Archive for febbraio 2008

ALLA RICERCA DELLA MEMORIA PERDUTA NELLA TANA DEL SALMONE

La tana del salmone

Dopo aver letto la silloge di racconti “I fetenti” scritta da Raffaele Abate, ho voluto leggere anche“La tana del salmone”, il suo romanzo d’esordio.

Tre anni separano la pubblicazione della raccolta (2004) da quella del romanzo (2007). Certo a rendere diversa “La tana del salmone” da “I fetenti” ci si mette di mezzo anche il fatto che quest’ultima, essendo un romanzo, ha una naturale maggior omogeneità e più articolata strutturazione.

L’impressione che ho avuto è stata quella di un autore in crescita, di un autore che ha saputo trovare la propria dimensione di scrittura, la propria maturità letteraria.

La “tana”, infatti, si presenta come un racconto dai molteplici fili conduttori, che si intrecciano, annodano e sciolgono tra loro più volte. Molteplici sono i personaggi anche se due risultano essere quelli principali. Ognuno ha la sua storia e queste sono le “loro” storie, nel senso che ogni personaggio trova il suo specifico spazio ed è solo l’interessante meccanismo della ricostruzione della memoria perduta a ricondurre i fili al gomitolo unitario da cui erano stati sciolti, a delinearne l’intreccio. Se per uno dei protagonisti, Jacopo Marrani, la ricostruzione della memoria, il suo lento risalire il fiume della vita verso la “tana del salmone”, da cui tutto avuto inizio e da cui tutto potrebbe ricominciare, è un momento essenziale, dato che la memoria l’ha persa del tutto, per la sua psichiatra, Veronica Pessé, il ripercorrere il letto di questo fiume, seduta accanto al letto d’ospedale di Jacopo, è, comunque, occasione per confrontarsi con il proprio passato e, quindi, con sé stessa.

Questo ripercorrere la memoria è, anche, il meccanismo attraverso il quale Abbate ci conduce di storia in storia. Storie spesso emozionanti, passionali, a volte drammaticamente violente, anche se, qui, non ritroviamo l’insistere sistematico sullo sviluppo violento e sanguinoso delle vicende, che avevamo conosciuto con “i fetenti”, questo è, infatti, come dicevo, romanzo maturo e di riflessione, oltre che di azione, in cui i moti dell’animo contano almeno quanto le pulsioni del corpo e dell’amore carnale. Se con “i fetenti” ci muovevamo nel noir, quasi dalle parti del pulp, qui il noir si arricchisce di quadri di vita, che sono piccoli ritratti di vita nazionale, e si tinge di sfumature psicologiche e, forse, aspira a diventare quasi metafora dell’esistenza.

 

Firenze, 5.02.2008

Leggi anche:

I Fetenti

Altre recensioni

aNobii: Una pacchia per i topi di biblioteca

Ho scoperto da circa una settimana il sito www.anobii.com e per me è stato come per un topo scoprire un caseificio immenso! Ci sono 4 milioni di libri! Dico: 4.000.000 (anche qualcuno di più, a dire il vero)! Una pacchia per i topi di biblioteca!

Ma non solo. E’ un sito molto ben strutturato. Ci si iscrive e si comincia a costruire la propria Libreria. Farlo è facilissimo: basta andare nelle librerie già fatte e cercare i libri che si sono letti e quelli che si vorrebbe leggere e infilarli con un semplice click nella lista relativa.

A quel punto c’è un software che ti dice se ci sono altri utenti con Librerie simili. Le vai a vedere e quasi sempre trovi altri libri che hai letto e la tua Libreria cresce rapidamente.

Dopo di che si può inserire libri più rari, che ognuno ha a casa. Per farlo può bastare il codice ISBN, che sta scritto dietro di ciascuno. Se il libro non è catalogato, si può ugualmente inserire riportando a mano titolo, autore, editore…

Quindi si possono commentare i libri che abbiamo letto e lasciare feeedback ai commenti altrui.

Infine, c’è la possiblità di creare dei Gruppi. Sono Gruppi di lettori con gusti simili. Mi sono subito iscritto ad alcuni e poi ne ho creato uno mio, ovviamente sulle Ucronie. Si chiama proprio così Ucronie. Se cliccate sulla parla Ucronie potete entrarci.

Chi vuole può iscriversi e inserire i propri libri. Ho aperto il Gruppo tre giorni fa e già ci sono 95 iscritti e ognuno ha portato vari romanzi. All’interno dei Gruppi si può creare un Forum. Ho così già avviato tre Discussioni:

  • Un Forum sulle Ucronie;
  • Quali sono i principali romanzi ucronici;
  • Come catalogare le ucronie.

Si trovano tutti nella sessione Discussioni.

Il software poi, vedendo quali libri ci sono nella Collezione del Gruppo, automaticamene crea delle liste di lettori con libri simili da invitare. Con un click li inviti tutti. Se vogliono, quando ricevono l’invito, si iscrivono.

E ci si può anche scambiare o vendere i libri!

E’ tutto estremamente facile e molto vivace. Non saprei quanti utenti ci siano ma mi paiono moltissimi.

La mia Libreria ha l’indirizzo http://www.anobii.com/people/menzinger/. E’ ancora in costruzione ma ci sono già molti libri.

Vi aspetto lì… e ovviamente iscrivetevi al Gruppo Ucronie.

Gran Serata Ucronica a Firenze

I quadri del Gruppo DonatelloEbbene sì, ieri è stata proprio una bella serata! Firenze era un po’ freddina, ma il cielo era terso e la Galleria Donatello, calorosamente accogliete, si è riempita in fretta.

Già mezz’ora prima di cominciare, la gente cominciava a cercare un posto per sedere o si aggirava intorno per ammirare i quadri del Gruppo Donatello, esposti sulle pareti.In attesa che cominci la presentazione

 Quando abbiamo iniziato la presentazione, i circa cinquanta posti a sedere erano ormai pieni e molta gente si accalcava in piedi. Altri c’hanno raggiunto via via. Complessivamente credo siano passate circa novanta persone.

Antonello Cassan e Carlo MenzingerIl primo intervento è stato quello del sottoscritto (Carlo Menzinger), in qualità di moderatore della serata, oltre che di curatore dell’antologia.

Ho iniziato con i ringraziamenti, che qui rinnovo, a tutti i presenti, per essere venuti così numerosi; al Gruppo Donatello per averci ospitato nella Galleria; all’editore Antonello Cassan per averci messo a disposizione il Forum di Liberodiscrivere, su cui il libro è stato scritto, per aver pubblicato il volume e per essere venuto da Genova a testimoniare il suo appoggio al progetto; a tutti gli autori e, in particolare a Maria Iorillo per l’editing, ad Angela Rosati per aver realizzato la copertina e ad Alberto Pestelli per averci messo in contatto con la Galleria.

Ho quindi spiegato cosa sia un’ucronia e come questo genere letterario si collochi nei confronti del romanzo storico e della fantascienza (in proposito potete leggere l’apposito post) e raccontato come quest’antologia sia nata.

Dopo aver scritto il mio primo romanzo ucronico "Il Colombo divergente", mentre stavo già scrivendo il secondo ("Giovanna e l’angelo"), ho spiegato, un lettore mi disse "hai scritto proprio una bell’ucronia. Quando ne scriverai un’altra, fammelo sapere!"

Ebbene, all’epoca non sapevo di aver scritto un romanzo ucronico o che si potesse inserire in uno specifico genere letterario.   Scoprii però che il termine "Ucronia" era ignoto ai più.

Fu così che, all’inizio del 2007, mi dissi "possibile che un genere letterario così ricco di possibilità narrative, non abbia il successo che si merita? Possibile che l’ucronia sia un genere così poco noto?"

Decisi che bisognava porre rimedio alla cosa. Mi posi allora, nel mio piccolo, tre obiettivi:

  1. individuare il maggior numero possibile di autori ucronici e cercare di metterli in contatto;
  2. realizzare un’antologia di racconti ucronici;
  3. cercare di far conoscere maggiormente questo genere letterario.

Ebbene, credo che qualcosa in quest’anno sia stata fatta. Abbiamo riunito un gruppo di diciotto autori, che hanno realizzato assieme un’antologia di ben 46 racconti, che copre tutta "l’allostoria dell’umanità da Adamo a Berlusconi"!

Dopo il mio intervento il Prof. Gianni Marucelli, ha illustrato le principali Carlo Menzinger  Gianni Marucellicaratteristiche dell’antologia, la ricchezza di racconti umoristici, la varietà di toni stilistici, pur nell’omogeneità complessiva data dalla strutturazione cronologica e dalle note storiche alla fine di ogni capitolo. Il professore ha illustrato alcuni racconti che ha ritenuto particolarmente significativi e ha illustrato alcune recenti teorie della fisica, che rifacendosi alla relatività einsteniana, sembrerebbero non totalmente escludere i viaggi nel tempo e, quindi – ha voluto azzardare il professore – forse un giorno anche le ucronie potrebbero, magari, diventare possibili, se solo qualcuno riuscisse a tornare indietro nel tempo e modificare la storia!Antonello Cassan

E’, poi, intervenuto l’editore di Liberodiscrivere (che ha pubblicato il libro) Antonello Cassan, che ha salutato e fatto i complimenti per la qualità del lavoro svolto e per aver saputo creare un gruppo di scrittura così efficace.

Sono poi intervenuti alcuni degli autori presenti.

Sergio Calamandrei e Gianni MarucelliSergio Calamandrei, un giallista in via di rapida affermazione, autore, tra l’altro de "L’Unico Peccato" (un giallo ambientato nella Biblioteca Nazionale di Firenze), ha parlato del suo racconto "Caput Mundi", in cui il ratto delle sabine si risolve per Romolo e gli antichi romani in un disastroso fiasco.

Angela Rosati, giunta da Modena, autrice anche della copertina di "Ucronie per il terzo millennio", oltre che di quella della seconda edizione del mio "Il Colombo divergente", dopo essersi presentata, ci ha divertito con uno dei suoi racconti "La Cassata", in cui l’egiziana Nefertiti diventa una cuoca e apre una locanda.

L’autrice ha letto anche un simpatico messaggio fattoci avere da uno degli autori assenti Peppino Pompò.

Erano presenti anche Gianna Campanella e Vera Bianchini che hanno salutato e ringraziato tutti i presenti.

Gianna Campanella, Vera Bianchini e Angela Rosati

Alberto Pestelli, uno degli "Struffellati", gli autori di Liberodiscrivere, che recentemente si sono riuniti per realizzare il volume "Il volo dello Struffello", c’ha illustrato e letto in parte il suo simpatico racconto "Dante e Duccio", in cui immagina un Dante Alighieri che viene ucciso prima di completare la Divina Commedia.

Giunto dai castelli romani, Martino Pasquale ci ha parlato del suo racconto "Garibaldi, eroe di Roma", in cui Garibaldi consegna l’Italia al Papa, unificandola sotto i colori papalini e garibaldini: giallo e rosso, anticipando così i colori della squadra di calcio capitolina! Martino ha chiuso la serata con alcuni versi da lui scritti per l’occasione, che hanno molto divertito i presenti.

Dopo un aperitivo in Galleria, alcuni di noi si sono ritrovati in pizzeria per completare la serata.

E per finire ecco un’immagine degli autori presenti assieme all’Editore.

 

Se ne parla anche su:

http://lafinestrasulcortile.ilcannocchiale.it/post/1865707.html

http://xoomer.alice.it/sinfoniazigana/

http://calablog.splinder.com/post/16008513/E+se+la+Serata+Ucronica+non+ci

 

IL 16 FEBBRAIO SERATA UCRONICA

La raccolta di allostorie “UCRONIE PER IL TERZO MILLENNIO” sarà presentata a Firenze, presso la Galleria Donatello, domani sabato 16 febbraio 2008 alle ore 17,00, in Via degli Artisti 2/R (vicino Piazza Donatello).
Il volume può essere ordinato su www.liberodiscrivere.it.
 
Per maggiori informazioni:

Tutte le ucronie per il Terzo Millennio

Come sarebbe il mondo se Dio non avesse creato Adamo? E se a comandare fossero le donne? E se Hitler avesse fatto il pittore o Berlusconi il cantante?
La curiosa antologia di racconti UCRONIE PER IL TERZO MILLENNIO, curati (ma non guariti) da Carlo Menzinger, offre una scoppiettante carrellata di allostorie, nelle quali i 18 autori si divertono a raccontarci che il mondo potrebbe anche essere diverso da come è oggi, che Nerone avrebbe potuto fare il gladiatore e Miller l’agente segreto, Washington ritirarsi in campagna, Freud studiare le pecore, Garibaldi consegnare l’Italia al papa e Madre Teresa andare a fare shopping a Beverly Hills.
L’invito è a vivere in questo strano mondo, né migliore né peggiore del nostro, ma certo diverso, ricordandoci sempre che il nostro futuro non è immutabile e spetta a noi disegnarlo, perché ciascuno di noi può modificare la Storia. Almeno in un racconto.
 
Di seguito sono riportati i titoli dei racconti, l’ucronia descritta da ciascuno (in corsivo) ed un breve estratto.
 
1 – Genesi – Carlo Menzinger
Se Dio non avesse creato l’uomo.
 
Quindi, il sesto giorno, Dio disse:
    Facciamo l’uomo a nostra immagine e somiglianza (…)
Poi Dio si fermò un istante e disse:
   Meglio di no.
 
2 – La Cassata – Angela Rosati
Se Nefertiti fosse diventata una cuoca.
 
Nefertiti (…) mise su un bel localino, punto di ristoro degli stranieri di passaggio (…) nei pressi del Nilo. (…) Nefertiti chiamò quel locale “Da Nefer, la ragazza del Papiro”.
I suoi piatti forti consistevano in: involtini di rane o di coccodrillo da latte[1], avvolti in foglie di papiro cotti sotto la brace e adagiati ancora caldi su profumati petali di rosa del Cairo. Riso aromatizzato con una polvere gialla tipica dell’Egitto, servito su foglie di papiro seccate al sole.
Ma la vera leccornia di Nefer era la cassata.
 
3 – Caput mundi – Sergio Calamandrei
Se il ratto delle Sabine fosse stato un fiasco.
 
Le Sabine rapite (…) videro i loro nuovi mariti romani che combattevano con i loro padri sabini, i loro zii e i loro fratelli. Alcune delle donne iniziarono a dire che bisognava fermarli (…).
Clelia, (…), si inoltrò tra i combattenti, fino a giungere nel punto dove Romolo stava affrontando Tito Tazio. I due uomini la videro e rimasero un istante con le armi sospese.
Clelia allora urlò:
– Padre mio! Uccidi quell’impotente dall’arnese flaccido!
Romolo ebbe un impeto di rabbia e la guardò furioso.
Quell’istante bastò a Tito Tazio per affondare la daga nella gola del romano, che cadde nelle polvere senza un grido.
 
4 – Cleopatra VII e Ottaviano – Maria Iorillo
Se Cleopatra avesse ucciso Ottaviano.
 
Cleopatra (…) scese dal letto e si avvicinò al tavolino dove era poggiato il vassoio del vino. Prese due bicchieri, vi versò il dolce nettare, ma in uno dei due calici mescé furtivamente una polverina che teneva nascosta nel piccolo scomparto segreto di uno dei suoi anelli. E offrì al nemico la bevanda mortale.
Così, Ottaviano, dopo pochi minuti, prese coscienza dell’inganno e, assalito dal veleno ma ancor più dalla rabbia di essere stato sconfitto dal desiderio carnale, spirò tra le sue braccia.
 
 
5- Stralci del diario di Tarno, discepolo – Rossano Segalerba
Se Cristo fosse apparso trai Traci
 
Dioscuros domandò al Maestro:
– Sono dunque di fronte al re dei Traci?
– L’hai detto tu.
– Dici che Cibele é tua madre, é vero?
Indi, il Maestro cominciò a non rispondere, il tempio continuò ad accusarlo, e Dioscuros, pur essendo scettico nei confronti di tutti, lasciò che le cose procedessero come alla fine dovevano andare.
 
6 – L’impero delle donne – Lorella De Bon
Se ad Augusto fosse successa la figlia.
 
“Decisamente è un peccato che tu non sia nata uomo: saresti stata un uomo di straordinaria intelligenza politica.”
“Sapessi quante volte l’ho rimpianto anch’io. Comincio, invece, a pensare che la felicità di una donna risieda nella sua stupidaggine. Mi piacerebbe davvero essere stupida …” [2]
Augusto e sua figlia Giulia discutevano amabilmente, passeggiando nel peristilium della casa imperiale sul Palatino.
 
7 – Un figlio degenere – Angela Rosati
Se Nerone avesse fatto il gladiatore.
 
La mattina del suo primo combattimento, Nerone si alzò presto e aiutato da Atteo, indossò orgogliosamente il suo costume da gladiatore. Come tutti i combattenti, che appartenevano alla categoria dei ‘sanniti’, Nerone indossò un elmo munito di creste, una forte armatura ed impugnò un giavellotto.
 
8 – Campo di oppio – Gianna Campanella
Se Atlantide non fosse scomparsa.
 
Atlantide (…) era un’isola ricchissima e fertile, al cui centro sorgeva un monte, non troppo alto, che Poseidone scelse come dimora per la sposa Clito e che rese inaccessibile, scavandovi tutto intorno dei cerchi concentrici, alternativamente di terra e di mare.
 
9 – La scoperta dell’Europa – Alberto Pestelli
Se i Maya avessero scoperto l’Europa
 
“Scusi, se la interrompo professor Stanford. Gli ascoltatori si staranno già chiedendo che cosa c’era scritto in questo carteggio.”
“Una cosa che sconvolgerà la conoscenza di questo popolo. Praticamente i Maya avrebbero scoperto l’Europa.”
 
10 – Non morirai a Jerusalem – Lorella De Bon
Se Gilberto D’Aurillac avesse restaurato il Sacro Romano Impero.
 
Roma, 31 Dicembre 999 (666)
Io c’ero quel giorno a San Pietro, confusa tra la folla in trepidante attesa dello scoccare della mezzanotte.
Migliaia di teste chine sul petto, cosparse di cenere, alitavano preghiere e mute imprecazioni nell’aria fredda. Attraverso la pelle e le narici riuscivo a percepire la paura dell’imminente fine del mondo, preannunciata con largo anticipo da maghi, profeti e predicatori.
 
11 – I colori di Giotto – Alberto Pestelli
Se Giotto non avesse fatto il pittore.
 
Cimabue aveva continuato ad osservare il ragazzino da una certa distanza. Vide che Giotto aveva estratto dalla bisaccia delle polveri e le aveva mescolate con l’acqua del torrente e l’albume di un uovo a far da legante. Con le dita, poiché non aveva altri mezzi, aveva steso pazientemente a corpo quel colore.
 
12 – Vita Nuova – Carlo Menzinger
Se Dante avesse odiato Beatrice.
 
La ragazzina (…) gli fece una pernacchia silenziosa, strabuzzando gli occhi e arricciando il naso (…).
– Chi era quella bambina? – chiese alla matrigna, quando si furono allontanati.
    (…) Si chiama, se non erro, Beatrice.
    (…) È proprio una bambina antipatica. (…)
    Ah, ah! – rise la donna – Non dirlo troppo forte, Dante. Magari tra qualche anno potresti innamorarti di lei!
    Non certo in questa vita (…) e neanche in una vita nuova.
 
13 – Dante e Duccio – Alberto Pestelli
Se Dante fosse stato ucciso lasciando la Divina Commedia incompiuta.
 
(Dante) non era solo. Da qualche giorno, il ghibellin fuggiasco percorreva la via del suo esilio in compagnia di un giovane fiorentino. Lo aveva trovato così per caso lungo la sua strada che porta in terra di Romagna. Anche lui stava scappando.
 
14 – Oltre il rogo – Carlo Menzinger
Se Giovanna d’Arco fosse sopravvissuta al rogo.
 
“Sì, sono sfuggita al rogo, Marie, ma non chiedermi come, anch’io non saprei darti una risposta.”
“Jeanne…” meditò Marie “Non sarai quella Jeanne che chiamano la Pulzella di Orléans? Credevo fosse morta”.
“Lo credevo anch’io. Credevo ormai di essere morta. Ed anche ora non sono, poi, così sicura di essere viva.”
 
15 – Je t’aime, mais non plus – Marco Porcaro
Se Leonardo da Vinci avesse fatto il cuoco.
 
(Leonardo da Vinci) aveva trentacinque anni quando s’innamorò di un lavapiatti, che prestava servizio in una taverna Parigina. Si chiamava François e, in lui, il celebre cuoco vide se stesso da giovane, riconobbe gli stessi sguardi curiosi, la capacità di adattarsi ed una disponibilità all’apprendimento, che si manifestava nella volontà di conoscere tutto e di più.
 
16 – Il piccolo Giorgio – Peppino Pompò
Se Giorgio Castriota Skanderberg avesse fermato i Turchi.
 
Guardavo mio padre, mentre osservava dall’alto delle mura del nostro castello, la sua valle, che sicuramente ora trovava irriconoscibile, quei fanatici di Saraceni l’avevano oltraggiata in ogni sua zolla, in ogni ramo. Dalle tende dell’esercito comandato da Omar Pascià, salivano verso il cielo della sua Kruja i fumi dei fuochi.
 
17 – Perché Amerigo Vespucci non diede il suo nome all’America – Vera Bianchini
Se Vespucci si fosse innamorato.
 
Ma un giorno osasti chiedermi di spogliarmi, perché volevi dipingere una Venere.
Sentivo il cuore battere forte, le mie vene pulsare a mano a mano che le vesti cadevano a terra. Poi ti avvicinasti e mi sciogliesti i capelli. Anche le tue mani tremavano nell’accomodarmeli intorno al collo e sulle spalle.
 
18 – La Dama di Corchiano – Carlo Menzinger
Se Alessandro Farnese si fosse sposato e non fosse diventato Papa Paolo III.
 
Due giorni dopo, Elisabetta Cornaletto si presentò alla festa in maschera con un elegante abito rosso ed un vistoso copricapo. Come solo travestimento indossava una mascherina, anch’essa rossa. Il Castello di Valentano era colmo di invitati in festa che chiacchieravano, ridevano, ballavano. Un tripudio di colori e musiche.
 
19 – Terra! – Carlo Menzinger
Se Cristoforo Colombo fosse stato imprigionato dagli Aztechi.
 
Il mondo attorno a te (Colombo) non è più quello che ti era familiare. Questo viaggio, poi, è il più disorientante di tutti i viaggi mai fatti. Una rotta nuova verso terre leggendarie di cui si sa troppo poco. Una rotta mai tentata prima. E, intorno a voi, nessun punto di riferimento. Solo mare, uguale a se stesso in ogni direzione.
 
20 – L’elisir di Lucrezia – Angela Rosati
Se Lucrezia Borgia fosse diventata una guaritrice.
 
Lucrezia (Borgia), che aveva sempre nutrito uno spiccato interesse per bottiglie, bottigliette, acidi, veleni ed erbe mediche, ora stava per coronare, finalmente, il proprio sogno.
 
21 – Vedo cio’ che accadra’….sono leggenda… – Pietro Suardi & Cristina Nardo
Se Nostradamus avesse trasmesso il suo sapere ai propri discendenti.
 
(Nostradamus) amareggiato da tutto ciò, decise di compiere un’opera immane, cioè di nascondere tutto e codificare il sapere in versi interpretabili solo da lui, in modo che qualsiasi cosa gli fosse stata rubata fosse inutilizzabile. Così fece. E così, anche gli aggiornamenti, le cose nuove, le previsioni che intuiva furono codificate e rese incomprensibili per chiunque, se non a lui e ai suoi discendenti.
 
22 – Masaniello – Peppino Pompò
Se Masaniello fosse morto per amore.
 
Il militare, davanti allo sguardo di sfida di (Masaniello), gli andò incontro spintonandolo. La reazione di Tommaso fu istintiva e, veloce, prese il coltello che usava per pulire il pesce e passò da parte a parte il petto del soldato, che stramazzò a terra in una pozza di sangue.
 
23 – Georgica – Maria Iorillo
Se George Washington si fosse ritirato a vivere in campagna.
 
Lo sguardo (di George Washington) oltrepassò la balconata e si tuffò nel buio che avvolgeva la sua campagna. Amava quel luogo più di ogni altro; respirarne la quiete, cullato dall’abbraccio del cielo, così vicino eppur così infinito. Il frinito incessante delle ultime cicale lo riportò alla sua infanzia.
 
24 – 1860 – Luigi Guidi
Se l’Italia fosse stata riunita dal Regno di Napoli.
 
Salito sul trono, dopo aver apprezzato l’inchino doveroso dei sudditi, Francesco II parlò: – Signori, vi annuncio con preoccupazione che le spie infiltrate nei salotti piemontesi mi informano che i Savoia stanno predisponendo uno sbarco in Sicilia con una truppa comandata dal corsaro rosso, quel Giuseppe Garibaldi dalla triste fama.
 
25 – Giuseppe Garibaldi, eroe di Roma – Pasquale Martino
Se Giuseppe Garibaldi avesse consegnato l’Italia al papa.
 
Giuseppe (Garibaldi), unendo il rosso delle camicie dei suoi soldati al giallo della Chiesa, organizzò, così, l’esercito papalino vestito dei nuovi colori, giallo e rosso.
 
26 – Custer – Pietro Suardi & Cristina Nardo
Se Gorge Armstromg Custer fosse sopravvissuto a Little Big Horn.
 
Alle 16,30 solo il silenzio regnava su Little Big Horn, rotto dai passi di due soldati che correvano verso la libertà. Uno di quei soldati era il comandante del 7° cavalleggeri Gorge Armstromg Custer.
 
27 – Sarò un altro – Angela Rosati
Se Houdini si fosse arruolato nella Legione Straniera.
 
Si recò presso l’Ufficio Reclute e, in modo impeccabile, fece battere i tacchi, mentre scattava sull’attenti.  
Da un po’ di tempo desiderava cambiare il proprio nome e colse l’occasione – Mi chiamo Harry Houdini.
 
28 – Vlad… o del destino – Angela Rosati
Se Majakowskji avesse rinunciato ai suoi ideali per amore.
 
Vlad (Majakowskij) era dilaniato, però, da un profondo dilemma, tra ciò che la sua anima proletaria si era prefissa di fare, fin dal primo momento che aveva lasciato la casa paterna e ciò che stava accadendo, che lo metteva di fronte a una difficile scelta.
 
29 – La scuola nuova – Carlo Menzinger
Se Maria Montessori avesse avuto un’altra donna al suo fianco.
 
Nel 1896, un’altra donna si riuscì a laureare in medicina, era la prima dall’unità d’Italia. Si chiamava Maria Montessori.
– Lei ce l’ha fatta. Ora tocca a me – esultò Teresita e, qualche anno dopo, anche lei, terza nel Regno, si laureò.
 
30 – Il pittore di Branau – Carlo Menzinger
Se Adolf Hitler fosse diventato un pittore.
 
Il ragazzo, magro e dall’aria preoccupata, attraversò il largo viale che conduceva alla scuola d’arte e architettura di Vienna. Aveva affrontato un esame, nei giorni precedenti, per essere ammesso ai corsi di pittura. Aveva quasi vent’anni. Già una volta aveva tentato di superare quella prova ed era stato bocciato. Per questo (Adolf Hitler) si sentiva particolarmente teso. Considerava quella un po’ come la sua ultima possibilità.
 
31 – Sigmund Freud: ucronia sarda – Riccardo Farina
Se Sigmund Freud fosse emigrato in Sardegna e avesse studiato le pecore.
 
Sigmund Freud nasce, a Freiberg, nel 1856. Nel 1860 la famiglia si trasferisce a Cagliari, antica colonia fenicia. Il padre è un piccolo commerciante ebreo con la passione per il mirto e i merletti. Sulla madre sappiamo poco, molto probabilmente era una donna.
 
32 – Il governatore della Tripolitania – Carlo Menzinger
Se Vittorio Menzinger fosse stato più a lungo Governatore della Tripolitania.
 
– Lo vedi? – insiste Giulio – E per questo che devi restare. Perché non dobbiamo permettere che in Tripolitania, e anche in Italia, si faccia la politica in questo modo. Dobbiamo ridarle dignità. Non dobbiamo consentire che barbari assassini, come Ramadàn, abbiano l’appoggio dei militari italiani. Significa metterci sul loro stesso piano. Dobbiamo ripulire la politica. Noi italiani abbiamo tutti le mani lorde di sangue.
– E come possiamo fare, da soli? (– chiese il governatore della Tripolitania.)
 
33 – Maria Cristina di Borbone – Vera Bianchini
Se Maria Cristina di Borbone non fosse morta da bambina.
 
Nuje tenevene ‘e città cchiù belle, tutte chiene ‘i monumenti belli assale, e coi balconi tutti mossi e gli stucchi e gli stipiti di pietra grossi accussì. ‘O Barocco. Tutte ‘e città e i paesi erano cchiù belli coi Borbone. E il broccato di Caserta! Quanno metto ‘a coperta do broccato ‘ncoppo ‘o lietto me pare d’esse ‘na reggina.
 
34 – Turi – Peppino Pompò
Se Salvatore Giuliano non fosse diventato un bandito.
 
(Salvatore Giuliano) si passò la mano lungo la cintura e accarezzò la sua pistola, in quell’istante gli sembrò chiaro quello che avrebbe fatto, era disposto a tutto pur di portare a casa la sua farina. Era disposto anche ad uccidere… e a morire.
 
35 – Melodia segreta – Angela Rosati
Se Glenn Miller invece che il musicista avesse fatto l’agente segreto.
 
A molte miglia di distanza da Clarinda, lassù nel Montana, un uomo, che si era presentato alla proprietaria della baita come un tale di nome Glenn Miles, stava consumando uno spuntino veloce, mentre si preparava a partire. La sua era una pericolosa missione segreta.
 
36 – La regina del Belgio – Carlo Menzinger
Se Paola Ruffo di Calabria non fosse diventata la regina del Belgio.
 
   Cosa c’è papà?
   Ho da darti un piccolo incarico. Ci sarebbe da scrivere una lista. Oggi ho parlato con l’ambasciatrice del Belgio. Mi diceva che Leopoldo III vuole trovare moglie per il suo terzogenito, il principe Alberto di Liegi.
 
37 – Maria Vladislav – Fabrizio Graziani
Se Maria Skłodowska non fosse diventata la Signora Curie.
 
“Signora Maria, faccia presto per carità. I Tedeschi uccidono chiunque senza pietà. Dobbiamo scappare, non c’è più tempo!”
La domestica di famiglia, preoccupatissima, girava freneticamente per la casa, cercando di sollecitare i due anziani coniugi (Curie), che, in realtà, non sembravano affatto preoccuparsi della tragedia incombente.
 
38 –I have a dream – Peppino Pompò
Se la vita di Martin Luther King fosse stata diversa.
 
Come tutte le sere, Rosa (Parks) aspettava l’autobus. Era stanca morta. Quando salì dalla porta centrale, si accorse che i posti a sedere dei neri erano tutti occupati, vi era seduta tutta gente di colore come lei, stanca come lei, dopo una dura giornata di lavoro per pochi spiccioli.
 
39 – La macchina del tempo – Fabrizio Graziani
Se uno di noi avesse potuto tornare indietro nel tempo e parlare con sé stesso.
 
Ora si trovava nella sua vecchia stanza, di fronte al giovane se stesso, che si stava preparando per uscire. Mancò poco che ai due non venisse un infarto, ma, passato il primo momento di imbarazzo, il vecchio Greg incalzò il giovane:
“Non chiedermi spiegazioni. Ti prego, ascoltami, perché ne va della tua vita.”
 
40 – Il giorno dei Camaleonti – Angela Rosati
Se il marito dell’autrice avesse lavorato con i Camaleonti.
 
Quella sera suonarono i Camaleonti, tutti i loro successi: Applausi, L’ora dell’amore…
Alla fine della serata, trattenendosi con Franco, Tonino, il cantante del complesso, gli propose – Noi faremo un tour nel Cilento, visto che tu sei di quelle zone, perché non vieni con noi? 
 
41 – Madre Teresa a Beverly Hills – Riccardo Farina
Se Madre Teresa di Calcutta fosse diventata una fanatica dello shopping.
 
Stupidus offre una parte per il suo prossimo film a Pamela Anderson.
"Senti Pam, voglio farti interpretare Madre Teresa, però ti devi ridimensionare le tette, altrimenti è poco credibile."
"Ma l’ho già fatto!"
"Sono ancora troppo grandi e vistose."
 
42 – 2 Agosto 1980 – Francesco De Francesco
Se l’autore fosse morto nella strage di Bologna.
 
(2 agosto 1980). Sala d’attesa (della stazione di Bologna), un ragazzo, con una sahariana verde militare e lo zaino tra le gambe, è in compagnia di una bella ragazza, non si scambiano ‘na parola ma fissano, come me, l’orologio in alto.
 
43 – Il Giudice – Angela Rosati
Se Saddam Hussein fosse stato il giudice.
 
Il Presidente spiegò, a lui e agli altri quattro giudici lì presenti, che conferiva loro un incarico molto importante. Con l’Autorità che gli era propria, li nominava membri di un Tribunale Speciale. Il processo si sarebbe svolto a Bagdad. L’accusa era …. Genocidio. 
 
44 – …Buon vecchio canapone… – Alberto Pestelli
Se il Granducato di Toscana non facesse parte dell’Italia.
 
Notiziario della CNN
Firenze – Ieri, a Firenze, capitale del Granducato di Toscana, è stato sventato un attentato a Gianleopoldo Ferdinando I. Un uomo di circa 40 anni è stato arrestato dalla polizia locale dopo un inseguimento, durato un paio di ore, attorno alla capitale.
 
45 – Notte prima degli esami – Carlo Menzinger
Se gli Aztechi fossero ancora una nazione potente.
 
Sono arrivato sotto casa di Roberta. Il portone ha un grosso batacchio di ferro che raffigura Quetzalcoatl, il Serpente Piumato. L’immagine mi fa venire i brividi. Non per l’immagine del Dio in sé. È il pensiero della versione di nahuatl che mi spaventa e la divinità mexicatl mi ricorda, inevitabilmente, la lingua azteca e la traduzione che presto dovrò fare. O, forse, è l’idea d’incontrare Roberta a farmi venire i brividi.
 
46 – Il Berlusconi divergente – Carlo Menzinger
Se Silvio Berlusconi avesse fatto il cantante.
 
-Non è vero, caro Pippo, sei troppo buono. Tu sei amato da tutti. Lo dicono anche i sondaggi. Invece, il 30% degli Italiani non mi può vedere.
-Ma un altro 30% ti adora e gli altri, comunque, ti seguono. (– rispose Pippo Baudo).
-Questo è vero. (- ammise Silvio Berlusconi)
-E, poi, dimmi chi altro può vantare tutti i tuoi successi?
-I Rolling Stones!
 
 
NOTA
Le parole e i tre puntini tra parentesi sono state aggiunte dal curatore per rendere più comprensibili queste brevi frasi estratte dai racconti.


[1] Sì, lo sappiamo che non esistono! Non fate i pedanti. (Nota del Curatore).

Il romanzo è uno specchio

“Eh, signori, un romanzo è uno specchio che passa per una strada maestra. Ora riflette nei vostri occhi l’azzurro dei cieli, ora il fango dei pantani. E voi accusate di essere immorale l’uomo che porta lo specchio nella gerla! Il suo specchio mostra il fango e voi accusate lo specchio! Accusate piuttosto la strada, e più ancora l’ispettore stradale che lascia imputridire l’acqua e formarsi i pantani.”

(Stendhal – Il rosso e il nero)

Citazione copiata da http://tolstoj76.splinder.com/post/15733979 su cui c’è anche una bella recensione del romanzo

Il Dott. Menzinger e gli Ucronici

Chi sono "Il Dott. Menzinger e gli ucronici"?
Siamo un gruppo di scittori che si è riunito per scrivere un’antologia di racconti ucronici.
Il nome nasce dal gioco di parole tra "cronico" e "ucronico".
Siccome ci dicevamo di essere dei malati "u-cronici" per questo tipo di letteratura e dato che io ero il "curatore" del libro, da curatore mi sono promosso medico e… ecco il nome "IL DOTT.  MENZINGER E GLI UCRONICI", che fa un po’ clinica del professore pazzo, un po’ gruppo musicale anni ’50.
E questi che seguono sono gli Ucronici così come ci presentiamo in fondo al nostro libro UCRONIE PER IL TERZO MILLENNIO -Edizioni Liberodiscrivere, che sarà presentato il 16 febbraio 2008 a  Firenze in via degli Artisti, 2R, presso la Galleria Donatello (vi aspettiamo numerosissimi).
 
Sergio Calamandrei
Sono nato a Firenze il 26 dicembre 1963,mi sono laureato in Economia e Commercio e nel 1988 ho iniziato l’attività di Dottore Commercialista, che attualmente svolgo come titolare di uno studio associato. Sono sposato e ho due figli.
Oltre a vari articoli scientifici, ho pubblicato, nel 2006, il romanzo giallo L’UNICO PECCATO (Ed. Zona). Ho scritto, inoltre, il racconto Lei si sveglierà (con Carlo Menzinger), pubblicato nel volume "PAROLE NEL WEB" (Ed. Liberodiscrivere). Il mio racconto Firenze, 1944. La cena col morto è stato pubblicato sulla rivista on line Thrillermagazine (www.thrillermagazine.it).
Ho un sito personale www.calamandrei.it dove si possono trovare miei racconti, poesie e saggi e gestisco il blog CALABLOG (www.calablog.splinder.com ) dove si parla della scrittura, di libri e di molto altro.
 
Gianna Campanella (alias Cyprea)
Mi chiamo Gianna Campanella, sono nata e vivo a Genova, dove partecipo ad attività culturali del mio ambiente, senza trascurare la poesia, che resta la più grande passione della mia vita. Le mie liriche più significative sono pubblicate nella raccolta CROSTE, che segna anche il mio debutto nel mondo della carta stampata.
Miei brevi racconti, scelti dal sito web "www.liberodiscrivere.it", fanno parte di collane antologiche curate dalla stessa casa editrice.
 
Lorella De Bon (alias CRISalide)
Nata il giorno di Natale di qualche anno fa, preferisco trascorrere il mio tempo libero in compagnia dei libri. Per questo, nonostante gli impegni familiari e lavorativi, mi sono iscritta all’università. Attualmente sto cercando di conseguire la tanto agognata laurea in storia, ma il mestiere di mamma ha preso il sopravvento su tutto il resto. Di recente impegnata sul fronte della prosa, il mio grande amore resta la poesia.
 
Francesco De Francesco (alias Franz Nessuno)
La Sorte mi ha fatto nascere a Trani, nella Puglia di Rodolfo Valentino, di Domenico Modugno, di Carmelo Bene, Walter Chiari, Mennea e Cassano. La Sorte ha giocato con il mio Angelo Custode proponendogli uno scambio. Mi donava di tutto un po’…
un po’ del fascino di Valentino, una discreta quantità della voce di Modugno, dell’umorismo di Chiari, della ori/genialità teatrale di C. Bene, la velocità di Mennea e la fantasia di Cassano in cambio… dell’eterno anonimato.
"Mi sta bene" ha detto il mio Angelo.
Nessuno riconoscerà mai il mio talento poliedrico e, perciò, il mio pseudonimo resterà nessuno, franz nessuno.
 
Riccardo Farina
Riccardo Farina appare tragicamente il 2 aprile del 1969 a Milano. La data di morte, per ora, non la conosciamo, ma sappiamo che verrà incisa capovolta sulla lapide, per volere dello stesso Riccardo Farina. Laureato in filosofia, una tesi intitolata "Mal di Dandy". Autore di un documentario politico e di cinque cortometraggi. In attesa di girare il suo primo film con i soldi di un produttore. Scrittore di frivolezze non per vocazione ma per necessità.
 
Fabrizio Graziani
Quando nacqui, in tutto il mondo spararono i fuochi d’artificio. Volevano forse festeggiare l’arrivo del più grande cervello del secolo? No… era il 31 dicembre e fervevano i preparativi per il Capodanno! Ma non mi demoralizzai e, da quel giorno, mi diedi da fare per dimostrare il mio valore… e l’avrei fatto, ne sono sicuro, se quella maledetta mattina del 23 febbraio del 1983, anziché buttare a terra la sveglia che mi urlava di scendere dal letto, mi fossi alzato e fossi uscito di casa. Certamente la mia vita avrebbe preso un altro corso e io sarei qui a dirvi del mio premio Nobel e dei miei successi in campo medico, scientifico e letterario… Invece avevo troppo sonno e saltai l’appuntamento col destino, almeno fino ad oggi!
 
Luigi Guidi
Guidi Luigi, nato a Voghera (PV) il 28-04-1940, professione esportatore. Ho pubblicato un solo romanzo scritto a vent’anni dal titolo: LA RAGAZZA COL VESTITO ROSSO (Editrice Nuovi Autori di Milano – 1990).
Dal 2001 pubblico on-line sul sito www.liberodiscrivere.it racconti di vario genere.
 
Maria Iorillo
Sono nata nella provincia di Benevento il 19 gennaio di alcuni anni fa e vivo a Roma con mia figlia. Sono laureata in Sociologia ed insegno nella scuola primaria. Il  lavoro con bambini dai 5 ai 10 anni mi permette di sorridere sempre, di mantenere viva la curiosità ed affinare lo spirito d’osservazione. Alla loro età non amavo la Storia, mi annoiava o meglio me la presentavano come distante, staccata da me. Oggi ho imparato che la Storia è una grande forza, quella che rende sopportabile un presente incerto e auspicabile un futuro migliore. La Storia fa l’uomo saggio.
L’Allostoria, invece, rende l’uomo cosciente della forza che può avere sul suo destino.
E, sempre oggi, ho cominciato a scrivere sia in poesia che in prosa, forse per costruire un ponte tra me e quella parte di me che sta nascosta laggiù, tra me e gli altri.
Miei brevi racconti e poesie fanno parte di collane antologiche curate dalle case editrici Liberodiscrivere, Perrone, Aletti ed altre.
 
Pasquale Martino (alias Pasquino)
Sono nato a Roma 60 anni fa. La mia università è stata la strada e il lavoro. Con una sete impagabile di conoscenza, dapprima le mie letture furono le più disparate, dai giornali vecchi ai libri rimediati in regalo. Oggi, con qualche anno sulle spalle, amo leggere storie di verità antica e poesia, della quale indegnamente scrivo testi dettati dall’altro io che è in me, cioè Pasquino.
Non ho mai partecipato a pubblicazioni cartacee. Tutte le mie poesie e piccole storie sono su Liberodiscrivere.  
 
Carlo Menzinger 10 Febbraio 2008 – 00:02
Oltre che autore di alcuni racconti, sono anche il curatore di quest’antologia d’inguaribili racconti ucronici.
Sono nato a Roma il 3 gennaio 1964, mi sono laureato in Economia e Commercio, lavoro in banca, dove attualmente mi occupo di finanza strutturata, sono sposato ed ho una figlia.
Ho pubblicato la raccolta di poesie VIAGGIO INTORNO ALLO SPECCHIO (Ed. Gabrieli), i due romanzi ucronici IL COLOMBO DIVERGENTE (Ed. Liberodiscrivere) e GIOVANNA E L’ANGELO (Ed. Liberodiscrivere), il thriller ANSIA ASSASSINA (Ed. Liberodiscrivere), il volume PAROLE NEL WEB (Ed. Liberodiscrevere), che racchiude tre miei scritti, realizzati a quattro mani con altrettanti amici (il romanzo SE SARA’ MASCHIO LO CHIAMEREMO AIDA, scritto con Andrea Didato; la storia in versi CYBENETIC LOVE, scritta con Simonetta Bumbi; il racconto LEI SI SVEGLIERA’, scritto con Sergio Calamandrei). Con Simonetta e Sergio ho anche scritto un romanzo a sei mani e, forse, un giorno lo pubblicheremo. Ho, poi, nel cassetto due romanzi ucronici per ragazzi (i primi due volumi della seria JACOPO FLAMMER E I GUARDIANI DELL’UCRONIA). Ho, inoltre, pubblicato racconti, poesie, saggi e recensioni su varie antologie, riviste e siti web.
Il mio sito è www.scrivo.too.it.
Un giorno ho pensato di realizzare quest’antologia e, a quanto pare, ci siamo riusciti!
 
Cristina Nardo
Sono nata (e vivo) ad Abano Terme, in Veneto, il 17 dicembre 1974. Ho due grandi passioni, i cavalli e i viaggi, che riesco a coltivare a fatica, a causa degli impegni di lavoro. Da qualche anno, mi occupo di formazione delle risorse umane in una grande azienda. Questa è la mia prima “fatica” letteraria e spero sia l’inizio, da sola o con il mio coautore, di una grande e bella avventura. Uno dei miei sogni nel cassetto sarebbe quello di scrivere un libro che esprima ciò che amo nei cavalli e negli animali in genere e un libro umoristico che faccia divertire. Non per nulla i miei amici più cari dicono che io sia “un fumetto”, a causa della mia simpatica espansività.
 
Alberto Pestelli
Sono nato a Caldine, grossa frazione del comune di Fiesole, il 9 giugno del 1962 e tuttora vi risiedo. Le mie origini non sono solamente toscane. Sono fiero di avere una seconda radice. Quella sarda. Sono laureato dal ’93 in Farmacia presso l’Università degli Studi di Firenze e svolgo la professione di farmacista collaboratore presso una farmacia privata a ridosso del centro storico. Da sempre sono appassionato di musica. Sono stato un fervente metallaro. Adesso solo blues e jazz. Ho fatto parte di un piccolo gruppo musicale amatoriale prima come chitarrista, bassista e infine come cantante. È stata una bellissima esperienza, in quanto, proprio in quel periodo, ho iniziato anche a scrivere. Inizialmente si trattava dei testi delle canzoni (rigorosamente in inglese), poi poesie e successivamente alcuni racconti, soprattutto in vernacolo fiorentino, la mia passione. All’attivo ho due pubblicazioni. La prima è un articolo su criminalità e mondo del farmaco, scritto per l’Associazione culturale Eumeswil di Firenze (Annali di Eumeswil n°4). La seconda, quella a cui tengo moltissimo, è pubblicata da Liberodiscrivere: “IL VOLO DELLO STRUFFELLO” antologia del circolo La Manfregola degli Struffellati. Dal settembre del 2006 ho iniziato anche a dipingere. La maggior parte delle mie poesie, dei miei racconti e disegni sono presenti sul mio sito personale www.spezialefiesolano.it
 
Peppino Pompò
Ricordo di essere nato a Carfizzi (la mia hora) più di quarant’anni fa. Abito a Parma dove, per sopravvivere, svolgo l’hobby di agente di assicurazione. Vivo tra cielo e terra, senza sapere bene dove. Scrivo per essere vento e sentirmi Libero, per camminare a piedi nudi sulla sabbia fine dei ricordi. Se qualcuno, leggendomi, dovesse riconoscere le sue impronte, beh vuol dire che mi sentirò meno solo.
 
Marco Porcaro
Sono nato nel Maggio del 1987 a Cosenza, e frequento il secondo anno di Università presso la facoltà di Scienze Politiche Internazionali.
Ho due passioni che mi inseguono da quando sono bambino: il teatro, per il quale ho all’attivo diverse rappresentazioni, e la scrittura che riesce ad evidenziare gli aspetti più reconditi del mio carattere. La mia prima pubblicazione per Liberodiscrivere risale al Maggio 2007 ed è "Carillon", un breve racconto per la raccolta "Setticlavio".
Oggi la storia pare svanire dietro la miriade di interpreti che se ne fanno profeti e portatori, dietro la scomparsa dei fatti esistono vite di uomini che non possono essere interpretate. Da ucronico mi spingo oltre, offrendo una storia nuova senza la pretesa di sostituirne alcuna.
Dedico questo racconto a chi crede nella tolleranza; "La tolleranza reciproca è una necessità per ogni tempo e per ogni razza" (Mahatma Gandhi).
 
Angela Rosati (alias Zingara 53)
Nata (una di due, ho un gemello) a Eboli (SA) il 2.10.1953 – Residente a Modena. Sono sposata con due figli, laureata in Giurisprudenza.
Attualmente sono coordinatrice del settore ricavi dell’Ausl di Modena.
Hobby: cantare e scrivere, nonché leggere. Impegnata socialmente come volontaria lettrice dei non vedenti presso il Centro del Libro Parlato, che fa capo all’Unione Italiana Ciechi. Sono stata colta dall’Ucronia che mi ha punzecchiato alla sprovvista, ispirando la mia mente e la mia mano. Ebbene sì, lo ammetto. La copertina l’ho disegnata io! E non solo la copertina!
 
Rossano Segalerba
Nato a Genova nel 1976, ho frequentato entrambi i licei artistici della città (quello statale e quello comunale), uscendone diplomato da uno dei due.
Come formazione sono sceneggiatore e disegnatore di fumetti, tecnico pubblicitario, decoratore di facciate, computer grafico, oltre che “svolgitore” di saltuari lavoretti poco simpatici.
Entro un anno, si spera, diventerò scienziato della comunicazione.
 
Pietro Suardi
Nato a Pavia nel 1964, ho lavorato per alcuni anni in una multinazionale farmaceutica a Milano, prima di dedicarmi, trasferito in Canavese, alla attività di formatore e responsabile di call center. Appassionato di Africa, divido il mio tempo libero tra l’allevamento di cani Welsh Corgi e i viaggi nel deserto in 4×4 e moto, attratto dalla prospettiva di appendere al chiodo giacca e cravatta. LO CHIAMERAI SIGNORE, edito da Liberodiscrivere, è il mio romanzo d’esordio.
 
Alcuni di noi saranno presenti il 16 febbraio alla SERATA UCRONICA presso la Galleria Donatello di Firenze (Probabilmente Menzinger, Calamadrei, Pestelli, Iorillo, Rosati, Campanella, Bianchini e Pompò).
 
Saremo lieti d’incontrarVi.
COMMENTI

#1   Orario Fuso

 Volo lontano dalle ipocrisie

Volo verso un altro mondo

Volo in una terra

dove il deserto conserva le vie dei canti

Volo dove la solitudine non è condanna

Volo con un biglietto di solo andata

Volo verso il mio fuso orario

Volo sopra le maldicenze

volo dove ho lasciato i miei sogni

volo dove l’oceanspirit mi aspetta

Volo dove l’amicizia non è una parola vuota

Volo anche se non ho le ali

Volo per dire al Custode supremo

di perdonare

Volo lontano dalle menzogne

Volo lontano da chi mi vuole imporre le sue regole

e poi si comporta da anarchico

Volo per non vomitare mai piu’

leggendo appena sveglio tutte le mattine:

buffone, senza motivazione

o peggio per aver regalato una rosa

Figli di un Dio minore

scrivono parole amare

poi si nascondono dietro blog privati

pretendendo spiegazioni

ma mi bloccano i commenti

Solo il diavolo non capisce 

che il blog non è un diario scritto,ne un esame di letteratura

è solo un blog dove non faccio sfoggio di cultura

è solo un blog dove non faccio giochi di parole

con estetismi che lasciano solo il vuoto dentro

queste cose le lascio alle blog star o a chi le imitata

che dopo quattro commenti non si degnano di risponderti

poi dopo giorni a volte scopri che rispondono nel loro stesso blog

riunendo in un commento piu’ risposte

Volo lontano dai parassiti senza dignità

che si nutrono dei sentimenti altrui fino a scoppiare

perchè loro non ne hanno

scoppiano

ma subito si riproducono

e indossano una nuova maschera

Volo lontano da chi innesta reazioni a catena

scatenandoti contro amici ancora piu’ offensivi

Volo lontano da chi si finge donna per 7 mesi

per strappare confidenze

per poi renderle pubbliche in un post o in commenti

e in messaggi privati ai tuoi conoscenti

Volo lontano da chi usa i blog come Agenzia matrimoniale gratuita o peggio

Volo lontano da un mondo falso

Volo per non soffrire

Volo per abbracciare tutti quelli

che mi hanno voluto veramente bene

senza avermi mai visto in volto o sentito in voce

ed hanno capito che un immagine o una musica

parla piu’ di mille parole

Volo oltre le nuvole delle miserie umane

dove splende sempre il sole e la luce di Dio

Volo perche" cat" l’hanno ucciso con tutte queste idiozie

amore, amicizia e affetto

su questa terra le conoscono in pochi nel loro vero significato

Volo

Volo via

Tony – giugno 2006

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#2   11 Febbraio 2008 – 13:19
 
http://antar

[..] Leggete attentamente questo splendido post di presentazione del Movimento Ucronico di Carlo Menzinger di Preussenthal! [..]

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#3   11 Febbraio 2008 – 19:25
 
Ucronie a Firenze

[..] Aspetto tutti gli amici fiorentini, e i non fiorentini che volessero approfittare dell’occasione per fare una bella girata a Firenze, questo sabato alla (in realtà comincia alle 17 ma invitare la gente al non avrebbe fatto la stessa figu [..]

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#4   12 Febbraio 2008 – 11:07
 
Questo sabato Serata Ucronica a Firenze

[..] Grande fermento nella blogosfera (clicca qui). Atteso con estremo interesse l’incontro con il gruppo di scrittura collettiva “Il Dott. Menzinger e gli Ucronici” previsto per SABATO 16 FEBBRAIO 2008 ALLE ORE 17,00 PRESSO LA GALLER [..]

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#5   12 Febbraio 2008 – 17:26
 
Caro Dott. Menzinger, ce ne duole, ma in quei giorni saremo a sciare, e non potremo partecipare a questo lieto evento. Vi facciamo un grosso in bocca al lupo per la presentazione del volume e se puo’ ci saluti l’amico Calamandrei che abbiamo conosciuto 1 anno fa ad 1 raduno di blogger fiorentini.
In bocca al lupo
Heidi e Peter
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Perché le colonne non restano allineate?

Chi mi sa dire perché i post mi si sono accodati alla colonna di sinistra? Mi era già capitato ma riducendo le dimensioni delle immagini e eleminado link troppo lunghi tornava tutto a posto. Ora però si è verificato dopo che avevo inserito regolarmente il post e non riesco a correggere la cosa.

Per sistemarla ho dovuto cancellare il precedente post e reinserirlo di seguito. Ho riportato in calce anche i commenti già lasciati (scusatemi).

LA GRAN CUOCA ROWLING E I MAGICI INGREDIENTI DI HARRY POTTER

Il mese scorso ho letto anche il settimo libro della serie di Harry Potter (Harry Potter e i doni della morte) e non posso non interrogarmi su quale sia la formula magica che ha portato J.K. Rowling a diventare la scrittrice di maggior successo di questi nostri tempi (e non solo) nel giro di pochissimi anni. Ne sono passati, infatti, solo undici da quel 1997 in cui partorì il primo libro, che la portò subito alla ribalta, partendo dal nulla.
Io credo che la storia di questa geniale autrice non possa che essere presa ad esempio da qualunque scrittore sconosciuto che ambisca ad emergere dalla folla degli autori da dieci copie.
Dire che il successo di J. K. Rowling sia stato determinato solo dal marketing, dalla pubblicità, dai bei film girati sui suoi libri, sarebbe ingeneroso nei suoi confronti. Non si fanno cinque film di gran successo su dei libri scadenti, non si vendono milioni di copie con delle storie che non funzionano.
Altrettanto ingeneroso sarebbe considerare un’autrice che vende più copie della Bibbia (bestseller mondiale e secolare) come un’autrice di seconda categoria.
Ovviamente il successo “economico” di un libro non è tutto e non si valuta un libro sulla base delle copie vendute (altrimenti i miei sarebbero da considerare delle schifezze!), ma, certamente, se un autore riesce a trovare il consenso di milioni di lettori che le comprano non un libro ma sette, che la seguono in un’avventura lunga ormai undici anni (come l’età del suo personaggio nel primo libro), che leggono avidamente migliaia di pagine, quest’autore non può non essere considerato un genio, perché la genialità, a volte, sta anche nel saper capire la gente, nel saperne riconoscere i gusti, nel dare alle persone ciò che vogliono. Per questo dunque io qui proclamo che Joanne Kathleen Rowling è un genio.

 

Cosa ha capito, allora mi chiedo, questa donna che noi bricoleur della letteratura non abbiamo compreso? Cosa la rende differente da noi

Rowling

sconosciuti della tastiera? Io non leggo tanto quanto vorrei, ma posso dire di aver letto libri di autori molto differenti tra loro, compresi alcuni di autori che i più definiscono “emergenti”. Quello che, talora, ho riscontrato nei libri che non emergono è, innanzitutto, la mancanza di una storia, di una trama. Parrà banale, ma, cari colleghi bricoleur, alcuni di noi a volte scrivono dei libri in cui non si parla di nulla. Ebbene, nei libri della somma Rowling, la trama c’è sempre ed è ricca, articolata, ben sviluppata, colma di richiami al passato (il settimo volume in particolare) e di annunci per il futuro. Ogni volume ha una sua trama che lo rende unico e leggibilissimo in sé stesso, ma tutti sono connessi da una trama comune che li lega bene tra loro.La mia impressione è che questa trama si sia delineata nella mente dell’autrice progressivamente, man mano che scriveva, direi soprattutto dal quarto libro in poi, dopo che il successo l’aveva ormai resa un’icona vivente e che aveva la certezza di poter scrivere con tranquillità tutte le centinaia di pagine che voleva. I primi due volumi e forse anche il terzo, sono, infatti, un po’ più chiusi in sé, più unitari. Il sesto è decisamente proiettato in avanti. Non è concepibile senza il settimo, che, a sua volta, chiude magistralmente il tutto. Quello che credo dovrebbe lasciare un po’ perplessi i fan di questo ciclo è l’improvviso salto temporale dell’ultimo capitolo, che sembra volerci dire: ok, è veramente finita, almeno per qualche anno non succederà più nulla. Probabilmente sarà così. Una trama vuol dire anche struttura. Certo la Rowling non è Dante e non divide i suoi libri pesandone le parti e bilanciandole in modo ossessivo, ma ogni suo libro ha una struttura di massima che si ripete. Questo dà tranquillità al lettore, gli fa sentire i libri come qualcosa di familiare. Per struttura mi riferisco qui al fatto che iniziano tutti a casa degli zii, c’è poi l’anno scolastico che segue il suo corso, secondo una tempistica ben nota ad ogni scolaro (quali sono la maggior parte dei lettori) e si chiude con una vittoria parziale del nostro eroe. Solo il settimo libro, rompe gli schemi. Sembra quasi un modo per aiutarci al congedo. Fin dall’inizio si capisce che tutto è cambiato. Anche l’ambientazione, altro aspetto tranquillizzante e che porta il lettore ad identificarsi con i libri, nel settimo improvvisamente muta, non è più nella scuola, la scuola c’è sempre, compare, ma è diventata uno spazio secondario. Tutto ciò sembra volerci preparare al cambiamento (che potrebbe essere la fine effettiva della serie o un suo nuovo inizio su altre basi).Questi tre aspetti (trama, strutturazione e ambientazione) già spiegano buona parte dell’affezione dei lettori verso il ciclo, lettori, in genere, giovanili, che quindi ricercano la sicurezza della ripetitività, del rito. Il rito. Ecco un altro aspetto. I libri sono rituali non solo per i tempi che si ripetono, ma anche per la componente magica, che ne costituisce la “religiosità”, quella che dà un senso al rito.

La magia viene spesso indicata semplicisticamente come la componente che fa di questi libri dei libri di successo. In effetti, ha la sua importanza, anche se, come stiamo vedendo, non è l’unica. Perché piace la magia? Innanzitutto perché ci rende capaci di fare cose che nel mondo reale non sappiamo fare, perché, quindi, ci fa sognare un mondo diverso dal nostro. I libri di HP sono colmi di magia. Il suo universo è pervaso di magia. Molte delle cose che nel nostro mondo fa la tecnologia, lì vengono realizzate con la magia. È un mondo alternativo, quasi ucronico. In un certo senso potrebbe essere davvero ucronico se immaginassimo la domanda “se la magia esistesse e i maghi vivessero nascosti in mezzo a noi, come sarebbe il mondo?” Non è un mondo ucronico, però, perché l’esistenza della magia non porta effetti sul mondo reale, non modifica la storia come la conosciamo, si limita a creare un universo parallelo (non uno divergente). Il successo dei libri di magia (considerate anche il Signore degli Anelli o le Cronache di Narnia, solo per citare i più famosi) nasce, a mio avviso, dal medesimo desiderio di mondi alternativi che è alla base dei romanzi ucronici (che quindi potrebbero meritare un successo almeno confrontabile, se solo l’editoria se ne rendesse conto!). La magia sostituisce, in questo scorcio di terzo millennio, la tecnologia nell’immaginario letterario. Solo pochi decenni fa era la fantascienza a svolgere questa funzione. Ormai, però, la tecnologia è andata troppo avanti, nulla più di essa ci stupisce, ci pare che abbia raggiunto i suoi limiti, i viaggi nello spazio non ci paiono realizzabili. La tecnologia non ci basta per sognare. Vogliamo la magia. La fantascienza ci faceva sperare in futuri migliori e diversi. L’ucronia ci fa sognare un diverso passato (e di conseguenza un diverso presente). La magia ci fa sognare solo un presente diverso. L’orizzonte temporale del sogno si restringe. Non osiamo sognare più in là. Non osiamo sognare sogni che potrebbero diventare reali. Il virtuale prevale. Il sogno domina il nostro tempo. Viviamo schizofrenicamente, come HP, in universi paralleli, nascosti dietro impossibili avatar e nickname. HP quando è a casa degli zii non può esercitare la magia. Sono due mondi paralleli. In ognuno siamo diversi, abbiamo poteri diversi. Per questo HP e il mondo di Hogwarth sono lo specchio del nostro tempo. Per questo ci riconosciamo in loro. Sono il virtuale.

Ed ogni mondo parallelo che si rispetti, come ci insegnano il fantasy e la fantascienza, ha il suo linguaggio. Parlare di Babbani, Dissennatori, Horcrux e altre simili parole inventate aggiunge sicuramente fascino alla narrazione e stimola il desisderio di conoscere e di arricchire il proprio linguaggio che è, io credo, innato in ciascuno di noi e particolarmente sviluppato nei ragazzi.
Cos’altro c’è in questi libri?
C’è l’amicizia. L’amicizia tre ragazzi, un’amicizia solida, indistruttibile, nonostante i vacillamenti, i litigi, un’amicizia che si estende al gruppo, ai Grifondoro, all’Esercito di Silente, all’Ordine della Fenice, un’amicizia concentrica, dilatabile, in cui c’è un centro ma in cui c’è posto per chiunque abbia un cuore da offrire. Un’amicizia che resiste per sette anni e oltre (come ci fa capire l’ultimo capitolo).
C’è, però, anche il suo opposto. Un bambino isolato, che vive con una famiglia che lo odia. Un ragazzo che a volte viene sospettato e accusato, che deve difendersi dall’invidia e dalla maldicenza. Ci sono nemici. Piccoli nemici, come quelli che ogni bambino e ragazzo e uomo hanno, ma anche grandi nemici, nemici personali, nemici giurati, nemici spietati. Ci sono falsi amici e falsi nemici. Nemici che si rivelano grandi amici e amici che nascondono dentro di sé il Male, quel Voldermort che si insinua dentro di loro, che muta aspetto, che ha un’anima spezzata per propria stessa folle volontà.
Voldermort è il male assoluto ma la Rowling ha la grande capacità di descrivercelo non come uno stereotipo del male. Ci fa vedere come e perché è diventato tale. Persino lui ha la sua umanità.
Questi sono libri in cui il Bene ed il Male si fronteggiano continuamente, ma non sono libri manichiesti. Bene e Male non sono sempre tutti dalla stessa parte, sono compenetrati. Lo stesso HP è un po’ Voldermort, ha un po’ di Tom Riddle in sé.
Streghe e lupi mannari non sono più simboli del male, come eravamo abituati a considerarli. Anche loro si dividono in buoni e cattivi.
C’è poi il personaggio. HP è un ragazzo, come dicevamo, che vive in un mondo di gente normale (Babbani) conducendo una vita sventurata con una famiglia che non lo ama e lo disprezza. Improvvisamente scopre di essere speciale. Un mago. Non solo: un mago speciale.
Non è mai convinto della sua eccezionalità, che però, libro dopo libro, anno dopo anno, appare sempre più evidente. È un personaggio in cui è facile per ogni adolescente (e non solo) identificarsi.
Tutti sognano di essere migliori di quelli che sono, speciali. È questo il sogno che ci regala HP.Cos’altro c’è? Ovviamente quello che più si apprezza al cinema, ciò che rende questi libri così adatti per trasformarsi in film da alto budget e dagli effetti speciali mirabolanti: la spettacolarità.
Fantasmi, giganti, draghi, magie, elfi, basilischi, ippogrifi, fenici e ogni altra sorta di mostri, un castello animato da scale mobili e ritratti parlanti. Come se non bastasse, la Rowling si è persino inventata il Quiddich e il Torneo Tre Maghi: anche gli amanti dello sport sono accontentati.
La competizione è, infatti, un ennesimo elemento, le quattro Case competono tra loro all’interno della scuola, le scuole competono nel Torneo Tre Maghi, i ragazzi delle Case si affrontano in strane partite a palla volando sulle scope.
In HP troviamo, poi, il mistero, molto mistero. Ci sono sempre molte cose poco chiare e che vanno scoperte. Non manca la suspance. C’è attesa per gli sviluppi successivi.
C’è paura. Non certo terrore, ma sufficiente a fare un film in cui il pubblico più giovane chiude gli occhi o sobbalza sulla sedia.
C’è anche un po’ di horror, dato che Voldermort non si può certo dire una bellezza, i Dissennatori sono inquietanti e i mostri non mancano.
C’è avventura. Tanta avventura, con lotte tra buoni e cattivi, peripezie, ostacoli da superare, percorsi di iniziazione. È, infatti, anche un ciclo di libri sulla crescita, sul passaggio dall’infanzia all’età adulta e contiene quindi anche piccole riflessioni sulla vita.

E c’è, infine, la morte, che nell’ultimo volume fa da padrona.
Abbiamo, dunque, incontrato i principali elementi di molti libri. Certo si possono fare buone torte e buone minestre usando ingredienti molto diversi, quindi, sarebbe naturale che anche qui qualche elemento, che è la forza di altri libri, manchi. Mancano, in effetti, l’amore e il romanticismo, anche se negli ultimi libri la Rowling cerca di darne una spolverata. Manca quasi del tutto la satira, anche se quel mondo alternativo con i suoi ministeri, le sue scuole e le su banche potrebbe esser considerato una sorta di satira del mondo reale. L’umorismo è presente in dosi moderate e non manca una blanda ironia. La metafora della vita e della politica mi pare secondaria o inesistente. L’introspezione e la psicologia ci sono ma in giusta dose. E così via. Non si sente la mancanza di quello che non c’è. Non si desidera che questa storia sia diversa. Certo anche questi libri hanno i loro difetti, ma sono peccati veniali (mi viene in mente,ad esempio, l’estrema lunghezza della parte sul campionato mondiale di Quidditch).
Del resto, in alcune migliaia di pagine c’è posto un po’ per tutto e, comunque, in ogni ricetta ci devono essere ingredienti principali ed ingredienti di cui occorre solo un pizzico. La maestria nel cuoco non sta solo negli ingredienti ma anche nelle loro dosi, nei tempi di cottura e nella presentazione del piatto. Quest’ultima l’hanno fornita il marketing e, in primis, i film realizzati.Lasciamo alla Rowling il segreto delle dosi e dei tempi di cottura, ma cerchiamo qui di riepilogare gli ingredienti:
– trama;
– strutturazione;
– ambientazione costante;
– ripetitività e ritualità;
– magia come estraneamento dalla realtà;
– mondo magico come mondo parallelo, specchio della nostra schizofrenia;
– linguaggio inventato;

– amicizia;
– lotta tra Bene e Male senza manicheismo assoluto;
– compenetrazione tra il Bene e il Male;
– tanti nemici, grandi e piccoli;
– un personaggio che si sente debole ma che scopre di essere forte e speciale;
– spettacolarità;
– competizione;
– mistero;
– suspense;
– paura;
– avventura;
– iniziazione e crescita verso l’età adulta;

– morte.Ho dimenticato qualcosa? Certamente, ma esaminate i libri che avete letto e ditemi in quanti trovate tutti questi elementi. Magari ne hanno altri. Elencateli. Sono pochi? Un buon piatto può anche avere uno solo, ma deve essere molto buono, però la mancanza di ingredienti può essere un indizio del perché i clienti lasciano il ristorante. Se vi chiedete perché non hanno il successo di HP, forse la riposta è tutta lì: gli autori sono stati un po’ tirchi con qualche ingrediente. Oppure non li hanno saputi dosare.
Joanne Rowling, invece, è una gran cuoca. Una curiosità

Visto che si parla di HP, vorrei fare una domanda a chi conosce meglio di me tutti i retroscena di questo libro? Come mai se solleviamo la sovracoperta del settimo libro in edizione italiana, sulla costa non si legge il titolo del libro ma una misteriosa parola: LANDUS? È, forse, mi chiedo, un segnale per dirci che questo libro è l’ultimo di questa serie ma il primo di un’altra, uno in cui su ogni libro scopriremo una piccola parola, per arrivare a ricostruire una frase misteriosa? Ho letto, però, che l’editore ha cambiato la nuova edizione di tutti i libri e, pertanto, ora, su ciascun volume si legge una parola simile, unendo tutti i libri della nuova edizione dovrebbe venire fuori il motto di hogwarts “draco dormiens nunquam titillandus”.

Sergio Calamandrei, un autore da tenere d'occhio

Ho conosciuto Sergio Calamandrei alcuni anni fa durante una gita in montagna sull’Alpe di Siusi, dove eravamo andati per alcuni giorni con amici comuni.
Sergio Calamandrei e Carlo Menzinger nel 2006
In seguito abbiamo fatto assieme alcuni viaggi e, accomunati dall’amore per i libri e la scrittura, abbiamo prima scritto assieme un racconto (Lei si sveglierà), poi pubblicato da Liberodiscrivere nel volume “Parole nel Web”, quindi abbiamo scritto un romanzo a sei mani assieme a Simonetta Bumbi (Il Settimo Plenilunio) e partecipato assieme all’antologia “Ucronie per il terzo millennio” (Edizioni Liberodiscrivere). Recentemente il suo racconto "Dante e Beatrice, diciotto vite spezzate" è stato incluso nella lista di racconti selezionati del premio Orme gialle (e sarà quindi inserito nell’antologia di questa edizione del premio).  
 
 Carlo Menzinger e Sergio Calamandrei nel 2007
Sul suo sito parla così di sé:
 
<< Vivo a Firenze, dove sono nato il 26/12/1963.
Mi sono laureato in Economia e Commercio e nel 1988 ho iniziato l’attività di Dottore Commercialista che attualmente svolgo come titolare di uno studio associato.
Sono sposato e ho due figli.
 
Da un punto di vista letterario la mia carriera si riassume velocemente.
Fin da ragazzo mi sono dedicato a scrivere racconti e pensieri.
Ho partecipato a un paio di concorsi letterari con buoni risultati ma non ho poi insistito in quella direzione.
Con lo sviluppo dell’attività lavorativa e la nascita dei figli l’impulso a scrivere si è per un po’ affievolito ed è stato in buona parte dirottato verso l’attività di autore di articoli per riviste specializzate nel settore fiscale (quali Il Fisco, Il Bollettino Tributario e varie testate della casa editrice Ipsoa). Sinora ho pubblicato una cinquantina di articoli.
 
Da alcuni anni ho ripreso a scrivere racconti e saggi e ho attivato un sito internet personale da me artigianalmente realizzato (www.calamandrei.it) che registra un numero inaspettatamente confortante di contatti e visite.
A questo sito ho poi affiancato un blog, CALABLOG, dove si parla di scrittura, libri, editoria e altro.
 
Ho scritto il romanzo L’unico peccato pubblicato nel 2006 da Zona.
Nel 2007 è stata pubblicata da Liberodiscrivere Parole nel web, una raccolta di tre racconti in cui ne compare uno, Lei si sveglierà, scritto a due mani da me e da Carlo Menzinger.
Sempre nel 2007 il racconto Caput Mundi è pubblicato nell’antologia Ucronie per il terzo millennio (Liberodiscrivere).
Il racconto Firenze, 1944. La cena col morto è pubblicato on line su una sezione del sito Thrillermagazine curata da Angelo Marenzana e Daniele Cambiaso dedicata ai gialli ambientati nel periodo del ventennio o collegati a quel periodo.
Il racconto Ingenuità è stato segnalato dalla giuria del concorso Maremma Mystery 2007 e sarà quindi ricompreso nell’antologia dei racconti premiati che verrà pubblicata dalla Editrice Laurum.
 
Attualmente sto lavorando su diversi altri racconti e sul sequel de L’unico peccato.>>
 
BIBLIOGRAFIA
L’Unico Peccato – Editrice Zona
Parole nel Web – Liberodiscrivere Editore
Ucronie per il terzo millennio – Liberodiscrivere Editore
 
 
P.S. Chi volesse incontrare Sergio Calamandrei, potrà venire alla Galleria Donatello di Firenze alle ore 17,00, in via degli Artisti 2R, dove presenterà il volume "Ucronie per il terzo millennio".
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