borsieri”, un altro veloce romanzo di poche pagine, molte delle quali dedicate a note introduttive e conclusive, con le quali l’autrice meglio spiega la propria analisi storica dei rapporti tra Silvio Pellico e i tre personaggi del titolo.
L’impressione generale è che a quest’autrice quello che sta veramente a cuore sia la ricostruzione della Storia, il cercare di scoprirne i tasselli mancanti, forse di più che cercare di stupire o affascinare il lettore con trame fantasiose o espedianti emotivi.Il racconto si snoda infatti con dialoghi costanti,che ci svelano i rapporti di questi personaggi tra loro e ci aiutano a comprendere le loro biografie.
Potrebbe magari apparire un po’ forzato il continuo alternarsi ai dialoghi con scene di intimità e di sesso, spesso assai rapidamente tracciate, sebbene con colori forti e ben marcati, con cui l’autrice vivacizza la vita di questi uomini realmente esistiti e da lei ridisegnati.

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L’OMBRA DEL VERSO
 
L'ombra del verso di De Marchi e BrunettiL’ombra del verso”, da non confondersi con “L’ombra del vento” di Zafon, è uno dei libri nati dalle fucine inesauribili di Liberodiscrivere, la casa editrice che ha pubblicato la maggior parte dei miei scritti e che da Laboratorio di scrittura on line si trasformò in casa editrice proprio iniziando le sue pubblicazioni con il mio romanzo “Il Colombo divergente”.
Guido De Marchi e Francesco Brunetti sono, infatti, due storici frequentatori non solo del Laboratorio di scrittura on line di Liberodiscrivere ma membri attivi e “fisicamente” sempre presenti del Circolo Banchina, il gruppo di lavoro genovese della casa editrice, da cui sono nati molti lavori interessanti, e, in particolare, il romanzo “Tr@mare”, scritto da ben 13 autori assieme, superando le “prodezze” di Luther Blisset, ora Wu Ming.
E trai 13 autori di “Tr@mare” c’erano proprio loro, Brunetti e De Marchi.
“L’ombra del verso” è una singolare prova di collaborazione: Brunetti ha scritto alcuni versi, li ha sottoposti a De Marchi, che, oltre che di letteratura, si occupa di pittura e fotografia. De Marchi, a sua volta, ha “commentato” le poesie sia con delle foto da lui stesso rielaborate graficamente, sia con una rilettura in prosa (ma con forte contenuto poetico). Il processo però non finisce qui. A questo punto Brunetti, riprendendo tra le mani il volume, ha risposto commentando a sua volta le immagini di De Marchi con altri versi.
Capite, dunque, l’originalità e l’estrosità di questo processo, che potrebbe, in realtà proseguire pressoché all’infinito, dando sempre nuovo sfogo alla creatività.
Il volumetto è poi completato da uno scambio di considerazioni tra Francesco e Guido e da una conclusione realizzata congiuntamente proprio sull’importanza e il senso della scrittura a quattro mani e sull’interattività di diverse forme espressive (qui prosa, poesia, fotografia e ritocco grafico).
Mi sento dunque particolarmente vicino a questo lavoro, non solo per aver anch’io partecipato a vari lavori a “più mani”, ma anche perché, proprio in questi mesi, sono impegnato nella realizzazione di quella che chiamo una “gallery novel”: un romanzo scritto da tre autori e reinterpretato da numerosi illustratori. Qualcosa che nasce dunque da un analogo spirito di interattività.
Quanto al contenuto di queste pagine, si nota un profondo amore per la natura, uno sguardo attento ed osservatore rivolto alle cose della vita quotidiana, ai sentimenti e al respiro pulsante del mondo, dove il sentimento si muta in immagine e ogni immagine diventa sensazione e emozione. Gli autori si dimostrano ancora una volta abili giocolieri delle parole e raffinati scrittori, dal tocco lieve ma preciso.
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E ovviamente….buon anno a tutti!

IL SETTIMO PLENILUNIO – Capitolo 14

Due nuovi artisti di grande livello hanno aderito al proggetto "Il Settimo Plenilunio". Si tratta di Guido De Marchi, scrittore, pittore e fotografo di classe e del geniale pittore Alessandro Fantini i cui dipiinti si possono vedere qui e qui.

Il dipinto qui sotto è un olio di Alessandro Fantini, che ben si adatta a rafigurare la fine dell’amplesso tra Esha e Chew, nel momento in cui riprendono forma umana.

Amplesso tra Esha e Chew. Dipinto a olio di Alessandro Fantini "O.B.E. Out of body experience".

La seguente illustrazione di Guido De Marchi mi pare che possa rappresentare il finale del romanzo (per cui non ne dico di più!).

Illustrazione di Guido De Marchi. Fine

Entrambi hanno già pronti vari altri lavori, che vedrete presto su questo blog.

"Il Settimo Plenilunio" è il titolo della "gallery novel" che ho scritto assieme a Simonetta Bumbi, con la collaborazione di Sergio Calamandrei.

Siamo arrivati al quattordicesimo capitolo del romanzo. Aspettiamo la vostra interpretazione GRAFICA della storia.

Come forse già sapete (se ci avete seguito sin qua) l’idea è di raccogliere in un libro i disegni di diversi illustratori.

Per ora hanno aderito al progetto Niccolò PizzornoSilvia Perosino, Massimo BernaAngelo Condello, Laura Fazio, Fraitz, Arturo di Grazia, Marco Ferrara, Lexi, Pino Santoro e Alessandro Giovagnoli. Con  Guido De Marchie Alessandro Fantini siamo a tredici illustratori!

Aspettiamo ancora altri disegnatori. Forza!

Unitevi a noi.

Mandateci i vostri disegni scrivendo a menzin@virgilio.it

Questo è l’inizio del quattordicesimo capitolo (il seguito lo potete trovare su www.liberodiscrivere.it.

LA BANCA DEL SANGUE

De Mastris accese il megaschermo virtuale 5 metri per 8, che si stendeva su un’intera parete del suo studio e, evitando accuratamente il Circo Barnum dei notiziari generalisti, si sintonizzò su un canale che trasmetteva solo notiziari economici. Quello era un canale seguito da pochi, ma era l’unico che fornisse talvolta notizie di un qualche interesse. 
 (CONTINUA QUI)

Leggi anche gli altri capitoli:

I disegni ricevuti sinora sono tutti su PLENILUNIO7.

Cliccando qui potete vedere tutti i post sul Settimo Plenilunio.

ILLUSTRAZIONI

Di seguito potete trovare un disegno di  Niccolò Pizzorno che illustra questo capitolo.

De Mastris guarda le notizie sul megaschermo. Illustrazione di Niccolò Pizzorno.

Il disegno seguente è di Angelo Di Grazia e mostra De Mastris infuriato che spacca il megaschermo.

De Mastris spacca il megaschermo. Ilustrazione di Arturo Di Grazia

LIBRI SCONTATI

Babbo NataleVisto che le feste si avvicinano, forse a qualcuno potrebbe interessare di regalare (o regalarsi), qualcuno dei miei libri.
Per informazioni rimando alla scheda relativa qui su aNobii o al mio sito o al blog.

 I prezzi scontati che vi offro sono:

Ansia Assassina: € 8
Giovanna e l’angelo: € 12
Il Colombo divergente prima edizione: € 8
Il Colombo divergente seconda edizione: € 13
Parole nel web: € 9
Ucronie per il terzo millennio: € 13

Come spese di spedizione chiedo € 2.
Le spese di spedizione non cambiano fino a 5 libri (chiedo sempre solo € 2 per tutti e 5).
Un ulteriore sconto di € 5 per chi ordinasse 5 copie (di qualunque libro, anche dello stesso).

Quest’offerta vale solo per i libri richiesti direttamente al sottoscritto, non per quelli richiesti all’editore, nei negozi o in rete.

Di alcuni ho solo poche copie, dunque l’offerta è ad esaurimento e fino a Natale.

   

  

 

Grazie ai lettori e commentatori di Giovanna e l'angelo

Giovanna e l'angelo - Carlo Menzinger - www.menzingger.too.it

 
Con questo post, avevo ringraziato gli ultimi lettori che hanno commentato il mio romanzo “Ansia assassina”, e con questo quelli de Il Colombo divergente. Tocca ora ai lettori di Giovanna e l’angelo.
Già avevo ringraziato Carla Casazza per la sua recensione su Carta e Calamaio. Rinnovo il ringraziamento per aver replicato il commento su aNobii e Italian Bibliobloggers. Ricordo qui solo alcune parole:
 
Il romanzo, che denota padronanza della materia frutto anche di un accurato lavoro di ricerca (perché per cambiare il corso della storia è necessario innanzitutto conoscerla bene), ha un ritmo lento, da gustare con calma, per apprezzare la scrittura elegante che in alcuni momenti si fa poesia. E da leggere con attenzione, per cogliere dove finisce la storia reale ed inizia l’invenzione ucronica.
 
Ringrazio quindi l’autrice di romanzi storici Cristina Contilli per le sue parole su Literary e su aNobii:
 
Affesco con Giovanna D'ArcoLo scrittore fiorentino Carlo Menzinger ha scelto nel suo libro Giovanna e l’angelo di raccontare una storia, apparentemente molto conosciuta, come quella di Giovanna D’Arco, da un punto di vista insolito ed indubbiamente innovativo: quello di un angelo che entra nella vita di Giovanna al momento della sua nascita e che continua a vivere anche dopo la sua morte sul rogo.
(…omissis…)
Il libro di Menzinger è diviso in due parti, la prima fedele alla realtà storica termina con la condanna di Giovanna al rogo. La seconda di fantasia comincia con Giovanna che, sopravvissuta al rogo, Giovanna D'Arco - Illustrazione di Niccolò Pizzornoviene ospitata da una famiglia di contadini e poi, dopo essersi ripresa dalle ustioni, arruola un esercito di volontari, formato anche da molte donne e giunge alle porte di Parigi, tanto da ottenere dal re Carlo VII il  titolo nobiliare di “contessa di Parigi” e il comando dell’intero esercito francese nella guerra contro l’Inghilterra.
Giunta a Londra, in missione diplomatica, incontra il giovanissimo re Enrico VI e ottiene la revisione del suo vecchio processo per eresia, anche perché nel frattempo Giovanna ha subito una trasformazione non solo nel carattere, divenendo forte e coraggiosa attraverso tutte le sue imprese militari, ma anche nel fisico, visto che a poco a poco è diventata un uomo e per questo riuscirà una volta tornata in Francia a sposare il re d’Inghilterra che nel frattempo ha subito la trasformazione opposta alla sua, trasformandosi nella principessa Henriette…
Tra i personaggi rilevanti della prima parte c’è il nobile Gilles De Rais, alto ufficiale dell’esercito francese, innamorato di Giovanna, e il duca di Borgogna che invece la farà arrestare e poi condannare, tra i personaggi rilevanti della seconda parte c’è il re bambino Enrico VII che organizza con Giovanna una crociata in Oriente e che una volta divenuto una donna si innamora di lei / lui e la sposa.
Da questa breve sintesi della trama il lettore può intuire come il romanzo di Menzinger, partendo da una base storica reale e ben documentata (ogni capitolo comincia con una citazione tratta da un libro dedicato a Giovanna D’Arco ed in fondo c’è la bibliografia completa divisa per personaggi ed argomenti, su cui l’autore ha lavorato), se ne allontani per diventare una storia davvero fantastica dove l’immaginazione ha il sopravvento sulla realtà.
 
Grazie a Mirtilli75 per averne parlato su aNobii e su Libri e Tutt’Altro, dove ha scritto:
 
Giovanna D'Arco- Film di Luc Besson con Mila JovovicDa Anobii e dal gruppoDue chiacchiere con gli autoriarriva il mio primo romanzo ucronico.
L’impatto è stato forte, ma non in senso negativo.
È la storia di Giovanna d’Arco, raccontata da un angelo che le è sempre vicino, che la guarda mentre diventa una guerriera, che la guarda mentre diventa una Santa, confuso e stupito anche lui dall’anima della Pulzella. Un angelo che vive la vita insieme a lei, che con lei vive la morte e anche oltre. Che sarebbe successo se Giovanna non fosse morta sul rogo?
L’autore riscrive la Storia a modo suo, una storia che forse è un sogno, forse è un incubo, ma lo fa con una scrittura precisa ed accurata, piacevole da leggere ma senza essere banale.
A parte qualche errore di battitura del testo, però ci sono alcune cadute che potevano essere evitate con un miglior editing del libro; in più di un’occasione infatti ci sono frasi che non si addicono al tempo ed alla voce narrante (mi viene in mente “Te ne stavi sulle tue…”, ma ce ne sono altre) che fanno perdere il ritmo alla narrazione; nel complesso comunque è un romanzo originale e ben scritto, una Storia diversa raccontata da un sogno.
Bravo Carlo.
 
 
Ne parlano così su aNobii le lettrici (cui i miei ringraziamenti arrivano, temo piuttosto in ritardo) Mirella:
 
Un libro molto sofisticato,ben scritto e scorrevole nonostante la complessità.
Si nota lo spessore culturale e interiore dell’autore ….insomma da leggere!
 
e Perflinka:
 
Bello per come è scritto. Lo definirei fantastoria. Mi è piaciuta più la prima parte, la seconda appunto troppo strana e sognata.
 
Più dettagliatamente, sempre su aNobii, ne parla l’autrice Monica Caira:
 
E’ un romanzo che reclama a gran voce attenzione, la pretende, impone un ritmo lento. Sono tanti gli eventi, i personaggi, le storie che si accavallano, si Rogosopprimono a vicenda, si integrano, si sconvolgono ed incarnano l’una nell’altra, per poter tenere un passo veloce.
Carlo Menzinger ha svolto un sostanzioso lavoro di ricerca. C’è passione, amore per la storia, nel suo scritto.
Si è trattato del mio primo romanzo ucronico: ero un po’ titubante ed anche timorosa. L’autore mi aveva spiegato che il genere si riferisce ad un’ipotesi di storia che non è stata, che non è quella finita nei testi scolastici. Allora mi sono detta: riuscirò a cogliere la deviazione dalla realtà nel momento in cui questa irromperà nella storia? L’autore mi perdonerà l’ingenuità della questione, perché a posteriori ne comprendo l’enormità.
Durante la lettura si respira storia, si ricordano luoghi, drammi, ma l’occhio che segue la Pulzella è sempre tenero, comprensivo, mai inquisitore e giudicante, così finisce per farti accostare a lei, alla sofferenza che deve aver vissuto per il ruolo maestoso che la storia le ha attribuito, per averlo affidato a lei, una contadinella, una donna, in un epoca nella quale queste erano solo madri, mogli, cuoche, bassa forza lavoro. Che il racconto avvenga attraverso gli occhi di un altro soggetto, dell’angelo che le sta sempre dappresso, consente al lettore un distacco rispetto alle dure vicende della storia, fornendo un punto di osservazione d’insieme che forse altrimenti non si avrebbe.
Ho percorso uno splendido, duro, viaggio insieme ai tuoi personaggi Carlo.
Complimenti vivissimi.
 
Ancora grazie a tutti!
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