Posts Tagged ‘steampunk’

THE REICH STRIKES BACK

La produzione di film ucronici nel corso del 2012 si è arricchita di un nuovo titolo: “Iron Sky”, storia di fantascienza ucronico-satirica dalle tinte steampunk, uno steampunk particolare, però, tedesco nazista anziché inglese! Regista è Timo Vuorensola.

La trovata fa un po’ pensare a “I fascisti su Marte” di Corrado Guzzanti e Igor Skofic e si inserisce nel filone più prolifico dell’ucronia: la sopravvivenza del nazi-fascismo dopo il 1945, tema di romanzi fondamentali come “Complotto contro l’America” di Roth, “La svastica sul sole” di Dick o “Fatherland”, ma anche di opere come “Nero italiano” di Stocco o “L’inattesa piega degli eventi” di Brizzi.

L’idea è che nel 1945 un nutrito gruppo di nazisti si sia rifugiato sulla faccia oscura della luna e lì abbia costruito una flotta con cui nel 2018 si appresta a conquistare la terra.

L’impostazione del film è ironica e parodistica e cita alcuni film, dalla sfuriata della collaboratrice della Presidentessa degli Stati Uniti (parodia di Sarah Palin, candidata alla Presidenza) che riprende quella di Hitler nel  film La caduta – Gli ultimi giorni di Hitler, alle divise degli astronauti nazisti che ricordano quelle dei soldati imperiali di Guerre Stellari (anch’esse ispirate alle uniformi naziste, del resto).

L’aspetto forse più divertente del film è vedere come in settant’anni in nazisti, vivendo in isolamento totale, abbiano mantenuto inalterato i loro usi e mode, pur essendosi concentrati in uno spasmodico tentativo di sviluppare una tecnologia spaziale, pur in assenza dell’elettronica, ritroviamo così giganteschi ingranaggi, intrichi di cavi elettrici, inefficienti e colossali computer anni ’50.

La vera debolezza dei nazisti (e ironia del film) si rivelerà la loro totale ignoranza di come sia evoluto il mondo.

Il risultato non è certo un capolavoro, ma è molto godibile e non manca di alcune trovate simpatiche, come quella di far sottoporre James Whashington, l’astronauta americano di colore, a un trattamento speciale per renderlo ariano (biondo e con gli occhi azzurri). Imperdibile per gli amanti dello steampunk e da vedere per chi ama l’ucronia e la fantascienza.

 

Firenze 19/10/2013

 

SOPRAVVIVENZA STEAMPUNK

Ho scoperto lo steampunk analizzando le correnti della letteratura ucronica. Con questo genere di opere si intendono, generalmente, quelle che descrivono il protrarsi sino ai giorni d’oggi della cultura vittoriana inglese e, soprattutto, della civiltà industriale ottocentesca, con le sue grandi macchine a vapore, i suoi ingranaggi, i suoi motori a carbone.

ragazza steampunk

ragazza steampunk

Il volume “Guida steampunk all’Apocalisse” dà una diversa definizione del genere. In realtà, mi pare più una non-definizione.

L’Introduzione comincia così:

Come il cyberpunk un quarto di secolo fa, lo steampunk è oggi soprattutto negli Stati Uniti e nella rete, un movimento culturale in sboccio, una tendenza estetica, uno stile di vita che prende le mosse dalla moderna fantascienza di Gibson, Sterling (La macchina della realtà) e Stephenson (L’era del diamante”) per citarne solo alcuni, ma si spinge molto più indietro nella storia della letteratura, attingendo ai mondi immaginati da Verne e da H.G. Wells.”

Insomma, lo steampunk, pur fortemente connesso alla letteratura, è anche “una tendenza estetica, uno stile di vita”.

La guida scritta da Margaret Killjoy, in effetti, ha poco a che fare con l’ucronia (dato che parla di un mondo futuro) e molto con lo “stile di vita”. Scritto in tono umoristico, fornisce dei consigli molto concreti e pratici per sopravvivere in un mondo post-apocalittico secondo i principi dello steampunk.

Gli steampunk non sono per un ritorno alla natura, ma per un ritorno alla meccanica essenziale, quella in cui chiunque, con un buon manuale e un po’ di intelligenza, può riparare una macchina guasta. Amano gli ingranaggi, ma odiano l’elettronica.

ragazza steampunk

ragazza steampunk

Il volumetto della Killjoy è simpatico ma non comico (ne penso intenda essere diverso). Se dovessi sopravvivere a una qualche apocalisse, lo infilerei in borsa. Non risolve certo tutti i problemi, ma dà suggerimenti utili su come distillare l’acqua e renderla potabile, come difendersi da alcune malattie, procurarsi e conservare cibi, trovare alloggio e altre cose utili in un mondo devastato.

Una lettura piacevole, soprattutto per chi come me ama questo tipo di scenari, i trapper, per gli amanti della vita alla Robinson Crusoe o i sopravvissuti a qualche apocalisse.

Firenze, 23/06/2013

macchina steampunk

macchina steampunk

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