Archive for the ‘Menzinger’ Category

UNA MIA UCRONIA IN STAR TREK

e794a-if_n18_cop_prima2bcopiaMentre nelle sale cinematografiche di tutto il Pianeta Terra impazza il settimo film del ciclo di “Guerre Stellari”, Tabula Fati dedica il numero monografico n. 18 di IF – Insolito & Fantastico all’altra grande (e per me inferiore) saga fantascientifica di questi nostri anni: “Star Trek”.

Ultimamente la rivista è tornata all’originaria ripartizione che vedeva una parte saggistica e una narrativa, prevedendo anche un concorso a tema, il cui risultato è la pubblicazione di tre racconti.

Tra i racconti pubblicati, fuori concorso, compare anche il mio, di sapore ucronico, “L’altra Gerusalemme”, in cui immagino che al termine della Seconda Guerra mondiale, Israele sia fondato tra le due Germanie anziché in Palestina. Ho scritto il racconto con l’idea di mostrare come sarebbe cambiato, in tale situazione, il terrorismo internazionale in Medio Oriente e in Europa.

Sebbene incentrato sulla saga di “Star Trek”, il volume non manca di dedicare un capitolo alle vicende dei Cavalieri Jedi, con l’articolo di Riccardo Rosati “La religione in Star Wars”.

Interessante, in particolare, l’analisi di M. Gobbo sul tema “Star Trek come rappresentazione filmica di un cinquantennio”. La longevità infatti, di entrambe queste serie, le rende entrambe termometri dell’evoluzione della nostra società, del modo di concepire il cinema e la fantascienza.

Curioso il raffronto di Nunziante Albano tra “Star Trek” e la serie tedesca “Raumpatrouille”.

Fuori tema, Vito Tripi ci parla di Dottor Destino, Gianfranco De Turris ci parla dello scomparso Hans Ruedi Giger, l’inventore di Alien, morto il 12/05/2014, e Marco Cimmino delle debolezze dei narratori fantastici italiani dei secoli scorsi.

Scattate con Lumia Selfie

Il Lato Oscuro di… Carlo Menzinger

Nella parte narrativa, a parte il mio racconto e i vincitori del concorso, Franco Piccinini, Juri Casati e Franco Calabrese, rileva il finale del romanzo “La donna eterna” (She, 1887) di Henry Ridder Haggard.

Colgo l’occasione della lettura della recensione, in fine volume, di tre romanzi sugli zombie scritti da autori italiani (Nicola Furia, Massimo Spiga, Alessandro Girola) fatta da Vito Tripi, per riportare una mia veloce riflessione: le storie di zombie in Italia non potrebbero funzionare. Abbiamo case troppo “fortificate”, alti muri, vere fortezze. Le storie di apocalissi zombie funzionano solo in paesi come l’America con case di periferia che sembrano fatte di cartone, porte di vetro, finestre al piano terra senza inferriate. Dunque, stiamo tranquilli: se mai ci sarà un’apocalisse zombie, gli italiani si salveranno!

Trascorrete un 2016 sereno!

 

INATTESA SORPRESA

Ieri ho ricevuto dall’Editore Tabula Fati due copie del n. 18 della rivista “IF – Insolito & Fantastico“. Ogni numero è sempre dedicato a un tema specifico. Questa era la volta di “Star Trek“. Sebbene abbia seguito anni fa le prime stagioni, non ritenendo avere nulla di originale da dire sul tema, questa volta non avevo inviato nulla da pubblicare all’editore.

E’ stata così una piacevole sorpresa scoprire, mentre censivo il volume su anobii, che tra gli autori c’era anche un certo Carlo Menzinger! lo vedete nella copertina qui accanto.

Giugno 2014

Carlo Menzinger di Preussenthal (Roma, 3 Gennaio 1964)

Menzinger?” mi sono detto? Come è possibile? Guardando all’interno ho scoperto che avevano pubblicato il mio racconto ucronico “L’altra Gerusalemme“, in cui si immagina che alla fine della Seconda Guerra Mondiale sia stato costituito uno Stato per gli ebrei non in Palestina ma in Germania. Il racconto si svolge in due momenti diversi: la prima ad Hannover nel 1948, durante la nascita dello Stato di Israele, e la seconda nel 2014, mostrando come è cambiato il mondo.

Come immaginate che sarebbe stata la situazione in Medio Oriente? E in Europa? Non vi dico come l’ho immaginata io: leggetela su “IF – Insolito & Fantastico n. 18“.

Per ricevere il volume o abbonarsi: rivistaif@yahoo.it

Vedi anche: http://insolitoefantastico.blogspot.it/

 

BUONA PAZKUA

Scopri le sorprese nelle uova.

Clicca sulle uova qui sotto e scarica la tua sorpresa!

               Risultati immagini per uovo di pasqua   

L’EVOLUZIONE DELLA SCRITTURA – Intervista a Carlo Menzinger

Ieri su Postpopuli è uscita un’intervista che mi ha fatto Giovanni Agnoloni, che riporto di seguito.

 

  • Hai deciso di dedicarti soprattutto alla narrativa per bambini e ragazzi. Perché?

    L’intervistatore Giovanni Agnoloni

A dire il vero amo scrivere storie molto diverse e le mie prime esperienze sono state con romanzi per adulti. Come età, intendo, non certo a “luci rosse”. Decisi di scrivere il primo volume della serie di romanzi per ragazzi “Jacopo Flammer e i Guardiani dell’Ucronia” quando mia figlia di sette anni mi chiese se avevo scritto qualcosa che le potessi leggere. Cominciai così a scrivere le avventure di un bambino della sua età (poi aumentata a 8 anni, per adeguarla alla sua, che era cresciuta) che si ritrova  a vivere in una preistoria alternativa. Scelsi la preistoria perché era nel programma di quell’anno della scuola dell’infanzia. Volli infatti fare un romanzo che fosse sia divertente per un bambino, sia utile come strumento didattico, sia gradevole per un lettore adulto. Chiamai il romanzo “Jacopo Flammer e il Popolo delle Amigdale”. Purtroppo prima che riuscissi a pubblicarlo, mia figlia era già molto più grande! Comunque in seguito ho scritto anche il secondo volume “Jacopo Flammer nella terra dei suricati” e abbozzato il terzo.

Giugno 2014

Carlo Menzinger -Nato a Roma il 3 Gennaio 1964 (Foto giugno 2014)

Non c’è comunque nessuna scelta di dedicarmi in modo esclusivo a questo gruppo di lettori. Con altri autori ho scritto la gallery novel (un romanzo scritto a più mani e illustrato da 17 artisti) “Il Settimo Plenilunio” che uscì precorrendo i tempi di “Twilight” e che parla di un conflitto tra umani, vampiri e licantropi. Lo considero il solo romanzo adolescenziale da me scritto. I thriller “Ansia assassina” e “La bambina dei sogni” sono invece per un pubblico maturo e non impressionabile e che ricerca letture lineari e immediate. Romanzi come “Il Colombo divergente” e “Giovanna e l’angelo” sono invece per un pubblico più attento e meditativo. Se “Ansia assassina” si potrebbe definire un “fast-book”, questi sono certo “slow-book”.

 

  • Al centro delle tue storie c’è soprattutto il tema dell’ucronia, già oggetto di un’ampia tradizione letteraria. Che cosa vi trovi di particolarmente affascinante?

Il mio primo romanzo, “Il Colombo divergente”, scritto nella prima metà degli anni ’90, è un’ucronia, ma devo confessare che quando lo scrivevo non sapevo di scrivere qualcosa che potesse essere catalogato in tal modo, del resto l’ucronia è solo uno degli aspetti che lo caratterizzano. Fu mentre già scrivevo “Giovanna e l’angelo” (un’altra ucronia, più onirica), che cominciai a scoprire il genere.

Sebbene l’ucronia abbia le sue radici nel XIX secolo con Geoffroy Louis (Histoire de la Monarchie universelle: Napoléon et la conquête du monde”  – 1836 -, rivisto come “Napoleone apocrifo”– 1841) e con Renouvier (“Uchronie” del 1857) che ha dato il nome al genere, e precedenti addirittura in epoca romana (un breve brano di Tito Livio), in realtà è fondamentalmente un genere piuttosto nuovo e tolti alcuni esempi precedenti come “La svastica sul sole” di Dick (1962) e “L’ultima tentazione di Cristo” (1955) di Nikos Kazantzaki, si può dire che il genere sta riscontrando solo di recente (dopo la scrittura de “Il Colombo divergente”) un certo seguito tra autori e lettori, con opere di Saramago (“Il vangelo secondo Gesù Cristo” del 1991, di Harris (“Fatherland” del 1992), King (“22/11/’63” del 2011) o Silverberg (“Roma Eterna” del 2004), solo per citarne alcuni.

Fu proprio quando scoprii l’impressionante potenziale narrativo dell’allostoria e l’incredibile quantità di ucronie che possono essere narrate, che decisi di fare il possibile per far conoscere questo genere ancora tanto ristretto e creai un gruppo di 18 scrittori e assieme realizzammo l’antologia “Ucronie per il terzo millennio”, con la quale abbiamo cercato di coprire, a grandi linee, un po’ tutte le epoche storiche. La maggior parte dei romanzi ucronici è, infatti, purtroppo focalizzata su nazismo e fascismo o al massimo sulla storia romana, ma c’è grande carenza di divergenze medievali o di altre epoche.

Il grande fascino di questa forma narrativa è proprio la possibilità di descrivere un’enorme quantità di storie diverse, unendo il rigore del romanzo storico alla creatività della fantascienza. È un genere ancora tutto da sviluppare, anche se molti nomi di rilievo ci si stanno avvicinando.

 

  • I tuoi romanzi hanno nella meraviglia e nello straniamento due effetti fondamentali. Trovi che siano due elementi carenti, nella narrativa per adulti di stampo realistico?

La letteratura, come il cinema, devono stupire, meravigliare e portarci in mondi lontani. La letteratura come cronaca del quotidiano, dell’ordinario, del reale spesso viene considerata come più “importante”, ma credo che sia un grande fraintendimento. Più un’opera è creativa, immaginifica, fantasiosa più affascina, trascina, coinvolge. Fantastico non vuol dire lontano da ciò che ci tocca veramente. Significa trascurare la materialità dei problemi e delle vicende reali, per dare attenzione al cuore, all’anima, al sogno, all’essenza stesa dell’essere umano, che si differenzia dagli altri esseri viventi proprio per questa sua capacità di vivere con la mente, per questa imprescindibile necessità di sognare.

Quale autore è più grande di quello che riesce a creare mondi alternativi, che riesce a farci dimenticare i problemi di ogni giorno e ci trascina nelle pagine del suo libro, facendoci, per poco, quasi credere di essere altrove?

 

  • La tua scelta del copyleft a cosa è dovuta? Alle difficoltà del mondo editoriale o a un’istanza ideale di tipo educativo?

Purtroppo dobbiamo prendere atto che, soprattutto in Italia, gli autori che vivono dei propri libri, solo di quelli, sono davvero pochissimi. Qualcuno parlava di una decina. Questo non vuol dire che con qualche libro non si possa guadagnare qualcosa di significativo, ma riuscire a farlo sistematicamente è cosa per pochi. Inoltre, ho potuto constatare per esperienza personale che i piccoli e medi editori non hanno le risorse per investire sui libri che pubblicano in termini di revisione dei testi, promozione e marketing. Cosa me ne faccio allora di una casa editrice? Rappresenta una garanzia di maggior qualità del libro edito? Purtroppo neanche questo. I piccoli editori a pagamento pubblicano di tutto. I piccoli editori non a pagamento selezionano un po’ di più, ma persino i grandi editori pubblicano libri vergognosi.

Constatato che dando i propri libri a pagamento ai lettori, gli incassi per l’autore sono spesso poca cosa, il passaggio successivo, allora, non può che essere quello di autopubblicarsi e regalare i propri libri.

Usare il copyleft con un editore è, infatti, più difficile, dato che questo, per definizione, è un’impresa e come ogni azienda mira a un profitto e quindi non può certo regalare i libri.

L’autore, invece, se scrive per sé e per essere letto, può farlo: può regalare i propri libri. Può usare il copyleft.

Certo per regalare libri cartacei occorre essere piuttosto ricchi (qualcosa come un mecenate alla rovescia, un autore che finanzia il suo committente!). La stampa ha costi che non possono certo essere azzerati e che, anzi, se le copie stampate sono poche, per ciascuna sono piuttosto elevati.

Il copyleft è invece reso possibile dall’e-book. Ogni libro, anche un e-book ha dei costi, che sono innanzitutto quello dell’impegno dell’autore, ma anche quelli dell’editing e della promozione, ma un e-book non ha costi di stampa e di distribuzione. Immaginando che l’autore regali il proprio lavoro, rimane il problema dell’editing, che ho risolto con una cosa che chiamo “web-editing”, ovvero faccio leggere prima della stesura finale i miei libri a decine di persone con il preciso intento di correggerli e migliorarli.

Con e-book, web-editing e copyleft superiamo la catena autore-editore-distributore-negozio-lettore, mettendo in contatto diretto e immediato autore e lettore, con scambio continuo e costante di confronti. I miei romanzi in copyleft vengono continuamente adattati e revisionati sulla base dei consigli dei lettori. De “La bambina dei sogni” non ho fato due o tre edizioni ma un numero enorme di micro-edizioni, che non ho mai contato. Per ogni refuso corretto potevo fare un nuovo e-book! Questo migliora anche la qualità, ma non si può fare con le logiche di un editore.  Scrivere non è più un mestiere (se mai lo è stato), ma comunicazione diretta con il mondo.

 

  • Nelle tue opere adotti uno stile semplice e fluido. È una scelta che vuole rifuggire da certi stilemi intellettuali del mondo letterario o solo un riflesso dell’età media dei tuoi lettori?

Il mio primo romanzo edito, “Il Colombo divergente”, credo sia piuttosto complesso e articolato. Ha diversi piani di lettura, giochi di parole, allusioni al misticismo e non solo, simbolismi non svelati, personaggi da scoprire, riferimenti a diverse teorie storiografiche, riflessioni, la narrazione in una difficile seconda persona, l’uso del presente per una storia passata. Tale complessità però era inserita in una trama (la scoperta dell’America) abbastanza semplice e in un racconto che poteva essere letto anche solo come un’avventura. Già allora mi preoccupavo di essere “leggibile”.

Il romanzo successivo su Giovanna D’Arco, “Giovanna e l’angelo”, ripeteva per stile e impostazione la struttura de “Il Colombo divergente”, aggiungendoci l’elemento onirico, il mutamento dei personaggi e la descrizione dell’indifferenza del mondo davanti al mutamento.

Fu proprio la constatazione di essere arrivato a livelli troppo complessi a spingermi in un percorso di semplificazione della mia scrittura. La prima occasione mi fu data dal mio editore di allora “Liberodiscrivere” che mi chiese la pubblicazione di un romanzo di poche pagine. Ne approfittai per scrivere un veloce pulp-thriller (“Ansia assassina”) che, innanzitutto, spostava la scena dal passato al presente e al mondo di oggi, tornava a una più canonica terza persona e rinunciava all’approfondimento psicologico dei personaggi, che venivano presentati in una rapida carrellata, dove le vicende di uno erano subito sostituite da quelle di un altro e dove le azioni di ciascuno (e non certo i loro pensieri) descrivevano il vero protagonista, assente fino all’ultimo capitolo, ma centrale in tutti gli altri.

Il mio percorso verso la semplicità non era completo. Quale libro meglio di uno per ragazzi, per tornare a uno stile semplice, con una trama cronologica, un punto di vista esterno focalizzato sul protagonista, descrizioni a volte quasi didattiche! Nasce così il primo volume della serie “Jacopo Flammer e i Guardiani dell’Ucronia”, ovvero “Jacopo Flammer nella Terra dei Suricati”. Nel frattempo, lungo la stessa strada c’era stato anche il romanzo per adolescenti “Il Settimo Plenilunio”, ma essendo opera di scrittura a 6 mani e di illustrazione a 34 mani, si pone un po’ fuori da tale percorso personale. Credo che la semplicità in letteratura sia un enorme conquista e che solo i più grandi autori la raggiungano. In poesia gli haiku ne sono uno splendido esempio e tra le raccolte di versi ne ho pubblicata anche una in cui tento di approcciare questa forma poetica: “Rossi di sangue sono dell’uomo l’alba e il tramonto”. Quanta complessità nella semplicità di soli tre versi! Mi piacerebbe molto riuscire a scrivere opere non banali ma semplici come “Il piccolo principe”, “Il gabbiano Jonathan Livingstone”, “L’alchimista”, “Candide” o il recente “The giver”, ma credo che il mio percorso in tal senso ora si sia interrotto e dovrò cercare di conciliare la mia vocazione naturale verso il complesso con uno stile il più possibile lineare e diretto. Questo, del resto, era nelle mie intenzioni sin dall’inizio: cercare la semplicità per tornare verso il complesso.

Quello che amo è il complesso che si cela dietro il semplice. La magia di un atomo che pare indivisibile, ma al suo interno contiene un universo!

 

  • Hai mai pensato di scrivere un romanzo realistico? E quali sono adesso i tuoi progetti narrativi?

Nulla è più reale della fantasia. Come ho già detto rispondendo a una domanda precedente, considero il genere fantastico decisamente superiore a quello realistico, e gli autori fantastici più abili di quelli realistici ma questo non toglie che a volte abbia la tentazione di scrivere un romanzo calato nella realtà di oggi, per poter descrivere in modo diretto il mondo che ci circonda. Ne ho persino in bozza uno che parla della maleducazione degli italiani e dell’arroganza di alcune persone nel nostro Paese, ma non so se lo completerò mai.

Carlo Menzinger_inverno_1967

Carlo Menzinger nel 1967

Al momento (ovvero negli ultimi anni) sto cercando di scrivere una nuova ucronia, un po’ per colmare l’assurda situazione che fa sì che io sia considerato un autore ucronico, quando i miei due romanzi ucronici li ho scritti prima di conoscere il genere e dopo, come ucronie, ho scritto solo racconti o le storie di fantascienza con Jacopo Flammer, che non sono certo ucronie pure.

Il Colombo divergente” e “Giovanna e l’angelo” narrano il momento in cui la Storia muta il suo corso. Quello che voglio fare ora è scrivere un’ucronia in cui si vedano gli effetti di una divergenza temporale a distanza di secoli. Dirò solo che questa variazione è avvenuta nell’antica Grecia e che la storia è ambientata oggi. Questo comporta la difficile ricostruzione di un mondo con in mezzo due millenni e mezzo in cui le cose sono andate diversamente. Tutto deve essere diverso, ma, per poter essere accettabile e comprensibile per i lettori, non troppo!

Di progetti, per quando l’avrò finito, ne ho moltissimi altri, alcuni appena abbozzati. Mi piacerebbe scrivere di fantascienza (ho in mente, per due romanzi diversi, un’apocalisse “speciale” e un mondo post-apocalittico di cui non dico nulla). Sono anche tentato di scrivere un seguito a “La bambina dei sogni” (anche se il suo finale aperto è tale per restare tale) e mi sento un po’ in dovere di proseguire le avventure di Jacopo Flammer.

Gruppo di lettura per IL COLOMBO DIVERGENTE – Libri (cartacei) in regalo per tutti

Ho aperto un Gruppo di Lettura su anobii per IL COLOMBO DIVERGENTE.

IL COLOMBO DIVERGENTE è un romanzo ucronico sulla mancata scoperta dell’America da parte di Cristoforo Colombo, o meglio sulla sua difficoltà a comunicare la scoperta, con un ribaltamento della storia.

Il romanzo non è però solo un’ucronia. Da una parte si interroga su chi realmente fosse il navigatore, dall’altra ce lo mostra nella sua cocciuta testardaggine, nel suo inamovibile desiderio di realizzare il proprio sogno di scoperta e avventura.

Colombo, nella realtà fu spesso sconfitto, ma andò sempre avanti. In questa storia alternativa la sorte è ancor meno benigna nei suoi confronti, ma lo vedremo ugualmente lottare fino all’ultimo, trascurando altre cose, la famiglia, gli affetti.

In questa allostoria lo vedremo spostarsi da un continente all’altro, incontrando e cercando di capire popoli diversi, in questo primo assaggio di globalizzazione, che proprio dal suo omonimo storico c’è stata aperta e avviata.

A narrare le sue vicende due voci misteriose, che si alternano, una in caratteri normali, l’altra in corsivo. Solo alla fine scopriremo a chi appartengono.

Di questo libro ho realizzato due edizioni. Ormai la prima è fuori commercio, ma me ne rimangono alcune copie che ho deciso di regalare a chi volesse partecipare a questo Gruppo di Lettura.

Ci si può iscrivere qui:

http://www.anobii.com/forum_thread?topicId=3271499#new_thread

I LIBRI SONO IN REGALO (comprese le spese di spedizione).

NON COSTA NULLA.

Vi aspetto.

Buona lettura

 

LA BAMBINA DEI SOGNI – Download gratuito

La bambina dei sogni - Carlo Menzinger di Preussenthal 

Una bambina persa nella metropolitana. Una misteriosa accompagnatrice. Un’irresistibile attrazione.

Strani sogni sempre più simili a incubi.

Un potere incontrollabile e che può diventare letale.

Il potere di mutare i sogni in incubi.

Il potere di entrare nei sogni.

IL POTERE DI UCCIDERE CON UN SOGNO.

 

Realtà, sogno e letteratura si mescolano in un crescendo di drammaticità e allucinazione.

 

LA BAMBINA DEI SOGNI si può scaricare da qui http://www.datafilehost.com/d/3855be68

 

Questa è la pagina di Carlo Menzinger su Lulu (dove si può ordinare una copia cartacea della versione del 20 agosto 2013).

Questa è la pagina di Carlo Menzinger su Ilmiolibro.it (dove si può ordinare una copia cartacea della versione del 29 luglio 2012).

L’IMPOSSIBILE IMPRESA DI FARE UN ELENCO DI LIBRI PREFERITI

Ovvero la differenza tra libri e frutta

 

D’estate ci si lascia andare un po’ di più a pensieri oziosi. Mentre camminavo, mi chiedevo quale fosse il mio frutto preferito, da lì sono passato a stilarne una sorta di peraclassifica. Mi sono quindi chiesto cosa ne potessi fare? Pubblicarla su Facebook o sul blog? Il mio blog si occupa di libri, dunque mi è parso poco coerente oltre che, genericamente, inutile pubblicarla lì. Farlo su Facebook mi è parso, alla pari, quanto meno idiota. Mi sono però detto che avrei, invece potuto predisporre una lista di romanzi. Anche una simile lista è piuttosto fine a se stessa e di scarso interesse per i frequentatori dei social network, anche se non ne mancano esempi in giro.

Ho però cominciato a ragionare su come farla e pensato che forse di (leggermente) maggior interesse potrebbe essere una riflessione sul metodo per arrivare a una simile classifica.

Apparentemente scrivere le due liste (i frutti e i libri preferiti) sembrerebbe comportare un processo simile, ma ritengo che non sia così.

Se voglio indicare i miei frutti preferiti, posso agevolmente farlo con riferimento a un momento temporale preciso, per esempio (è sicuramente la scelta più facile) a oggi.

Sebbene per alcuni frutti siano passati mesi dall’ultima volta che li ho mangiati, ho ben chiaro quali siano i loro sapori e le sensazioni che ho provato. Di ciascuno, nel tempo, ho potuto provare diversi esemplari. Da ciascuna degustazione, ho tratto una percezione e un concetto preciso del singolo frutto (potremmo quasi dire “l’idea platonica del frutto”). È cioè facile risalire dalle particolari esperienze del passato a un’idea generale che posso ritenere attuale. Presumibilmente da bambino amavo frutti diversi da oggi, ma, a mia memoria, non ci sono state grosse variazioni.

Posso allora stilare la seguente lista, riportando tra parentesi una veloce motivazione:

1-      pere (amo soprattutto quelle succose, ma sono quasi sempre buone);

2-      mele (difficile trovarne una cattiva, ma quelle buone sono inferiori a una buona pera);

3-      banane (non ne mangerei in continuazione):

4-      manghi (sapore un po’ particolare e scomodi da mangiare);

5-      albicocche (devono essere mature);

6-      susine (se sono dure, non le sopporto);

7-      uva (peccato per i semi);

8-      ciliegie (purché non siano sfatte);

9-      ananas (purché non sia aspro);

10-   fragole (senza zucchero, spesso, non le riesco a mangiare).

libro anticoMi fermo ai primi dieci. Chiaramente non ho considerato frutti esotici non commercializzati che non conosco, ma se mi limito all’insieme dei frutti che comunemente si trovano in circolazione, predisporre l’elenco è piuttosto semplice. Ho dato la preferenza a frutta che consumo senza alcun trattamento. Le fragole sono finite a fondo lista, per esempio, perché mi piacciono con zucchero e panna, assai meno senza. Le pesche le tollero solo con aggiunta di zucchero. Lo stesso i mirtilli. Dunque non sono in lista. Anche gli elementi per decidere la posizione in classifica sono pochi e chiari (dolcezza, morbidezza, succosità, consistenza, asprezza, comodità).

Con i libri è tutto un altro discorso. Innanzitutto sono del tutto consapevole di avere una conoscenza limitatissima di tutti i libri pubblicati.

Solo su anobii sono censiti milioni di libri. Non è possibile neanche lontanamente ricordare o conoscere i nomi di tutti gli autori che abbiano pubblicato qualcosa. Anche per la frutta posso dire che ci sono in natura frutti che non consideriamo neppure, ma posso fidarmi abbastanza dell’esperienza delle generazioni che mi hanno preceduto e del fatto che la frutta commestibile e divenuta tale per effetto di opera di selezione umana. Posso dare per scontato che la frutta non consumata abitualmente sia meno buona dell’altra. Le eccezioni ritengo siano davvero limitate o, più probabilmente inesistenti. La mia selezione riguarda dunque quasi per intero l’universo “frutta commestibile commercializzata”.

Con i libri non è affatto così. Posso accedere a milioni di titoli. L’universo “libri leggibili commercializzati” è sterminato e inconoscibile per un singolo lettore. Non posso limitarmi a leggere i titoli consigliati da qualcuno, sia questo il comitato che assegna il Premio Nobel (ho letto pessimi romanzi di autoripremiati), la scuola italiana o di un’altra nazione, la critica letteraria (quali critici?), gli amici, i social network. Comunque sia, sono certo che non verranno considerati titoli ottimi e saranno invece suggeriti titoli che non apprezzerò come mi sarei potuto aspettare fidandomi del consiglio di lettura.

Come posso fare la mia lista? Chiaramente dovrò avere l’onesta di dire: “questi sono i libri che mi sono piaciuti di più, tra quelli che ho letto”, analogamente a quanto faccio per la frutta, ma mentre il campione di frutta da me esaminato in cinquant’anni di vita lo considero esaustivo, pur essendo un “grande lettore” (leggendo circa un libro a settimana), nella mia vita ho letto solo una parte infinitesimale della produzione letteraria mondiale e persino di quella nazionale. Non so quanti libri ho letto, ma posso fare una stima (per eccesso), immaginando di aver letto circa 50 libri all’anno per 43 anni (dal mio settimo anno al mio cinquantesimo). La semplice moltiplicazione mi dà 2.150 libri. Immaginiamo di considerare solo 1 milione di libri “importanti” (stima decisamente modesta): vuol dire che ne ho letti appena lo 0,215%! E tra questi ci sono molti libri “inessenziali” e senza alcuna speranza di finire in classifica.

Le differenze tra libri e frutta non finiscono qui.

Il problema con i libri, è che la mia valutazione dipende da numerosissimi fattori. Diciamo che, in linea di massima, mi aspetto che un libro eccella, almeno come trama, personaggi, stile, originalità generale, sensazioni trasmesse, struttura, ambientazione, spettacolarità, suspance, avventura, linguaggio e che abbia, magari, anche alcuni elementi che gli danno sostanza come magia, amicizia, amore, competizione, conflitto, ritualità, crescita, morte (insomma quelli che ho chiamato gli “ingredienti magici” commentando i romanzi di Harry Potter).

La mia valutazione di ciascuno di questi elementi differisce di anno in anno, se non di momento in momento.

Leggere un libro in un giorno o in un altro mi dà diverse sensazioni. Se leggo un bel romanzo di un autore mai letto prima, posso esserne affascinato, ma quando poi ne leggo un secondo, sebbene esattamente pari al primo, le mie sensazioni sono molto meno favorevoli, anche se i pregi dei due libri sono gli stessi. Questo perché la nuova lettura non ha aggiunta nulla alla prima. Dunque valuterò meno il secondo romanzo. Il giudizio avrebbe potuto essere invertito se la lettura fosse avvenuta in ordine inverso. Due autori che mi hanno dato questa sensazione sono Dan Brown e Joe R. Lansdale. Leggere “Il codice Da Vinci” mi è piaciuto molto. Ripetere l’esperienza con “Angeli e Demoni” ha rinnovato il piacere (con in più un’ambientazione in luoghi a me ben noti che mi incuriosiva). La lettura de “Il simbolo perduto” mi ha dato una sensazione di inutilità, ripetendosi esattamente gli stessi schemi. Al punto che ancora non oso leggere “Inferno”, sebbene l’ambientazione fiorentina mi stimoli. Ritengo che se avessi letto i tre libri in ordine inverso, sarei stato deluso da “Il Codice Da Vinci” almeno quanto lo sono stato da “Il simbolo perduto”.

Indubbiamente poi si attraversano nella vita diverse fasi, in ciascuna delle quali amiamo di più o di meno certi libri. Nel fare questo elenco dobbiamo tenere conto solo dei nostri gusti attuali?

Se da bambino amavo Emilio Salgari, da ragazzino Isaac Asimov, da adolescente Herman Hesse e Milan Kundera li dovrei porre ai primi posti del mio elenco o, considerando che oggi non li considero così interessanti come allora, dovrei escluderli? Per poter valutare una lettura del passato dovrei rifarla oggi, ma questo è difficile, avendo ancora migliaia, se  non milioni di libri mai letti da esplorare. Non posso ricominciare da capo solo per fare una graduatoria. Di recente sto rileggendo i cicli di Isaac Asimov e, chiaramente, le sensazioni sono ben diverse da quelle di 30-40 anni fa, sia perché sono cambiato io, sia perché sono cambiate la letteratura e il mondo.

Come conciliare dunque i gusti degli infiniti Carlo Menzinger che si sono succeduti negli ultimi cinquant’anni? Una soluzione potrebbe essere quella di concentrarsi solo su autori e romanzi che oggi mi danno le sensazioni più positive. Un’altra potrebbe essere di ponderare di più le letture recenti, ma non escludere quelle vecchie. Un’ulteriore soluzione potrebbe essere di cercare di dare pari peso alle letture più amate, cercando di ricordare quali siano stati i libri che mi sono di volta in volta piaciuti di più. Nessuno degli elenchi che potrei ottenere con questi metodi sarebbe soddisfacente, perché sarei consapevole della sua imperfezione. C’è poi il limite della memoria. Riuscirei a ricordarmi veramente tutte le sensazioni positive e negative lasciatemi da tutti i libri che ho letto e confrontarle tra loro?

Insomma, se una lista di frutta può essere fatta e, ugualmente lascia insoddisfatti, perché sappiamo di aver escluso forse ingiustamente, per esempio noci e castagne, una lista dei libri preferiti è pressoché impossibile da fare in modo soddisfacente.

Eppure a un lettore e a un autore tocca spesso dover rispondere all’apparente banale (ma insidiosissima) domanda: quali sono i tuoi libri preferiti? Occorre dunque trovare un compromesso.

 

Proviamo allora a costruire assieme un possibile elenco.

Ultimamente ho segnalato sul mio blog i libri migliori tra quelli letti nell’anno.

 

Per il 2013 avevo segnalato:

1)      Il centenario che saltò dalla finestra e scomparve

2)      Il giardino segreto

3)      Il vecchio e il mare

4)      Il signore delle mosche

5)      Caino

6)      Middlesex

7)      Le vergini suicide

8)      Lo scudo di Talos

9)      Il complotto contro l’America

10)  Intervista con il vampiro

11)  Il seggio vacante

12)  David Copperfield

13)  La cattedrale del mare

 

Per il 2012, in ordine sparso, citavo come migliori letture:

 

Per il 2011 scrivevo:

“Al primo posto segnalerei La Strada di McCarthy, il miglior libro tra quelli letti quest’anno e forse anche in passato. In classifica lo farei seguire subito da altri romanzi di qualità, come Trilogia della città di K., La moglie dell’uomo che viaggiava nel tempoCecitàNon Lasciarmi e Io sono Leggenda.

Appena un gradino più sotto segnalarei ItL’indagine del Tenente GregoryLa solitudine dei numeri primi, Esercizi di stileMille e una luna, L’uomo greco, Il ProfetaIl Trono di Spade, Uomini che odiano le Donne, Alexandros, Io sono Dio e Accabadora.

Tra gli esordienti mi hanno colpito soprattutto Massimiliano PrandiniSilvio Donà Alessandro Bastasi.”

 

Per gli anni precedenti non ho classifiche ma ho gli elenchi dei libri letti e ricostruirei così quella del 2010:

1-      Il donatore – Lois Lowry – Giunti

2-      It – Stephen King – Sperling & Kupfer (letto nel 2010 e finito all’inizio del 2011)

3-      Incubi – Dean R. Koontz – Sperling & Kupfer

4-      Amabili resti – Alice Sebold – e/o

 

E così il 2009:

1-      Il Vangelo secondo Gesù Cristo – Josè Saramago

2-      L’Alchimista – Paul Coelho

3-      Solaris – Stanislaw Lem

4-      La fine dell’eternità – Isaac Asimov

E il 2008:

1-      Harry Potter e i doni della Morte – Joanne K. Rowling – Edizioni Salani

2-      Finzioni – Jorge Luis Borge –Einaudi

3-      Il Libro degli Yilané – Harry Harrison – Editrice Nord.

4-      La steppa – Anton Cechov – La Nuova Italia

5-      Il mondo nuovo – Aldous Huxley – Oscar Mondadori

6-      Roma Eterna – Robert Silverberg

7-      Il cacciatore di aquiloni – Khaled Hosseini – Piemme

 

L’ultimo anno per il quale ho un censimento sistematico delle letture è il 2007, ne estrarrei i seguenti titoli:

1-      Come dio comanda – Niccolò Ammaniti

2-      L’ombra del vento – Carlos Ruiz Zafón – Mondadori

3-      Lolita – Vladimir Nabokov – La Biblioteca di Repubblica

4-      I pilastri della terra – Ken Follett – Oscar Mondadori.

5-      Fuori da un evidente destino – Giorgio Faletti – Baldini, Castaldi Dalai Editore

6-      Lo strano caso del cane ucciso a mezzanotte – Mark Haddon – Einaudi

7-      Harry Potter e il Principe Mezzosangue – J. K. Rowling – Salani Editore

8-      La verità del ghiaccio – Dan Brown – Mondadori

9-      Do androids dream of electric ship – Philip K. Dick – Ballantine Books

10-   Imperium – Robert Harris – Arrow Books

 

Per questi primi sei mesi del 2014 segnalerei, più o meno alla pari, ma in ordine sparso:

–          La chiamata dei tre di Stephen King

–          Terre desolate di Stephen King

–          Acqua buia di Joe R. Lansdale

–          Cielo di sabbia di Joe R. Lansdale

–          Norwegian Wood – Tokyo Blues di Haruki Murakami

 

Vediamo allora di fare una classifica delle letture dal 2007 a fine giugno 2014. Alcuni libri appartengono a dei cicli che costituiscono di fatto una storia unitaria, accorperei dunque i sette romanzi della Rowlings su Harry Potter e il ciclo della Torre Nera di King.

 

1-      La Strada – Cormac McCarthy

2-      Harry Potter (ciclo) – Joanne K. Rowling

3-      La Torre Nera (ciclo) – Stephen King

4-      Il Supplizio del Legno di Sandalo – Mo Yan

5-      Il Vangelo secondo Gesù Cristo – Josè Saramago

6-      Kafka sulla Spiaggia – Haruki Murakami

7-      Armi, Acciaio e Malattie – Jared Diamond

8-      Il centenario che saltò dalla finestra e scomparve – Jonas Jonasson

9-      La moglie dell’uomo che viaggiava nel tempo – Audrey Niffenegger

10-    Se Niente Importa – Jonathan Safran Foer

11-   Trilogia della città di K. – Agota Kristof

12-   22/11/’63 – Stephen King

13-    Finzioni – Jorge Luis Borges

14-   Il vecchio e il mare – Hernest Hemingway

15-   It – Stephen King

16-   Cecità – José Saramago

17-   Che ne è stato di Te, Buzz Aldrin? – Johan Hasrtad

18-   Io sono Leggenda – Richard Matheson

19-   L’Alchimista – Paul Coelho

20-   Il donatore – Lois Lowry

21-   Il Libro degli Yilané – Harry Harrison

22-   L’ombra del vento – Carlos Ruiz Zafón

23-   Non Lasciarmi – Kazuo Ishiguro

24-   Il giardino segreto – Francis Hodgson Burnett

25-    Lolita – Vladimir Nabokov

26-   Solaris – Stanislaw Lem

27-   Caino – José Saramago

28-   Cielo di sabbia – Joe R. Lansdale

29-   I pilastri della terra – Ken Follett

30-   La fine dell’eternità – Isaac Asimov

31-   Il signore delle mosche – William Golding

 

Un simile elenco, per quanto impreciso, rappresenta però un quadro abbastanza corretto delle letture più interessanti che ho fatto negli ultimi anni. Indubbiamente, però lascia fuori moltissimi libri che ho letto negli anni precedenti. Mi parrebbe ingiusto tralasciare tanti titoli che hanno avuto un discreto peso nella mia formazione. Per aggiungerli alla classifica, dovrei però affidarmi solo alla memoria. Penso, innanzitutto, a tutte le letture fatte da bambino (già allora leggevo molto, forse persino un libro al giorno). E cosa dire dei fumetti?

Alla classifica andrebbero dunque aggiunti almeno i seguenti (in ordine sparso):

–          Il lupo della steppa – Herman Hesse

–          L’insostenibile leggerezza dell’essere – Milan Kundera

–          I Pirati della Malesia (ciclo) – Emilio Salgari

–          I Corsari delle Bermude (ciclo) – Emilio Salgari

–          I Viaggi Straordinari (ciclo) – Jules Verne

–          Cento anni di solitudine – Gabriel Garcia Marquez

–          Così parlò Zarathustra – Friedrich Nietzsche

–          Uno, nessuno e centomila – Luigi Pirandello

–          Il castello – Franz Kafka

–          La metamorfosi – Franz Kafka

–          L’interpretazione dei sogni – Sigmund Freud

–          Il ritratto di Dorian Gray – Oscar Wilde

–          Doctor Faustus – Thomas Mann

–          Memorie di un cacciatore – Ivan Turgenev

–          Sogno di una notte di mezza estate – William Shakespeare

–          Candide – Voltaire

–          Il principe – Niccolò Macchiavelli

–          Le tragedie – Sofocle

–          Odissea – Omero

–          Iliade – Omero

–          Guerra e Pace – Lev Tolstoj

–          Il maestro e Margherita – Michail Afanas’evič Bulgakov

–          Cuore di cane – Michail Afanas’evič Bulgakov

–          Il processo – Franz Kafka

–          L’arte di amare- Erich Fromm

–          Ipotesi su Gesù – Vittorio Messori

–          Il complesso dell’imperatore- Carolus L. Cergoly

–          I figli della terra (ciclo) – Jean M. Auel

–          La collina dei conigli – Richard Adams

–          I nostri antenati (ciclo) – Italo Calvino

–          Il deserto dei tartari – Dino Buzzati

–          I cicli Robot, Impero e Fondazione (cicli) – Isaac Asimov

–          Il nome della Rosa – Umbero Eco

–          Il codice Da Vinci – Dan Brown

–          Narciso e Boccadoro – Herman Hesse

–          Siddharta – Herman Hesse

–          Ti con Zero – Italo Calvino

–          1984 – George Orwell

–          La fattoria degli animali – George Orwell

–          Il piccolo principe – Antoine de Saint- Exupéry

–          Vita e avventure di Robinson Crusoe – Daniel Defoe

–          La peste – Albert Camus

–          Il male oscuro – Giuseppe Berto

–          Il popolo dell’autunno – Ray Bradbury

–          Alice nel paese delle meraviglie – Lewis Carroll

–          Il pianeta delle scimmie – Pierre Boulle

–          Trilogia di Topolino – Walt Disney

–          Viaggio allucinante – Isaac Asimov

–          Oblomov – Ivan Goncharov

–          Avere o essere – Erich Fromm

–          Ulisse – James Joyce

–          Moby Dick – Herman Melville

–          Al Dio sconosciuto – John Steinbeck

–          Furore – John Steinbeck

–          Visioni – William Blake

–          O Capitano! Mio capitano! – Walt Whitman

–          La Divina Commedia – Dante Alighieri

–          Paradiso Perduto – John Milton

–          La fabbrica di cioccolato – Roald Dahl

–          La collina dei conigli – Richard Adams

–          I fiori del male – Charles Baudelaire

–          Il gabbiano Jonathan Livingstone – Richard Bach

–          I viaggi di Gulliver – Jonathan Swift

–          Orlando – Virginia Wolf

 

Sicuramente ne ho dimenticati molti importanti (per me). Volutamente non ho riportato alcuni titoli che mi stanno ancora più a cuore: quelli che ho scritto io. Se avessi inserito in lista almeno questi:

–          Il Colombo divergente – Carlo Menzinger

–          Giovanna e l’angelo – Carlo Menzinger

–          La bambina dei sogni – Carlo Menzinger

considerato il numero di volte che li ho letti e la rispondenza ai miei gusti, dovrebbero di sicuro occupare le primissime posizioni.

 

Mescolare le due liste (quella del passato più antico e quella delle ultime letture) non sarebbe corretto, ma in conclusione di questa lunga riflessione, vorrei almeno tirar fuori una lista di libri (che sono stati) fondamentali per me. Quello che cercherò di fare è di immedesimarmi nell’epoca in cui li ho letti. Darò dunque pari peso alle letture infantili, giovanili e dell’epoca adulta. Questo porterà la lista a essere sbilanciata dal peso delle opere lette nei primi anni, quando l’emozione della lettura era ancora intatta e più forte.

 

1-      I pirati della Malesia (ciclo) – Emilio SalgariFoto: seguiteci su www.caffeinamagazine.it

2-      I viaggi straordinari (ciclo) – Jules Verne

3-      Alice nel paese delle meraviglie – Lewis Carroll

4-      I viaggi di Gulliver – Jonathan Swift

5-      Iliade e Odissea – Omero

6-      Trilogia di Topolino – Walt Disney

7-      Harry Potter (ciclo) – Joanne K. Rowling

8-      Cento anni di solitudine – Gabriel Garcia Marquez

9-      Vita e avventure di Robinson Crusoe – Daniel Defoe

10-   Il lupo della steppa – Herman Hesse

11-   L’insostenibile leggerezza dell’essere – Milan Kundera

12-   Il maestro e Margherita – Michail Afanas’evič Bulgakov

13-   La metamorfosi – Franz Kafka

14-   Gli antenati (ciclo) – Italo Calvino

15-   Il deserto dei tartari – Dino Buzzati

16-   La strada – Cormac McCarthy

17-   Robot, Impero e Fondazione (cicli) – Isaac Asimov

18-   Il Vangelo secondo Gesù Cristo – Josè Saramago

19-   Il piccolo principe – Antoine de Saint- Exupéry

20-   1984 – George Orwell

21-   La fabbrica di cioccolato – Roald Dahl

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: