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CONOSCERE LA FANTASCIENZA ITALIANA

Filippo Radogna

Non capita spesso di leggere un libro di interviste con così tanti intervistati ed è ancora più difficile trovarne uno tra i cui tanti nomi ce ne siano così numerosi conosciuti e non parlo solo di nomi noti, ma di persone incontrate di persona o, quanto meno nel web, alcuni dei quali potrei persino definire amici.

Il volume in questione è “Conversando tra le stelle” curato da Filippo Radogna.

I quarantacinque autori intervistati sono Sandro Battisti,  Vanni Mongini,  Renato Pestriniero, Franco Piccinini, Paolo  Prevosto,  Monica Serra, Francesco Grasso, Carmine Villani, Claudia Mongini, Francesco La Manno, Marina Alberghini, Adriano Monti-Buzzetti, Gloria Barberi, Maurizio Manzieri, Valeria Barbera, Tullio Bologna, Maddalena Antonini, Francesco Brandoli, Anna Maria Bonavoglia, Paola Cartoceti, Luca  Ortino, Alexa Cesaroni, Pierfrancesco Prosperi, Nicoletta Vallorani, Annarita Guarnieri, Marco Di Giaimo, Stefania Mainelli, Adalberto Cersosimo, Marina Perrotta, Luigi De Pascalis, Loredana Pietrafesa, Vittorio Piccirillo, Ezio Amadini, Maurizio J. Bruno, Roberta Guardascione, Sergio Giuffrida, Luca Oleastri, Giorgio Sangiorgi, Luigi Cozzi, Davide Longoni, Annarita Stella Petrino, Lukha B. Kremo, Max Gobbo, Mauro Antonio Miglieruolo, Andrea Gualchierotti. La copertina è di Luca Oleastri (che, tra l’altro, anni fa realizzò per me quella de “Il Settimo plenilunio” e molte delle 117 illustrazioni interne. Altre immagini sono di Giorgio Sangiorgi.

Le prefazioni sono nientemeno che di Donato Altomare, presidente della World SF Italia, e del guru della fantascienza italiana Gianfranco De Turris.

Chi sono costoro e che cos’hanno in comune? Sono, come me, tutti soci della World SF Italia, la più rilevante associazione di “operatori professionali” della fantascienza del Paese e, leggendo queste interviste, ci si rende conto dell’importanza e del ruolo rivestito da tutti loro nel definire e concretizzare il fantastico italiano (alcuni si occupano non solo di Sci-fi, ma anche delle altre forme del fantastico o di altri generi letterari).

Scrive nella prefazione il nostro Presidente Donato AltomareUna volta ci si conosceva tutti. Una volta si passavano giornate (e nottate) insieme a chiacchierare. Rammento una notte ad ascoltare Ugo Malaguti, spesso ore e ore a parlare con chiunque ti capitasse a tiro di quel libro o quel film, a pendere dalla bocca dei vari de Turris e Curtoni e Vegetti, Valla, Lippi, a carpire qualche segnale positivo da Viviani… insomma la gente la conoscevi.

Oggi il lavoro dei pochi coraggiosi appassionati di un tempo lontano si è concretizzato e gli autori di fantascienza sono diventati tanti, visto che tanti sono diventati gli editori che accettano opere del fantastico. Senza dubbio un grande esaltante successo per il panorama fantascientifico italiano.

Eppure c’è il risvolto della medaglia. Molti soci World non li ho mai incontrati di persona. Non ho idea se siano giovani o anziani, se scrivono fantascienza o fantastico, se sono saggisti o illustratori. Così, tempo fa, lanciai l’idea di intervistarli. Filippo Radogna ne fu subito entusiasta e predispose una serie di interviste”.

Ottima idea, credo, perché davvero questo volume permette a tutti noi di comprendere meglio con chi ha a che fare e credo che tutti i membri dell’associazione dovrebbero avere e leggere questo volume, ma questo vale anche per chiunque legga fantascienza o si occupi in genere di letteratura italiana.

Credo anche che questo testo possa aiutare chi non frequenta il genere a meglio capirne le innumerevoli possibilità o almeno a rendersi conto come questa letteratura sia, contrariamente a quanto in troppi in Italia ancora ignorantemente si ostinano a credere, letteratura a tutto tondo e spesso persino superiore al mainstream, se non altro, io dico, per lo sforzo creativo che comporta.

Radogna inizia la sua introduzione con la definizione data dall’attore William Shatner (il leggendario interprete del Capitano Kirk): “grande esercizio di immaginazione teso a ideare il futuro”. All’interno del libro troviamo altre splendide definizioni della SF. La migliore la ricorda ancora lo stesso Radognala fantascienza è letteratura di idee come sosteneva Umberto Eco”. Sì, credo sia proprio così. Tutta la letteratura porta avanti delle idee, ma la SF si basa su di esse e di queste soprattutto parla: idee del futuro, del mondo, della vita, della società, della fisica, del tempo, dello spazio, della storia, dell’uomo, del pensiero e di una lista interminabile che tutto ricomprende.

Io dico se l’arte è creazione, quale forma di letteratura è più artistica di quella che crea? Quale genere crea più di tutti? Il fantastico crea mondi. Quando lo fa assurgere alle sue massime vette.

Come può essere letteratura di serie B? Il fantastico è la quintessenza della letteratura.

Ringrazio quindi la World SF Italia per sostenerlo, anche con iniziative come questa raccolta di interviste, voluta e sostenuta dall’associazione.

Il volume merita di essere letto anche da chi si affaccia per la prima volta come “operatore” in questo mondo e voglia comprendere i percorsi, per non dire le carriere, di chi lo ha preceduto, le riviste su cui ha scritto, le case editrici che più di altre hanno sostenuto e sostengono questo genere e trarne utili spunti.

Personalmente, da autore che scrive di tutto ma soprattutto ucronia, ho avuto il piacere di scoprire che anche altri autori dell’associazione, che non sapevo, si sono interessati alla storia alternativa o fantastica, oltre a me e, ovviamente, a Pierfrancesco Prosperi, che da decenni pratica con successo il genere: Roberto Grasso con “Jesse James delle Due Sicilie”, Tullio Bologna e la sua storia alternativa  del fascismo ma anche lo stesso Tullio Bologna con Michele Martino, che affrontano la storia in chiave fantastica con “La Dea del Lago”, la sword & sorcery di Francesco Lo Manno, l’attenzione per la storia di Carmine Villani o quella per storia e mito di Marina Alberghini, l’attività di giornalista storico di Adriano Monti-Buzzetti (che già conoscevo come curatore di Dimensione Cosmica), Valeria Barbera, che avevo incontrato quando mi ritrovai tra i finalisti del Premio al Lettore, che lei vinse con una recensione di un’ucronia scritta da Davide del Popolo Riolo.

L’AUSTRIA VISTA DA ROMA

Sublime e orrido del mondo svelati da Bernhard | LuciaLibri

Thomas Bernhard

Sono arrivato a leggere “Estinzione. Uno sfacelo” (1986) di Thomas Bernhard (Heerlen, 9 febbraio 1931 – Gmunden, 12 febbraio 1989), per caso. Cercavo qualche romanzo che parlasse della Sesta Estinzione di Massa (se ne conoscete segnalatemeli).

Mi è parso subito chiaro che “Estinzione” non avesse nulla a che fare con quanto cercavo, ma mi ha incuriosito lo stesso.

Thomas Bernhard è un importante autore austriaco ed “Estinzione” racconta di un gentiluomo austriaco che vive a Roma. Sebbene io sia nato a Roma e sia di lontane origini austriache, questo non mi ha fatto particolarmente immedesimare nel protagonista, anche se alcuni luoghi romani da lui citati sono in zone in cui ho vissuto e questa aria da nobiltà decaduta non mi è nuova.

Estinzione” è quasi un atto d’accusa contro il modo di vivere austriaco, visto in contrapposizione con quello romano (parla sempre di Roma, piuttosto che d’Italia), che il protagonista sembra preferire di gran lunga.

Forse, Franz-Josef Murau più che prendersela con l’Austria post-bellica, che definisce cattolico-nazional-socialista, se la prende con quel piccolo feudo di proprietà della sua famiglia, Wolfsegg, luogo simbolico al punto da poter sembrare immaginario, anche se una simile località esiste davvero in alta Austria.

Il romanzo si caratterizza stilisticamente per un uso ossessivo delle ripetizioni di parole, di espressioni e di concetti.

Wolfsegg Castle and the Hole: Ghosts of Germany - Amy's Crypt

Wolfsegg

Come autore mi capita spesso di revisionare o di farmi revisionare dei testi, miei o altrui. Gli editor tendono spesso a evidenziare ogni minima ripetizione, invitando l’autore a eliminarla. Scrive, per esempio, Sergio Calamandrei: “Ho sviluppato una vera e propria idiosincrasia per le ripetizioni”. Se Bernhard fosse un autore minore e magari autoprodotto, si sarebbe potuto dire che questo lavoro di editing sia mancato al testo e in modo clamoroso. Credo che potrebbe essere agevolmente ridotto a un terzo o forse un quinto della sua lunghezza senza perdere nulla nella sostanza, nei contenuti, nei pensieri e nelle sensazioni che si vogliono esprimere. Bernhard è però poeta, narratore e drammaturgo di fama e questo non è certo il caso. Perché dunque si ripete? Io credo che abbia voluto rendere il flusso dei pensieri: quando pensiamo, certe idee e certe parole si muovono ostinatamente nella nostra testa, come il ritornello di una canzone, e non riusciamo a liberarcene. Inoltre, credo che un uso simile delle ripetizioni “scolpisca” i personaggi, i nomi, le idee nella testa del lettore, assai più del razionale “non ripetersi”. Del resto, anche la letteratura antica, penso ai classici greci, per esempio, o addirittura alla Bibbia, sono una ripetizione continua. Il mio quesito è dunque questo: se un autore vuole scrivere un testo che abbia una sua consistenza e non sia solo un esercizio scolastico, dovrebbe davvero evitare espressioni come “Già in passato avrei potuto portare Gambetti a Wolfsegg, pensai, ma a ragion veduta me ne ero sempre astenuto, sebbene molto spesso mi fossi detto che andare a Wolfsegg con Gambetti avrebbe potuto essere utile, oltre che per me, anche per Gambetti stesso. Con una verifica in prima persona da parte di Gambetti, i miei racconti su Wolfsegg acquisterebbero ai suoi occhi un’autenticità che nulla, altrimenti, potrebbe loro conferire. Conosco Gambetti ormai da quindici anni e non l’ho portato a Wolfsegg neppure una volta, pensai” di cui “Estinzione” è pieno in ogni pagina (questa l’ho scelta a caso)? Si noti il ripetersi dei nomi Gambetti e Wolfsegg, senza il ricorso a pronomi, perifrasi o sinonimi.

Oppure si veda qui come ricorrono il termine “fiducia”, presente anche nel paragrafo successivo, e “deluso”: “Mio fratello aveva sempre accordato subito a tutti la sua fiducia, e poi si era sempre sentito ferito quando la sua fiducia, in quasi tutti i casi, era stata delusa, io al contrario non ho quasi mai accordato subito a qualcuno la mia fiducia e di conseguenza raramente sono stato deluso nella mia fiducia.

 

Estinzione” è occasione per molte riflessioni sui rapporti familiari (qui descritti come tutt’altro che facili), l’arte e la cultura in genere, la società, l’Austria, Roma, la Chiesa, la filosofia, la caccia, la politica e molto altro ancora.

Eccolo dunque Franz-Josef Murau esprimere l’odio per la fotografia, che descrive un mondo deformato e perverso (“Quelli che fotografano commettono uno dei crimini più meschini che si possano commettere, perché nelle loro fotografie trasformano la natura in uno spettacolo perverso e grottesco”), per la caccia (“Fra tutte le passioni odiose, la caccia la odiava con la massima profondità”), la disapprovazione per la mania per l’arte antica, come ostentazione di cultura, l’impossibilità di comprendere la natura senza capire l’arte (“Quelli che sostengono di vedere la natura, ma non hanno una concezione dell’arte, vedono la natura solo superficialmente e mai in maniera ideale, ossia in tutta la sua infinita grandiosità”), preferendo gli artisti vivi a quelli morti, la vacuità di disporre di tante librerie senza leggere (come facevano i suoi parenti), il disprezzo verso i titoli accademici (“Quanto più imponente suona il titolo, tanto più grande è l’imbecille che lo porta”), la differenza tra l’ozio della gente comune e quella degli intellettuali (“Per l’uomo di pensiero il cosiddetto far nulla non è neanche possibile”), il suo disprezzo per insegnanti e giudici (“Gli insegnanti e i giudici sono i più meschini servi dello Stato”).

L’attacco contro la meschinità è quanto mai ricorrente. Oltre a caratterizzare docenti e magistrati, riguarda l’intera Austria (“non perdo occasione per attribuire agli austriaci meschini e abietti sentimenti cattolico-nazionalsocialisti”) e, in particolare, la sua stessa famiglia.

nuvole-3Amara è l’immagine dell’Austria che emerge da questo libro: “è già una menzogna perversa parlare dell’Austria, ancora oggi, come di un bel paese, in verità è da tempo ormai soltanto un paese distrutto, deliberatamente devastato e sfigurato, diventato vittima di perfidi affari, dove ormai, in effetti, la cosa più difficile è trovare un angolo intatto. È una menzogna dire che questo paese è un bel paese, perché in verità è un paese ucciso.” Vedendo questo Paese devastato dalla mancanza di cultura, non posso non pensare a un’altra mia recente lettura, “Gli esclusi” (1980) di Elfriede Jelinek, opera austrica contemporanea a “Estinzione”, che parla dei difficili rapporti nella famiglia austriaca di un ex-gerarca nazista mutilato e privo di uno scopo nella vita. Due mondi diversi, ma due facce della stessa Austria cattolico-nazionalsocialista. Non ama, però neanche gli pseudo-socialisti che sono succeduti ai nazionalsocialisti.

Dell’Austria e della Germania non risparmia certo la letteratura:

Siamo dinanzi a una letteratura piccolo borghese da funzionari, quando siamo dinanzi alla letteratura tedesca, anche i grandi esempi di questa letteratura tedesca non sono null’altro, Gambetti, Thomas Mann, lo stesso Musil, dissi, che fra tutti questi produttori di letteratura da funzionari metto ancora al primo posto. Ma anche Musil non ha scritto altro che una pietosa letteratura da funzionari.”

L’impiegato Kafka, ho detto a Gambetti, è stato il solo a non produrre una letteratura da funzionari e impiegati, bensì una grande letteratura, cosa che non si può certo affermare di tutti i cosiddetti grandi scrittori tedeschi di questo secolo, a meno di non volersi allineare ai milioni di chiacchieroni da pagine culturali”.

Non risparmia neppure Goethe:

Nell’insieme, ho detto a Gambetti, l’opera goethiana è l’orticello di periferia di un filisteo della filosofia. In nulla Goethe è arrivato alle vette, dissi, in tutto non è mai andato oltre la mediocrità. Non è il più grande lirico, non è il più grande prosatore, ho detto a Gambetti, e le sue opere teatrali, paragonate per esempio alle opere di Shakespeare, sono come un bassotto spelacchiato dei sobborghi di Francoforte di fronte a un colossale cane da pascolo alpino svizzero. Faust, avevo detto a Gambetti, che megalomania!”

Quanto ai filosofi, prova per loro attrazione e repulsione.

 

Se con il suo Paese non ci va leggero, anche nei confronti della Chiesa cattolica, non mostra alcuna simpatia:

La Chiesa cattolica fa tanti danni nelle giovani teste”.

Milioni, e infine miliardi di persone debbono alla Chiesa cattolica il fatto di essere state distrutte alle radici e rese inservibili per il mondo, il fatto che la loro natura è stata trasformata in contronatura. La Chiesa cattolica ha sulla coscienza l’uomo distrutto, restituito al caos, in definitiva infelice fino al midollo, questa è la verità, non il contrario. Perché la Chiesa cattolica tollera solo l’uomo cattolico, nessun altro, questo è il suo intento e il suo fine perenne. La Chiesa cattolica trasforma gli uomini in cattolici, in individui ottusi che hanno dimenticato il pensiero autonomo e l’hanno tradito per la religione cattolica.

Il vescovo Spadolini, amante della madre, è oggetto di ammirazione per l’arte teatrale dei suoi discorsi ma, nel contempo, di grande disprezzo.

 

Se il protagonista disprezza la cultura morta, vede nell’esagerazione i massimi livelli dell’arte.

Per rendere comprensibile una cosa dobbiamo esagerare, gli avevo detto, solo l’esagerazione dà alle cose forma visibile”.

Ho educato a tal punto la mia arte dell’esagerazione che a buon diritto posso definirmi il più grande artista dell’esagerazione che io conosca.

L’arte dell’esagerazione è un’arte del superare, superare l’esistenza così come l’ho in mente io”.

I grandi maestri nel superamento dell’esistenza sono sempre grandi artisti dell’esagerazione”.

Il pittore che non esagera è un cattivo pittore, il musicista che non esagera è un cattivo musicista, dissi a Gambetti, così come lo scrittore che non esagera è un cattivo scrittore, ma può anche accadere che la vera arte dell’esagerazione consista nel minimizzare tutto, allora dobbiamo dire, costui esagera la minimizzazione ed in tal modo fa della minimizzazione esagerata la sua arte dell’esagerazione, Gambetti. Il segreto della grande opera d’arte è l’esagerazione, ho detto a Gambetti, il segreto del grande pensiero filosofico altrettanto, l’arte dell’esagerazione è, in assoluto, il segreto dello spirito, ho detto a Gambetti”.

Forse, questo concetto di esagerazione spiega anche l’esagerato uso delle ripetizioni in questo romanzo.

La trama si dipana attorno all’arrivo di un telegramma che annuncia al protagonista che i suoi genitori e il fratello maggiore sono morti in un incidente d’auto. Franz-Josef Murau deve, dunque, lasciare Roma e tornare nell’odiata Wolfsegg. Riesamina, dunque, il carattere dei suoi familiari e i loro rapporti.

Il protagonista sente “il dovere di procedere a una spietata osservazione di Wolfsegg e di render conto di quella spietata osservazione.” In tale resoconto si propone di “mostrare i miei così come sono, anche se allora saranno sulla carta solo come io li ho visti e come io li vedo”. Per tale resoconto ha scelto “il titolo Estinzione, perché il mio resoconto è lì solo per estinguere ciò che in esso viene descritto, per estinguere tutto ciò che intendo con Wolfsegg, e tutto ciò che Wolfsegg è, tutto”.

Ecco, quindi, questi genitori che vanno a teatro per dovere sociale, perché “vivono la loro vita in abbonamento, e tutti i giorni entrano nella loro vita come a teatro, a vedere una commedia orrenda, e non si vergognano”.

I miei, dopo aver terminato il liceo, il cosiddetto classico, non si sono più adoperati per raggiungere nulla e sono Estinzione | Thomas Bernhard - Adelphi Edizionirimasti fermi per tutta la vita su quelle posizioni in effetti del tutto insoddisfacenti. Ma è disgustoso questo atteggiamento di chi ritiene non più necessario l’arricchimento dello spirito, superfluo l’ampliamento delle proprie conoscenze, qualunque esse siano, tempo sprecato l’ulteriore e continua formazione del carattere.”

Eccoli, dopo la fine della Guerra, ospitare e nascondere nella dependance decaduta detta Villa dei Bambini i nazisti. Ecco l’odio per i cacciatori della tenuta che vede come nazisti, in contrapposizione ai giardinieri, visti come esempio di persone semplici, verso cui va la sua simpatia.

Le sorelle sono trattate dai genitori narcisisti non come persone ma come bambole da vestire.

Il suo proposito di restaurare la Villa dei Bambini, appare come il proposito di restaurare l’infanzia, ma è solo un’idea passeggera, perché il suo vero istinto è di estinguere quei luoghi.

Tutto lo disturba, persino il cinguettio degli uccelli pare un ostacolo allo spirito.

Una simile dirompente carica di esagerato disprezzo non può che confluire nell’Estinzione di quel mondo.

METTERE IN GUARDIA DAI MUTAMENTI CLIMATICI

In occasione del Festival del Libro di Pisa del 10 Novembre 2019 partecipai alla presentazione di “Antropocene – L’umanità come forza geologica” una raccolta di “Racconti e saggi a cura di Francesco Verso e Roberto Paura” (Future Fiction 2018).

Antropocene: L'umanità come forza geologica (Future Fiction Vol ...

Francesco Verso

Il tema mi solleticava, sia per l’interesse che rivestono per me (e vorrei sperare per tutti) le tematiche dell’impatto umano sull’ambiente e sul clima in particolare, ma anche perché questo volume, con mezzi e forme diverse si riprometteva i medesimi obiettivi della mia ultima pubblicazione “Apocalissi fiorentine”: sensibilizzare i lettori verso tali problematiche.

Verso e Paura hanno scelto l’originale alternanza di racconti e articoli sul tema, scritti da autori provenienti da ogni parte del mondo, con l’intento di “collegare la finzione alla realtà” (scrive Paura), perché la fantascienza è un genere letterario che ci parla forse più del mainstream della nostra realtà, per la propria capacità di anticipare il futuro, di metterci in guardia da possibili distopie, di guidarci verso utopie e sogni, di caricaturizzare il nostro mondo.

Nella prima delle due prefazioni Paura evidenzia la “potenza della fiction” nell’esercitare “un forza persuasiva da non sottovalutare”. Credo sia questo il motivo per cui sto cercando di sottolineare l’importanza di scrivere per l’ambiente, in un momento in cui, come scrive Verso nella seconda prefazione, “il dominio” dell’uomo sulla natura “ha sopraffatto il rispetto. E così la scienza ha spogliato la natura dei suoi antichi misteri, l’ha resa nuda e indifesa nei confronti di chiunque abbia voluto appropriarsi delle sue risorse”.

Proprio oggi che il concetto di capitalismo sembra non avere nemici è tempo di immaginare il futuro del rapporto tra uomo e natura”, scrive ancora Verso, e io credo, anzi, che sia proprio questa catastrofica mancanza di rispetto verso la natura a mostrare chiaramente i limiti del capitalismo e a decretarne la necessità del suo superamento, perché “minaccia di distruggere l’intero ambiente umano” (Verso), essendo “per sua natura, contrario a qualsiasi nozione di sostenibilità” (Verso).

Roberto Paura | World Futures Studies Federation - Academia.edu

Roberto Paura

Nel racconto di Jean-Luis Trudel si parla dello scioglimento dei ghiacci della Groenlandia e dell’emersione di antichi batteri e in questi giorni segnati da una colossale crisi mondiale per causa di un virus, la riflessione su quello che potrebbe davvero accadere sorge spontanea.

Assai interessante è l’analisi dell’articolo di Marco Signore sulle variazioni climatiche del passato, che dimostrano che “il pianeta ha i mezzi per curarsi”, ma che questo non vuol dire che tutte le specie possono sopravvivere a queste oscillazioni e non vuol dire che il riscaldamento globale in atto sia naturale. Le cause antropiche sono innegabili, sebbene ci sia ancora che provi a sostenere il contrario.

Questo riscaldamento “causerà profonde perdite agli ecosistemi. L’innalzamento delle temperature degli oceani anche di un solo grado comporta disastri immani per gli organismi, a cominciare da quelli che vivono in superficie, cioè il plancton. Sfortunatamente per noi e per l’intero pianeta Terra, il plancton è praticamente la base della vita su questo mondo: produce almeno la metà dell’ossigeno necessario per respirare, ed è alla base delle reti alimentari. In più, la quantità di carbonio nell’atmosfera in costante aumento, non provoca solo l’aumento delle temperature, ma anche l’acidificazione degli oceani”, “condannando praticamente gli organismi a morte”.

Il racconto di Clelia Farris (Cagliari, 1967) ci trasporta in un mondo sommerso dalle acque i cui i superstiti sopravvivono su “scogli” formati dalle sommità dei grattacieli. Un’improvvisa glaciazione metterà a repentaglio la loro difficile sopravvivenza. Il clima qui, insomma, impatta due volte sull’umanità, in modi inversi ma comunque drammatici.

Segue un interessante analisi sociologica dell’ecologismo scritta da Antonio Camorrino, che ci parla della “diffusa percezione che il futuro riservi pericoli dalla portata inedita”, partendo proprio dalla lettura del racconto della Farris, che, secondo lui, metaforizza la dissoluzione di “una certa immagine dell’umano”.

Per il moderno ecologismo “La natura viene quindi sacralizzata a contrappunto dell’umano, assurto a polo negativo Antropocene: L'umanità come forza geologica (Future Fiction Vol ...della dialettica per mezzo del rovesciamento dell’antinomia moderna che sanciva il dominio dell’uno sull’altra”.

In questo, devo dire, mi riconosco in questa visione dell’ecologismo. Credo, infatti, che la gerarchia di sfere in cui ci muoviamo “io-famiglia-comunità locale-stato-unione di stati-umanità-natura” vada rovesciata come importanza dall’approccio individualista ed egocentrico, cercando di imparare che la priorità di tutti noi deve diventare proprio la salvaguardia e protezione della natura, rispetto alla quale tutti gli altri interessi sono “particolari” e quindi meno rilevanti, così come gli interessi dell’associazioni internazionali dovrebbero prevalere su quelli dei singoli stati o delle singole comunità. I nazionalismi del resto già hanno trascinato la storia lungo percorsi da non ripetere e i campanilismi sono atteggiamenti gretti e odiosi, indegni di uomini civili.

Si deve giungere, come scrive Camorrino alla “natura come nuovo universo morale”.

Segue un racconto del cinese Chen Quifan, che pone al centro le problematiche dell’inquinamento atmosferico urbano, assai sentito nel suo Paese, impegnato nella difficilissima sfida di sostenere una velocissima crescita economica, industriale e sociale cercando di contenerne i danni ambientali.

Eccoci così in un mondo in cui “si consiglia ai bambini piccoli, agli anziani e a coloro con malattie respiratorie di rimanere in casa…”, frase che in questi giorni di quarantena mondiale, colpisce con un coltello al cuore. Ecco, deja vu, “un mucchio di pedoni, con le facce impolverate sotto mascherine che li facevano sembrare mostruosità con la faccia di maiale”.

Come il covid-19, oggi, nel racconto “lo smog causava anche danno psicologico”, “un aumento sui tassi di depressione nei residenti in città”. “Conseguenza dello smog era il senso di rimozione dal mondo”.

Ali della notte” di Robert Silverberg

Robert Silverberg

Tocca poi a Fausto Vernazzani, partendo da questo racconto, esaminare la moderna climate fiction e fantascienza cinesi. Nella sci-fi cinese “come figura dominante emerge l’innovazione tecnologica”. La passione e la pervasività della tecnologia nell’attuale società cinese ha, infatti, favorito il passaggio da una fantascienza concentrata sugli aspetti sociologici alla hard science fiction. Restano comunque centrali anche i temi dell’inquinamento, dei cambiamenti climatici e della desertificazione. “L’inquinamento e i cambiamenti climatici insieme hanno devastato uno dei beni principali della nazione, ovvero il terreno”. “Ogni anno il deserto dei Gobi fagocita oltre 3.000 Km2 di verde”.

Mariam Womack nel suo racconto ci parla dell’estinzione delle farfalle e del loro ritorno con una specie mutante e gigante di macaoni, dall’inattesa pericolosità, in un mondo dalle estati troppo calde in cui con i macaoni tornano anche antiche malattie.

L’articolo di Gennaro Fucile parte da questo racconto per spiegarci, citando Mark Fisher, che “è più facile immaginare la fine del mondo che quella del capitalismo”: il mercato risorge sempre, “il consumo diventa uno stare al mondo, una concezione di vita”. Prosegue raccontandoci scenari distopici letterari, citando, tra gli altri, “La ragazza meccanica” di Paolo Bacigalupi (che ho appena iniziato a leggere) e soprattutto l’agghiacciante “Come è” (1961) di Samuel Beckett, con quest’uomo strisciante nel fango, che mi devo procurare al più presto.

La sua visione dell’antropocene credo si possa riassumere nell’affermazione “l’apocalisse non è arrivata dall’industria bellica” ma dalle “profonde ferite inferte al pianeta” “arrecate da mucche d’allevamento, coltivazioni intensive di mais, bombolette spray, quattro ruote utilitarie, e via di questo passo”. Perché “la pace ha distrutto e continua a distruggere l’ambiente” e “l’obesità oggi è un’epidemia” ma anche un simbolo della nostra civiltà, aggiungerei. Concetto estremante suggestivo: partendo da questa frase ho appena scritto un racconto!

Segue Cielo rovente” del grande Robert Silverberg, racconto che da solo varrebbe l’acquisto dell’antologia, peraltro, come sto scrivendo assai pieni di spunti e testi interessanti.

Ci parla di un mare che è “uno strano gulash di correnti” in cui grandi iceberg, residui dello scioglimento dei poli, vanno alla deriva, mentre navi cercano di contenderseli per portarli verso città assetate, in un mondo ormai avaro di acqua potabile, in cui Los Angeles fa la guerra a San Francisco per un po’ di ghiaccio polare. Un mondo difficile, in cui una nave alla deriva che chiede aiuto è da guardare con sospetto, perché potrebbe nascondere insidie.

Nel suo articolo Giampietro Casasanta, riprende il tema dello scioglimento dei ghiacci spiegandoci, tra le altre cose che la fusione di quelli dell’Antartide porterebbe a un innalzamento del livello del mare di 58 metri. Quante coste e quante città resterebbero sommerse! Ci racconta delle varie basi scientifiche presenti in questo continente deserto grande come Europa e Stati Uniti assieme e di come queste siano in grado di utilizzare il carotaggio dei ghiacci per studiare l’evoluzione del clima terrestre, in quanto “il contenuto isotopico medio del ghiaccio e la temperatura annuale media sono legati da una relazione lineare”.

Affascinante anche il racconto del curatore Francesco VersoDue mondi”, che immagina la creazione di due nuove razze “umane” realizzate mediante la manipolazione genetica, tema a me particolarmente caro e che credo sia la vera frontiera del nostro sviluppo scientifico.

Chiudendo il volume in ordine inverso rispetto a come lo avevano aperto, ritroviamo l’altro dei due curatori, Roberto Paura, nell’ultimo articolo, che riprende il tema suggerito dal racconto di Verso per parlarci di human enhancement, come alternativa piuttosto che alla terraformazione di altri pianeti, alle soluzioni per arrestare i mutamenti ambientali: adattare l’uomo (ma anche le altre specie) a un ambiente alterato. Soluzione che comporta grossissimi problemi etici e politici, ma che rischia di rimanere l’ultima e unica soluzione possibile se proseguiremo nel tapparci occhi e orecchie davanti agli evidenti segnali di degrado del pianeta e alla nostra colpevolezza in merito.

Accanto all’human enhancement, Paura ricorda altre soluzioni meno drastiche come il cognitive enhancement, che potrebbe renderci non solo meno fecondi (“la fecondità diminuisce al crescere dell’istruzione, soprattutto femminile”) ma anche più reattivi ad affrontare le nuove situazioni, per non parlare del, forse ancor più paradossalmente Antropocene | L'epoca umana - Exibart.tvutopistico, moral enhancement.

Eppure, l’ingegneria genetica potrebbe davvero essere persino la soluzione ai mutamenti genetici, si pensi per esempio al drammatico problema della liberazione del metano nascosto dal permafrost, che potrebbe avvenire per effetto del surriscaldamento globale, determinando un’immane accelerazione dell’effetto serra. Ebbene, questo fenomeno è peggiorato dall’assenza di grossi animali come i mammut che calpestavano la tundra, consentendo al ghiaccio di penetrare più in profondità, conservando così meglio il permafrost. Ebbene la ricostruzione con ingegneria genetica dei mammut potrebbe aiutare a rallentare il fenomeno!

Paura mette, infine, in guardia dal “soluzionismo”: l’illusione otto-novecentesca che la scienza e la tecnologia possano trovare una soluzione a tutto, ci rende irresponsabili e rende superate etica e politica.

Premio al lettore di Fantascienza

Associazione World SF ItaliaOggi sono usciti i finalisti del Premio al Lettore di Fantascienza organizzato dalle associazioni Moonbase ’99 e World SF Italia.

Sono presente tra i sei finalisti con due recensioni da me scritte e una scritta su un mio libro. Sui link è possibile leggere le recensioni.

Ecco i primi sei classificati (in ordine alfabetico):

Carlo Menzinger di Preussenthal [leggi] Il 9 Maggio Pierfrancesco Prosperi
Carlo Menzinger di Preussenthal [leggi] Karma avverso Emiliano Mecati e Alessio Seganti
Daniele Dafichi [leggi] Hyperion Dan Simon
Pietro Ballio (pseudonimo) [leggi] I fabbricanti di felicità James E. Gunn
Valeria Barbera [leggi] Übermensch Davide Del Popolo Riolo
Vincenzo Maria Sacco [leggi] Apocalissi fiorentine Carlo Menzinger di Preussenthal

 

Sono presente anche tra le altre ammesse in finale.

Grazie a chi mi ha recensito e a chi mi ha votato.Homepage

Colgo l’occasione per segnalare che come lettore di fantascienza, sono anche Maestro della Fratellanza di Fantascienza di Anobii, un’associazione che da anni sta redigendo l’elenco delle migliori opere di fantascienza di sempre.

Qui potete leggere altre mie recensioni di opere fantascientifiche.

VECCHI GIOVANOTTI NELLO SPAZIO

Scrittori: John Scalzi, contratto record per 10 anni | Umbria e ...

John Scalzi (Fairfield, 10 maggio 1969) è uno scrittore e blogger statunitense conosciuto soprattutto per i suoi romanzi di fantascienza.

Non c’è verso: nessuna lettura scorre bene come un buon romanzo di fantascienza. “Morire per vivere” (2005) di John Scalzi appartiene senz’altro a questa categoria. Per giunta, tra le opere di questo genere, seppur con forti elementi da space opera (che non sono tra i miei preferiti), credo si possa definire un romanzo con un elevato grado di creatività. Tra tutti gli autori, i miei preferiti sono proprio i creatori di mondi.

Non ci sono trovate nuove in assoluto in questo romanzo, ma è il contesto generale a renderlo un mondo con un alto coefficiente di immaginazione.

L’idea di base è che la gente, arrivata a settantacinque anni d’età possa decidere se continuare a invecchiare mollemente o arruolarsi in una misteriosa forza armata interstellare e andare a combattere in mondi alieni. Una soluzione migliore della condanna a morte riservata ai “vecchi” ne “La fuga di Logan”.

I volontari non sanno assolutamente nulla di che cosa li aspetti, perché questi mondi extraterrestri e i relativi conflitti sono tenuti nascosti ai comuni mortali, quasi come in “Men in black”, anche se tutti qui sanno dell’esistenza di tale forza speciale.

Quello che sperano gli arzilli vecchietti e di venire “curati” per tornare un po’ meno anziani e più efficienti, ma Amazon.it: Morire per vivere - Scalzi, John, D'Addetta, C. - Librinessuno sa se questo avverrà davvero.

Ovviamente li aspetta una sorpresa quando si saranno arruolati. I mondi in cui combattere, comunque, esistono davvero e, sebbene non descritti in particolare dettaglio, hanno una discreta varietà.

Il mezzo usato per raggiungere la stazione spaziale da cui i vecchietti partiranno è un ascensore gravitazionale, come quello che nel 1894 immaginò il fisico russo Konstantin Ciolkovskij e che è al centro del romanzo del 1979 di Arthur Clarke “Le fontane del paradiso” e che si ritrova persino in “Il tempo è come un fiume” di Franco Piccinini (Edizioni Della Vigna, 2018).

L’idea di uomini anziani in corpi giovani non è di per sé certo idea nuova, si pensi al classico “Ritratto di Dorian Gray” di Oscar Wilde o al più recente Trevor Holden nella serie TV (2016-18) “The Travellers”, in cui i viaggiatori nel tempo si ritrovano in corpi altrui, a volte più giovani, a volte più vecchi, ma questo esercito di vecchietti ringiovaniti ha la sua notevole originalità.

In questo libro, nelle cosiddette “Brigate Fantasma” c’è persino un archetipo come Frankestein, umanizzato e militarizzato nel contempo (l’idea di individui nati adulti parte da lì e si sviluppa in vario modo nella fantascienza). C’è la manipolazione genetica, che attinge dal patrimonio di altre specie, vegetali o aliene. Ci sono in viaggi spaziali connessi alle teorie sui tachioni. Ci sono possibili sviluppi dell’intelligenza artificiale applicata alla cibernetica umana e a sviluppi della personalizzazione degli smartphone. Ci sono razze dalle filosofie aliene.

Insomma, un bel libro ricco di trovate e di avventure, un po’ troppo space opera ma sufficientemente creativo da farselo del tutto perdonare.

TEMPO DI VIRUS, TEMPO DI LETTURE

In questi giorni di epidemia, io lavoro come sempre, ma da casa. Nonostante ciò, il mio tempo libero è aumentato perché ho eliminato tutte le altre attività: non vado più in palestra, non cammino, non incontro amici o parenti, non vado al cinema o a teatro, non partecipo a incontri letterari o presentazioni, non vado a fiere, mostre o eventi. Insomma, tutto casa e lavoro!

Qualcuno di voi, probabilmente, oltre ad aver ampliato lo spazio del proprio tempo libero, in questi giorni non lavora neppure.

Io ne vorrei approfittare per scrivere e leggere di più, anche se a dir il vero, per ora comunque in casa ho ancora troppe cose da fare. Comunque, sono uno che scrive e legge già molto in condizioni normali.

Per chi, invece, si ritrovasse con un po’ di tempo libero in più, il mio consiglio è di leggere.

Voglio venire incontro a chi mi desse retta, offrendo alcune mie cose a un prezzo speciale. Sono libri che potete ordinare sui siti on-line, ai soliti prezzi, oppure ve li posso spedire io con piego-libro e, se volete una dedica speciale.

Per i pacchi standard, non devo neppure andare in posta per spedirveli.

 

Ecco i libri che vi propongo:

APOCALISSI FIORENTINE: una raccolta di racconti distopici che sembrano scritti apposta per questi giorni. C’è persino un virus letale da debellare!

 

VIA DA SPARTA: romanzo ucronico che immagina le avventure di una schiava ilota in fuga in un mondo contemporaneo in cui la storia ha mutato corso e oggi viviamo sotto il ferreo controllo dell’Impero di Sparta. La saga comprende tre volumi: IL SOGNO DEL RAGNO, IL REGNO DEL RAGNO e LA FIGLIA DEL RAGNO.

 

IL NARRATORE DI RIFREDI: alla scoperta del quartiere fiorentino di Rifredi e di uno dei suoi autori Massimo Acciai Baggiani, attraverso interviste, recensioni, racconti e poesie.

 

E veniamo alle offerte (comprese le spese di spedizione):

APOCALISSI FIORENTINE: € 10,00

VIA DA SPARTA (un volume a scelta tra IL SOGNO DEL RAGNO, IL REGNO DEL RAGNO e LA FIGLIA DEL RAGNO): € 9,00

IL NARRATORE DI RIFREDI: € 5,00

LA BAMBINA DEI SOGNI: € 9,00

APOCALISSI FIORENTINE + IL NARRATORE DI RIFREDI: € 12,00

APOCALISSI FIORENTINE + un volume di VIA DA SPARTA: € 18,00

APOCALISSI FIORENTINE + due volumi di VIA DA SPARTA: € 25,00

APOCALISSI FIORENTINE + tre volumi di VIA DA SPARTA: € 30,00

APOCALISSI FIORENTINE + LA BAMBINA DEI SOGNI: € 18,00

Due volumi di VIA DA SPARTA: € 16

Tre volumi di VIA DA SPARTA: € 20

LA BAMBINA DEI SOGNI+ un volume di VIA DA SPARTA: € 16,00

IL NARRATORE DI RIFREDI + un volume di VIA DA SPARTA: € 10,00

IL NARRATORE DI RIFREDI + LA BAMBINA DEI SOGNI: € 10,00

APOCALISSI FIORENTINE + IL NARRATORE DI RIFREDI + tre volumi di VIA DA SPARTA: € 35,00

IL NARRATORE DI RIFREDI + due volumi di VIA DA SPARTA: € 20,00

IL NARRATORE DI RIFREDI + tre volumi di VIA DA SPARTA: € 28,00

IL NARRATORE DI RIFREDI + tre volumi di VIA DA SPARTA+APOCALISSI FIORENTINE: € 32,00

IL NARRATORE DI RIFREDI + tre volumi di VIA DA SPARTA+APOCALISSI FIORENTINE + LA BAMBINA DEI SOGNI: € 40,00

La bambina dei sogni - Carlo Menzinger di Preussenthal

 

Per me sono prezzi sotto-costo, come invito alla lettura. Spero che vorrete, poi, farmi sapere che cosa ne pensate con un commento o una recensione in rete.

 

Si può pagare con bonifico, paypal o ricarica telefonica (quest’ultimo sistema solo per alcuni importi).

 

Contattatemi qui, su facebook o scrivendo a menzin@virgilio.it.

Non volete spendere nulla? Allora ho qualcosa anche per voi: qui potete scaricare GRATIS alcuni e-book, non si paga e non ci si registra.

CONOSCERE FIRENZE: FREDERICK STIBBERT

Risultato immagini per Il collezionista di sogniCon il GSF – Gruppo Scrittori Firenze, abbiamo appena lanciato un progetto di antologia su Firenze Capitale. Ho pensato che potrei partecipare con un racconto su Frederick Stibbert, figura di spicco nella città quegli anni e nei successivi.

Mi sono, dunque, recato presso il Museo, per integrare la mia bibliografia in merito e ho acquistato il volume “Il collezionista di sogni” a cura di Enrico Colle e Simona Di Marco, edito da Mondadori Electa Storie nel Settembre 2016.

Prima di acquistarlo, avevo sfogliato il volume e mi era parso più adatto di altri allo scopo. Arrivato a casa, noto però sulla copertina il sottotitolo “Romanzo”, che mi lascia quanto mai deluso. Non era, infatti, mia intenzione acquistare un’opera di narrativa ma un saggio da usare come base per scrivere il racconto.

Va detto, dunque, che la definizione è quanto mai fuorviante. Non si tratta per nulla di un romanzo, ma di una raccolta di scritti assai precisi e dettagliati sulla vita di questo personaggio. Certo non hanno il rigore di un saggio, in quanto mancano le note che esplicitano la fonte di ogni affermazione e forse per questo l’editore deve aver preferito presentarlo come opera di fantasia, ma tale non mi è parso. Come dicevo, poi, non è romanzo, in quanto riunisce una discreta collezione di immagini a colori e vari brani tematici di autori diversi, ovvero:

  • Simona Di Marco – Una famiglia ingombrante;
  • Enrico Colle- Nel rutilante vortice della mondanità;
  • Dominique Charles Fuchs – En voyage!;
  • Riccardo Franci – Il sogno ricreato: il “suo” museo;
  • Martina Becattini – Una Wunderkammer

Poiché gli anni che mi interessavano maggiormente erano quelli dal 1865 al 1871, i primi due articoli, scritti proprio dai curatori, si sono rivelati per me quelli più utili e ricchi di informazioni.

In ogni caso, al mio scopo, la scelta del volume si è rivelata azzeccata e felice. Tutti i testi contenuti nell’antologia si leggono con piacevolezza e sono estremamente densi di informazioni di ogni genere su questo grande collezionista e sul periodo in cui è vissuto, mostrando una Firenze ottocentesca quanto mai cosmopolita e vivace e dando un’immagine di Stibbert assai più inserito nella buona società locale di quanto avessi ritenuto, immaginandolo quasi in esilio nella sua bella villa sulla collina di Montughi scelta dalla madre. È, invece, una delle figure che meglio hanno rappresentato Firenze nel mondo e che hanno dato lustro alla città creando una collezione di armi e armature e altri oggetti, provenienti dall’Europa, dal Giappone e dal vicino Oriente, unica nel suo genere. Del resto, il Museo Stibbert è uno di quelli che maggiormente amo a Firenze e di certo quello che, complice anche la vicinanza della mia casa, ho certo visitato più spesso.

Leggi anche:

Cavalieri, mamelucchi e samurai

PORTARE LA FANTASCIENZA IN TOSCANA

Nel creare l’antologia di racconti distopici “Apocalissi fiorentine” mi ripromettevo, tra le altre cose (oltre ad avvicinare a contesti quotidiani le problematiche ambientali e sociali dei nostri tempi) di fornire scenari italiani e nello specifico fiorentini alla fantascienza, in particolare quella catastrofista, che vediamo quasi sempre ambientata negli Stati Uniti d’America.

Ho, dunque, accolto con piacere la notizia che solo due mesi dopo la pubblicazione di “Apocalissi fiorentine”, due importanti figure della fantascienza italiana, quali Luca Ortino e Gian Filippo Pizzo, avessero curato e pubblicato con Carmignani Editrice una raccolta di storie di genere fantastico ambientate in Toscana: “Fantaetruria”, sottotitolo “Racconti tra mistero e fantasia in Toscana”.

Inoltre, il volume raccoglie numerosi nomi di autori che avevo già avuto modo di apprezzare, in primis, il maestro dell’ucronia Pierfrancesco Prosperi e il pluripremiato autore di fantascienza Lukha B. Kremo.

Ho così partecipato a una delle presentazioni del volume e acquistato una copia di questo nuovo tentativo di smentire la ben nota affermazione di Carlo Fruttero (celebre curatore della rivista Urania) secondo cui “Un disco volante non può atterrare a Lucca”.

Si comincia con un racconto di Serena Maria Barbacetto (“Incantesimo di fuoco”), che si snoda attorno al ritrovamento di “un nazista mummificato nelle fogne” di Firenze e il mistero su perché Hitler abbia risparmiato dalla distruzione Ponte Vecchio nella fatidica notte tra il 3 e il 4 agosto 1944 (tema che avrebbe potuto essere una delle possibili catastrofi da me riviste in “Apocalissi fiorentine”, che, peraltro, nel racconto “11 Settembre” parla dell’arrivo dei tedeschi a Firenze nel 1943).

Serena Barbacetto, Gian Filippo Pizzo, Luca Ortino, Lukha B. Kremo

La storia successiva “Un errore della geografia” è di Alberto Eva, noto autore e curatore di opere gialle e noir, qui prestato a un’ucronia ambientata dal 1932 al 1944 sulla vita dell’ideologo Antonio Gramsci e su una sua immaginaria deportazione in Russia (“Gramsci è più in là che di qua, il duce non vuole che gli muoia come un uccellino in gabbia col calcinaccio al culo… È indispensabile farlo evadere”.

Torna a parlarci di nazisti Andrea Carlo Cappi in una storia che, però, parte nel 180 a.C. e prosegue nel nostro futuro, a proposito dell’arca dell’alleanza, e non possiamo non pensare a Indiana Jones, ma con strane creature (“una delle ipotesi era che i miti riguardanti metamorfosi e licantropia traessero origine dai residui del potere della Creazione”; “sembrava un enorme tentacolo coperto di ventose”).

Lo scenario di “Estate senza fine” di Alessandro Fambrini è la Versilia, dove il ritrovamento di una ragazza assassinata apre la via ad agghiaccianti scoperte.

Ne “I ponti sull’Arno” Francesco Grasso ci offre una versione da social network del ritratto di Dorian Gray (Oscar Wilde) (“ho tirato indietro le lancette per te”), all’insegna dell’affermazione degna del poeta inglese “Posso credere a qualunque storia, a condizione che sia perfettamente incredibile” come afferma nel racconto un certo Basil. “I suoi profili social erano orribili maschere di cinismo e senescenza. Come se le colpe di cui si era macchiata nelle ultime settimane li avessero segnati, una ruga per ogni nequizia”. “Sui social c’è una sola cosa peggiore di perdere la propria privacy… scoprire che a nessuno interessa la tua privacy”.

Se la storia è tanto presente in questi racconti fantastici toscani, forse la chiave è proprio in una frase di questo racconto:

Pisa è una metafora, Una città singolare, tentennate tra passato e futuro; rievocazioni in costume medievale e centri di ricerca cibernetica: una torre sospesa, congelata nell’attimo di una caduta che mai si concluderà…”.

L’antologia si muove secondo un percorso geografico che è una sorta di tour della Toscana. Si arriva così alla Livorno (“Leg Horn”) surreale e futuribile del racconto di Lukha B. Kremo “Delitto di mare”. La sua Leg Horn è una città portuale in cui si verificano “tutte le condizioni climatiche nello stesso giorno” e soprattutto era la “vera avanguardia dell’iperspecismo”: accanto agli umani vi abitano calamari, batraci, isopodi e altre specie acquatiche, tutte evolute, civilizzate e di dimensioni simil-umane, che convivono in uno scambio continuo di relazioni che arriva alla mescolanza sessuale interspecie, in un melting-pot un po’ grottesco nella sua irrealtà corposa.

Risultato immagini per fantaetruriaÈ, comunque, una città viva e attiva in cui “i paranchi stridulano sulle gru orizzontali, come minacciosi uccelli predatori. Il borbottare dei rimorchiatori è il tappeto sonoro su cui i muletti diesel compongono il loro assolo di sgassate e sgommate. L’acqua melmosa dell’arsenale rispecchia il solito cielo indaco screziato che sembra l’acquarello di un’artista distratto. Molti subumani indossano piccole maschere sul muso, altri ci rinunciano: la loro vita non è abbastanza lunga da sviluppare malattie respiratorie”.

In “Voci di tenebra azzurra”, Bruno Vitiello ci porta a Peccioli, in provincia di Pisa, dove nel futuro vive una comunità di ultra-novantenni assistiti da un robot troppo premuroso e preoccupato del loro bene, metafora di un mondo fatto sempre più di anziani, assistiti da eserciti di badanti e protetti da ogni rischio e dalla vita stessa.

A Monteriggioni (Siena) “La profezia di Ezechiele” di Michele Piccolino, ci parla di morti che si risvegliano dalle tombe

Siamo nella medesima provincia anche nella storia di Franco Ricciardiello “Terra di Siena bruciata, che ci parla di “bombe temporali” e di “campi di distorsione” in un’Italia futura in cui “la guerra civile strisciante durava da quattro settimane, da quando otto regioni del Nord avevano proclamato la secessione da Roma” e “il governo di Milano si limitava a non interferire con le attività dei secessionisti toscani”.

L’aretino Pierfrancesco Prosperi ne “Il Palio del 2020” ci racconta di un tempo alternativo in cui la tradizionale Giostra del Saracino non è mai esistita e al suo posto oggi ancora si corre l’antico Palio della Lunga.

Carlo Tuoni nel suo “L’Omino del Sogno”, ci parla della formula del sonno eterno, forse una versione fantasiosa della crioconservazione dei corpi, riallacciandosi a un’antica filastrocca fiorentina.

Storia di razzismo e intolleranza nel tempo dei migranti, dei social e della nuova tranvia fiorentina è il racconto “Vento straniero” di Paola Presciuttini, in cui l’agghiacciante finale forse non è poi così lontano dalla realtà.

Barbacetto, Pizzo, Ortino e Kremo al tavolo, Menzinger, Acciai e Calamandrei tra il pubblico.

Premio Vegetti per la fantascienza e il fantastico

Da domani si potrà votare per il Premio Vegetti.

Ho pubblicato varie cose che potrebbero concorrere, chissà se qualcuno mi vorrà segnalare:Associazione World SF Italia

– “La soluzione del problema” sul primo numero della rivista “ProspettiveIng” dell’Ordine degli Ingegneri di Firenze dedicato al Complex Problem Solving;

– il racconto “Attimi evanescenti di pensiero critico” sul secondo numero della rivista “ProspettiveIng” dell’Ordine degli Ingegneri di Firenze dedicato al “Critical Thinking”;

– Il racconto “La giusta paura” sulla rivista “L’Area di Broca” (Gazebo Libri);

– Il racconto “Protesi” sulla rivista “IF – Insolito & Fantastico” (Odoya), numero 23 dedicato a “Stephen King”;

– Il racconto “Corputer”, presente nel numero 22 “Corpo e Computer” della rivista “IF – Insolito & Fantastico” (Odoya);

– Il racconto “Lezioni di cratività” sul terzo numero della rivista “ProspettiveIng” dell’Ordine degli Ingegneri di Firenze dedicato alla “Creativity“,

– Il racconto “Io è un altro. Nessun altro” nell’antologia “Nessun altro” (Giulio Perrone Editore, 2018)

Quale racconto consiglierei? “Lezioni di cretività“.

Intanto, auguri di buon 2020 a tutti e buon decennio.

Risultati immagini per buon anno

 

TUTTI I LIBRI DEL 2019

Questo 2019 non è stato meno prolifico di altri anni come letture e pubblicazioni.

Come autore, infatti, ho pubblicato:

  1. il terzo volume della saga ucronica “VIA DA SPARTA” intitolato “LA FIGLIA DEL RAGNO” (Porto Seguro Editore), che descrive le avventure di due ragazze in un presente alternativo dominato da Sparta,
  2. l’antologia “APOCALISSI FIORENTINE” (Gruppo Editoriale Tabula Fati) una raccolta di racconti distopici di fantascienza, climate fiction e ucronia, ambientati a Firenze, che ci parla di fragilità urbane e ambientali. Il volume è illustrato da 48 immagini elaborate dagli studenti della Facoltà di Architettura di Firenze, guidati dal Professor Marcello Scalzo.
  3. È anche uscita, sempre per Porto Seguro, la seconda edizione del romanzo “IL SOGNO DEL RAGNO”. Per la medesima saga “VIA DA SPARTA”, Il mio romanzo “IL REGNO DEL RAGNO” è stato finalista all’edizione 2018 del Premio Vegetti per la fantascienza della World SF Italia.
  4. Porto Seguro ha pubblicato la seconda edizione de “Il narratore di Rifredi”, che avevo pubblicato nel 2018 con Lulu.

Nel corso del 2019 ho pubblicato anche:

  • Il racconto “L’albero del drago” sul numero di febbraio della rivista di Pro Natura Firenze “L’Italia, l’Uomo, l’Ambiente”.
  • Il racconto “La sequoia” sul numero di marzo della rivista di Pro Natura Firenze “L’Italia, l’Uomo, l’Ambiente”.
  • La prefazione “Tre uomini in cerca di radici” al volume “Cercatori di storie e di misteri” (Porto Seguro Editore”), scritto da Massimo Acciai Baggiani, Pino Baggiani e Italo Magnelli.
  • Il racconto “La soluzione del problema” sul primo numero della rivista “ProspettiveIng” dell’Ordine degli Ingegneri di Firenze dedicato al Complex Problem Solving.
  • La recensione “L’isola del muflone azzurro” sul numero di aprile della rivista di Pro Natura Firenze “L’Italia, l’Uomo, l’Ambiente”.
  • L’articolo “Alzati e cammina” sul numero di giugno della rivista di Pro Natura Firenze “L’Italia, l’Uomo, l’Ambiente”.
  • Il racconto “Attimi evanescenti di pensiero critico” sul secondo numero della rivista “ProspettiveIng” dell’Ordine degli Ingegneri di Firenze dedicato al “Critical Thinking”.
  • L’articolo “Cosa può fare la nostra città per il pianeta” sul numero di luglio-agosto della rivista di Pro Natura Firenze “L’Italia, l’Uomo, l’Ambiente”.
  • L’articolo “Al fuoco” sul numero di settembre della rivista di Pro Natura Firenze “L’Italia, l’Uomo, l’Ambiente”.
  • L’articolo “La difficoltà di una spesa ecosostenibile” e il racconto “La giusta paura” sul numero di ottobre della rivista di Pro Natura Firenze “L’Italia, l’Uomo, l’Ambiente”.
  • Il racconto “La giusta paura” sulla rivista “L’Area di Broca”.
  • Il racconto “Protesi” sulla rivista “IF – Insolito& Fantastico”, numero 23 dedicato a “Stephen King”;
  • Il racconto “Lezioni di cratività” sul terzo numero della rivista “ProspettiveIng” dell’Ordine degli Ingegneri di Firenze dedicato alla “Creativity“.

Sarebbe anche uscito un mio contributo sotto pseudonimo a un romanzo collettivo.

 

Ho, inoltre pubblicato numerosi articoli e recensioni nei miei blog “La leggenda di Carlo Menzinger” e “Il terzultimo pianeta”.

 

 

E ora veniamo alle letture. Continuo a censirle su anobii, anche se non sempre è possibile e anche quest’anno il sito ha funzionato piuttosto male. Le Statistiche di anobii dichiarano (per difetto) che nel 2019 ho letto 74 libri (69 nel 2018 e 54 nel 2017) per 18.542 pagine (17.567 nel 2018, 15.594 nel 2017). Dunque, in media i libri letti avevano 251 pagine (in effetti, non amo le storie brevi) e ne ho letto uno ogni 4 giorni e mezzo. Come potete vedere dall’elenco che riporto più avanti, in realtà le letture sono state almeno 78, se non 80, considerando due libri a metà. Compaiono tra le letture anche alcune cose scritte da me.

La statistica completa, per questo millennio, su anobii è:

 

ANNO N. LIBRI N. PAGINE
2019 74 18542
2018 69 17475
2017 51 14888
2016 54 16508
2015 59 19404
2014 54 17004
2013 61 14507
2012 59 15658
2011 48 14543
2010 47 10646
2009 64 11461
2008 49 11417
2007 28 8128
2006 12 3099
2005 16 4447
2004 10 2049
2003 16 2822
2002 18 2536
2001 15 3432
2000 6 1729

 

La lista precedente non è precisissima, per le ragioni suddette, ma dà un’idea.

 

Le letture di questo 2019, sono state, in realtà 80 ovvero, in ordine cronologico:

  1. Marco Toninelli – Rockland– fantascienza – italiano (lettura avviata nel 2018) – GSF – cartaceo;
  2. Samuel R. Delany – Dhalgren – fantascienza – americano (lettura avviata nel 2018) – ebook;
  3. Anna Genni Milliotti – C’è gente che – diari – italiano – Porto Seguro – cartaceo;
  4. Lukha B. Kremo – Pulphagus – fantascienza – italiano- World SF Italia – ebook;
  5. Guido Morselli – Roma senza papa – ucronia – italiano – ebook;
  6. Walter W. Trevis – Solo il mimo canta al limitare del bosco – fantascienza – americano – ebook;
  7. Gianni Marucelli – L’isola del muflone azzurro – giallo – italiano – Pro Natura – cartaceo;
  8. Carlo Menzinger di Preussenthal – Il regno del ragno – ucronia – italiano – GSF – Porto Seguro – Pro Natura – World SF Italia – cartaceo;
  9. Winfried G. Sebald – Storia naturale della distruzione – saggio – tedesco – ebook;
  10. AA.VV. – IF- Insolito & Fantastico – n. 22 – Corpo e Computer – rivista – italiano – cartaceo;
  11. Jack London – Il tallone di ferro – distopia – inglese – ebook;
  12. Federico Pipitone – 04.2015 – poesia – italiano – Porto Seguro – cartaceo;
  13. Nadia Bertolani – Brumby – narrativa – italiano – cartaceo;
  14. Guido De Marchi – Piccole storie metropolitane – racconti – italiano (non in anobii) – cartaceo;
  15. Frank P. Herbert – Dune – fantascienza – americano – ebook;
  16. Massimo Acciai Baggiani, Pino Baggiani, Italo Magnelli – Cercatori di storie e misteri – viaggio – italiano – Porto Seguro – GSF – Wolrd SF Italia -cartaceo;
  17. Paolo Cammilli – Maledetta primavera – narrativa – italiano – Porto Seguro – cartaceo;
  18. Alberto Pestelli – Gli addormentatori di via del cocomero – giallo – italiano – Pro Natura – cartaceo;
  19. Carlo Menzinger di Preussenthal – Il narratore di Rifredi – biografia – italiano – Porto Seguro – GSF – Pro Natura – World SF Italia – cartaceo;
  20. Isabella Marchetta – Quando Lara Croft arrossì – diari – italiano – cartaceo;
  21. Giampiero Stocco – Nuovo mondo – ucronia – italiano – ebook;
  22. Alessandro Baricco – Smith & Wesson – narrativa – italiano – ebook;
  23. Giada Bonasia – Quella notte che il destino fu deciso – romance – italiano – cartaceo;
  24. Jack Vance – I segreti di Cadwal – fantascienza – americano – ebook;
  25. Raimondo Preti – Tutti giù per terra – riflessioni – italiano – Porto Seguro – cartaceo;Embassytown - China Miéville - copertina
  26. Riccardo Olivieri – La specialità di Dio – poesia – italiano – Porto Seguro – cartaceo;
  27. China Mieville – Embassytown – fantascienza – inglese – ebook;
  28. Arthur C. Clarke – Incontro con Rama – fantascienza – inglese – ebook;
  29. Paolo Orsini – La grande rivelazione – racconti – italiano – GSF – cartaceo;
  30. AA. VV. – La gioia di vivere – racconti e immagini – italiano – GSF – cartaceo;
  31. Antonella Cipriani – Qualcosa di molto serio e altri racconti – racconti – italiano – GSF – cartaceo;
  32. Roberto Balò – Saga – poesia – italiano – Porto Seguro – cartaceo;
  33. Jean-Paul Sartre – L’età della ragione –narrativa – francese -ebook;
  34. Pierfrancesco Prosperi – Il Processo n. 13 – ucronia – italiano (non in anobii)- World SF Italia – cartaceo;
  35. Franci Conforti – Stormachine – fantascienza – italiano – World SF Italia – ebook;
  36. Mario Ragionieri – Quella strana coppia – saggio storico – italiano – Porto Seguro – cartaceo;
  37. Vincenzo Maria Sacco – Come la sabbia nel deserto – romanzo storico – italiano – GSF – Porto Seguro – cartaceo;
  38. Maila Meini – Il sentiero delle foglie cadute – narrativa – italiano – GSF – cartaceo;
  39. Paolo Ciampi – Il sogno delle mappe – saggio – italiano – cartaceo;
  40. Massimo Bernardi – Hanno invaso la Svizzera – surreale – italiano – cartaceo;
  41. Stephen King – Stagioni diverse – narrativa psicologica – americano – ebook;
  42. Robert A. Heinlein – La porta sull’estate – fantascienza – americano – ebook;
  43. AA. VV. – Toscani per sempre – racconti – italiano – cartaceo;
  44. Federica Milella – Riparatori del tempo – fantascienza – italiano- Porto Seguro – cartaceo;
  45. Marco Cibecchini – Oltre la scelta – erotico – italiano – GSF – cartaceo;
  46. Guido Pratesi – La spada di Seyton – fantasy – italiano – cartaceo;
  47. Antonella Bausi – Gli Abati – saggio storico – italiano – Porto Seguro – cartaceo;
  48. Marco Buticchi – Le pietre della luna – romanzo storico – italiano – ebook;
  49. Marianna Cimmino – M. McLaw – Bianca di polvere – narrativa – italiano – cartaceo;Risultati immagini per solo il mimo canta al limitare del bosco
  50. Vincenzo Gualano – Lacrime rosse – poesia – italiano – Porto Seguro – cartaceo;
  51. Zygmunt Bauman – La società dell’incertezza – saggio filosofico – polacco – ebook;
  52. AA.VV. – Perché non siamo fatti per vivere in eterno? – romanzo gotico – italiano – Porto Seguro – cartaceo;
  53. Linda Lercari – L’unico sesso – fantascienza – italiano – cartaceo;
  54. Ernest Cline – Player one – fantascienza – americano – ebook;
  55. Marco Scaldini – Botte ai professori – saggio sociale – italiano – Porto Seguro – cartaceo;
  56. Barbara Carraresi – La porta rossa – narrativa – italiano – GSF – cartaceo;
  57. Carlo Menzinger di Preussenthal – Apocalissi fiorentine – fantascienza – italiano – GSF – Gruppo Tabula fati – World SF Italia – Pro Natura – cartaceo;
  58. Harry Turtledove – Per il trono d’Inghilterra – ucronia – americano – ebook;
  59. Mirko Tondi – Nelle case della gente – narrativa – italiano – GSF – Porto Seguro – cartaceo;
  60. Alfredo Betocchi – L’orologio della torre antica – fantasy storico – italiano – cartaceo;
  61. Arthur C. Clarke – Le fontane del paradiso – fantascienza – inglese – ebook;
  62. Vittorio Piccirillo – Legio accipitris – fantascienza – italiano – Gruppo Tabula Fati – World SF Italia – cartaceo;
  63. Peter Handke – Il grande evento – narrativa – austriaco – Premio Nobel – ebook;
  64. Olga Tokarczuk – Guida il tuo carro sulle ossa dei morti – narrativa – polacco – Premio Nobel – ebook;
  65. Pierfrancesco Prosperi – Il 9 Maggio – ucronia – italiano – World SF Italia – cartaceo;
  66. Peter Handke – La montagna di sale – narrativa – austriaco – Premio Nobel – ebook;
  67. Piero Dolara – L’ultimo rifugio – fantascienza – italiano – Porto Seguro – cartaceo;
  68. Guido De Marchi – I racconti del prato – filastrocche – italiano (non su anobii) – cartaceo;
  69. Olga Tocarczuk – I vagabondi – narrativa – polacco – Premio Nobel – ebook;
  70. Franco Piccinini – Il tempo è come un fiume – fantascienza – Gruppo Tabula Fati -World SF Italia – cartaceo;
  71. Vanni Santoni – I fratelli Michelangelo – narrativa – italiano – cartaceo;
  72. Emiliano Mecati e Alessio Seganti – Karma avverso – fantascienza – italiano – Gruppo Tabula Fati – World SF Italia – cartaceo;
  73. AA. VV.- The FLR – The Florentine Literary Review – n. 3 Il sacro – rivista letteraria – italiano (non su anobii) – cartaceo;
  74. Clifford D. Simak – La casa dalle finestre nere – fantascienza – americano – ebook;
  75. Renato Campinoti – Non mollare Caterina – giallo – italiano, GSF – Porto Seguro – cartaceo;
  76. Carlo Giannone – I lupi – fiaba – italiano – cartaceo;
  77. Alessandro Agostinelli, Tito Barbini e Paolo Ciampi – Parole in viaggio – manuale di scrittura – italiano – cartaceo;
  78. Pierfrancesco Prosperi – La quarta verità – fantascienza – italiano – World SF Italia – cartaceo;
  79. Rossella Cirigliano – Locus iste – narrativa – italiano (lettura in corso) – cartaceo;
  80. AA.VV. – La Bibbia – religione – ebraico (lettura in corso) – ebook.

 

Quest’anno, su anobii, ho dato 5 stellette (il giudizio migliore) ai seguenti libri (in ordine cronologico):

  • Trevis – Solo il mimo canta al limitare del bosco;
  • Menzinger -Il regno del ragno;
  • Mieville – Embassytown;
  • King -Stagioni diverse;
  • Menzinger – La figlia del ragno;
  • Cline -Player one;
  • Menzinger – Apocalissi fiorentine;

 

Difficile ordinarli dal migliore al peggiore. Escludendo “Il regno del ragno”, “La figlia del ragno” e “Apocalissi fiorentine”, che ho scritto io e che quindi logicamente sono quelli che maggiormente rispettano i miei gusti, quest’anno emergono, a parte l’antologia di King, solo romanzi di fantascienza.Risultati immagini per Cline Player one

 

Quest’anno gli italiani sono stati 56 (47 nel 2018), seguiti dagli americani (8).

31 le letture di tipo fantastico (fantascienza, ucronia, fantasy, gotico, paranormale o surreale) di cui 6 ucronie, 7 i saggi e le biografie, 3 i libri di poesie.

Gli ebook sono stati 26, i cartacei 54.

Ho conosciuto personalmente quasi tutti gli italiani che ho letto (a parte Morselli e Baricco).

Quelli pubblicati da Porto Seguro Editore sono stati 16 e quelli dal Gruppo Solfanelli Tabula Fati 4.

I libri di autori del GSF – Gruppo Scrittori Firenze sono stati 12, mentre quelli di autori della World SF Italia sono stati 9.

 

Molte delle recensioni che ho fatto le trovate nella mia libreria anobii e sul mio blog.

 

L’autore che ho letto di più nel 2019? Credo di essere proprio io, con 4 volumi, seguito da Pierfrancesco Prosperi con 3.

 

I libri che ho letto gli anni precedenti li trovate qui:

 

 

E voi che cosa avete letto e che letture consigliate per il 2020?

Risultati immagini per buon 2020

 

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