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PRESENTAZIONE SECONDA EDIZIONE DE “IL SOGNO DEL RAGNO”

Il 28 Settembre 2017 è stato pubblicato da Porto Seguro Editore il primo volume della saga VIA DA SPARTA, IL SOGNO DEL RAGNO.

Domani, sabato 9 Marzo 2019 uscirà la seconda edizione, con un corpo note aggiornato, alcune piccole correzioni e una nuova copertina realizzata da Lucrezia Neri, in sostituzione a quella realizzata da Angelo Condello.

Quale preferite, la prima (verde) o la seconda (nera)?

Il volume sarà presentato per la prima volta durante il Porto Seguro Show, che questa volta si terrà presso il Kome Sushi di via De Neci 41 R, a partire dalle ore 17,30 (IL SOGNO DEL RAGNO dovrebbe essere tra i primi volumi presentati).

Nel frattempo a Ottobre 2018 è uscito anche il secondo volume della saga, IL REGNO DEL RAGNO e presto vedremo anche il terzo  e ultimo volume della saga che racconta la fuga di una schiava e della sua padrona e amante attraverso il mondo ucronico e distopico di Sparta, LA FIGLIA DEL RAGNO.

I volumi sono in vendita in tutte le principali librerie on-line, ma domani sarà possibile avere copie autografate dall’autore, che fornirà anche le ultimissime coie super-scontate della prima edizione.

 

Non mancate! Vi aspetto al KOME SUSHI, Via De Benci 41 R (FIRENZE), sabato 9 Marzo 2019 ore 17,30.

Risultati immagini per amazon logoQuali libri più adatti di questi per riflettere in occasione della Festa della donna?

VIA DA SPARTA descrive un mondo feroce e maschilista in cui le donne, però, hanno un forte potere.

VIA DA SPARTA racconta la fuga di una giovane schiava che, violentata in strada per l’ennesima volta, incinta, fugge per non essere uccisa per la “colpa” di aspettare un figlio.

Mimosa e Via da Sparta

ER PAPA A ZAGAROLO!

Roma senza papa - Guido Morselli - ebookRoma senza papa” è un romanzo ucronico del 1966 (ma pubblicato nel 1974) scritto da Guido Morselli. È, dunque, di poco successivo a quella che forse è l’ucronia più nota, “La svastica sul sole” (1962) di Philip K. Dick, ma antecedente a gran parte della produzione letteraria di questo genere. Si tratta, direi, di un importante esempio di ucronia italiana (sia per ambientazione, sia per autore).

Va detto, però, che l’aspetto narrativo è qui alquanto sacrificato a favore di numerose (ma interessanti) riflessioni teologiche, filosofiche e sociali. Nella sostanza è un libro dalla trama povera e con ben poca azione, per non dire componenti avventurose.

L’idea ucronica è che il Papa si sia trasferito dal Vaticano nei palazzi lateranensi e poi da lì in una cittadina a una trentina di chilometri da Roma, che per varie pagine non si riesce bene a identificare. Si scopre poi, verso la fine, che si tratta nientemeno che di Zagarolo! L’autore stesso nota quanto questa scelta del pontefice irlandese (assunto al soglio di Pietro con il nome di Giovanni XXIV alla morte di Paolo VI) possa apparire incongrua e offensiva ai romani.

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Guido Morselli

Ricordo che quando, da ragazzino (vivevo a Roma), si doveva dire di un posto triste e squallido si citava Zagarolo, pur non avendo la minima idea di come e dove fosse questa cittadina laziale. Dire “e che sei de’ Zagarolo” equivaleva a dare del “burino” al nostro interlocutore. Nel contempo sembrava un posto “lontano”, nonostante il suo essere a pochi chilometri.

Un papa a Zagarolo appare dunque come un’incongruenza allo sguardo dei romani.

Morselli ci racconta di come Roma viva questa sua “vedovanza” dal pontificato, per quanto la “fuga” papale non appaia certo un’Avignone (si prospetta però un possibile papato “vagante”, che magari, incredibile dictu, potrebbe persino spostarsi fuori del Lazio!).

Roma senza papa” ci mostra una Chiesa cambiata non solo logisticamente. Il celibato dei preti è stato ammesso. Il papa ha una fidanzata buddista e Carolyn Kennedy, secondo i tabloid, gli fa il filo! Il protagonista è un prete svizzero (cattolico) sposato.

Nel trasloco dal Vaticano ci sono anche pulsioni verso un maggior ascetismo (o più concretamente l’esigenza di avere una dimora meno costosa).

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Giovanni XXIII

Il volume è occasione per riflettere sull’anima (l’hanno solo gli uomini o anche le donne e gli animali? – c’è chi vorrebbe negarla alle prime e chi concederla ai secondi), sull’operato dei papi precedenti (Giovanni XXIII e Paolo VI), sul futuro del papato e della Chiesa, sul “carattere” di Dio (non è prete e neppure frate, si dice), su, sull’infallibilità papale, sulla possibilità di avere un papato a tempo (con papi più giovani), sulla verginità di Maria (nonostante abbia avuto molti figli oltre Gesù), sulla sofferenza degli animali anche prima del peccato originale (non è con esso che nasce la sofferenza?), sulle ripercussioni economiche del trasferimento su Roma e Zagarolo, sui rapporti con i partiti politici.

Ritroviamo un papato più spirituale, eppure che non rinuncia alle proprie prerogative temporali, al punto da dire la sua nella ripartizione della Luna tra Stati Uniti e Unione Sovietica.

Ogni tanto compare qualche personaggio famoso, in ruoli nuovi, come Fanfani presidente della Repubblica Italiana.

Casualmente anche nel racconto che ho letto subito prima di questo (“Piano divino” dell’italiano Kremo), s’immagina un papa di nome Giovanni XXIV (Morselli disquisisce anche sul perché della scelta di questo nome), eppure di papi da allora ne abbiamo avuti più d’uno ma nessuno ha preso questo nome! Entrambe le opere si potrebbero definire, oltre che ucronie, fantareligione. In questo caso, non si varia l’oggetto della religione ma il suo culto. Certo non si raggiunge la fantasia creatrice di Dan Simmons, che nei suoi “Canti di Hyperion” arriva a immaginare una Galassia dominata dalla Chiesa Cattolica. In “Roma senza papa” ritroviamo un papato più spirituale, eppure che non rinuncia alle proprie prerogative temporali, al punto da dire la sua nella ripartizione della Luna tra Stati Uniti e Unione Sovietica. Siamo negli anni ’90, direi alla fine del millennio, ma non abbiamo date precise.

Roma senza papa” ha forse tra i suoi precedenti illustri l’ucronia-distopica del 1907 “Il padrone del mondo” di Robert Hugh Benson, che racconta di un mondo futuro (siamo nel duemila) governato da tre grandi potenze a carattere socialista e massonico, in cui i cattolici, ai margini della società, vengono sottoposti a persecuzione. La città di Roma ha ottenuto l’indipendenza dall’Italia ed è retta dal Papa. Nei quartieri interni vicino al Vaticano è suddivisa in quattro aree in base all’origine geografica della popolazione e ai loro gusti in termini di fruizione del cattolicesimo (l’area latina, per esempio, ha chiese barocche, mentre l’area germanica ha chiese di gusto gotico).

La fantascienza ha trattato in varie occasioni il papato. Ricorderei qui, oltre ai notevolissimi e già citati “Canti di Hyperion”:

  • “Buone notizie dal Vaticano” (1979) di Robert Silveberg, sull’elezione di un robot con il nome di Sisto VII;
  • “Il papa definitivo” (1981) di Clifford Simak, in cui il papa è un super-computer.
  • “L’uomo venuto dal Kremlino nei panni di Pietro” (1963) di Morris West, che immagina un papa russo;
  • “Il dilemma di Benedetto XVI” (1978) di Herbie Brennan, che parla di una sordida storia in Vaticano;
  • Un cantico per Leibowitz” (1959) di Walter M. Miller Jr., che immagina una Chiesa sopravvissuta a una sorta di apocalisse.

 

Guido Morselli (Bologna, 15 agosto 1912 – Gavirate, 31 luglio 1973) ha scritto anche il romanzo ucronico “Contro-passato prossimo” (1975), nel quale immagina che la prima guerra mondiale sia stata vinta dagli imperi centrali. Come “Roma senza papa” e tutti gli altri scritti di questo autore, fu pubblicato postumo, in quanto in vita le sue opere furono sempre respinte dagli editori, cosa che lo portò al suicidio.

 

UN PLANETOIDE DI SPAZZATURA VIVENTE

Pulphagus ®: fango dei cieliGli italiani non leggono e non scrivono fantascienza? Avete mai sentito questa frase in forma in affermazione? Io sì. Penso sia vero che gli italiani leggano poco in genere, non solo fantascienza, ma forse leggono più di quanto si creda semplicemente perché i libri non li comprano ma li scaricano in rete o se li fanno prestare. Come in tutta l’economia nazionale, anche qui c’è tanto sommerso.

Quanto a non scrivere o non saper scrivere fantascienza, credo sia un altro mito da sfatare. A parte il sottoscritto, che qualcosa di fantascienza ha scritto (per non parlare dell’ucronia che è un genere affine), mi è capitato anche di recente di leggere buona fantascienza italiana. Penso per esempio a Donato Altomare. Ora poi ho appena finito di leggere un insolito romanzo di Lukha B. Kremo, che altri non è che Gianluca Cremoni Baroncini (Livorno, 20/06/1970). Si tratta di “Pulphagus® Fango dei cieli” con cui Kremo ha vinto nel 2016 il Premio Urania e nel 2018 il Premio Vegetti (per il quale quest’anno è in finale il mio IL REGNO DEL RAGNO). Come autore ha pubblicato molte opere di fantascienza o fantastiche in genere e ha ricevuto numerosi riconoscimenti.

I suoi esordi sono con il romanzo “Il grande tritacarne” che è definito alla Delany (proprio l’autore di quel “Dhalgren” che così poco mi è piaciuto).

Non sarà molto, ma Kremo mi pare decisamente un allievo superiore al “maestro”, perché il suo “Pulphagus® Fango dei cieli” è un’opera decisamente più concreta, originale e fantascientifica di “Dhalgren”.

Immagina soprattutto due cose: che un pianetoide sia inserito in orbita subalunare e trasformato in discarica per la Terra® e che, in un folle sviluppo del consumismo, molte parole siano registrate e il loro uso ne comporti il pagamento.

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Lukha Kremo

A queste due idee aggiunge che questo planetoide, denominato Erewhon (come nel romanzo di Samuel Butler) ma noto come Pulphagus dal nome della ditta che lo sfrutta, non sia un freddo sasso simile a una seconda Luna (ricordo qui “Dhalgren”), ma un piccolo mondo vivente, in cui, nutrendosi degli scarti dell’umanità si sviluppa una strana forma di vita che permea l’intero planetoide, con lunghi peli, sacche di muco, pustole. Non solo. Questo mondo semivivente comincia a fagocitare gli stessi esseri umani che vi lavorano come in una sorta di inferno. La gente scompare, poi si scopre che si trasforma in una sorta di zombie, sessualmente attivi, che violentano le donne oltre a mangiare tutto quel che si muove. Vi ci si muove una simpatica banda di ragazzi alla Stephen King, vestita con tute logore da lavoro dei genitori e che si fingono supereroi.

La lettura in Text-to-Speech appare non proprio agevole per il continuo ripetersi di ®, # e © che accompagnano molte parole, anche se, immagino, la maggior fatica debba essere per i personaggi, che per evitare le parole “care”, sono costretti a parlare usando parolacce. Un pianeta fogna si rivela così tale anche nel linguaggio.

Più che a “Dhalgren” leggendo mi vengono in mente ben più nobili esempi di pianeti viventi, quali “Solaris” di Lem e “Nemesis” di Asimov.

Il volume è completato oltre che da una postfazione sull’autore e da un breve saggio sul regista Stanley Kubric, anche dai lunghi racconti “Lo sguardo di Pulphagus” e “Piano divino”. Nel primo uno dei personaggi del romanzo sperimenta un sistema per impiantare la propria mente nel corpo di una bella ragazza. Nel secondo si sviluppa quest’idea.

In “Piano divino”, entrando in un’altra dimensione “accartocciata” gli scienziati riescono a prelevare le menti di personaggi famosi nel momento in cui stanno morendo, reimpiantandole nei corpi di gente qualunque in coma. Vengono così, ucronicamente, risvegliati Napoleone, Giulio Cesare, Garibaldi e altri. Appare, poi, inevitabile far rivivere anche Cristo. Gesù torna così in vita nel nostro tempo e critica il mondo, la Chiesa e l’applicazione della sua parola. Lo uccidono quasi subito, ma viene ripescato di nuovo e impiantato nella mente del nuovo papa, che subito rivoluziona la Chiesa, per essere ancora una volta ucciso in fretta. Gesù si risveglia nel suo tempo e rivela alle tre Marie dove è stato in quei tre giorni e anche che ha lasciato al papa che succederà alla sua ultima reincarnazione un messaggio in cui racconta del proprio omicidio.

Anche con questo romanzo breve, Kremo dimostra una buona dose di originalità, mescolando fantascienza e ucronia e trattando un tema che in pochi autori di fantascienza affrontano: la Chiesa cattolica. E in questo mi viene da accostarlo al grande Dan Simmons e ai suoi romanzi “I Canti di Hyperion”.

Questo volume non sarà forse un capolavoro assoluto, ma se la fantascienza italiana è questa, direi che è vitale e di sicuro Kremo è uno che di fantascienza ne deve aver letta parecchia.

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OFFERTA DA “SOGNO DEL RAGNO”

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Dopo numerose ristampe sta per uscire una nuova edizione de IL SOGNO DEL RAGNO.

Per festeggiare, vorrei farvi avere le ultimissime copie della prima edizione a un prezzo speciale.

Ho pensato a queste combinazioni:

1 copia de IL SOGNO DEL RAGNO: 8 €, spese di spedizione incluse

1 copia de IL REGNO DEL RAGNO: 13 €, spese di spedizione incluse

1 copia de LA BAMBINA DEI SOGNI: 12 €, spese di spedizione incluse

1 copia de IL SOGNO DEL RAGNO + 1 copia de IL REGNO DEL RAGNO: 18 €, spese di spedizione incluse

3 copie de IL SOGNO DEL RAGNO (REGALATELE A QUALCUNO!): 15 €, spese di spedizione incluse

1 copia de IL SOGNO DEL RAGNO + 1 copia de LA BAMBINA DEI SOGNI: 16 €, spese di

La bambina dei sogni - Carlo Menzinger di Preussenthal

spedizione incluse

Se volete propormi altre combinazioni, magari con altri miei libri, si può fare, basta che mi scriviate qui o su menzin@virgilio.it, oggetto “IL SOGNO DEL RAGNO”

IL SOGNO DEL RAGNO e IL REGNO DEL RAGNO sono due volumi della saga ucronico-distopica VIA DA SPARTA in cui, in un mondo contemporaneo alternativo, dominato da Sparta, una giovane schiava violentata fugge alla ricerca della libertà e di un futuro migliore.

LA BAMBINA DEI SOGNI è un thriller psicologico-paranormale su una piccola bambina la cui capacità di manipolare i sogni sconvolge la famiglia che l’ha adottata.

Per avere le vostre copie autografate, che spedirò con piego libro, potete pagarmi con bonifico, paypal o ricarica telefonica. Richiedetele scrivendomi qui o su menzin@virgilio.it, oggetto “IL SOGNO DEL RAGNO“.

L’offerta è valida sino a esaurimento delle (poche) copie residue e, comunque, fino alla fine di Febbraio: affrettatevi!

FINALISTI AL PREMIO VEGETTI

Associazione World SF Italiahttp://www.portoseguroeditore.com/product/il-regno-del-ragno-via-da-sparta/

Che sorpresa!

Oggi aprendo una mail ricevuta dall’associazione internazionale di fantascienza World SF, ho scoperto che sia il mio romanzo “IL REGNO DEL RAGNO“, sia il saggio di Massimo Acciai BaggianiIL SOGNATORE DIVERGENTE” sono finalisti al prestigioso Premio Vegetti, indetto dalla sezione italiana di World SF. Il primo è nella cinquina per la categoria “Romanzo di fantascienza” e il secondo per la categoria “Saggio di fantascienza”.

IL REGNO DEL RAGNO” è un’ucronia che descrive un presente alternativo, dominato dall’Impero di Sparta, molto arretrato tecnologicamente e socialmente, ma evoluto geneticamente.

IL SOGNATORE DIVERGENTE” esamina la quasi totalità della mia produzione lettararia, che comprende opere ucroniche (una forma particolare di fantascienza che immagina percorsi storici alternativi) o di altro genere fantascientifico, gotico, surreale, thriller e poeie. Il volume è corredato anche da alcuni racconti e dalle testimonianze di alcune persone che mi hanno conosciuto come autore.

Domani, venerdì 7 Febbraio 2019, alle 17,30, sarò con Massimo Acciai presso la Coop di San Donato (Via Forlanini – Firenze) per parlare di entrambi i volumi. L’ingresso è libero. Vi aspettiamo.

 

IL REGNO DEL RAGNO – Due ragazze in fuga in un mondo distopico

Risultati immagini per amazon logoRisultati immagini per Internet bookshop logo Risultati immagini per feltrinelli on lineMondadori Store

 

VIA DA SPARTA” descrive un presente alternativo in cui gli ultimi 2400 anni di storia si sono svolti diversamente. Sparta ha vinto a Leuttra contro Tebe,  sconfitto e distrutto Atene. Dunque, niente neoclassicismo, rinascimento, rivoluzione francese. Sparta è ora un grande impero.

IL REGNO DEL RAGNO” narra le avventure di due ragazze in questo nostro presente stravolto e mutato.

Tutto è molto diverso. Per esempio, ogni lusso è abolito, persino i vestiti, mollezze barbariche.

La società è divisa tra una piccola classe dominante di spartiati e un gran numero di schiavi iloti. Uomini e donne vivono separati. Gli uomini si occupano solo di guerra e politica, le donne di tutto il resto. Ogni donna può avere più mariti. Omosessualità e pedofilia sono normali. L’eterosessualità, ostracizzata, è  riservata alla sola procreazione. Anche l’amore è ben diverso, senza romanticismo e amor cortese.

Aracne, una schiava pubblica ilota, violentata per l’ennesima volta, fugge dalla provincia dell’Impero per cercare un mondo migliore. Nymphodora, una ricca ragazza spartiata, nella capitale, sogna di cambiare il mondo e costruire grattacieli.

Con “IL REGNO DEL RAGNO” lo scenario si allarga con molti nuovi personaggi oltre a quelli già incontrati ne “IL SOGNO DEL RAGNO”, mentre le avventure delle due ragazze si congiungono e il loro rapporto si colora di sesso lesbico e amicizia.

Nymphodora e Aracne, riprendono la fuga verso nord, scoprendo segreti, uno dei quali riguarda direttamente Aracne e il ragno che la ragazza ha tatuato sulla fronte.

 

 

 

 

 

 

IL MONDO COLONIZZATO DA VENEZIA

Le ali del serpenteQualche mese fa lessi l’ucronia “Il volo del leone”, scritta da Paolo Ninzatti e ambientato in una Venezia cinquecentesca un po’ stempunk che si avvia a dominare l’Italia grazie alla realizzazione di alcune macchine leonardesche. Ho ora completato il sequel “Le ali del serpente”, in cui lo scenario e il dominio di Venezia si allargano all’America e alla Cina e incontriamo persino gli aztechi, in atmosfere che mi fanno pensare un po’ al mio “Il Colombo divergente”. Va detto che se nella mia ucronia qualcuno mi rimproverò per aver immaginato che gli aztechi riuscissero a copiare, con le loro modeste capacità, le navi di Cristoforo Colombo, nel romanzo di Ninzatti il salto tecnologico cui assistiamo è assai più evidente. Il serpente alato cui si fa riferimento è il medesimo dio Quetzacoatl che aveva ispirato il sottotitolo della prima edizione di questo mio romanzo (“Il colombo nudo e il serpente piumato”), poi eliminato in edizioni successive.

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Paolo Ninzatti

Troviamo, insomma, ne “Le ali del serpente” “automini”, macchine volanti e mitra veneziani in un conflitto contro la Francia, incontriamo un Leonardo da Vinci che oltre a far da armaiolo, si rivela un notevole musicista, vediamo Roma conquistata dal cielo (ci sono aeroporti e “rallentacadute”) e scambiata in un accordo con il papa per una crociata contro Costantinopoli, scopriamo un incredibile alleanza tra italiani, bizantini, turchi e mexica contro Spagna e Inghilterra, in una sorta di grande anticipo delle Guerre Mondiali, e vediamo all’opera Cesare Borgia, novello Dracula. E come se non bastassero i robotici “automini” la fervida fantasia di Ninzatti ci regala anche arti artificiali ed esoscheletri.

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Quetzalcoatl

L’ucronia, insomma, si lascia trasportare, ancor più che nel primo volume di questa saga epica, verso spassose vette dell’immaginazione che ricordano quasi di più la fantascienza o almeno la proto-fantascienza ottocentesca o le mirabolanti avventure di un Cyrano de Bergerac o di un Barone di Münchhausen. Che cosa ci aspetterà nel prossimo volume? Come nelle vicende di questi due storici personaggi ritroveremo i nostri eroi sulla Luna?

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