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L’INDIA DELL’OPPIO

Risultati immagini per Mare di papaveriDopo aver letto un romanzo sulla povertà più profonda dell’India di metà del secolo scorso con “La città della gioia” di Lapierre, faccio ora un salto indietro di un altro secolo per tornare ai tempi delle colonie inglesi nelle pagine di un autore indigeno, Amitav Gosh, che nel suo “Mare di papaveri” ci parla di un Paese che sembra assai meno misero di quello descritto da Lapierre, ma che era già profondamente ferito e con una povertà diffusa. L’impostazione dei due romanzi non potrebbe, però, essere più diversa, perché “Mare di papaveri” è una grande avventura che, per brevi momenti, può persino farci venire in mente il nostrano Emilio Salgari e i suoi pirati. Non per nulla al centro di tutta la vicenda c’è una nave, la Ibis, adibita ora al trasporto di schiavi, ora al commercio di oppio. Come si capisce dal titolo, le vicende ruotano in gran parte attorno al mondo dell’oppio, ai suoi coltivatori, a chi lo commercia, a chi ne trae profitto e a chi lo consuma e ne è schiavo.

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Amitav Gosh

I protagonisti sono membri di ogni classe sociale, indigeni e coloni. Chissà se è un caso che anche qui, come ne “La città della gioia” ci sia una Lambert. La vita in questo “Mare di papaveri” è dura, a volte spietata. La sorte è fragile e può rovesciarsi come un fortunale in mezzo al mare.

In questo mondo si muovono personaggi con un loro spessore, una loro forza vitale, con sogni, speranze e desideri di sopravvivenza se non di rivalsa. Ci sono storie d’amore, amicizie impensabili, solidarietà, cameratismo a condire un’avventura corale che ci descrive un mondo esotico per epoca e lontananza geografica, ma con protagonisti così umani ma sentirli nostri fratelli. Non ci sono le emozioni forti de “La città della gioia”, ma il racconto è coinvolgente.

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SU E GIÙ PER IL TEMPO

David Mitchell

Dopo aver apprezzato molto il film “Cloud Atlas” (2012), ho ora letto il romanzo da cui è stato tratto, “L’atlante delle nuvole” di David Mitchell. Il film ricalca piuttosto fedelmente la trama del libro, ma il risultato è, secondo me, superiore, grazie alla trovata di far recitare parti diverse agli stessi attori (tra cui Tom Hanks, Susan Sarandon, Hugh Grant e Zhou Xun), questo non solo lo rende un piacevole esercizio recitativo, ma sembra aggiungere un’importante chiave di lettura, che nell’opera letteraria non ho ritrovato.

La trama, comune, si snoda attraverso diverse epoche del passato e del futuro (facendo essere questo lavoro sia romanzo storico sia fantascienza futurologa), con continui salti in avanti e indietro e in diverse parti del mondo. La storia dell’umanità viene descritta attraverso alcune vicende specifiche, quindi il romanzo si può leggere quasi come una raccolta di racconti slegati tra loro, sebbene alcuni elementi ritornino in ciascuno, come la presenza del fisico nucleare omosessuale Rufus Sixsmith, che incontriamo sia giovane, sia vecchio in due diverse epoche o la musica di Forbisher (il Sestetto dell’Atalnte delle Nuvole) o il diario di Adam Ewing (salvatore e salvato dallo schiavo moriori in altra parte del romanzo) letto dallo stesso Forbisher o Cavendish che scrive un film sulla vita di Luisa Rey, la giornalista che indagava su Sixsmith, o il clone Sonmi-451 che si ribella al sistema e che in epoche successive sarà venerata come una divinità.

Il romanzo, insomma, presenta un’unitarietà non troppo evidente, e questo è, io credo, il suo maggior difetto. I salti temporali e di genere, inoltre, penso possano indisporre taluni lettori, specie chi, a differenza di me, non ami al contempo fantascienza e romanzo storico.

Questa mancanza di unitarietà, viene brillantemente superata dai geniali registi Lana, Andy Whachowski (gli ideatori dell’imperdibile saga di “Matrix”)  e Tom Tykwer,  mediante l’espediente di far recitare gli stessi attori nelle diverse epoche, mostrandoci come tutto sia assai più legato di quel che sembra (nella nostra vita e non solo in questa storia), come i rapporti tra i personaggi abbiano radici che si perdono nel tempo e, forse, suggerendo l’ipotesi di possibili reincarnazioni o di un destino che si possa trasmettere da un individuo a un altro di una diversa generazione. I registi poi hanno aggiunto alcuni elementi ricorrenti che legano ulteriormente la trama dei sei racconti (più un prologo aggiuntivo), come la voglia a forma di stella cometa che hanno i personaggi che vogliono mutare il proprio mondo.

Le singole storie sono affascinanti e ben costruite, dunque il romanzo si potrebbe ben leggere anche come semplice silloge, ma il tocco degli ottimi attori e la trovata dei registi fanno dell’opera cinematografica un piccolo capolavoro, degno di segnare la storia di questa forma narrativa.

In particolare, la descrizione del mondo futuro, sia nell’epoca popolata da cloni schiavizzati dai “purosangue”, sia nell’epoca post-apocalittica, con l’umanità regredita a livelli medievali si presenta piuttosto inventiva, se non innovativa, ma anche le vicende di epoca coloniale dello schiavo fuggito o del giovane compositore asservito al grande maestro non mancano di fascino, soprattutto se si legge tutto l’insieme come un grande affresco attraverso i secoli della schiavitù, nelle sue varie forme.

Personalmente, sono stato colpito dai riferimenti alla cultura moriori (di cui avevo letto recentemente nel saggio “Collasso” di Jared Diamond), ritrovandovi alcune osservazioni sulla crisi di questa civiltà già lette nel saggio.

Insomma, un buon romanzo che ha beneficiato di un’intelligente, se non geniale, reinterpretazione cinematografica.

Uno dei rari casi in cui si può dire che il cinema ha superato la scrittura.

 

 

Cinquale, 03/08/2014

 

 

 

 

 

 

SCHIAVI PART-TIME

Carlo Menzinger- Schiavi part-time

Carlo Menzinger- Schiavi part-time

Otto ore dormiamo. Otto ore (almeno) lavoriamo. Otto ore ci restano per mangiare, curare i nostri corpi cadenti, le nostre famiglie e le nostre case, aggiornarci, incontrare gli amici, vivere.

Non siamo schiavi, ma il nostro tempo è ipotecato, il nostro futuro tracciato. Lo spazio per noi stessi limitato. Ci crediamo liberi, ma la maggior parte del nostro tempo appartiene ad altri. Quello che ci rimane, lo viviamo in giungle d’asfalto, tra predoni consumistici.

Siamo schiavi part-time.

 

Schiavi Part-Time” è il terzo dei volumetti in cui sto raccogliendo alcuni versi scritti negli ultimi trent’anni (dalla fine del Liceo a oggi), tra il 1983 e il 2013.

La possibilità di auto-pubblicarmi e di realizzare da solo degli e-book, senza disturbare editori (di certo impegnati in progetti più significativi!), mi ha convinto a darli alle stampe dopo vari anni che non lo facevo (l’ultima raccolta prima di queste è “Viaggio intorno allo specchio”, pubblicata nel 1989 da Gabrieli).

Ho deciso di dividere il più possibile i versi in base all’argomento, sebbene questo sia un criterio impreciso e molte “poesie” (non amo e non oso chiamare i miei lavori così!) avrebbero potuto collocarsi in raccolte diverse da quelle in cui le ho inserite.

Questo volume (“Schiavi Part-Time”) parla del nostro vivere quotidiano, da cittadini di un mondo un po’ stretto, in cui siamo vincolati da orari, obblighi e impegni vari e in cui il tempo per noi stessi sembra sempre meno. Ci crediamo liberi, ma la maggior parte del nostro tempo appartiene ad altri. Siamo, in un certo senso, tutti “schiavi part-time”.

 

L’idea è di pubblicare presto anche gli altri versi. Gli altri due volumi già pubblicati sono:schiavi in barattolo

  1. Il Terzultimo Pianeta” (pubblicato il 24 marzo 2013): un pianeta morente, l’uomo come un virus, dalla Genesi all’Apocalisse, in versi ora rabbiosi ora ironici che parlano di vita, morte e illusione di Dio.
  2. Rossi di sangue sono dell’uomo l’alba e il tramonto” (pubblicato il 19 maggio 2013): raccolta di componimenti brevi, in stile giapponese. Nell’immediatezza dell’attimo la profonda percezione della vita.

 

Anche per questa raccolta ho scelto la formula del copyleft:: un volume cartaceo da vendere a chi lo volesse, ma accompagnato da un e-book gratuito che sarà possibile scaricare senza spesa alcuna dal mio sito www.menzinger.too.it.

 

TITOLO: Schiavi part-time

Autore: Carlo Menzinger di Preussenthal

ISBN 9781291543650

Copyright Carlo Menzinger

Pubblicato 31 agosto 2013

Lingua Italiano

Pagine 91

Rilegatura Copertina morbida con rilegatura termica

Inchiostro contenuto Bianco e nero

Peso 0,19 kg

Dimensioni (centimetri) Larghezza: 14,81, altezza: 20,98

bianconiglio con orologio

La scheda del volume è qui.

L’e-book può essere scaricato gratuitamente qui.

Il cartaceo può essere acquistato su Lulu.

 

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