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L’ESPERIENZA SI TRASMETTE CON I GENI

Risultati immagini per Epigenetica il DNA che imparaTra i volumi che ho acquistato all’ultima Fiera del Libro di Firenze (Firenze Libro Aperto) c’è il saggio di Ernesto Di MauroEpigenetica – Il DNA che impara”, sottotitolo “Istruzioni per l’uso del patrimonio genetico”. Tra i tanti volumi in Fiera, mi è caduto lo sguardo su questo, perché speravo di poterci trovare qualche traccia su un concetto che ho utilizzato nel mio romanzo “Via da Sparta” e di cui ho letto qualcosa, ma mai nulla di organico: la possibilità di costruire computer che utilizzino la codificazione genetica.

Sapevo che probabilmente il volume non ne avrebbe parlato affatto e così è. Speravo, però, che, ugualmente, potesse essermi in qualche modo d’aiuto per capire se questa sia pura fantasia o abbia un qualche senso.

Devo dire che dopo la lettura, la mia comprensione e conoscenza in merito non è progredita di molto, ma non importa, perché il volume si è rivelato ugualmente molto interessante per un profano come il sottoscritto.

La prima cosa che vi ho appreso è che Lamarck non si sbagliava poi del tutto quando diceva che sono gli individui stessi ad adattarsi all’ambiente e a trasmettere le modifiche apportate alla propria discendenza. La soluzione della selezione della specie di Darwin, appare, infatti, troppo drastica. Ci sono cambiamenti che avvengono da una generazione all’altra che, però, non comportano la sopravvivenza dei portatori delle variazioni o la loro selezione sessuale.

Ernesto Di Mauro è Professore di Biologia Molecolare all’Università “Sapienza” di Roma. Ha sempre studiato il materiale ereditario, la sua forma e la sua struttura, la sua capacità di codificare segni e significati, l’eleganza e il rigore della trasmissione dei messaggi genetici.

Quello che mi è parso di capire è che si ormai appreso che alcuni caratteri genetici restano latenti ed emergono all’occorrenza, restando poi attivi nelle generazioni successive, finché ve n’è bisogno.

Tra gli esempi riportati quello di una popolazione umana, mi pare dell’Olanda, che per effetto della carestia si era ridotta di altezza, trasmettendo la nuova altezza media anche alle due generazioni successive, per poi tornare a quelle precedenti la carestia. Altro esempio è quello degli insetti stecco, categoria che comprende migliaia di specie diverse, in cui alcune hanno un gene recessivo delle ali, ovvero a volte, a distanza di anni l’evoluzione dota questi animali di ali, poi, arrivano nuove generazioni senza e quindi altre di nuovo dotate di ali. Questo a secondo dell’ambiente. Sono, infatti, insetti mimetici, che si confondono con rami e foglie. Il volo può rappresentare un ostacolo, in quanto li rende più visibili, ma anche un vantaggio, per spostarsi, per esempio su un ramo alto.

Insomma, l’evoluzione non funziona solo a grandi salti, per effetto della morte degli individui meno adatti all’ambiente, ma anche per apprendimento.

Un esempio è la capacità degli uccelli di cantare in un certo modo. Gli individui imparano a cantare in modo diverso, ma ogni specie acquisisce il suo modo di cantare che si trasmette di generazione in generazione.

Tra le cose che s’imparano “epigeneticamente” c’è persino la paura. Se oggi abbiamo paura di serpenti, topi o insetti, non è perché rappresentano un pericolo nel mondo in cui viviamo, ma lo erano in passato. Ne abbiamo paura non tanto per conoscenza appresa dalla comunità, ma per “istinto”. Mi pare di capire che molto di quello che chiamavamo istinto, sia, in realtà, epigenetica.

Come scrive Di Mauro “siamo il prodotto di accumulo di energia”, “siamo eredi di scelte evolutive fatte in tempi lontani” (pag. 14.)

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Insetto stecco

Persino Cicerone scriveva “Una chiara prova, poi, che gli uomini posseggono la più parte delle cognizioni prima ancora di nascere è che sin da fanciulli, imparando difficili discipline, essi si impadroniscono di innumerevoli cognizioni con tanta prontezza, da far pensare che non le apprendano per la prima volta, ma che esse riaffiorino nella loro memoria!” (pag. 114).

E Socrate non usava forse la maieutica: insegnava cercando di far riemergere le conoscenze dalla mente dei suoi allievi.

Insomma, persino nell’antichità s’intuiva già alcuni concetti di epigenetica.

Già ho avuto occasione di scrivere che la risposta all’entropia è la vita, che non ha senso studiare le leggi della fisica senza includervi la vita, che ne è una forza.

Di Mauro scrive: “Contrario all’entropia è l’organizzazione, la vita, l’informazione” e “Vita è impedire la disgregazione”.

Il volume si conclude con alcune considerazione sull’etica della genetica e Di Mauro fa rilevare come l’uomo abbia due grossi problemi che ne inficiano la sopravvivenza: “la grande capacità di modificazione di quanto lo circonda, la dimostrata incapacità di prendere decisioni programmate di sopravvivenza” (pag. 101).

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Insetto stecco

Insomma, l’umanità ha modificato e continua a modificare in modo drastico l’ambiente in cui vive. La variazione dell’ambiente comporta forti capacità adattative nella specie. L’umanità rischia, insomma, di estinguersi per aver modificato essa stessa l’habitat in modo dannoso e così drastico da non riuscire poi ad adattarsi al nuovo contesto.

Una di queste pericolose modificazioni consiste nel fatto che sia “sempre maggiore l’estensione (in milioni di ettari) dei terreni nei quali le uniche specie viventi sono quelle monocolture non sviluppate attraverso selezione avvenuta lungo il filo delle stagioni, create in laboratorio con lo scopo ovvio di essere più efficienti dei loro predecessori” (pag. 103). “Migliore è la pianta geneticamente modificata e sviluppata secondo criteri esclusivamente produttivi, maggiore sarà la tendenza a perdere tutte le altre varietà” (pag. 104).

Un mondo a bassa biodiversità è un mondo a rischio, più fragile, in cui la rottura di un anello può far saltare l’intera catena.

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ROBOT 79: un volume all’insegna della distopia

Risultati immagini per Robot n. 79 rivistaIl n. 79 della rivista Robot, ricco di articoli e racconti interessanti, inizia con un articolo di Silvio Sosio su “La narrativa del futuro”, che ci parla non di come sarà la letteratura nel futuro, ma di come questa abbia sinora saputo anticiparlo.

 

Il primo racconto dell’antologia è di Alastair Reynolds (Barry, 1º aprile 1966) e ci parla delle avventure de “La figlia del fabbricante di slitte” trasportandoci in un mondo futuro ai confini con il fantasy, dove imperversa un Grande inverno che fa pensare a George R.R. Martin e dove la tecnologia si confonde con la magia quasi fosse un romanzo della saga della Torre Nera di Stephen King.

Questo autore, che ama la fantascienza dai temi filosofico-religiosi, è un astrofisico e scrittore britannico, ricercatore astronomo con la European Space Agency, poi autore a tempo pieno di fantascienza hard e space opera.

 

Diego Lama porta il lettore a interrogarsi sulla memoria e la possibilità di manipolarla, le conseguenze psicologiche della sua cancellazione nel suo bel racconto “Estrazione”.

 

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Alastair Reynolds

Segue l’articolo di Giuseppe Lippi su alcuni romanzi fantascientifici con al centro il nostro satellite in “Per una fantascienza lunare”.

 

Il portatore di Dio” di Ilaria Tuti è racconto finalista del Premio Robot e partendo dai corridoi del Vaticano, ci porta tra strane creature il cui volto è un’approssimazione di quello di Dio. Quattro, Tre e Due non sono perfetti, ma Uno lo è. Uno è il Portatore di Dio.

 

L’analisi di Domenico GalloFantascienza tra tecnocrazia, socialismo e utopia” ci parla di quegli anni e quegli autori fantascientifici che avevano ritenuto di avere una missione e un dovere sociale, che avevano voluto asservire la fantascienza a un obiettivo di miglioramento sociale. Sorprende scoprire come tra di loro ci fossero i nomi dei grandi padri del genere Herbert George Wells, Jack London, Aldous Huxley, Robert A. Heinlein, Alfred A. E. Van Vogt, Philip K. Dick, Frederik Pohl, Donald A. Wollheim, John B. Michel e persino Robert Sheckley e Isaac Asimov.

 

Samuel Nava, finalista del Premio Robot, con “Ultima Persona Singolare” ci racconta una strana invasione aliena, con un misterioso ultimatum: risparmieremo la Terra se ci darete un solo uomo, per l’appunto il protagonista, un tipo eccentrico che vive da solo nei boschi tra i monti osservando le aquile e che ovviamente non ha alcuna intenzione di farsi catturare e consegnare agli alieni. S’immagina che possa essere tutto nella sua testa paranoica, ma scopriremo un diverso, suggestivo finale.

 

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Cory Doctorow

Salvatore Proietti intervista Cory Doctorow (Toronto, 17 luglio 1971), un giornalista, scrittore e noto blogger (coeditore del famoso blog Boing Boing) canadese. Ha vinto nel 2000 il Premio John Wood Campbell per il miglior nuovo scrittore e nel 2009 il Premio Prometheus e il Premio John Wood Campbell Memorial per il miglior romanzo con X. È stato più volte candidato ai premi Hugo e Nebula.

È un attivista in favore delle leggi che liberalizzano i copyright e sostenitore delle licenze Creative Commons. La maggior parte dei suoi libri sono scaricabili gratuitamente da Internet. Temi ricorrenti della sua opera sono i diritti digitali, la sicurezza informatica e la tecnologia più in generale.

 

Manuel Pirreda con “Scafandro” ci porta in un mondo distopico e post-apocalittico, in cui la differenza tra la vita e la morte può essere data da uno scafandro, con cui muoversi sulla superficie terrestre, per difendersi da un’aria ormai malsana e pericolosa. Anche in un mondo ridotto così all’estremo l’uomo nello scafandro riesce a trovare occasione per un momento di solidarietà verso un ragazzino in difficoltà. Anche questo è un racconto finalista del Premio Robot.

 

Enzo Verrengia ci parla di “Veggenti e Previsioni”, partendo da Baba Vanga, passando per Wolf Grigorevicz Messing, Edgar Cayce, Erik Jan Hanussen e Nostradamus, per arrivare a John Titor.

 

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Hao Jingfang

Chiude il volume il racconto cinese vincitore del Premio Hugo 2016 “Pechino pieghevole” della giovane Hao Jingfang, una storia affascinante che immagina una Pechino futura costruita su tre livelli, che si alternano durante il giorno come in certe camere o roulotte in cui il letto si solleva e finisce nell’armadio, mentre il tavolo spunta fuori da un parete, solo che qui a scomparire sono interi palazzi con i loro abitanti, che si alternano nella superficie e nella veglia in tre turni, il migliore dei quali è riservato alla parte più ricca e meno numerosa della popolazione. Il protagonista Lao Dao riuscirà a passare dalla parte peggiore della città, il Terzo Spazio a quello migliore, il Primo Spazio. Una visione distopica e angosciante di un mondo futuro sovrappopolato all’inverosimile.

I PARADIGMI DA SUPERARE

Nell’estate del 2015, Mark Zuckerberg, il patrono di Facebook, aveva segnalato alcuni titoli per sue future letture. Alcuni sembravano interessanti è li ho messi in whishlist. In particolare ho già letto:

e mi riprometto ancora di leggere “The Better Angels of Our Nature” (“Il declino della violenza”) di Steven Pinker, anche se “Rational Ritual” è stato una delusione e ho dovuto avere la forza di superare la prima metà de “L’Impero di Azad” per riuscire ad apprezzarlo.

La struttura delle rivoluzioni scientifiche” di Thomas S. Kuhn veniva così descritto nell’articolo in cui ne avevo letto la recensione: “è un celebre saggio di filosofia della scienza di Thomas Samuel Kuhn: l’opera del 1962 è una pietra miliare nel dibattito epistemologico moderno. Come già aveva fatto Galileo, Kuhn utilizza un linguaggio creativo, che tratta della scienza in maniera “qualitativa” attingendo dal vocabolario tipico di altri contesti. Questo stesso modus operandi è uno degli argomenti del saggio, che mostra come ogni rivoluzione scientifica sia stata contraddistinta anche da un nuovo Risultati immagini per the structure of scientific revolutionslinguaggio.” Sembrava interessante. Sembrava.

Non avendolo trovato in italiano, l’ho letto in inglese.

Thomas Samuel Kuhn (Cincinnati, 18 luglio 1922 – Cambridge, 17 giugno 1996) è stato uno storico e filosofo statunitense. Epistemologo, scrisse diversi saggi di storia della scienza, sviluppando alcune fondamentali nozioni di filosofia della scienza. Formulò un’epistemologia alternativa a quella del falsificazionismo di Karl Popper, suo principale bersaglio polemico.

The Structure of Scientific Revolutions” di Thomas S. Kuhn è un saggio che gira tutto intorno all’idea che nella scienza ci siano dei paradigmi, che a volte vanno in crisi, altre volte no, ma che comunque possono essere superati e sostituiti da nuovi paradigmi. Un altro concetto espresso mi pare sia che la scienza non è cumulativa ma procede per rivoluzioni indotte dalla percezione di anomalie inattese che talora conducono a una crisi.

Scrivere un intero libro per dire una simile banalità mi è parso quanto meno eccessivo. Certo, la cosa viene spiegata con alcuni esempi (banalotti) che riempiono le pagine.

L’ho letto in inglese (anzi ascoltato con il sintetizzatore vocale), per cui è possibile che mi sia sfuggito qualcosa, ma non mi ha davvero entusiasmato. Non mi ha lasciato nulla e mi ha solo dato la sensazione di perdere il mio tempo leggendolo. Ho così deciso di tralasciare l’ultima manciata di pagine. Dubito di essermi perso chissà quale rivelazione.

Insomma, su tre libri consigliati da Zuckerberg, la media finora è davvero bassa. Credo che gli amici di anobii siano dei suggeritori di letture molto migliori del padroncino di Facebook, così come anobii è ben altra cosa rispetto a Facebook.

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Thomas Kuhn

TUTTI I LIBRI DEL 2016

Anche questa volta, ecco l’elenco dei libri letti nell’anno. Ho continuato a censire regolarmente le mie letture su anobii e questo mi semplifica il compito, dato che per ognuno ho riportato, di volta in volta, varie informazioni, compreso la da di inizio e fine lettura.

  1. Agota Kristof – Ieri – (e-book) – romanzo mainstream – ungherese/svizzeroRisultati immagini per isaac asimov
  2. Michael Cunningham – Le ore – (e-book) – romanzo mainstream – statunitense
  3. Joe R. Lansdale (1) – Deadman’s road – (e-book) – romanzo gotico breve – statunitense
  4. Ivan Turgenev – Terre Vergini – (e-book) – romanzo storico – russo
  5. Christa Wolf – Nessun luogo. Da nessuna parte – (e-book) – romanzo biografico – tedesco
  6. Joe R. Lansdale (2) – In fondo alla palude – (e-book) – romanzo sociologico/thriller – statunitense
  7. José Saramago – Oggetto quasi – (e-book) romanzo surreale – portoghese
  8. Scuola Holden – Saper scrivere Vol. 8 – (cartaceo) – manuale – italiano
  9. Charles Dickens – Il nostro comune amico – (e-book) – romanzo d’appendice – inglese
  10. Giuseppe Morrocchi – Scrittura visuale – (cartaceo) – saggio – italiano
  11. William Burroughs – La città della notte rossa – (e-book) – romanzo destrutturato – statunitense
  12. Kurt Vonnegut – Cronosisma – (e-book) – romanzo di fantascienza – statunitense
  13. Mo Yan – Grande seno, fianchi larghi – (e-book) – romanzo sociologico – cinese
  14. Harry Turtledove – Invasione – Fase 2 – (e-book) – romanzo ucronico/ fantascientifico – statunitense
  15. David Grossman – Che tu sia per me il coltello – (e-book) – romanzo epistolare – israeliano
  16. Jennifer Egan – Il tempo è un bastardo – (e-book) – romanzo sperimentale – statunitense
  17. Isaac Asimov (1) – Fondazione anno zero – (e-book) – romanzo fantascientifico – statunitense
  18. Isaac Asimov (2) – Cronache della galassia – (e-book) – romanzo fantascientifico – statunitense
  19. Isaac Asimov (3) – Fondazione e Impero – (e-book) – romanzo fantascientifico – statunitense
  20. Isaac Asimov (4) – L’altra faccia della spirale – (e-book) – romanzo fantascientifico – statunitense
  21. Isaac Asimov (5) – L’orlo della Fondazione – (e-book) – romanzo fantascientifico – statunitense
  22. Isaac Asimov (6) – Fondazione e Terra – (e-book) – romanzo fantascientifico – statunitense

    Risultati immagini per Dan simmons

    Dan Simmons

  23. Isaac Asimov (7) – Neanche gli Dei – (e-book) – romanzo fantascientifico – statunitense
  24. Isaac Asimov (8) – Asimov Story 4 – (e-book) – racconti fantascientifici – statunitense
  25. John Green – Cercando Alaska – (e-book) – romanzo di iniziazione – statunitense
  26. Lisa Randal – Passaggi curvi – (e-book) – saggio di fisica – statunitense
  27. Christopher Paolini – Eragon – (cartaceo) – romanzo fantasy- statunitense
  28. Stefano Gatti – Manuale del project finance – (cartaceo) – saggio di economia – italiano
  29. Robert J. Sawyer – La genesi della specie – (e-book) – romanzo ucronico fantascientifico – statunitense
  30. Stephen King (1) – La zona morta – (e-book) – romanzo fantascientifico – statunitense
  31. Jack Vance (1) – Naufragio sul pianeta Tschai – (e-book) – romanzo fantascientifico – statunitense
  32. Carla Maria Russo – Il cavaliere del giglio – (cartaceo) – romanzo storico – italiano
  33. Adamo, Pietro, Giacomo, Paolo – Le Apocalissi gnostiche – (cartaceo) – testo storico religioso – copto (egiziano)
  34. Vanna Gentili – la recita della follia – (cartaceo) – saggio teatrale – italiano
  35. Arthur Schopenauer – Saggio sulla visione degli spiriti – (cartaceo) – saggio filosofico paranormale – tedesco
  36. Tomaso, Maria, Verità, Filippo – I Vangeli gnostici – (cartaceo) – testo storico religioso – copto (egiziano)
  37. L’incanto dei macchiaioli nelle collezioni di Ida e Jacopo Jucker – (cartaceo) – saggio sulla pittura – italiano
  38. Bertolt Brecht (1) – I capolavori di Brecht – Vita di Galileo – (cartaceo) – opera teatrale – tedesco
  39. Bertolt Brecht (2) – I capolavori di Brecht – L’anima buona del Sezuan – (cartaceo) – opera teatrale – tedesco
  40. Bertolt Brecht (3) – I capolavori di Brecht – Il signor Puntilla e il suo servo Matti – (cartaceo) – opera teatrale – tedesco
  41. Bertolt Brecht (4) – I capolavori di Brecht – Il cerchio di gesso del Caucaso – (cartaceo) – opera teatrale – tedesco
  42. Philip K. Dick – Noi marziani – (e-book) – Romanzo fantascientifico – statunitense
  43. Tom Godwin – I superstiti di Ragnarok – (e-book) – Romanzo fantascientifico – statunitense
  44. Alfred Bester – L’uomo disintegrato – (e-book) – Romanzo fantascientifico – statunitense
  45. Alberto Manzi – Orzowei – (cartaceo) – Romanzo d’avventura, storico e d’iniziazione – italiano
  46. Dan Simmons (1) – Hyperion – (e-book) – Romanzo fantascientifico – statunitense
  47. John Keats – Iperione. La caduta di Iperione – (e-book) – poema in versi – inglese
  48. Dan Simmons (2) – La caduta di Hyperion – (e-book) – Romanzo fantascientifico – statunitense
  49. Jack Thorne, J. K. Rowling, John Tiffany – Harry Potter e la maledizione dell’erede – (e-book) – opera teatrale fantasy – inglese
  50. Ransom Riggs – La casa per bambini speciali di Miss Peregrine – (e-book) – romanzo fantastico – americano
  51. Doris Lessing (1) – Memorie di una sopravvissuta – (e-book) – romanzo fantascientifico – inglese
  52. Robert Sheckley – La decima vittima – (e-book) – racconti fantascientifici – statunitense
  53. Corrado Augias – Inchiesta su Gesù – (e-book) – saggio storico – italiano
  54. Daniel Keyes – Fiori per Algernon – (e-book) – romanzo fantascientifico – statunitense
  55. John Wyndham – Il risveglio dell’abisso – (e-book) – romanzo fantascientifico – inglese
  56. Doris Lessing (2) – Shikasta – (e-book) – romanzo fantascientifico – inglese
  57. Stephen King (2) – La lunga marcia – (e-book) – romanzo fantascientifico – inglese
  58. Jack Vance (2) – Le insidie di Tschai – (e-book) – romanzo fantascientifico – statunitense
  59. Bernardo Fallani, Sergio Calamandrei, Andrea Gamannossi, Stefano Rossi, Paolo Piani, Mirko Tondi, Arianna Niccolai, Simone Innocenti, Paolo Romboni, Vario Cambi – Nelle fauci del mostro – (cartaceo) – racconti di cronaca – italiano
  60. Luciano Canfora- La democrazia – Storia di un’ideologia – (e-book) – saggio storico-politico – italiano
  61. Harry Turtledove – Invasione Atto Terzo – (e-book) – romanzo ucronico-fantascientifico – americano (in lettura)
  62. William Makepeace Thackeray – La fiera della vanità – romanzo satirico sociologico – inglese (in lettura)
  63. Luigi Calisi, Mike Resnick, Susanna Raule, Domenico Gallo, Lorenzo Crescentini, Sarah Pinsker – Robot 78 – (e-book) – Rivista di fantascienza – italiano (in lettura)

 

Risultati immagini per e reader pocket bookAnalizzando la lista dei libri letti nel 2012 avevo notato una prevalenza (per la prima volta nella mia vita di lettore) degli ebook sui cartacei (43 contro 21). Nel 2013 l’elettronico ha aumenta il distacco: i volumi in ebook sono stati 49 contro 23. Nel 2014 gli e-book sono stati 44 contro 12. Nel 2015 conto solo 12 cartacei su 61 letture. Nel 2016 su 60 libri completati (non conto i tre ancora in lettura), i cartacei sono stati 16, anche se, a rigore le 4 opere di Brecht erano riunite in un unico volume). Occorre poi notare che, anche questa volta, la maggior parte dei cartacei li ho letti nel periodo estivo, durante le ferie. Normalmente leggo in contemporanea un e-book e due cartacei (uno che tengo sul comodino e uno che mi porto appresso). Il libro da comodino è “La fiera delle vanità” e stenta a procedere, come al solito. Quest’anno sto anche leggendo una rivista (Robot 78) in pdf che devo leggere al PC, perché si legge male sull’e-reader, essendo impaginato su due colonne e con immagini. Insomma, come già evidenziato in passato, tolto i periodi di vacanza, per me ormai il solo modo di leggere è in e-book, grazie a quell’invenzione geniale che è il TTS (Text-To-Speech) con cui riesco a leggere durante i miei spostamenti a piedi o in auto o in palestra, con le auricolari. Occorre dire che ogni volta che scrivo di aver letto un e-book, intendo (quasi totalmente) che l’ho ascoltato con il TTS. Evviva allora la tecnologia, evviva gli e-book ed evviva il TTS, senza dei quali quest’anno avrei letto molto meno!

Quest’anno ho, colpevolmente, letto solo in italiano e bisognerà che l’anno prossimo rimedi a questa mancanza.

Quest’anno ho letto un solo volume di autori “poco noti” (esordienti o comunque editi di recente da case editrici minori o autoprodotti): “Nelle fauci del mostro”, contro i 7  del 2015, i 9 del 2014 e del 2013, i 12 del 2012, i 10 del 2011 e ben 30 del 2010) .

 

Gli autori che ho letto di più quest’anno sono stati:Risultati immagini per isaac asimov neanche gli dei

  • Isaac Asimov: 8 (3 nel 2015  e 2 nel 2014 e molti altri prima)
  • Bertolt Brecht: 4
  • Stephen King: 2 (4 nel 2015 e 5 nel 2014, altri prima e altri di sicuro in futuro)
  • Joe Lansdale: 2 (1 nel 2015 e 1 nel 2014)
  • Doris Lessing: 2 (1 nel 2013 – non penso che la leggerò più)
  • Dan Simmons: 2 (ne vorrei leggere almeno altri 2 nel 2017)
  • Jack Vance: 2

Nel 2013 avevo letto 7 libri di premi nobel, nel 2014 ne ho letti 4 e nel 2015 solo 3 (Italo Calvino, Saul Below e Svetlana Aleksievic) e nel 2016 ne ho letti 4 (1 Mo Yan, 1 Saramago e 2 Doris Lessing).

Nel 2016 le letture non di narrativa sono state 11, compresi due testi storici e un manuale, gli altri essendo  saggi di vario argomento, rispetto ai 18 volumi del 2014, e ai 15 del 2014.

Quest’anno, oltre ad aver voluto completare la rilettura dei cicli asimoviani, ho aderito a un gruppo di lettura denominato “Fratellanza della Fantascienza”, per il quale ho letto alcuni volumi di questo genere, che è dunque molto lievitato rispetto ai miei standard precedenti di lettura.  Se i libri espressamente fantascientifici sono 24 (9 nel 2015), comprese le ucronie, questi, assieme a opere di carattere variamente fantastico, arrivano a 28 (16 nel 2015).

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Bertolt Brecht

Le opere di narrativa a carattere storico quest’anno sono 8 (2 nel 2015 e 8 nel 2014), cui si aggiungono un saggio storico e i due testi storico religiosi copti.

Gli italiani sono stati solo 8 (erano 12 nel 2015 e 25 nel 2014), sia per effetto della lettura di un minor numero di esordienti, sia per la prevalenza della fantascienza, per lo più statunitense.

Quest’anno, poi, si notano 5 opere teatrali, una sola opera poetica e 2 sole antologie di racconti.

E ora la domanda più difficile: quali letture mi sono piaciute, di più, senza limiti di genere?

Sulla Mia Libreria di anobii, ho assegnato 5 stellette (il massimo) a dieci libri.

Devo dire che sono tutte opere che porrei sullo stesso piano, senza nessuna che spicchi particolarmente. La più geniale, considerato anche quando fu scritta, è “Neanche gli Dei”, la più intrigante è “Hyperion”, la più curiosa “La casa dei bambini speciali di Miss Peregrine”, il più inquietante “La lunga marcia”, la formula letteraria che amo meno sono i racconti, quali sono quelli de “La decima vittima”, il più scontato è l’ennesimo volume di Harry Potter.

Ne segue la seguente classifica, dove la distanza tra il primo e l’ultimo volume si misura in decimi di punto in una scala da 1 a 10.

  1. Isaac Asimov – Neanche gli DeiRisultati immagini per hyperion simmons
  2. Dan Simmons- Hyperion
  3. Ransom Riggs – La casa per bambini speciali di Miss Peregrine
  4. Stephen King – La lunga Marcia
  5. Robert J. Sawyer – La genesi della specie
  6. Daniel Keyes – Fiori per Algernon
  7. Tom Godwin – I superstiti di Ragnarok
  8. Harry Turtledove – Invasione Fase Seconda
  9. Robert Sheckley – La decima vittima
  10. Jack Thorne, J. K. Rowling, John Tiffany – Harry Potter e la maledizione dell’erede

 

Molti di quelli cui ho assegnato 4 stellette sono comunque interessanti, anche se, per qualche motivo, non mi hanno convinto a pieno.

Quale libro mi ha deluso di più? Certamente i libri di Doris Lessing. Sebbene ne avessi già letto un altro suo, quest’anno ho voluto provare a leggerne due di tipo fantascientifico, considerato che si tratta di un premio nobel, ma ne sono rimasto profondamente deluso.

Anche i due romanzi di Jack Vance, soprattutto il secondo del ciclo di Tschai, si sono rivelati molto deludenti e lo stesso dicasi per  “L’uomo disintegrato” e “la città della morte rossa”. Poco entusiasmanti anche “Nessun luogo. Da nessuna parte” e “Le ore”.

E quanto a scrivere? Ho completato “Via da Sparta“, dunque quest’anno l’ho riletto più volte, e ho iniziato un’antologia di racconti che potrebbe chiamarsi “Apocalissi fiorentine”, nonché un romanzo sullo stesso tema, che devo decidere se inserire nella raccolta o trattare separatamente.

I libri che ho letto gli anni precedenti li trovate qui:

Nella mia Libreria su anobii trovate i commenti da me fatti a ciascuno. I link invece rimandano ai commenti sul mio blog.

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Buon 2017, ricco di nuove letture!

L’IMPORTANZA STORICA DEI SISTEMI ELETTORALI

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Luciano Canfora (Bari, 5 giugno 1942) è un filologo classico, storico e saggista italiano.

Volendo fare una riflessione sul recente referendum costituzionale, ho letto il saggio storico di Luciano CanforaLa democrazia”, sottotitolo “Storia di un’ideologia”.

Storico è anche l’approccio al tema, con un’analisi che ci mostra come questo concetto, nato prima dei greci, ma affermatosi con loro (soprattutto con moltissimi limiti, primo fra tutti la sua applicazione solo a parti ristrette della popolazione), si sia poi perso per lunghi secoli, per riaffiorare con la rivoluzione francese. Da lì l’analisi prosegue attraverso Ottocento e Novecento fino ai giorni nostri.

La prima importante distinzione è quella tra democrazia, libertà e uguaglianza, tre concetti del tutto diversi e non sempre compatibili. Spesso si chiede maggior democrazia, volendo, però, intendere maggior libertà o uguaglianza o viceversa, senza rendersi conto di quanto queste siano differenti tra loro e spesso incompatibili. La conclusione dell’autore è che ai nostri tempi prevalga l’ideale di libertà su quello di democrazia e che questa sia stata solo assai raramente in auge.

Gran parte dell’analisi di questo volume riguarda, però, l’importanza dei diversi sistemi elettorali e Canfora dimostra come la democrazia sia stata fortemente limitata ogni qualvolta ci si sia allontanati dal suffragio universale, verso varie forme di rappresentanza ridotta, quali quelle dettate dal sistema maggioritario, secondo il quale una parte dei voti si rivela “inutile”, in quanto non trova alcuna rappresentanza nei governanti.

Rileva anche come un sistema a bassa rappresentanza (il più ristretto sarebbe la monarchia, che sempre rischia di sfociare in tirannide) – spesso Risultati immagini per luciano canfora democrazia storia di un'ideologiainvocato dalla storia per la sua efficienza e velocità di esecuzione – corrisponda allo sfruttamento della popolazione non rappresentata. Interessante la riflessione su come per amministrare uno stato si pensi spesso a sistemi maggioritari, mentre in altre forme associative (rapporti tra soci di aziende, decisioni collegiali) nessuno lo proporrebbe mai.

Altra cosa ancora sono democrazia e rappresentanza parlamentare. Basti pensare alla “dittatura del proletariato” che è certo governo del popolo e quindi democrazia, ma non certo forma di rappresentanza parlamentare perfetta, né tantomeno esempio di libertà.

Il volume fa parte di un interessante progetto editoriale internazionale denominato “Fare l’Europa”, nato nel 1993 e sfociato in una collana diretta da Jacques Le Goff, pubblicata contemporaneamente da cinque editori:

  • H. Beck Verlag, di Monaco (Germania)
  • Basil Blackwell di Oxford (Regno Unito)
  • Editorial Crítica di Barcellona (Spagna)
  • Laterza di Roma-Bari (Italia)
  • Éditions du Seuil di Parigi (Francia).

L’intento dell’iniziativa è stato, fin dall’inizio, quello di ricostruire i temi comuni del vecchio continente prossimo a diventare Unione europea (l’entrata in vigore del Trattato di Maastricht quasi coincide con il lancio della collana). Tra l’altro, anche altri editori portoghesi, olandesi, cechi, slovacchi, polacchi, ungheresi, bulgari, ma anche lituani, turchi, coreani e giapponesi traducono parte dei suoi libri. Nella “prefazione”, presente in ogni volume e firmata da Le Goff, si dice che l’avvenire deve fondarsi sull’eredità dal passato, gettando luce sulla “costruzione dell’Europa” e sui “suoi punti di forza non dimenticabili”, pur senza nascondere i conflitti e le contraddizioni che il continente ha vissuto nella sua tensione verso l’unità.

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L’UOMO GESÙ

Inchiesta su Gesù”, sottotitolo “Chi era l’uomo che ha cambiato il mondo” è un’intervista effettuata dal giornalista Corrado Augias allo storico Mauro Pesce a ridosso del successo planetario del primo romanzo di Dan Brown “Il codice da Vinci”, più volte citato nel volume Risultati immagini per Inchiesta su Gesù(interrogandosi sul perché del successo di un’opera, a detta degli autori, tanto modesta).

Il libro risente di una certa mancanza di organizzazione nell’affrontare i vari temi e di un buon numero di ripetizioni. Questi probabilmente sono difetti in buona parte connessi alla forma letteraria (l’intervista) scelta per la realizzazione di questo saggio.

Tolto ciò, l’opera si presenta molto interessante e ben argomentata e apre interessanti quesiti sulla figura di Gesù, della madre, degli apostoli, su alcuni miti successivi, quali quello del Santo Graal, e sulle ragioni dell’antisemitismo.

Il volume cerca di mantenersi obiettivo, non volendo essere né un supporto per la fede, né uno strumento per combatterla, ma solo un resoconto sullo stato dell’arte nelle indagini sulla figura storica di Gesù di Nazareth, distinguendo il Gesù ebraico, figura reale, dal Gesù Cristo, figura fondante del Cristianesimo e frutto di rielaborazioni filosofiche e teologiche.

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Corrado Augias

Il testo non è scritto per studiosi o esperti della materia, ma vuole essere opera divulgativa e fornire informazioni di base sulle conoscenze storiche di questa figura e della sua epoca, anche avvalendosi di fonti diverse, quali le ben ridotte fonti romane e i numerosi vangeli apocrifi, gnostici o meno, molti dei quali scoperti e tornati alla luce solo negli ultimi decenni.

Interessanti anche i chiarimenti in merito ad alcuni errori di traduzione, che si sono trasformati in professioni di fede. Non si tratta solo del ben noto errore del cammello che non riesce a passare attraverso la cruna di un ago (mentre il termine originale voleva dire “grossa fune”), ma anche dell’equivoca interpretazione del passo Isaia in cui si annuncia la nascita di Emmanuele da una “vergine”, traduzione solo cristiana, mentre gli ebrei hanno sempre letto e continuato a leggere il termine solo come “giovane donna”. Da questo nasce e si sviluppa il tema della verginità della Madonna, con tutte le implicazioni.

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Mauro Pesce

Importante è la riflessione sulla profonda ortodossia ebraica di Gesù e sul suo grande rispetto della religione della sua terra, su come mai abbia dato segni di voler creare una nuova religione o di voler “evangelizzare” non ebrei, essendo il suo un messaggio di un ebreo verso altri ebrei. Ortodossia affiancata, però, dall’aver creato attorno a sé un gruppo di persone che si muoveva al di fuori delle istituzioni, sia il tempio, sia lo stato, sia la famiglia.

Appare in questo volume anche il concetto, non nuovo, che nulla è più lontano dal pensiero di Gesù di voler dare centralità alla famiglia, con i suoi inviti a lasciare mogli, figli e genitori per seguirlo, con il suo dire, quando la madre e i fratelli (ne aveva almeno 5) lo cercano, che la sua vera famiglia sono i suoi discepoli, con il suo respingere la madre, con la totale assenza di figure paterne tra gli apostoli (pur essendo alcuni di loro sposati e forse con figli), nel senso che sebbene tra di essi compaiano alcune figure che sembrerebbero essere fratelli di Gesù (per non parlare del suo ipotetico gemello), non vi compare il padre, né hanno un ruolo i padri degli altri apostoli.

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“Jesus Christ Superstar” musical citato da “Indagine su Gesù”

Insomma, un volume semplice, ma utile per una riflessione sulla storicità dei vangeli. Una lettura doverosa soprattutto per chi non ne abbia già fatte di simili.

LA FISICA QUANTISTICA DI SCHOPENAUER

Con il “Saggio sulla visione degli spiriti”, Arthur Schopenauer volle rispondere ai “Sogni di un visionario chiariti con i sogni della metafisica” di Kant, con cui il filosofo tedesco negava, prendendosene gioco, la possibilità di parlare con gli spiriti dei defunti.

Il saggio di Schopenauer fa parte dei due volumi “Parerga” e “Paralipomena”, stesi tra il 1845 e il 1851.

Il filosofo polacco accetta da Kant che “il mondo quale ci appare sia un mondo di fenomeni, cioè si sensazioni e percezioni, che si presentano ai nostri sensi e alla nostra soggettività senza che noi possiamo realmente conoscerne l’intima esistenza, la cosa in sé, destinata a rimanere ignota al soggetto conoscente”, come scrive Leonardo Casini nell’introduzione.

Il polacco riduce a tre le categorie del tedesco, come strumenti dell’organizzazione della conoscenza: spazio e tempo (come categorie della sensazione) e causalità (come categoria dell’intelletto).

L’essenza più intima di ogni cosa (uomini, animali, piante ed esseri inanimati) per Schopenauer è la volontà. Tutto è, nella sua essenza, volontà. Viene allora in mente la fisica quantistica quando afferma che nel momento in cui una microparticella devia in una direzione si crea un universo, ma che questo esiste solo nel momento in cui viene osservato. Non è un po’ come se gli universi siano creati dall’espressione della volontà della microparticella?

Arthur Schopenauer

Per Schopenauer tutto è parte della Volontà Universale. Abbiamo allora da una parte il mondo come conoscenza teoretica, come rappresentazione del soggetto conoscente e come insieme di fenomeni e, dall’altra l’in sé del mondo, la sua essenza metafisica unica e universale, la Volontà. Vita e morte sono manifestazione della Volontà.

La morte non è, quindi, l’annullamento totale dell’uomo, ma del suo fenomeno spazio-temporale, perché la sua essenza torna a far parte della Volontà. Mi viene allora in mente, anche se sono due concetti non proprio uguali, quando Einstein, facendo le condoglianze per un amico morto, diceva che l’amico in realtà non era scomparso, continuava a esistere nel tempo in cui era vissuto, dato che il tempo non scorre, ma siamo noi a passarci attraverso. Il morto c’era ancora, ma in un tempo che ci siamo lasciati indietro.

Questa per Schopenauer è la spiegazione “idealistica” del mondo degli spiriti, mentre nega quella “spiritualistica”, fondata sull’apparizione delle anime agli organi sensoriali del conoscere.

Nell’universo einsteniano, potremmo, se ce ne fossero gli strumenti, allora quasi immaginare che se si riuscisse a proiettarci avanti nel tempo, potremmo comunicare con i nostri cari anche dopo morti.

Nell’universo di Schopenauer, i morti comunicano con i vivi tramite la Volontà universale di cui sono parte!

Per Schopenauer lo strumento per comunicare attraverso la Volontà è quello che chiama “organo del sogno”. Tale organo non mette in comunicazione il sognante con la realtà esterna, ma con il suo interno, con la Volontà, permettendo così non solo la visione degli spiriti, ma anche la chiaroveggenza, la magia e altri fenomeni.

Schopenauer, per sostenere tale tesi, indaga molto sul sonnambulismo, sui sogni profetici, sulla follia e attribuisce a taluni sonnambuli doti di chiaroveggenza. Il sonnambulismo, secondo lui, si baserebbe, infatti, su una diversa percezione, non sensoriale, dell’ambiente, percezione che può travalicare i limiti del tempo (e qui vedo ancora una somiglianza tra il tempo immoto della fisica moderna e la Volontà di Schopenauer).

Per il filosofo, nel sogno tutte le forze spirituali sono attive, tranne la memoria (come nella follia).

Il sogno sarebbe dunque la porta per i viaggi nel tempo?

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