Archive for dicembre 2013

TUTTI I LIBRI DEL 2013

Ecco, anche quest’anno, l’elenco, dei libri che ho letto nel 2013, dal primo al più recente:

1)      Jacopo Flammer nella terra dei suricati – Carlo Menzinger (ebook e cartaceo – rilettura);

2)      Tutto è fatidico – Stephen King (e-book – iniziato nel 2012);

3)      IF – Insolito & Fantastico n. 11 – Mainstream, quando la letteratura italiana incontra la fantascienza – AA.VV. (cartaceo);

4)      Il seggio vacante – J.K. Rowling (ebook);

5)      Le fiabe di Beda Il Bardo – J.K. Rowling (cartaceo);

6)      Le notti bianche – Fedor Dostoevskij (ebook);

7)      Le vergini suicide – Jeffrey Eugenides (ebook);

8)      Il cielo cade – Lorenza Mazzetti (ebook);

9)      Angelology – Danielle Trussoni (ebook);

10)  Il peso della farfalla – Erri De Luca (ebook);

11)  Il terzultimo pianeta – Carlo Menzinger (ebook e cartaceo);

12)  La casa stregata – H.P. Lovecraft (cartaceo);

13)  Figlio di Dio – Cormac McCarthy (ebook);

14)  Il centenario che saltò dalla finestra e scomparve – Jonas Jonasson (ebook);

15)  La società degli spiriti – Federica Soprani e Vittoria Corella (ebook);

16)  Itaca per sempre – Luigi Malerba (ebook);

17)  Il giardino segreto – Frances Hodgson Burnett (ebook);

18)  L’uomo che allevava i gatti – Mo Yan (ebook);

19)  Spada di inchiostro – Carlo Menzinger (ebook e cartaceo);

20)  Angeli e insetti – Antonia S. Byatt (ebook);

21)  Noi – Evgenij Zamjatin (ebook);

22)  Scuola Holden – Saper scrivere – Vol. 6 (cartaceo);

23)  Le notti di Salem – Stephen King (ebook);

24)  Arrivederci, mondoGraziano Braschi (ebook e cartaceo);

25)  Sangue gratis – Sergio Calamandrei (ebook e cartaceo);

26)  Caino – José Saramago (ebook);

27)  La crociata dei Bambini/ Il mare e il tramonto – Yukio Mishima / Marcel Schwob (ebook);

28)  Deserto d’acqua – J.G. Ballard (ebook);

29)  Rossi di sangue sono dell’uomo l’alba e il tramonto – Carlo Menzinger (ebook e cartaceo);

30)  L’anima – Enrico Annibale Butti (cartaceo);

31)  La cattedrale del mare – Ildefonso Falcones (ebook);

32)  Nelle terre estreme – Jon Kakauer (ebook);

33)  Tartarughe divine  – Terry Pratchet (ebook);

34)  Senza mani – Anna Disanza (ebook);

35)  Guida Steampunk all’Apocalisse – Margaret Kiljoy (cartaceo);

36)  Sono nata con cento anni di anticipo – Cristina Contilli (cartaceo);

37)  Memoriale del conventoJosé Saramago (cartaceo);

38)  Undici Minuti – Paulo Coelho (cartaceo);

39)  Sotto un sole nero – Ivano Mingotti (ebook);

40)  Il sole nudo – Isaac Asimov (ebook);

41)  La casa senza tempo – Alfred Elton Van Vogt (ebook);

42)  Il vecchio e il mare – Ernest Hemingway (ebook);

43)  IF – Insolito & Fantastico n. 12 – SF Sociologica – AA.VV. (cartaceo);

44)  I diari dell’angelo custode – Carolyn Jess-Cooke (cartaceo);

45)  Middlesex – Jeffrey Eugenides (ebook);

46)  Libri da ardere – Amélie Nothomb (ebook);

47)  L’evoluzione del lavoro femminile nella Francia della Bella Epoque – Cristina Contilli (ebook);

48)  Intervista con il vampiro – Anne Rice (cartaceo);

49)  Il signore delle mosche – William Golding (cartaceo);

50)  Portogallo – Fiorenza Frigoni (cartaceo);

51)  I guardiani del tempo – Poul Anderson (cartaceo);

52)  Stoner – John Williams (ebook);

53)  La bambina dei sogni – Carlo Menzinger (ebook e cartaceo);

54)  Schiavi part-time – Carlo Menzinger (ebook e cartaceo);

55)  Colpire al cuore– Valeria Marzoli Clemente (cartaceo);

56)  I robot e l’impero – Isaac Asimov (ebook);

57)  I misteri della jungla nera – Emilio Salgari (ebook);

58)  Il complotto contro l’America – Philip Roth (ebook);

59)  IF – Insolito & Fantastico n. 13 – Ottocento fantastico – Carlo Menzinger e AA.VV. (cartaceo);

60)  L’arte della guerra – Sun Tzu (cartaceo);

61)  Haiku – AAVV (cartaceo);

62)  Michele e il soldatino – Michele Ciardelli (cartaceo);

63)  Ogni cosa è illuminata – Jonathan Safran Foer (ebook);

64)  Sangue blues – Carlo Menzinger (ebook e cartaceo);

65)  David Copperfield – Charles Dickens (ebook);

66)  Il percorso dell’amore – Alice Munro (ebook);

67)  Martha Quest – Doris Lessing (ebook);

68)  Rimando rido – Carlo Menzinger (ebook e cartaceo);

69)  La zia Julia e lo scribacchino – Mario Vargas Llosa (cartaceo);

70)  Lo scudo di Talos – Valerio Massimo Manfredi (ebook);

Sono ancora in lettura i seguenti volumi:

71)  300 guerrieri – Andrea Frediani (ebook – quasi finito);

72)  IF – Insolito & Fantastico n. 14 – Fuera del mundo – AA.VV. (cartaceo);

73)  I miserabili – Victor Hugo (cartaceo – appena iniziato).

Analizzando la lista dei libri letti nel 2012 avevo notato una prevalenza (per il primo anno) degli ebook sui cartacei (43 contro 21). Quest’anno l’elettronico aumenta il distacco: i volumi in ebook sono stati 49 contro 23. Bisogna però dire che tra questi ebook ci sono vari volumi di cui ho anche una versione cartacea (dove indicato “ebook e cartaceo”), ma la lettura l’ho fatta in digitale.

Inoltre, quest’anno ho pubblicato un nuovo romanzo (JACOPO FLAMMER NELLA TERRA DEI SURICATI), ne ho ripubblicato in nuova edizione corretta un altro (LA BAMBINA DEI SOGNI) e ho pubblicato ben 6 raccolte di poesie (IL TERZULTIMO PIANETA, ROSSI DI SANGUE SONO DELL’UOMO L’ALBA E IL TRAMONTO, SPADA DI INCHIOSTRO, SCHIAVI PART-TIME, SANGUE BLUES, RIMANDO RIDO), tutti testi pubblicati anche in cartaceo, ma che ho letto e riletto varie volte a computer.

Se a questi 8 volumi si aggiunge la mia partecipazione al numero 13 di IF con l’articolo “L’evoluzione del vampiro ottocentesco”, le mie pubblicazioni nel 2013 sono state 9 (ma solo 7 volumi da “solista” e in prima edizione). Ho contato una volta ciascuno di questi volumi, ma chiaramente ognuno è stato da me letto svariate volte sia nel corso di quest’anno, sia in precedenza.

Saramago

Anche quest’anno ho letto alcuni autori “poco noti” (esordienti o comunque editi di recente da case editrici minori o autoprodotti). Senza contare i miei sono stati 9 (meno del solito, dato che nel 2012 ne avevo letti 12, nel 2011 altri 10 e nel 2010 ben 30).

Quest’anno, un po’ per caso, un po’ per esplicita volontà, ho letto 7 libri di premi Nobel (2 Saramago, Lessing, Munro, Mo Yan, Golding, Llosa).

Gli autori più rappresentati in questo elenco, dopo di me (8 più una partecipazione), sono stati Asimov (2), di cui sto rileggendo in ordine cronologico i cicli, Saramago (2), King (2), Eugenides (2), Rowling (2) e Contilli (2).

Ernest Hemingway

Ernest Hemingway

Il mainstream, in varie forme, mi pare domini questo elenco con circa 21 titoli. Tra questi i classici sono stati solo 3 (Dickens, Dostojevkij, Hemingway). Uno dei generi che ho letto di più è la fantascienza con 7 romanzi (compresa una distopia e 1 ucronia fantascientifica), cui si potrebbero aggiungere l’ucronia di Roth e la guida steampunk, arrivando così a 9. Il paranormale/ gotico /fiaba è presente con 9 titoli. Altri 3 sono di tipo fantastico seppur difficili da collocare in un genere. Dunque il fantastico domina con 19 testi a pari merito con le opere “fuori genere”. I romanzi storici sono 8. Di libri di poesie, a parte in miei 6, ne ho letto solo un altro, per un totale di 7. Noto solo due antologie di racconti (Munro e King), 1 sola guida (Portogallo) e 2 manuali (Tzu Sun e Saper scrivere). Tra la saggistica ci sono 4 volumi di IF e un volumetto della Contilli.

Quale libro mi è piaciuto di più? Non è facile fare una graduatoria, anche perché le belle letture non sono mancate.

Direi che tra i migliori ci sono senz’altro (a parte i mei, che non hanno confronto!!!):

1)      Il centenario che saltò dalla finestra e scomparve

2)      Il giardino segreto

3)      Il vecchio e il mare

4)      Il signore delle mosche

5)      Caino

6)      Middlesex

7)      Le vergini suicide

8)      Lo scudo di Talos

9)      Il complotto contro l’America

10)  Intervista con il vampiro

11)  Il seggio vacante

12)  David Copperfield

13)  La cattedrale del mare

Comunque tra il primo e l’ultimo di questa lista non c’è poi grande distanza e l’ordine potrebbe anche cambiare senza per questo essere meno corretto.

Quello che mi è piaciuto di meno?

Purtroppo ancora una volta Dostojevskji (Le notti bianche) ha dimostrato di non essere assolutamente nelle mie corde.

Mi ha anche deluso “Nelle terre estreme”, essendo molto meglio il film (“In the wild”).

I libri che ho letto gli anni precedenti li trovate qui:

–          2012,

–          2011,

–          2010,

–          2009,

–          2008,

–          2007.

Nella mia Libreria su anobii trovate i commenti da me fatti a ciascuno. I link invece rimandano ai commenti sul mio blog.

 

 

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Giuseppe Di Bernardo – un illustratore di “JACOPO FLAMMER NELLA TERRA DEI SURICATI”

Diabolik - disegnato da Giuseppe Di Bernardo

Diabolik – disegnato da Giuseppe Di Bernardo

Giuseppe Di Bernardo, fiorentino classe 1971, dopo aver fatto gavetta con editori minori, disegna un episodio di Mister No, personaggio storico della Sergio Bonelli editore. Dopo svariate pubblicazioni per il mercato francese, nel 2002 approda come disegnatore al personaggio culto del fumetto made in Italy, Diabolik, il re del terrore, l’eroe creato dalle sorelle Giussani. Giuseppe è anche sceneggiatore, scrittore di racconti noir, insegnante della Scuola Internazionale di Comics e editor Star Comics.

http://dibernardocomics.blogspot.com/

Giuseppe Di Bernardo ha fatto questo disegno che raffigura Omar Loresti per la gallery novelJACOPO FLAMMER NELLA TERRA DEI SURICATI“:

Questo è il settimo post in cui parlo dei tredici illustratori di JACOPO FLAMMER NELLA TERRA DEI SURICATI.

Il primo post era dedicato a Fabio Balboni, il secondo a Raffaella Bertolini, il terzo a Camilla Bianchi, il quarto a Liliana Capraro, il quinto a Cinzia Damonte e il sesto a Guido De Marchi. Presto pubblicherò delle schede anche per gli altri illustratori (in ordine alfabetico).

LIBRI GRATIS PER TUTTI

BUONE FESTE!

Vorrei fare un regalo a tutti voi in questo mondo virtuale: se andate qui, potete scaricare gratis alcuni libri.

LIBRI GRATIS: http://sites.google.com/site/menzingerbooks/home

LA MAESTRIA NARRATIVA DI UN AUTORE COMMERCIALE

Dopo aver finito di leggere, non proprio entusiasticamente, i libri di tre premi Nobel (Munro, Lessing e Llosa), passo, con piena soddisfazione a leggere un autore italiano, vincitore di numerosi premi anche se nessuno di livello paragonabile: Valerio Massimo Manfredi. Lo avevo già apprezzato per la trilogia “Alexandros” e, indirettamente, per il film “L’ultima legione”, tratto da uno dei suoi romanzi. Ho ora completato la lettura de “Lo scudo di Talos” (1988), approcciato nell’intento di documentarmi su Sparta, argomento connesso al romanzo che ho ripreso a scrivere in questi giorni.

Trattandosi di scrittore la cui celebrità appare connessa all’attività di conduttore televisivo, qualcuno lo accusa di essere un autore commerciale. Che cosa questo voglia dire è un discreto mistero. Sono commerciali gli autori che arrivano al successo grazie a una buona presenza mediatica? Ci sono forse altri modi per diventare famosi? Direi che, più che altro, ci sono diversi approcci ai media, ma senza di questi diventa ben difficile per qualunque autore, Nobel compresi, raggiungere fasce ampie di lettori. Se, invece, definiamo commerciale un autore perché sa scrivere in modo chiaro, limpido e sa farsi apprezzare dai lettori, allora, in questo caso, posso concordare che Manfredi sia “commerciale” e riterrei l’aggettivo un complimento.

Ebbene, la mia modesta impressione è che dei quattro autori da me citati sia proprio lui quello che scrive meglio: una trama coinvolgente, personaggi ben delineati, uno stile senza pretese ma chiaro ed efficace, un ambientazione ben studiata, una suspance tenuta viva da un continuo succedersi di eventi. Poco importa che le vicende narrate siano ben note (almeno a me), trattandosi delle grandi battaglie del
mondo greco contro l’invasore persiano, perché Manfredi riesce a creare un personaggio, Talos- Kleidemos, che oltre a esserne testimone diretto e protagonista, offre al lettore una propria storia originale, un proprio dramma personale, forse un tantino caricaturale (abbandonato ai lupi perché zoppo, viene allevato da un servo ilota e alla fine riconquista il suo ruolo nella famiglia d’origine e nella società), ma non per questo meno efficace, con la sua doppia natura di spartiate e ilota (padrone e schiavo), incerto su quale parte prendere nel conflitto tra i dominatori della città e i loro sottoposti.

Valerio Massimo Manfredi

Valerio Massimo Manfredi

Spesso un segnale di scrittura debole per me è il ricorso a inutili scene di sesso. Qui non manca un amore travagliato, ma Manfredi non vi indulge, dimostrando in questo di essere assai meno “commerciale” di altri o forse di esserlo così tanto da capire quanto e quando il ricorso al sesso sia accettabile nella narrazione.

Insomma, se i tre Nobel mi avevano lasciato con un po’ di delusione, qui ritrovo un libro da leggere con piacere e che si lascia con l’impressione che qualcosa rimarrà nella memoria ancora a lungo anche dopo aver chiuso il lettore (sì, anche questo l’ho ascoltato in TTS sul mio e-reader!).

 

I METARACCONTI DEL FIDANZATINO DELLA ZIA JULIA

Ed eccomi, un po’ per caso, un po’ per il desiderio di approfondire le mie conoscenze dei più recenti Premi Nobel, a leggere per la terza volta di seguito un’opera di un autore insignito del massimo riconoscimento letterario. Ho, infatti, da poco finito di leggere “Marta Quest” di Dorris Lessing (Nobel 2007) e poco prima avevo letto “I percorsi dell’amore” di Alice Munro (Nobel 2013).

Ho ora appena completato la lettura de “La zia Julia e lo scribacchino” del peruviano Mario Vargas Llosa (Nobel 2010), autore di cui avevo già apprezzato il romanzo “Avventure della ragazza cattiva”. Bisogna dire, però che questo mio approccio a tali premiati autori non mi ha dato le soddisfazioni che speravo, anche se la qualità, per i mei gusti personali, delle tre opere è andata crescendo con l’ordine di lettura.  Se della Munro non avevo amato soprattutto la struttura a racconti, della Lessing mi aveva deluso l’approccio troppo leggero per un’ambientazione come il Sudafrica, di questo romanzo di Llosa mi ha convinto poco innanzitutto l’aver inserito dei racconti del tutto sconnessi dalla trama principale, approccio che mi suona sempre come un trucchetto per allungare il brodo trasformando in romanzo un racconto. Tali intermezzi sono (o dovrebbero essere, dato che non è dichiarato espressamente) i radioromanzi scritti da un tal Pedro Camacho, personaggio secondario della trama principale. Tipo che dà fuori di testa e che si mette a scrive storie sempre più confuse, mescolando personaggi e ambientazioni dei propri romanzi radiofonici. Ci troviamo quindi non solo a veder interrotta spesso la trama principale da storie diverse, ma per giunta da storie alquanto “disarticolate”.

Sono proprio queste, peraltro, a dare un tocco più “sudamericano” al romanzo, ma il caos mentale di Pedro Camacho è ben poca cosa rispetto alla fantasia grottesca di autori come Marquez o alla colta genialità di Borges o alla creatività immaginifica di un altro premio Nobel di lingua iberica (sebbene non sudamericano) come Saramago. Non si respira, soprattuto, la sensualità calda e surreale della miglior letteratura del continente e che, almeno in parte, respiriamo forse persino in “Avventure della ragazza cattiva” dello stesso Llosa.

Mario Vargas Llosa

Mario Vargas Llosa

Certo anche qui la trama si basa proprio su un amore difficile quale quello di un ragazzino diciottenne e spiantato per una specie di zia, di vari anni più grande e divorziata e assistiamo a una fuga rocambolesca alla ricerca di un sindaco compiacente che sia disposto a celebrare il matrimonio, ma questa è altra cosa rispetto alla carnalità spumeggiante di altre opere di quelle terre.

ADOLESCENZA E AMORI DI UNA SUDAFRICANA

Doris Lessing

Doris Lessing

Il 17 novembre 2013 è morta la scrittrice britannica Doris Lessing. Poiché mi riprometto di approfondire la conoscenza degli autori che hanno vinto il Premio Nobel, essendo appena uscito, abbastanza deluso, dalla lettura de “Il percorso dell’amore” della neo-premiata Alice Munro, ho voluto procedere in questo intento leggendo qualcosa della vincitrice del Nobel nel 2007 appena scomparsa.

Tra i volumi disponibili avevo “Martha Quest” e l’ho quindi letto. Il volume della Munro appena finito era una raccolta di racconti, forma narrativa che non amo molto. La mia prima reazione al testo della Lessing è stato dunque un sospiro di sollievo: sentivo un diverso respiro narrativo, a me più congeniale.

Purtroppo la sensazione positiva si è molto smorzata proseguendo la lettura.

Ovviamente si tratta di un romanzo scritto assai bene, con bei personaggi, compresa la protagonista Martha Quest, eppure la lettura non mi ha soddisfatto.

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Doris Lessing, autrice più anziana a ricevere il Nobel (a 88 anni), ha scritto oltre cinquanta libri, dalla fantascienza alla politica

La prima delusione è stata il classico “tradimento del lettore”, che ha assunto un duplice aspetto, uno imputabile a me come lettore e l’altro forse maggiormente all’autrice.

Il lettore viene tradito quando si aspetta qualcosa e trova altro tra le pagine. Il primo tradimento riguarda la mia illusione di trovare, leggendo un nobel, un bestseller o un classico, un romanzo di qualità nettamente superiore alla media. È una mia colpa. Non ci si dovrebbe illudere in tal senso, eppure quando leggo un autore sconosciuto è per me più facile rimanere positivamente colpito, perché da lui non mi aspetto nulla e tutto quel che trovo in più dello zero sono punti a suo favore. Verso gli autori famosi sono molto meno tollerante: mi aspetto tutto e ogni cosa che non trovo è per me un macigno che affonda la mia valutazione del testo.

Il secondo tradimento sta nel titolo, nel sottotitolo e nell’ambientazione. Quando ho cominciato a leggere non sapevo nulla dell’opera. Nulla tranne quanto scritto in copertina. “Martha Quest” è il nome di un’adolescente sudafricana. “Quest”, però, in inglese vuol dire anche “ricerca”. Dalle prime pagine, con le inquietudini della giovane Martha, mi aspettavo che questo titolo celasse in sé un doppio significato e che questa inquietudine giovanile si riversasse verso una “ricerca” del senso della vita. In parte ciò avviene, ma più che cercare il senso delle cose, Martha cerca l’uomo giusto con cui vivere! Questo sposta il romanzo nel campo sentimentale, genere che amo poco.

Fin dalle prime pagine si capisce che stiamo parlando di una ragazza bianca che vive, nel periodo tra le due guerre mondiali, in Sudafrica. Mi aspettavo quindi, soprattutto in quanto opera scritta da un’autrice tanto importante, che la storia evolvesse mostrandoci gli orrori del razzismo (sudafricano se non anche nazista). Del resto il sottotitolo (inventato degli editori o dell’autrice?) inganna in tal senso, essendo “Children of violence”. Non che desiderassi vedere violenza, ma mi aspettavo una storia maggiormente impegnata. Sono invece pochissima cosa, in termini di denuncia del razzismo, i rapporti della ragazza con i fratelli ebrei Coen. Per un bel po’ di pagine sembra peraltro che il solo, blando, problema razziale del Sudafrica siano i rapporti tra cristiani ed ebrei!

Poi si arriva all’”apice” del razzismo di questo romanzo con una scenetta da telefilm: i ragazzi bianchi che in un circolo, attorniati dagli impassibili servitori indigeni, ballano una parodia di danza africana e, alla fine, invitano, neanche troppo sgarbatamente, uno dei servitori neri, a ballare anche lui. Questo rifiuta e loro se la prendono, ma non passano alla violenza: tutto lì!

Possibile che sul razzismo ci sia da dir così poco? Evidentemente l’autrice non mirava a questo, ma allora perché ambientare la storia in Sudafrica? Forse semplicemente perché quello era quasi il suo mondo, dato che Doris Lessing (nata il 22/10/1919 a Kermanshah in Iran, da famiglia inglese) dal 1925, visse in Rhodesia con la propria famiglia. Insomma, sento più un intento autobiografico che di altra natura. Del resto i molti amori della giovanetta mi fanno pensare al doppio divorzio della Lessing (non so, peraltro, che genere di vita sentimentale abbia avuto).

Anche l’impegno sociale di Martha è quanto mai superficiale, basato soprattutto sulla scelta di un certo tipo di letture. Insomma, ancora poca cosa per un’autrice che nel 2001 fu premiata con il Premio Príncipe de Asturias nella categoria Letteratura per le sue opere in difesa della libertà e del Terzo Mondo.

Pare che Doris Lessing, pur candidata anche in precedenza al Premio Nobel, non l’abbia ottenuto prima del 2007 per lo scarso apprezzamento della letteratura mainstream verso la sua produzione fantascientifica, mentre, dicono, che quando le chiedevano quali fossero le sue opere migliori, lei citava la serie fantascientifica “Canopus in Argos”. Essendo io ormai quasi convinto della superiorità della letteratura fantastica rispetto al mainstream, penso che il prossimo romanzo della Lessing che potrei leggere sarà “Shikasta”.

Non hai sorelle

 

 

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