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PREMIO VEGETTI 2021 – CANDIDATURE CARLO MENZINGER

Ed eccoci al momento di votare per il Premio Vegetti 2021 per le migliori opere di genere fantascientifico e fantastico pubblicate nel 2019 e 2020. Possono votare tutti i soci della World SF Italia, indicando due opere per ogni categoria entro il 31 gennaio 2021.

Ecco quindi le tra quanto ho pubblicato quel che vorrei proporre ai soci di votare. Come sempre sono in imbarazzo nello scegliere quali indicare ma vorrei suggerirvi le seguenti:

Romanzo:

1^ scelta: “Apocalissi fiorentine” (Tabula Fati, Ottobre 2019)

2^ scelta: “La figlia del ragno” (Porto Seguro Editore, 2019)        

Antologie:

1^ scelta:Sparta ovunque” (Tabula Fati, Ottobre 2020) di Donato Altomare, Pierfrancesco Prosperi, Massimo Acciai Baggiani, Paolo Ninzatti, Linda Lercari, Sergio Calamandrei e Carlo Menzinger di Preussenthal

2^ scelta: “Mondi paralleli” a cura di Carmine Treanni (Delos Digital, 2020)

Racconti:

1^ scelta: “Gli anni del Fuoco e del Ferro”, uscito nell’antologia collettiva “Sparta ovunque” (Tabula Fati, ottobre 2020).

2^ scelta: “Protesi” in IF Insolito & Fantastico – n. 23 Stephen King – (Edizioni Odoya, Dicembre 2019)

Più in generale, le mie opere candidabili sarebbero:

Categoria Romanzo

Nel 2019 ho pubblicato:

Nel 2020 non ho opere in categoria.

Categoria Saggio

  • Come saggi nel 2019-20 ho pubblicato soltanto “Il narratore di Rifredi”, la biografia dell’autore di genere fantascientifico-fantastico e altro, socio della Wolrd SF Italia, Massimo Acciai Baggiani, ma il volume essendo già in finale per il 2020 non potrà essere votato quest’anno.

Categoria Antologia

Nel corso del 2019 ho pubblicato i seguenti racconti:

  • Il racconto “L’albero del drago” sul numero di febbraio della rivista di Pro Natura Firenze “L’Italia, l’Uomo,
Carosello di immagini
  • l’Ambiente”.
  • Il racconto “La sequoia” sul numero di marzo della rivista di Pro Natura Firenze “L’Italia, l’Uomo, l’Ambiente”.
  • Il racconto “La soluzione del problema” sul primo numero della rivista “ProspettiveIng” dell’Ordine degli Ingegneri di Firenze dedicato al Complex Problem Solving.
  • Il racconto “Attimi evanescenti di pensiero critico” sul secondo numero della rivista “ProspettiveIng” dell’Ordine degli Ingegneri di Firenze dedicato al “Critical Thinking”.
  • Il racconto “La giusta paura” sulla rivista “L’Area di Broca”.
  • Il racconto “Lezioni di creatività” sul terzo numero della rivista “ProspettiveIng” dell’Ordine degli Ingegneri di Firenze dedicato alla “Creativity“.

Nel 2020 ho partecipato con 18 racconti di genere fantastico a varie antologie e riviste:

  1. Prospettive.Ing – People Management – “Risorse umane” – Dicembre 2019
  2. Fiorentini per sempre – a cura di Paolo Mugnai (edizioni della sera) – “Il mare a Firenze” – Febbraio 2020
  3. Prospettive.Ing – Coordinating with others – “I simbionti di Fruchtbar” – Marzo 2020
  4. Prospettive.Ing – Coordinating with others – “Gli Uguali” – Marzo 2020
  5. Fate, pandafeche e mazzamurelli (Edizioni Tabula Fati) – “Spirito di Lupo” – Giugno 2020
  1. Voci dall’esilio – I pandemici – Circolo Letterario Banchina – “La maschera filtrante” – Giugno 2020
  2. Voci dall’esilio – I pandemici – Circolo Letterario Banchina – “L’ultimo respiratore” – Giugno 2020
  3. Prospettive.Ing – Emotional Intelligence – “Grifoni Emozionali” – Luglio 2020
  4. Prospettive.Ing – Emotional Intelligence – “Come un sol uomo” – Luglio 2020
  5. Racconti ai tempi del coronavirus (Booksprint Edizioni) – “La maschera rubata” – Agosto 2020 (contiene anche un racconto di mia figlia Federica)
  6. L’Area di Broca (Edizioni Gazebo) Moltitudini – “L’artista” – Giugno 2020
  7. Sparta ovunque (Edizioni Tabula Fati) – Gli anni del fuoco e del Ferro – Ottobre 2020 (contiene 7 racconti di altrettanti autori – Acciai, Altomare, Calamandrei, Lercari, Menzinger, Ninzatti, Prosperi – ambientati nel mondo della mia saga “Via da Sparta
  8. Mondi paralleli – Il meglio della fantascienza indipendente italiana 2019 (Delos Edizioni) – Collasso domotico (racconto già pubblicato in “Apocalissi fiorentine”)
  9. IF Insolito & Fantastico – n. 23 Stephen King – (Edizioni Odoya) – Protesi – Dicembre 2019 (ma il numero è uscito a ottobre 2020)
  10.  Prospettive.Ing – Judgment and Decision Making – “Sulle ceneri di Atene” – Settembre 2020
  11. Prospettive.Ing – Judgment and Decision Making – “Le manticore del Lago Yoshimoto” – Settembre 2020
  12. Prospettive.Ing – Service Orientation – “I Tritoni di Fruchtbar”- Dicembre 2020
  13. Prospettive.Ing – Service Orientation – “La scelta” – Dicembre 2020

Vi pregherei di votare:

Sparta ovunque (Edizioni Tabula Fati. Ottobre 2020) che contiene 7 racconti di altrettanti autori – Massimo Acciai Baggiani, Donato Altomare, Sergio Calamandrei, Linda Lercari, Carlo Menzinger, Paolo Ninzatti,

Mondi paralleli eBook: Carmine Treanni: Amazon.it: Kindle Store

Pierfrancesco Prosperi – ambientati nel mondo della mia saga “Via da Sparta”.

4 dei 7 autori sono membri della World SF Italia: il nostro presidente Donato Altomare, il nostro decano Pierfrancesco Prosperi, Massimo Acciai Baggiani e il sottoscritto Carlo Menzinger.

Categoria Racconto

Nel 2020 ho pubblicato 38 racconti, di cui 18 su riviste e antologie cartacee (vedi categoria Antologie), tutti di genere fantastico (fantascienza o ucronie), gli altri in digitale o on-line. Mi è davvero difficile sceglierne uno da candidare, ma penso di proporre “Gli anni del Fuoco e del Ferro”, uscito nell’antologia collettiva “Sparta ovunque” (Tabula Fati, ottobre 2020).

LA BOMBA ATOMICA A CASERTA

Se leggendo “L’ombra del Duce” di Michele Rocchetta lo avevo definito una spy-story ucronica, il suo seguito

Michele Rocchetta
Michele Rocchetta (1967)

Extrema-ratio”, cambia registro e pur restando un’ucronia a tutti gli effetti, perde la connotazione di spy-story, per connotarsi come romanzo di guerra.

Lo sviluppo storico preconnizzato nel primo volume, con un’Italia uscita dalla Seconda Guerra Mondiale (finjita anzitempo) divisa tra una Repubblica dell’Alta Italia (presidente Sandro Pertini) e un Regno del Sud Italia in mano a Umberto II di Savoia, procede, con il ritorno al potere del Duce, che sembrava morto ma non lo era, affiancato da un tribuno di nome Giorgio Almirante, qui assai più squadrista e violento che nella realtà.

Dietro le quinte compaiono i nomi di Nixon, Kissinger, Togliatti e si preconizza un’abdicazione di Umberto II a favore del figlio Vittorio Emanuele.

Pare strano vedere i Savoia, piemontesi, guidare l’Italia del sud, ma la Storia, si sa può prendere strade imprevedibili.

In “Extrema ratio” il conflitto tra nord e sud Italia si trasforma in vera guerra e la bomba atomica, qui mai lanciata sul Giappone, diviene un’arma nelle mani dei repubblicani del nord (che hanno la capitale a Reggio Emilia) e sono pronti a farla esplodere a Caserta.

Anche gli equilibri internazionali in questo universo divergente sono mutati: gli americani appoggiano i

Extrema ratio

fascisti, mentre francesi e russi sostengono la repubblica del nord.

Le ucronie sono sempre affascinanti nell’insegnarci come gli scenari storici che diamo per ovvi e certi, in realtà potrebbero essere stati assai diversi.

La grande fantasia di Michele Rocchetta ci regala così questo affascinante scenario, tutto da scoprire e mi chiedo se non ci sarà presto un seguito che magari dagli anni ’50 ci possa traghettare fino al terzo millennio ucronico.

LA DIFFICILE VITA DELLE DONNE IN IRAN

Qualche settimana fa, in occasione della fiera del libro di Lucca, presso lo stand della nostra associazione, il Gruppo Scrittori Firenze (GSF), ho preso una copia del romanzo dell’autrice persiana (trapiantata in italiana dagli anni Ottanta) Manna ParsìIl velo rosso” (Europa Edizioni, 2016).

Alcuni autori del GSF alla fiera di Lucca del 30 Agosto 2020 (Manna Parsì, Caterina Perrone, Barbara Carraresi, Raffaele Masiero Salvatori, Antonella Cipriani, Cristina Gatti, Carlo Menzinger, Patrizia Torsini, Fabrizio De Sanctis, Carlo GIannone.

Questo piccolo volume è stata una piacevole sorpresa, non tanto e non solo per la qualità della scrittura e della lingua italiana utilizzata da un’autrice pur di origini straniere, quanto per l’intensità, l’interesse e la ricchezza dei temi trattati.

Voce narrante è, infatti, una bambina iraniana che descrive la propria difficile infanzia nel suo Paese, tra maltrattamenti alle donne e ai bambini, prevaricazioni maschili, povertà, matrimoni precoci (in quelle zone il velo rosso è quello delle spose), la morte dei genitori e l’adozione da parte di una famiglia svedese, che porterà lei e la sorella a Oslo, in un mondo così

Amazon.it: Il velo rosso - Parsi, Manna - Libri

diverso, in cui la protagonista faticherà ad ambientarsi, rifiutandosi di dimenticare il passato, che riporta fedelmente sul suo diario, e di calarsi nella nuova realtà. Bello il contrasto tra la sorella pronta a calarsi nella nuova realtà e lei così ancorata al passato.

Il velo rosso” con poche decine di pagine ci fa così scoprire non solo un mondo per noi lontano, ma anche percepire il dolore del distacco, della partenza, dell’arrivo in terre straniere. Un’interessante prova di quest’autrice di cui sinora avevo letto solo alcuni racconti e che penso meriti una conoscenza più approfondita.

ORFANI, MALATTIE, FUNERALI E ALTRE NUDITÀ

Credo che la parte migliore di “L’opera struggente di un formidabile genio” di Dave Eggers, sia proprio il titolo. Quando mi procurai questo volume, penso di essere stato attratto sia da qualche recensione positiva che dal titolo. Di sicuro, ora, dimentico delle recensioni lette, l’ho preso per leggerlo tra i vari volumi che ho in attesa, proprio per il titolo.

Dave Eggers

Ebbene, io credo che ogni autore sigli una sorta di patto con i suoi lettori in due momenti fondamentali: con il titolo e con l’incipit.

Ebbene, in questo Dave Eggers ha di sicuro tradito e ingannato i propri lettori o almeno il sottoscritto, che ammette di aver abboccato all’amo.

Tradire i propri lettori non mi pare una bella cosa, non pensate?

Leggendo “L’opera struggente di un formidabile genio” ci si aspetta almeno che si parli di un qualche genio, se non addirittura di leggere un’opera “geniale”, tanto più che il lungo titolo parte proprio parlando di un’opera. In questo libro, invece, si parla di un ragazzo poco più che ventenne che rimane orfano dopo la malattia dei genitori e vive da solo con il fratellino dodicenne (o giù di lì).

Certo il poveretto affronta la malattia e la morte non solo dei genitori, ma anche di altri personaggi. Eppure, in tutto ciò c’è ben poco di “struggente”.

Il nostro protagonista passa il suo tempo giocando con il fratellino, creando una rivista che cerca di farsi notare pubblicando foto di gente normale nuda, incontrando amici e ragazze. Nulla di “formidabile”, direi.

Peraltro, il romanzo ha alcuni momenti abbastanza godibili, ma quando un autore tradisce la nostra fiducia, è difficile dargli un voto pieno.

Del resto, questa è essenzialmente l’autobiografia di un ragazzo che ha vissuto tra un po’ di gente malata e non c’è nulla di meno interessante delle biografie di persone normali, per quanto scritte bene e con alcune trovate apprezzabili. Un altro genere che non mi fa impazzire sono le storie di malattie e sofferenza da ospedale. Anche se, come qui, trattate con poco struggente leggerezza.Dave Eggers L'Opera Struggente di un Formidabile Genio Mondadori Strade Blu 2001

Insomma, un libro con una certa quantità di stoffa, ma che pretende di volare un po’ più alto di quanto riesca.

Altra parte piuttosto buona è la lunghissima prefazione, che forse vale più di altre parti del libro, anche se l’autore ci invita a saltarla a piè pari.

Mi chiedo, infine, chi sia questo Dave Eggers. Wikipedia mi risponde: “Dave Eggers (Boston, 12 marzo 1970) è uno scrittore, editore e saggista statunitense.”

Del romanzo scrive “Il suo primo libro, intitolato “A heartbreaking work of staggering genius”, edito negli U.S.A. nel 2000, è stato pubblicato nel 2001 in Italia con il titolo “L’opera struggente di un formidabile genio”. Il romanzo rappresenta una falsa autobiografia, che, riprendendo alcuni aspetti realmente avvenuti della sua vita, è invece per la maggior parte frutto della fantasia dell’autore.”

Esattamente come immaginavo.

SE ZUCKERBERG FOSSE UN ALIENO

Mark Zuckerberg ha donato 13,6 milioni alla ricerca - Periodico Daily

Mark Zuckerberg

Quando durante una presentazione collettiva di autori della casa editrice Porto Seguro (i cosiddetti Porto Seguro Show) ascoltai una brevissima descrizione del romanzo “Social control” (sottotitolo “La verità di Tim Works”) di Lamberto Burgassi mi feci l’idea che fosse quasi un saggio sulle “devices” (termine spesso usato in tale occasione) o quanto meno un romanzo che mettesse in guardia dall’uso inconsulto di tablet, smartphones e PC da parte dei bambini.

Quello che mi sono trovato a leggere è stata piuttosto una storia di fantascienza “con” bambini (direi, piuttosto che “per” bambini), in cui un fanciullo della scuola primaria si trova a fronteggiare, con ben pochi alleati, un’invasione aliena attuata tramite il “Social control”, permesso da un uso pervasivo degli strumenti informatici e del web, dove al posto di Facebook abbiamo una cosa assai simile chiamata Ferguson e allo stesso modo sono mascherati i nomi di altri prodotti elettronici.

Forse, in definitiva, “Social control” è proprio quello che mi ero immaginato all’inizio, ma sotto forma di metafora, in quanto il rischio (reale) di un uso inconsulto del web è qui amplificato dall’idea che sia favorito da degli alieni, per motivi loro di colonizzazione del nostro pianeta, attuata tramite l’indottrinamento, soprattutto delle giovani generazioni, avvalendosi in questo del supporto della scuola e dei docenti (conniventi o alieni mascherati).Amazon.it: Social control. Le verità di Tim Works - Burgassi, Lamberto -  Libri

Certo, suona un po’ strano che questo bambinetto riesca quasi da solo a mettere in crisi un piano che scopriamo avere origini che affondano indietro nel tempo per millenni e, in questo, c’è forse la volontà dell’autore di fare un prodotto rivolto alla stessa fascia d’età del protagonista Tim Works, un ragazzino considerato un po’ turbolento e che è poco gradito ai propri insegnanti.

L’altra peculiarità di questa storia è che è stata ambientata in un passato recente, in cui lo sviluppo del web era ancora ai primordi e se ne immagina la crescita esponenziale, poi avvenuta, come una previsione per un (tetro) futuro di “Social control”.

 

DIARIO DI UNO PSICOPATICO

Sito ufficiale di Gabriella Bertizzolo - RitrattoCi si può innamorare di una malattia mentale? Floriana, donna felicemente sposata ma con seri problemi psicologici, prova per un ragazzo con problemi psichiatrici e ricoverato in ospedale un’attrazione che sembra essere più verso la situazione di disagio esistenziale di Davide, detto “Johnny”, che verso lui stesso. Davide, a sua volta, ha paura di incontrare l’amore vero e alterna le sue pulsioni sessuali tra la masturbazione e la frequentazione di prostitute, un’autentica droga per lui, anche se non riesce a trovare denaro sufficiente per pagarle. Trova ben poco aiuto dalla famiglia, che lo rifiuta. La sorella Teresa è pronta a fare la spia con i genitori, fino a quando, in uno dei suoi incontri a pagamento, il ragazzo si imbatté proprio in lei e scopre che arrotonda così le sue entrate.

Il protagonista, affetto da sindrome maniaco-depressiva o, per essere più precisi da disturbo bipolare, alterna fasi di maggior sanità a momenti di crisi che arrivano a sfociare in autentica violenza, alternando i ritorni a casa a ricoveri in varie strutture e affrontando un paio di processi, uno per stupro e un altro per aggressione, fino a riuscire a riconoscersi pienamente nell’etichetta di “psicopatico”.

La storia di “Figlio di Mercurio” (Leonida Edizioni, 2013), primo romanzo, ma non prima pubblicazione, di GabriellaAmazon.it: Figlio di Mercurio [la mente ri(s)cattata] - Bertizzolo ... Bertizzolo, ci parla dei suoi difficili rapporti con la famiglia che non lo capisce e non lo accetta, con gli psichiatri, psicologi e terapeuti con cui talora instaura rapporti malati o fantasiosi. Il percorso verso questo riconoscimento finale, che si accompagna a uno sforzo per riacquistare una normalità, portandolo persino a frequentare un corso di laurea in Lettere, sembra però spingerlo sempre più verso la malattia mentale.

La narrazione è ben costruita, il protagonista ha una sua profondità, l’ambientazione è realistica e concreta, tra Ferrara e i dintorni, in un periodo storico ben delineato negli ultimi anni del XX secolo, rendendo la lettura scorrevole e coinvolgente.

Il romanzo ha vinto il Premio Gaetano Cingari nel 2009 e il Premio Letterario Nazionale di Calabria e Basilicata nel 2010.

AVVENTURE SULLE PERIGLIOSE STRADE TOSCANE

20° Puntata -UN LIBRO CON TE - YouTubeKiller on the road” (Porto Seguro, 2018) è un thriller di Patrizia Torsini (già autrice di “Acqua alla gola”), che partendo dalla testimonianza casuale da parte di due ragazzi di un duplice omicidio, ci porta in un giro per la Toscana che è un po’ anche romanzo “on the road”, se non fosse che il viaggio si snoda nel mondo del narcotraffico, della prostituzione e del riciclaggio di denaro.

Del romanzo “on the road” mantiene, però, gli incontri casuali, la scoperta di nuove amicizie e nuovi amori, nonché di un territorio che, qui, è la Toscana, dove il mistero dei suoi antichi abitatori, gli etruschi, aleggia sullo sfondo con piccole suggestioni fantascientifiche. La Toscana che ci mostra non è quella di Firenze e dei centri turistici più noti, ma è tutta da scoprire. Questo secondo romanzo della Torsini è anche occasione per sottolineare alcune problematiche ambientali come il progetto di cementificazione della Val di Lima, contro cui si battono alcuni Amazon.it: Killer on the road - Torsini, Patrizia - Libripersonaggi. Tra le pagine ritroviamo una grande passione dell’autrice: il kayak.

Il titolo si ispira a una canzone dei Doors che ritorna ossessiva nella mente di uno dei protagonisti.

La storia si dipana da Prato verso Lucca e sorprende un po’ vedere una Toscana così “pericolosa” e malata, ma, in fondo, se la fantascienza può e deve far atterrare i dischi volanti a Lucca, perché il thriller non dovrebbe far parcheggiare i narcotrafficanti a Prato?

Patrizia Torsini ha pubblicato in questi giorni il nuovo, terzo, romanzo “L’importanza di chiamarsi Bloody Mary”.

L’UOMO CHE VISSE DUEMILA ANNI E TORNO’ INDIETRO DA SUA MADRE

Quando scrivo un romanzo, di solito sono convinto di realizzare un’opera nuova, qualcosa che non sia mai stato scritto prima. La storia che sto scrivendo ora era nata come una riscrittura dell’Apocalisse di Giovanni e si è trasformata poi nella vita eterna di Lazzaro, quello fatto risorgere da Gesù.

Capirete quindi la mia curiosità quando mi cadde l’occhio su un titolo che mi faceva pensare al mio protagonista: “Lazarus Long, l’immortale” (“Time enough for love”, 1973), dove il cognome pareva già una premessa di anticipazione di quel stavo scrivendo e il seguito del titolo lo confermava! Andai allora a ricercare la trama:

“Lazarus Long, il Capostipite, è l’ultimo sopravvissuto dei componenti originari delle Famiglie Howard, un gruppo di persone che tramite selezione genetica e tecniche di rigenerazione biologica ha aumentato di molto la propria aspettativa di vita. Siamo nel 4272 e l’umanità ha colonizzato l’intera galassia, anche grazie al contributo di quest’uomo, che nelle sue molte vite si è spesso spinto oltre le nuove frontiere, rendendolo una leggenda vivente.” Queste le prime parole della trama secondo wikipedia. Sufficienti a farmi tirare un respiro di sollievo: storia ben diversa dalla mia.

Ugualmente, il fatto che questo Lazarus abbia vissuto duemila anni, mi ha indotto a leggere al più presto il romanzo. Una precisazione: Lazarus non ha molte vite come scrive wikipedia, ma una lunga vita di cui vengono raccontati alcuni episodi.

L’autore è nientemeno che l’americano Robert Anson Heinlein (Butler, 7 luglio 1907 – Carmel-by-the-Sea, 8 maggio 1988), uno dei massimi autori della fantascienza classica e il testo è considerato il suo testamento letterario. Si colloca alla fine del ciclo di opere sulla cronologia del futuro ed è anche il romanzo più lungo di Heinlein.

L’ho letto, ovviamente, con interesse e abbastanza con piacere, anche se non mi ha entusiasmato, soprattutto per la sua frammentarietà, essendo, di fatto, una raccolta di racconti ambientati in vari periodi della vita di Lazarus. Quando, poi, per dimostrare la saggezza di questo matusalemme del futuro Heinlein comincia a elencare aforismi a volte reazionari, mi ha piuttosto disturbato. Se è questo il suo “testamento”, mi pare poca e triste cosa.

Eccone qualche aforisma a caso:

L’uccisione di un anarchico o di un pacifista non dovrebbe essere considerala «omicidio» in senso legale.Amazon.it: Lazarus Long, l'immortale - Heinlein, Robert A ...

Nel caso dei «naturalisti» questo odio è comprensibile: sono tipi poco amabili. Ma l’odio è un’emozione troppo forte per provarla nei loro confronti: meritano al massimo pietà e disprezzo.

Un «maschio pacifista» è una contraddizione in termini. Quasi tutti i sedicenti «pacifisti» non sono pacifici; assumono semplicemente colori falsi. Quando cambia il vento, innalzano la bandiera pirata.

La specializzazione va bene per gli insetti.”

Guardati dall’altruismo. È basato sull’autoinganno, radice di tutti i mali.”

Scrivere non è una cosa di cui ci si debba necessariamente vergognare… ma fallo in privato, e dopo lavati le mani.”

Se l’universo ha uno scopo più importante di portare a letto la donna che ami e di fare un bambino con la sua entusiastica collaborazione, io non l’ho mai saputo.”

Ogni volta che le donne hanno preteso l’eguaglianza assoluta con gli uomini, hanno finito invariabilmente per ritrovarsi nei guai. Ciò che sono e ciò che possono fare le rende superiori agli uomini, e la loro tattica giusta consiste nel pretendere privilegi speciali, tutti quelli che possono ottenere. Non dovrebbero accontentarsi mai dell’eguaglianza. Per le donne, l’eguaglianza è un disastro”.

La storia registra qualche caso in cui la maggioranza avesse ragione?

La visione molto americana di un progresso inevitabile, nonostante momenti di crisi e di regresso, associata al concetto di miglioramento della razza umana nelle sue caratteristiche di longevità e salute sono portanti nella visione che sostiene questo romanzo

 

Time Enough for Love: The Lives of Lazarus Long: Amazon.it ...Tra tante affermazioni reazionarie, però, se ne possono trovare anche alcune su cui riflettere:

Non danneggiate i vostri figli rendendo loro facile la vita.”

Non sottovalutare il potere della stupidità umana.”

In una discussione in famiglia, se salta fuori che hai ragione tu… chiedi subito scusa!

Non spaventare mai un piccolo uomo. Ti ucciderà.”

La differenza tra la scienza e le discipline confuse è che la scienza richiede il ragionamento, mentre le altre discipline richiedono soltanto erudizione.”

È possibile che la percentuale delle puttane oneste e competenti sia superiore a quella degli idraulici e molto superiore a quella degli avvocati. Ed enormemente superiore a quella dei professori.”

La competenza in un campo non si estende in altri campi. Ma spesso gli esperti la pensano così. Più il loro campo di competenza è ristretto, e più è probabile che la pensino così.”

Se «tutti sanno» che una cosa sta così, allora non sta così per niente: puoi scommetterci diecimila a uno.”

Si possono fare impazzire gli animali mettendone troppi in un recinto troppo piccolo. L’Uomo sapiens è l’unico animale che lo fa volontariamente a se stesso.”

 

Comunque, non temete, si tratta di un vero romanzo e non di una collezione di aforismi, che sono solo degli intermezzi tra le varie storie.

Del mondo futuro Heinlein cerca di mostrare soprattutto la differente morale di una società in cui il sesso sia libero (“La seconda nozione in ordine di assurdità è che l’accoppiamento sia peccaminoso in se stesso”), con famiglie allargate e serene, una nudità disinibita, liberi incesti. Su quest’ultimo punto insiste particolarmente, sia, per esempio, con l’episodio dei gemelli allevati per accoppiarsi tra loro con la lunga disquisizione statistico-genetica sui rischi di accoppiamento da consanguinei, sia con il viaggio nel tempo e l’incontro con la propria madre, con cui il protagonista, affetto da un non dichiarato complesso di Edipo, si innamora e vorrebbe fare sesso.

Tra i racconti sono privilegiati quelli ambientati nel tempo reale (ovvero non nel futuro dell’autore), percui non abbiamo una vera e completa visione sul futuro immaginato dall’autore. Nell’ultima parte l’eternamente giovane Lazarus, per esempio, ritorna sulla Terra nel 1917, per assistere alla propria infanzia e incontrare i propri genitori. Nella prima Lazarus ricorda come fosse diverso guidare un aereo nel XX secolo, ma poco capiamo di come si guidi nel 4272 (2200 anni dopo la stesura del romanzo, immagino).

Lo sguardo sul mondo e la società è marcatamente americano e risente dell’epoca storica post-1968, in cui fu scritto, gli aspetti tecnico-scientifici del futuro descritto non presentano particolare originalità al punto che considererei l’opera essenzialmente fantascienza sociologica.

ITALIANI NELLO SPAZIO

UN LIBRO CON TE CON MARIO RAGIONIERI 16 ottobre 2019 - YouTubeChi legge poca fantascienza tende spesso a confonderla con la space opera (l’epopea spaziale o epica spaziale) che, in realtà ne sarebbe solo un sottogenere, ambientato tipicamente nello spazio esterno, caratterizzato dall’avventura romantica e spesso melodrammatica con viaggi interstellari e, non di rado, battaglie spaziali, in immensi universi spesso dominati da imperi galattici (come ci spiega wikipedia). La fantascienza offre molti altri scenari.

Nell’ambito della space opera appare assai frequente l’incontro con alieni umanoidi. Basti pensare alla celeberrima saga Star Trek o a Star Wars (seppur caratterizzata da una maggior varietà di tipologie aliene).

Personalmente credo altamente improbabile incontrare alieni antropomorfi. Sono certo che la natura ha molta più fantasia di noi e dubito che eventuali razze intelligenti abbiano fattezze simili alle nostre. Dubito anche che le razze intelligenti debbano diventare per forza razze tecnologiche. Come ho già scritto penso, anzi, che le specie tecnologiche siano condannate a una brevissima esistenza, cosa che le rende particolarmente rare.

Mario Ragionieri, fiorentino della scuderia di Porto Seguro, è un autore assai prolifico ma che si diletta abitualmente nello scrivere corposi saggi storici sugli ultimi secoli. Lessi, per esempio, un suo studio sui rapporti tra Togliatti e Stalin.

Tra un saggio e l’altro, Ragionieri si dedica talora anche alla fantascienza, di cui si professa cultore.

Ho letto così il suo “Viaggio nel cuore del sistema di Antares” (Porto Seguro Editore, Ottobre 2018) che rientra appunto nella space opera con alieni antropomorfi.

Il romanzo ha molto di Star Trek o di Spazio 1999, con il continuo passare di questa nave da esplorazione da un mondo sconosciuto all’altro, incontrando ogni sorta di ominidi, da quelli tecnologicamente evoluti a quelli che vivono come cavernicoli. Certo le differenze tra loro e noi non sembrano essere molte, se ogni tanto nasce persino qualche rapporto erotico. Più che far l’amore, i nostri astronauti direi però che pensano a far la guerra. Su ognuno dei numerosissimi mondi visitati non mancano occasioni per sparatorie, incendi (strano nello spazio vuoto!) e scontri di ogni tipo con armi laser o di altro genere.

Come Ragionieri ricorda ripetutamente, la nave spaziale è armatissima e si trova assai spesso coinvolta in pesanti Viaggio nel cuore del sistema di Antaresscontri militari con varie razze aliene. Siamo nel 2287 e l’umanità è ormai in grado di padroneggiare i viaggi nell’iperspazio, anche se spesso vediamo i nostri esploratori muoversi alla velocità di 70.000 chilometri al minuto tra un pianeta e l’altro, affrontando ominidi cannibali o variamente aggressivi. Sebbene gli umani cerchino sempre di lanciare messaggi di pace, lo fanno assai goffamente, come quando bombardano, a mo’ di saluto, una nave aliena, facendola oscillare pericolosamente e poi si stupiscono che il loro saluto sia confuso con un atto ostile.

Ho più volte scritto (a proposito, per esempio, de “L’enigma di Pitagora”, “Fantaetruria” o “Apocalissi fiorentine”) che gli autori italiani di fantastico dovrebbero cercare di ambientare le loro storie nel proprio Paese. Ragionieri è andato oltre questo proposito. Su questa nave i personaggi hanno tutti nomi italiani (il protagonista si chiama Mario come l’autore): insomma, sembrerebbe che l’autore, patriotticamente, immagini che tra 267 anni avremo un’Italia superpotenza spaziale! Se gli italiani già ora si possono incontrare in ogni parte del pianeta, sembrerebbe che in questo futuro saranno ovunque nella Galassia! Italia ovunque! (per parafrasare il titolo di un’antologia cui partecipo, di prossima pubblicazione). E mi viene in mente il film “Fascisti su Marte” (2006) di Corrado Guzzanti e Igor Skofic.

E voi che ne dite? Credete negli alieni antropomorfi? Ci saranno italiani fuori del sistema solare?

UNIDENTIFIED BURIED OBJET (U.B.O.)

Stephen King - Wikipedia

Stephen King

Pare che nell’antichità, per esempio in Grecia, fosse normale bere il vino annacquato. Io non sono né un appassionato, né un esperto di vini, ma credo che annacquare un buon vino, un po’ lo uccida.

Ci sono vigne che di norma producono vini pregiati. Una di queste, in letteratura, si chiama Stephen King. Difficilmente un libro scritto da lui non ha qualcosa di buono, anzi di norma sono ottimi. A volte gli autori di successo, però, pare che scrivano come se fossero pagati per numero di pagine (temo che spesso sia così). Avviene dunque che quando hanno una buona idea, invece di offrirla ai lettori pura e perfetta, si sentono in dovere di annacquarla. Temo sia questo il caso di “Le creature del buio” (“The Tommyknockers”, 1987) di Stephen King (Maine, 21/09/1947).

La buona idea alla base è: che cosa fareste se trovaste un’antica astronave aliena sepolta in giardino. A quest’idea ne accompagna un’altra altrettanto buona: immaginate che dopo migliaia di anni l’astronave sepolta, questo oggetto che avrei chiamato Unidentified Buried I grandi vini italiani: il Chianti - la RepubblicaObjet (U.B.O.), sia ancora attivo, praticamente vivo, anche se i suoi passeggeri paiono morti. Giusto un grande come King poteva aggiungere la terza idea: man mano che l’astronave viene disseppellita, comincia ad agire sui corpi e sulle menti delle persone dei dintorni, ovvero del paesino di Haven. La gente diventa molto abile con la tecnologia e la scienza, ma nel frattempo perde l’aspetto umano.

Fin qui un’ottima base per una storia di fantascienza con una certa originalità e con qualche elemento horror (già, King lo considerano un autore horror, ma anche qui per me siamo molto di più dalle parti della fantascienza e, come ho già scritto spesso il Re del Maine è assai di più). C’è anche molto altro di buono nel romanzo, come, per esempio, il rapporto tra i due protagonisti Bobby Anderson e Jim Gardener, il bambino che fa sparire il fratello, spedendolo su un altro mondo tramite un portale spazio-tempo da lui stesso creato, e impazzisce, l’idea di alieni tecnicamente evoluti ma incapaci di comprendere la scienza, le orde di persone mutate che inseguono Gardener e varie altre cose.

Di cattivo c’è l’acqua! Tanta acqua in cui le idee buone affogano. Troppe pagine. Troppe digressioni. Certo non siamo ai livelli di prolissità di un Dostojewski, ma qui l’autore vien meno a una regola di scrittura che se non ricordo male fu profferita dallo stesso King: “non ci sia una sola pagina in cui non succeda qualcosa”. Diciamo che qualcosa, in effetti, nelle pagine di King succede sempre, anche in queste, ma in alcune pagine de “Le creature del buio”, quel che succede non è particolarmente interessante o utile alla trama.

Pazienza. È stata comunque una bella lettura e di certo non mi ha scoraggiato dal leggere altro del Re, ma non lo consiglierei come primo libro a chi non lo ha mai letto o non ha mai letto fantascienza. Buono soprattutto per chi ama il vino annacquato. Personalmente preferisco i sapori forti cui la vigna del Re mi ha abituato.

 

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