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INDAGINI NELLA NAPOLI DI OLTRE DUE SECOLI FA

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Vincenzo Maria Sacco

L’uguaglianza delle ossa” (a.l.a. Libri, 2018) è il secondo volume edito da Vincenzo Maria Sacco, attuale presidente del Premio La Città sul Ponte, organizzato dal GSF – Gruppo Scrittori Firenze (di cui è membro attivo), dopo il romanzo storico “Come la sabbia del deserto” (Porto Seguro Editore) e alcuni racconti sparsi.GSF

L’uguaglianza delle ossa” è anche di ambientazione storica, Napoli alla fine del XVIII secolo. Sebbene sia una raccolta di quattro racconti lunghi, può quasi dirsi un romanzo, dato che i luoghi e i personaggi, in primis il Giudice Commissario Francesco Filangeri. L’impianto è quello del giallo, con alcuni misteri da risolvere.

Vi compaiono vari personaggi illustri dell’epoca, tra cui non posso dimenticare uno dei miei antenati, Raimondo di Sangro di San Severo, che vi fa ben più che una comparsata. Ho anche apprezzato la ricostruzione della figura della marchesa Eleonora de Fonseca Pimentel, non priva di una certa L' uguaglianza delle ossa - Vincenzo Maria Sacco - Libro - ALA ...sensualità, presente nell’ultimo racconto. Ecco, poi Luigi de’ Medici di Ottajano, re Ferdinando IV di Napoli, Lord John Acton e altri personaggi della nostra storia, che qui si mescolano con quelli inventati da Sacco.

Si cerca di far luce su false accuse, su traffici di sepolcri, intrighi rivoluzionari, in questi anni in cui la Rivoluzione francese faceva sorgere anche in Italia nuove forme repubblicane in alcuni degli Stati in cui era divisa la Repubblica.

I racconti, vivaci e scorrevoli, alternano ai testi descrittivi in italiano, dei dialoghi spesso in napoletano, corredati di note con la traduzione (per me forse superflue, in quanto sebbene le mie origini napoletane siano piuttosto antiche, quello partenopeo mi è sempre parso uno dei dialetti più facilmente comprensibili).

UNA TOMBA DEI TEMPI DI GESÙ

Come la sabbia del desertoHo conosciuto di recente Vincenzo Maria Sacco, cominciando a frequentare come socio la vivace associazione culturale GSF- Gruppo Scrittori Firenze, di cui Sacco è presidente.

Leggo ora il suo romanzo storico “Come sabbia nel deserto”, edito dalla medesima casa editrice con cui ho pubblicato i miei ultimi quattro lavori, Porto Seguro Editore, iperattiva realtà editoriale del capoluogo toscano.

Come sabbia nel deserto” è opera storica che si snoda su due piani temporali, due millenni fa e nel 1941, sempre in Palestina. Narra del ritrovamento (avvenuto anche nella realtà – il romanzo sviluppa un’ipotesi dello studioso americano Tom Powers) di un’antica tomba dei tempi di Gesù Cristo e del mistero che vi gravita attorno, tale da indurre i due archeologici (le figure reali Eleazar Lipa Sukenik  e Nahman Avigad) a rimandare la comunicazione al mondo della loro scoperta.

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Vincenzo Maria Sacco

Anni intensi, quelli in cui è ambientato, i primi per lo sviluppo del cristianesimo, i secondi per il diffondersi del nazismo e il dilagare della Seconda Guerra Mondiale e, sebbene ambientato in luoghi esotici e lontani, se ne sentono fin lì gli echi.

La scrittura di Sacco scorre precisa e determinata, con rigorosa attenzione alla ricostruzione storica e alle tecniche archeologiche ma anche allo spirito di quei ricercatori (“noi studiosi ridiamo loro la luce, mettiamo un piccolo tassello al suo posto nel grande mosaico della Storia” – pag. 145), offrendoci il ritratto di una “famiglia di immigrati ebrei vissuta in questa terra quasi duemila anni fa” (pag. 8), spunto per alcune veloci riflessioni sui migranti d’oggi e le similitudini con allora (“erano state tassativamente limitate le immigrazioni e le concessioni di terre agli ebrei” – pag. 19) e nel contempo occasione per descrivere una Storia  che “in fondo, è fatta dagli uomini” (pag. 145) ma anche per interrogarsi sul divino (“Se fosse davvero risorto perché non mostrarsi a tutti?” – pag. 37) e sul messaggio evangelico (“Essere tutti uguali! Sarebbe bello ma è un’utopia, non è così e non lo sarà mai!” e “Se è il Messia come dicono i cristiani, allora, credetemi, Dio ha sbagliato tempo e luogo” – pag. 90).

 

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