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LE RIVISTE LETTERARIE, TRAMPOLINO DI LANCIO VERSO LA GRANDE EDITORIA

Stasera, 28 Novembre 2019, alle 18,00 abbiamo avuto un nuovo incontro letterario del GSF – Gruppo Scrittori Firenze presso l’ASD Laurenziana di Firenze.

L’incontro è stato il terzo di una serie su come pubblicare al meglio. Il primo si era tenuto il 5 Settembre scorso ed era intervenuto Vanni Santoni, illustrando la composizione del mondo editoriale, i principali gruppi, le principali riviste e il percorso ideale, che va dalla pubblicazione su alcune riviste letterarie, passando per case editrici di qualità, per arrivare alla grande editoria. Santoni aveva anche evidenziato l’inutilità di inviare “manoscritti” alle case editrici più importanti, sperando di essere presi in considerazione o, addirittura pubblicati, se prima non si è fatto un simile percorso.

Questo aveva stupito molti dei presenti e creato alcune polemiche.

Si era, dunque, reso necessario un incontro su cui riflettere in merito, tenutosi il 1 ottobre.

Con l’incontro di oggi abbiamo voluto riprendere il percorso verso la grande editoria, partendo dal suo principio, il mondo delle riviste letterarie. Abbiamo, dunque, ospitato Alessandro Raveggi, che dirige e ha fondato nel 2016 la prima rivista letteraria bilingue italiana The FLR – The Florentine Literary Review.

Raveggi è nato nel 1980 a Firenze. Dopo aver pubblicato testi in molte riviste e varie antologie, ed aver lavorato come dramaturg nel teatro di ricerca, nel 2012 è uscito il suo primo romanzo, “Nella vasca dei terribili piranha” per Effigie edizioni. Il suo prossimo romanzo, “Grande karma”, uscirà per la casa editrice Bompiani nel 2020.

The FLR è una rivista bilingue monotematica, in cui i testi sono pubblicati sempre con testo a fronte italiano-inglese.

I temi degli ultimi numeri sono stati “Fake”, “Landscape”, “Sacro”, “Desiderio”, “Invasioni”.

La rivista è cartacea ed esce con cadenza semestrale.

Immagine del profilo di Alessandro Raveggi, L'immagine può contenere: Alessandro Raveggi, barba

Alessandro Raveggi

Il gruppo editoriale è piuttosto nutrito e conta al suo interno redattori, traduttori e illustratori. Ogni numero conta una decina di brani, la cui selezione è frutto di un attento lavoro. Gli autori sono selezionati ed invitati di volta in volta dal direttore, dal consiglio editoriale e dai curatori. Sebbene la rivista sia fiorentina, gli autori vengono da tutta Italia, così come la rivista è distribuita in librerie in tutto il Paese e anche in alcune località estere.

Trai metodi usati per selezionare i testi, ci sono incontri di scouting con gli autori, come quello tenutosi di recente al festival del libro di Pistoia, o dei concorsi in cui vengono selezionati dei progetti di scrittura, da realizzare poi durante un periodo di soggiorno di tre giorni. L’ultimo è stato in una delle torri antiche di San Gimignano.

Durante l’incontro, abbiamo proposto una collaborazione del GSF al processo di selezione dei brani.

I partecipanti hanno mostrato interesse per la possibilità, mai considerata da alcuni autori, di rivolgersi a una rivista piuttosto che a una casa editrice per pubblicare racconti.

Raveggi ha invitato gli autori del GSF a seguire la pagina facebook della rivista per essere aggiornati sui concorsi di selezione e altri eventi.

Nessuna descrizione della foto disponibile.

Gli incontri della Laurenziana proseguiranno Martedì 10 Dicembre con il giornalista e scrittore Paolo Ciampi sul tema “Scrivere i luoghi: la narrativa di viaggio” e martedì 17 Dicembre con Gianni Marucelli, presidente di Pro Natura Firenze (la più antica associazione ambientalista italiana) e direttore della rivista “L’Italia l’Uomo l’Ambiente”, con cui potremo avviare una collaborazione.

PISA BOOK FESTIVAL E ALTRI EVENTI

Gli ultimi giorni sono stati tutti una successione di eventi letterari, che mi hanno visto coinvolto in vari modi.

Venerdì 8 Novembre 2019 sono stato ospite dell’Associazione Arcobaleno (Firenze) per la presentazione del volume collettivo “Perché non siamo fatti per vivere in eterno?, curato da Massimo Acciai Baggiani, con la partecipazione di 11 autori, e i cui proventi vanno all’associazione stessa. È stata per me occasione per raccontare le mie esperienze di scrittura collettiva e le diverse tecniche di coordinamento usate in tali occasioni. “Perché non siamo fatti per vivere in eterno?” è stato, per esempio scritto con la tecnica del round robin, ovvero ogni autore riprende quanto scritto dagli autori precedenti e lo sviluppa. Tra gli undici autori c’è anche un misterioso K. Von Zin.

Poiché il romanzo presentato era  una storia di vampiri, ho anche fatto un piccolo approfondimento sulle motivazioni che spingono, a mio avviso, oggi gli autori a scrivere storie di licantropi e vampiri, riprendendo quanto da me scritto ai tempi della pubblicazione del volume collettivo illustrato da me curato “Il Settimo Plenilunio” (Ed. Liberodiscrivere, 2010). Da una parte credo che le creature della notte rappresentino un po’ la paura del diverso e siano espressione delle perplessità verso l’arrivo di “migranti”, dall’altra, credo che il successo del genere presso gli adolescenti deriva dal fatto che i giovani vivono in tale fase un forte mutamento e provano una sorta di paura-attrazione verso l’adulto che emerge in loro, che ricorda in qualche modo la mutazione in lupo del licantropo o la trasformazione in vampiro di chi è morso da uno di essi (non dimentichiamone le implicazioni sessuali a questo spesso connesse).

 

Paolo Ciampi e l’editore Luca Betti

Sabato 9 Novembre ero al Porto Seguro Show, che questo mese si è tenuto al Porto di Mare (Firenze). Come da consuetudine venivano presentati i nuovi autori del mese della casa editrice Porto Seguro, questa volta circa una ventina, più alcuni dei precedenti. Come di consueto, mi sono ritagliato un piccolo spazio per presentare la mia trilogia ucronica “Via da Sparta”, che descrive le avventure di una giovane schiava violentata e incinta in fuga attraverso un presente distopico in cui Sparta domina il mondo e la cultura ateniese è stata cancellata. A luglio, infatti, è uscito il terzo volume della saga “La figlia del ragno”. L’editore Paolo Cammilli mi ha coinvolto in un dibattito pubblico sul mondo dell’editoria. Non ha, infatti, condiviso l’analisi fatta durante il recente

Gaia Rau, vanni Santoni e Alberto Casadei

incontro da me organizzato assieme a Barbara Carraresi, per il GSF Gruppo Scrittori Firenze presso l’ASD Laurenziana con Vanni Santoni sul tema “Come pubblicare con un grande editore”, tema poi approfondito nel successivo incontro “Riflessioni sull’editoria”. Cammilli, sostiene, infatti, che le grandi casi editrici prendono in considerazione gli autori solo dopo che hanno venduto grandi numeri e che questi si possono fare anche con case editrici come Porto Seguro e che, anzi, alcuni loro autori già hanno raggiunto vendite significative. Nell’incontro della Laurenziana era stato sostenuto, invece, che alle grandi case editrici, si passa solo arrivando da certe riviste letterarie e da queste a case editrici di un  certo tipo.

 

Domenica 10 Novembre sono stato a visitare il Pisa Book Festival assieme a Massimo Acciai Baggiani, che ha già scritto un ampio resoconto della nostra giornata, cui rimando per chi ne volesse sapere di più. In sostanza, a parte il giro degli stand, soprattutto di case editrici di media e piccola dimensione, ho partecipato a quattro incontri, la presentazione dell’antologia di climate fiction “Antropocene” curata da Roberto Paura e Francesco Verso (era presente quest’ultimo); la presentazione della nuova antologia di racconti del poeta della narrativa di viaggio Paolo CiampiTra una birra e un racconto”; la presentazione dell’ultimo giallo di Vichi da parte del giallista Leonardo Gori (di recente incontrato alla relazione di Sergio Calamandrei sulla “Struttura nascosta del giallo e del noir”, tenuta alla Laurenziana per il GSF) e, infine, la presentazione del nuovo romanzo familiare di Vanni SantoniI fratelli Michelangelo”, edito da Mondadori, e della riedizione del romanzo “Gli interessi in comune” con Laterza (la prima edizione era Feltrinelli).

Con l’occasione ho conosciuto gli autori del Collettivo Scrittori Uniti e Claudio Secci è stato così gentile da farmi intervistare da Chiara De Muro

Francesco Verso

Massimo Acciai Baggiani e Carlo Menzinger di Preussenthal

Arrighetta Casini, Vincenzo Sacco e Clara Vella

 

Lunedì 11 Novembre mi sono recato presso la SMS di Rifredi dove le professoresse Clara Vella e Arrighetta Casini tenevano il loro consueto incontro letterario del lunedì e presentavano il nuovo romanzo di Vincenzo Sacco, già presidente del GSF Gruppo Scrittori Firenze,  “L’uguaglianza delle ossa”. Il romanzo giallo ambientato nella Napoli di fine XVIII secolo, ci porta nel mondo dei lazzeri napoletani. Ne avevo già una copia, che spero di leggere presto. Di Sacco, ho  apprezzato di recente “Come la sabbia nel deserto”.

 

Martedì 12, Vanni Santoni, reduce dal Pisa Book Festival, è stato di nuovo ospite del GSF Gruppo Scrittori Firenze presso l’ASD Laurenziana, questa volta per presentare, da me intervistato, i medesimi libri appena illustrati a Pisa “I fratelli Michelangelo” e “Gli interessi in comune”. Santoni c’ha raccontato come i personaggi de “Gli interessi in comune” si siano nel tempo sviluppati in altri tre romanzi e abbia quindi sentito l’esigenza di riproporre la storia di partenza. “I fratelli Michelangelo” sono, invece, un grande affresco familiare nel quale Santoni racconta di un padre con cinque figli, avuti da quattro madri diverse, che non si conoscono tra loro e, ormai adulti, sono chiamati a incontrarsi, per motivi misteriosi, da questo padre assente. È occasione per parlare di paesi diversi, spostando la scena in varie parti del mondo, e per descrivere il nostro tempo, così svuotato d’ideali. Il tema della droga, centrale ne “Gli interessi in comune”, come momento di sperimentazione ed esperienza, ritorna qui soprattutto nella sua accezione economica. Anche l’India che vi compare è più un contesto economico sociale, che non il mondo in cui nel secolo scorso, si andava alla ricerca di sé, di nuovi cammini spirituali o di esperienze con sostanze stupefacenti.

Come evidenziavo durante l’incontro, mi sono riletto la mia recensione del 2008 della prima edizione de “Gli interessi in comune”, dove concludevo: “E segnatevi questo nome: Vanni Santoni, perché ne sentirete parlare presto ancora”. Credo di non essermi sbagliato.

Carlo Menzinger presenta Vanni Santoni

Infine, ieri, mercoledì 13, sono stato ospite della più antica associazione ambientalista italiana, Pro Natura, di cui sono membro, per presentare il mio nuovo romanzo, pubblicato con il Gruppo Editoriale Tabula Fati, con marchio World SF Italia, uscito in occasione del festival Stranimondi 2019 di Milano, “Apocalissi fiorentine”.

Massimo Acciai Baggiani presenta “Apocalissi fiorentine” di Carlo Menzinger

Introdotto dal presidente di Pro Natura Firenze, Gianni Marucelli, Massimo Acciai Baggiani, già autore della mia biografia letteraria “Il sognatore divergente”, ha fatto un excursus sulle mie opere precedenti e introdotto il volume.

Era presente anche il professor Marcello Scalzo, curatore delle immagini che arricchiscono il volume con rielaborazioni grafiche della città di Firenze, che ha illustrato il progetto grafico portato avanti con i suoi studenti per vari anni, di cui il volume riporta solo una selezione.

Apocalissi fiorentine” è un’antologia di racconti distopici che, in ordine cronologico, affronta momenti di crisi della città di Firenze, dalla sua fondazione a un futuro immaginario, con l’intento di evidenziare la fragilità della storia, delle città e del mondo nel suo insieme, in una sorta di piccolo campanello d’allarme per le tante problematiche che ci minacciano, quali perdita di biodiversità, surriscaldamento, deforestazione, desertificazione, inquinamento, tensioni sociali, terrorismo, guerre. Il volume si muove così tra ucronie, fantascienza, climate fiction e surreale.

La serata è stata intensa e le tematiche affrontate hanno scatenato un acceso dibattito.

Carlo Menzinger intervistato da Chiara Di Muro

Come risultato di queste intense giornate letterarie, la già lunghissima lista dei libri da leggere si è arricchita di nuovi volumi che vanno ad aggiungersi ai miei scaffali (per fortuna che ora leggono soprattutto e-book, perché gli spazi vanno scarseggiando):

  • Lamberto Burgassi – Social control – La verità di Tim Works – PSE
  • Renato Campinoti – Non mollare Caterina – PSE
  • Marcovalerio Bianchi – Il precipizio – PSE
  • Vincenzo Sacco -L’uguaglianza delle ossa – PSE
  • Roberto Paura e Francesco Verso, a cura di – Antropocene – Future fiction
  • Jean-Pierre Filiou – Le apocalissi nell’Islam – O barra O Edizioni
  • Paolo Ciampi – Tra una birra e una storia – Betti
  • Vanni Santoni – I fratelli Michelangelo – Mondadori
  • Alberto Pestelli – Un etrusco tra i nuraghes – Vol. III – Youcanprint

Oggi poi mi è arrivato per posta anche:

  • Pierparide Tedeschi – La mutazione – Edizioni Solfanelli

Di seguito i link ai video:

Chiara Di Muro intervista Carlo Menzinger al Pisa Book Festival

Presentazione di Apocalissi fiorentine

Presentazione di “Perché non siamo fattio per vivere in eterno?”

FIRENZE RIVISTA E ALTRI EVENTI LETTERARI

Gli ultimi giorni a Firenze sono stati particolarmente intensi in termini di incontri ed eventi letterari.

 

Giovedì 19 Settembre c’è stato l’incontro del GSF Gruppo Scrittori Firenze presso l’ASD Laurenziana sul tema “Creare mondi immaginari

Da venerdì 20 a domenica 22 alle Murate di Firenze c’è stato il festival dell’editoria e delle riviste letterarie “Firenze Rivista”.

Ieri, lunedì 23, presso il Centro dell’Età Libera Rifredi-Romito-Vittoria c’è stato l’incontro/ presentazione del “Il sognatore divergente” e de “Il narratore di Rifredi”.

 

Durante l’incontro “Creare mondi immaginari”, presentato da Barbara Carraresi, Massimo Acciai Baggiani, Barbara Mancini e Carlo Menzinger hanno parlato dell’importanza delle ambientazioni in narrativa e di come queste siano determinanti per fantascienza, fantasy e ucronie.

Qui potete vedere il video dell’incontro.

IL GSF alla Laurenziana

Potete leggere in proposito:

L’importanza di un’ambientazione originale” di Carlo Menzinger

I costruttori di universi” di Carlo Menzinger

“Creatori di mondi nella fantascienza” di Massimo Acciai

I mondi ucronici” di Carlo Menzinger

Barbara Mancini e Carlo Menzinger

 

La tre giorni di “Firenze Rivista” è stata un momento importante nella vita culturale di Firenze, con la presenza di tanti editori e, soprattutto, tante riviste letterarie che si sono confrontate in un ricco programma di conferenze.

Personalmente ho seguito alcuni incontri sabato e domenica pomeriggio.

Francesca Matteoni, Vanni Santoni, Ilaria Gaspari, Edoardo RIalti e Francesco D’Isa presentano “Il sacro e il metafisico in letteratura”

Ho cominciato sabato con “Menelique magazine numero zero”. Presentava questa nuova rivista culturale il direttore editoriale de “L’indiscreto” Francesco D’Isa. Per “Menelique” hanno parlato Giovanni Tateo, Fabrizio Soldano e Silvia De Marco.

La rivista nasce come sfida politico-culturale contro l’emarginazione, le discriminazioni e le violenze. Non si presenta solo come un contenitore di articoli sociologici, ma offre spazi tematici alla narrativa. Il prossimo numero sarà dedicato al mondo del lavoro.

Fabrizio Soldano, Giovanni Tateo, Silvia De Marco, Francesco D’Isa

Mi sono quindi spostato in platea, dove di nuovo Francesco D’Isa presentava il convegno “Il sacro e il metafisico in letteratura” con Ilaria Gaspari, Francesca Matteoni, Edoardo Rialti e Vanni Santoni.

Se Rialti si è concentrato sul metafisico, Gaspari ha dato più spazio al sacro e Matteoni ha sottolineato il ruolo della magia e del panteismo, lanciando interessanti suggestioni. Vanni Santoni c’ha parlato delle nuove dimensioni del fantastico, dal novo sconcertante italico, alla specular fiction, al fantastico speculativo, al realismo magico.

Francesca Matteoni, Vanni Santoni, Ilaria Gaspari, Edoardo RIalti e Francesco D’Isa presentano “Il sacro e il metafisico in letteratura”

L’incontro “Shitposting: centrifugare il linguaggio”, con Alessandro Lolli, Matteo Grilli e altri, mi ha aperto un mondo di conoscenze sulla pratica del post compulsivo e sistematico di testi sconnessi su più piattaforme in contemporanea.

 

Ho ritrovato, a fine serata, Edoardo Rialti non più in veste di critico letterario ma di traduttore de “Il trono di spade” in “Tradurre il trono di spade” e c’ha parlato delle dificoltà di tradurre una serie di libri, quando non si conoscono ancora i volumi successivi. Partecipavano anche la doppiatrice di Arya Stark, Sara Labidi (che c’ha raccontato che doppiava senza vedere l’intera scena che era segretata) e Leonardo Taiuti.

Sara Labidi, Leonardo Taiuti e Sara Labidi

 

La domenica ho cominciato con un incontro sul Premio Calvino “Piccoli grandi esordi” guidato dal presidente del Premio, Mario Marchetti, con la presenza di due case editrici, NN Editore e Dalia Edizioni, rappresentate la prima dalla redattrice Serena Cabibbo e dell’autrice Serena Patrignanelli, la seconda dalla redattrice Roberta Argenti e dall’autore Nicola Nucci, che c’hanno spiegato il lavoro di squadra che svolgono entrambe le case editrici quando pubblicano un esordiente. Da notare il lavoro di reimpaginazione effettuato da Dalia Edizioni su “Trovami un modo semplice per uscirne” di Nicola Nucci, e il cospicuo taglio di pagine effettuato da NN Editore su “La fine dell’estate” di Serena Patrignanelli.

Nicola Nucci, Mario Marchetti, Serena Cabibbo e Roberta Argenti

Ho potuto seguire solo in parte “Storie illustrate” in cui le riviste RVM Magazine (Agnese Porto), StreetBook Magazine (Simone Piccinni) e Settepagine” (Elena Zuccaccia) hanno raccontato come mettono assieme testi di narrativa e immagini.

 

Ultimo incontro per me è stato quello con la rivista Il rifugio dell’Ircocervo, che presentava “Intorno al racconto”, un affascinante dialogo sulla difficoltà di individuare in rete racconti di qualità, sul (poco) interesse di editori e lettori per i racconti (quasi pari al disinteresse verso le poesie). Presenti Francesco Quatraro (Effequ), Luca Ricci (autore), Marco Marrucci (autore), Giuseppe Rizzi e Loreta Minutilli (Rifugio dell’Ircocervo).

Francesco Quatraro, Luca Ricci, Loreta Minutilli, Marco Marrucci e Giuseppe Rizzi

Qui trovate il programma di Firenze Rivista.

Potete leggere in merito:

Le palestre degli scrittori” di Vanni Santoni

Firenze Rivista” di Massimo Acciai Baggiani

 

Nell’incontro “Il sognatore divergente e il narratore di Rifredi” Carlo Menzinger e Massimo Acciai hanno raccontato l’uno la vasta produzione dell’altro, i loro punti in comune e alcune “divergenze”, il loro rapporto con il quartiere di Rifredi.

Potete vedere qui il video dell’incontro.

Qui maggiori dettagli su:

Il sognatore divergente” di Massimo Acciai Baggiani

Il narratore di Rifredi” di Carlo Menzinger di Preussenthal

 

Nuovi importanti momenti di incontro sono in arrivo:

 

Giovedì 26 Settembre alle 19,30 ci sarà in Via Pisana 100 rosso l’inaugurazione della Libreria Porto Seguro, con open bar.

L'immagine può contenere: una o più persone, persone in piedi e testo

Il 1 ottobre 2019 alle 18,00 ci sarà presso l’ASD Laurenziana (via Magellano 13 rosso – Firenze Nova) il nuovo incontro “Riflessioni sull’editoria – Come pubblicare, con chi e perché”, nel quale approfondiremo quanto detto nell’incontro del 5 Settembre 2019 “Come pubblicare con un grande editore”.

 

Vi aspettiamo.

L’IMPORTANZA DI UN’AMBIENTAZIONE ORIGINALE

Quali sono i principali elementi costitutivi di un romanzo?

In genere credo si indichino questi cinque (vedi per esempio qui o qui):

  1. Trama
  2. Personaggi
  3. Ambiente
  4. Dialoghi
  5. Stile

Questi elementi sono tutti importanti, ma nessuno è indispensabile. Ci sono opere di narrativa che fanno a meno di alcuno o tutti questi elementi.

Personalmente, come lettore, ho notato che i romanzi che mi sono piaciuti di più hanno sempre trama, personaggi e ambientazione assai ben sviluppati e in equilibrio tra loro.

Da bambino quando leggevo tendevo a saltare le parti non scritte in forma di dialogo. Da adulto, invece, posso benissimo leggere senza incontrare mai dialoghi, ma i bambini sanno andare alla sostanza delle cose. Come esseri umani siamo abituati a dialogare e ci piace quindi che i personaggi di un libro parlino tra loro e lo facciano in modo verosimile e comprensibile.

Lo stile serve a farci riconoscere un autore, a renderlo unico, a volte a stupirci, ma non credo sia un elemento così importante per i lettori, che vogliono soprattutto storie che li prendano e, a volte, uno stile pretenzioso allontana dal modo reale di esprimersi e rende il libro poco fruibile, anche se magari fa andare in visibilio i critici letterari.

La trama è così importante che alcuni cercano all’interno di essi gli elementi che la rendono affascinante (vedi per esempio qui).

Io credo che le componenti che rendono un romanzo un best-seller o, comunque, un’opera indimenticabile siano molto più numerosi e ne ho scritto già varie volte, per esempio elencando quelli che avevo definito i “magici ingredienti della Rowling”.

Per Harry Potter, opera dal successo indiscutibile, avevo individuato i seguenti:

– trama;Risultati immagini per hogwarts

– strutturazione;

– ambientazione costante;

– ripetitività e ritualità;

– magia come estraneamento dalla realtà;

– mondo magico come mondo parallelo, specchio della nostra schizofrenia;

– linguaggio inventato;

– amicizia;

– lotta tra Bene e Male senza manicheismo assoluto;

– compenetrazione tra il Bene e il Male;

– tanti nemici, grandi e piccoli;

– un personaggio che si sente debole ma che scopre di essere forte e speciale;

– spettacolarità;

– competizione;

– mistero;

– suspense;

– paura;

– avventura;

– iniziazione e crescita verso l’età adulta;

– morte.

 

Ma torniamo all’elenco più essenziale indicato all’inizio.

Lasciando da parte l’importanza innegabile di trama e buona connotazione dei personaggi, qui vorrei parlare dell’ambientazione, che come dicevo, contribuisce in modo essenziale a rendere un’opera peculiare, verosimile e affascinante.

Ci sono storie poverissime in questo, in cui non comprendiamo neppure dove si trovino i personaggi e in quale epoca. In un racconto, questo può anche funzionare: ci concentriamo sulla trama o sul ritratto del personaggio, il resto non conta.

Più la nostra narrazione si estende, più diventa però importante che sia chiaro dove si muovono i personaggi. In che epoca siamo? In che Paese? Gli oggetti che appaiono sono coerenti con periodo e luogo? Abbiamo la sensazione che il personaggio si stia muovendo contro uno sfondo bianco o scorgiamo i dettagli attorno a lui?

 

Se scriviamo un romanzo mainstream, ambientato nella città in cui viviamo e nei giorni in cui scriviamo, rivolto ai nostri stessi concittadini, possono bastare pochi accenni perché il lettore riesca a immaginare il resto. Certo, non stiamo scrivendo un’opera immortale! Se ve ne sono. Tra pochi anni ogni riferimento sarà incomprensibile e lo stesso sarà per un lettore straniero.

Anche in un’opera contemporanea, può essere bene cercare di dettagliare l’ambiente, anche senza, ovviamente, spiegare cose che sono ovvie per il lettore. Se, per esempio, devo descrivere uno smartphone a un lettore di oggi può persino bastare che ne citi la marca, senza neppure dire di che cosa si tratti. Un lettore dell’ottocento non capirebbe e forse neppure uno del 2100. Se oggi mi mettesti a dedicare dieci righe per spiegare che cosa sia, il lettore mi prenderebbe per idiota.

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Le cose si complicano se scriviamo letteratura di genere, ingiustamente da alcuni considerata di serie B, ma in realtà assai più ricca, sotto tanti aspetti. In primis per l’ambientazione.

 

Partiamo dal romanzo storico. Se scrivo una storia ambientata nel XV secolo, ci saranno numerosi oggetti per nulla familiari al lettore moderno. Dovrò fare in modo che ne comprenda la funzione e l’aspetto, senza gingillarmi in complesse descrizioni tecniche. Dovrò stare attento a far parlare la gente come si faceva allora. E non dico solo della terminologia in uso. Mi riferisco, per esempio, al modo in cui si approccia, una persona.

Devo assolutamente evitare di fare riferimento a modi di pensare moderni. Devo evitare l’uso di oggetti di altre epoche o altri luoghi. Per esempio, oggi mangiamo cibi che prima della scoperta dell’America non esistevano.

L’ambiente per il romanzo storico è ricostruzione e verosimiglianza con un mondo del passato.

 

Ci sono, però, generi, in cui l’ambientazione è pura creazione. Creare l’ambientazione diventa un’autentica espressione artistica. Se l’arte è creare, la letteratura raggiunge i massimi livelli di creatività quando crea mondi immaginari e lo fa tanto più quando è originale e si distacca dai precedenti.

Trovo assurdo che ci sia chi consideri la letteratura fantastica come secondaria. È semmai l’inverso.Risultati immagini per la svastica sul sole

Il fantastico è associato con la nascita stessa della narrazione.

Pensate alle opere fondanti della letteratura mondiale: Iliade e, soprattutto, Odissea.

Certo, i riferimenti omerici erano a una mitologia preesistente che aveva la valenza di una fede e quindi si vuol fingere che queste opere non siano di genere fantastico, ma quando incontriamo giganti, sirene, maghe, divinità che si materializzano dal nulla e altri portenti, vi pare sia realismo?

E parlando di religione, forse che la Bibbia non contiene un’enormità di creazioni fantastiche? Mari che si aprono, Giona che vive dentro un pesce come Pinocchio (altra opera fantastica), diluvi, sogni divinatori, cataclismi. Persino nel Vangelo abbiamo gente che risorge, Gesù che cammina sull’acqua, che moltiplica pani e pesci, che guarisce malati, per non parlare di quel complicato insieme di creature aliene che è l’Apocalisse.

E così altri libri sacri antichi di altre culture.

Non è questo lo spazio per elencarli tutti o discuterne.

 

Dunque, eccoci al fantastico moderno: fantascienza, fantasy, ucronia, utopia, distopia, gotico.

Qui l’ambientazione diventa fondamentale ed importante è creare mondi verosimili e coerenti, che partendo da premesse immaginarie, mantengano però una logica precisa.

Ecco allora modi alieni, scenari post-apocalittici, futuri utopici, presenti alternativi, mondi paralleli, universi divergenti, mondi segreti e nascosti.

Ognuno di questi deve e può avere un’estrema caratterizzazione e una grande ricchezza di dettagli.

La difficoltà sta nel bilanciare il tentativo di rendere vivo e presente un mondo inesistente con quello di spiegarlo a chi non lo conosce, senza entrare in minuziosi dettagli tecnici che nulla aggiungono alla trama. Perché a guidare deve essere questa, la trama.

L’ambientazione deve trasparire attraverso le sue maglie.

 

Di tutto questo parleremo assieme giovedì 19 Aprile 2019 alle ore 18,00 assieme agli amici del GSF – Gruppo Scrittori Firenze presso l’ASD Laurenziana di via Magellano 13 R – Firenze Nova, durante l’incontro “Creare mondi immaginari”.

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Leggi anche https://carlomenzinger.wordpress.com/2017/10/14/i-costruttori-di-universi/

COME PUBBLICARE CON UN GRANDE EDITORE

Giovedì 5 Settembre 2019 il GSF – Gruppo Scrittori Firenze ha ospitato presso la Laurenziana un accurato, meticoloso e molto illuminante intervento dello scrittore ed editor toscano Vanni Santoni sul tema:Come pubblicare con un grande editore.

Vanni Santoni – Firenze, 5.9.2019 presso ASD Laurenziana

Vanni Santoni, poliedrico autore la cui produzione spazia dal mainstream al fantastico, all’umoristico, passando per l’esperienza giornalistica, ha pubblicato con numerose case editrici di tutte le dimensioni (Mondadori, Feltrinelli, La Terza, Minimum Fax, Voland, Mattioli, Duepunti, GAMM), è editor per Tunuè (responsabile della narrativa), autore di articoli, saggi e interviste per Il Corriere della Sera, Internazionale, Linus, Il manifesto, Mucchio Selvaggio, Vice, Orwell, Le parole e le cose, Nazione Indiana, Carmilla, Nuovi Argomenti, Alfabeta2, minima&moralia, GAMMM, Rolling Stone, pagina99, docente di importanti scuole di scrittura creativa come la Scuola Holden, finalista del Premio Strega.

È insomma persona che ben conosce il mondo dell’editoria in tutti i suoi aspetti.

 

Il GSF è stato dunque onorato di averlo ospitato nella serie di incontri letterari organizzati da Barbara Carraresi e Carlo Menzinger presso l’ASD Laurenziana di Firenze.

Dopo che Barbara Carraresi ha illustrato questa serie di eventi e il Presidente dell’associazione Vincenzo Sacco ha raccontato le molteplici attività portate avanti dal GSF (concorsi letterari, corsi di scrittura, presentazioni letterarie, libri collettivi e libri d’arte…), Carlo Menzinger ha introdotto Vanni Santoni.

 

L’intervento di Vanni Santoni è partito dalla definizione di casa editrice “importante”, illustrando innanzitutto la composizione dei principali gruppi editoriali italiani (Mondadori, GEMS, Feltrinelli, Giunti), elencando e descrivendo le altre principali realtà editoriali (Adelphi, Nave di Teseo, Newton, Sellerio, Fazi, Neri Pozza, E/O, Minimum Fax, marcos y marcos, Add, Suv, Voland, Tunué, Keller, Nutrimenti…).

La serata è diventata particolarmente interessante quando Santoni ha spiegato quali siano le case editrici con cui merita pubblicare. Limitandosi a un accenno a quelle a pagamento, che non sono neanche da prendere in considerazione se si vuole puntare a raggiungere, prima o poi, la grande editoria, ha evidenziato che le sole case editrici che possono dare qualche speranza di successo sono quelle che distribuiscono in modo capillare i propri libri nelle librerie di tutto il territorio nazionale. Tra queste ci sono ovviamente i grandi editori, ma anche alcuni editori medi. Santoni ha spiegato come la mancanza di una massa critica di volumi in libreria decreti il pressoché sicuro flop di vendite del libro.

Avevo presente la suddivisione delle case editrici in piccole, medie e grandi in base al numero di volumi pubblicati e venduti, ma in questo modo ritroviamo come medie case editrici che pubblicano molti libri ma non li distribuiscono, limitandosi ad attendere che siano ordinati.

Per un autore, dunque, è più importante sapere quanto e come distribuisca una casa editrice piuttosto che quanti libri pubblichi.

In merito alle case editrici che hanno una buona distribuzione, mi è parso di poter dedurre che queste siano anche quelle che non solo non chiedono contributi agli autori (orrore!) ma (a qualcuno forse parrà incredibile), pagano degli anticipi, come nelle storie di autori americani. E questo in Italia!

Ebbene, nota Santoni, tanto maggiore è l’anticipo che l’editore paga per un libro, tanto più ci crede e tanto più ci investe.

Verrebbe, dunque, da dire: evitiamo di pubblicare se non riceviamo un anticipo, perché questo è sintomo che non ci sarà sul nostro libro alcuna campagna promozionale.

Quando ha dovuto spiegare come si faccia a farsi pubblicare da un grande editore, Santoni è partito con dire che cosa non si deve fare.

Mi permetterei di riportare la simpatica metafora calcistica che ha usato per illustrare il più classico degli errori di approccio in cui temo molti di noi siano caduti: inviare il nostro romanzo all’editore!

Farlo, spiega Santoni, è come se volessimo giocare nel Milan e per farlo ci mettessimo in calzoncini con una palla in mano davanti a San Siro aspettando che qualcuno ci noti. Anche palleggiare un po’, aggiungo io, sarebbe del tutto inutile!

Una casa editrice che si vede recapitare un dattiloscritto da uno sconosciuto lo guarderà allo stesso modo, ovvero come uno sciocco che non ha capito nulla dell’editoria.

Altro classico errore in cui molti di noi incorrono, incluso il sottoscritto, è quello di credere che pubblicare con un piccolo editore sia un primo passo verso uno più grande.

Non solo non è vero (contrariamente a quanto ho comunemente sentito sostenere da tali piccoli editori), ma è addirittura deleterio, perché crea un curriculum negativo.

Se siamo esordienti, la casa editrice può solo valutare il nostro testo e come ci presentiamo come autore (aspetto forse più importante). Se, invece, malauguratamente, abbiamo già pubblicato due o tre libri (o peggio una ventina) con piccoli editori senza distribuzione (e che quindi non hanno piazzato almeno 2, 3 copie in ogni libreria che conta del nostro libro e quindi -logica conseguenza- abbiamo venduto solo qualche centinaio di copie o magari meno e, per giunta, per canali non ufficiali (le copie, per esempio, che vendiamo direttamente), ecco che quando e qualora l’editore importante ci prendesse in considerazione, prima ancora di guardare il nostro testo, andrà a vedere chi siamo e scoprirà, ahimè,  che pur avendo pubblicato, non siamo mai finiti nelle classifiche di vendita, ecco che sul nostro nome metterà una bella croce e il libro neppure lo aprirà.

Fin qui, quello che non si deve fare, ovvero:

  • mandare i testi al grande editore e
  • pubblicare con editori senza vera distribuzione (il fatto che i volumi, come per il self-pubblishing siano ordinabili in ogni libreria fisica o elettronica, non conta nulla: i volumi devono essere presenti in libreria).

 

Come fare, allora, per raggiungere i principali editori, quelli che contano davvero?

La cosa positiva è che, a sentire Santoni, questo non è impossibile, del resto lui, per esempio, c’è riuscito.

Di nuovo una metafora calcistica: invece, di palleggiare davanti San Siro, cominciamo a giocare in una piccola squadra locale, passiamo alle giovanili, arriviamo in serie C, in serie B e, infine, all’agognata serie A. Se saremo molto bravi, magari salteremo un po’ di passaggi, ma la gavetta, cari signori, va fatta! A meno che non siate nati dal lato giusto della barricata. Se siete già famosi, per esempio, potete anche puntare dritti a meta.

Fin qui, tutto ovvio, direte voi. Già. E la traduzione nel mondo editoriale parrebbe banale: prima pubblico con un editore piccolo, poi con uno più grande, fino ad arrivare dove voglio (a patto di valere, perché il nostro è un mondo meritocratico; qualcuno ne dubita forse?).

Troppo facile! Come detto, pubblicare con un editore così piccolo da non avere reale distribuzione e non dare anticipi, è peggio che non farlo.

Le nostre “giovanili”, infatti, non sono i piccoli editori, ma le riviste letterarie.

C’avevate pensato? Avete pensato che invece di sfornare subito un bel romanzo di mille pagine, forse prima occorre apparire sulle riviste che contano o pensavate che ci sareste finiti dopo, per effetto del vostro meritato e agognato successo?

 

Dobbiamo allora pubblicare sulle riviste. Qualunque rivista? Certo che no. Solo quelle che vengono lette. Lette da chi? Lette dagli addetti ai lavori. E questi chi sarebbero? Le case editrici che fanno scouting, che cercano “talenti”. Magari piccole case editrici (ma abbastanza grandi da aver distribuzione, va ripetuto. È un concetto basilare). Magari ti pubblicheranno. Se avrai successo, case editrici più grandi ti cercheranno e così via. Immaginerei, però, non troppi passaggi, forse dai due ai quattro, se si vuole aver successo.

E che libri pubblicano poi le case editrici? Altra sorpresa: non necessariamente libri già scritti. Individuato il nuovo autore, gli editori preferiscono dargli da scrivere qualcosa piuttosto che prendere un testo preconfezionato. Con le dovute eccezioni, sia chiaro.

Ma torniamo all’inizio del nostro percorso: le riviste.

Quali sarebbero queste riviste? Per esempio, l’Indice, Nazione Indiana, Il Rifugio del Ircoocervo, Le parole e le cose, GAMMM, Minima & Moralia, L’Indiscreto, Doppio Zero, Carmilla, Alfabeta 2, Poetarum silva, Nuovi argomenti, Zest, Crapula, Il tascabile, Il primo amore, Finzioni, Colla. A Firenze c’è Street Book Magazine, ma non ha rilevanza nazionale.

E che cosa dovremmo pubblicare nelle riviste? Verrebbe da dire: estratti del nostro romanzo, nostri racconti. Meglio di no. Si devono pubblicare invece recensioni di altri libri, se possibile libri su cui l’editoria punta ma poco recensiti. E come dovrebbero essere fatte? Non una paginetta e via. Belle corpose. Autentiche analisi di qualche testo, autori o nuova tendenza, cosa da una ventina di pagine (mi sembrano tante per essere letti).

Sembra una strada tortuosa per chi voglia farsi notare per la narrativa che scrive e non per come commenta quella degli altri, ma è così che si entra nel giro, pare. Prima qualche recensione sulle riviste, poi qualche racconto e poi, chissà, magari qualcuno ci nota. Un vero lavoro, non certo attività da dilettanti allo sbaraglio.

 

Sarà questa la ricetta per il successo letterario? Forse sì o forse è solo una delle possibili.

Di recente ho sentito lo scrittore Franco Forte, editor Mondadori per Urania che diceva che i testi, invece, vanno mandati alle case editrici e che l’importante è come lo si fa e, soprattutto a chi si mandano. Dobbiamo individuare, diceva Forte, l’editor della collana in cui riteniamo il nostro libro vada pubblicato e scrivere direttamente a lui. Secondo Forte, questo aumenterebbe molto le probabilità di essere letti, rispetto a invii generici che fanno fare lunghi giri al dattiloscritto.

Del resto, anche la storia di Vanni Santoni, farebbe pensare che l’immagine del tipo a San Siro sia un po’ esagerata, offerta più che altro per rendere il concetto. “Gli interessi in comune” di Santoni, infatti, fu pubblicato da Feltrinelli proprio mediante l’invio di un manoscritto. Qual’era la differenza tra lui e l’aspirante giocatore del Milan? Non da poco.  Santoni non era sconosciuto: aveva pubblicato già “Personaggi precari”, aveva vinto due concorsi nazionali ed era apparso su Nazione Indiana, GAMMM e altre riviste.

 

Insomma, gli editori importanti se gli mandiamo i nostri testi ci guardano davvero come dei tipi fuori dal mondo o ci prendono in considerazione?

Sinceramente, tendo a credere di più alla versione di Santoni, se non altro perché immagino che più grande sia una casa editrice, più sia sommersa di testi e, dato che le redazioni non sono mai immense, leggerli tutti è impossibile. Penso sia già tanto se ricevono un’occhiata generica alla scheda di accompagnamento. Pubblicare, distribuire e promuovere costa. È un investimento. I libri da pubblicare e seguire vanno scelti con cura. Immagino che Forte, quando diceva che gli editor leggono i manoscritti si riferiva, forse, a quelli di gente come Santoni e non di perfetti sconosciuti.

 

E le agenzie letterarie? Se è vero che nel mondo anglosassone, spiega Vanni Santoni, si arriva agli editori tramite loro, questo in Italia è assai meno vero e, soprattutto, occorre stare attenti agli pseudo-agenti che chiedono soldi per rappresentare gli autori: la rappresentanza si paga ma in percentuale sui proventi dell’autore sulle vendite future (circa il 10%), non in importi predeterminati e anticipati. Altra cosa è la predisposizione di una scheda di presentazione del libro o un lavoro di editing. Inoltre, aggiungo io, alcuni agenti non lo sono per nulla, nel senso che non offrono il servizio fondamentale che è la rappresentanza dell’autore. Per raggiungere gli editori maggiori, direi poi che occorre farsi rappresentare dagli agenti maggiori e questi sono solo pochi nomi, altrettanto irraggiungibili delle grandi case editrici. Farsi rappresentare da un agente senza mercato (senza un track-record di autori pubblicati presso editori rilevanti) è, a mio avviso, una semplice perdita di denaro (a meno che non ci si ritenga totalmente incapaci di raggiungere un editore da soli, ma se avete contattato l’agente potete anche contattare l’editore, no?).

Per quanto riguarda i Premi Letterari che non siano di rilevanza nazionale, la mia impressione personale, è che siano del tutto inutili sia per farsi notare dalle case importanti, sia per incrementare le vendite dei libri.

Talora possono servire per raggiungere un editore.

Santoni, per gli esordienti, ha segnalato il Premio Italo Calvino e il Premio Neri Pozza. In particolare, dal Premio Calvino sono emersi alcuni importanti autori.

Credo che un altro concorso interessante sia quello del Gruppo Mauri-Spagnol IoScrittore. Chi vince viene pubblicato dalla casa editrice. A parte questo, trovo che meriti come esperienza, perché ogni autore oltre a essere giudicato, giudica i testi degli altri partecipanti in forma anonima. Si ricevono così giudizi sinceri e taglienti che sui social neppure i nickname riescono a rendere tanto espliciti.

Tra i concorsi minori, possono forse meritare quelli di genere.

 

E le scuole di scrittura servono? Più che per imparare a scrivere (cosa che si impara soprattutto leggendo e scrivendo molto) sono utili per conoscere altri autori e addetti ai lavori.

 

Per chi volesse approfondire ulteriormente Vanni Santoni consiglia il suo articolo “Guida dell’aspirante scrittore: tutti i segreti e retroscena dell’editoria per l’esordio”, pubblicato su “Il Rifugio dell’Ircocervo”.

 

Gli incontri letterari del GSF presso la Laurenziana, via Magellano 13 Rosso (Firenze Nova), continuano giovedì 19 Settembre 2019 alle ore 18,00 sul tema “Creare mondi immaginari”, un confronto tra autori su fantascienza, fantasy e ucronia. Introducono la tavola rotonda Barbara Carraresi, Carlo Menzinger, Massimo Acciai e Barbara Mancini.

Ingresso libero anche per i non iscritti. Vi aspettiamo.

 

5/9 /2019: INCONTRO DEL GSF CON VANNI SANTONI PER PARLARE DI EDITORIA

Domani, 5 Settembre 2019, alle ore 18,00 il GSF – Gruppo Scrittori Firenze ospiterà presso l’ASD Laurenziana  di Firenze Nova in via Magellano 13 Rosso, il poliedrico scrittore toscano Vanni Santoni, che racconterà le sue esperienze di pubblicazione con numerosi editori, tra cui Mondadori, La Terza e Minimum Fax.

Vanni Santoni (Montevarchi, 30 settembre 1978), come si legge su wikipedia (quanto segue viene tutto da lì), laureato in scienze politiche, comincia a scrivere nel 2004 sulle pagine della rivista Mostro; nel 2005 vince il concorso “Fuoriclasse” della casa editrice Vallecchi con il testo “Vasilij e la morte”. Nel 2006 vince il concorso “Scrittomisto” della casa editrice indipendente RGB ed esordisce con “Personaggi precari”, un libro sperimentale, dove sono presentati centinaia di personaggi,  la ricostruzione della cui storia è affidata al lettore, con una tecnica di introspezione psicologica “momentista”, in cui il precariato è anzitutto condizione esistenziale. I suoi “Personaggi precari” sono tradotti in inglese(dal poeta Linh Dinh), in francese e in spagnolo. Personaggi precari esce per la seconda volta, in versione ampliata, nel 2013, per Voland e una terza volta, con ulteriori ampliamenti, nel 2017.

Nel 2007 fonda il progetto di scrittura collettiva SIC, il cui romanzo storico “In territorio nemico” esce poi nell’aprile 2013 per minimum fax.

Nel 2008 pubblica il suo secondo libro, e primo romanzo, “Gli interessi in comune” per Feltrinelli, “un romanzo corale sull’impossibilità di raccontarsi nella società contemporanea”, in cui si narrano dieci anni di scorribande di un gruppo di giovani di provincia alla ricerca di un proprio mito di fondazione. Il romanzo vince il premio selezione “Scrittore toscano dell’anno”.

Il suo terzo libro è il romanzo “Se fossi fuoco arderei Firenze”, che utilizza una struttura corale a “ronda”,è uscito nell’ottobre 2011 per la collana Contromano di Laterza.

Sempre nel 2011 pubblica il romanzo “L’ascensione di Roberto Baggio” (Mattioli 1885), scritto a quattro mani col drammaturgo Matteo Salimbeni.

Nel 2012 pubblica il romanzo breve Tutti i ragni (:duepunti), per la collana “ZOO”, diretta da Giorgio Vasta e Dario Voltolini, tradotto in tedesco nel 2014.

Nel 2013, oltre a In territorio nemico, pubblica la versione definitiva di “Personaggi precari” per Voland e il romanzo fantastico ”Terra ignota” per Mondadori, a cui segue “Terra ignota 2 – Le figlie del rito” nel 2014. Quando, come in questi casi, firma testi fantastici, aggiunge alla firma la sigla HG per sottolineare che si tratta di un percorso parallelo a quello principale; tale sigla sarebbe un omaggio a Guido Morselli.

Nel 2015 pubblica il romanzo “Muro di casse” che apre la collana Solaris di Laterza. Sempre nel 2015 è incluso nell’antologia minimum fax “L’età della febbre dei migliori scrittori italiani under-40”.

Nel 2017 pubblica, sempre per Laterza, il romanzo “La stanza profonda”, che costituisce la prima partecipazione al Premio Strega della storia dell’editore. Il libro conosce un immediato successo di pubblico. Sempre nel 2017 esce per Mondadori “L’impero del sogno”, concepito per essere allo stesso tempo un romanzo fantastico “stand-alone” ma anche il prequel di “Terra Ignota”.

Nel 2019 pubblica per Mondadori “I fratelli Michelangelo”.

Santoni scrive sulle pagine culturali del Corriere della Sera e su altri giornali e riviste.

L’ingresso all’incontro è libero e sono gradite domande all’autore.

Raduno nazionale degli operatori di fantascienza

Sabato 25 dalla mattina sino a oltre mezzanotte si è tenuto all’Antico Borgo Inalbi, via delle Terre Bianche, 32, Impruneta (Firenze) il raduno annuale nazionale dell’associazione degli autori di fantascienza “World SF”.

Alle ore 16,30, dopo l’assembela dei soci, c’è stato l’incontro con il socio astronauta Umberto Guidoni che ci ha parlato delle sue esperienze nello spazio.

Alle ore 18,00 è iniziata la tavola rotonda con i finalisti del prestigioso Premio Vegetti per le migliori opere di fantascienza italiane, cui ho partecipato con il mio romanzo finalista “Via da Sparta – Il regno del ragno”.

Alle 20,30 è seguita la cena con l’assegnazione dei Trofei “50 e oltre” e la proclamazione dei vincitori del Premio Vegetti.

Sul sito di World SF la descrizione dell’evento.

Opere vincitrici, finaliste e giuria Premio E. Vegetti 2019

Per la categoria Romanzo di Fantascienza

LA GIURIA
Presidente: Matteo Vegetti.
Giurati: V. Barbera, L. De Pascalis, L. OrtinoStormachine di Franci Conforti

OPERE FINALISTE (In stretto ordine alfabetico)
Il Potere di Alessandro Vietti (Ed. Zona 42 2018)
Il processo n°13 di Pierfrancesco Prosperi (Edizioni Della Vigna 2018)
Il regno del ragno di Carlo Menzinger (Porto Seguro Editore 2018)
Karma avverso di E. Mecati – A. Seganti (Ed. Tabula Fati 2018)
Stormachine di Franci Conforti (Ed. Delos Digital 2018)

VINCITORE
Stormachine di Franci Conforti (Ed. Delos Digital 2018)

Per la categoria Saggio di Fantascienza

LA GIURIA
Presidente: Matteo Vegetti.
Giurati: M. Alberghini, C. Onniboni, L. SorgeFantarock di M.Gazzola-E.Assante

OPERE FINALISTE (In stretto ordine alfabetico)
Fantarock di M. Gazzola – E. Assante (Ed. Arcana 2018)
Il futuro è adesso di Carmine Treanni (Ed. Homo Scrivens 2018)
Il sognatore divergente di Massimo Acciai (Ed. Porto Seguro 2018)
La Fantascienza su Internet di G. Mongini e M. Menci (Edizioni Della Vigna 2017)
L’altro e l’assente di Maria Elena Cialente (Ed. Solfanelli 2017)

VINCITORE
Fantarock di M. Gazzola – E. Assante (Ed. Arcana 2018)

Per la categoria Antologia di Fantascienza

LA GIURIA
Presidente: Matteo Vegetti.
Giurati: D. Longoni, A. Cersosimo, L. PietrafesaDi stelle e di misteri di Mino Milani

OPERE FINALISTE (In stretto ordine alfabetico)
Di stelle e di misteri di Mino Milani (Cocktail n.16, Edizioni Della Vigna 2018)
La compagnia dei viaggiatori del tempo di Massimo Acciai (ABEditore 2017)
Sensorium di Sandro Battisti (Ed. Delos Digital 2018)

VINCITORE
Di stelle e di misteri di Mino Milani (Cocktail n.16, Edizioni Della Vigna 2018)

Per la categoria Racconto di Fantascienza

LA GIURIA
Presidente: Matteo Vegetti.
Giurati: G. Barberi, M. J. Bruno, F. Radogna

OPERE FINALISTE (In stretto ordine alfabetico) Decrescendo di Enrico Lotti
Decrescendo di Enrico Lotti (Quasar n.3, Edizioni Della Vigna 2017)
Il Determinatore di Maddalena Antonini (D. C. n° 2, Ed. Tabula fati 2018)
Invertito di Lukha B. Kremo (Ed. Delos Book 2018)
I polmoni del nuovo mondo di Massimiliano Giri (Urania n°1660, Ed. Mondandori, 2018)
Lieta fine di M. Di Giaimo e G. Bono (Costituzioni Future, Edizioni Della Vigna 2018)

VINCITORE
Decrescendo di Enrico Lotti (Quasar n.3, Edizioni Della Vigna 2017)

 

Moltissimi gli autori presenti. Vivace, piacevole e ben organizzato l’evento.

Complimenti al presidente Donato Altomare e a chi ha collaborato.

Annarita Guarnieri, Marco Solfanelli, Adriana Comaschi, Enrico Zini, Maddalena Antonini, Carlo Menzinger, Alessio Seganti, Emiliano Mecati

L'astronauta Umberto Guidoni e il Presidente di World SF Italia Donato Altomare

L’astronauta Umberto Guidoni e il Presidente di World SF Italia Donato Altomare

Carlo Menzinger e Umberto Guidoni

L'astronauta Umberto Guidoni, gli autori Lukha Kremo e Carlo Menzinger

L’astronauta Umberto Guidoni, gli autori Lukha Kremo e Carlo Menzinger

 

Gli autori ucronici Carlo Menzonger e Pierfrancesco Prosperi

Gli autori ucronici Carlo Menzonger e Pierfrancesco Prosperi

il Presidente Donato Altomare e Franci Conforti, vincitrice della sessione romanzi

Il Presidente Donato Altomare e Franci Conforti, vincitrice della sessione romanzi

 

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I finalisti della sessione romanzo con il Presidente

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