Posts Tagged ‘rosa’

VIA COL VENTO DOPO L’APOCALISSE

Risultato immagini per annarita stella petrino"

Annarita Stalla Petrina

Nel romanzo di Annarita Stella PetrinoQuando Borg posò lo sguardo su Eve” (Tabula Fati, 2019), in un futuro imprecisato, che fa pensare un po’ alla Georgia di “Via col vento” (il film di Victor Fleming del 1939), con i suoi grandi proprietari terrieri e i relativi schiavi, la Terra è popolata da umani e da una razza sovrumana tecnologica chiamata borg, ma che, a differenza di quanto potrebbe far pensare il nome, hanno ben poco di robotico nei loro corpi. I borg, questi umani versione 2.0, sono ricchi e potenti, ma non è ben chiaro in cosa siano superiori davvero agli umani, a parte la loro algida freddezza da Spock di Star Treck: i borg non hanno “l’incoscienza dei sentimenti” (pag. 111).

Gli umani versione 1.0 (cioè noi) sono loro schiavi.

Il problema è che gli uomini non si sono ancora abituati all’idea di essere sopraffatti dalle loro creature” (pag. 31)

I borg giustificano il loro dominio sui propri creatori in quanto “anno bisogno di essere governati, da soli sono capaci solo di distruggere”. Forse è davvero così!

In questo i borg fanno un po’ pensare al R. Daneel Olivaw di Asimov, l’automa che protegge l’intera umanità nel Ciclo dei Robot.

Sono vietati i matrimoni tra le due razze, ma evidentemente non sono davvero specie diverse, perché se si accoppiano producono figli non sterili. Gli umani 2.0, del resto, sono così poco meccanici, che si riproducono tra loro e sono ormai alla sesta generazione (direi quasi che siamo all’umanità 2.6).

Risultato immagini per via col vento"Tutto ciò fa da sfondo alle avventure di una mezzosangue, metà umana, metà borg, figlia, per giunta di uno dei più potenti e ricchi latifondisti borg e di una prostituta umana.

Frutto di un amore proibito, lei stessa, considerata di fatto una borg, si camuffa da umana per sfuggire ai suoi nemici e trova l’amore in un uomo 1.0.Risultato immagini per Quando borg posò lo sguardo su eve"

Se per i romanzi rosa d’ambientazione storica parliamo di romance, per quelli di ambientazione fantascientifica non mi pare esista ancora un’etichetta. Il romanzo è stato, però presentato, correttamente, come FS Young Adult.

Le avventure di questi futuribili Romeo e Giulietta sono arricchite, peraltro, da un messaggio socio-politico di uguaglianza e fratellanza tra diversi (“un mondo in cui non ci siano più razze superiori e razze inferiori” – pag. 161), forse un po’ utopistico (“«Cosa pensereste di una società in cui agli esseri umani venga restituita la libertà e la possibilità di praticare il culto«Penserei che si tratta di un’utopia»”) e si snoda in una trama con connotazioni da libro giallo, con la ricerca e scoperta delle vere origini di Lilandra Nassir e il mistero della morte di suo padre e di molti altri borg durante una presunta insurrezione umana.

 

AVVENTURE ROSA IN TERRA DI FRANCIA

Giada Bonasia copia

Giada Bonasia (Palermo 1990)

Quella notte che il destino fu deciso”, credo sia l’opera prima della giovanissima Giada Bonasia, autrice esordiente cui auguro tutto il successo possibile e di poter crescere ancora lungo l’ardua strada della scrittura creativa.

Si legge dalla quarta di copertina di “Quella notte che il destino fu deciso” che il romanzo è ambientato nel 1339, anno in cui l’Europa sta attraversando una grave crisi, caratterizzata da una stasi dell’aumento demografico e dell’agricoltura, mentre Inghilterra e Francia si scontrano in una lunga guerra.

Eppure non definirei questo di Giada Bonasia un romanzo storico, quanto piuttosto un romance.

I riferimenti storici sono, infatti, più che secondari, immaginari. Per esempio, sul trono di Francia non siede Filippo VI di Valois ma uno sconosciuto Sigismondo.

Questo potrebbe far pensare che siamo nel bel mezzo di un’ucronia, genere in cui, come noto, mi diletto spesso, ma l’intento dell’autrice non mi pare qui quello di descrivere realtà storiche alternative o di descrivere sviluppi storici partendo da diverse ipotesi.

Al centro della sua attenzione ci sono, invece, le avventure amorose di alcuni personaggi, in particolare Armand e Marichelle (mi chiedo dove abbia trovato questo nome). Tutti personaggi vicini al trono di Francia o d’Inghilterra, un po’ come in un fantasy ma senza draghi, maghi o elfi.

Con il termine romance s’intendono sia il componimento epico-lirico di origine castigliana sia una novella a sfondo romantico, con toni fantastico-avventurosi. Suo sinonimo in tal senso è romanzo rosa. Personalmente preferisco usare questo termine per i romanzi rosa “in costume” (piuttosto che dire “storici”, dato che sovente il riferimento storico tende a essere quanto meno “sfumato”).

Insomma “Quella notte che il destino fu deciso” è un romanzo rosa di ambientazione medievale.Risultati immagini per giada bonasia

Dunque non lo consiglierei né agli amanti del romanzo storico, né dell’ucronia, ma piuttosto a quelli di questo genere.

Del resto, per chi ama il rigore di romanzo storico e ucronia, leggere di personaggi francesi con nomi come Marichelle, Antohine (con l’acca!) o Dupuarò potrebbe indurre a chiudere in fretta il volume.

Occorre, invece, calarsi nello spirito delle avventure amorose e lasciarsi trascinare per le ben 602 pagine del volume, seguendo le palpitazioni, attese e sorprese di Maeichelle, Antohine, Armand, Cyril, Louise, Loran, Giselle.

Peccato sia mancato un editing almeno grammaticale del testo, perché Giada Bonasia è un’autrice fantasiosa, ricca di sentimenti e che, viste le dimensioni di questo volume, sembrerebbe anche prolifica e meriterebbe, come altri autori, una maggior attenzione editoriale. Pare, però, che una nuova edizione riveduta e corretta sia in corso di preparazione. La aspettiamo.

UN GIALLO A LUCI ROSSE CON 50 SFUMATURE DI ROSA (BELLADONNA).

Image result for la caSA è chiusa BelladonnaIl romanzo d’esordio di Rosa Belladonna, pubblicato da Porto Seguro Editore, “La casa è chiusa”, è giunto alla sua seconda edizione.

Ci riporta indietro di oltre sessant’anni, in un’Italia ancora non toccata dalla famosa Legge Merlin che chiuse le Case Chiuse. Ed è questo l’ambiente in cui Belladonna ci accompagna per parlarci di un delitto (forse doppio), con l’omicidio di un personaggio inviso a tutti e che tutti avrebbero voluto morto quando era vivo, un usuraio figlio di una famiglia di usurai. All’indagine poliziesca fanno da contraltare le storie delle ragazze che si definivano allegre ma che avevano ben poco di cui esser felici. Il giallo diventa allora testimonianza storica di un mondo mai del tutto scomparso, di un modo di vivere passato.

Rosa Belladonna

Belladonna è fiorentina d’adozione ma agrigentina di nascita e mescola con leggerezza italiano e siciliano (vezzo che dà un certo sapore alla narrazione ma che, anche in altri autori, poco perdono, preferendo personalmente l’uso di una lingua sola, o casomai l’uso del dialetto solo in certi dialoghi dove ha un senso usarlo, a meno che non si voglia fare una parodia come facciamo, per esempio, Simonetta Bumbi ed io in “Cybernetic love” mescolando inglese e italiano). Che cosa ne pensate?

A parte la scelta della lingua, il romanzo rimane una buona prova d’esordio per un’autrice che certo ha qualcosa da raccontare.

FOLLIA D’AMORE AI TEMPI DEL FASCISMO

Image result for Dall'abisso Lorella De BonA leggere la quarta di copertina del romanzo di Lorella De BonDall’abisso” mi ero fatto quasi l’idea che si trattasse di una semplice storia d’amore. Questo primo romanzo di Lorella De Bon, invece, contiene anche altri elementi. Innanzitutto, è ambientato in un manicomio italiano nel 1940, all’inizio della Seconda Guerra Mondiale. C’è quindi, seppur come cornice, una riflessione su questa istituzione ora abolita e sul male che vi pativano i pazienti, a maggior ragione in un tempo assai poco tollerante verso le diversità come quello del fascismo. C’è, inoltre, dunque, anche una collocazione temporale che se non rende questo propriamente un romanzo storico, fornisce all’opera talune di queste caratteristiche.

Va, poi, detto qualcosa della particolarità della storia d’amore che, in effetti, rappresenta il cuore, in tutti i sensi, del romanzo. Protagonista è una paziente del manicomio, lì ricoverata sin da bambina, a seguito di violenze familiari, e a innamorarsi di lei (ricambiato) è il medico che l’ha in cura.

Penso che sia piuttosto facile che una paziente si innamori del proprio psicologo. Quest’ultimo, in genere, però, professionalmente, non si lascia coinvolgere. Sarà che erano altri tempi, ma qui a condurre i giochi è soprattutto il bel Dott. Givetti, innamorato di Teresa al punto di rapirla dal manicomio e fuggire con lei, perdendo il lavoro e sfidando i controlli e i sospetti dei fascisti.

Image result for Lorella De Bon

Lorella De Bon

Se questo è il primo romanzo di Lorella De Bon, come scrive nel risvolto di copertina, non è però la sua prima opera, avendo già pubblicato due raccolte poetiche e un giallo a quattro mani. Io, poi, la conobbi anni fa per la sua partecipazione con un racconto (“L’impero delle donne”) alla raccolta di allostorie da me curata “Ucronie per il terzo millennio”, in cui immagina un’antica Roma augustea alternativa.

Dunque, anche grazie a queste e altre esperienze, Lorella De Bon arriva con una certa esperienza e maturità ad affrontare la prova del primo romanzo “solista”, giacché anche il giallo scritto con Patrizio Pacioni era pur sempre un romanzo. “Dall’abisso” si presenta allora come opera di una certa profondità e di gradevole lettura e non posso che augurare all’autrice e al libro il miglior successo possibile.

 

 

Image result for squadristi fascisti

UNA DETECTIVE-STORY GIALLO-ROSA

Pane, marmellata e tèSono passati ormai alcuni anni da quando ho letto “Montecuccoli 1937-38”, la ricostruzione storica dell’attività di un Capo Elettricista sull’incrociatore leggero Raimondo Montecuccoli in missione in Estremo Oriente, narrata dalla nipote Carla Casazza.

Leggo ora il suo nuovo giallo “Pane, marmellata e tè”, che racchiude tre racconti, uno più lungo e gli altri due progressivamente più brevi, che vedono al centro le indagini di una bella e giovane giornalista, Beatrice Ardenzi. Le tre storie sono consequenziali tra loro e quasi unite a formare un’unica vicenda, se non altro dal punto di vista sentimentale.

Carla Casazza

Si parte da una vera indagine su un serial killer, il cosiddetto “mostro della palude”, occasione per incontrare il Commissario Croci e l’agente Alessio Pelliconi, che si innamorano entrambi della bella giornalista.

Dal giallo si sfuma così nel rosa e Beatrice parte in vacanza con l’agente Pelliconi e lì si troverà a difendere una cara amica dall’accusa di omicidio nientemeno che del principe ereditario del Brunei. La loro storia procede e giungono al fidanzamento, funestato però da una duplice misteriosa morte, nuova occasione per una veloce e facile indagine.

Carla Casazza è una che conosce il mondo della scrittura, non per nulla fa l’agente letterario, l’editor e il manager editoriale e questo si vede nelle pagine di questo volumetto, scritto bene e con cura, scorrevole e gradevole, con dei personaggi che risultano simpatici.

Ritroveremo Beatrice Ardenzi & Co in qualche altra indagine?

 

 

 

Qui la scheda anobii.

 

Carlo Menzinger con “Pane, marmellata e tè”

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: