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Ho compiuto vent’anni

Viaggio intorno allo specchio - Carlo MenzingerIn questo blog parlo spesso oltre che dei libri che ho letto anche di quelli che ho scritto, ma in genere mi soffermo su quelli più recenti.

Oggi però vorrei parlarvi di un anniversario.

In questi giorni ho compiuto vent’anni.

Sì, per gamba, direte voi, e in effetti avreste ragione, ma non mi riferisco all’età anagrafica bensì a quella come autore “edito”.

Nel febbraio del 1989, infatti Gabrieli Editore pubblicava il mio primo libro e nei primi giorni di marzo, direi, lo avevo tra le mie mani. Vent’anni fa!

Non è un volume di cui sia mai andato orgoglioso, innanzitutto per come fu maltrattato dall’editore che lo illustrò a modo suo, taglio metà delle poesie (senza un criterio alcuno, eliminando quelle della seconda parte, trasformando quello che voleva essere un “percorso” in un’accozzaglia di versi), modificò il titolo (riportandoci persino un errore d’ortografia) e, soprattutto, non mantenne le promesse in termini di promozione e distribuzione.

L’esperienza fu sufficiente a tenermi lontano dagli editori ancora per un bel pezzo, fino a scoprire un editore decisamente migliore in Antonello Cassan e in Liberodiscrivere, che mi hanno ridato la voglia di pubblicare.

Questo mio primo libro è una raccolta di poesie e si intitola “Viaggio intorno allo specchio“.

Contiene alcune poesie “giovanili” scritte dal 1982 al 1987 (ma sono state scritte soprattutto nel 1983 e nel 1984).

Il volume si apre con questi versi:

NARCISO SI SPECCHIA

Sono una stella che uccide la notte

e tu no, non puoi salvarla.
Sono Narciso che si specchia nel lago
e tu no, non puoi impedirlo.
Sono un alto biondissimo mago
che cammina sulla punta delle stelle
silente
e non prova dolore.
Sono la pioggia che casca e t’inonda il viso
e tu no, non puoi rialzarla.

Narciso - Caravaggio

Sono una danza che ti prende
e ti porta lontano
e tu no, non puoi dirle di no

e volteggi sul prato di fresco rasato
che ne senti l’odore nel naso,
che ne senti la frescura nei piedi.
Sono la notte da me stesso assassinata
e tu no, non puoi darmi la mano
mentre muoio e mi dolgo piano.
Sono il lago che la

mia immagine riflette

e tu no, non puoi fermare il mio sguardo
che nel mio occhio infinitamente si getta.
Sono il tuo viso
e t’amo perché sono Narciso
e sono la vita e sono la morte
e sono me stesso,
ognora e per sempre,
sebbene diviso, sebbene confuso.
Sono io e sono la vita.
(Roma 20.3.86)

Ci sono, tra gli altri, anche dei versi che avrei voluto veder pubblicati accanto al dipinto di Chagall che li aveva ispirati. Nel volume però non fu possibile.
Vorrei farlo ora, ma l’immagine che ho trovato, sebbene simile a quella che ricordavo, è ambientata a Parigi e non a Venezia. Chi mi aiuta a ritrovarla? Era qualcosa a metà tra le due che ho riportato sotto.
GLI INNAMORATI NEL CIELO
Gli innamorati nel cielo di Venezia

Marc Chagall
sono un’anima lunga
uno spirito solo non solitario
librato da antico reliquario
in un’aura che d’azzurro si tinga
e tutto nel sogno confonda
tra luci sottili
quali pensieri scomposti
nati dal corpo e dal cuore
o da qualche tempio segreto
celato nel profondo dell’uomo.
Ragione e moto,
pulsione
emozione,
trazione…
Nel cielo lunare librati
come un mazzo di fiori dissolto Marc Chagall
ondeggiante nel vento
variopinto di notte
esotica e astrale
inumana e quasi divina
baciata da piccola luna
per un amore rituale.
(Roma, 11.9.84)
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