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COME PUBBLICARE, CON CHI E PERCHÉ

Durante la Quinta Serata “RIFLESSIONI SULL’EDITORIA” del GSF presso la Laurenziana abbiamo ragionato assieme sulle alternative di pubblicazione offerte agli autori poco noti (non mi piace il termine esordienti), anche alla luce di quanto detto nel precedente incontro “Come pubblicare con un grande editore” e di quanto emerso a Firenze Rivista.

Ha introdotto Barbara Carraresi, ricordando che la finalità di questi incontri negli spazi gentilmente offerti dalla ASD Laurenziana al GSF Gruppo Scrittori Firenze è avere un’occasione per tutti gli autori locali di confrontarsi direttamente su vari temi. La riunione del 1 ottobre è stato un dovuto momento di riflessione sulle informazioni, per alcuni scioccanti, ricevute durante l’incontro “Come pubblicare con un grande editore” e ritarare le nostre strategie di approccio all’editoria.

Interessante il contributo di Sergio Calamandrei sulle funzioni cui dovrebbe assolvere l’editore (e che spesso svolge solo in parte). Vi consiglio di leggere il suo articolo in merito, assai esauriente, che trovate qui.

Marco Scaldini ha raccontato come sia diventato autore Rizzoli, venendo pubblicato “dall’interno”, nel senso che già lavorava per la casa editrice come traduttore.

Massimo Acciai ha raccontato la sua esperienza di editor presso case editrici di varie dimensioni. In particolare, citava una stanza nei locali di un editore importante, piena di “manoscritti” inviati dagli autori, che nessuno leggeva, salvo rari stagisti volenterosi, e che dopo un po’ andavano al macero, questo a riprova di quanto detto nel precedente incontro sull’inutilità di mandare testi alle grandi case editrici, senza un’adeguata presentazione.

La considerazione generale è stata che tutto quanto detto nell’incontro “Come pubblicare con un grande editore” è giusto e utile se si vuole arrivare alle major, ma se ci si accontenta di pubblicare con piccoli volumi, rimangono percorribili sia l’approccio al self-publishing (sebbene questa forma rende l’opera ancora meno credibile che se edita da un piccolo editore), sia quello alla piccola editoria senza una distribuzione cartacea nelle librerie. Per chi ambisce a maggiori risultati, invece, rimane utile poter accedere a case con distribuzione cartacea (e che paghino anticipi), se si vuole ambire a maggiori risultati. Non mancano comunque esempi di volumi editi da piccole case che hanno fatto un salto di livello.

Insomma, si sceglie con chi pubblicare soprattutto in base alle proprie ambizioni e possibilità (ci sono editori disponibili a prendere in considerazione i nostri testi e altri che non lo fanno), cercando di concentrarsi sugli editori più affini per generi pubblicati. Non si deve mandare testi a case editrici che non si siano prima “studiate”, cercando di capire se assolvono a tutte le “funzioni” elencate da Calamandrei o solo ad alcune, se queste sono per noi sufficienti e se il nostro testo si inserisce nella loro linea produttiva. Gli editori vanno cioè anche scelti in base al genere che pubblicano, evitando di rivolgersi a case che pubblicano testi troppo differenti dal nostro. Anche per questo il mio prossimo lavoro “Apocalissi fiorentine” uscirà il 12 Ottobre 2019 con il gruppo Tabula Fati, nella loro collana di fantascienza. La presentazione in anteprima avverrà durante l’importante festival  milanese “Stranimondi”, che raccomando agli appassionati del genere.

Ovviamente si sconsiglia vivamente di ricorrere agli editori che chiedono agli autori non solo un contributo in termini promozionali e di editing, ma anche di denaro.

Anche il ricorso ad agenzie letterarie è apparso ai presenti aggiungere ben poco a un’attività di contatto diretto con gli editori, salvo non rivolgersi ai grandi agenti, non meno difficili da raggiungere delle case editrici maggiori.

Tutto sommato, soluzioni come la locale Porto Seguro Editore, che vanta numerosissime pubblicazioni rimane un’opzione per chi voglia entrare in modo “amatoriale” nel mondo delle pubblicazioni, senza dover spendere nulla di più del proprio tempo. Lo stesso direi per il mio precedente editore genovese Liberodiscrivere, che ho lasciato solo per questioni di logistica. Ritengo, infatti, che avere un editore nella propria città, a parità di condizioni, sia un vantaggio, perché consente di partecipare più agevolmente agli eventi che organizza. I presenti, inoltre, concordano che Porto Seguro Editore è stato ed è un importante riferimento di aggregazione per molti autori locali e hanno apprezzato la qualità delle copertine.

Marco Cibecchini ha raccontato perché sia ricorso al self-publishing (YouCanPrint), che offre il vantaggio di assoluta autonomia in tutte le scelte (copertina, impaginazione, promozione), anche se priva di un supporto, per quanto a volte effimero intermini di editing e promozione. Ci sono comunque forme di aggregazione tra autori auto-prodotti che possono aiutare a pubblicizzare la propria opera. Personalmente ho usato il self-publishing (Lulu e IlMioLibro) quando ho portato avanti l’esperimento di web-editing de “La bambina dei sogni”: a ogni commento di nuovi lettori (che chiedevo fossero “cattivi”) ne facevo una nuova edizione (circa una a settimana). Cosa impossibile con un editore, per quanto disponibile.

Chiara Sardelli e altri presenti hanno riportato le proprie esperienze di lettori e aspiranti autori. In particolare, Chiara Sardelli ha ricordato l’importanza di essere presenti nei gruppi di lettura on-line, come anobii, spazio in cui sono presenti gruppi dedicati alla lettura di “autori poco noti” oltre a gruppi di vario interesse (dalla fantascienza, al romanzo storico, al giallo, a fan di vari autori, gruppi locali e altro), spazi per scambio libri cartacei ed ebook,  per regalare libri, per annunciare presentazioni letterarie, per farsi aiutare nell’editing o per organizzare incontri.

Anobii, inoltre, consente di archiviare la propria libreria e di lasciare commenti a tutti i libri letti.

Renato Campinoti ha insistito sull’importanza di trovare una strada non solo per pubblicare, ma per far sì che la nostra attività si colleghi con il territorio e le sue associazioni, cercando di avere, come Gruppo, una presenza nelle librerie locali.

Possibili nuovi temi potrebbero essere una strategia di approccio al web come gruppo e un sistema per collegarsi maggiormente alle realtà fiorentine.

Chiedo scusa se non cito tutti gli interventi, ma non prendevo appunti e la mia memoria è fallace. Se volete fatemi sapere se posso correggere o integrare.

Il prossimo appuntamento è fissato per martedì 29 Ottobre, sempre alle 18,00, sul tema: “LA STRUTTURA NASCOSTA SOTTO LA SUPERFICIE DEL GIALLO E DEL NOIR – Come scrivere, dal punto di vista tecnico, un giallo o noir che catturi il lettore”. Ne parlerà il giallista Sergio Calamandrei.

Torneremo a parlare di editoria, approfondendo il tema delle riviste letterarie spero in novembre.

 

FLUSSO E RIFLUSSO DEI RICORDI

Non so perché Sabrina Calzia abbia chiamato la sua raccolta di racconti “Onde”, ma penso possa avere qualcosa a che fare con il riflusso, che in qualche modo mi fa pensare ai ricordi: qualcosa che torna e poi se ne va di nuovo. “Onde” infatti è un libro fatto di memorie, non saprei quanto autobiografiche, perché ogni volta appartengono a personaggi diversi e non penso possano essere state tutte frutto di esperienze dell’autrice.

In un racconto, peraltro, si parla di ricordi che affondano e riemergono nel “mare della mente”

Onde” è anche un libro di perdite, di dolori, di rimpianti, come spesso è quando si ha a che fare con i ricordi.

Onde” contiene momenti poetici, a partire dal primo racconto, che ci trasporta subito in un viaggio dal sapore onirico, momenti di vita quotidiana e storia comune. Tra le “onde” troviamo alcuni personaggi che non si dimenticano, come il professore solitario, la vecchia gattara che si chiamare Bimba e tanti altri. Tra le “onde” troviamo ricordi che somigliano ai nostri, di noi che abbiamo vissuto gli ultimi decenni del ventesimo secolo, quel clima di vero terrore degli anni di piombo, che ritroviamo in uno dei racconti, quando si aveva paura ad andare in luoghi frequentati, altro che i terroristi islamici di oggi!

Non è, insomma, solo una raccolta di pensieri intimistici, ma, oltre al terrorismo, ci troviamo storie di mafia, di razzismo, di immigrazione.

A volte le memorie fanno sentire la loro voce, perché i ricordi sono anche fatti di musica, a volte si trasformano in acquerelli delicati, a volte si mutano in giochi di parole, soprattutto dove sentono il profumo del vino.

Ing. Sabrina Calzia

Queste “onde” ti passano sopra con delicatezza, senza travolgerti, anche quando parlano di grandi dolori, di malattie (cancro, anoressia, bulimia…) o della morte. Sono “onde” che formano un mare e come davanti al mare ci si ferma a riflettere, a pensare o semplicemente a osservare.

Tutto appare vicino, riportato a noi dalla memoria, e, nel contempo, lontano, proprio perché filtrato da questi ricordi, veri protagonisti della silloge, riportati in vita da una scrittura corretta, precisa, con tinte color seppia, che ricordano quelle delle fotografie di una volta.

Pubblicato con “Youcanprint”.

 

 

 

 

Versilia - agosto 2014 - Foto Carlo Menzinger

Versilia – agosto 2014 – Foto Carlo Menzinger

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