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TRE LIBRI E UNA PRESENTAZIONE L’8 NOVEMBRE

Finalmente ci siamo! Il 29 Settembre li ho presentati in anteprima, senza i volumi, ma ora sono stati stampati. Parlo del mio nuovo romanzo della saga “VIA DA SPARTA”, “IL REGNO DEL RAGNO”,  in cui si racconta le avventure di due ragazze in lotta contro l’impero distopico di Sparta in un presente alternativo, e della mia biografia letteraria “IL SOGNATORE DIVERGENTE” (il volume contiene anche alcuni miei racconti) che ha scritto Massimo Acciai Baggiani. Entrambi sono editi da Porto Seguro Editore.

Saranno presentati entrambi (assieme ad altri libri), giovedì 8 Novembre 2018 alle ore 19,00 al Santarosa Bistrot, sul Lungarno Santarosa, in zona San Frediano, a Firenze.

Mi farebbe piacere incontrarvi lì.

Per chi non ce la facesse e volesse comunque una copia dei libri, potrei spedirle con autografo, basta chiedermelo con messaggio privato.Risultati immagini per SANTAROSA BISTROT

Ma non basta: è anche appena stata pubblicata la raccolta di racconti e articoli “Nessun altro”, edita nella collana L’Erudita da Giuseppe Perrone Editore e curata da Massimo Acciai Baggiani, per celebrare il quindicinale della rivista “I segreti di Pulcinella”, che contiene anche un mio racconto il cui titolo originale dà il nome alla raccolta, ma che l’editore ha cambiato in “Io è un altro. Nessun altro”. Il tema della raccolta è l’essere “altro” o “diverso”. Gli altri autori sono Massimo Acciai, Apostolos Apostolou, Roberto Balò, Andrea Cantucci, Rossana D’Angelo, Lucia Dragotescu, Alessandra Ferrari, Emanuela Ferrari, Erika Gherardotti, Francesco Guglielmino, Salvatore Gurrado, Emanuele Martinuzzi, Francesco Panizzo e Fabio Strinati.

 

        

 

 

 

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IL REGNO DEL RAGNO STA PER COMINCIARE

Ebbene eccoci qui: un anno e un giorno esatti dopo l’uscita de “IL SOGNO DEL RAGNO”, il 29 Settembre 2018, alle ore 16,30, presso lo stand di Porto Seguro Editore presso la fiera Firenze Libro Aperto (in Fortezza da Basso – Firenze), presenterò il nuovo volume della saga “VIA DA SPARTA”: “IL REGNO DEL RAGNO”.

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Chi avesse già letto il primo volume o mi avesse seguito nelle presentazioni di questo già saprà che i libri di “VIA DA SPARTA” sono un’ucronia che descrive un presente alternativo in cui gli ultimi 2400 anni di storia si sono svolti diversamente. Nello specifico si immagina che Sparta abbia vinto a Leuttra contro Tebe e quindi sia poi riuscita a sconfiggere e distruggere Atene. In un mondo senza gli insegnamenti di questa città non ci sarebbero dunque stati il neoclassicismo, il rinascimento, la rivoluzione francese e, di conseguenza, molte altre cose.

IL REGNO DEL RAGNO”, però, non si occupa di tutti questi rivolgimenti storici, ma descrive le avventure di due ragazze in questo nostro presente stravolto e mutato. L’ipotesi fantastica da cui si parte è che Sparta non solo sia sopravvissuta sino ai giorni d’oggi ma sia diventata un grande impero, uno dei due più potenti del pianeta (l’altro è il Giappone, ancora retto dai samurai).

A Sparta si viveva in modo molto diverso. Nel romanzo molti degli usi di allora sono rimasti, altri si sono evoluti. Tanto per darvi un’idea, immaginate che ogni lusso sia abolito (non per nulla ancora oggi si dice di una cosa senza fronzoli che è “spartana”) al punto che persino i vestiti sono considerati mollezze barbariche e la gente va in giro senza. A Sparta la società era divisa tra una piccola classe dominante, che al suo interno non prevedeva differenziazioni al punto che si definivano “gli Uguali” (più spesso chiamati spartiati), e un gran numero di schiavi pubblici detti iloti. Questa struttura si mantiene anche nel romanzo, nonostante lo scorrere dei secoli. Uomini e donne poi vivevano separati e gli uomini mangiavano in tavolate tra di loro (i sissizi). Nel romanzo la separazione è accentuata e gli uomini si occupano solo di guerra e politica, mentre le donne gestiscono tutto il resto. L’uso spartano per il quale una donna poteva avere più mariti qui assume una funzione economica rilevante. L’omosessualità e la pedofilia tra i greci erano considerati normali e tali continuano a essere, ma l’eterosessualità viene ostracizzata e riservata alla sola procreazione, dato che il vero amore è “tra uguali”. Anche l’amore è ben diverso, del resto non abbiamo avuto né il romanticismo, né l’amor cortese dei cavalieri. Non vi voglio tediare oltre descrivendovi anche le differenze in campo tecnico, economico, politico, filosofico e religioso, ma le scoprirete leggendo.

Chi ha già letto “IL SOGNO DEL RAGNO” avrà seguito le avventure delle due giovani protagoniste, una, Aracne, una schiava pubblica ilota, che violentata per l’ennesima volta in strada, fugge dalla provincia dell’Impero per evitare l’aborto cui sarebbe costretta e per cercare un mondo migliore verso nord, l’altra, Nymphodora, una ragazza spartiata, figlia di due personaggi tra i più importanti della capitale dell’Impero, Lacedemone,  che sogna di cambiare il mondo, partendo dal modo in cui si costruiscono le case, dato che a Sparta si prediligono le case sotterranee, più sicure da difendere e con minor impatto ecologico. Lei sogna grattacieli.

Dopo mille avventure, alla fine de “IL SOGNO DEL RAGNO” le strade delle due ragazze si congiungeranno e Aracne diverrà la schiava di Nymphodora.

 

Ed è qui che comincia “IL REGNO DEL RAGNO”. Se ne “IL SOGNO DEL RAGNO” lo scenario è limitato a Italia e Grecia, con “IL REGNO DEL RAGNO” si allarga e troviamo molti nuovi personaggi, mentre le avventure delle due ragazze si congiungono in una storia unica. Il primo capitolo ci presenta Archidamo, il padre di Nymphodora, un importante comandante militare, che combatte sulle rive del Gange, ai confini dell’Impero. Conosceremo meglio anche la madre Cliternestra, potente Gerente dell’Unione di Commercio, che presenterà alla figlia un promettente guerriero, Spartaco, con l’idea di farli sposare, ma che Nymphodora definirà Montagna di Presunzione. Nel frattempo il rapporto tra Aracne e Nymphodora si colorerà di sesso lesbico e amicizia.

L’ostilità contro i progetti urbanistici di Nymphodora e le pressioni della madre per farla sposare con Montagna di Presunzione, indurranno la ragazza ad abbandonare la capitale e fuggire, assieme ad Aracne, riprendendo con la schiava-amica-amante la fuga di questa verso nord, durante la quale scopriranno segreti insospettabili tenuti nascosti dall’Impero, uno dei quali riguarda direttamente Aracne e il ragno che la ragazza ha tatuato sulla fronte.

Se volete saperne di più, vi aspetto a Firenze Libro Aperto sabato 29 Settembre 2018 alle ore 16,30, presso lo stand di Porto Seguro Editore per l’anteprima del libro. Può essere già ora ordinato a Porto Seguro Editore o a me . Tra pochi giorni sarà poi ordinabile sui principali siti di vendita on-line.

 

CHI VUOLE DISEGNARE LA MAPPA DI “VIA DA SPARTA”?

Chi ha voglia di disegnare una mappa ucronica del mondo per il mio prossimo romanzo “IL REGNO DEL RAGNO? La situazione geografica, in realtà si adatterebbe bene anche al romanzo “IL SOGNO DEL RAGNO”,  il primo volume della trilogia “Via da Sparta”, ma questo è già stato pubblicato.

Se qualcuno realizzerà una buona mappa, si potrebbe inserire nel volume in uscita.

Riepilogo qui la situazione geografica all’inizio de “IL REGNO DEL RAGNO”.

 

La capitale dell’Impero di Sparta si trova al posto dell’antica Sparta, nel Peloponneso, ma ora si chiama Lacedemone. L’Impero si estende per tutta Europa, fino agli Urali (tranne i Regni Perieci del Nord, corrispondenti alla Scandinavia, che sono parzialmente indipendenti). Ne fanno parte anche Africa, Nord e Sud America, parte dell’Asia meridionale, tra cui India e Bengala.

Gran Mexico è indipendente e domina tutta l’America centrale con capitale Mexicatl (l’attuale Città del Messico).

L’Australia è indipendente e si chiama Arrernte.

L’oriente è dominato dal Giappone, che sia chiama Nippon-koku e domina la Cina (qui detto Catai), la Siberia (qui detta Jenisseia) e l’Indocina, portando il suo regno fino agli Urali da una parte e ai confini della grande isola meridionale detta Arrernte (Australia) dall’altra. La capitale si chiama Edo (l’attuale Tokyo).

L’Asia si chiama Chitrinodermia, le Americhe Eurotrodermia, l’Australia Arrernte.

L’Oceano Atlantico si chiama Mare Oceano.

I galloceltici vivono al posto dei francesi.

Napoli si chiama Neapolis ed è il capoluogo della provincia dell’Impero di Sparta detta Vitellia (più o meno l’Italia). Anche Roma fa parte della Vitellia, anche se solo pochi decenni prima era il capoluogo di un territorio autonomo (corrispondente a Lazio, Toscana, Umbria, Marche e Abruzzo), che ancora conserva alcune prerogative.

La provincia di Thule è il territorio comprendente Groenlandia, Canada Settentrionale e Alaska  ed è parte dell’Impero di Sparta.

Nel corso del romanzo, Nippon-koku riconquista l’India, un tempo suo dominio, ma raffigurerei la situazione iniziale con l’India parte dell’Impero di Sparta.

Tra i luoghi citati, come città fuori dell’Ellade (così si chiama la Grecia) ci sono Cleomenia, Licurgopoli e Megasparta. Cleomenia la immaginerei in Asia, per esempio, in Siria e Licurgopoli in Turchia. Doukas viene dai Carpazi, ma i suoi nonni erano di Megasparta. Potrebbe essere una località intermedia, magari in Bosnia.

Tra i Regni Perieci del Nord ci sono la Svezia e la Norvegia (con i loro nomi reali).

Lucius visita Bisanzio, la capitale della Provincia di Lidia; il fiume Gange e Kalikata (la nostra Calcutta), in India; la città di Khulna sul fiume Bhairab in Bengala (il nostro Bangla Desh).

In Nepal incontriamo Kantipur (l’antica Kathmandu) da cui si vedono le altissime vette del Ganesh Himal. La città, che sorge sulle sponde del Bagmati e del Vishnumati, ai piedi dell’Himalaya.

Spartaco e Lisando attraversano la Persia, arrivano alla città di Baki, sulle rive del Mar Caspio, attraversano l’altopiano dell’Anatolia in Chitrinodermia Minore e giungono al porto di Smirne.

Da Lacedemone Spartaco e Lisandro attraversano in barca il Golfo di Messenia fino a Zante, da lì proseguono per Corfù e quindi Crotone, in Apulia, nella Magna Grecia (la Vitellia meridionale).

Ne “Il regno del ragno” si incontra anche Darjeeling, nel Bengala occidentale.

Ne “La figlia del ragno” esploriamo la Britannia e arriviamo nei Regni Perieci del Nord. Nel Regno di Norvegia incontriamo il lago Hanangervatnet, sulle cui rive sorge il villaggio, Vindupåsjøen e l’isola di Storeholmen. Nel Regno di Svezia troviamo l’isola di Lïmon e la città di Gävle (nomi uguali ai reali).

Scopriamo che il Regno di Israele è una provincia autonoma dell’Impero di Sparta, che la Sardegna si chiama Ichnusa e i suoi abitanti Shardana mentre la Corsica si chiama Kalliste.

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Ecco la visione di Francesco Gugliemino, appena arrivata (16/03/2018).

Mappa Sparta con grigio Francesco Gugliemino

 

Che ne dite?

IL SOGNO DEL RAGNO – VIA DA SPARTA – il nuovo romanzo da leggere

IL SOGNO DEL RAGNO“, il primo romanzo della trilogia “VIA DA SPARTA” di Carlo Menzinger di Preussenthal è il libro che devi leggere!

Compralo su:

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INTERVISTA SU “RECENSIONE LIBRI”

Parliamo subito del tuo ultimo libro, Il sogno del ragno. Raccontaci brevemente la trama e in quale genere si colloca.

Immaginate una bellissima ragazza di diciassette anni che, violentata, inizia la sua fuga verso un mondo migliore. Siamo a Napoli, oggi, ma in un mondo del tutto diverso dal nostro, in cui Sparta 2400 anni fa ha sconfitto Tebe e Atene ed è divenuta nel tempo un forte impero, mutando ogni cosa. “Il sogno del ragno” è un’ucronia e descrive la storia come sarebbe se si fosse svolta in un altro modo.

Parlaci di te e del tuo amore per la scrittura: come nasce?

Creare è un bisogno, un’esigenza fondamentale dalla quale non possiamo sfuggire. È questa la magica forza che ha spinto l’umanità sin qui. È questo che ci rende umani. Più le storie che inventiamo le sentiamo vicine e nel contempo diverse da ciò che conosciamo, più ci piacciono. Creare mondi nuovi è la più grande sfida per un autore. “Il sogno del ragno” è un mondo del tutto nuovo in cui perdersi.

LEGGI IL SEGUITO QUI.

IL SOGNO DI ARACNE

Cap 17 Brigitte BardotImmaginate una bellissima ragazza di diciassette anni dagli occhi verdi che, uscita in strada dopo la consueta giornata di lavoro estenuante, per l’ennesima volta, è violentata da un gruppo di ragazzi di passaggio.

Immaginate che rimanga incinta.

Immaginate che già altre due volte abbia dovutoabortire e che se lo farà una terza volta sarà messa a morte: due volte vittima, prima di una violenza sessuale, poi di leggi demografiche che non accettano donne incapaci di portare a termine le gravidanze.

Immaginate che questo avvenga in Italia, a Napoli, non secoli fa, ma oggi.

Immaginate che questo avvenga, però, in un mondo totalmente diverso da come lo conosciamo.

 

Un mondo che rifiuta ogni sorta di lusso, al punto che la gente va in giro nuda e non esiste la proprietà privata.

Un mondo in cui una piccola parte della popolazione è libera e domina sulla maggioranza delle persone.

Un mondo in cui uomini e donne vivano divisi gli uni dalle altre.

Un mondo in cui non esistono le famiglie, i figli siano allevati in modo collettivo, i matrimoni sono solo unioni economiche e a scopo riproduttivo.

Un mondo in cui la guerra non abbia mai fine.

Un mondo in cui Sparta, 2400 anni fa, abbia sconfitto Tebe a Leuttra, abbia distrutto Atene, abbia soggiogato il nascente Impero Romano e abbia mutato il corso dell’intera storia mondiale, divenendo essa stessa un grande impero planetario, al centro di una società maschilista, ma in cui gli uomini si occupano solo di guerra e politica, lasciando tutto il resto alle donne.

Un mondo in cui la meccanica è agli albori, l’elettronica e l’informatica sono inesistenti, la genetica ha fatto progressi inattesi.

Un mondo in cui l’arte non conta nulla.

Un mondo con un sistema di leggi primitivo e una filosofia rimasta ai tempi antichi.

Un mondo in cui si venerano ancora gli Dei dell’Olimpo, mentre i seguaci di Gesù sono poche persone in fuga per le montagne.

 

Questo è il mondo da cui fugge la giovane e bella schiava Aracne di Neapolis, questo è il mondo che vorrebbe cambiare la giovane studentessa di architettura Nymphodora della capitale Lacedemone.

Questo è il mondo di Sparta.

Questo è il tempo di Sparta.

Questo è quel che si racconta nel romanzo “Via da Sparta“.

Questo è il mondo in cui comincia l’avventura de “Il sogno del ragno“, il primo volume della trilogia di “Via da Sparta“, il romanzo che racconta il sogno di libertà di due ragazze, Aracne e Nymphodora, tanto diverse eppure destinate a unire i loro sogni di un mondo diverso.

Il sogno del ragno” è la nuova ucronia di Carlo Menzinger.

Se avete amato “Il Colombo divergente” e “Giovanna e l’angelo” non potete perderlo. Se non li avete letti, se non avete mai letto un’ucronia, questa è l’occasione per scoprire che la Storia potrebbe anche essere diversa da come la conosciamo, questo è il momento per rendersi conto che nulla è scontato e tutto avrebbe potuto andare diversamente da come è andato. L’ucronia ti apre la mente. “Il sogno del ragno” è l’ucronia che ti mancava.

Esagero? Prima leggilo e poi fammi sapere.

 

Il romanzo è in vendita nei principali store-on-line:

Amazon

Internetbookshop

La Feltrinelli

Mondadori Store

Libreria Universitaria

QUEL CHE INSEGNA “IL SOGNO DEL RAGNO”

Il sogno del ragno” è ucronia. L’ucronia è la descrizione di mondi alternativi, universi divergenti, in cui qualcosa nel passato è cambiato, mutando il corso della storia. L’ucronia, dunque, è storia immaginaria. Mi piace dire che sia “storia sognata”, nel senso che ciascuno di noi può sognare un mondo diverso, supponendo che un dato evento non si sia verificato o si sia verificato in altro modo. Abbiamo così varie ucronie in cui la Germania vince la seconda guerra mondiale, nel mio “Il Colombo divergente” immagino che Cristoforo Colombo non riesca a comunicare la scoperta dell’America, in “Giovanna e l’angelo” Giovanna D’Arco sopravvive al rogo.

La grande sfida de “Il sogno del ragno” è descrivere il nostro tempo, un mondo a noi contemporaneo, ma frutto di una divergenza storica, ucronica, avvenuta non solo 20 o 100 anni fa, ma ben 2.400 anni fa. Si immagina che allora Sparta abbia sconfitto Tebe a Leuttra e non viceversa. Ne conseguono la distruzione di Atene con tutta la sua cultura, l’espandersi di Sparta, l’arresto dello sviluppo dell’Impero Romano e tutta una serie di cambiamenti che fanno sì che oggi metà del mondo sia dominato da Sparta. Un mondo molto “spartano”, essenziale, innanzitutto, ma anche un mondo del tutto diverso. Uomini e donne vivono separati. Matrimonio e famiglia sono intesi in tutt’altro modo. Ogni lusso è bandito. Del consumismo non se ne mai sentito parlare. I vestiti sono considerati un vezzo superfluo. La proprietà privata non esiste. Da una parte c’è una comunità di Uguali, gli Spartiati, tra i quali non sono accettate differenze, ma che sono un’oligarchia che domina su un gran numero di schiavi pubblici, gli Iloti. L’elettronica non esiste. La meccanica è ai livelli ottocenteschi, un po’ tipo “steampunk”. In compenso c’è un forte controllo demografico, c’è una maggior attenzione verso l’ambiente, c’è uguaglianza tra i membri della stessa classe, ma anche sfruttamento schiavistico degli Iloti. C’è una grande attenzione alla selezione della razza, che ha portato a uno sviluppo della genetica che qui ancora non abbiamo conosciuto. E c’è la guerra. Guerra costante, perché il controllo degli Spartiati sugli Iloti e sulle popolazioni assoggettate o confinanti funziona solo tramite uno stato di guerra e polizia costante. È una società maschilistica, ma in cui le donne hanno un immenso potere, perché gli uomini si occupano solo di questioni militari e politiche e tutto il resto è in mano alle donne. La “medicina” più usata è l’eutanasia. Gli uomini e le donne che raggiungono i 55 anni devono morire per fare spazio ai giovani e avere un mondo sempre efficiente.

Il grande insegnamento di questo romanzo e dell’ucronia in genere è che tutto ciò che conosciamo, potrebbe non esserci, che oggi potremmo vivere in un mondo del tutto diverso. Forse peggiore o forse migliore. L’ucronia ci insegna a guardare il mondo e la storia con occhi nuovi. A chiederci continuamente “e se invece?”

Il sogno del ragno” descrive un mondo distopico, ma non totalmente, perché nulla è mai del tutto bianco o del tutto nero. L’universo di “Via da Sparta” è talmente diverso dal nostro, che non possiamo che provare repulsione per il tipo di vita che propugna, eppure vediamo che molti personaggi lo vivono come normale.

E questo, forse, è un altro messaggio del libro: cercare di comprendere la diversità, cercare di capire che quello che, a prima vista, ci può sembrare del tutto negativo, in realtà ha in sé aspetti positivi, così come non esiste una perfetta utopia, non c’è una distopia assoluta. In questi tempi, in cui la tentazione del razzismo riemerge, “Il sogno del ragno”, mostrandoci un mondo immaginario ci aiuta, spero, a farci capire che se siamo così non è per merito nostro o per “volontà divina”, che non esiste una “razza eletta”, ma che se un popolo domina sugli altri è solo per la forza del caso. Basta poco a mutare la storia e le sorti dei popoli e delle nazioni. Sparta oggi non esiste più. Invece, potrebbe esserci ancora e aver impedito la nascita degli Stati Uniti d’America, della Russia, della Gran Bretagna. Nazioni che si credo le più potenti, se solo qualche piccola cosa fosse avvenuta nel passato, potrebbero non essere quel che sono o non esserci affatto.

Il sogno del ragno ci insegna anche qualcosa sulla storia reale, perché questo moderno Impero di Sparta ha molto della Sparta storica, che pochi di noi conoscono davvero del tutto. Ogni capitolo è corredato da una citazione, spesso di storici antichi. Piccole frasi che ci fanno capire come certi aspetti descritti nel romanzo, che ci possono sembrare del tutto fantasiosi, in realtà nella vera Sparta era proprio così o molto simili. Per esempio, era normale che le donne avessero più mariti, era normale che i giovani spartiati uccidessero gli iloti senza motivo, solo come rito di iniziazione, era normale che gli uomini pranzassero senza le donne nei sissizi, la pederastia e l’omosessualità erano comuni e così via: Sparta era diversa da Atene, da cui tanto abbiamo preso. Sparta, anche quella vera, era molto diversa da noi.

Il sogno del ragno”, però, non è un libro di storia, né tanto meno di filosofia. “Il sogno del ragno” è un romanzo d’avventura e di vita, di crescita e di scoperta.

Il sogno del ragno” narra la fuga di Aracne (“ragno” in greco), una schiava pubblica ilota di diciassette anni da una Napoli ucronica verso la Scandinavia, i Regni Perieci del Nord” alla ricerca di un mondo diverso e magari migliore. Aracne è appena stata violentata, per l’ennesima volta, perché questo è normale e accettato. È incinta e vuole un mondo in cui la schiavitù e la violenza non esistano, in cui la sua vita e quella del frutto della violenza che porta in grembo non siano a rischio. È questo il suo sogno, il sogno di Aracne. In questa fuga la ragazza impara che per i sogni si deve combattere, che non ci si deve arrendere davanti agli ostacoli e ai fallimenti, ma anche che occorre stare attenti ai piccoli successi, che portano ad adagiarci, ad accontentarci, perdendo di vista il nostro obiettivo principale.

La seconda protagonista de “Il sogno del ragno” è un’altra ragazza, Nymphodora, poco più grande di Aracne, ma che vive nel cuore dell’Impero di Sparta, nella capitale Lacedemone. È una spartiate e per giunta figlia di due personaggi importanti dell’Impero. Eppure anche lei si ribella. Anche lei ha dei sogni. Vorrebbe cambiare questo mondo. Vorrebbe cambiare il modo di costruire le case e le città, ora “spartane” e, soprattutto, sotterranee. Vorrebbe che il matrimonio non avesse solo finalità economiche e procreative, ma che fosse l’unione di due anime, che fosse l’unione di due persone che si amano.

Il cammino delle due ragazze si avvicina progressivamente, fino all’incontro finale, che prelude a nuove, più incredibili avventure e scoperte di questa Sparta, che è più complessa di quanto sembri, con numerose sfaccettature e piccoli mondi, isole nascoste da scoprire, cose da imparare, per crescere e raggiungere una diversa consapevolezza.

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Di questo e di altro parleremo domani Sabato 16 Dicembre 2017 al Porto Seguro Show in via dei Renai 23 (Firenze).

 

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