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UNO SBANDATO TRA I FREAK

Risultati immagini per freddo nell'anima lansdaleChe Bill Roberts non sia uno proprio normale lo si capisce subito dal fatto che vive in casa con la madre morta e in decomposizione per incassarne la pensione, un po’ come Norman Bates di “Psyco”, un po’ come “Anna” nel romanzo di Ammaniti.

Per raccattare qualche soldo, decide di rapinare una bancarella di fuochi artificiali assieme ad altri balordi, ma le cose vanno decisamente male e si trova a fuggire nella paludi (ambientazione ricorrente in Lansdale, basti pensare a “In fondo alla palude”), dove incontra uno strano circo di mostri, e sembra di essere proiettati nel vecchio film “Freaks” del 1932, con una donna barbuta, un uomo-cane, nani, microcefali e macrocefali e altre stranezze, tra cui un misterioso uomo surgelato. Creature assai più sfortunate degli strani fanciulli de “La casa per bambini speciali di Miss Peregrine” di Ramson Riggs.

Bill viene accolto nella comitiva da un “vecchio”, che non sembra un mostro, ma è in realtà il superstite di un parto siamese trigemino e conserva ancora la mano di uno dei fratelli che gli spunta avvizzita dal petto.

Bill s’innamora della sua bella e capricciosa moglie, ficcandosi in una nuova serie di guai.

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Joe R. Lansdale

Questa è la trama di “Freddo nell’anima”, un romanzo del grande Joe R. Lansdale che come al suo solito scorre con forte e crudo realismo, di avventura in avventura, senza annoiare mai, in una scrittura diretta e visiva, che non ha neppure un paragrafo inutile.

Il mondo che descrive è quello di un’umanità alla deriva, dove la deformità fisica è, in fondo minore di quella psichica e dove proprio chi all’apparenza sembra più normale è il vero mostro.

Come ne “La foresta” o in “Cielo di sabbia” tutte le avventure partono da un disastro familiare (qui la morte della madre) che scatena gli eventi.

Siamo sempre nella rozza e violenta provincia americana di “In fondo alla palude”, “Acqua buia”, “La foresta”, “Cielo di sabbia” e persino dei surreali “La notte del Drive-in” e “Deadman’s road”, come nei romanzi del suo conterraneo McCarthy, ma, rispetto a questo autore, i toni di Lansdale sono più surreali e quasi grotteschi, ma non per questo meno gelidi e lasciano sempre un po’ di “Freddo nell’anima”.

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Freaks, un film del 1932 diretto da Tod Browning.

L’ASCESA DI LANSDALE TRA I MIEI AUTORI PREFERITI

Joe R. Lansdale si sta gradualmente guadagnando le primissime posizioni tra i miei autori preferiti. “La notte del Drive-in” (1988, 1989) mi aveva incuriosito, anche se era forse troppo esagerato nella sua assurdità pulp. “Cielo di sabbia” (2011) mi è parso un bel romanzo, capace di reggere il ritmo, con una storia ben costruita e affascinante. Incuriosito, ho letto, quasi subito dopo aver finito il precedente, “Acqua buia” (2012), che si è rivelato persino più intenso e coinvolgente del precedente. Sebbene privo degli elementi fantastici che caratterizzano la scrittura di Stephen King, questa storia mi è parsa molto vicina ai registri narrativi del Re del thriller, con una trama intensa se non intensissima (grande pregio), priva, direi del tutto, di cali di tensione narrativa, senza neanche una pagina inutile (dote rarissima), con personaggi che si fanno ricordare (anche qui come in molte opere di King, molto giovani), e un’ambientazione interessante. Per inciso, a un certo punto si citano anche le tempeste di sabbia del sud degli Stati Uniti, su cui si basa “Cielo di sabbia”. Con questo romanzo ha in comune la presenza di protagonisti ragazzini, di antagonisti rapinatori e violenti, ma lo svolgimento riesce a essere diverso. Non mancano alcune scene di un pulp piuttosto raccapricciante (soprattutto se si immagina la sua resa cinematografica), ma che non sono mai fini a loro stesse o superflue. Insomma, credo di aver trovato un nuovo autore di cui devo ancora leggere molto.

 

 

Joe R. Lansdale

 

 

 

 

P.S. Una curiosità: il super-cattivo della storia si fa chiamare Skunk, che si può tradurre come puzzola (in effetti, anche lui puzza molto), che come furfante, individuo spregevole (e non ci sono dubbi che lo sia).

 

 

 

 

Skunk (puzzola)

RAGAZZINI, SABBIA, CAVALLETTE E RAPINATORI

Di Joe R. Lansdale avevo già letto i due romanzi di fantascienza gotica, surreale, ironica e violenta “Drive-in 1” e “Drive-in 2”, riuniti nel volume “La notte del Drive-in”.

Cielo di sabbia” è storia del tutto diversa, cosa che dimostra la validità di questo autore, capace di essere creativo e interessante anche con due approcci del tutto differenti.

Cielo di sabbia” comincia come una bella distopia. Abbiamo un’America devastata in cui la sabbia fa da padrona e s’infila ovunque. Sembra fantascienza, ma era l’America degli anni ’30. Il romanzo si apre con un rapido susseguirsi di morti, che lasciano il giovanissimo protagonista da solo con altri due ragazzini ad affrontare le insidie di un mondo del tutto ostile. Come se non bastasse la sabbia a render loro difficile la vita, si imbattono ben presto in un gruppetto di rapinatori di banca.

La storia si snoda intensa e veloce, ma ben presto la loro fuga li porta in un mondo assai più normale, o quantomeno “meno strano”, non essendoci più la sabbia a soffocarli o le cavallette ad assalirli e i ragazzini dovranno vedersela solo con “normali delinquenti”. Ammetto di aver preferito la prima parte e di aver desiderato che l’avventura continuasse in quelle terre desolate, ma la storia prosegue comunque bene.

Nel complesso, a parte la premessa distopica di una parte d’America soffocata dalla sabbia, non abbiamo nessuna delle assurde fantasie dei Drive-in, con i loro mostri preistorici e gotici, ma una bella avventura, una storia di amicizie giovanili, un romanzo on-the-road. In comune con la coppia di romanzi del Drive-In ha la descrizione di un’America in cui basta poco per far poco per far emergere l’anima violenta, che si cela sotto una patina di civiltà piuttosto leggera. I cowboy hanno sempre la pistola, anche quando non la vediamo.

Di sicuro è una nuova stelletta che appongo accanto al nome di Joe R. Lansdale, che se con le prime letture mi aveva solo incuriosito, ora mi fa sospettare che debba essere un autore da approfondire.

Joe R. Lansdale

Bello anche il titolo.

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