Archive for novembre 2013

Guido De Marchi – Un illustratore di “JACOPO FLAMMER NELLA TERRA DEI SURICATI”

Nato a Genova il 26/1/40. Sin da ragazzo Guido De Marchi si occupa di fotografia, pittura e letteratura.

Ha tenuto diverse mostre in Italia e all’estero, ha pubblicato libri di poesia, narrativa e fotografia.

 Mostre fotografiche

1988   –            Genova  – Il Melograno: “Foto come pretesto”

1991   –            Genova – Il Melograno: “Schegge – frammenti di città in fotografia”

1994    – Genova – Galleria IL MELOGRANO – Taccuino immaginario mostra fotografica

2000   – Genova – Centro Civico Buranello – Fotografia: occasione creativa

2002    – Genova –  feb.Bibl.Berio – Interferenze – partecipa con 10 fotografie b/n

2006   – Framura – “Tre sguardi in bianco e nero” – mostra fotografica

2007    – Genova – La discarica delle nuvole – nel progetto  “La ricostruzione poetica dell’universo”

rassegna alla Loggia dei Mercanti nel corso del 13° Festival di Poesia  11/23 giugno

2008    – Genova – SU-C-CESSI – Galleria Artè

2008   – FRAMURA – “Il colore della pietra” – mostra fotografica

2010   – GENOVA – Art Club “IL DOGE”: “Il colore della pietra” – mostra fotografica

“    –            Genova, Museo Navale di Pegli “Un mare di oggetti senza tempo” gruppo Discaricart

“      –           Genova Galleria Artrè. “Non si getta via nulla” – collettiva Discaricart e altri

“    – Genova, Spazio Area di Liberodiscrivere “Tracce del vecchio millennio”

“      –           Genova, Pal. Ducale – collettiva per il 25° anniversario del circolo “I viaggiatori del tempo”

“      –           Ovada, in collaborazione con Galleria Artrè. “Non si getta via nulla” – collettiva Discaricart e altri

Pubblicazioni fotografiche

Tracce del vecchio millennio – raccolta fotografica – 2000

Icone del vecchio millennio – poesie e foto – Ed. Studio 64 – Genova 2005

Il colore della pietra – foto come quadri – raccolta fotografica 2008

http://www.facebook.com/guido.demarchi.50?fref=ts

Ho conosciuto Guido De Marchi anni fa nel Laboratorio di scrittura di Liberodiscrirvere dove abbiamo collaborato in varie iniziative, variamente ludiche. Lo ricordo in particolare come uno degli illustratori della precedente gallery novel “IL SETTIMO PLENILUNIO” e per aver realizzato un volumetto con copertina da lui disegnata per la storia in versi “Cybernetic Love” (poi pubblicata da Liberodiscrivere nel volume “Parole nel web“), che avevo scritto assieme a Simonetta Bumbi.

 Guido De Marchi ha prodotto, per la gallery novel “JACOPO FLAMMER NELLA TERRA DEI SURICATI“, il romanzo di fantascienza ucronica di Carlo Menzinger, le seguenti immagini:

 

Castoro

 

Il castoro Grrgru

 
Divergenza ucronica
 

Unicorno a Govinia

 

Ichthyostrega del Devoniano 

Questo è il sesto post in cui parlo dei tredici illustratori di JACOPO FLAMMER NELLA TERRA DEI SURICATI.

Il primo post era dedicato a Fabio Balboni, il secondo a Raffaella Bertolini, il terzo a Camilla Bianchi, il quarto a Liliana Capraro e il quinto a Cinzia Damonte. Presto pubblicherò delle schede anche per gli altri illustratori (in ordine alfabetico).

Annunci

IL PERCORSO DISCONTINUO DELLA MUNRO

Il mese scorso la scrittrice canadese Alice Munro ha vinto il premio Nobel per la Letteratura 2013, in quanto considerata “la più grande maestra delle storie brevi contemporanee”, grazie ai suoi capolavori “Il sogno di mia madre”, “Nemico, amico, amante”, “In fuga”, “Il percorso dell’amore”, “La vista da Castle Rock”, “Segreti svelati”, “Le lune di Giove” o “Troppa felicità”.

Non avendo ancora mai letto niente di suo, ho voluto rimediare affrotando la raccolta Il percorso dell’amore”. Con questa silloge, Alice Munro ha vinto nel 1986, per la terza volta, il Governor General’s Award, il premio letterario canadese più importante.

Purtroppo raramente riesco a calarmi in un racconto, per quanto ben scritto, allo stesso modo come in un romanzo, forma letteraria che, pertanto, preferisco nettamente oltre, forse, a considerarla superiore ai racconti. Questi, per coinvolgermi, in genere, devono contenere un evento rilevante intorno a cui la storia si snoda, orientandosi verso un finale che in qualche modo mi sorprenda. Nei racconti apprezzo poi la brevità e l’andare dritti al punto. Questi sono criteri chiaramente personali, che evidenzio per far capire perché, pur avendo gradito questa lettura, non mi abbia entusiasmato.

Alice Munro (Wingham, 10 luglio 1931), scrittrice canadese, vincitrice del premio Nobel per la Letteratura nel 2013 e vincitrice per tre volte del Governor General’s Award, il più importante premio letterario canadese.

In questi racconti della Munro non mancano eventi di un certo effetto, per esempio un incidente con un fucile, una vecchia aggredita dagli hippies, una bambina che assiste al tentativo di suicidio della madre, l’omicidio-suicidio di una coppia di pensionati, eppure attorno a questi fatti focali la Munro ama disegnare tutto un mondo di dettagli, che spesso hanno poco a che fare con l’evento centrale. Qualcuno ha scritto che è un’autrice asciutta ed essenziale e che questo è uno dei suoi pregi. In un certo senso è vero: descrive i dettagli così, ma tante divagazioni non sono per me qualcosa che si possa definir tale. Se la Munro descrive davvero un mondo crudele e deprimente, allora cosa dovremmo dire di McCarthy? Tra l’altro, quest’anno il Nobel l’avrei dato a lui, piuttosto!

Si è detto che la sua bravura sta nel girare attorno alle storie, come, per esempio, in “Mucchio bianco”, uno dei racconti della raccolta, dove prima introduce i personaggi secondari come se fossero loro i protagonisti, poi si concentra sulla nonna Sophie (con l’episodio degli hippies che la lasciano nuda nel lago) e infine si spostandosi su Isabel. Sarà anche una prova di maestria narrativa, ma mi è parso un approccio romanzesco, e quindi improprio per un racconto. Se scrivi un racconto non puoi perderti, a mio avviso, in digressioni, flashback e storie parallele. Occorre restare concentrati e mirare a un epilogo mirabile.

In linea generale, forse proprio per questo uso dei personaggi e degli eventi secondari, i racconti di questa raccolta mi sono parsi troppo lunghi. Sebbene ne abbia apprezzato lo stile narrativo, la scrittura pulita e chiara e mi sia appassionato in alcuni momenti più intensi, il tutto mi è parso perdersi in descrizioni di vita quotidiana. Si può forse dire che è proprio questo l’intento dell’autrice: mostrarci come la vita di tutti i giorni possa celare in sé piccole avventure, paure, emozioni, quelle che rendono ogni vita piena e degna di essere ricordata. Eppure il quotidiano, proprio perché tale, difficilmente mi pare materia narrativa in grado di tenere desta la mia attenzione a lungo, sarà perché amo la letteratura fantastica e accetto il realismo solo nella misura in cui riesce comunque a emozionare.

 

Firenze, 23/11/2013

LA DIFFICOLTÀ DEI RAPPORTI UMANI

David Copperfield (il tit. originale èThe Personal History, Adventures, Experience and Observation of David Copperfield the Younger of Blunderstone Rookery (which he never meant to publish on any account) è l’ottavo romanzo scritto da Charles Dickens, pubblicato per la prima volta mensilmente su rivista tra il 1849 e il 1850.

Avevo letto “David Copperfield” di Charles Dickens ai tempi della scuola elementare (quella che ora si chiama primaria), ma, a differenza di altri libri, come le opere di Verne, Salgari o London, non era certo stato un romanzo che mi aveva entusiasmato, al punto che il suo ricordo nella mia memoria è rimasto una cosa piuttosto vaga. Lo associavo in sostanza alle avventure di un piccolo orfano sfortunato e abbinavo il personaggio al più felice e simpatico Tom Sawyer di Mark Twain. Doppio errore, mi avvedo ora, rileggendo l’opera. Primo errore: considerarlo un romanzo per ragazzi. Secondo errore: pensare che parlasse di un piccolo orfano.

Mentre rileggevo la monumentale opere integrale (857 pagine nella mia edizione e-book) mi sono convinto che la versione che avevo letto da bambino dovesse esserne solo un estratto della prima parte, dato che all’inizio, in effetti, si parla delle disavventure del protagonista quando era bambino. Ho così ripreso in mano il vecchio volume e, scorrendo l’indice mi è stato chiaro che era una sintesi dell’intera opera. Ciononostante della vita di David Copperfiled da ragazzo e da adulto, a distanza di quarant’anni, non mi è rimasto nulla.

Il romanzo, oltre che una storia per ragazzi, viene considerato un “industrial novel” abbinandolo a tutte quelle opere che narrano dello sfruttamento ottocentesco di donne e bambini, cosa solo parzialmente corretta, essendo il libro anche questo, ma non solo. A mio avviso l’aspetto prevalente di questo romanzo è l’essere un intreccio di vite, (mostrandone la complessità) e una splendida rappresentazione della ricchezza, complessità e difficoltà dei rapporti umani.

I personaggi sono spesso un po’ caricaturali, cosa che forse ha contribuito a far collocare il romanzo tra le opere per ragazzi, ma il carattere marcato di molti personaggi è forse uno dei pregi di questo scritto e contribuisce a delinearne le forti tinte con cui è dipinto.

I personaggi con le loro caratterizzazioni essenziali si imprimono nella memoria (di un lettore adulto!). Come dimenticarsi del viscido Uriah Heep, dell’infido James Steerforth, del melodrammatico Wilkins Micawber, dell’autoritario Edward Murdstone, dell’ingenua Dora Spenlow, della paziente Agnes Wickfield, della triste Mrs. Gummidge, della debole Clara Copperfield, del generoso Daniel Peggotty, dello svagato Dick, solo per citarne alcuni?

Insomma, un romanzo pieno di numerosissimi personaggi, ognuno facilmente associabile a un aggettivo che lo connota meglio di altri e che lo rende unico, quasi che l’aggettivo stesso fosse parte del nome.

In più parti del romanzo la partecipazione del lettore diviene così forte, che si sente quasi indotto a intervenire. Perché, si chiede il lettore, la madre di David, sopporta così le angherie del secondo marito e della cognata? Perché David tratta così bene il serpentino Uriah Heep? Verrebbe voglia di entrare nelle pagine e intervenire. Eppure Dickens lascia scorrere la storia per la sua strada, non lascia che i personaggi siano alterati nelle loro azioni. Sembra quasi che anche l’autore avrebbe voluto che le cose spesso andassero diversamente, ma Dickens si mantiene coerente con il carattere che ha scelto per i personaggi, lasciando quasi che vivano di vita propria, e questo rende l’opera particolarmente coinvolgente. Quale risultato migliore, del resto, per un autore, di aver creato delle figure che vivono di vita propria?

La prima parte trascina subito il lettore in un mondo assurdo, per la sensibilità moderna. Il piccolo David viene sottoposto a tutti i trattamenti più sconsigliati dall’attuale pedagogia (per quel poco che ne so). Dopo le prime cento pagine avrei immaginato come sottotitolo per il romanzo “come non educare un bambino”. Ci si sarebbe aspettati che ne David venisse fuori quantomeno come uno spostato, se non un vero delinquente, ma anche qui il piccolo David conserva la sua rettitudine di carattere e il suo coraggio (ne è prova la sua fuga dal patrigno, alla ricerca di una zia mai conosciuta veramente), per diventare un adulto maturo, sensibile e intelligente.

 

Firenze, 12/11/2013 

Charles Dickens

Charles John Huffam Dickens (Portsmouth, 7 febbraio 1812 – Gadshill, 9 giugno 1870), è stato uno scrittore, giornalista e reporter di viaggio britannico.

 

Cinzia Damonte – un’illustratrice di “JACOPO FLAMMER NELLA TERRA DEI SURICATI”

Cinzia Damonte nasce a Genova nel 1994 e vive ad Arenzano, piccola cittadina ligure. Fin da piccola dimostra una grande passione per gli animali, che sono il soggetto preferito dei suoi disegni. Incerta sul futuro sceglie, però, di seguire il liceo classico. Solo verso l’ultimo anno considera seriamente la possibilità di trasformare l’hobby del disegno in lavoro. Da qui l’idea di aprire un sito personale (www.ilmiodisegno.wordpress.com ) e iniziare a eseguire ritratti e illustrazioni, con l’obbiettivo di fare esperienza e migliorarsi.

Cinzia Damonte ha fatto questi disegni per la “gallery novel” scritta e curata da Carlo Menzinger:

 

Elisa e l’orso Kluz

 

Una lontra armata

 
Il Castoro Grrgru
 
Suricati che fissano Jacopo Flammer

Lo scimpanzé Sapur incontra la tigre Grann a Govinia 

 
Marika e Duccio Flammer guardano una foto di Jacopo.

 JACOPO FLAMMER NELLA TERRA DEI SURICATI è quella che definisco una “gallery novel“: un romanzo illustrato da numerosi disegnatori.

Questo è il quintto post in cui parlo dei tredici illustratori di JACOPO FLAMMER NELLA TERRA DEI SURICATI. Vorrei presto farne anche per gli altri.

Il primo post era dedicato a Fabio Balboni, il secondo a Raffaella Bertolini, il terzo a Camilla Bianchi e il quarto a Liliana Capraro. Presto pubblicherò delle schede anche per gli altri illustratori (in ordine alfabetico).

SANGUE BLUES – quinta raccolta

Sangue blues - Carlo Menzinger di Preussenthal

Sangue blues – Carlo Menzinger di Preussenthal

SANGUE BLUES” è il quinto (e il più lungo) dei volumetti in cui sto raccogliendo alcuni versi scritti negli ultimi trent’anni, dalla fine del Liceo a oggi, ovvero tra il 1983 e il 2013.

La possibilità di auto-pubblicarmi e di realizzare da solo degli e-book mi ha convinto a darli alle stampe dopo vari anni che evitavo di pubblicare poesie (l’ultima raccolta prima di queste è “Viaggio intorno allo specchio”, pubblicata nel 1989 da Gabrieli).

Ho deciso di dividere il più possibile i versi in base all’argomento, sebbene questo sia un criterio impreciso e molti di questi avrebbero potuto collocarsi in raccolte diverse da quelle in cui le ho inserite.

Sangue blues” riunisce quelle che all’inizio avevo pensato potessero essere due raccolte separate e nelle introduzioni ai precedenti volumi li avevo chiamato “Una Pompa nel Petto” e “Ombre Blues”. I temi dei due volumi, mi paiono, però, troppo connessi per tenerli distinti.

La prima parte ci parla dell’amore e vi incontriamo, per esempio, la Bambina Senza Blues, la Donna Senza Sembianza e Aspetto, la Ragazza Nella Mano, Narciso, i Cybernetic Lovers, l’A-mantide Guerriera; la seconda parte tratta di tutti gli altri sentimenti, dall’amicizia, all’indifferenza, al rimpianto, alla speranza, alla perdita… Vi incontriamo, in particolare, la Scimmia Antica, l’Ombra, l’Uomo delle Scatole, il Dio sfrattato e il Dio Bambino.

 

I volumi già pubblicati sono:

  1. Il Terzultimo Pianeta” (pubblicato il 24 marzo 2013): un pianeta morente, l’uomo come un virus, dalla Genesi all’Apocalisse, in versi ora rabbiosi ora ironici che parlano di vita, morte e illusione di Dio.

    Plaia do Castelio - Vila do Bispo (Algarve) - Foto di Carlo Menzinger

    Plaia do Castelio – Vila do Bispo (Algarve) – Foto di Carlo Menzinger

  2.  “Rossi di sangue sono dell’uomo l’alba e il tramonto(pubblicato il 19 maggio 2013): raccolta di haiku, componimenti brevi, in stile giapponese. Nell’immedia-tezza dell’attimo la profonda percezione della vita.
  3.  “Schiavi Part-Time” (pubblicato il 31 agosto 2013): il nostro tempo, con le sue storture e prevaricazioni. Viviamo tutti come schiavi part-time e il tempo non ci appartiene.
  4. Spada di inchiostro”  (pubblicato il 30 settembre 2013): la scrittura, i libri e chi li scrive e alcuni versi autobiografici. Il Poeta Pallido è un cavaliere solitario che spara gocce d’inchiostro. Il Cavaliere del vento assalta il mondo decadente con fendenti della penna e guida l’esercito degli Scrittori Emergenti.

Il prossimo e ultimo volume di questa serie dovrebbe contenere limerick e altri versi scherzosi o satirici.

 Ancora una volta ho scelto la formula del copyleft:: un volume cartaceo da vendere a chi lo voglia, ma accompagnato da un e-book gratuito che sarà possibile scaricare senza spesa alcuna dal mio sito www.menzinger.too.it.

Parlo di questo volume sul mio sito qui.

L’e-book si può scaricare qui.

Il cartaceo si può ordinare in ogni libreria o acquistare qui (da dicembre 2013 dovrebbe essere disponibile anche su Amazon e nelle principali librerie on-line).

Titolo Sangue blues
Autore Carlo Menzinger di Preussenthal
ISBN 9781291618938
 Editore Lulu (cartaceo) + Carlo Menzinger (e-book) 
Pubblicato 4 novembre 2013
Pagine 150 
Rilegatura Copertina morbida con rilegatura termica
Peso 0,28 kg 
Dimensioni (centimetri) Larghezza: 14,81, altezza: 20,98
Prezzo: 12,00 €

Quella bambina era pericolosa

Bambina con gatto

 

 

LA SCHEDA

DOWNLOAD GRATUITO

SU WORDPRESS

SU ANOBII

CATENA DI LETTURA (LEGGERLO SU CARTA GRATIS)

ACQUISTARLO SU AMAZON

 

 

QUALE E’ IL LIBRO PER RAGAZZI CHE VI E’ PIACIUTO DI PIU’ NEL 2013? QUESTA VOLTA SIETE VOI A DECIDERE (E NON LE SOLITE GIURIE…)

OKAY!

OLTRE ALLA SCHEDA QUI SOPRA RIPORTATA, O ATTRAVERSO FAX ED EMAILS, POTETE ANCHE VOTARE INDICANDO TITOLO DEL LIBRO ED AUTORE SCRIVENDOLI NELLO SPAZIO “LASCIA UN COMMENTO” QUI SOTTO. E SE VI VA, POTETE ANCHE SCRIVERE UNA BREVE MOTIVAZIONE DELLA VOSTRA SCELTA.

E’ IL SISTEMA PIU’ SEMPLICE E PIU’ RAPIDO PER PARTECIPARE A QUESTA INIZIATIVA CHE VUOLE ELEGGERE IL “LIBRO OKAY! 2013”.

ATTENZIONE! LA VOTAZIONE PUBBLICA E’ APERTA FINO AL 31 DICEMBRE 2013.

    

View original post

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: