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UNA RUTILANTE CACCIA AL TESORO VIRTUALE

Risultati immagini per player one libroNel 2018 Steven Spielberg ha realizzato un bel film di fantascienza distopica intitolato “Ready Player One”. Di solito dopo aver visto un film, anche se mi è piaciuto, mi sento poco invogliato a leggere il romanzo da cui è tratto, perché temo che la lettura mi aggiunga poco a quanto dato dalla visione. Ciononostante, a volte, soprattutto quando (come in questo caso) ho apprezzato il film, mi lascio attirare dal libro.

 

Ho così letto ora “Player One” (2011) di Ernest Cline (Ashland, 29 marzo 1972), un lungo ma appassionante romanzo che ci trasporta in un non troppo lontano futuro distopico in cui la devastazione antropica del clima e la sovrappopolazione hanno creato un mondo di miseria. Solo sollievo per la popolazione è l’immersione nel mondo virtuale di Oasis, una sorta di mix tra Facebook e Second Life, cui tutti partecipano. Oasis è stato creato da un genio dei videogiochi e dell’informatica, James Halliday, un patito degli anni ’80. Il suo mondo virtuale, dunque, è una citazione continua di videogiochi, film e alcuni romanzi di quel decennio del secolo scorso, che Cline dimostra di conoscere davvero bene, così come (per quanto io sia in grado di giudicare da profano) l’informatica che regola i funzionamenti di un social network. Non per nulla Cline è proprio un informatico appassionato di internet e cultura pop.

Player One” ha la classica struttura narrativa che definisco “caccia al tesoro”: il protagonista affronta una serie di prove, risolve una serie di enigmi, affronta numerosi e potenti nemici per arrivare al suo tesoro. Nello specifico si tratta di un Easter Egg (uovo di Pasqua) virtuale che contiene in premio l’eredità di James Halliday, ovvero una ricchezza sconfinata e la proprietà della più potente società del mondo, quella che controlla Oasis.

Il protagonista Wade Watts, che usa l’avatar Parzival, affronta le sue avventure da solo, ma si scontra presto con alcuni Gunter (sono detti così i cercatori dell’Easter Egg), con cui stringe amicizia e con la potente organizzazione IOI, il grande “cattivo” di questa storia.

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Ernest Cline

Alcuni meccanismi narrativi sono, dunque, quelli della saga di Harry Potter: il ragazzino sfigato (che qui vive in una periferia degradata ed è orfano) che riesce a risolvere situazioni complesse fino a raggiungere la celebrità, lottando con nemici che sembrano molto più potenti di lui, ma anche con avversari alla sua portata, che stringe amicizia con una squadra di sfigati che diventano assieme a lui dei vincenti. Se il personaggio della Rowling si avvale di poteri magici, Parzival usa quelli virtuali del mondo in cui si muove. Anche qui Parzival rappresenta il Bene e, con gli altri Gunter, è un paladino dell’Oasis originaria, come immaginata e creata dal suo fondatore, e combatte contro la IOI, che vuole “snaturare” Oasis.

Se ci pensate anche la saga di Harry Potter è una caccia al tesoro, anche se più articolata ancora, con gli Horcrux al posto dell’Easter Egg di Halliday e una serie di prove da superare prima, un po’ come Parzival nel conquistare le sue tre chiavi.

Come la Rowling, anche Cline ci offre una trama complessa e appassionante, personaggi che si fanno amare o odiare, un mondo immaginario/virtuale che viaggia in parallelo a quello reale e in cui i protagonisti si rifugiano per sfuggirne, suspence e avventure a raffica. Anche qui non manca la spettacolarità che ha fatto sì che se ne potesse trarre un film ricco di effetti speciali.

Sebbene l’ambientazione “reale” sia in un mondo distopico, prevalgono le ambientazioni virtuali nel rutilante mondo dei videogiochi anni’80. Il romanzo si colloca allora più che dalle parti delle distopie, da quelle di quei film che hanno al loro centro il gioco come i classici film “Tron” (1982) di Steven Lisberger e il citato da Cline “Wargames” (1983) di John Badham, “Jumanji” (1995) di Joe Johnston, “Il gioco di Ender” (1985) di Orson Scott Card, “Maze Runner” (2014) di Wes Ball (tratto dall’omonimo romanzo del 2009 di James Dashner), “Hunger games” (2012) di Gary Ross (trattato dall’omonimo romanzo -2008- di Suzanne Collins). E parlando di nuovo di Harry Potter, non c’è anche lì il Qidditch? Tra gli ultimissimi romanzi di gioco, citerei anche “L’unico sesso” della toscana Linda Lercari, che ho letto in parallelo a “Player One”, notandone le somiglianze.

Ora, spero che non mi si fraintenda. Anche quando commentai “Il gioco di Ender” notai che aveva molte caratteristiche in comune con la saga della Rowling e fui attaccato dai fan di Orson Scott Card come se avessi detto un’eresia. Non sto accusando nessuno di questi autori di plagio. Ciascuno si muove per vie autonome e con assoluta originalità. Leggendo i sette volumi della saga del mago di Hogwarth avevo cercato di capire che cosa rendesse affascinante la storia al punto di ottenere il grande successo che ha ottenuto. Ebbene, ho ritrovato buona parte di quegli stessi elementi sia ne “Il gioco di Ender”, sia in “Player One”. I fan di Scott Card mi accusarono di non vedere che erano opere del tutto diverse: non cercavo di dire che sono simili, dico che usano gli stessi meccanismi per raggiungere l’attenzione e il cuore del lettore. Così come possono farlo, con altre leve, delle storie d’amore o di altro genere.

Forse questi elementi non funzionano allo stesso modo con tutti i lettori e non bastano questi a farci amare una storia. Posso amare Harry Potter perché amo la magia o l’Inghilterra e odiare “Player One” perché non sopporto i videogiochi e la realtà virtuale o viceversa.  In questo e molto altro sono libri diversi.

Comunque, per quanto mi riguarda, sono componenti che mi fanno restare attaccato al libro con attenzione e partecipazione fino alla fine. Visto il successo mondiale di queste opere, non mi considero un caso unico e strano.

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VIA DA SPARTA – Tecnologia

In un mondo moderno dominato da Sparta, che ha cancellato la cultura ateniese, impedendo così la nascita di classicismo, rinascimento e tutto quello che ne consegue, anche la rivoluzione industriale non è avvenuta. Le macchine a vapore sono appena state inventate, ma le usa quasi solo l’esercito. Elettronica e informatica non esistono. Le telecomunicazioni sono ferme al telegrafo, anche questo in dotazione solo ai militari. In compenso si conosce l’elettricità e la genetica è molto evoluta, spinta dal desiderio di selezione dei “migliori” tipica di Sparta.

Vuoi scoprire le avventure di Arcane e della sua padrona e amante Nymphodora in questo mondo ucronico?

Leggi i romanzi della saga:

Il sogno del ragno

Il regno del ragno

La figlia del ragno

QUATTRO ROMANZI MESCOLATI

Le pietre della lunaCon “Le pietre della luna” (1997) Marco Buticchi  (La Spezia, 2 maggio 1957) scrive assieme più romanzi, i cui capitoli si alternano, legati da ben poco a parte la presenza di alcune statuette del paese di Luna che ricompaiono nelle varie storie.

La trama principale riguarda un antico romano, il legionario Giuno, originario di Luna (colonia romana in Liguria fondata nel 177 a.c. alle foci del fiume Magra), che affronta una gran quantità di avventure, con alti e bassi che lo portano a essere più volte imprigionato, costretto a diventare gladiatore (questa parte ha ispirato il celebre film di Ridley Scott “Il gladiatore”), fino a diventare tribuno e poi senatore di Roma. Le pietre appartengono alla sua famiglia e gli sono sottratte quando è accusato ingiustamente di aver rubato il bottino di guerra di Roma, un ingente tesoro.

Giuno scrive la sua storia che è ritrovata, riletta e reinterpretata in epoca moderna in un’altra vicenda che si alterna alla principale.

Altra storia è quella ambientata nel diciassettesimo secolo che narra di due galeoni spagnoli che trasportano un grande tesoro (tema ricorrente nel volume). A bordo c’è un discendente di Giuno, il frate Pietro Di Marzio che ha ricopiato la storia di Giuno e che ha, ovviamente, con sé le famose statuette.

Marco Buticchi

Alla fine della Seconda Guerra Mondiale Buticchi immagina, quasi ucronicamente, che Hitler riesca a fuggire in America, sfuggendo alla morte e che i suoi beni (terzo tesoro) siano trasportati da un sommergibile che però affonda, portando con sé le fantomatiche pietre di Luna.

Nel 1995 viene recuperato dagli americani il sommergibile e si scopre che un asteroide sta per colpire e distruggere la Terra. Sarà un discendente di Giuno e frate Pietro a guidare lo shuttle che distruggerà il meteorite, ovviamente portando a bordo le pietre di Luna.

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Statuetta votiva di Selene

Questo in breve. Insomma, un romanzo storico d’avventura, che si tinge di mistero e che arriva a trasformarsi in fantascienza, con accenni di ucronia, muovendosi in quasi due millenni di storia.

La vicenda più affascinante è certo quella di Giuno, ma anche le altre appassionano e scorrono piacevolmente, sebbene qualche perplessità mi lasci la parte fantascientifica (e si badi che amo il genere e le commistioni tra storia e fantascienza) che sembra troppo scollata dal resto.

Non mi è chiaro, però, per quale motivo Buticchi non abbia scritto invece quattro romanzi o una raccolta di quattro racconti. In questo modo la storia appare più complessa e articolata che se le singole parti fossero rimaste tali e quindi a qualcuno il romanzo potrà forse parere più “ganzo”, ma personalmente avrei preferito leggerle come opere autonome, dato che il collegamento mi è parso un po’ debole, ma Buticchi è autore affermato e di successo ed evidentemente questo modo di scrivere riceve i dovuti apprezzamenti. La storica e restauratrice Sara Terracini e l’agente segreto Oswald Breil sono protagonisti di una dozzina di libri, compreso questo romanzo, anche se, almeno ne “Le pietre della Luna” hanno ruoli secondari, rispetto per esempio a Giuno e ai suoi discendenti.

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Russell Crowe ne “Il gladiatore” di Ridley Scott

I MONDI FANTASY DEL GIOVANE SETYON

Risultati immagini per la spadadi Seyton PratesiGuido Pratesi (Firenze, 1982), nello scrivere la sua quadrilogia Il regno di Visteria” ha immaginato un intero mondo, suddiviso in spicchi, con una sua gerarchia, una sua storia, delle creature fantastiche.

Lo ha popolato di elfi, maghi, draghi, basilischi, tritoni e altro ancora.

Nel primo volume “La spada di Setyon” ci mostra le avventure di un giovane predestinato dalla scoperta di una spada magica, al dono di un falco come compagno e di un pugnale d’oro come estrema difesa (“l’elsa era d’oro, a forma di falco con le ali aperte e gli occhi di rubino”), alle guerre contro i maghi oscuri e contro i tritoni che cavalcano torpedini, squali, orche e cavalli di mare.

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Guido Pratesi

Non manca l’amore per una bella fanciulla, né una profezia antica: “Quattro flagelli avrebbero infierito sui quattro Spicchi che si sarebbero venuti a creare con la costruzione della Stella di Pietra”.

Riuscirà Seyton a seguire il volere paterno “desidero che tu usi sempre la lama, qualsiasi lama, per difendere gli indifesi ed essere latore di giustizia”?

Quante altre avventure lo attenderanno nei prossimi tre volumi?

QUANTE POSSIBILITÁ OFFRE IL TEMPO?

La casa editrice Porto Seguro continua con le sue pubblicazioni a farmi scoprire autori toscani interessanti. È questo il caso dell’esordiente empolese Federica Milella, il cui romanzo “Riparatori del tempo” si presenta assai vicino ai miei gusti di amante della fantascienza ossessionato dalle molteplici possibilità delle pieghe temporali.I riparatori del tempo

Riparatori del tempo” racchiude una serie di episodi, quasi una raccolta di racconti, di alcuni personaggi che, guidati da un’Entità aliena viaggiano avanti e indietro nel tempo per rimettere a posto la vita delle persone, più che la storia, come spesso avviene in opere di questo genere, come, per esempio, nella serie TV “Timeless” o con i miei Guardiani dell’Ucronia (“Jacopo Flammer e il popolo delle amigdale”, Ed. Liberodiscrivere e “Jacopo Flammer nella terra dei suricati”, Ed. Lulu).

Affascinante e intrigante è la possibilità di rimettere a posto il tempo anche se più rari sono, in altre opere, i casi di squadre impegnate sistematicamente in quest’attività. Più spesso sono alcune persone che si ritrovano per caso a rimettere a posto i pezzi di un tempo che fa le bizze come nella serie TV tedesca “Dark” o in “Fringe”, per non parlare dei film di “Ritorno al futuro” espressamente citati dalla Milella, in cui Marty McFly cerca di rimettere a posto la vita della sua stessa famiglia. Anche un altro autore di Porto Seguro, Marcovalerio Bianchi nel suo “Le cinque vite di Simone Bosco” esplora le possibili “Sliding Dors” (come nel celebre film) del tempo sulla vita di una persona.

I viaggi nel tempo della Milella hanno limiti precisi: “torno indietro nel tempo di dieci anni esatti: stesso giorno, stessa ora, stesso posto. Rimango nel passato per otto ore, esaurito il tempo è il bracciale stesso a riportarmi nel presente – anche lì sono trascorse otto ore – nel posto esatto in cui mi trovavo nel passato”.

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Federica Milella (Empoli 1978)

Fanno da filo conduttore a tutti questi salti una serie di omicidi di qualche misterioso serial killer.

Il volume è introdotto da una prefazione di Massimo Acciai Baggiani (autore, tra le altre cose della mia biografia letteraria “Il sognatore divergente”, che, non a caso, cita la mia idea di “universo divergente” per spiegare la possibilità dei viaggi nel tempo: in breve, ogni scelta crea un diverso percorso temporale, tutte queste diramazioni coesistono come infinite variazioni nate da ognuno degli infiniti attimi. Ogni sviluppo diventa possibile.

Se nei miei romanzi, dunque, riparare il tempo non è poi un problema, dato che comunque esistono tempi alternativi (i Guardiani dell’Ucronia difendono, però, gli universi temporali da invasioni “aliene”), per la Milella, invece, in questo romanzo, appare come il problema principale, come se ogni tempo lasciato fosse un tempo perduto.

 

 

Doc Brown e Marty in Ritorno al Futuro

Ritorno al futuro

VIA DA SPARTA – Economia e società

Scopri il mondo ucronico di VIA DA SPARTA.

La proprietà e il denaro non esistono. Ci sono solo grosse monete di metallo usate raramente. Tutto è di Sparta, che affida temporaneamente alle sue donne la gestione delle proprietà sulla base del merito militare dei mariti. Le donne possono sposarne contemporaneamente quanti ne vogliono, gli uomini invece una sola, ma fuori del matrimonio possono avere rapporti sessuali con altri uomini e donne. Il disprezzo per il lusso e le comodità hanno portato anche al divieto dell’uso “inutile” dei vestiti, pertanto i personaggi, quando non indossano armature o non fa troppo freddo, vanno in giro nudi e disprezzano chi si copre.

Alloggi e pasti sono forniti dalla comunità, da Sparta. Uomini, donne e bambini vivono separati gli uni dagli altri.

Sono “spartani” e quindi contrari a ogni forma di consumismo. D’estate non usano vestiti, ma solo stivali e d’inverno si coprono con rozzi mantelli.

É un mondo violento, in cui non esistono famiglie. I matrimoni non servono a costituirne ma solo a procreare e a fare accordi economici.

Le donne ilote possono essere violentate impunemente sotto gli occhi di tutti. Non hanno alcun diritto. Le spartiate, invece, possono opporsi.

Gli spartani hanno fatto della selezione della razza la loro dottrina per duemila anni. Ora con la genetica fanno ancora di più e hanno creato esseri umani (i Mutanti) in grado di vivere negli ambienti più ostili. Persino alcuni uomini anfibi. Il figlio di Aracne è un mutante in grado di resistere al freddo.

Vuoi scoprire le avventure di Arcane e della sua padrona e amante Nymphodora in questo mondo ucronico?

Leggi i romanzi della saga:

Il sogno del ragno

Il regno del ragno

La figlia del ragno

VIA DA SPARTA Famiglia, matrimonio e sesso

Nel tempo alternativo di VIA DA SPARTA, uomini, donne e bambini vivono separati tra loro e, sebbene esistano i matrimoni, sono solo accordi economici e riproduttivi, mentre sesso e amore (tra loro spesso separati) si svolgono al di fuori. L’amore omosessuale è considerato quello vero, ma è accettato sebbene visto un po’ come una perversione) anche quello eterosessuale. Il sesso è libero. Le donne devono essere sempre disponibili quando un uomo le vuole. La violenza sessuale è accettata, soprattutto se rivolta contro ilote. Le spartiate possono opporsi. La pederastia fa parte dell’agoghé, la formazione dei ragazzi.

Il matrimonio d’amore e come base della famiglia è considerato una stravaganza delle minoranze ebraiche o di sette come i gesuisti.

Gli uomini non si sentono legati né alle mogli, né ai figli, di cui spesso ignorano l’esistenza, dato che prima vivono con le madri nel gineceo e poi da soli nel Ginnasio.

 

Leggi i romanzi della saga:

Il sogno del ragno

Il regno del ragno

La figlia del ragno

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