Archive for the ‘ambiente’ Category

UNA STORIA DI GENTE IN QUARANTENA

Brunner John

John Kilian Houston Brunner (Preston Crowmarsh, 24 settembre 1934 – Glasgow, 26 agosto 1995)

Il gregge alza la testa” è un romanzo di fantascienza sociologica distopica di anticipazione dell’autore inglese John Brunner, pubblicato nell’ormai lontano 1972, ma che descrive un mondo che somiglia in parte al nostro presente di infettati da covid-19, con la sua gente che non può uscire di casa senza le maschere filtranti, che si accaparra le scorte di cibo, che muore di mille malattie diverse, che non capisce che cosa succede; ma è anche un mondo che minaccia di essere maledettamente simile al nostro prossimo futuro con l’aria e l’acqua inquinata, con sostanze tossiche in giro ovunque, con grandi aziende che mentono per nascondere le proprie responsabilità, con uno stato di polizia giustificato dalla necessità di mantenere la quarantena.

La vicenda ruota attorno a dei fusti di sostanze velenose che, a causa di un terremoto, si riversano nell’ambiente, Risultato immagini per il gregge alza la testafinendo soprattutto nel cibo destinato al terzo mondo. I prodotti contaminati portano la popolazione alla follia. Sorgono sospetti di guerra batteriologica. Alcune persone si organizzano per protestare prendendo come bandiera un tale, che però non è la loro vera guida, un certo Train, che viene incriminato per colpe non sue.

Romanzo, dunque, da leggersi, specie in questi giorni che, come i protagonisti, siamo bloccati in quarantena, per il messaggio di allarme che getta sulla nostra incapacità di gestire questo pianeta, anche se francamente l’azione è fiacca e, salvo alcune parti più brillanti o, soprattutto, di una crudezza scioccante, non riesce a tenere sufficientemente desta l’attenzione. Forse, perché come scrittura è già un po’ datato, forse perché la vita in quarantena, come stiamo sperimentando, non è certo la più elettrizzante.

Comunque, da leggere e conoscere.

È ARRIVATO “IL MARE A FIRENZE”

Ci siamo! È in stampa l’antologia “Fiorentini per sempre”, curata da Paolo Mugnai e pubblicata da Edizioni della Sera. Sarà presto nelle migliori librerie di Firenze.

Perché ve ne parlo?

Non solo perché è un bel volume, che parla di Firenze e riunisce tanti importanti autori della nostra città, ma anche perché ho l’onore di essere stato selezionato per partecipare con il mio racconto di fantascienza distopica “Il mare a Firenze”.

Scritto il 7 Settembre 2019, è, in un certo senso il venticinquesimo racconto, sinora inedito, della serie di ventiquattro racconti riunita nel volume “Apocalissi fiorentine” (Tabula Fati, Ottobre 2019), cui spero seguirà presto una nuova antologia con gli altri venticinque.

 

 

Il mare a Firenze”  si svolge in un futuro che speriamo di non dover vedere, in cui il surriscaldamento ha provocato lo scioglimento dei ghiacci e l’innalzamento del mare, che è arrivato alle porte della nostra città, saggiamente protetta da un muro-diga. Assieme alle acque premono per entrare i migranti climatici, che hanno dovuto abbandonare le città della costa, ormai sommerse. La gente si rifugia nella realtà virtuale di Mindnation.

 

Gli autori dell’antologia sono:

Luca Anichini, Lapo BagliniSerena BediniJacopo BertiAlessandro BiniRoberta CapanniGiacomo Cialdi, Paolo CiampiCamilla Cosi, Livia Fabruccini, Nadia FondelliAndrea Claudio GalluzzoAndrea GamannossiAlessandro Lazzeri, Luca Lunghini, Francesco Luti MazzolaniGiulia MastromartinoFrancesco MatteiniCarlo MenzingerTommaso MeozziPier MonaciMarco SalucciEnrico Zoi.

La prefazione è di Marco Vichi, la postfazione di Luciano Artusi.

Illustrazione di Marcello Scalzo per “Apocalissi fiorentine”.

 

Buona lettura.

 

Dove comprarlo:

Amazon

Edizioni della sera

IBS

La Feltrinelli

Librerie Coop

FIRENZE CAPITALE E APOCALISSI FIORENTINE

Martedì 11 Febbraio 2020, presso l’ASD Laurenziana, che ci ospita in queste occasioni e che vorrei ringraziare, si è tenuto il dodicesimo incontro letterario del GSF Gruppo Scrittori Firenze, dedicato alla preparazione di un’antologia sugli anni di Firenze Capitale, i cui dettagli divulgheremo tra qualche giorno.

Durante l’incontro, Sergio Calamandrei (socio del GSF e già relatore presso l’ASD Laurenziana sul tema “La struttura nascosta sotto la superficie del giallo e del noir”), che per propria passione ha studiato il periodo, su cui ha scritto anche alcuni racconti, usciti in varie antologie, ha illustrato ai partecipanti le principali caratteristiche di quel periodo storico, anche avvalendosi di numerose fotografie da lui raccolte negli ultimi anni, che mostrano come era la nostra città dal 1865 al 1871.

Oltre a numerosi spunti per meglio comprendere l’ambiente e il modo di vivere e pensare, Calamandrei ha indicato al pubblico un’ampissima bibliografia di riferimento (un centinaio di testi).

Per maggiori approfondimenti in merito si rimanda al suo sito www.calamandrei.it e, in particolare a questa pagina.

 

Questa mattina (13/02/2020), Sergio Calamandrei ha avuto, poi l’occasione di replicare la presentazione in occasione del Forum Rodolico (Firenze), cui eravamo stati invitati entrambi come relatori dalla Professoressa Cristina Minucci.

Mi sono ricollegato al suo intervento per illustrare alcuni possibili scenari storici che sarebbero potuti scaturire se Risultato immagini per Firenze Capitalela capitale fosse rimasta a Firenze non solo dal 1865 al 1871 ma più a lungo e magari sino ai giorni d’oggi. Da questo spunto sono poi passato a spiegare l’importanza dell’ucronia come metodo di analisi storica, per l’individuazione dei momenti focali che ne determinano il corso e come fonte per infinite ispirazioni letterarie. Ho, quindi, evidenziato come l’ucronia possa anche essere uno strumento per comprendere la fragilità della storia e del mondo.

Sono quindi passato a illustrare alcune tematiche ambientali e sociali che minacciano il nostro mondo (perdita di biodiversità, surriscaldamento, scioglimento dei ghiacci, deforestazioni, desertificazione, sovrappopolazione, tensioni demografiche, inquinamento, diffusione di nuovi virus…), spiegando come tutte queste problematiche siano collegate tra loro e minino il nostro presente e il nostro futuro.

Al fine di far intuire la fragilità della storia, ho di recente pubblicato l’antologia di racconti distopici “Apocalissi fiorentine”, in cui ho cercato di riportare in un ambito più locale (la nostra città) tematiche che si tende a pensare come distanti (lo scioglimento dei ghiacci non è solo un problema degli orsi bianchi, come la deforestazione non è un problema solo delle tribù dell’Amazzonia) ma che riguardano tutti noi, non domani, ma oggi. Alle problematiche ambientali ho anche dedicato il blog “Il terzultimo pianeta”, in cui potrete trovare vari miei articoli/post sul tema.

Facendo una rapida carrellata dei 24 racconti e delle 48 illustrazioni del volume, ho mostrato ai ragazzi presenti al Forum che la stessa città di Firenze in cui vivono ha rischiato numerose volte nella sua storia di scomparire o di mutare profondamente aspetto e ancora è soggetta a questo rischio.

Le immagini sono state realizzate dagli studenti di architettura di Firenze guidati dal Professor Scalzo e presentano una Firenze desertificata, sommersa dalle acque, congelata, aggredita dalla vegetazione, trasformata da nuovi sviluppi urbani.

Si approfitta dell’occasione per ricordare che fino a fine febbraio potranno essere votate per il Premio Carità per la miglior illustrazione fantascientifica organizzato dalla World SF Italia.

 

DISTOPIE FIORENTINE PER DIVERTIRSI E PENSARE

Dopo le due presentazioni milanesi a Stranimondi, la mia antologia di racconti distopici “Apocalissi fiorentine” è approdata il 13 Gennao 2020, per la seconda volta, a Firenze, per una presentazione presso il centro culturale SMS Rifredi, in occasione dei lunedì letterari gestiti da Clara Vella e Arrighetta Casini (che già avevano presentato il mio “Il narratore di Rifredi” e la mia biografia scritta da Massimo AcciaiIl sognatore divergente”), che si sono alternate al sottoscritto, autore del volume, nell’illustrarlo a un pubblico assai partecipe, che è intervenuto dando il proprio contributo, mentre sullo schermo scorrevano le immagini delle belle illustrazioni realizzate dagli studenti della facoltà di architettura di Firenze, realizzate sotto la guida del professor Marcello Scalzo, che illustrano il libro.

Clara Vella ha fatto un’ampia introduzione, nella quale ha rimarcato soprattutto la rivisitazione storica attuata da questi racconti, spesso in chiave ucronica, spiegando al pubblico in che cosa consista questo che non è solo un genere narrativo ma anche una tecnica di studio della Storia. Più avanti Arrighetta Casini ha voluto leggere la definizione che ne diedi quando curai l’antologia “Ucronie per il terzo millennio”, nella quale concludevo che “L’ucronia è la Storia sognata da ciascuno di noi”.

Clara Vella ha anche voluto accennare al contenuto di alcuni racconti, leggendo l’incipit di un paio di questi.

Arrighetta Casini è poi entrata maggiormente nel dettaglio delle singole narrazioni. Entrambe si sono soffermate soprattutto su “Florentia”, che racconta dei problemi legati alla fondazione della città, “Montaperti” sulle conseguenze della famosa battaglia, e su “Il ritorno degli inglesi”, che parla degli ospiti del cimitero degli inglesi, inserendo i racconti nel contesto culturale di riferimento.

Arrighetta Casini ha citato anche l’ironica invasione vegetale de “I costruttori”, il viaggio nel tempo di una creatura quasi demoniaca de “Il mio nome è Apocalisse”, citandone un brano, come ha citato “Avvolti in un sogno”, che riprende un personaggio del mio “La bambina dei sogni” e, infine, ha accennato al surreale racconto “Il cancellatore”, su una Firenze che vuole essere dimenticata dal mondo.

Tra gli interventi del pubblico,  anche Massimo Acciai è tornato a parlare soprattutto de “Il ritorno degli inglesi”, facendo un parallelo con un racconto di Paolo Ciampi, uscito pressoché in contemporanea e anch’esso ambientato nel cimitero di Piazza Donatello.

L’empolese Sergio Giovannetti, invece, ha portato delle riflessioni su “Montaperti”.

Tra le opere citate, ricordo “Gli Abati” di Antonella Bausi, che molti dei presenti avevano letto, citato di nuovo a proposito del racconto sulla battaglia tra Firenze e le altre città toscane.

 

Come autore, ho voluto ribadire che questo non è solo una raccolta di ucronie, dato che queste sono solo una parte dei 24 racconti, ma che la silloge si snoda in ordine cronologico, dalla fondazione della città ai giorni d’oggi e al futuro, usando vari registri della narrazione fantastica, quali il surreale, il fantascientifico e la suggestione religiosa.

È vero, infatti, che “Apocalissi fiorentine” è in parte “profezia”, nel senso originario del termine. Spero, però, che saranno profezie smentite, dato che il futuro che descrivo è tutt’altro che roseo. Il termine “apocalisse” ha, infatti, anche l’accezione “distruzione”, qui assai importante. Uno degli obiettivi di questo volume è, infatti, di lanciare un campanello d’allarme verso i grandi rischi del nostro tempo che sono, in primis, di tipo ambientale (surriscaldamento, perdita di biodiversità, scioglimento dei ghiacci, desertificazione, inquinamento…) ma anche legati ai rischi di una dipendenza tecnologica sempre più marcata che ci rende ormai incapaci di vivere “allo stato naturale”.

L’idea di fondo è di portare vicino alla gente queste tematiche, mostrando che riguardano non luoghi lontani ed esotici ma proprio la città in cui viviamo, tutti noi.

L’altro intento era quello di fare fantascienza e distopia italiane, ambientate in Italia e non, come fanno persino tanti autori nazionali, in America o in Paesi lontani.

Il volume vuole essere, però, soprattutto un “oggetto” da leggere e godere per le storie raccontate, spesso ironiche ed eccessive, proprio per il puro gusto narrativo.

Mi sono divertito a scriverle, mi diverto a presentarle e spero vi possiate divertire anche voi a leggerle, magari riflettendo un po’ anche voi sulla fragilità della Storia, della città in cui vivete e del mondo nel suo insieme e chiedendovi se non ci sia qualcosa che ciascuno di noi può fare per un futuro migliore, che non sia così nero come a volte lo dipingo.

Per chi volesse vedere l’intero evento, lo trovate qui, su YouTube.

 

ANNO NUOVO, TEMPO DI ASSOCIARSI

Inizia un nuovo decennio, con datazioni che mi ricordano troppo la fantascienza di quando ero giovane per sembrarmi reali.

L’inizio d’anno è il momento per iscriversi alle associazioni o per rinnovarle.

In particolare, vorrei segnalare che sono aperte quelle all’associazione degli operatori della fantascienza e del fantastico World SF Italia.Associazione World SF Italia

In questi giorni fervono attività attorno a due eventi: il “Premio al Lettore”, con il quale saranno valutate le migliori recensioni di opere di fantascienza o di altri generi fantastici, e le candidature effettuate dai soci per le migliori opere di fantascienza del biennio 2018-19 per il “Premio Vegetti”.

Quest’ultimo prevede quattro sessioni: miglior romanzo (o antologia personale), miglior saggio, miglior antologia collettiva e miglior racconto.

Io avrei opere candidabili per tutte le sessioni: il romanzo “La figlia del ragno”, l’antologia “Apocalissi fiorentine”, il saggio “Il narratore di Rifredi” e vari racconti che trovate elencati qui. Suggerirei il racconto “Lezioni di creatività”.

 

Consiglio poi agli autori toscani l’iscrizione (nuovo IBAN qui) al GSF Gruppo Scrittori Firenze, associazione assai presente sul territorio con premi, presentazioni, incontri letterari e non, antologie, teatro e arte varia. Personalmente curo con Barbara Carraresi gli incontri letterari del martedì pomeriggio presso l’ASD Laurenziana (Firenze Nova).

Sono aperte fino al 15 Febbraio 2020 le iscrizioni per il premio letterario “La città sul ponte”.

 

Infine, gli amanti del territorio, della natura e del nostro pianeta, possono aderire alla più antica associazione ambientalista italianaPro Natura Firenze”, con cui collaboro scrivendo sulla rivista “L’Italia, l’Uomo, l’Ambiente”.

AVREMO BISOGNO DEGLI ALIENI PER SALVARE LA TERRA?

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Pierfrancesco Prosperi

Pierfrancesco Prosperi, autore soprattutto di ucronie (come “Garibaldi a Gettysburg”, “Il processo numero 13” e “Il 5 maggio”) è scrittore prolifico e vario, che spazia in tutti i campi del fantastico, ormai da cinquant’anni (l’anno scorso la World SF Italia gli ha assegnato il premio alla carriera per aver superato mezzo secolo di attività letteraria). Per esempio, in questi giorni sono usciti due suoi romanzi, il gotico “Vlad 3.0” (Porto Seguro Editore) e l’apocalittico “La quarta verità” (Book Sprint Edizioni).

Ho appena finito di leggere questo breve romanzo fantascientifico, che descrive la crisi ambientale del nostro mondo e vi inserisce l’attesa per l’arrivo di una nave aliena in avvicinamento dallo spazio.

In un mondo devastato, per effetto dei danni ambientali che già oggi sono evidenti (dalla diffusione delle plastiche, ai mutamenti climatici, con annessi uragani, all’esaurimento delle risorse) l’arrivo degli alieni è atteso dagli Incontristi con la speranza di un aiuto extra-terrestre per rimettere le cose a posto, del resto se ci stanno per raggiungere, la loro tecnologia non può che essere superiore alla nostra.

Come saranno questi visitatori spaziali? Già i primi segnali inviati dallo spazio appaiono sorprendenti, ma sarà il reale incontro con loro a meravigliare davvero tutti.

Di questi tempi, in cui è sempre più urgente sensibilizzarci verso le emergenze ambientali, andrebbero letti e fatti leggere libri come “La quarta verità”, che affrontano con semplicità e leggerezza ma non per questo con minor efficacia e consapevolezza tali temi.

LUPUS LUPO HOMO

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Carlo Giannone

Carlo Giannone ha scelto di raccontare la violenza del nostro mondo attraverso una favola ambientalista che vede come protagonisti un branco di lupi parlanti, che si esprimono e ragionano quasi come esseri umani.

Nel volumetto “I lupi”, troviamo, infatti, questo gruppo di animali che vive nascosto da tempo sulle montagne, spaventato dalla cattiveria umana. L’anziano e rispettato capobranco Aikin decide che è giunto il tempo di capire se i lupi possano riconciliarsi con gli umani. Manda quindi quattro dei suoi in esplorazione. I primi tre fanno presto ritorno, ma con risposte sconfortanti: hanno visto città, zoo, circhi e allevamenti (tutti luoghi in cui gli animali vivono male) e sono stati presi a fucilate. Il più giovane degli esploratori sembra essersi perso e non fa ritorno.

È finito in una trappola, ma da lì è salvato da un centro che si occupa di animali feriti, che lo cura, lo accudisce e gli offre anche dell’affetto.

Quando, finalmente guarito, potrà fare ritorno dai suoi, la sua testimonianza sarà importante per far capire che se i tempi non sono ancora maturi, però c’è ancora la speranza che l’umanità sappia riconciliarsi con la natura.

In questi anni che ormai definiamo sempre più spesso Antropocene e in cui l’umanità si è dimostrata la causa scatenante della Sesta Estinzione di Massa, che potrebbe anche essere quella più grave e definitiva, questo libro ci aiuta a riflettere sull’arroganza della nostra specie, che non solo schiavizza, uccide e sfrutta tutti gli altri animali, ma contribuisce a distruggere il loro habitat, al punto che, sembrerebbe, ogni giorno circa cinquanta specie animali o vegetali si estinguono, facendo dell’uomo il più feroce genocida immaginabile.

Giannone ha scelto i lupi, per lanciare il suo messaggio e non si può non essere affascinati dalla nobiltà di questi animali tanto spesso ingiustamenteRisultati immagini per i lupi carlo Giannone denigrati, in quanto, con gli orsi, sono stati in Europa i nostri grandi competitor. Oggi, però, sono talmente ridimensionati, che dobbiamo imparare a non considerarli più come nemici ma come parte importante e imprescindibile dell’ambiente.

Vorrei ricordare qui un interessante volume, che ha anche ispirato le scene con lupi della mia saga “Via da Sparta”, ovvero “Il lupo e il filosofo” di Mark Rowlands, che davvero aiuta a capire la differenza tra noi e loro e mostra quanto sia più generoso e onesto il rapporto del lupo con i suoi simili, di quello dell’uomo con i propri pari, rovesciando il detto di Hobbes “Homo homini lupus”.

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