Archive for aprile 2008

IL SETTIMO PLENILUNIO HA INIZIO – Le regole del gioco

Vorrei proporre a tutti gli illustratori, disegnatori, professionisti o dilettanti, una sorta di gioco.

Licantropo e Hesharamat - rielaborazione grafica di Carlo Menzinger da disegno rovato on-lineAssieme a Simonetta Bumbi e "con la partecipazione determinante di Sergio Calamandrei" ho scritto un romanzo che parla di vampiri e licantropi ed è ambientato in un prossimo futuro. Il libro vuole essere, in certa misura, anche una piccola satira del consumismo.

Quello che vi proponiamo è di farci avere i vostri disegni, ispirati a ciascun capitolo del libro. Sceglieremo quelli che ci piaciono di più e, con la vostra autorizzazione, li useremo per illustrare il volume.

Non vorremmo un solo illustratore. Ci piacerebbe che molti di voi partecipino e che questo che è già un romanzo "collettivo", essendo stato scritto a sei mani, possa diventare veramente tale, arricchendosi con le vostre illustrazioni.

Cosa ne dite? Ci state? Mandateci i vostri disegni su menzin@virgilio.it.

Se ci piaceranno, li pubblicherò su questo blog. I migliori formeranno il volume che tenteremo di pubblicare. Dico tenteremo perché non si può mai dire. Non sono un editore. Però di libri ne ho pubblicati già tanti. Perchè questo no?

Il romanzo si chiama IL SETTIMO PLENILUNIO.

Il primo capitolo inizia così:

LA RITARDATARIA

– Viviamo in un mondo in cui a nessuno interessa più capire la ragione e l’origine delle cose. Viviamo in un mondo in cui si è perso il senso della Storia e della Memoria – disse il Professor Moretti. Davanti a lui una decina di persone sonnecchiava su vecchie sedie traballanti. Era già una mezz’ora che il professore stava tenendo il suo discorso alla Conferenza su “Vampirismo e licantropia: origini della leggenda”.
Al tavolo accanto a lui sedevano un collega calvo, di almeno sessant’anni, proveniente dall’Università di Napoli, un assessore annoiato e uno strano individuo, acconciato con un lungo mantello e lunghe basette, che si presentava come esperto di licantropia. Moretti non era riuscito a comprenderne bene i titoli accademici ed era pressoché convinto non ne avesse.
– Dunque posso capire il disinteresse con cui è stata accolta un’importante scoperta come quella della Leggenda di Ecatron. Ecatron e Saravhan sono due divinità ignote persino a molti studiosi, scoperte solo di recente, eppure è ad esse che si rivolgono questi due popoli: i vampiri e i licantropi.
In quel momento la porta sul fondo si aprì cigolando ed una giovane donna, d’età indefinibile, entrò nella saletta. Il professore la notò e si fermò un attimo:
– Prego, si accomodi – le disse, vedendola esitare. Con un pubblico di dieci persone poteva anche permettersi di fare gli onori di casa.

 Leggi anche:

______________________________________________

_______________________________________________

COMINCIANO AD ARRIVARE I DISEGNI!

Ecco quello che ci ha mandato Niccolò Pizzorno. Raffigura Esharhamat al convegno sulla licantropia e il vampirismo.

Illustrazione di Niccolò Pizzorno per il primo capitolo de "Il Settimo lenilunio"

 Questo, invece, l’ha fatto Silvia Perosino e descrive la leggenda della Dea della Notte.

La Dea della Notte Saravhan vista da Silvia Perosino

Ed ecco altri tre disegni di NiccolòPizzorno

Esharhamat e il Professor Moretti - DIsegno di Niccolò Pizzorno

Esharhamat vista da Niccolò Pizzorno             antico volume - visto da Niccolò Pizzorno

 

I DISEGNI SONO TUTTI SU PLENILUNIO7

Annunci

RINGRAZIAMENTI VARI

In questi giorni mi hanno segnalato alcune iniziative in rete che mi riguardano e per le quali vorrei ringraziare tutti, ricordandole qui . Meriterebbero un post ciascuno (forse lo farò più in là) e molto di più!

Nei post procedenti ho già avuto modo di ringraziare Giuliana Argenio per avermi “conferito il Premio Dieci e Lode per talento letterario” e Gianna Campanella e Elena Zucchini per aver parlato, a Palazzo Ducale, a Genova dell’antologia “Ucronie per il terzo millennio” e aver letto, in quell’occasione il mio racconto “Il Berlusconi divergente”.
 
Vorrei ora ringraziare tre persone che non ho mai avuto il piacere di incontrare personalmente ma, per la stima che mi dimostrano, mi piacerebbe poter definire “tre amici”:
1.      Giuliana Argenio, l’autrice del bel romanzo “Vento Rosso”, per aver recensito il mio thriller “Ansia assassina” su Parole di Vetro;
2.      Enrico Matteazzi, l’autore del romanzo per ragazzi “Luigino e le pietre della vita”, per aver recensito il mio romanzo ucronico “Il Colombo divergente” su “La macchina del tempo – the thousand faces of the time”;
3.      Chiara Sardelli, per avermi intervistato su “La finestra del cortile” e aver parlato della Serata Ucronica di Firenze sul suo blog.
 
Riporto di seguito gli incipit dei tre interventi.
 
ROSANNA E I LIBRI
Giuliana Argenio(…omissis..) Carlo Menzinger si conferma autore a vasto raggio. Dopo “Giovanna e l’Angelo” ho letto questo suo noir (“Ansia assassina”) che viaggia sul filo del pulp. Geniali e ben concertate le coincidenze che portano a diciassette morti. Il finale a sorpresa rimane un tocco delicato di narrativa in bilico tra sogno e realtà drammatica (continua).
 
L’articolo parla anche dei libri di Cristina Bove, Pietro Atzeni e Giuliana Argenio.
 
IL COLOMBO DIVERGENTE
Enrico MatteazziCome si sarebbe evoluta la storia del mondo se Cristoforo Colombo fosse stato bloccato dagli Aztechi? Un romanzo appassionante, avvincente, dirompente, quello di Menzinger, in una parola: DIVERGENTE! Un’allostoria (ovvero un’ucronia) che vi terrà col fiato sospeso fino alla fine.

Carlo Menzinger scrive in modo diretto, veloce e molto scorrevole, ma soprattutto, il suo taglio personale, l’uso… (continua)
 
UCRONIA E WEB:
VI PRESENTO LO SCRITTORE CARLO MENZINGER
Chiara SardelliHo conosciuto Carlo Menzinger attraverso il web, dl lui apprezzo principalmente l’attività che svolge nella sua città, ma non solo, per far conoscere e dare voce ad un gruppo di autori creativi.
Non a caso ho già parlato di lui su questo Blog nella rubrica “ Firenze vive? “.
Carlo ha accettato di concedere un’intervista a questo blog che ben volentieri pubblico (continua).
 
FIRENZE VIVE? QUANTO AD "UCRONIA" SÌ
Carlo Menzinger alla Serata Ucronica di Firenze
Il genere ucronico è poco conosciuto e riconosciuto in letteratura. Praticamente si tratta di  un genere letterario intermedio tra la fantascienza e il romanzo storico, in cui il racconto si differenzia dalla storia comunemente conosciuta, sostituendo a degli eventi storicamente avvenuti altri eventi immaginari.
La definizione non è mia ma di Carlo Menzinger che è un giovane ed affermato scrittore. Le sue opere sono tutte pubblicate da Liberodiscrivere Edizioni di Genova.
L’ho conosciuto su Anobii  e ne parlo qui  poiché ho molto apprezzato la sua iniziativa di tenere a Firenze una Serata dedicata a questo genere letterario. (continua)
 
 
Che dire? Grazie. Grazie ancora a tutti per queste belle parole che non merito certo ma per le quali mi sento debitore.

Parlare di ucronie

Venerdì 11 aprile 2008 presso la Stanza della Poesia, nel Palazzo Ducale di Genova GIANNA MARIA CAMPANELLA, una delle autrici di UCRONIE PER IL TERZO MILLENNIO ha presentato "2007: UN ANNO TRA PROSA E POESIA". 

Gianna Campanella e Elena Zucchini a Genova

Nel corso della serata, sono state illustrate varie opere di questa scrittrice, tra cui il volume da me curato (Ucronie per il terzo millennio) e Elena Zucchini ha letto uno dei racconti dell’antologia "Il Berlusconi divergente" da me scritto, che, per la sua attualità, ha riscosso, mi dicono, un particolare successo.

Una nuova occasione per parlare di ucronie sarà

Il 16 maggio 2008 alle ore 17,00.

In via Baldovinetti 5, a Firenze,

presso il Liceo Scientifico Rodolico

le professoresse Cristina Minucci e Anna Nunziati

presentano agli studenti gli autori

Carlo Menzinger e Sergio Calamandrei,

che parleranno loro di UCRONIE.Giovanna e l'angelo

Il Colombo divergenteIn particolare, saranno presentati

i romanzi

Il Colombo divergente 

Giovanna e l’angelo

e l’antologia Ucronie per il terzo millennio.

Inoltre,

 

 

Carlo Menzinger presenta Ucronie per il terzo millennio

Dopo il successo della
SERATA UCRONICA DI FIRENZE (leggi qui),
il 24 maggio 2008 alle ore 17,30
a
Modena

la prof.ssa Sandra Tassi presenta
UCRONIE PER IL TERZO MILLENNIO
Allostoria dell’umanità da Adamo a Berlusconi

  Interverrano oltre al curatore dell’antologia (
Carlo Menzinger) anche alcuni autori,
tra cui la modenese
Angela Rosati,
autrice di 8 racconti e della copertina del volume e lo scrittore fiorentino
Sergio Calamandrei
(autore anche del giallo L’Unico Peccato).
L’incontro si terrà presso

Il Salotto Culturale di Simonetta Aggazzotti
in Viale Martiri della Libertà, 38 (41100 Modena).

Ucronie assortite

E’ prevista anche

l’amichevole partecipazione del gruppo di

scrittori modenesi

I Semi Neri.

La serata è aperta a tutti.

Vi attendiamo numerosi.

Il Dott Menzinger e gli Ucronici con Editore

Leggi anche:

 

 

 

L'infinita ombra dell'illusione

Luisa Ferretti

È un libro che parla di noi, dei nostri giorni strani, dei nostri giovani eternamente adolescenti.
Narra di una ragazza, Giulia, che pur avendo un proprio lavoro continua a vivere a casa con i genitori. All’inizio viene quasi da pensare che sia proprio un adolescente, ma poi, leggendo, diviene chiaro che lei e gli altri protagonisti appartengono alla tribù dei ventenni. Il libro parla anche del rapporto con internet, o meglio dei rapporti attraverso internet, dato che descrive l’innamoramento di Giulia per un ragazzo, Niccolò, che ha conosciuto solo tramite web e non ha mai visto. Ed è questo il tema centrale del romanzo.
Vorrei, però, tornare ai personaggi, perché mi hanno fatto molto riflettere. Questo libro, infatti, ottimamente, descrive il modo di vivere vacuo e effimero dei giovani d’oggi, senza una vera preoccupazione. Ed è proprio questo loro attardarsi tra le comode mura della casa paterna, trai piccoli agi borghesi che sembra renderli così fragili e permeabili alle lusinghe dei mondi virtuali.
La vita vera sembra toccarli così poco che il richiamo del web giunge loro potente.
E la “piccola” Giulia si lascia incantare dalle lusinghe del suo innamorato virtuale.
È tutta una generazione, in realtà, che si sta lasciando ingannare da internet. Sia chiaro: adoro il web e credo abbia enormi potenzialità e sia importantissimo per lo sviluppo del mondo. Però, vedo bambine di dieci anni collezionare “Contatti” su messenger come noi si collezionava figurine (e fin qui nulla di male) e, talora, L'infinita ombra del veroconfondere questi Contatti per amicizie vere. Fino ad arrivare ad estremi (non così immaginari come forse qualcuno crede) come quello della Giulia dipinta da Luisa Ferretti, che riesce ad innamorarsi delle parole di un ragazzo, che poi non avrà il coraggio di trasformare in realtà il suo amore elettronico.
Ho letto questo libro con particolare interesse, perché il tema dell’innamoramento tramite internet mi è Luisa Ferrettiparticolarmente caro, avendo io scritto, assieme a Simonetta Bumbi, la storia di un tragico triangolo d’amore nato in una chat nel racconto in versi “Cybernetic Love” edito da Liberodiscrivere nel volume “Parole nel web”.
“L’infinita ombra del vero”è un romanzo sull’Illusione. Sull’illusione di un’intera generazione (forse più d’una) di poter supplire con amicizie virtuali alla Vita vera.
Un romanzo che dipinge la nostra realtà e che, senza pretesa di insegnare nulla, ci aiuta a capirla.
Una lettura, veloce e piacevole, che ognuno dovrebbe fare, se vuole guardare questo mondo negli occhi, anzi nel… monitor.
 
Il sito di Luisa Ferretti è http://www.luisaferretti.it
Questa recensione la trovate anche qui.

Premio Dieci e Lode

Ho ricevuto questo premio da Giuliana Argenio.


La motivazione è stata:

per

talento letterario.

 
Non è la prima volta che Giuliana si ricorda di me. Ha, infatti, pubblicato una bella recensione sul mio romanzo Giovanna e l’angelo e mi ha recentemente incluso nella "sporca dozzina".
 
Vorrei riportare di seguito le prime parole di entrambi:
Giovanna e l’angelo
 
*****
Visto che siamo in tema, vorrei ringraziare anche Enrico Matteazzi (alias Kikmaster) per la bella recensione che ha fatto recentemente del mio romanzo Il Colombo divergente, della quale pure riporto l’incipit:
 
 
Un grazie dal cuore ad entrambi.
* * * *

Le regole:

1. Esporre il logo del "Premio Dieci e lode", che è il premio stesso, con la motivazione per cui lo si è ricevuto. E’ un riconoscimento che indica il gradimento di una persona amica, per cui è di valore.
2. Linkare il sito o il blog di chi ha assegnato il premio come doveroso ringraziamento..
3. Se non si lascia il collegamento al post originario già inserito nel codice html del premio provvedere a linkarlo
4. Inserire il regolamento
5. Premiare almeno un sito o un blog aggiungendo la motivazione.

Queste regole sono obbligatorie soltanto la prima volta che si riceve il premio per permettere la sua diffusione, ricevendone più di uno non è necessario ripetere le procedure ogni volta, a meno che si desideri farlo. Ci si può limitare ad accantonare i propri premi in bacheca per mostrarli e potersi vantare di quanti se ne siano conquistati.

Si ricorda che chi è stato già premiato una volta può assegnare tutti i "Premio Dieci e lode" che vuole e quando vuole ( a parte il primo), anche a distanza di tempo, per sempre. Basterà dichiarare il sito o il blog a cui lo si vuole assegnare e la motivazione. Oltre che, naturalmente, mettere a disposizione il necessario link in caso che il destinatario non sia ancora stato premiato prima.

ora… il premio mi è stato assegnato da Giuliana Argenio.

Grazie Giuliana.

Non credo molto nei premi, ma quando lo ricevo da una persona che stimo come te, non posso certo rifiutarlo! Grazie ancora.

Spero di aver capito bene il meccanismo.

****

Offro, dunque, il mio Premio a:

Sergio Calamandrei: per la sua amicizia, il suo talento letterario e l’interesse del suo blog

Simonetta Bumbi: per la sua creatività, amicizia e umanità

Daniela Raimondi: per il suo talento narrativo

Eva Carriego: per le sue doti narrative

Giuliana Argenio: per le sue capacità narrative e la sua disponibilità

Gattomammone: per la simpatia del suo blog

E non solo, perché ognuno di loro ha molte altre doti.

 

I BAFFI DI LINA DETTORI

Dopo “La famiglia immaginaria”, la raccolta di racconti scritta da Lina Dettori, ho letto ora anche il suo ultimo romanzo “Baffi di cacao”, edito da Iris nel 2007.
A proposito de “La famiglia immaginaria” avevo già detto di come questa raccolta m’avesse colpito per avere una notevole unitarietà d’ambientazione e persino di personaggi, ruotando tutta attorno alla descrizione di una famiglia.
L’impressione che ho avuto leggendo “Baffi di cacao” è stato che questo romanzo fosse il naturale sviluppo di quella raccolta.
Non ne è il sequel, ovviamente. Diversi sono i personaggi e diverso l’arco temporale in cui si svolge, sebbene ci si trovi anche qui in Sardegna. In una Sardegna, sia ben chiaro, che ben poco concede al folclore, ma che si presenta, in entrambi i lavori, come una regione d’Italia, pur con le sue tipicità, ma strettamente legata alla storia e alle vicende della penisola di cui è parte integrante.
Dicendo che il romanzo mi pare il naturale sviluppo della precedente raccolta, mi riferisco invece al cammino di crescita di Lina Dettori come autrice, in quanto questo secondo libro mi pare per molti aspetti figlio del primo.
Anche qui i personaggi sono molteplici, anche se su tutti ne emergono alcuni, tra cui il protagonista Antine (soprannome di Costantino Bellu). Sebbene le varie storie ruotino attorno a quella del protagonista, come ne “la famiglia immaginaria” la narrazione pareva finalizzata a descrivere la famiglia Soros, qui l’affresco che viene dipinto sulle pagine del libro è quello della famiglia Bellu, in qualche modo rappresentativa non solo della popolazione dell’intera isola, ma, in definitiva, dell’Italia, di cui l’autrice ci offre un interessante spaccato, in cui i “pesanti” anni di piombo hanno uno spazio importante.
La lettura di questo romanzo mi ha portato a proseguire la riflessione che già avevo avviato con la lettura de “La famiglia immaginaria” a proposito della differenza tra romanzo e racconto.
Vorrei in proposito riportare le autorevoli parole di Moravia: lo scrittore di racconti si avvale di un intreccio semplicissimo e ci dà in sintesi ciò che il romanziere ha bisogno di analizzare distesamente… Lo scrittore di racconti tende ad una rappresentazione lirica, assoluta, concentrata della vita, mentre il romanziere tende a una rappresentazione più complessa, più dialettica della realtà (…omissis…). Nel racconto la psicologia è in funzione dei fatti, nel romanzo delle idee”.
Secondo Moravia, poi, l’autore di racconti è un cronista di un’epoca e di una società.[1]
Ebbene, anche secondo queste definizioni, mi pare che queste due opere si pongano in uno spazio intermedio tra le due forme letterarie.
Baffi di cacao” è, infatti, composto da alcune storie dall’intreccio lineare ma che, unite alle altre ci forniscono una rappresentazione estesa ed articolata del mondo descritto. La Dettori mantiene però forte anche in questo romanzo il suo spirito di “cronista” della società e la sua narrazione procede, come in un racconto, per successione di eventi.
Chiusa questa parentesi, vorrei comunque esprimere il mio apprezzamento per questo libro che scorre piacevolmente sotto gli occhi e che riesce a descrivere, con sguardo attento ma con sufficiente distacco, la “singolare normalità” di questa nostra Italia, essa stesa poco più che un’isola nel grande mare del mondo, un’isola che spesso sembra vivere nel sogno di essere un Paese diverso da quello che è e che gli uomini come Antine vorrebbero poter trasformare, ma che, dopo aver votato la propria vita ad una rivoluzione forse un po’ troppo idealizzata, si scoprono essere dei rivoluzionari per apatia, per inerzia e, usciti di galera, quasi non capiscono più bene il senso della loro vita. Alla fine conta forse di più la “figuraccia” di esser finiti in prigione con due baffi di cacao stampati in volto, che non l’aver tradito la fiducia e l’affetto di chi credeva in noi.
E questi baffi di cacao diventano quasi il simbolo di questa società dell’apparire in cui siamo ormai sprofondati tutti quanti.

[1] Dante Giampieri – Introduzione a “La steppa” Antòn P. Cechov – Edizioni La Nuova Italia.
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: