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DISTOPIA WEB

Probabilmente è un effetto della prolungata crisi economica avviatasi sul finire del 2007, che si innesta su una generale crisi del sistema occidentale di più lunga durata, ma negli ultimi tempi mi pare di notare una certa ripresa dei romanzi e dei film distopici e apocalittici. Di solito le distopie vengono presentate come effetto di regimi autoritari, ma questo è più la caratteristica delle grandi distopie del secolo scorso come “Noi” di Zamjatin, “1984” di Orwell o “Il mondo nuovo” di Huxley o“Fahreneit 451” di Bradbury, distopie nel più puro dei sensi, essendo il contrario, politicamente parlando, delle utopie alla Tommaso Moro e Tommaso Campanella.

Ultimamente le distopie tendono a essere l’effetto di qualche evento apocalittico o a non definire le cause della variazione ambientale (vedi “Il labirinto” di James Dashner, “La strada” di Cormac McCarthy, “La Torre Nera” di Stephen King).

Le apocalissi immaginate sono generalmente legate alla paura di catastrofi indotte da virus mortali (la serie TV “L’esercito delle dodici scimmie”, “The walking dead”, “Io sono leggenda” di Matheson) o da altre malattie (“Cecità” di José Saramago), crisi climatiche (“The day after tomorrow”, “Cielo di sabbia” di Joe Lansdale, “Deserto d’acqua” di James G. Ballard, il film “Waterworld”), guerre (“Libri da ardere” di Amélie Norhomb, “The day after”), collisioni spaziali (“Armaggedon”, “Deep impact”) o, addirittura, invasioni aliene, di cui la fantascienza è piena. Talora nascono da distorsioni dell’apparato sociale (“Hunger games”) che usa in modo perverso la scienza (“Non lasciarmi” di Ishiguro, “Il donatore” di Lowry)

Giovanni Agnoloni  (foto di Antonio Ancarola)

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Il romanzo “Sentieri di notte” di Giovanni Agnoloni è una distopia con elementi apocalittici, ma presenta interessanti elementi di originalità e novità. Innanzitutto, pur avendo evidenti caratteristiche distopiche, descrivendo un’Europa quasi asservita a una multinazionale e per molti aspetti già in forte degrado, ci mostra l’inizio del processo apocalittico. La novità risiede nel fatto che questa non è innescata né da virus, né da bombardamenti cosmici, ma da un blocco totale della distribuzione di energia elettrica (questo elemento spesso associato alle apocalissi in narrativa) e, fatto nuovo, della rete internet.

Per noi che siamo nati prima del web, può sembrare che tornare indietro a quei tempi non sia poi così traumatico, ma immaginate il vostro lavoro e la vostra vita oggi senza la rete. Non come era in passato, ma come diverrebbe se all’improvviso non ci fosse più: niente e-mail, niente streming, niente TV On-demand, niente community, niente facebook, niente whatsapp, niente PEC, niente smartphone. Pensate a tutto il commercio e al business che oggi gira e si basa su internet: quanta parte della nostra economia collasserebbe? Sarebbe una crisi economica come non ne abbiamo mai viste, il blocco di tutte le comunicazioni. Il web è forse qualcosa di ancora troppo nuovo perché lo si consideri come una delle fondamenta della nostra civiltà, ma se sparisse all’improvviso, questa andrebbe in crisi.

Il romanzo è l’inizio di una trilogia già interamente edita (non saprei se siano previsti ulteriori volumi) e il primo volume non ci dice molto di come reagisca il mondo, ormai aduso alla navigazione web, alla comunicazione elettronica e al commercio digitale nel momento in cui ne rimane privo, ma ci mostra gli sforzi di uno strano drappello di eroi per bloccare la multinazionale che ha generato il blocco per asservire l’Europa. Incontriamo un enigmatico professore, che sebbene conosciamo già morto, pare abbia tessuto le fila della resistenza, un androide da lui creato, un informatico cieco ma con la capacità di percepire la rete, uno studioso irlandese di teologia e altri personaggi che convergono da varie parti del continente per arrestare il processo distopico.

L’atmosfera fantascientifica, a tratti con toni da prima science-fiction, si inserisce sulla descrizione di un’Europa quanto mai concreta e reale (da Berlino a Cracovia a Lucerna), con riferimenti alla Storia più o meno recente, aggiungendo, con riferimenti religiosi, ambientazioni che sfiorano il metafisico, come la misteriosa nebbia bianca che minaccia il cuore dell’Europa.

Incuriosisce capire come la vicenda sarà portata avanti dall’autore e quali sviluppi seguiranno.

 

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DREAMS BABY: nascita di un romanzo

La bambina dei sogni - Carlo Menzinger di Preussenthal

La bambina dei sogni – Carlo Menzinger di Preussenthal

La Bambina dei Sogni” è un romanzo che parla dei problemi dell’adozione, del potere del sogno, degli incubi, della follia, dell’incerto confine tra sogno, invenzione letteraria e fantasia.

È una storia ambientata in Italia ai giorni nostri, ma i riferimenti letterari affondano nella storia. Il ritmo è veloce e le prospettive cambiano spesso, stupendo e stimolando il lettore a indagarne i nuovi sviluppi.

La Bambina dei Sogni” nasce dalle costole di tutti i romanzi precedenti. È il risultato di un percorso di ricerca stilistica che è iniziato con opere articolate e complesse come “Il Colombo Divergente” e “Giovanna e l’Angelo”, in cui la trama principale e l’avventura che questa  descrive sono solo il supporto per descrivere mondi, simboli, metafore e altro. Dopo questi primi romanzi, il desiderio era quello di cercare una scrittura più semplice e diretta, senza messaggi nascosti da interpretare. Nasce così il veloce “Ansia assassina”. Non c’è più la scrittura in seconda persona, non c’è più un’ambientazione in un passato da ricostruire, ma il veloce succedersi di alcune vicende concatenate, tutte volte a descrivere l’assenza del protagonista. Per avvicinarsi ancora di più a una scrittura elementare e diretta, l’approccio migliore sembrava allora quello di scrivere un romanzo per giovani. Nascono così la storia di vampiri e licantropi “Il Settimo Plenilunio” e, soprattutto, il romanzo per bambini “Jacopo Flammer e il Popolo delle Amigdale”, con il suo seguito ancora inedito “Jacopo Flammer nella Terra dei Suricati”.

Con questi passaggi il percorso di ricerca di un approccio alla scrittura più semplice si conclude e inizia una nuova fase ascendente
Bambina con gattoverso una scrittura più complessa, ma in modo nuovo, con maggior attenzione alla raffigurazione diretta e al linguaggio lineare. Nasce così “La Bambina dei Sogni”, come “Ansia assassina” si avvicina alle caratteristiche del thriller, pur non seguendone a pieno il canone. Come “Il Settimo Plenilunio”, presenta una trama con elementi espressamente fantastici, legati qui al paranormale. Il soprannaturale è, del resto, in varia misura presente in tutta la produzione. Come le prime ucronie “Il Colombo Divergente” e
Giovanna e l’Angelo”, anche “La Bambina dei Sogni” nasce da un lavoro di ricerca bibliografica ed è ricco di citazioni letterarie (oltre a quelle che aprono ciascun capitolo, ve ne sono numerose all’interno del testo, più o meno evidenti).
soffocare sotto il peso del sognoLa grande novità di questo romanzo consiste nel coinvolgimento di internet nella sua revisione. In un processo che è stato definito “web-editing”, decine di lettori di diversi siti web hanno letto il romanzo in anteprima, suggerendo correzioni e segnalando refusi, puntando così a un risultato con una qualità editoriale il più possibile vicina (se non superiore) a quella offerta dalle maggiori case editrici.

Un ringraziamento va dunque a tutti coloro che hanno contribuito a rendere questo libro migliore.

Firenze, 11/02/2012

 

SOCIAL BOOK NETWORK – Intervista a Carlo Menzinger per tesi di Laurea

Margherita Corradi

Margherita Corradi

Su anobii ho incontrato Margherita Corradi, una studentessa universitaria che sta preparando una tesi intitolata “Leggere social. Social book network e social reading” per il corso di laurea in Cultura e Storia del Sistema Editoriale dell’Università degli Studi di Milano. Mi ha chiesto di contribuire alla sua tesi facendomi intervistare in merito al mio rapporto con i Social Book Network. Ecco la trascrizione dell’intervista.

Ciao e grazie mille per la tua disponibilità a rispondere a questa breve intervista. Prima di tutto presentati brevemente, mettendo in luce la tua esperienza e la tua carriera editoriale.

Grazie a te. Spero che il resoconto della mia esperienza ti possa essere utile. Sono uno scrittore dilettante, nel senso che non vivo dei proventi dei miei libri, ma del mio lavoro in banca. Ho, peraltro, pubblicato vari libri sia come autore singolo, sia come co-autore, curatore o partecipando ad antologie o pubblicando su riviste. Te ne vorrei parlare dal punto di vista del contributo del web alla mia attività di scrittura, pubblicazione, promozione e distribuzione di libri. Il mio editore principale è una casa editrice genovese, Liberodiscrivere, che dispone anche di un sito di scrittura preesistente alla sua attività editoriale. Il mio romanzo “Il Colombo Divergente” nel 2001 fu selezionato dai frequentatori del sito e fu uno dei primi 5 romanzi pubblicati da Liberodiscrivere, che ormai conta centinaia di titoli. Mi considero quindi, fin dall’inizio, un autore internet. Il laboratorio di scrittura di www.liberodiscrivere.it è stato per me molto importante, perché al suo interno ho potuto sviluppare vari progetti. Il volume “Parole nel Web”, per esempio, riunisce tre brani scritti da me, tramite internet ed e-mail, con altrettanti autori, due dei quali conosciuti sul sito www.scritturafresca.org dove i testi hanno cominciato a prendere forma, per essere poi sviluppati su www.liberodiscrivere.it, che li ha anche pubblicati. Sempre sul sito della casa genovese ho riunito 18 autori e realizzato un’antologia di racconti, da me curata, intitolata “Ucronie per il Terzo Millennio”. Su Liberodiscrivere e tramite il mio blog sulla piattaforma (ora chiusa) di Splinder ho realizzato la mia prima “gallery novel”, come mi piace chiamare questo tipo di romanzi collettivi illustrati da diversi artisti. “Il Settimo Plenilunio” riuniva tre autori e 17 artisti, tra disegnatori, pittori e fotografi, che hanno contribuito a illustrare la storia. Un altro lavoro che senza la rete non sarebbe mai nato. Più di recente ho sottoposto il mio romanzo “La Bambina dei Sogni” al web per farlo revisionare e farmi suggerire come migliorarlo prima di pubblicarlo. Ho chiamato la cosa “web-editing”. La revisione è avvenuta in spazi diversi: Liberodiscrivere, Facebook, Splinder, Anobii (dove ho costituito il Gruppo “Web-Editing”). Alla fine ne ho realizzato due edizioni cartacee, autopubblicate mediante i siti Lulu e IlMioLibro (La Repubblica), e un e-book in vari formati, che regalo in copyleft. Attualmente, dopo averlo sottoposto al web-editing, sto facendo illustrare anche il secondo volume della serie “I Guardiani dell’Ucronia”, intitolato “Jacopo Flammer nella Terra dei Suricati”. Altri lavori, invece, sono nati senza un particolare supporto della rete, come il thriller “Ansia Assassina” o i romanzi “Giovanna e l’Angelo” o “Jacopo Flammer e il Popolo delle Amigdale” (i due illustratori, però, li ho trovati sulla piattaforma per blog Splinder).   Quali sono i social book network che frequenti? Sei iscritto anche a social network di altro genere (Facebook, Twitter, Linkedin, Google+…)? Frequento soprattutto anobii, ma sono iscritto anche a Goodreads. Oltre ai siti di lettura frequento però anche quelli di scrittura, da un po’ di anni soprattutto www.liberodiscrivere.it.

anobii

anobii

A quando risale la tua iscrizione ai social book network?

Ho frequento vari siti di scrittura come Scritturafresca, Liberodiscrivere, FIAE almeno dal 2000, ma ho scoperto i veri social book network (che sono invece soprattutto siti di lettura), direi intorno al 2008. Non ne ho mai trovato un altro completo e funzionale come anobii, che, nonostante parecchi problemi tecnici, rimane un ottima community. In passato, in realtà, c’erano alcune piattaforme generiche di blog, come Splinder che ho frequentato per alcuni anni, che svolgevano egregiamente la funzione di community per lettori e scrittori, bastava crearsi la giusta cerchia di contatti. Poi è arrivato Facebook è ha assassinato i blog, un po’ come i supermercati cancellano i piccoli negozi. Sopravvivono solo quelli fortemente specializzati come, appunto, anobii.

Da autore, come utilizzi questi siti? Pensi sia importante monitorare le recensioni che pubblicano i lettori relativamente ai tuoi libri?

Goodreads

Goodreads

Ho tentato forme di promozione tradizionale, come presentazioni, interviste, articoletti su giornali, ma i ritorni erano modesti. La rete invece mi consente di raggiungere quei lettori che amano il genere di libri che scrivo e, con sforzo minore, posso raggiungerne numerosi. Seguo sempre con interesse i commenti dei miei lettori, soprattutto quelli negativi, perché mi aiutano a migliorarmi. Inoltre, vedere quante recensioni e quanti lettori hanno i miei libri su anobii mi dà un’idea di quanto si sta diffondendo il libro. L’ultimo romanzo, per esempio, “La Bambina dei Sogni” ha già superato le 45 recensioni e i 200 lettori e questo mi fa sperare che i lettori effettivi possano essere almeno mezzo migliaio se non il doppio. Non posso saperlo con certezza perché distribuisco il volume in copyleft, quindi ognuno può scaricarlo e copiarlo gratis. Un libro che dichiara migliaia di lettori ed è presente solo in cento Librerie di anobii per me non è credibile. C’è qualcosa che non torna. Le recensioni dei miei libri sono quasi sempre positive e questo mi induce ad andare avanti, anche se, non avendo un editore importante, non riesco ad accedere alla grande distribuzione e alla promozione e le vendite sono ridotte. Ogni recensione è utile: se sono positive danno la forza per continuare, se sono negative ci aiutano a correggerci.

Nell’estate 2012, Goodreads ha avuto problemi di “bullismo”: alcuni autori si sono sentiti bersaglio non solo di critiche, ma anche di attacchi personali da parte di utenti del social book network. Ti è mai capitato di sentirti “attaccato” da un lettore?

Assolutamente mai, in tanti anni. Credo che se si ha un comportamento corretto e si accettano le critiche intavolando un dialogo, difficilmente si rimane vittime di questi nervosismi della rete. Purtroppo ho visto spesso autori che si irritano se le loro opere vengono criticate, ma questo è sempre sbagliato. Non si può pensare di piacere a tutti, ma ogni critica va analizzata, perché contiene sempre una certa dose di verità. È solo cogliendola che riusciamo a migliorarci. La rete è una cosa stupenda, che ci aiuta a crescere in tanti modi, ma dobbiamo imparare a usarla correttamente.

I gruppi e le discussioni che si sviluppano sono un buon veicolo per farsi conoscere?

Carlo Menzinger di Preussenthal

Carlo Menzinger di Preussenthal

Io credo che siano praticamente la sola strada valida per autori esordienti che non siano già famosi e non abbiano alle spalle una grande casa editrice che li sostiene come uno dei libri di punta dell’anno. Non ci si può aspettare crescite vertiginose, ma una crescita costante e regolare. Non riesco a capire quando si dice di alcuni libri che in poche settimane, da sconosciuti, vendono un milione di copie con il solo passaparola. Se si fanno due conti, mi pare matematicamente impossibile. Raggiungere cento lettori nella prima settimana è un’impresa quasi impossibile per un autore che si muove da solo, ma, mettiamo che qualcuno lo aiuti e ci riesca, pensate che questi cento lettori leggano il libro nel corso della settimana? Direi che prima che la metà di loro lo abbia letto sarà passato almeno un mese, a essere molto ottimisti. Di questi cinquanta lettori, ammesso che il libro sia un piccolo capolavoro, quanti lo avranno apprezzato? Dato che è un capolavoro, diciamo quaranta (i gusti sono gusti e ci sono autori bravissimi disprezzati da vari lettori). Quanti di questi quaranta pensate faranno passa parola? Sempre a essere ottimisti, diciamo dieci e immaginiamo che riescano a contattare ciascuno altri dieci lettori (sempre ottimistico). Sono cento lettori contattati. Quanti acquisteranno il libro? Dato che i commenti dei loro amici erano entusiastici, diciamo una decina. Cinque di loro lo leggeranno nel corso del mese e due lo suggeriranno ad altri venti amici. Insomma, come vedete si arriva in fretta al milione di copie! Questo è invece possibile solo se vengono collocate subito migliaia di copie, cosa che un esordiente che pubblica con una casa minore non potrà mai fare. Nei Gruppi di lettura in rete, invece, ci si conosce poco per volta, si fa amicizia e i libri buoni trovano un loro spazio, anche se di nicchia.  

Ogni quanto accedi ai social book network?

Mi collego ad anobii quasi tutti i giorni, come per il social network generalista Facebook, e ogni due o tre giorni a WordPress, che, pur non essendo un SBN, può essere utilizzato come tale, selezionando i post con etichette specifiche come “libri” o “letture”.  

Quali sono, a tuo parere, i punti di forza e di debolezza dei social book network a cui sei iscritto? Secondo te come evolveranno nel tempo?

Anobii è uno spazio molto grande in cui si possono incontrare persone con ogni tipo di gusto letterario, ma non è dispersivo, perché chi ha gli stessi gusti si riunisce in appositi Gruppi, su ogni tipo di tema. Purtroppo il sito ha alcuni malfunzionamenti tecnici che ne rendono l’uso a volte difficile, ma trovo ottima la possibilità di sapere chi ha un libro e se è disposto a scambiarlo. In questo modo si riescono a trovare testi non facilmente reperibili nelle librerie. È positiva anche la possibilità di dialogare sia nelle Librerie dei vari utenti, in base alle letture di questi, sia nei Gruppi, per argomenti. Mi piace molto il Gruppo “Due Chiacchiere con gli Autori” in cui si può entrare in contatto diretto con chi scrive o,se sei un autore, dialogare con i propri lettori. Sono molto utili anche le Catene di Lettura di questo Gruppo: libri offerti in prestito e passati di mano in mano. Ora stanno predisponendo una versione Beta di anobii. Ne so poco, ma credo che sarà più commerciale, qualcosa tipo Amazon o InternetBookShop. La cosa mi interessa meno. La tendenza è quella di far rendere i siti e incorporarci le vendite dei libri, purtroppo, è qualcosa che sarà difficile evitare, come la comparsa della pubblicità (molto cresciuta su Facebook ma ancora assente da Anobii).

I siti che utilizzi forniscono funzioni o possibilità particolari pensate per gli autori?

Come scrivevo sopra, in Anobii ci sono alcuni Gruppi dedicati agli autori. La possibilità di presentarsi direttamente ai lettori è importante. Non ci sono però spazi di Laboratorio per la scrittura. Per questo mi rivolgo ancora a Liberodiscrivere, anche se, negli ultimi anni si è molto ridimensionato come numero di utenti. Li ho un mio spazio, con scheda autore, elenco dei volumi pubblicati con loro e brani on-line. Il Laboratorio permette anche di selezionare i brani per genere.  

Sei soddisfatto dei servizi forniti dalle piattaforme che frequenti o vorresti esplorarne di nuove? Esse, se ben utilizzate, sono un mezzo utile per un autore che desideri emergere?

Wordpress

WordPress

Purtroppo non riesco a seguire più di poche piattaforme per volta. Uso Google Sites per il mio sito personale www.menzinger.too.it e WordPress per il mio blog https://carlomenzinger.wordpress.com/  (che parlano solo di libri, anche se le piattaforme non sono dedicate). Come Social Book Network, a parte i problemi tecnici, Anobii è ottimo. La mia Libreria è http://www.anobii.com/menzinger/books. Come laboratorio di scrittura uso invece Liberodiscrivere, dove ho una Scheda personale qui: http://www.liberodiscrivere.it/autori/schedaAutore.asp?AnagraficaID=1207. Come vetrina verso il mondo, una sorta di ripetitore, uso Facebook (http://www.facebook.com/carlo.menzinger).   Ogni spazio ha la sua funzione, ma credo che un autore debba essere presente almeno in uno per ciascuna categoria. Per farsi conoscere il migliore è anobii, ma va usato linkando a sito, blog e laboratorio, dove è possibile avere una maggior personalizzazione. Uno spazio che facesse tutto ciò sarebbe il massimo.

Conosci siti di social reading che consentono la condivisione di sottolineature e annotazioni nel testo? Se non li utilizzi ancora, pensi possa essere un servizio di tuo interesse e perché?

Anobii consente di inserire note, citazioni, commenti e recensioni ai libri letti, però sul sito ci sono soprattutto schede dei libri, non ebook scaricabili come su IBS o Amazon. Ora, però, i gestori di Anobii stanno attivando anche uno spazio per scaricare gratis gli ebook senza copyright.  

Secondo la tua opinione personale, le potenzialità di Internet possono aiutare il mondo dell’editoria a uscire dalla cosiddetta ‘crisi della lettura’ (-8,7% per la vendita di libri in Italia nel 2012) o, al contrario, rischiano di peggiorare la situazione? Come mai secondo te, se ci sono sempre meno lettori, i servizi di social book network e social reading sono in crescita?

Il modo di leggere sta cambiando radicalmente e le case editrici mi pare non l’abbiano ancora compreso pienamente. Non è solo questione di passaggio da un supporto cartaceo a uno elettronico. Questo è il primo passo. L’e-book apre la prospettiva di un diverso tipo di editoria. Gli editori devono capire che gli e-book devono avere prezzo zero e che questo  non vuol dire non poter guadagnare. Vendere oggi un e-book a un qualsiasi prezzo, anche pochi centesimi è come pretendere che qualcuno paghi per accedere a un sito. In passato ci hanno provato, ma i siti a pagamento sono sempre stati dei fallimenti. Non ne ricordo che abbiano funzionato. Per i libri sarà lo stesso. La carta rimarrà per le edizioni di lusso, la fotografia, l’arte e poco più. Il resto sarà elettronico e dovrà essere gratuito. Come? Mi pare l’uovo di Colombo, per come la soluzione è banale eppure non capisco perché non ci si sia ancora arrivati: la pubblicità. Gli e-book, ma anche i cartacei, si dovranno ripagare mediante la pubblicità veicolata. Ormai è elementare riuscire a trovare e-book di ogni tipo gratuitamente, un po’ come per la musica. Negli e-book, però, è più facile inserire réclame. Non puoi interrompere una canzone di tre minuti con un avviso promozionale. Si deve mettere all’inizio. Nei libri è possibile averne all’inizio, alla fine e, con moderazione, all’interno. Nessuno si stupisce della pubblicità nei giornali: perché dovrebbe essere un tabù averla nei libri? La TV sempre più evoluta ruba certo spazio alla lettura, ma non ho la percezione che ci siano meno lettori. Credo siano le vendite a precipitare, perché gli editori non hanno ancora capito il semplice concetto che ho appena illustrato. Gli e-book circolano gratuitamente in rete. Non si riesce più a sapere in quanti li leggono. Il solo modo per capire se vengono letti per me sono siti come anobii. Se un libro è presente in cento librerie, forse ha venduto, poniamo, un migliaio di copie. Anobii rappresenta solo una porzione di lettori, ma dà un’idea di quali libri tirino veramente. Quando vedo un titolo molto letto e commentato, mi incuriosisco. Leggo i commenti e magari mi procuro il libro. Tutto gira lì. Non ho bisogno di altri canali per informarmi. La libreria come luogo fisico ha la vita breve. I libri si scelgono sugli scaffali virtuali dei nostri amici virtuali e a volte sono loro a farceli avere. Conta di più un loro parere di una recensione su un giornale. Qualcuno ha provato a immettere in rete commenti fasulli, ma la gente si conosce. Se un editore si inventa cento avatar e commenta solo i suoi libri, si capisce subito. La rete è limpida. Le informazioni sono più attendibili delle recensioni mercenarie sui media. C’è poi un altro fenomeno che l’editoria non ha ancora compreso: il TTS, il Text-To-Speech, la possibilità data dai sistemi di intelligenza artificiale per il riconoscimento dei testi, mediante i quali un e-reader riesce a riconoscere un testo in qualunque formato e a trasformalo in voce! Io nel 2012 ho cominciato a leggere mediante TTS e la quantità di libri che riesco a leggere in tal modo continua a crescere! Usando il viva-voce o l’auricolare, ascolto pdf, epub, mobi, doc e ogni altro tipo di file, letti da una voce sintetica. Questo mi permette di dedicare all’audio-lettura il tempo in cui guido o cammino o faccio sport! Ore guadagnate per i libri! Eppure sono ancora pochi gli e-reader ad avere il TTS (io uso Leggo di IBS) e quasi nulla è la promozione di questo strumento, che potrebbe far aumentare di buone percentuali letture e vendite!

Grazie per aver dato un contributo alla mia ricerca. Concludi liberamente, con una riflessione finale, un appunto o un messaggio che desideri veicolare attraverso questo lavoro di tesi.

Recensione Leggo IBS PB603 e-Reader

Leggo IBS PB603 e-Reader

Da amante dei libri, come autore e lettore, non posso che sperare che la grande rivoluzione in atto, per me superiore a quella dell’invenzione della stampa a caratteri mobili e forse persino a quella della carta o della scrittura, possa portare a una fortissima democratizzazione della lettura. Credo che, come Gutemberg ha reso possibile portare i libri, prima retaggio della nobiltà e del clero, nelle famiglie borghesi, così l’e-book potrà portarli nelle tasche, negli e-reader, nei tablet e nei cellulari della gente di tutto il mondo, avviando un processo di alfabetizzazione culturale senza pari. Penso, più che all’Europa, alla Cina, all’India e a tutto quello che chiamavamo il Terzo Mondo, dove i figli di persone analfabete potranno tenere in tasca, tutti assieme, migliaia di volumi, reperiti gratuitamente in rete e disporre così di immense biblioteche quali solo pochi potevano avere o usare nell’antichità.  

Buona giornata e ancora grazie!

Margherita 🙂              

Grazie a te e buone letture!

Carlo.

L’ANTOLOGIA DI PAGFORD RIVER

Il Seggio Vacante - J.K. Rowling

Il Seggio Vacante – J.K. Rowling

Ho affrontato la lettura de “Il Seggio Vacante” di J.K. Rowlings con grande curiosità, essendo scritto dall’autrice di maggior successo di questi anni. Ho avuto modo di leggere in precedenza tutti e sette i romanzi del ciclo di Harry Potter e di averne apprezzato la grande qualità. Di fatto, però, finora la Rowling aveva scritto un unico, lungo romanzo, diviso in sette capitoli, con qualche appendice tipo “Le Fiabe di Beda il Bardo”. Aspettavo dunque di vederla all’opera con qualcosa di diverso.

Harry Potter, come noto è un ciclo di romanzi fantasy per ragazzi, sebbene dai toni progressivamente più cupi.

Il Seggio Vacante” è invece presentato come un romanzo per adulti.

I quesiti che mi ponevo iniziando la lettura erano essenzialmente:

1)      In cosa differisce veramente la celebre saga dalla nuova opera e quali elementi ci sono in comune?

2)      La Rowling è davvero una scrittrice di qualità e sa quindi scrivere romanzi di genere e sostanza tra loro diversi?

Iniziando la lettura, mi hanno colpito subito due somiglianze, non con l’opera precedente della scrittrice inglese, ma, innanzitutto, con il mio piccolo romanzo “Ansia Assassina” e con la raccolta di poesie “L’Antologia di Spoon River” dell’americano Edgard Lee Masters.

Prima di rispondere alle domande, vorrei ora chiarire queste sensazioni.

Nello scrivere “Ansia Assassina”, la mia idea principale era scrivere una storia sull’assenza del protagonista. Vi si narra della scomparsa di un ragazzo, la cui scomparsa crea una serie di altri incidenti e problemi.

Ebbene, la Rowling ha fatto lo stesso. Nel suo romanzo tutto ruota attorno alla morte del Consigliere Locale Barry Fairbrother. All’inizio questo non comporta nessun dramma particolare, a parte il generale stupore e dolore per la scomparsa di un uomo di poco più di quarant’anni, ma poi, in un crescendo che mi ha ricordato l’incupirsi della trama di Harry Potter, si consumano alcuni drammi. “Ansia assassina” è un romanzo breve, mentre “Il Seggio Vacante” è un romanzo lungo, quindi il respiro di tutto è assai diverso e la Rowling ha lo spazio per farci conoscere con precisione i suoi forse un po’ troppo numerosi personaggi.

J.K Rowling

J.K Rowling

Come molti sapranno “L’Antologia di Spoon River” è una raccolta di 245 ritratti – racconti, che, intersecandosi l’uno con l’altro, descrivono la vita di un’immaginaria cittadina di provincia americana, Spoon River. L’umanità che viene messa a nudo da Lee Masters è il più delle volte tristemente fragile. Ogni uomo o donna compaiono con i loro difetti, in una sorta di confessione pubblica, in cui rivelano le proprie debolezze, le debolezze della vita della provincia americana. Una provincia che si nasconde dietro una falsa morale, celando al contempo la propria umanità di piccoli peccatori.

Ebbene, “Il Seggio Vacante” non è una raccolta di poesie, ma un romanzo, eppure quello che fa è qualcosa di molto simile: descrive, attraverso i ritratti dei suoi abitanti, le piccolezze, debolezze e peccati degli abitanti dell’altrettanto immaginaria cittadina inglese di Pagford.

Veniamo dunque alle due domande iniziali. Quali sono le somiglianze e le differenze tra le due opere della Rowling?

A parte l’evidente assenza della magia, la principale differenza è che mentre le avventure di Harry Potter, riguardano soprattutto un personaggio, il piccolo maghetto, sebbene circondato da una miriade di amici e nemici, “Il Seggio Vacante”, invece, scegliendo un protagonista morto, finisce per essere, come la raccolta di Lee Masters, un’opera corale, dove protagonista è, accanto al morto assente, l’intera città. Certo, tra tutti i personaggi, ne spunta una, cui è andata gran parte della mia attenzione e simpatia, la sfortunata pupilla del defunto Fairbrother, Krystal Weedon, figlia un po’ disadattata di una tossica. Emerge, ma non è certo protagonista. Guarda caso, come l’Harry Potter degli ultimi episodi, anche lei è un’adolescente (16 anni) e adolescenti sono una parte dei personaggi, dal suo compagno di scopate Ciccio, all’amico di questo Andrew, alla bistrattata asiatica Sukhvinder. Assieme a loro, però, ci sono, in primo piano, assai più che in Harry Potter, i loro genitori e altri adulti.

Un’altra differenza è la totale assenza di magia, sebbene a un certo punto comparirà “Il Fantasma di Fairbrother”, ma sarà solo il nickname, dietro cui, uno dopo l’altro, si nasconderanno i ragazzi per denunciare anonimamente, in rete, le bassezze dei propri genitori. La centralità del morto riprenderà, tramite i suoi emuli virtuali, nuova vita. Saranno queste denunce anonime, nate nel cuore delle famiglie, dove i genitori sconvolti non pensano di cercarne la fonte, immaginando invece intrighi e bassezze politiche connesse alla lotta per occupare il seggio lasciato vacante dall’improvvisa morte di Fairbrother. Con questo stratagemma, la Rowling mostra la potenza della chiacchiera nell’era del web, quando il pettegolezzo malvagio si trasforma in post e assume una strana ufficialità, un mondo in cui finiamo per credere a qualcosa solo per averlo letto in rete, dove chiunque può scrivere, senza nessuna certezza di verità. Mostra un mondo in cui i ragazzi usano, un po’ inconsciamente, la rete come un’arma letale contro i propri genitori, che, come l’amministratrice del sito su cui si scatena “Il Fantasma di Fairbrother”, non riescono a fermare o arginare e, soprattutto, a capire.

Si potrebbe poi dire che qui non troviamo la netta dicotomia tra Bene e Male che caratterizzava il ciclo fantasy. Eppure anche in Harry Potter, alcuni buoni si rivelavano malvagi e dei malvagi si mostravano buoni.

A Pagford, tutti sembrano all’apparenza brave persone, ma ognuno ha in sé qualcosa se non di malvagio, di un po’ marcio.

Pagford

Pagford

Se Harry Potter era il riscatto di un ragazzo sfortunato e maltrattato in famiglia, “Il Seggio Vacante” ci mostra il riscatto della “scimmiesca” Sukhvinder, la rivalutazione della disprezzata ragazza proveniente dal brutto quartiere dei Fields, Krystal Weedon. Questo riscatto, però, non ha la stessa centralità.

Entrando un po’ più in dettaglio vorrei esaminare quelli che avevo chiamato “i magici ingredienti della Rowling”, alcuni elementi narrativi, che, secondo me, caratterizzano e danno forza alla saga di Harry Potter:

Trama: articolata e finemente intrecciata, consente di seguire le vicende di numerose famiglie di Pagford, tra loro legate, ognuna con la sua storia, che si sviluppa in modo strettamente correlato con quelle degli altri.

Ambientazione: se con Hogwarts e Diagon Alley abbiamo un mondo immaginario, ma costruito sulla falsariga dell’Inghilterra, Pagford potrebbe essere qualunque cittadina inglese e, come Hogwarts, appare all’inizio un luogo accogliente, ma rivela insidie.

Riti: non abbiamo le ritualità di Hogwarts, ma quelle tipiche della provincia inglese, con le elezioni e le messe, come momenti di incontro e confronto.

Magia: come detto, è, volutamente, assente, immagino soprattutto per l’esigenza di differenziarsi dal ciclo sul maghetto, proprio nel suo elemento più caratteristico.

Mondi paralleli: anche senza magia ci sono? In un certo senso sì. C’è il mondo delle apparenze sociali e quello delle realtà familiari. L’approccio, però, è ben diverso.

Linguaggio: le storie sulla scuola di magia usavano termini appositamente inventati, qui il linguaggio è quello comune, perché si vuole descrivere un mondo comune. Pagford è una qualunque cittadina dell’Inghilterra e del Mondo, ma, mi dicono, nella versione inglese c’è anche un interessante uso dello slang.

Amicizia: quella tra Harry, Ron e Hermione era un’amicizia forte e sincera, sebbene con i suoi dissapori. A Pagford ci sono molti amici, ma poche amicizie vere e quella tra Ciccio e Andrew si rompe irrimediabilmente, come quella tra le gemelle Fairbrother (anche qui una coppia di gemelli come i Wesley!) e Sukhvinder.

Isolamento: se il contrario dell’amicizia era l’isolamento patito da Harry nella casa degli zii, a Pagford, pur in seno alle famiglie e alla comunità, molti personaggi sono in realtà soli con se stessi.

Nemici: se il maghetto affronta nemici grandi piccoli, a Pagford ognuno ha il suo nemico personale e l’occasione politica della corsa al seggio vacante acuisce le inimicizie, facendole sfogare in sordida acrimonia.

Lotta tra Bene e Male: qui forse il contrasto tra Maghi buoni e cattivi potrebbe essere rappresentato dal contrasto politico tra coloro che vorrebbero liberarsi del quartiere popolare dei Fields e del centro di recupero dei tossicodipendenti e chi li difende. A voi scegliere dove sia una parte e dove l’altra.  Per il resto, però, la dicotomia si sfuma, come si diceva, e ognuno si mostra portatore di un poco di entrambi.

Scoperta di doti nascoste: se Harry, da sfigato, scopre di essere un grande mago, qui abbiamo la rivalsa di Sukhvinder e la rivalutazione dei Weedon, ma non sono così drastiche e complete e, soprattutto, non hanno la stessa centralità narrativa.

Spettacolarità: qui non abbiamo partite di Qiddich, draghi, grifoni e altri mostri, ma con gli intrighi e le vicende della gente del villaggio inglese si potrà di certo fare un bel film corale, ricco di numerosi attori.

Sport: anche qui non manca, con il canottaggio di cui era allenatore lo scomparso consigliere e che praticano Krystal e le sue amiche, però non assistiamo, tranne che in alcune memorie a nessuna scena sportiva.

Competizione: la lotta per la corsa al seggio scatena una corsa forse con non poi così tanti colpi bassi ma con molti cattivi pensieri. Certo per noi italiani, abituati a politici che si fregiano dei più pittoreschi delitti, i furti di computer, gli amorazzi segreti e i sogni pedofili fanno solo sorridere e non c’è facile capire come possano mutare il corso di un’elezione.

Mistero e suspance: non mi pare ce ne siamo un gran che per il lettore. Per i protagonisti c’è il mistero de “Il Fantasma di Fairbrother” e di come faccia a sapere cose tanto intime delle sue vittime. Scoprire chi vincerà le elezioni non mi pare sia, invece, motivo di particolare suspance e neppure l’evento più drammatico, la scomparsa del fratellino di Kriystal, è occasione per crearne.

Horror e paura: non direi che siano elementi di questo libro.

Avventure: sono quelle del quotidiano, assai meno spettacolari di quelle con maghi e draghi, ma non mancano i drammi.

Crescita: se mancano i tempi (i sette anni del ciclo) per vedere una vera maturazione dei personaggi, però assistiamo al cambiamento e alla maturazione di vari di loro, indotti dalle accuse del Fantasma e dal precipitare degli eventi che li costringe a confrontarsi con se stessi.

Morte: questo ingrediente fondamentale della celebre saga apre e chiude il nuovo romanzo e lo pervade dall’inizio alla fine, con la presenza ossessiva del defunto consigliere.

Veniamo quindi alla seconda domanda che mi ponevo all’inizio: quanto vale questo romanzo?

Credo che non potrà avere il successo planetario del ciclo fantasy, per la mancanza o la ridotta presenza di alcuni degli “ingredienti” che sottolineavo sopra, ma la robustezza della trama, la costruzione dell’ambiente, la descrizione, seppur non nuova, di un mondo borghese con le sue piccolezze, il dramma di alcuni personaggi (per quanto sesso e droga non siano certo elementi innovativi in un romanzo), l’affresco corale e l’innegabile capacità narrativa della Rowling fanno de “Il Seggio Vacante” un romanzo maturo, denso e intenso che, se troverà certo detrattori nell’indicarne alcune debolezze (non eccessiva originalità, un certo uso commerciale di alcuni cliché, per esempio), anche sull’onda del precedente successo, non potrà che portare questo libro in cima alle classifiche e a essere letto ancora per vari anni.

Vi lascio, infine, con due citazioni (non è trovate in effetti molte altre degne di esser ricordate):

Ma chi può tollerare di sapere quali stelle sono già morte? pensò, guardando il cielo notturno; c’è qualcuno al mondo che possa sopportare di sapere che lo sono tutte?

 

che tortura, quei piccoli fantasmi lasciati dai figli man mano che diventavano grandi”.

 

In conclusione, mi è piaciuto? Direi di sì. Penso che si potrà facilmente collocare tra i migliori libri letti nell’anno (ma siamo solo all’inizio), non direi però di riuscire a considerarlo un capolavoro, soprattutto perché non è riuscito a stupirmi. Mi ha fatto però riflettere e ragionare molto e questo è senz’altro un punto importante a suo favore. Inoltre, credo che sarà un romanzo di cui non mi dimenticherò troppo presto.

 

Firenze, 26/01/2013

Leggere gratis LA BAMBINA DEI SOGNI

Ecco tutti i capitoli de LA BAMBINA DEI SOGNI, per chi volesse iniziare a leggerli senza aspettare la pubblicazione:

LA BAMBINA DEI SOGNI – Cap. 1 – Underground Baby
LA BAMBINA DEI SOGNI – Cap. 2 – L´Isola dei Bambini Perduti
LA BAMBINA DEI SOGNI – Cap. 3 – La bambina del sogno
LA BAMBINA DEI SOGNI – Cap. 4 – La visita
LA BAMBINA DEI SOGNI – Cap. 5 – Mia moglie
LA BAMBINA DEI SOGNI – Cap. 6 – Lo sconosciuto onirico
LA BAMBINA DEI SOGNI – Cap. 7 – Seconda visita
LA BAMBINA DEI SOGNI – Cap. 8 – A casa
LA BAMBINA DEI SOGNI – Cap. 9 – Il nonno
LA BAMBINA DEI SOGNI – Cap. 10 – Apparizioni
LA BAMBINA DEI SOGNI – Cap. 11 – Maria
LA BAMBINA DEI SOGNI – Cap. 12 – Litigi
LA BAMBINA DEI SOGNI – Cap. 13 – La famiglia di Elena
LA BAMBINA DEI SOGNI – Cap. 14 – L´adozione
LA BAMBINA DEI SOGNI – Cap. 15 – Incubi / Cap. 16 Altri Incubi
LA BAMBINA DEI SOGNI – Cap. 17 – La cena
LA BAMBINA DEI SOGNI – Cap. 18 – Abbandonata
LA BAMBINA DEI SOGNI – Cap. 19 – Scomparsa
LA BAMBINA DEI SOGNI – Cap. 20 – All´ospizio
LA BAMBINA DEI SOGNI – Cap. 21 – Con Maria
LA BAMBINA DEI SOGNI – Cap. 22 – Ritrovata
LA BAMBINA DEI SOGNI – Cap. 23 – Alla ricerca del padre
LA BAMBINA DEI SOGNI – Cap. 24 – Le memorie risvegliate
LA BAMBINA DEI SOGNI – Cap. 25 – A cuore aperto
LA BAMBINA DEI SOGNI – Cap. 26 – L´investigatore dell´incubo
LA BAMBINA DEI SOGNI – Cap. 27 – In cerca d´aiuto
LA BAMBINA DEI SOGNI – Cap. 28 – Lo squilibrato
LA BAMBINA DEI SOGNI – Cap. 29 – Oberon
LA BAMBINA DEI SOGNI – Cap. 30 – Sospettato
LA BAMBINA DEI SOGNI – Cap. 31 – La resa dei conti
LA BAMBINA DEI SOGNI – Cap. 32 – Accusato
LA BAMBINA DEI SOGNI – Cap. 33 – Pazzo
LA BAMBINA DEI SOGNI – COPYLEFT E WEB-EDITING
LA BAMBINA DEI SOGNI – Quarta di copertina

Il volume è ancora soggetto a “web-editing” ovvero siete tutti invitati a leggerlo on-line e a suggerirmi eventuali correzioni o modifiche.

La bambina dei sogni - Illustrazione di Angelo Condello per il romanzo di Carlo Menzinger

La bambina dei sogni - Illustrazione di Angelo Condello per il romanzo di Carlo Menzinger

Appena saremo pronti, intendo realizzarne un e-book che vorrei distribuire gratuitamente in copyleft.

Sono aperte le prenotazioni: scrivete qua sotto o a menzin@virgilio.it per segnalarmi se volete ricevere una copia (datemi la vostra e-mail per la spedizione).

Dato che non tutti amano la lettura in elettronico, realizzerò anche una versione cartacea con sistema di print-on-demand, cercando di ottenere il prezzo di copertina più basso possibile.

Se vi interessa una copia su carta, fatemelo sapere sempre scrivendo a menzin@virgilio.it. Più prenotazioni riceverò, più copie potrò ordinare e maggiore sarà lo sconto che potrò praticare, percui passate parola!

La copertina è stata realizzata da Angelo Condello, che già aveva collaborato attivamente per illustrare il romanzo “Il Settimo Plenilunio”.

Un elenco dei capitoli si può trovare anche qui.

MIGRAZIONE DA SPLINDER A WORDPRESS

Dopo quasi un mese di travaglio seguito all’annuncio del tragico collasso della galassia splinderiana, credo di aver finalmente trovato casa per il mio blog http://menzinger.splinder.com. Il mio primo tentativo è stato quello di riattivare la pagina http://carlomenzinger.blogspot.com/ che già avevo su Blogger. La prima scoperta sconvolgente è stata che Blogger non ha (o almeno non mi pare abbia) una community degna di quella cui mi ero abituato su Splinder. Lì per lì mi ero rassegnato a perdere tutti i vecchi post e i relativi commenti. Ho scoperto però che ci sono varie procedure per esportare e reimportare altrove i vecchi blog e così ho tentato di trasferire i contenuti da Splinder a Blogger. Ho provato a seguire il sistema riportato qui, ma ho scoperto che il file che avevo estratto era troppo pesante per essere trattato. Per effettuare la migrazione ho dovuto effettuare un passaggio intermedio trasferendo tutto su Logga.me, dove ho aperto un apposito blog di transizione http://logga.me/carlomenzinger/.

Non riuscendo a completare il passaggio su Blogger, ho tentato con WordPress, assai più simile a Logga.me Per esportare da Logga.me basta andare su Strumenti – Importa e selezionare WordPress Ci viene chiesto di importare il file WXR (.xml) che abbiamo creato esportando il blog già importato su Logga.me. Purtroppo a un certo punto la procedura si è inceppata e non sono più riuscito ad andare avanti. Il software mi ha chiesto di contattare l’assistenza, cosa che ho fatto, ricevendo una risposta in tempi rapidi. Mi hanno chiesto di inviare il file esportato da Splinder, cosa che ho fatto e il giorno dopo mi hanno comunicato di avere esportato tutto su WordPress. Avevano però importato solo i post fino al 7 giugno 2009. E tutti gli altri? Non c’erano neppure i commenti! Ho scritto di nuovo all’assistenza di WordPress, che con un paio di veloci passaggi ha risolto tutti i problemi! GRAZIE WORDPRESS, thank you Chris and Karim for your help! (Il solo problema per chi mastica solo italiano è che la conversazione con questi due Happiness Engineer – come si firmano – è stata tutta in inglese).

Ecco così il mio nuovo blog https://carlomenzinger.wordpress.com/.

Ora devo solo capire come funziona la Community.

L'agonia di Splinder

In home page della piattaforma blog Splinder si legge: 

ATTENZIONE!
A partire dal 31 Gennaio 2012 il servizio Splinder verrà dismesso.
A breve verrà inviata una comunicazione con le indicazioni da seguire per recuperare tutti i contenuti dei blog ospitati. Sarà inoltre possibile attivare un redirect su un nuovo indirizzo web
.”

Credevo fossero solo voci da splinderiani pessimisti, ma purtroppo il giorno si avvicina: il pianeta Splinder sta morendo e il popolo web ha iniziato la sua diaspora.
Anche io ho così abbandonato mestamente la mia tana digitale degli ultimi anni http://menzinger.splinder per migrare nella galassia Blogger.
Già nel 2008 avevo aperto una pagina su Blogger, ma senza svilupparla, così l'ho riattivata, implementata e avviato da ieri il mio nuovo blog http://carlomenzinger.blogspot.com 
dove continuerò a parlare soprattutto di libri.
Spero che Splinder lasci almeno una versione statica del sito da usare come archivio dei vecchi post, che non mi sembra abbia molto senso esportare in massa e che impegherei troppo a trasferire poco per volta.
Spero di trovare presto molti di voi su Blogger. In ogni caso fatemi sapere dove vi siete rifuggiati per sfuggire al collasso di Splider.
Spero che questo sia un arrivederci e non un addio.

  
 

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