Archive for the ‘Letture’ Category

SCRIVERE I LUOGHI: PAOLO CIAMPI E LA NARRATIVA DI VIAGGIO

Caterina Perrone e Paolo Ciampi

Durante l’incontro letterario del GSF presso la Laurenziana del 19 Settembre 2019 abbiamo parlato di “Creare mondi immaginari”, spiegando l’importanza, nella narrativa fantastica, di una buona ambientazione originale.

Come ideale prosecuzione di quell’incontro, oggi (10 Dicembre 2019), sempre in via Magellano 13 rosso (Firenze Nova), abbiamo ospitato il grande narratore di luoghi Paolo Ciampi (che ho già più volte letto, recensito e apprezzato per la grande poeticità descrittiva) che c’ha raccontato come l’ambientazione sia al centro anche della narrativa di viaggio. I luoghi sono importanti non solo come percorsi ma possono essere descritti in quanto tali. Il tema della serata era, infatti “Scrivere i luoghi: la narrativa di viaggio”.

Ciampi ha evidenziato l’importanza di lanciare suggestioni piuttosto che fornire complesse descrizioni. A tal proposito ha citato il piccolo saggio da lui scritto con Alessandro Agostinelli e Tito Barbini “Parole in viaggio – Piccola guida di scrittura per viaggiatori veri e immaginari”, in cui è citato a sua volta (possiamo parlare di meta-citazione?) Ernie Pyle, che ha saputo descrivere lo sbarco in Normandia attraverso piccoli dettagli come gli strani oggetti che i soldati si erano portati dietro o anche ha raccontato come la grande domanda da porci sia “state raccontando un viaggio o guardandovi l’ombelico?” e come la narrazione sia a metà tra questi due approcci (il secondo simboleggia il parlarsi addosso ma può essere anche una certa autoreferenzialità: “parlo eternamente di me” scriveva Chateaubriand).

Come descrivere, dunque, i luoghi? Possiamo farlo in modo asciutto e distaccato o possiamo trasmettere le emozioni che questi ci danno (da quel che ho letto di Ciampi, mi pare questo il suo approccio).

Alcuni libri di Paolo Ciampi

E che cosa si porta dietro un autore durante i suoi viaggi? Si documenta prima o si lascia trasportare dalla scoperta?

Oggi con internet si è perso molto del gusto dell’esplorazione che era l’anima anche dei piccoli viaggi, tutto è già conosciuto e rischiamo di perdere il gusto della sorpresa.

Anche il narratore che voglia descrivere dei luoghi rischia di non saper più come dire qualcosa di nuovo, ma deve sempre ricordarsi di descrivere il mondo attraverso i propri occhi, che sono il valore aggiunto per ogni storia, attraverso la propria fantasia, che sempre aggiunge qualcosa di nuovo e originale anche ai luoghi più consueti ed ecco che la narrativa “realistica” o mainstream non sembra più tanto distante da quella fantastica, perché entrambe reinterpretano il mondo, chi meno, chi più. Per narrare i luoghi allora le suggestioni possono venirci da testi che parlano di cose magari del tutto diverse o possiamo portarci dietro le suggestioni di letture giovanili (come penso possa aver fatto Ciampi scrivendo la biografia dell’esploratore Beccari ne “Gli occhi di Salgari”) oi possiamo seguire i passi di un altro autore (come mi pare possa aver fatto in “Beatrice” o in “L’aria ride”).

Raffaele Masiero Salvatori, dell’Istituto Geografico Militare ha dato il suo contributo portando alcune riviste, antiche e recenti, prodotte da tale istituto.

Gli autori Caterina Perrone, Renato Campinoti, Paolo Orsini, Carlo Giannone e Antonella Cipriani

Spero che si possa presto organizzare qualcosa assieme a questo con anche Paolo Ciampi, autore anche di un piccolo libro di riflessioni sulla cartografia “Il sogno delle mappe”, la cui presentazione penso che ben si abbinerebbe con una visita ai loro archivi.

Ciampi ha anche accennato alla rivista di viaggi “Erodoto108” che meriterebbe di essere meglio scoperta, magari in un prossimo incontro.

Il prossimo martedì (17/12/2019) saremo sempre alla Laurenziana, questa volta con Gianni Marucelli, Presidente di Pro Natura Firenze e direttore della rivista L’Italia l’Uomo l’Ambiente e affronteremo un tema non poi così distante: “Scrivere per l’ambiente”. Valuteremo anche possibilità per gli autori di collaborare alla rivista, che affronta non solo tematiche ambientali ma anche, appunto, “racconta i luoghi”.

 

 

 

Paolo Ciampi, Carlo Menzinger, la presidente del GSF Cristina Gatti e Massimo Acciai

 

RIUSCIRÁ L’UMANITÁ A FARSI ACCOGLIERE NELLA COMUNITÁ GALATTICA?

Risultati immagini per SimakNel romanzo di Clifford SimakLa casa dalle finestre nere” (1963) troviamo un personaggio, Enoch Wallace, che pare immortale, rimasto trentenne nel 1931 e oltre come durante la Battaglia di Gettysburg (1863) e altre della guerra di secessione americana cui ha partecipato.

Si nasconde in una vecchia casa dalle finestre oscurate. Il suo segreto, però, non è tanto l’immortalità (in realtà si limita a non invecchiare nel tempo che passa in casa), ma in quello che la sua casa nasconde ovvero un mondo che sembra anticipare quello dei “Men in black” degli omonimi film: una stazione di passaggio per alieni.

Per tutti quegli anni, infatti, Wallace è stato il custode di una stazione utilizzata da razze extraterrestri di ogni genere per spostarsi attraverso la Galassia.

Il suo cruccio è che la nostra razza sia tenuta lontana da questi commerci, perché immatura. Teme anzi lo scoppio di una nuova Guerra Mondiale che non potrebbe che metterci in cattiva luce agli occhi degli alieni, impedendoci per sempre di entrare nel loro consesso.

La visione è ancora quella utopistica della fantascienza degli anni 1940-50 e Simak sembra immaginare come inevitabile il progresso, anche se Clifford D. Simak - LA CASA DALLE FINESTRE NERE - Classici Urania nr 176cominciano ad affacciarsi i temi distopici legati alla paura della Guerra e persino alcune tematiche ambientali.

La figura della giovane sordomuta Lucy è quella del classico personaggio debole e maltrattato che diviene l’eroe risolutore della vicenda.

Il lieto fine appare un po’ scontato e legato a quest’atmosfera ottimistica, ma il romanzo può essere considerato un classico della fantascienza di quegli anni, godibile e da non trascurare.

 

RIFLESSIONI SUL SACRO

Con il GSF – Gruppo Scrittori Firenze, ho organizzato una serie di incontri presso la Laurenziana sui modi per pubblicare. Durante uno di questi abbiamo ospitato Alessandro Raveggi, curatore e fondatore della rivista letteraria italo-inglese THE FLR – The Florentine Literary Review, un magazine cartaceo, edito da The Florentine Press, che ospita racconti e poesie di autori italiani con testo a fronte in inglese.

Con l’occasione ho acquistato il numero 3 del 2018 che ha come argomento il “Sacro” (“Sacred”).

Il volume comprende, oltre all’editoriale di Alessandro Raveggi, i sei racconti:

 

Giordano Meacci – Free will for free

Laura Pariani – La sera dei Grandi Antichi

Paolo Zardi – La nuova lingua

Omar Di Monopoli – In principio era la bestia

Licia Giaquinto – La festa è finita

Francesco D’Isa – Estasi 2.0

 

e due poesie:

 

Andrea Ponso – Iconostasis

Vivian Lamarque – I nomi degli amanti

 

L’illustratrice del numero è Giada Fucelli, le traduzioni sono opera di Johanna Bishop.

 

A fine volume si possono leggere le ragguardevoli biografie degli autori.

 

Ho apprezzato soprattutto le atmosfere inquietanti de “La sera dei Grandi Antichi” e le suggestioni su un futuro che sembra già presente, in cui la lingua non più in grado di esprimere dissenso nel racconto di Paolo Zardi che parte dalla constatazione di come Facebook ci permetta di mettere dei “like” ma non il loro opposto e arriva a fare riflessioni su un mondo in cui “era impossibile essere infelici e quindi, con un sillogismo che non tutti sarebbero stati disposti a sottoscrivere, era impossibile pensare” ma anche sulla perdita di una lingua “adatta alla più antica delle comunicazioni, quella tra i vivi e i morti”.

Ancor più conturbante è l’incubo schizofrenico de “La festa è finita”.

Ed ecco poi le sperimentazioni religiose di Francesco D’Isa: “Abbiamo creato una singolarità, e il suo comportamento sembra confermare che oltrepassare l’umanità non significa potenziarla. S. non ha cercato dei superpoteri né l’immortalità, tutte doti che non avrebbero fatto altro che acuire la sua schiavitù, ma ha tentato di trascendere la forma che gli abbiamo imposto” o Giordano Meacci che scrive “Ogni tanto Dio pensa che non sia il caso di fare Dio, poi si ricorda di esserlo” o Omar di Monopoli che ci trascina in atmosfere apocalittiche nella Napoli giacobina

Tra le poesie mi sono riconosciuto nei versi di Vivian Lamarque quando confonde i nomi delle piante “Chiedo perdono all’Olmo / quando lo chiamo Faggio / e al Frassino quando lo chiamo / Acacia, quanto si offese il Carpino / quando non lo riconobbi: / a voltarsi di là umiliato / l’aiutò il vento” che mi hanno ricordato i miei racconti sugli alberi parlanti.

Suggestioni bibliche sostengono i versi di Andrea Ponso.

 

In conclusione, un volume intenso e denso di contenuti, scritto con cura e impaginato con stile.

AVVENTURE SPAZIALI DI UN’INVESTIGATRICE ARTIFICIALE

Risultati immagini per Karma AvversoCome in un romanzo del Ciclo dei Robot di Isaac Asimov in “Karma avverso” troviamo un investigatore artificiale che indaga su un duplice omicidio. Anzi, per essere più precisi si tratta di un’investigatrice e a differenza dell’asimoviano Daniel A. Olivaw non è un robot ma una graziosa biosynth della serie Afrodite, quelle progettate per scopi sessuali, praticamente una Sexy Doll intelligente. Una creatura forse più simile allora a Pris o a Rachael di “Blade Runner”, questa Lidy F0642 4L2 inventata dalla coppia Emiliano Mecati e Alessio Seganti.

Il volume, edito nella collana “Scif-fi Collection” da Tabula Fati, è ambientato in un futuro con una nuova datazione che ne rende difficile l’esatta definizione cronologica ma considerato che la vicenda comincia nell’anno 1369 del Calendario Coloniale, possiamo immaginare che ci dividano da questo tempo almeno altrettanti anni, dato che siamo ancora ben lungi da aver iniziato una qualsivoglia colonizzazione di mondi esterni.

Si dice che il mondo è piccolo, ma forse lo è anche la Galassia, perché Oerth e Sele somigliano maledettamente alla Terra e alla Luna e non vorrei svelare troppo del finale dicendo che nelle ultime pagine c’attende una sorpresa che un po’ mi ha ricordato un altro classico della fantascienza, un romanzo del francese Pierre Boulle, da cui sono stati tratti almeno nove film e alcuni telefilm, di cui non rivelo il titolo (ma mi pare evidente) per non spoilerare troppo.

Interessante il grande sforzo di un’intera comunità per realizzare un processo di terraformazione e importanti i messaggi di allarme verso la fragilità dei mondi.

Facile affezionarsi alla protagonista, questa ragazza sintetica che affronta nemici tanto più grandi di lei per scoprire e rivelare una verità scomoda che va ben oltre il disvelamento del mistero della morte di un uomo importante (lei in realtà indaga sullo “spegnimento” di una sua simile, un’altra ragazza artificiale, vittima collaterale dell’omicidio principale). In questo Lidy è quasi una sorella di Harry Potter, dell’Ender di Scott Card, del Wade Watts di Cline (“Player one”) o della mia Aracne (“Via da Sparta”).

World Sf Italia

Alcuni autori Tabula Fati al festival di World SF Italia dell’Impruneta (Firenze) a maggio 2019. Oltre all’editore Marco Solfanelli, si riconoscono Carlo Menzinger e i due autori di “Karma avverso”: Alessio Seganti ed Emiliano Mecati

Di solito non amo i gialli, ma qui, come in un buon Asimov, l’ambientazione fantascientifica, l’incalzante ritmo delle avventure e un mistero ben più grande di un semplice triste e meschino omicidio (come in tante ben più noiose detective story), tengono incollati alle pagine dall’inizio alla fine e danno più di una ragione per andare avanti e appassionarsi alla narrazione.

Non per nulla il romanzo è arrivato finalista al Premio Vegetti 2019. Peccato non abbia vinto, ma di sicuro gli autori sapranno rifarsi alla prossima occasione, perché la stoffa non manca.

Difetti? Forse il titolo “Karma avverso”, che poco dice della storia e anzi fa pensare a storie orientaleggianti. E poi, scusate, ma a me pare che la nostra cara Lidy F0642 4L2 sia piuttosto fortunata ad attraversare tante peripezie così felicemente.

LA SAGA DEI FIGLI DEL PADRE ASSENTE

Risultati immagini per i fratelli michelangelo vanni santoniRisale ormai a oltre dieci anni fa la mia prima lettura di qualcosa scritto da Vanni Santoni, conosciuto negli anni gloriosi di anobii, la piattaforma letteraria in cui ho conosciuto tantissimi autori. Lessi allora due volumi, la raccolta di micro-racconti “Personaggi precari” e “Gli interessi in comune”, la prima edita nel 2007 da RGB Scrittomisto e poi ripubblicata da Voland nel 2017, il secondo edito da Feltrinelli nel 2008 e ora uscito da poco (2019) per Laterza.

Organizzo degli incontri letterari con Barbara Carraresi per conto del GSF Gruppo Scrittori Firenze e cercavamo qualcuno che potesse testimoniare di un percorso da una piccola casa editrice a una grande e ripensai così a Santoni, che dopo Feltrinelli, oltre che a Laterza era anche approdato a Mondadori.

Santoni è stato così protagonista di un interessante serata il 5 Settembre 2019, presso la Laurenziana di Firenze dal titolo “Come pubblicare con un grande editore”.

In seguito, lo abbiamo ospitato ancora per presentare il suo nuovo romanzo familiareI fratelli Michelangelo”, (Mondadori, 2019). È stata così per me occasione per leggere ancora qualcosa di suo.

I fratelli Michelangelo” è opera, con le sue oltre seicento pagine, assai più corposa non solo del veloce libretto “Personaggi precari”, ma anche del romanzo “Gli interessi in comune”. Oserei quasi dire che si tratta di una saga familiare e che per quattro dei cinque fratelli Michelangelo che ne sono protagonisti si sarebbe ben potuto fare un singolo romanzo, magari con un quinto a chiusura, che ne vedesse l’incontro con il padre Antonio Michelangelo.

Ovviamente, non si parla qui di Michelangelo Buonarroti, anche se siamo a Firenze. La storia è contemporanea, o meglio ambientata in un passato ancora recente. Vi si narra di un padre importante e piuttosto famoso, ingegnere, artista e regista, che, ormai anziano, dà appuntamento a Saltino nella località climatica di Vallombrosa (a est di Firenze) a quattro dei suoi cinque figli, avuti da diverse donne.

Ne seguiamo così le vicende di ciascuno, con le loro perplessità sulle motivazioni che possono aver indotto quel padre sempre così assente a richiamarli e a farli incontrare tra loro.

Non ne nasce tanto un’opera corale, quanto, appunto, una serie di romanzi brevi strettamente collegati, in cui, in ogni racconto, un figlio ha la sua centralità e che sembrano voler essere storie sull’assenza del padre ma finiscono per essere più che altro vicende di figli con un padre assente.

13 Novembre 2019: Vanni Santoni e Carlo Menzinger alla Laurenziana (Firenze)

13 Novembre 2019: Vanni Santoni e Carlo Menzinger alla Laurenziana (Firenze)

A Firenze e al Valdarno, luoghi che direi tipici della narrativa di Santoni, cui qui si aggiunge quella propaggine della città che è Vallombrosa, si uniscono località assai diverse e le storie si allargano verso altri continenti.

Trovo, in particolare, rilevante il viaggio in India di uno di loro, così diversi da certi pellegrinaggi in quel Paese alla ricerca del sé o di una diversa religiosità o magari di esperienze allucinogene. Dato che “Gli interessi in comune” era praticamente una piccola enciclopedia sulle sostanze stupefacenti, mi sarei aspettato che in una simile occasione Santoni c’avrebbe parlato di droghe e così è stato ma qui non è come nel primo romanzo un narrare di esperienze di stati alterati della mente, ma si parla traffico di droga. Il ragazzo parte con degli amici con le migliori intenzione per impiantare un business in India, le cose vanno male e pensano bene di ripiegare sul traffico di sostanze illegali, ma le cose volgono in fretta al peggio.

Altro figlio, altre ambientazioni ed ecco con Cristiana, la figlia artista, lo spunto per parlare di arte, del difficile mondo dell’arte contemporanea, con la lotta per emergere e farsi vedere, con il quasi disperato tentativo di cercare di inventare qualcosa di originale e non possono non colpire i formicai riempiti di metallo, la borsa fatta con la pelle del proprio gatto, il drone ricoperto dalla pelle di un altro, i materiali messi a disposizione di certe mosche perché ne facciano nidi “artistici”.

Non si tratta di un romanzo d’avventura, ma non manca l’azione qua e là a vivacizzarlo e penso, per esempio, al cinematografico scontro con i ladri.

Del resto, oltre al mondo dello spaccio internazionale, incontriamo anche quello delle arti marziali, praticate ad alti livelli da Rudra, un altro dei figli, che, tanto per dare un po’ di colore sociale è anche omosessuale, con quel che ne consegue in termini familiari, sebbene i genitori si dimostrino al passo con i tempi attuali e tutto sommato discretamente aperti.

E in tutto questo affannarsi per il successo, economico, artistico o sportivo, è forse proprio il padre, che più dei figli sembra essersi dato da fare nel ricercare il successo, persino in campi diversi, a dire verso la fine il vero senso di ogni cosa: “Essere felici a casa è il massimo risultato dell’ambizione, diceva Samuel Johnson, e basterebbe questa frase a misurare la portata dei miei fallimenti…”.

13 Novembre 2019: Vanni Santoni e Carlo Menzinger alla Laurenziana (Firenze)

I figli si interrogano su che cosa abbia da dire loro il padre, se sia morente e abbia qualcosa da rivelare, se ci sia un’eredità da dividere, ma mentre camminano tutti assieme nel bosco di Vallombrosa, verso questa misteriosa meta dove ogni cosa, forse, sarà svelata, cogliamo un’altra riflessione di Antonio Michelangelo, che ci dà, forse, il senso della storia:

Sai, già farsi ascoltare è molto, per un vecchio. È un miracolo, in effetti, un miserabile miracolo, come avrebbe detto Michaux, che un vecchio riesca a farsi ascoltare dai propri figli, a farsi seguire lungo una strada, quale che sia; ma è pur vero, ghigna, che con una messinscena così stramba, ormai che siete qui, vi verrebbe difficile non farlo: anche solo per vedere dove voglio arrivare!”

Johnson, Michaux: ho riportato due frasi e, entrambe, contengono una citazione. Non è un caso, perché Santoni è uno che non solo scrive, ma, come dovrebbe essere sempre, legge anche molto e sembra amare i libri, al punto che questo “I fratelli Michelangelo” è quanto mai ricco di citazioni e rimandi ad altri autori e altre storie.

Non solo Santoni legge, ma, come ha ottimamente dimostrato nell’incontro con la nostra associazione, è uno che la scrittura la insegna (tra l’altro all’importante Scuola Holden) e ne conosce bene i metodi e la tecnica, come anche qui si vede. Insomma, uno che ha storie da raccontare e sa come farlo.

LE RIVISTE LETTERARIE, TRAMPOLINO DI LANCIO VERSO LA GRANDE EDITORIA

Stasera, 28 Novembre 2019, alle 18,00 abbiamo avuto un nuovo incontro letterario del GSF – Gruppo Scrittori Firenze presso l’ASD Laurenziana di Firenze.

L’incontro è stato il terzo di una serie su come pubblicare al meglio. Il primo si era tenuto il 5 Settembre scorso ed era intervenuto Vanni Santoni, illustrando la composizione del mondo editoriale, i principali gruppi, le principali riviste e il percorso ideale, che va dalla pubblicazione su alcune riviste letterarie, passando per case editrici di qualità, per arrivare alla grande editoria. Santoni aveva anche evidenziato l’inutilità di inviare “manoscritti” alle case editrici più importanti, sperando di essere presi in considerazione o, addirittura pubblicati, se prima non si è fatto un simile percorso.

Questo aveva stupito molti dei presenti e creato alcune polemiche.

Si era, dunque, reso necessario un incontro su cui riflettere in merito, tenutosi il 1 ottobre.

Con l’incontro di oggi abbiamo voluto riprendere il percorso verso la grande editoria, partendo dal suo principio, il mondo delle riviste letterarie. Abbiamo, dunque, ospitato Alessandro Raveggi, che dirige e ha fondato nel 2016 la prima rivista letteraria bilingue italiana The FLR – The Florentine Literary Review.

Raveggi è nato nel 1980 a Firenze. Dopo aver pubblicato testi in molte riviste e varie antologie, ed aver lavorato come dramaturg nel teatro di ricerca, nel 2012 è uscito il suo primo romanzo, “Nella vasca dei terribili piranha” per Effigie edizioni. Il suo prossimo romanzo, “Grande karma”, uscirà per la casa editrice Bompiani nel 2020.

The FLR è una rivista bilingue monotematica, in cui i testi sono pubblicati sempre con testo a fronte italiano-inglese.

I temi degli ultimi numeri sono stati “Fake”, “Landscape”, “Sacro”, “Desiderio”, “Invasioni”.

La rivista è cartacea ed esce con cadenza semestrale.

Immagine del profilo di Alessandro Raveggi, L'immagine può contenere: Alessandro Raveggi, barba

Alessandro Raveggi

Il gruppo editoriale è piuttosto nutrito e conta al suo interno redattori, traduttori e illustratori. Ogni numero conta una decina di brani, la cui selezione è frutto di un attento lavoro. Gli autori sono selezionati ed invitati di volta in volta dal direttore, dal consiglio editoriale e dai curatori. Sebbene la rivista sia fiorentina, gli autori vengono da tutta Italia, così come la rivista è distribuita in librerie in tutto il Paese e anche in alcune località estere.

Trai metodi usati per selezionare i testi, ci sono incontri di scouting con gli autori, come quello tenutosi di recente al festival del libro di Pistoia, o dei concorsi in cui vengono selezionati dei progetti di scrittura, da realizzare poi durante un periodo di soggiorno di tre giorni. L’ultimo è stato in una delle torri antiche di San Gimignano.

Durante l’incontro, abbiamo proposto una collaborazione del GSF al processo di selezione dei brani.

I partecipanti hanno mostrato interesse per la possibilità, mai considerata da alcuni autori, di rivolgersi a una rivista piuttosto che a una casa editrice per pubblicare racconti.

Raveggi ha invitato gli autori del GSF a seguire la pagina facebook della rivista per essere aggiornati sui concorsi di selezione e altri eventi.

Nessuna descrizione della foto disponibile.

Gli incontri della Laurenziana proseguiranno Martedì 10 Dicembre con il giornalista e scrittore Paolo Ciampi sul tema “Scrivere i luoghi: la narrativa di viaggio” e martedì 17 Dicembre con Gianni Marucelli, presidente di Pro Natura Firenze (la più antica associazione ambientalista italiana) e direttore della rivista “L’Italia l’Uomo l’Ambiente”, con cui potremo avviare una collaborazione.

MENZINGER E L’ORDINE DEGLI INGEGNERI

Continua anche nel 2019 la mia collaborazione con le riviste dell’Ordine degli Ingegneri di Firenze.

Mi pare, dunque, giunto il momento di ricapitolare le pubblicazioni finora avvenute.

 

Con la rivista Progettando.Ing (Nerbini Edizioni), curata da Giuliano Gemma, ho partecipato ai seguenti numeri:

Costruzioni (2016/01): nell’articolo “I costruttori di universi” racconto dell’importanza di un’ambientazione originale nelle storie di fantascienza, mentre nel racconto “I costruttori” immagino un’invasione aliena vegetale.

Informazione (2016/02): nell’articolo “La tecnologia nella galassia di Asimov”, esamino le soluzioni tecniche adottate nei cicli “Robot”, “Impero” e “Fondazione” dal grande autore fantascientifico russo-americano, mentre nel racconto fantascientifico-surreale “Il campione”, immagino un rapimento alieno collettivo dell’intera città di Firenze.

Movimento (2016/03): questo numero contiene il racconto surreale “Firenze in moto”, che immagina un’apocalittica rotazione della città.

1966: Memorie di un’alluvione (2016/04): il mio racconto “L’angelo del fango” immagina l’alluvione vista da una strana entità ultraterrena che osserva le miserie umane e la gioia sfrenata delle divinità fluviali.

Tempi (2017/01): il mio articolo “Tempo e non tempo” parla del concetto di tempo, dei viaggi che lo attraversano, dell’ucronia e dei tempi alternativi, mentre il racconto “La macchina del non-tempo” affronta il tema dei viaggi nel tempo in modo nuovo.

Terra (2017/02): contiene il mio articolo sulla scoperta del sistema solare Trappist-1 “Una nuova Terra tra le stelle?” e il racconto di fantascienza su una nave generazionale araba “Una nuova terra per il califfato”.

Tracce (2017/03): riporta il mio articolo su come siano cambiati gli strumenti di scrittura negli ultimi decenni “Ultime tracce d’inchiostro”.

Transizioni (2017/04): con il mio racconto drammatico “Tracce di te” su un padre che perde la figlia.

I racconti “I costruttori”, “Il Campione”, “Firenze in moto”, “L’angelo del fango” sono successivamente stati pubblicati nell’antologia edita da Tabula Fati “Apocalissi fiorentine”.

Con la rivista Prospettive.Ing (Libò Edizioni), curata da Beatrice Giachi, ho partecipato ai seguenti numeri:

Complex Problem Solving (2019/01): riporta il mio racconto fantascientifico “La soluzione del problema” che affronta temi ambientali da un’insolita prospettiva.

Critical Thinking (2019/02): contiene il racconto fantascientifico sul mondo dei videogiochi: “Attimi evanescenti di pensiero critico”

Creativity (2019/03): ha al suo interno il mio racconto fantascientifico “La soluzione al problema”, sulle problematiche ambientali.

People Management (2019/04: il numero che uscirà a fine anno conterrà il mio racconto fantascientifico sul concetto alieno di “Risorse umane”.

 

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