Archive for ottobre 2010

Buon Halloween!


 

Buon Halloween dai vampiri e dai licantropi de
"Il Settimo Plenilunio".

 

Il Settimo Plenilunio - Menzinger, Bumbi e Calamandrei

Si avvicina la battaglia finale della guerra millenaria tra licantropi e vampiri.
Che cosa sarà del mondo dopo il Settimo Plenilunio? Potrà l’amore di una donna per un vampiro e per un licantropo spezzare per sempre l’antichissima maledizione che condanna queste due razze alle tenebre e al sangue?”

 

 Miniatura
 

JACOPO FLAMMER STA ARRIVANDO!

Jacopo Flammer e il popolo delle amigdale - illustrazione di Niccolò PizzornoSiete Pronti?
Jacopo Flammer sta arrivando!
Una nuova avventura attraverso il tempo sta per entrare nelle vostre case. Ancora pochi giorni e si potrà ordinare il primo “Menzinger per tutti”. Finalmente un romanzo scritto da Carlo Menzinger che possono leggere davvero tutti, dagli 8 ai 99 anni! Il protagonista ne ha 9.

 
Tra poche settimane l’editore genovese Liberodiscrivere pubblicherà il romanzo di fantascienza per ragazzi “JACOPO FLAMMER E IL POPOLO DELLE AMIGDALE”.
Dopo il thriller “Ansia assassina” e le ucronie “Il Colombo divergente” e “Giovanna e l’angelo”, Carlo Menzinger pubblica ora la storia di un viaggio nel tempo dagli incredibili sviluppi ucronici.
 
Jacopo Flammer era di nuovo alla finestra. Quel giorno si affacciava in continuazione. Giocava per un po’, poi, all’improvviso si tirava su e andava ad affacciarsi per scrutare la strada. Stava aspettando una visita cui teneva molto.
 
“Oggi sembri elettrico” gli gridò la mamma. Jacopo vedeva di rado suo nonno Erasmo. Pochi potevano dire di vederlo spesso, a dire il vero. Non perché fosse una persona sfuggente, ma perché era sempre in giro, in avventure di cui nessuno sapeva nulla e che andavano aldilà di ogni immaginazione. Erasmo non era un nonno come tanti. Era un nonno speciale. Un uomo speciale. Jacopo sapeva che quel pomeriggio sarebbe venuto a trovarlo. Questo non era, però, il solo motivo percui era così in agitazione. (segue qui)
 
Jacopo Flammer e il Popolo delle Amigdale - Illustrazione di Ludwig Brunetti
Comincia così questa storia che ci porterà nella preistoria tra uomini primitivi e animali feroci, in un viaggio che sarà sconvolto dall’arrivo di strane creature emerse da un universo divergente.
Riusciranno i Guardiani dell’Ucronia a salvare Jacopo Flammer e i suoi amici? Basterà il nuovo magico potere di Jacopo ad aiutarlo ad affrontare l’ira di Gruhum?
 
Prenotate subito “JACOPO FLAMMER E IL POPOLO DELLE AMIGDALE”. Chi ne richiederà una copia subito scrivendo a menzin@virgilio.it potrà riceverla senza spese di spedizione e con dedica personale dell’autore al prezzo scontato di € 10,00.
 
Le illustrazioni sono di Niccolò Pizzorno e Ludwig Brunetti.
 
Se ne parla anche qui.

L’UCRONIA FANTASCIENTIFICA DI ARTHUR CONAN DOYLE

Il mondo perduto - Conan DoyleChi non conosce Arthur Conan Doyle, l’autore di Sherlock Holmes, uno dei personaggi meglio delineati di tutta la letteratura, una figura indelebile nell’immaginario di ogni lettore, anche di quelli come me che poco amano il giallo?
Quello che affascinava delle storie del celebre investigatore era proprio lui, l’arguto detective. La grande capacità di Conan Doyle è stata quella di regalarci un personaggio dalle tinte forti e dai contorni netti, che una volta passato nella nostra fantasia non può che lasciare il segno.
Confesso che ignoravo però che questo autore avesse scritto anche poesie e romanzi storici e, soprattutto, ignoravo avesse scritto un’ucronia fantascientifica, anzi una pre-ucronia (volendo usare il termine che ho già usato per descrivere l’ucronia preistorica de “Il Libro degli Yilané”) “Il mondo perduto”.
Questo romanzo, oltretutto, essendo stato scritto nel 1912 si porrebbe come una delle prime ucronie mai scritte, precedendo di vari anni quelle di Dick, Turthelodove, Harris e altri.Arthur Conan Doyle
Dico che si tratta di un’ucronia, in quanto si basa su due “se”: cosa sarebbe successo “se” i dinosauri, in una parte della terra non si fossero estinti?  E cosa sarebbe successo “se” dai nostri antenati “scimmieschi” si fosse evoluta un’altra razza intelligente in grado di competere con la nostra?
Diciamo che un’ucronia classica, forse, avrebbe immaginato un dominio totale sulla Terra dei dinosauri (come ne “Il Libro degli Yilané”) o da parte degli uomini-scimmia. La scelta di Conan Doyle è invece di immaginare che queste razze siano rimaste confinate su un acrocoro del Sud America, isolato da un profondo burrone. Questo rende la storia assai più simile ad un racconto fantascientifico, dato che la divergenza, fino al momento della narrazione non ha prodotto effetti (li produrrà però sicuramente, una volta che la scoperta sarà stata dichiarata al mondo).
Bisogna dire, infatti che “Il mondo perduto” sembra quasi un romanzo uscito dalla penna di Jules Verne, e nulla ha da invidiare al suo “Viaggio al centro della terra” (che in effetti si basa su l’analoga ipotesi che i dinosauri siano sopravvissuti nelle cavità del nostro pianeta).
Quello che lo rende decisamente un “Conan Doyle” è la maestria con cui l’autore delinea i personaggi, anche in questo caso con tratti e linee marcati, che li rendono ben riconoscibili e facilmente memorizzabili, dimostrando una notevole potenza descrittiva!
Il mondo perduto” è un libro di cui sono certo debitrici molte altre storie, dal ciclo di Jurassic Park (i film di Steven Spielberg) di cui uno porta lo stesso titolo, pur avendo diversa trama, a “Il Pianeta delle Scimmie” di Pierre Boulle, romanzo che ha ispirato gli omonimi film di Franklin J. Schaffner e Tim Burton e che immagina diversi percorsi evolutivi.

 

Segnalo a chi interessa il genere, che tra poche settimane Liberodiscrivere pubblicherà il romanzo "Jacopo Flammer e il popolo delle Amigdale" in cui si immagina che, in un universo divergente, i velociraptor non si siano estinti e che abbiano imparato a costruire macchine del tempo con cui spostarsi da un universo ucronico a un altro.
 
 
Jacopo Flammer e il Popolo delle Amigdale - illustrazione di Niccolò Pizzorno
Leggi anche:

L'Aleph di Borges

L'aleph - Jorge Luis BorgesQuello che mi affascina maggiormente in Jorge Luis Borges e, in particolare, nella raccolta di racconti “L’Aleph” è la costruzione apparentemente Jorge Luis Borges“scientifica” di mondi, personaggi e letterature immaginarie. Processo che sento particolarmente vicino al mio modo di percepire la scrittura, soprattutto in rapporto all’ucronia, che reinventando la Storia, segue un processo similare.
Incanta in Borges la ricchezza di riferimenti culturali, che sono però un abile miscela di realtà e fantasia. Elenchi di citazioni che alternano nomi veri e talora immortali a nomi semi sconosciuti e spesso inesistenti, confondendo e disorientando volutamente il lettore che stenta a riconoscere la verità e persino il pensiero dell’autore.
Non stupisce che nel libro più volte compaia il tema del labirinto, perché se puòAleph esserci una metafora di questo tipo di scrittura questa è proprio il labirinto, uno spazio in cui è bello, spaventoso e spesso divertente perdersi, per provare il gusto, poi, di ritrovarsi. La ricostruzione del mito del Minotauro, vista dalla parte del mostro, mi pare, in effetti, uno dei racconti più felici della raccolta.
Alcune intuizioni sono geniali e folgoranti, come, ad esempio: “nulla è meno materiale del denaro, giacché qualsiasi moneta (una moneta da venti centesimi, ad esempio) è, a rigore, un repertorio di futuri possibili. Il denaro è un ente astratto, ripetei, è tempo futuro”. Il denaro è tempo futuro! Quale definizione del denaro è più precisa e nel contempo profonda di questa?
Vi sono poi riflessioni che racchiudono complesse filosofie, bruciate con poche parole come “Secondo la dottrina idealista, i verbi vivere e sognare sono rigorosamente sinonimi”.
 
Leggi anche:
§ L’ucronia di Borges
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Origini e significato dell’Aleph

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