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E TU DI CHE COSA HAI PAURA?

Risultati immagini per nero urlanteCon “Nero urlante”, torno a leggere questa pregevole congrega di autori che già avevo incrociato leggendo “Nelle fauci del mostro”.

Ho acquistato “Nero Urlante”, un’antologia edita da Mauro Pagliai e curata da Andrea Gamannossi, al Caffè-Teatro-Libreria Niccolini, durante la presentazione della raccolta di racconti.

Nero urlante” sembra quasi una prosecuzione  di “Nelle fauci del mostro”, visto che molti sono gli autori in comune, che riconosco dal precedente volume in primis il curatore di entrambi i testi, Andrea Gamannossi, nonché Sergio Calamandrei, di cui ho letto molte altre cose, Paolo Piani, Arianna Niccolai, Stefano Rossi, Simone Innocenti, Bernardo Fallani, Mirko Tondi, Vario Cambi, Paolo Romboni, cui si aggiungono qui Davide Gadda e Bernardo Fallani.

Devo dire che la qualità di questo volume mi pare superiore a quella, pur meritevole di “Nelle fauci del mostro”, forse, immagino, perché nel primo volume il tema era assai più ristretto e limitante per la creatività degli autori, giacché si parlava del famoso mostro di Firenze, che assassinava le coppiette che si appartavano in vie poco frequentate.

Nero urlante”, invece, ha come tema la paura, argomento assai più ampio e su cui ciascuno ha certo di più da dire.

Introduce la raccolta di 11 storie (il sottotitolo recita “11 scritti di paura”) il racconto del curatore Andrea Gamannossi, che dà il titolo alla raccolta, “Nero urlante”, che ci parla del vuoto che si è creato dentro una giovane donna, priva di memoria, riempito solo da un urlo straziante. Bello il finale, che ovviamente non anticipo.

Prende quindi la penna Mirko Tondi con il suo “Strategie di resistenza” sulla paura del volo. Anche qui abbiamo un bel finale che rovescia la prospettiva.

Il successivo “Fantasmi a sorpresa” di Paolo Piani parte dalla paura di un bambino per i fantasmi che il padre, in modo un po’ bizzarro, pensa di risolvere assoldando un detective privato, solo per tranquillizzare il piccolo, ma con sviluppi inattesi.

Segue Sergio Calamandrei con il suo suggestivo “Mi vogliono uccidere” che mostra un uomo distrutto dopo aver perso tutto al gioco e aver truffato i propri clienti, che teme di essere assassinato e si confida con un bambino. La morte è in agguato ma sotto spoglie imprevedibili.

Andrea Gamannossi e Arianna Niccolai

La giovane Arianna Niccolai con “Lo sguardo del cervo” esplora una paura singolare, la teofobia, la paura del divino, in un racconto dagli sviluppi mistici. Avrei detto che una simile fobia dovesse essere del tutto immaginaria, ma a quanto pare esiste davvero!

Vario Cambi, in “Occhi ridenti”, ci racconta il mescolarsi di una strana paura dei treni con il tragico attentato alla stazione di Bologna del 2 agosto 1980.

Paolo Romboni, con “Terapia d’urto” ci parla della claustrofobia e di una drastica cura dagli effetti negativi.

Si muove su un altro piano stilistico, rispetto al resto dell’antologia, il racconto allucinato di Stefano Rossi “Delirio fobico”, sulle crisi d’astinenza da droga.

Piuttosto fuori tema è, invece “A biscondola” di Simone Innocenti, un dialogo in totale brain-storming, se così possiamo dire, in cui la paura è solo uno degli argomenti toccati e dove non c’è poi tutto questo disagio, del resto stare a bisgondola, ci spiega l’autore, vuol dire stare bene.

David Gadda, con “Il volo” ci riporta sul piano delle fobie, parlandoci della moderna paura di volare e di un’allucinazione connessa.

Il termine “apofenia” è stato coniato nel 1958 da Klaus Conrad, che la definì come un'”immotivata visione di connessioni” accompagnata da una “anormale significatività”. I due protagonisti del racconto “Apofenia” di Bernardo Fallani sono vittime della propria apofenia complottistica che li porta a dubitare l’uno dell’altra.

Questo racconto chiude questa snella e gradevole antologia di 156 pagine, che più che una raccolta horror è un’analisi narrativa delle fobie umane, dalla paura della perdita, a quella del volo (analizzata due volte), dei fantasmi, degli assassini, del divino, dei treni, dei luoghi chiusi, del buio, dell’astinenza e dei complotti.

E tu, di che cosa hai paura?

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Antonio Pagliai, Andrea Gamannossi e Sergio Calamandrei

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IL MOSTRO DI FIRENZE È TORNATO NELLE LIBRERIE

Risultati immagini per nelle fauci del mostroNelle fauci del mostro” è un’antologia di racconti italiani recenti scritti attorno alle vicende del cosiddetto “Mostro di Firenze”, che imperversò contro le coppiette che si appartavano in auto per vari decenni, fino al 1985 e su cui molte furono le ipotesi e numerosi gli arresti, che però hanno lasciato nella popolazione fiorentina la sensazione che non tutto sia stato portato alla luce. Come ben evidenziato anche dal racconto di Sergio Calamandrei, la presenza del mostro ebbe effetti pesanti sull’approccio alla sessualità dei fiorentini, ancora fortemente legati alla mentalità cattolica, nonostante la rivoluzione del 1968, e provati, come tutto il mondo, dalle paure dell’AIDS, sommando la paura per il sesso in luoghi appartati. Paura, che ancora non abbandona chi ha vissuto quegli anni, come evidenziato da Arianna Niccolai.

L’antologia affronta il tema con gli approcci più disparati.

Il primo racconto (“Due” di Mirko Tondi) ipotizza un ritorno del Mostro, che adesca un nuovo collaboratore e lo spinge a compiere nuovi delitti, cambiando però alcuni particolari del rituale omicida.

Il secondo (“Phobia”) della giovanissima Arianna Niccolai, si svolge in due tempi e mostra i traumi lasciati nella psiche di un cinquantenne d’oggi dalle paure di allora. Fobie che possono essere più letali di certi mostri.

Con “Francobolli e vecchi castelli” di Paolo Piani siamo nell’indagine. Uno studente universitario esamina indizi trascurati, arrivando a fare scoperte sconcertanti.

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Alcuni autori. Il curatore Andrea Gamannossi è il terzo da sinistra.

Con “La finestra sul mondo” Andrea Gamannossi (curatore del volume) esplora ipotesi paranormali di possessione, offrendoci una visuale tra le più angoscianti della raccolta.

Stefano Rossi ne “Il Mostro è tornato” ipotizza una ripresa dei delitti e offre un’insolita chiave di lettura nella numerologia, con sviluppi agghiaccianti.

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Tre autori (il secondo è Calamandrei, il terzo il curatore Gamannossi).

Attenta ai risvolti sociologici e psicologici è l’analisi di Sergio Calamandrei in “Eros e morte”, in cui troviamo un giovane detective Renzo Parisi che già abbiamo conosciuto, in vicende ambientate anni dopo, nei romanzi “L’Unico Peccato” e “Indietro non si può”, facenti parte del “Progetto Sesso Motore”, con cui Calamandrei esplora gli effetti sociali del sesso, tema che ben si presta alle vicende di questa antologia.

In “Amori Perigliosi”, Vario Cambi crea un’ambientazione che ci riporta indietro fino ai tempi del medioevo per narrare le vicende della fine di un amore e della nascita di un altro, complice il clima e gli eventi connessi all’opera dell’assassino delle coppiette.

Bernardo Fallani in “Ouroboros” immagina i delitti essere opera di una setta di distinti personaggi.

Con “La voce delle macchine” Simone Innocenti ci regala forse la storia più inquietante della raccolta, con un protagonista folle, di certo con un profilo psicologico assai diverso da quello del presunto “Mostro di Firenze”, ma non per questo meno suggestivo.

Chiude la silloge il racconto di Paolo Romboni “Il mostro dentro”, che orienta l’indagine poliziesca verso un agghiacciante profilo criminale da schizofrenico.

La lettura del volume, nel complesso piacevole, è un’occasione per ricordare quegli anni e per tornare a riflettere su delitti che hanno lasciato il segno e anche un profondo senso d’incompiutezza, sia per la sensazione che le indagini non abbiano portato a galla tutto ciò che c’era, sia per la paura che la storia non sia finita.

 

Presentazione de "Nelle fauci del mostro" alle Oblate di Firenze - 12 novembre 2016

Presentazione de “Nelle fauci del mostro” alle Oblate di Firenze – 12 novembre 2016

 

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Arianna Niccolai

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