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IL WEB ED IO (SPLINDER, ANOBII, FACEBOOK, ANCESTRY E ALTRO ANCORA)

Ho compiuto da pochi giorni 45 anni e frequento internet forse da una dozzina d’anni, certo non molto di più. Cosa ci fa un “maturo signore” come me in rete? Moltissimo, in realtà. È una stupidaggine pensare che sia un mondo per “soli ragazzini”. Chi non sa muoversi in rete oggi è come un analfabeta trent’anni fa.
Io però, non sono come i ragazzini d’oggi, cresciuto in un mondo in cui il web è pane quotidiano. Questo è per me uno spazio relativamente nuovo.
La rete comunque mi affascina sempre più, anche perché continua ad evolversi continuamente. Vorrei allora ripercorrere il mio “rapporto” con il web, nel quale credo si potrà cogliere, almeno in parte, lo sviluppo di questo mondo.
Ho affrontato per la prima volta internet per lavoro, utilizzando i motori di ricerca che esistevano allora per cercare informazioni. Ancora non c’era google, che ha rappresentato un enorme salto in avanti in termini di efficacia di queste ricerche. Ricordo che usavo Altavista, Virgilio, Yahoo! e molti altri motori, ma spesso uno non bastava.
Mi sono poi reso conto che il web poteva aiutarmi anche nello scrivere i miei romanzi, per trovare le informazioni storiche che mi occorrevano e che prima cercavo in biblioteche e librerie. La rete ha così rivoluzionato e accelerato il mio modo di scrivere.
É stata poi la volta dei siti di scrittura, in cui ho potuto pubblicare qualche racconto e poesia, per cominciare a confrontarmi con i lettori. Ho frequentato molto Scrittura Fresca, pur essendo contemporaneamente presente anche su latri siti, poi sono passato a Liberodiscrivere e ci sono rimasto quando si è trasformato in editore e ha cominciato a pubblicare anche su carta i miei romanzi.
Ho quindi aperto un mio sito www.scrivo.too, che mi serviva soprattutto per fare da “indice” per le varie pubblicazioni on-line sparse in giro per il web. Ho anche gestito altri siti, tra cui quello della mia banca.
Il nuovo salto è stato quando mi sono convinto che poteva essere interessante aprire un blog. All’inizio non capivo a cosa potesse servire un “diario on-line”. Questa definizione, molto in voga, però non rende minimamente giustizia ai blog, che sono molto di più, dei grandi contenitori dinamici di testi, immagini, video, idee e contatti. La differenza rispetto alla staticità del sito è così grande che, pur non avendo chiuso www.scrivo.too.it, quasi mi sono dimenticato di averlo. Aggiornare un blog è molto più semplice e naturale e, inoltre, ti inserisce veramente in una community, nella quale puoi avere una certa visibilità. La mia scelta è caduta su Splinder, di cui sono soddisfatto, ma molti altri sono i gestori di blog. Ho così aperto un blog che ho chiamato “Carlo Menzinger”, per non creare equivoci: parla di me. É comunque un blog tematico, parla di libri: quelli che ho scritto, quelli, che ho letto e quelli dei miei amici. Il suo indirizzo è http://menzinger.splinder.com.
L’ho aperto il 20 novembre 2007, poco più di un anno fa. Finora è stato visitato 17.372 volte. Splinder ha 405.422 blog e 630.102 utenti registrati. Un bello spazio! Su Splinder ho 266 contatti (“Amici”).
aNobiiPiù di recente ho scoperto un sito tematico molto interessante per chi ama i libri. Si chiama aNobii. È uno spazio in cui ciascuno può inserire tutti i libri che ha letto e commentarli e ricevere feedback alle proprie recensioni e in cui si possono aprire gruppi di discussione.
La mia libreria su aNobii è http://www.anobii.com/menzinger/booksL’ho aperta attorno al 14 febbraio 2008, poco più di un anno fa. É stata visitata 10.373 volte dalla sua creazione e 410 volte negli ultimi 30 giorni. Su aNobii si possono trovare oggi 9.128.234 libri. Quando ne ho scritto la prima volta, il 21 febbraio 2008 erano 4 milioni: si sono già più che raddoppiati! Di questi 776 sono nella mia Libreria (non ho ancora finito di inserire tutti i libri che ho letto). Su aNobii ho 324 contatti (tra c.d. Vicini e Amici).
All’interno di aNobii ho aperto un Gruppo sull’Ucronia, che ha 203 membri. Partecipo anche a vari altri Gruppi, tra cui quello che mi dà maggiori soddisfazioni è Due chiacchiere con gli autori, che conta 845 membri. All’interno infatti ci sono delle catene per il prestito dei libri. Un membro spedisce il libro al primo in lista che poi, dopo averlo letto e commentato, lo invia al secondo della lista e così via. Io ho messo in lista i miei libri Il Colombo divergente, Giovanna e l’angelo, Ansia assassina e Parole nel web.
 
FacebookAncora più di recente, il 23 Ottobre 2008, ho ceduto ai continui inviti ad iscrivermi a Facebook, ed ora sono anche lì! All’inizio ero un po’ riluttante, anche perché mi pare di avere già anche troppi spazi virtuali da gestire. Facebook, comunque è un mondo ancora diverso da websites, blogs o siti tematici.
È un grande calderone in cui, per una volta in una community, i nomi veri e le identità reali prevalgono su nicknames e avatars. Ci si presenta con un Profilo e una Bacheca in cui compaiono i vari contenuti: testi, video, foto, messaggi. Quello che ha d’innovativo è soprattutto la facilità di condivisione: trovo una foto che mi piace su un altro Profilo: con un click la Condivido e entra nel mio. Posso persino inserire in automatico le pagine del mio blog o, sempre con un solo click, aggiungere video da Youtube!
A cosa serve? Come sempre nel web, serve soprattutto a farsi conoscere e a conoscere altre persone. Il fatto che ci si presenti con il proprio nome e la propria faccia, rende possibile ritrovare vecchi amici con cui non si era più in contatto. Inoltre se si indica nel proprio Profilo che abbiamo fatto un tale Liceo, i nostri compagni potranno scorrere la lista e trovarci. Poi si può aderire a vari Gruppi. Ci sono Gruppi di interesse (ad esempio amanti di libri, fan di tizio o caio) o di appartenenza (membri di un associazione, studenti di una scuola, membri di una famiglia).
È possibile iscriversi oltre che come privati anche come Personaggi Pubblici. I privati possono avere vari contatti (c.d. Amici. Io ne ho 206) e lo stesso i Personaggi Pubblici (Fan).
Ho aperto un Gruppo di lettori dei miei libri che ho chiamato Carlo Menzinger e oltre che come privato mi sono iscritto come Personaggio Pubblico (non mi pare però molto utile).
Ho poi aperto da due giorni (8 gennaio 2009) un Gruppo per trovare parenti lontani Menzinger in the world.
Partecipo a numerosi (troppi!) Gruppi. Il difetto dei Gruppi FB mi pare è che spesso la gente si iscrive ma poi non li frequenta. In particolare sono iscritto ai Gruppi delle scuole che ho frequentato e a vari a Gruppi letterari. Inotre su Facebook c’è la possibilità di partecipare a giochi on-line e mandarsi regali virtuali (cosa in effetti un po’ “adolescenziale”).
Tramite Facebook, infine, ho scoperto un sito per la gestione degli alberi genealogici fatto molto bene. Si chiama Ancestry. É veramente fatto molto bene e consente di inserire agevolmente numerosi collegamenti familiari, ma non solo: si possono abbinare ad ogni persona la sua biografia, racconti di vita, foto…
Ancestry ha proprio il software che cercavo da tempo per sistematizzare le numerose informazioni che ho sinora raccolto su carta sulla mia famiglia (che una storia plurimillenaria) e che non ero riuscito sinora a gestire.
Dunque… viva il web!

L'infinita ombra dell'illusione

Luisa Ferretti

È un libro che parla di noi, dei nostri giorni strani, dei nostri giovani eternamente adolescenti.
Narra di una ragazza, Giulia, che pur avendo un proprio lavoro continua a vivere a casa con i genitori. All’inizio viene quasi da pensare che sia proprio un adolescente, ma poi, leggendo, diviene chiaro che lei e gli altri protagonisti appartengono alla tribù dei ventenni. Il libro parla anche del rapporto con internet, o meglio dei rapporti attraverso internet, dato che descrive l’innamoramento di Giulia per un ragazzo, Niccolò, che ha conosciuto solo tramite web e non ha mai visto. Ed è questo il tema centrale del romanzo.
Vorrei, però, tornare ai personaggi, perché mi hanno fatto molto riflettere. Questo libro, infatti, ottimamente, descrive il modo di vivere vacuo e effimero dei giovani d’oggi, senza una vera preoccupazione. Ed è proprio questo loro attardarsi tra le comode mura della casa paterna, trai piccoli agi borghesi che sembra renderli così fragili e permeabili alle lusinghe dei mondi virtuali.
La vita vera sembra toccarli così poco che il richiamo del web giunge loro potente.
E la “piccola” Giulia si lascia incantare dalle lusinghe del suo innamorato virtuale.
È tutta una generazione, in realtà, che si sta lasciando ingannare da internet. Sia chiaro: adoro il web e credo abbia enormi potenzialità e sia importantissimo per lo sviluppo del mondo. Però, vedo bambine di dieci anni collezionare “Contatti” su messenger come noi si collezionava figurine (e fin qui nulla di male) e, talora, L'infinita ombra del veroconfondere questi Contatti per amicizie vere. Fino ad arrivare ad estremi (non così immaginari come forse qualcuno crede) come quello della Giulia dipinta da Luisa Ferretti, che riesce ad innamorarsi delle parole di un ragazzo, che poi non avrà il coraggio di trasformare in realtà il suo amore elettronico.
Ho letto questo libro con particolare interesse, perché il tema dell’innamoramento tramite internet mi è Luisa Ferrettiparticolarmente caro, avendo io scritto, assieme a Simonetta Bumbi, la storia di un tragico triangolo d’amore nato in una chat nel racconto in versi “Cybernetic Love” edito da Liberodiscrivere nel volume “Parole nel web”.
“L’infinita ombra del vero”è un romanzo sull’Illusione. Sull’illusione di un’intera generazione (forse più d’una) di poter supplire con amicizie virtuali alla Vita vera.
Un romanzo che dipinge la nostra realtà e che, senza pretesa di insegnare nulla, ci aiuta a capirla.
Una lettura, veloce e piacevole, che ognuno dovrebbe fare, se vuole guardare questo mondo negli occhi, anzi nel… monitor.
 
Il sito di Luisa Ferretti è http://www.luisaferretti.it
Questa recensione la trovate anche qui.

aNobii: Una pacchia per i topi di biblioteca

Ho scoperto da circa una settimana il sito www.anobii.com e per me è stato come per un topo scoprire un caseificio immenso! Ci sono 4 milioni di libri! Dico: 4.000.000 (anche qualcuno di più, a dire il vero)! Una pacchia per i topi di biblioteca!

Ma non solo. E’ un sito molto ben strutturato. Ci si iscrive e si comincia a costruire la propria Libreria. Farlo è facilissimo: basta andare nelle librerie già fatte e cercare i libri che si sono letti e quelli che si vorrebbe leggere e infilarli con un semplice click nella lista relativa.

A quel punto c’è un software che ti dice se ci sono altri utenti con Librerie simili. Le vai a vedere e quasi sempre trovi altri libri che hai letto e la tua Libreria cresce rapidamente.

Dopo di che si può inserire libri più rari, che ognuno ha a casa. Per farlo può bastare il codice ISBN, che sta scritto dietro di ciascuno. Se il libro non è catalogato, si può ugualmente inserire riportando a mano titolo, autore, editore…

Quindi si possono commentare i libri che abbiamo letto e lasciare feeedback ai commenti altrui.

Infine, c’è la possiblità di creare dei Gruppi. Sono Gruppi di lettori con gusti simili. Mi sono subito iscritto ad alcuni e poi ne ho creato uno mio, ovviamente sulle Ucronie. Si chiama proprio così Ucronie. Se cliccate sulla parla Ucronie potete entrarci.

Chi vuole può iscriversi e inserire i propri libri. Ho aperto il Gruppo tre giorni fa e già ci sono 95 iscritti e ognuno ha portato vari romanzi. All’interno dei Gruppi si può creare un Forum. Ho così già avviato tre Discussioni:

  • Un Forum sulle Ucronie;
  • Quali sono i principali romanzi ucronici;
  • Come catalogare le ucronie.

Si trovano tutti nella sessione Discussioni.

Il software poi, vedendo quali libri ci sono nella Collezione del Gruppo, automaticamene crea delle liste di lettori con libri simili da invitare. Con un click li inviti tutti. Se vogliono, quando ricevono l’invito, si iscrivono.

E ci si può anche scambiare o vendere i libri!

E’ tutto estremamente facile e molto vivace. Non saprei quanti utenti ci siano ma mi paiono moltissimi.

La mia Libreria ha l’indirizzo http://www.anobii.com/people/menzinger/. E’ ancora in costruzione ma ci sono già molti libri.

Vi aspetto lì… e ovviamente iscrivetevi al Gruppo Ucronie.

Ucronie in rete

Nei precedenti posti ho elencato i principali romanzi e film ucronici. Qui vorrei fare una lista di siti intenet che si occupano di ucronie.
Io ne ho scritto qui:
 
Per un elenco di opere ucroniche pubblicate all’estero si può vedere:
 
Per quanto riguarda gli autori italiani si può leggere:
 
Wikipedia contiene oltre a una valida definizione, anche degli elenchi di autori stranieri e italiani:
 
Delos. fantascienza dedica varie pagine all’argomento:
 
Si può discutere di ucronie nel Forum di Alternateworlds (Utopia Ucronia):
e su UtopiaUcronia
 
Così ne scrive Sergio Calamandrei
 
Questi sono i principali blog su splinder:
 
Così ne parlano altri siti:
Qui è riportata una lista di più di 1.800 ucronie
 
Attendo suggerimenti per arricchire questa lista.
Chi volesse venirne a discutere direttamente con me, potrà farlo sabato 16 febbraio 2008 alle 17,00 in via degli Artisti 12 r, presso la Galleria Donatello di Firenze, durante la Serata Ucronica, per la presentazione di Ucronie per il terzo millennio.
 
LEGGI ANCHE:

Scrivere con Andrea Didato

Ho conosciuto Andrea Didato per caso su internet verso la fine del 2001 o forse l’inizio del 2002, su un sito che si chiamava Scrittura Fresca. Era un sito dove ognuno poteva pubblicare quel che voleva, racconti e poesie, ed essere contattato dai lettori che dicevano, sempre scrivendo nel sito, la loro su quanto avevano letto (ma sapete tutti come funziona un sito di scrittura, no?).
Fu così che Andrea lesse qualcosa di mio ed io qualcosa di suo. All’inizio mi divertii a riscrivere un paio di suoi racconti e a farglieli leggere (ricordo, in particolare il racconto di un tragico volo). Poi ci venne l’idea di scrivere assieme e decidemmo di fare un racconto. Voleva essere una storia breve, di un paio di pagine, ma il gioco ci prese la mano e divenne quasi un romanzo. Lo abbiamo chiamato “Se sarà maschio lo chiameremo Aida”. Si trattava di una storia surreale di due ragazzi che si innamorano e che, amando la musica lirica decidono di costruire un teatro. L’aspetto surreale della storia è l’ambientazione: un paese del sud Italia, in cima ad una montagna altissima e perennemente innevata. Ed un po’ surreali o allucinati sono alcuni personaggi.
Ognuno scriveva qualcosa e poi lo spediva all’altro evidenziando le parti variate. L’altro rileggeva e approvava (o meno) le variazioni ed aggiungeva parti nuove. Dunque, nella storia ci possono essere personaggi o brevi descrizioni che sono più creature di Andrea o più mie, ma questo lavoro di continua sovrapposizione delle nostre “mani”, ha portato il libro ad essere particolarmente omogeneo, ed io stesso stenterei a ritrovare delle parti di cui assumere la paternità assoluta. La differenza di contributo, però, era, direi, soprattutto nel fatto che Andrea amava molto descrivere la vita di paese, dettagliare i personaggi. Io preferivo le trovate surreali e le invenzioni fantasiose. Fui, ad esempio, io a portare in montagna Calalto (ma il nome credo fosse soprattutto opera sua), io a inventarmi l’idea del teatro o a trasformare la partita a pallone in una sorta di avventura epica. Sue, però, mi pare, furono l’idea dell’avvelenamento o quella della biblioteca e delle lezioni scolastiche per adulti.
 
Una volta completato il romanzo, decidemmo di farlo leggere ad altri. Avendo io pubblicato “Il Colombo divergente” con Liberodiscrivere, mi ero spostato sul sito di questa casa editrice. Fu così che lo facemmo uscire a puntate prima su Scrittura Fresca e poi su www.liberodiscrivere.it. Eravamo nel 2002.
Poi il tempo passò e i vari impegni familiari e professionali mi allontanarono dal web e mi parve lo stesso fosse avvenuto ad Andrea.
Un giorno, anni dopo, ho ripensato a questo romanzo che ancora “fluttuava” senza pace in internet, senza aver potuto riposare sulla carta. Ripensai anche ad altri scritti fatti a quattro mani, come il “Cybernetic Love”, scritto con Simonetta Bumbi e anch’esso pubblicato on line su Liberodiscrivere e “Lei si sveglierà”, scritto con Sergio Calamandrei, e mi resi conto dello scorrere inesorabile del tempo. Mi prese allora la “paura” di non poter più riuscire a dare alle stampe questi lavori. Temevo di perdere i contatti con Simonetta e Andrea, che da tempo non sentivo più.
Decisi allora di raccogliere questi testi in un volumetto e di ricercare i miei compagni d’avventura. Volevo anche scrivere un breve racconto tutti assieme, per chiudere l’opera.
Ebbi qualche difficoltà momentanea a ritrovare Simonetta, che in rete si muoveva spesso silenziosa, nascosta dietro imprevedibili nicknames, ma poi, con grande gioia, la ritrovai.
Sergio è un amico del mondo reale per cui non fu difficile contattarlo.
Mancava, però, all’appello Andrea. Gli scrissi il 27 febbraio 2006, ma alla sua vecchia e-mail Didato non rispondeva. Pensai l’avesse cambiata. Cercai altri riferimenti in rete, ma la sola e-mail che i vari siti su cui lui scriveva segnalavano era quella a me nota. Trovai allora un numero telefonico. Mai c’eravamo visti e mai neppure parlati per telefono (lo stesso è stato con Simonetta). I nostri lavori erano stati integralmente realizzati solo per scambio di e-mail! Non sapevo se fosse davvero il suo numero. Il nome e la città, però, corrispondevano. Dopo una decina di giorni di ricerche, alfine, decisi di rompere la tacita regola che aveva limitato i nostri rapporti al solo contatto via e-mail.
Il numero era giusto, anche se capii subito dalla voce di chi mi rispondeva che c’era qualcosa che non andava. Forse avevo sbagliato a “comparire” nel mondo reale, io che per lui ero solo stato un “fantasma virtuale”? Al telefono c’era una donna, sua moglie, che, purtroppo, mi spiegò che non potevo più parlare con Andrea, perché Andrea aveva davvero lasciato il mondo reale. Per sempre. Avevamo scritto un romanzo assieme ed ero quasi certo che prima o poi ci saremmo incontrati, invece questo non avverrà mai, perché Andrea non c’è più.
Sua moglie e sua figlia mi hanno spiegato che era stato malato. Di questo Andrea non mi aveva mai parlato. Del resto parlavamo quasi solo dei nostri scritti. Pare abbia vissuto fino all’ultimo come se la malattia non ci fosse, lui che, medico, ben sapeva cosa questa fosse.
Ho avuto la sensazione quasi di essermelo aspettato, quando mi prese la premura di mettere assieme queste pagine.
Assieme ai suoi parenti decidemmo quindi pubblicare comunque questo nostro lungo racconto (o romanzo breve, come preferite). Mi pareva ormai quasi un dovere, per ricordare questo mio lontano “amico di rete”, che non meritava di andarsene così presto.
L’ho così inserito nel volumetto “Parole nel web” che Antonello Cassan, l’editore di Liberodiscrivere, è stato ben felice di poter pubblicare.

Chi era Andrea Didato?

Così scriveva di sé Andrea Didato, poco prima di lasciarci per sempre nel 2004: “57 anni (tutto sommato portati bene). Medico di famiglia. Vivo e lavoro a Palermo. Sposato. 3 figli e 1 cane.
Come scrittore ho avuto sempre un andamento ciclico, alternando fasi di febbrile produzione a lunghe pause di riflessione. Ho collaborato e collaboro con alcuni periodici a diffusione locale o regionale (CB Sicilia, Il Castello, Il nuovo Ciclope, Palermo Sport) e partecipato a qualche Concorso Letterario, ottenendo:
·        una segnalazione al "Premio Amicizia di Castelbuono 1998"con la poesia "Nulla di più che un uomo";
·        una segnalazione al "Premio letterario di Caltanissetta 2001" per la Sezione "Poesia in vernacolo" con la poesia "U ponti";
·        un secondo premio al Concorso "Cosseria Misteriosa 2000" con il racconto "Martina".
Edizioni Anteprima mi ha pubblicato un libro, un romanzo dal titolo "Garibaldi ha dormito qui" che ha ottenuto un discreto successo (è stato anche adottato in una Scuola Media di Palermo) nonostante la ridotta distribuzione.
Da alcuni anni ho scoperto Internet e la possibilità di pubblicare in rete e di collaborare con siti amatoriali e fantine inviando recensioni letterarie e articoli: Horror-World e Horror.it; tra i tanti, di 2 sono particolarmente orgoglioso e ne consiglio la lettura: Le macchine anatomiche e Le Stimmate.
Insieme a Carlo Menzinger (uno scrittore di Firenze, conosciuto per caso in web e con il quale non ci siamo mai incontrati) ho scritto un breve romanzo a quattro mani, utilizzando esclusivamente l’email. Il romanzo con il titolo "Se sarà maschio lo chiameremo Aida" l’abbiamo pubblicato a puntate su Liberodiscrivere.”.
Il romanzo breve “Se sarà maschio lo chiameremo Aida” è, poi, stato pubblicato integralmente nella raccolta “Parole nel web”.
Nel rileggere queste note, che compaiono anche come biografia nel volume Parole nel web, mi sono accorto che il breve saggio del mio scomparso amico virtuale trattava, coincidenze della vita, proprio di un mio antenato: Raimondo di Sangro!

BOOKWEB TV

Scrivere prima del computer era un’ardua impresa fatta di fogli appallottolati e buttati via, di pile di carta da leggere e rileggere e annotare con infiniti rimandi, asterischi e altri segni.

Il computer c’ha donato la magia del taglia-incolla, la poesia dell’archiviazione elettronica.

Poi è giunta la nuova rivoluzione: internet. E lo scrittore non è stato più solo. Ha cessato di essere un uomo chiuso in se stesso, con innnumerevoli parole conservate in attesa di un improbabile editore. Internet c’ha dato la possibilità di incontrare i lettori. Per alcuni tanti, per altri pochi, ma certo meglio del colloquio con la scrivania.

E sono nati i siti di scrittura, Scrittura Fresca, Liberodiscrivere e tanti altri. Sono nate le Community di autori. Gli scrittori si sono incontrati, riconosciuti, uniti. Sono nati lavori di gruppo (come Parole nel web), antologie, scambi di ogni tipo.

Poi è arrivato You tube e abbiamo potuto ammantare di multimedialità i nostri scritti. Sono nati i blog, per dare maggior spazio alla creatività individuale, non più vincolata dai format  dei siti di scrittura.

Si sono, quindi, sviluppati la stampa digitale e il print on demand e la scrittura dal video è potuta tornare sulla carta, alle sue origini, ma finalmente liberata, grazie a editori come Liberodiscrivere.

E, infine, ecco http://www.booksweb.tv/, la Tv via internet di tutti gli scrittori.

Cosa sia non lo so ancora nemmeno io, ma mi pare promettente.

Vedremo. Vediamo. Guardiamola. Osserviamola.

 

L'italiano sta morendo!

Girando per i blog di splinder ho trovato questa campagna per la salvaguardia della lingua italiana promossa da http://lostslade.splinder.com/.

 

Il problema della nostra lingua, purtroppo, non è solo nella sua scarsa conoscenza e nell’uso delle forme abbreviate da SMS. La lingua, in realtà, sta subendo una contaminazione profondissima da parte di altre lingue straniere, in primis l’inglese, ma non mancano gli effetti del giapponese e, presto, vedremo quelli del cinese e dell’indiano.

Questo è un problema? Le contaminazioni, se contribuiscono ad arricchire la lingua, possono anche essere un bene. In alcune professioni, però, ci ritroviamo a fare un uso esagerato dell’inglese, anche laddove potremmo utilizzare agevolmente termini nostrani.

Come "denuncia" del fenomeno, qualche tempo fa scrissi assieme a Simonetta Bumbi una storia in versi  che, riprendendo celebri brani di autori antichi (e non solo), li riscriveva utiliozzando termini anglofoni e tipici del linguaggio informatico. La storia, che con un neologismo abbiamo definito un’e-tragicommedia d’amore, narra di un triangolo nato in una chat. L’abbiamo intitolata "Cybernetic Love" ed è una delle tre storie che compongono il volume "Parole nel web".

In questo racconto in versi, l’uso esagerato dell’inglese è, dunque, parodistico, sebbene, credo, la narrazione raggiunga comunque anche disctreti effetti "poetici".

Grazie Sergio

http://calablog.splinder.com/ 

Blogger: scriverecala

Ringrazio Sergio Calamandrei  per i suoi preziosi consigli,

grazie ai quali sono riuscito a personalizzare un po’ questo blog.

Come è nato Parole nel web

La tecnologia influenza la scrittura? Voglio vedere se qualcuno ha il coraggio di dire di no.
Senza un PC ed un bel programmino di videoscrittura con tutti i suoi “taglia ed incolla” scrivere un romanzo era una bell’impresa. Complimenti a chi c’è riuscito!
E poi è arrivato anche internet: informazioni ed informazioni gratis o almeno a buon mercato. Il segreto per essere sempre aggiornati su ogni argomento. La ricchezza delle fonti diventa ricchezza di scrittura.
Ma il web non è solo questo. Internet è un formidabile luogo d’incontro.
E’ lì, nella benedetta rete, che ho trovato Andrea Didato prima e Simonetta Bumbi (http://iostoconletartarughe.splinder.com/) poi. E’ lì che ci siamo conosciuti e riconosciuti come possibili compagni di piccole avventure letterarie.
E la distanza non esisteva più. Poco importava che Andrea vivesse in Sicilia, Simonetta a Roma ed io a Firenze! Avevamo comunque un luogo comune per incontrarci. Con le e-mail comunicavamo alla velocità della luce (!!!) e nel web abbiamo trovato i nostri primi lettori.
E così siamo riusciti a scrivere il breve romanzo e lo strano racconto in versi che trovate nel volume "Parole nel web" senza mai vederci e senza neppure telefonarci.
E in rete queste due storie hanno avuto il loro battesimo pubblicate a puntate. "Se sarà maschio lo chiameremo Aida" Andrea Didato ed io lo pubblicammo prima su Scrittura Fresca e poi sul sito di Liberodiscrivere. "Cybernetic love", invece, Simonetta Bumbi ed io l’avevamo pubblicato su Liberodiscrivere.
Se il romanzo scritto con Andrea parlava di un mondo immaginario, di un paese del sud Italia ma arroccato su montagne più alte delle alpi e della musica lirica, "Cyberneti love", invece, oltre ad essere nato in internet, parla proprio della rete. Narra, infatti, di un triangolo amoroso nato in una chat . Per scriverlo abbiamo utilizzato termini informatici, inserendoli sopra a citazioni dei classici della letteratura.
Sergio Calamadrei (http://calablog.splinder.com/), invece, l’ho conosciuto nel mondo reale, ma anche la breve esperienza della scrittura comune di un racconto l’abbiamo vissuta a distanza, tramite e-mail. Il racconto che abbiamo scritto assieme narra di un amore rubato ed è visto dalla parte del "cattivo", che forse, non lo è neanche troppo, ma solo un giovane che si lascia trascinare dalla passione e dagli eventi.
Nel frattempo Andrea c’ha lasciato per sempre, portato via da una brutta malattia.
Tutto ciò è avvenuto tra il 2002 e il 2005. Avevo in mano queste tre storie, con in comune il fatto di essere state scritte in coppia via e-mail. Ognuna aveva già avuto la sua storia, ma mi dispiaceva non vederle su carta.
Cercai, allora, di ricontattare questi amici. Andrea, però, non rispondeva all’appello e, così, alla fine, decisi di infrangere la regola mai dichiarata di non sentirci altro che per e-mail. Lo cercai a casa e scoprii la triste notizia. La famiglia accettò, però, volentieri di dare alle stampe questo nostro lavoro, che vuole dunque anche essere un ricordo della sua fantasia e della sua amicizia. Il risultato è PAROLE NEL WEB (http://menzinger.splinder.com/post/14832618/Parole+nel+Web+-+il+nuovo+libr).
Sergio, Simonetta ed io abbiamo successivamente scritto un romanzo a sei mani, tutto rigorosamente via internet “Il Settimo Plenilunio”. Un giorno, forse pubblicheremo anche quello. Nelle mie intenzioni doveva essere il quarto racconto, scritto da tutti e quattro gli autori, ma poi è cresciuto a dismisura e abbiamo deciso di tenerlo separato.
Ma le mie collaborazioni via internet non sono finite. A breve uscirà l’antologia "Ucronie per il terzo millennio", che ho curato io, riunendo diciotto autori, tra cui il sottoscitto e il citato Sergio Calamandrei (www.calamandrei.it).
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