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Intervista di Tutto sui libri

L'antico profumo di Gelsomino di Irene PecikarVorrei ringraziare Irene Pecikar, per avermi intervistato su "Tutto sui Irene Pecikarlibri".

Ecco la sua intervista:

 Benvenuto nel mio blog Carlo e grazie per la tua disponibiltà a questa intervista.
 
 
Quando hai iniziato a scrivere e cosa rappresenta la scrittura per te?
Appena ho imparato a reggere in mano una penna, ovvero alle elementari: mi divertivo a scrivere fumetti. Al liceo ho messo insieme la prima raccolta di racconti. Nel 1989 ho pubblicato il mio primo libro, una silloge di poesie scritte dal 1983 a poco prima della stampa del volume.
Il mio primo romanzo è di poco successivo. Il primo romanzo edito è stato però "Il Colombo divergente" pubblicato nell’ottobre 2001 da Liberodiscrivere. L’avevo scritto a metà degli anni novanta. Fu selezionato dai frequentatori del sito www.liberodiscrivere.it e dalla redazione e divenne uno dei primi cinque libri editi dalla neonata casa editrice, che nel frattempo è molto cresciuta, pubblicando centinaia di titoli, tra cui la seconda edizione de "Il Colombo divergente".
Non vivo di scrittura (per fortuna) e non la uso come sfogo. Scrivere per me è un passatempo, uno svago. Di fatto è un hobby.
 Hai pubblicato vari libri, di genere diverso, sei inserito anche in alcune antologie. A quale libro o racconto ti senti più legato e perché? Ce ne parli?
 
 
 
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Qui di seguito trovate i link ad altre interviste che ho rilasciato ultimamente
Stefano Cafaggi su Fragmenta 
Barbara Risoli su Nobili Possidenti
Barbara Risoli su Sovrano Lettore
Argeta Brozi su Ali di cuore
Chiara Sardelli su Lafinestrasulcortile

GRAZIE AI LETTORI DI “UCRONIE PER IL TERZO MILLENNIO”

Ucronie per il terzo millennio - Allostoria dell'umanità da Adamo a Berlusconi - curata da Carlo MenzingerÈ tempo di tornare a ringraziare qualcuno dei lettori dei miei libri, come fatto qui con i lettori di Parole nel web, o con questo post, con cui avevo ringraziato invece gli ultimi lettori che avevano commentato il mio romanzo “Ansia assassina”, e con questo quelli de Il Colombo divergente o con questo quelli di di Giovanna e l’angelo. Altri lettori di questi libri sono arrivati successivamente e presto dedicherò anche a loro nuovi spazi.
Ora vorrei ringraziare chi ha letto ultimamente “Ucronie per il terzo millennio”. Di questa raccolta di racconti sono solo uno dei diciotto autori (oltre che il curatore), ma lo considero comunque uno dei “miei” libri.
 
Il libro può essere preso in prestito qui o acquistato qui mentre la scheda su www.scrivo.too.it è qui. Infine queste sono le pagine del mio blog dedicate a questo libro.
 
Lascio ora la parola (ringraziando) a chi l’ha commentato su “aNobii”:
 
Koalina: “mi sono divertita molto”
 
Enrico Matteazzi: “Menzinger, gli Ucronici e il sogno della storia: Questa raccolta di racconti la potete portare sotto l’ombrellone: si legge velocemente e molto volentieri: ogni racconto è appassionante, coinvolgente e lungo al punto giusto. Il mio consiglio? Leggete una di queste storie la sera prima di dormire. Ne vale la pena! Una raccolta fuori dalla storia curata (… ma non guarita!) facendo attenzione alla divergenza storica, dove cioè il nostro mondo avrebbe potuto prendere un’altra direzione. Ad ogni allostoria segue un paragrafo intitolato: "storia e divergenza", che elimina ogni confusione dovesse sorgere in merito all’effettiva piega che la storia ha preso.”
 
Carla Casazza:
Trama 8/10, Scrittura 9/10, Coinvolgimento 8/10.
Come sarebbe il mondo se Dio non avesse creato Adamo? E se a comandare fossero le donne?
E se Hitler avesse fatto il pittore o Berlusconi il cantante? Gli autori dell’antologia Ucronie per il terzo millennio. Allostoria dell’umanità da Adamo a Berlusconi (…) giocano con la storia passata e prossima, inventandosi situazioni al limite del reale ma che, se realmente accadute, avrebbero mutato i destini di poche o molte persone, a seconda dei casi.
Sono racconti di volta in volta comici, seri, ironici, malinconici. Toccano un po’ tutte le corde del sentire e ci aiutano a ripassare la storia perchè, leggendo, siamo stimolati a comprendere dove termina la finzione, la fantasia dell’autore, e dove inizia la storia reale, quella raccontata dai manulai scolastici.
Trattandosi di un’antologia e raccogliendo quindi scritture estremamente diverse le une dalle altre, può risultare a volte di lettura un po’ faticosa e – lo dico sinceramente – la buona capacità narrativa di alcuni degli autori che hanno contribuito a Ucronie si spegne in alcuni momenti perchè affiancata a prove letterarie meno convincenti.
Ma nell’insieme si tratta di un’opera assolutamente godibile e divertente che può introdurre i "profani" al genere ucronico, ancora sconosciuto ai più.
.”
 
Adelaide Cantafio:
“Ho letto, assieme ai miei alunni, in orario rigorosamente curriculare, quest’opera, curata dallo scrittore Carlo Menzinger, che comprende 46 racconti, una gustosissima carrellata di allostorie, di storie che non si sono mai realizzate, nelle quali i 18 autori (alcuni dei quali, compreso il curatore, conosciuti in altri siti di letteratura e poesia), in ordine cronologico “da Adamo a Berlusconi” (come recita il sottotitolo), ambientano le loro allostorie in un “non-tempo” che ipotizza i possibili sviluppi "altri" della Storia.
Un’ evasione dal rigoroso studio della storia?
Un gioco letterario? Come ho già avuto modo di dire, non importa la risposta, dal momento che ci troviamo di fronte
– a un affascinante modo di riflettere sugli accadimenti,
– a una simpaticamente ironica riflessione degli infiniti stati di probabilità circa il fluire del tempo,
– e al desiderio di scrutare e approfondire le possibili alternative a ciò che è stato… un partire, quindi, da un substrato di accadimenti, per soffermarsi sullo snodo, sul loro punto fondamentale e, poi, cambiarlo per fargli prendere una direzione anziché un’altra.Per questi motivi, di settimana in settimana si è fatto sempre più forte il convincimento che una tale lettura ha avuto ragione di procedere con entusiasmo mio e dei ragazzi, perché ogni autore, tra il serio e il faceto, ci offriva qualcosa di divertente e di veramente interessante, dal momento che elaborava contro-fatti convincenti, specialmente in una civiltà, come la nostra, che comincia a porsi delle domande su se stessa.
E poi… non è solo la novità a caratterizzare questa antologia, ma l’apporto culturale che ad essa si aggiunge, grazie all’input che a fine racconto offre la sintesi storica.
Il mio progetto prevede, a conclusione dei lavori, una creazione autonoma che gli allievi stessi presenteranno a inizio dell’anno scolastico 2009/10.
Grazie a Carlo Menzinger e a tutti i 18 autori, per avermi dato questa originalissima e interessantissima possibilità.”
 
FraAngel82:
Era la prima volta che mi confrontavo con la lettura di un’Ucronia. Non conoscevo questo genere di narrativa, ma ne avevo sentito parlare. Devo dire che l’impatto è stato dei più positivi. La cosa che più mi ha colpito leggendo il volume (dove sono raccolti testi di vari autori, differenti per stile narrativo) è stato il fatto di trovarmi di fronte a un gioco narrativo estremamente colto e intellettualmente stimolante. Si ripercorre a grandi tappe al storia dell’umanità, con ironia, ma anche con una grande conoscenza della storia, senza la quale non si potrebbero creare delle divergenze. Le ricostruzioni, infatti, sono accurate, realistiche, plausibili, finanche probabili. A volte ciò che viene cambiato è un dettaglio, ma un dettaglio significativo che muta la storia. È stato come fare un viaggio sulla macchina del tempo, divertendosi a cambiare la storia.
Ovviamente, trattandosi di antologia, ci sono racconti che mi hanno colpito di più e altri di meno, ma l’impressione globale resta molto positiva. Con due lodi particolari per i racconti che aprono e chiudono l’antologia. Il primo, breve, ma assolutamente centrato, è una stilettata di ironia, che pone subito il lettore dell’umore giusto e gli fa capire che nella lettura dovrà stare molto attento. L’idea di Dio che decide di creare l’uomo e poi ci ripensa mi ha fatto molto sorridere, anche perché non è che noi siamo proprio una delle creazioni meglio riuscite visti i danni che stiamo provocando al pianeta… quindi, chissà, forse sarebbe stata una variante interessante della storia.
E l’ultimo… l’ultimo, dal mio punto di vista, più che un’ucronia è un’utopia! Veramente spassoso e in parte consolatorio. Anche perché quasi fino alla fine non viene rivelata a pieno la divergenza e l’effetto che si viene a creare aumenta la curiosità e l’attesa.
Insomma, nel complesso, un ottimo testo! Originale e divertente. Assolutamente da leggere.”
 
Tyreal:
Gustoso. Il primo aggettivo che mi viene in mente per un’antologia del genere è un parallelo con la cucina. E come la cucina il libro propone un sacco di ingredienti diversi, lasciandosi amalgamare in una pietanza che alla fine del pasto lascia decisamente soddisfatti, anche se magari i singoli ingredienti non sono sempre eccezionali.
L’antologia meriterebbe anche e soltanto per l’attenzione ai singoli momenti storici, non sempre legati al personaggio famoso o al momento eclatante e straconosciuto, ma spesso condizione al contorno di momenti apparentemente casuali, rivelatisi poi fondamentali per la nostra storia. Letteralmente spettacolare il riscritto primo incontro di Dante con Beatrice, sottilmente geniali alcuni racconti quasi autoreferenziali del curatore, simpatica la scelta dell’ultimo brano, poetiche le visioni di chi ha scelto la propria città o il momento storico amato per dare un nuovo senso alla storia. Se dovessi trovare un difetto, forse in alcuni momenti si perde un po’ la sensazione di allostoria per manifesta ignoranza del lettore (=me) riguardo l’evento narrato, che essendo fin troppo dettagliato e settoriale non risulta "sbagliato" fin quando il curatore stesso non interviene alla fine del brano spiegando cosa accadde veramente in quel contesto; è comunque una sensazione che si verifica raramente, ed è più un limite del lettore (=sempre me) che degli autori. Consigliatissimo insomma a tutti, credo che lo adoreranno proprio gli appassionati della nostra storia, capaci di cogliere gli infiniti riferimenti infilati dagli autori.”
 
Grazie a tutti!
 

Intervista Alessandro Bastasi su Liberi di Scrivere

Di Alessandro Bastasi avevo già parlato qui. Ho ora letto qui quest’intervista e mi fa piacere ricopiarla sul mio blog, anche come ringraziamento per esservi stato citato e per aver segnalato altri autori che ho avuto modo di apprezzare: la coppia Laura Costantini e Loredana Falcone nonché Sergio Paoli.
 

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la-fossa-comuneBenvenuto Alessandro su Liberidiscrivere. Presentati ai nostri lettori. I tuoi studi, la tua città, il tuo lavoro. 

Sono nato a Treviso nel 1949, laureato a Padova in fisica. Già alla fine degli anni Sessanta mi venne la passione per il teatro, grazie a un professore di greco che si chiamava Tullio Zanier, ci tengo a ricordarlo perché era una persona davvero speciale. Poi sono entrato  in una compagnia professionista con il grande Gino Cavalieri, il mio vero maestro, con il quale ho recitato Goldoni e altri autori veneti. Contemporaneamente mi sono dedicato anche al teatro politico e militante (erano gli anni Settanta!). Nel 1976 mi sono trasferito a Milano dove tuttora vivo, e qui ho iniziato a scrivere di cronache e argomenti teatrali su varie riviste, compresa Sipario. Professionalmente oggi mi occupo di ICT come amministratore delegato di una società del settore, saltuariamente però continuo a recitare sia in teatro (l’ultimo spettacolo è stato Il malato immaginario di Molière nel 2007) sia, grazie a un filmaker milanese, l’amico Luciano Sartirana, come attore cinematografico. 

Come ti sei avvicinato alla scrittura? Sognavi fin da ragazzo di diventare scrittore? I tuoi genitori ti hanno cresciuto con il mito del posto fisso? 

Ho cominciato a scrivere racconti attorno ai vent’anni, ma all’epoca non sognavo certo di diventare scrittore, pensavo piuttosto a quando avrei vinto il premio Nobel per la fisica o l’Oscar come attore! Scherzi a parte, essendo stato fin da ragazzo interessato all’espressione artistica e ai temi ad essa correlati, dai vent’anni in poi ho sempre scritto qualcosa, racconti, articoli, e nel 1995 un saggio per il movimento “Italia Democratica”, I mezzi di comunicazione di massa – antitrust e pluralismo. Sull’ultima domanda: i miei genitori sì, sognavano per me il posto fisso, ma dopo un’esperienza in una multinazionale durata quasi otto anni ho deciso che non era quella la strada più consona al mio carattere e alle mie aspettative. 

Hai fatto teatro, classico e contempporaneo. Ami Pirandello, Moliere, Checov, Goldoni, Shakesperae? Quanto il tuo talento d’attore ti ha aiutato nella scrittura? 

Amo tutti gli autori che hai citato, anche se i miei pilastri sono i grandi tragici greci. Nelle loro opere c’è già tutto quello che sarebbe poi stato scritto. Più che il mio opinabile talento d’attore penso siano state le messe in scena dei testi in cui ho recitato ad aiutarmi nella scrittura, soprattutto per ciò che riguarda la forma espressiva: il ritmo di una frase, i suoni che ne scaturiscono (quando scrivo rileggo sempre a voce alta), la cura dei dialoghi, che mi immagino sempre recitati da qualcuno. Per non parlare della costruzione dei personaggi, dei quali cerco spesso di vivere in prima persona, dentro di me, ogni sfumatura. Solo un decimo del personaggio poi viene trascritto nel romanzo, il resto deve trasparire, lo deve captare il lettore. E per arrivare a questo l’esercizio di cercare di vivere il personaggio “da attore” dentro di me prima di metterlo sulla carta mi è molto utile. 

Parlaci del tuo debutto letterario, del percorso che hai fatto per arrivare alla pubblicazione. Hai qualche consiglio da dare ai giovani scrittori in cerca di editore?  

Il percorso per arrivare alla pubblicazione è stato, come si può ben immaginare, molto lungo. All’inizio, del tutto ignaro dei meccanismi del mercato editoriale italiano, ho inviato il manoscritto alle maggiori case editrici italiane, le quali, gentilmente ma immancabilmente, mi hanno risposto con un rifiuto. Allora ho usato internet per rintracciare le case editrici di piccole dimensioni che, sulla base dei loro cataloghi, ritenevo più adatte a pubblicare il romanzo. E, miracolo!, ho ricevuto da queste innumerevoli lettere di plauso e di disponibilità a pubblicare, però con un “piccolo” vincolo: pagare! Con tutto il rispetto, sono stato io questa volta a declinare gli inviti. Finché ho ricevuto una mail della Zerounoundici Edizioni che mi proponeva la pubblicazione senza dover sborsare un euro. E il libro è uscito. Sulla base di questa esperienza il mio consiglio a chi cerca un editore è di armarsi di grande pazienza, di non smaniare dal desiderio di vedere il proprio libro sugli scaffali di casa propria e di qualche amico, di considerare bene il fatto che molte cosiddette case editrici sono in realtà delle “tipografie”, che una volta intascati i soldi lasciano all’autore ogni onere per promuovere e vendere la propria “creatura”. Consiglio inoltre di consultare con attenzione i cataloghi delle case editrici cui si propone la propria opera, di rispettarne le modalità di invio dei manoscritti, di presentare un testo editato e stampato con molta cura. Non è sicuramente tempo perso. 

Quali sono gli scrittori che ti hanno più  influenzato nel tuo percorso formativo? Parlaci degli echi che hanno lasciato in te. 

Difficile farne un elenco. I classici, senza dubbio, che mi hanno lasciato il senso profondo della letteratura, che è quello di essere testimoni critici del proprio tempo. E poi molta letteratura del Novecento, Kafka, Pavese, Buzzati, Hemingway, gli autori della Beat Generation, per fare solo qualche esempio. Tra i contemporanei metterei sicuramente José Saramago e Antonio Tabucchi, che mi hanno insegnato a coniugare una letteratura di testimonianza con una ricerca su una forma espressiva che sia essa stessa sostanza di ciò che si vuole esprimere. 

Parliamo adesso del tuo romanzo d’esordio “La fossa comune” un thriller politico ambientato nella Russia post-sovietica dei primi anni ’90. Perché hai scelto questo periodo storico? Che ricerche hai svolto? Hai avuto modo di visitare la Russia?  

Ho scelto quel periodo storico perché c’ero. Voglio dire, per motivi di lavoro ha vissuto per lunghi periodi in Russia tra il 1990 e il 1994, quindi sono stato testimone diretto degli avvenimenti epocali che stavano radicalmente trasformando quel paese, trascinandolo dall’URSS alla Russia post-comunista di Eltzin. Ben consapevole della portata storica di ciò cui stavo assistendo (e in certa misura partecipandovi, dal momento che lavoravo a contatto con ricercatori di vari istituti universitari), giorno per giorno mi annotavo su un diario tutto quello che stava accadendo, sul piano politico, sociale ed economico. Non avevo ancora uno scopo molto chiaro, pensavo che forse ne avrei fatto un saggio, una cronaca, qualcosa… Invece ne è uscito il romanzo. Il mio primo romanzo. A un certo punto ho sentito infatti l’esigenza di analizzare l’impatto di questa rivoluzione su un ex sessantottino, personificato, nel libro, dal protagonista Vittorio Ronca. 

Vittorio Ronca è un po’ un emblema di una generazione di transizione, una generazione che ha visto i propri ideali calpestati, i propri sogni infranti. Ti senti parte di questa generazione?  

Senza dubbio. Lo scenario della vita di Vittorio Ronca è lo scenario in cui anch’io sono vissuto, e penso che leggendo il libro lo si percepisca. Non è comunque un romanzo autobiografico, infatti io non ho mai partecipato a un attentato al Eltzin… J Diciamo che Vittorio è la summa di caratteri che ho effettivamente incontrato nella mia vita, dall’attore di Grotowski che cerca l’Istante Assoluto al di fuori della storia degli storici, fino al terrorista che con il suo gesto vuole liberare l’umanità dalle sue catene. Informazioni sul romanzo si possono acquisire andando su http://lafossacomune.blogspot.com.

Cosa stai leggendo in questo momento? 

Sto leggendo l’ultimo libro di Antonio Tabucchi, Il tempo invecchia in fretta 

Stai cercando un editore per il tuo nuovo romanzo “Gabbia Criminale”. Ci sono offerte? Vuoi parlarci un po’ del romanzo? E’ un noir ? 

La gabbia criminale è un noir, anche se molto sui generis: c’è un delitto, anzi un duplice delitto, c’è un colpevole già processato e condannato nel 1954. Ma quando Alberto Sartini, un uomo di sessantaquattro anni in pensione, nel 2009 torna nella casa in cui ha vissuto i suoi primi nove anni di vita, i personaggi di quella lontana vicenda cominciano a penetrare nella sua mente, chiedendo a lui di risolvere definitivamente il giallo di tanti anni prima, fino ad arrivare all’inaspettata soluzione. L’idea di fondo è di comporre il mosaico di un contesto sociale appartenente a tempi non così lontani come potrebbe sembrare. Forse un aspetto interessante del romanzo è lo stile, che segue la scelta di sovrapporre continuamente il passato (primi anni Cinquanta) al presente: le vicende del passato sono raccontate come se si stessero tuttora svolgendo. Per arrivare a questo, dopo aver introdotto nella narrazione il ricordo, abbandono il tempo verbale passato per raccontare i fatti al presente, come se il protagonista/narratore li vivesse in quel momento. Ciò mi sembra possa rendere il racconto più coinvolgente, e nello stesso tempo suggerire l’idea che l’oggi, per tanti versi, è uguale a ieri. Altre informazioni sono reperibili sul blog dedicato: http://lagabbiacriminale.blogspot.com.

Per questo romanzo sto cercando un editore adatto. Uno di questi mi ha già risposto, dimostrando il suo interesse e allegando anche una scheda di valutazione molto positiva. Ma, come dicevo sopra, non bisogna essere impazienti. 

Hai un agente letterario? Pensi che nell’editoria Italiana questa figura sia ancora un po’ defilata? 

Non ho un vero e proprio agente letterario, piuttosto una consulente editoriale che mi ha dato e mi sta dando una serie di dritte su come muovermi in questa giungla, mi segnala delle opportunità, mi suggerisce degli editori possibili. E’ la stessa persona che ha creato il book-trailer de La fossa comune, che si può vedere su youtube: http://www.youtube.com/watch?v=pTsjK_P85mQ. Agenti letterari nel vero senso della parola non ne conosco, forse sono figure un po’ defilate, sì, quindi sospendo qualunque giudizio. 

Stai scrivendo un nuovo romanzo? Puoi anticiparci qualcosa? 

Per la verità  ne sto “pensando” più d’uno, e sto scrivendo appunti sparsi un po’ dovunque… il primo di questi è un po’ il sequel de La gabbia criminale, con i medesimi personaggi (almeno quelli viventi) e altri ancora che si accaniscono contro la madre e la sorella del protagonista Alberto Sartini. Ma non posso dire altro per non rovinare la sorpresa ai lettori de La gabbia criminale. Un altro romanzo invece ha come idea di fondo l’inquietudine di un uomo d’affari occidentale, già avanti con gli anni, nel suo confronto con il senso ultimo della vita, e l’incontro di questo personaggio con la via induista al samsara, con tutti i problemi pratici e affettivi che ciò gli comporta. Va detto che sono un appassionato di cultura indiana, su cui ho condotto studi approfonditi grazie anche ai sette viaggi che nel corso degli anni mi hanno portato in India.

 Ci sono autori esordienti che ti hanno particolarmente colpito? 

Ce ne sono parecchi, ma mi piace qui citarne un paio: Alessio Pracanica con il suo Racconti dell’età del rap e Sergio Paoli con il suo Ladro di sogni, Ci sono poi degli autori che non è corretto definire esordienti, ma che sono poco noti al grande pubblico a causa dei meccanismi perversi del mercato editoriale in Italia. Tra questi mi preme segnalare Carlo Menzinger con i suoi romanzi ucronici, e il duo Laura Costantini e Loredana Falcone, “l’unico esempio esistente (fatti salvi Fruttero e Lucentini) di coppia di fatto di scrittrici.”

Ti piacerebbe scrivere per il teatro? 

Sì, certo mi piacerebbe, anche se non so se ne sarei davvero capace. Ho scritto qualcosa nel passato, ma sono cose che non hanno convinto prima di tutto me stesso. E poi per scrivere per il teatro bisogna viverlo giorno per giorno, secondo me, respirarne l’aria, catturarne gli elementi: i suoni, i materiali, le luci e le ombre, i corpi. Il teatro è fatto di questo, procede per accostamenti analogici e simbolici, e il testo è soltanto uno degli ingredienti, è soprattutto un supporto. Almeno, io la penso così. Temo quindi che, se mi cimentassi, produrrei un testo molto più letterario che teatrale. Comunque, mai dire mai!

MI HANNO CITATO TRAI LORO “MAGNIFICI SETTE”

I magnifici sette
Vorrei ringraziare tutti coloro che hanno aderito all’iniziativa “I Magnifici Sette” di cui ho parlato già qui, segnalando sette libri di autori poco noti che ritengono degni di essere letti. In particolare, vorrei ringraziare, chi, trai suoi “preferiti” ha inserito (qui) anche uno dei miei libri, citando le loro annotazioni di seguito.
 
CRISTINA CONTILLI
Carlo Menzinger, "Giovanna e l’angelo": un interessante esGiovanna e l'angelo - Carlo Menzinger - Edizioni Liberodiscrivereempio di ucronia che parte da un’ipotesi che ha un suo fondamento storico, la sopravvivenza di Giovanna D’Arco al rogo. L’angelo è la voce narrante che racconta le avventure di Giovanna dalla nascita alla morte, ma resta il dubbio: è stato tutto un sogno o Giovanna è davvero sopravvissuta?
 
PERFLIAnsia assassina - Carlo Menzinger - Edizioni LiberodiscrivereNKA
insolito giallo che ti tiene col fiato sospeso
 
MONICA CAIRA
"Il Colombo divergente" di Carlo Menzinger. È un’ucronia. Narra le vicende di un Colombo insolito perché dopo aver scoperto l’America torna sui suoi passi dirigendosi verso l’Africa, portando suo malgrado gli indigeni con sé. Sono – in realtà – dei pericolosissimi conquistatori affamati di tutto. Stile fluido, voli fantastici molto affascinanti. Ci si scopre intenti ad inseguire l’Autore… "e se, invece…"
 Il Colombo divergente - 2^ edizione - Carlo Menzinger - Edizioni LIberodiscrivere
1949PAPERINA
IL COLOMBO DIVERGENTE di Carlo Menzinger
Perché ucronia è bello! Perché storia reale e storia ucronica viaggiano insieme in una narrazione ed uso della lingua magistrali. Inserti in corsivo di una bellezza coinvolgente legano capitoli e brani, la voce narrante un mistero che si svelerà soltanto alla fine.
 
BOSKOOP (CARLA CASAZZA)
Parole nel Web - Carlo Menzinger - Edizioni LiberodiscrivereCARLO MENZINGER. Di lui ho letto tutto il leggibile (cioè tutto ciò che era in catena) e sono stata conquistata dalla sua notevole fantasia nonché dallo stile che cambia a seconda del genere che tratta: più ricercato e "barocco" in Giovanna e l’angelo e Il Colombo divergente, sintetico e ritmato in Ansia assassina, poetico e originale in Parole nel web, divertito e "personale" in Ucronie del terzo millennio.
 
CRISTIANA
Molto affascinante la trama, la velocità con cui gli avvenimenti trascorrono e, soprattutto, corrono e concorrono a sballottare il lettore da una storia all’altra.
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Il Colombo divergente - 1^ edizione - Carlo Menzinger - Edizioni LiberodiscrivereNoto con piacere che sono stati menzionati diversi romanzi da me scritti (Il Colombo divergente e Ansia Assassina 3 volte, Giovanna e l’angelo 2 volte e Ucronie per il Terzo Millennio e Parole nel Web 1 volta ciascuno), il che mi fa illudere di riuscire a trasmettere emozioni anche quando mi cimento con generi e storie diverse.
Grazie a tutti i lettori e soprattutto a quanti, come loro, mi hanno dato la soddisfazione di inserirmi trai loro autori preferiti.
 

Grazie ai lettori di Parole nel web

Con questo post, avevo ringraziato gli ultimi lettori che hanno commentato il mio romanzo “Ansia assassina”, e con questo quelli de Il Colombo divergente, con questo quelli di di Giovanna e l’angelo. Altri lettori di questi libri sono arrivati successivamente e presto dedicherò anche a loro nuovi spazi.
Ora vorrei ringraziare chi ha letto ultimamente
Ricordo però prima che chi volesse leggerlo gratuitamente può iscriversi ad aNobii e mettersi in lista qui, nel Gruppo Due chiacchiere con gli autori.
Chi volesse acquistarlo può invece ordinarlo qui.
L’inizio si può leggere qui.
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Ringrazio allora Luisa Ferretti che ne ha parlato qui dicendo, tra l’altro:
https://i0.wp.com/www.luisaferretti.it/blog/upload/ParoleNelWebSmall.jpg"Lei si sveglierà", "Se sarà maschio lo chiameremo Aida" e "Cybernetic Love" sono i tre racconti che fanno parte di un libro intitolato "Parole nel web" edito da Libero di scrivere. Questo libro è nato grazie ad riuscitissima collaborazione fra quattro scrittori; su tutti il bravo Carlo Menzinger, che è stato così gentile da leggere e recensire il mio ultimo romanzo.

Sì, le parole corrono sul web, in questa nostra epoca dominata dall’avvento di Internet, e talvolta, come in questo caso, danno vita ad un nuovo modo di fare letteratura. Alla base di questo esperimento c’è il talento, la passione, e la forte intesa letteraria che si è instaurata fra i quattro narratori, tutti con una solida esperienza narrativa alle spalle. Una narrazione che diviene monologo interiore nel primo racconto "Lei si sveglierà" scritto da Menzinger e Calamandrei, in cui un uomo si ritroverà con la donna che ha sempre amato, e da cui non è stato ricambiato…un atto di vile rivalsa, di desiderio inappagato, lo porterà ad approfittarsi di lei. La musica lirica fa invece da sfondo ideale ad un grande amore nel secondo racconto "Se sarà maschio lo chiameremo Aida" scritto da Menzinger e Didato. L’amore è surreale e potente come un teatro immaginario da costruire sull’altissima vetta di una montagna nel sud Italia…una montagna che non esiste.

Il racconto che però mi ha colpito di più è sicuramente "Cybernetic Love" proprio perchè si riallaccia alla tematica "interattiva" che è alla base del mio romanzo. Carlo Menzinger e Simonetta Bumbi recuperano la tradizione amorosa dei grandi classici, dando vita ad un appassionato dialogo fra amanti virtuali denso di riferimenti letterari che ci rimandando a Shakespeare, Dante, Omero…un’opera originale che mette in primo piano l’abilità degli scrittori e loro "devozione" ai giganti della poesia e della prosa…ogni verso, perchè di versi parliamo, è scritto davvero bene, e ho trovato molto simpatica la nota biografica su questi grandi autori ("giovani promesse" ) che, a distanza di secoli, sentiamo così vicini a noi.

AidaSì, i tempi cambiano, la tecnologia avanza, ma i sentimenti, le paure, i desideri che animano la nostre esistenze sono gli stessi. Giorno dopo giorno, cerchiamo le parole più adatte per esprimere – e comprendere appieno -ciò che proviamo…e talvolta, come dimostra questo bel libro, le parole possiamo trovarle anche nel Web.

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Ringrazio 1949Paperina per averlo commentato su aNobii:
Dalla quarta di copertina:
Tre storie scritte nel web.
Tre storie scritte per e-mail da tre coppie d’autori.

Deviante, come molto spesso sono le quarte di copertina, che sbircio appena perchè a volte sono in grado di svelarti la fine di un giallo o, dopo la lettura del libro, capisci che chi le ha scritte il libro NON lo ha letto. Deviante perchè (a non conoscere la scrittura di Carlo) si potrebbe pensare ad un raffazzonato "cazzeggio" nel web, qualcosa di messo insieme quasi per caso. Deviante perchè mi è piaciuto troppo, dal primo breve racconto alla dolce quasi-favola centrale, al colto dramma-tragedia finale. Non ho idea di come abbiano fatto gli autori a creare questa gradevolissima opera, che non lascia intravedere le due "menti" che di volta in volta hanno scritto. Ho fatto anche un commento confuso, ma "Se sarà maschio lo chiameremo Aida" l’ho letto due volte, una di seguito all’altra…
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Ringrazio quindi eleU che neparla sempre su aNobii:
Interessante esito di scrittura "sperimentale" dello stesso autore con altri tre scrittori. Il primo dei tre scritti ha un finale aperto, e ogni lettore è libero di immaginare cosa accadrà quando "lei" si sveglierà. Curioso l’uso di un linguaggio giovanilistico, direi riuscito. Il secondo racconto è davvero un piccolo gioiello ambientato in una Macondo dei giorni nostri. Il finale è un divertissement intellettuale con tanti riferimenti e giochi di parole, che chiude in bellezza questa raccolta.
 
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Ringrazio Carla Casazza per aver scritto così  su aNobii:
 Trama 9/10
Scrittura 10/10
Coinvolgimento 9/10

Quattro scrittori che non si conosco, tutti cui i contatti avvengono via web. E attraverso la rete danno vita a tre racconti, scitti ciascuno a quattro mani.
Ha una genesi originale Parole nel Web. 4 autori x 3 racconti a 4 mani di Andrea Didato, Carlo Menzinger di Preussenthal, Sergio Calamandrei, Simonetta Bumbi, frutto di un esperimento letterario ottimamente riuscito: i tre racconti – estremamente diversi tra loro – riflettono l’eterogeneità e i diversi bagagli personali dei quattro autori offrendo tre diversissime interpretazioni dell’amore, perchè è l’amore il filo conduttore che li lega.
Lei si sveglierà”, di Sergio Calamandrei e Carlo Menzinger, racconta in modo piuttosto crudo e cinico di un amore rubato, una breve illusione di come sarebbero state le cose se…
Se sarà maschio lo chiameremo Aida”, è un lungo racconto – a tratti tenero a tratti divertente e surreale – firmato da Carlo Menzinger e Andrea Didato: la storia d’amore tra due adolescenti che cresce e si rafforza anche grazie ad un altro amore, quello per la musica lirica.
Cybernetic love” è il più originale e surreale dei tre: Simonetta Bumbi e Carlo Menzinger mettono in versi la tragica vicenda di un triangolo sentimentale nato, guarda caso, nel web. E per meglio poetare scomodano i grandi autori della letteratura prendendo a prestito e parafrasando i loro versi più celebri con un effetto davvero divertente.
Divorato d’un fiato per la freschezza, l’originalità e il coinvolgimento che regala al lettore.

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Ed infine ringrazio Laura Costantini e Loredana Falcone che sempre su aNobii hanno scritto:

In fondo, quando si pensa alla scrittura a quattro mani, l’idea è sostanzialmente quella di questo libro: persone che amano le parole che si incontrano virtualmente (pronubo il web) e, scambiando pareri e capitoli per e-mail, giungono ad un risultato inatteso. Come sanno coloro che conoscono Lauraetlory, la nostra scrittura a quattro mani è diversa da così. Noi scriviamo insieme, sempre e di persona. Ma l’idea di Carlo Menzinger, trait d’union tra Sergio Calamandrei, Andrea Didato e Simonetta Bumbi, è bella e funziona benissimo. Non si scorgono differenze di stili e di impostazione. L’amalgama è riuscito e il libro si legge con piacere: "Lei si sveglierà" è un racconto che scorre rapidissimo verso un finale aperto. "Se sarà maschio lo chiameremo Aida" è un romanzo breve pieno di surreale poesia, un mondo di ghiaccio che trasmette il calore delle cose vissute con il cuore. "Cybernetic love" è un esperimento di storica in versi con un linguaggio aulico e cibernetico insieme. Va letto per capire. Sinceramente è la cosa che ho apprezzato meno. Non la sento nelle mie corde. Ma questo nulla toglie alla bravura di Menzinger e Bumbi. Da leggere.

GRAZIE A TUTTE (sempre donne, eh)!

 

Grazie ai lettori e commentatori di Giovanna e l'angelo

Giovanna e l'angelo - Carlo Menzinger - www.menzingger.too.it

 
Con questo post, avevo ringraziato gli ultimi lettori che hanno commentato il mio romanzo “Ansia assassina”, e con questo quelli de Il Colombo divergente. Tocca ora ai lettori di Giovanna e l’angelo.
Già avevo ringraziato Carla Casazza per la sua recensione su Carta e Calamaio. Rinnovo il ringraziamento per aver replicato il commento su aNobii e Italian Bibliobloggers. Ricordo qui solo alcune parole:
 
Il romanzo, che denota padronanza della materia frutto anche di un accurato lavoro di ricerca (perché per cambiare il corso della storia è necessario innanzitutto conoscerla bene), ha un ritmo lento, da gustare con calma, per apprezzare la scrittura elegante che in alcuni momenti si fa poesia. E da leggere con attenzione, per cogliere dove finisce la storia reale ed inizia l’invenzione ucronica.
 
Ringrazio quindi l’autrice di romanzi storici Cristina Contilli per le sue parole su Literary e su aNobii:
 
Affesco con Giovanna D'ArcoLo scrittore fiorentino Carlo Menzinger ha scelto nel suo libro Giovanna e l’angelo di raccontare una storia, apparentemente molto conosciuta, come quella di Giovanna D’Arco, da un punto di vista insolito ed indubbiamente innovativo: quello di un angelo che entra nella vita di Giovanna al momento della sua nascita e che continua a vivere anche dopo la sua morte sul rogo.
(…omissis…)
Il libro di Menzinger è diviso in due parti, la prima fedele alla realtà storica termina con la condanna di Giovanna al rogo. La seconda di fantasia comincia con Giovanna che, sopravvissuta al rogo, Giovanna D'Arco - Illustrazione di Niccolò Pizzornoviene ospitata da una famiglia di contadini e poi, dopo essersi ripresa dalle ustioni, arruola un esercito di volontari, formato anche da molte donne e giunge alle porte di Parigi, tanto da ottenere dal re Carlo VII il  titolo nobiliare di “contessa di Parigi” e il comando dell’intero esercito francese nella guerra contro l’Inghilterra.
Giunta a Londra, in missione diplomatica, incontra il giovanissimo re Enrico VI e ottiene la revisione del suo vecchio processo per eresia, anche perché nel frattempo Giovanna ha subito una trasformazione non solo nel carattere, divenendo forte e coraggiosa attraverso tutte le sue imprese militari, ma anche nel fisico, visto che a poco a poco è diventata un uomo e per questo riuscirà una volta tornata in Francia a sposare il re d’Inghilterra che nel frattempo ha subito la trasformazione opposta alla sua, trasformandosi nella principessa Henriette…
Tra i personaggi rilevanti della prima parte c’è il nobile Gilles De Rais, alto ufficiale dell’esercito francese, innamorato di Giovanna, e il duca di Borgogna che invece la farà arrestare e poi condannare, tra i personaggi rilevanti della seconda parte c’è il re bambino Enrico VII che organizza con Giovanna una crociata in Oriente e che una volta divenuto una donna si innamora di lei / lui e la sposa.
Da questa breve sintesi della trama il lettore può intuire come il romanzo di Menzinger, partendo da una base storica reale e ben documentata (ogni capitolo comincia con una citazione tratta da un libro dedicato a Giovanna D’Arco ed in fondo c’è la bibliografia completa divisa per personaggi ed argomenti, su cui l’autore ha lavorato), se ne allontani per diventare una storia davvero fantastica dove l’immaginazione ha il sopravvento sulla realtà.
 
Grazie a Mirtilli75 per averne parlato su aNobii e su Libri e Tutt’Altro, dove ha scritto:
 
Giovanna D'Arco- Film di Luc Besson con Mila JovovicDa Anobii e dal gruppoDue chiacchiere con gli autoriarriva il mio primo romanzo ucronico.
L’impatto è stato forte, ma non in senso negativo.
È la storia di Giovanna d’Arco, raccontata da un angelo che le è sempre vicino, che la guarda mentre diventa una guerriera, che la guarda mentre diventa una Santa, confuso e stupito anche lui dall’anima della Pulzella. Un angelo che vive la vita insieme a lei, che con lei vive la morte e anche oltre. Che sarebbe successo se Giovanna non fosse morta sul rogo?
L’autore riscrive la Storia a modo suo, una storia che forse è un sogno, forse è un incubo, ma lo fa con una scrittura precisa ed accurata, piacevole da leggere ma senza essere banale.
A parte qualche errore di battitura del testo, però ci sono alcune cadute che potevano essere evitate con un miglior editing del libro; in più di un’occasione infatti ci sono frasi che non si addicono al tempo ed alla voce narrante (mi viene in mente “Te ne stavi sulle tue…”, ma ce ne sono altre) che fanno perdere il ritmo alla narrazione; nel complesso comunque è un romanzo originale e ben scritto, una Storia diversa raccontata da un sogno.
Bravo Carlo.
 
 
Ne parlano così su aNobii le lettrici (cui i miei ringraziamenti arrivano, temo piuttosto in ritardo) Mirella:
 
Un libro molto sofisticato,ben scritto e scorrevole nonostante la complessità.
Si nota lo spessore culturale e interiore dell’autore ….insomma da leggere!
 
e Perflinka:
 
Bello per come è scritto. Lo definirei fantastoria. Mi è piaciuta più la prima parte, la seconda appunto troppo strana e sognata.
 
Più dettagliatamente, sempre su aNobii, ne parla l’autrice Monica Caira:
 
E’ un romanzo che reclama a gran voce attenzione, la pretende, impone un ritmo lento. Sono tanti gli eventi, i personaggi, le storie che si accavallano, si Rogosopprimono a vicenda, si integrano, si sconvolgono ed incarnano l’una nell’altra, per poter tenere un passo veloce.
Carlo Menzinger ha svolto un sostanzioso lavoro di ricerca. C’è passione, amore per la storia, nel suo scritto.
Si è trattato del mio primo romanzo ucronico: ero un po’ titubante ed anche timorosa. L’autore mi aveva spiegato che il genere si riferisce ad un’ipotesi di storia che non è stata, che non è quella finita nei testi scolastici. Allora mi sono detta: riuscirò a cogliere la deviazione dalla realtà nel momento in cui questa irromperà nella storia? L’autore mi perdonerà l’ingenuità della questione, perché a posteriori ne comprendo l’enormità.
Durante la lettura si respira storia, si ricordano luoghi, drammi, ma l’occhio che segue la Pulzella è sempre tenero, comprensivo, mai inquisitore e giudicante, così finisce per farti accostare a lei, alla sofferenza che deve aver vissuto per il ruolo maestoso che la storia le ha attribuito, per averlo affidato a lei, una contadinella, una donna, in un epoca nella quale queste erano solo madri, mogli, cuoche, bassa forza lavoro. Che il racconto avvenga attraverso gli occhi di un altro soggetto, dell’angelo che le sta sempre dappresso, consente al lettore un distacco rispetto alle dure vicende della storia, fornendo un punto di osservazione d’insieme che forse altrimenti non si avrebbe.
Ho percorso uno splendido, duro, viaggio insieme ai tuoi personaggi Carlo.
Complimenti vivissimi.
 
Ancora grazie a tutti!

Grazie ai lettori del Colombo divergente

Quetzalcoatl - Il Serpente piumatoCon questo post, avevo ringraziato gli ultimi lettori che hanno commentato il mio romanzo “Ansia assassina”, vorrei, ora, ringraziare chi ha letto e lasciato nuovi commenti a “Il Colombo divergente”, un romanzo di cui l’anno scorso è uscita la nuova edizione riveduta e corretta:
 
Il primo commento che vorrei citare è di 1949Paperina (che ha anche letto e commentato Ansia Assassina) e si può leggere su aNobii:
 
E se Cristoforo Colombo il 12 ottobre 1492 avesse incontrato al suo sbarco gli Aztechi? E se lo avessero accompagnato nella navigazione di rientro?? Certamente il corso della storia sarebbe stato diverso, e su questi presupposti si snoda il bellissimo romanzo di Carlo Menzinger. Storia reale e storia ucronica viaggiano fianco a fianco in una narrazione ed uso della lingua magistrali. Inserti ermetici in corsivo di una bellezza coinvolgente legano capitoli e brani, mentre la voce narrante si svelerà soltanto alla fine. Molto interessanti la "Nota alla seconda edizione", da leggere rigorosamente dopo il libro, e la vastissima bibliografia, mastodontico lavoro di ricerca e documentazione.
Uno degli inserti:
Goccia di mare, granello di sabbia, soffio di vento.
Mare, mare, onda, onda. Mare senza fine. Fine in mare. Sabbia fine che scorre nella clessidra della vita. Vita che finisce. Vita che fiorisce. Sboccia la vita. Abbraccia la vita. Braccio di mare. Bracciata in mare. Braccato in mare.
Bracciata infrange la cresta dell’onda. Bracciata che accosta alla costa.
Rossa croce. Rosa+Croce. Croce rosa dal vento. Venti rose rosse per te. Venti rose rosse d’amor.
 Venti rose rosse sul tuo cuor.
Goccia di mare, granello di sabbia, soffio di vento.
Da leggere e rileggere.
 
Ci sono nuovi commenti anche su Internet Book Shoop:
Claudio Martini (22-10-2008):
 
Il Colombo divergente" di Carlo Menzinger (Liberodiscrivere Editore) nasce da un’idea originaleQUetzalcoatl e stimolante: cosa sarebbe successo se Cristoforo Colombo avesse incontrato nel suo viaggio verso le "Indie" la costa del Messico e gli Aztechi, invece che le popolazioni caraibiche, come è realmente accaduto? Sulla base di questa domanda, tipica di un romanzo ucronico, Menzinger sviluppa il suo romanzo, fino a rovesciare il corso della storia e i rapporti tra America India e Europa. Colombo è descritto come una persona posseduta dal suo progetto, a cui dedica impegno totale per più di vent’anni e una dedizione assoluta. È colto nel momento della nascita, dell’infanzia, dell’adolescenza già come un navigatore in potenza, è un ragazzo affascinato dalle mappe che vuole diventare un cartografo. Concepisce i rapporti umani e affettivi come tappe nel suo percorso verso le Indie, il suo amore reale è rivolto al mare Oceano, avverte una sintonia forte e quasi alchemica con il mare, come se fossero entrambi composti da una materia affine. Un romanzo innovatore e, a tratti appassionante, frutto di un grande lavoro di documentazione e di ricerca delle fonti che, nonostante qualche eccesso lirico e qualche squilibrio nel registro narrativo, contiene squarci di scrittura vibrante come una freccia che fende l’aria e raggiunge il proprio bersaglio.
 
 
CaravellaAntares666 (18-10-2008):
Il Colombo Divergente è un caposaldo della letteratura ucronica contempo-ranea.
Fondamentale per capire i meccanismi che determinano la divergenza dei molteplici corsi storici prodotti da ogni singola scelta. Come ci insegna la fisica quantistica, anche alternative microscopiche ridisegnano l’intero universo, e qui basta il semplice gesto di un capo amerindiano per mutare la rotta di Colombo e farlo cadere prigioniero degli Aztechi. Le conseguenze di questa cattura si rivelano incommensurabili… Oltre a intessere nel modo più scorrevole e ispirato un’immensa mole di storia, di conoscenza e di cultura, il Colombo Divergente è anche poesia allo stato puro. Ne consiglio vivamente la lettura a tutti!
 
kikmaster (11-10-2008):

Il COlombo divergente - Seconda edizione

Il Colombo divergente è entrato di diritto fra i miei libri preferiti. E’ la storia alternativa di Cristoforo Colombo: cosa sarebbe successo se fosse stato bloccato dagli Aztechi? Carlo Menzinger scrive una "prosa poetica" che riesce a rendere l’atmosfera del racconto mistica e magica. Questo autore mi ha fatto innamorare del genere "Ucronia", che desidero approfondire con altri suoi romanzi. Da leggere con una musica adguata in sottofondo. Consiglio a tal proposito: "Era, the very best of".
 
Il Colombo divergente- Prima edizioneLaura Costantini (11-10-2008):
Un passato e un futuro diversi. È questo che Menzinger ci propone, immaginando un bivio nella vita e nelle esplorazioni di Cristoforo Colombo. Un bivio che avrà conseguenze tali da creare un futuro del tutto diverso da quello che noi, oggi, stiamo vivendo. Un lavoro enorme di documentazione, una penna felicissima, una voce narrante misteriosa e onnipresente, interventi poetici con ballate che si snodano come un coro greco in una tragedia. In fondo di questo si tratta: della tragedia di un uomo cui è stato affidato l’atroce compito di cambiare il mondo. In cambio deve rinunciare a se stesso, vivendo all’inseguimento di un sogno di gloria che, a ben vedere, non gli apparteneva. Da leggere ASSOLUTAMENTE! Laura
Su aNobii, ho appena ricevuto il seguente commento da una mia ormai “assidua” lettrice, Booskop67:
La prima cosa che si pensa leggendo Il Colombo divergente è quanto impegno abbia richiesto all’autore – dal punto di vista della ricerca storica – scrivere questo libro. Ci si immerge, infatti, fin dalle prime pagine, nella Storia (scritta volutamente con la maiuscola), nelle vicende che abbiamo studiato a scuola, e accanto ad essa la storia minore, quella di un uomo – Colombo – animato dal fuoco della scoperta, dall’amore per il viaggio, e da una notevole ambizione. Un uomo – appunto – con le sue debolezze, i suoi difetti, le meschinità. Non un personaggio leggendario, né un eroe. Solo un figlio del suo tempo dotato di intelligenza, lungimiranza e coraggio.
Ma non dimentichiamoci che si tratta di un romanzo ucronico (dello stile ucronico ho già parlato qui: http://cartaecalamaio.splinder.com/post/1843928… ) che racconta la storia delle possibilità mancate e dei se. Cosa sarebbe accaduto se Colombo e i suoi avessero incontrato un re azteco che gli rendesse pan per focaccia? Che non avesse assecondato le loro mire colonizzatrici ma – addirittura – avesse avuto velleità di conquista maggiori e più belligeranti degli spagnoli? Mi fermo qui per non anticipare nient’altro.
Bravo Carlo e decisamente interessanti le soluzioni che si immagina per dare alla storia direzioni molto originali e, forse, verosimili.
 
Un commento un po’ meno entusiastico è di Maui, sempre su aNobii:
Romanzo ucronico, cioè che descrive, letteralmente, nessun tempo: la Storia che non è mai avvenuta, ma Cristoforo Colombo sbarca nel nuovo continenteavrebbe potuto verificarsi se qualcosa, in passato, fosse andato diversamente.
L’arrivo di Cristoforo Colombo nel "nuovo mondo" cambia radicalmente la storia dell’uomo, anche nel romanzo di Menzinger. Ma, in questa realtà alternativa, gli esiti si capovolgono: infaustamente, la "scoperta geografica" per antonomasia diviene l’occasione per la conquista del "vecchio mondo" da parte dei guerrieri Aztechi, che rovesciano la sorte guidati da un potente ed abilissimo, quanto spietato, condottiero.
Invece che con fama, gloria e ricchezza, ci ritroviamo un Colombo che deve far i conti con senso di colpa, sconfitta e problemi personali. Che si interroga, come ogni uomo di fronte alla tragedia, sul senso della vita: la nascita, la vita e la morte.
Da questo confronto interiore si ritrova però, paradossalmente, ed è questo il messaggio che ho apprezzato di più, un uomo migliore.
Un difetto: troppa carne al fuoco.
 
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Premio Arte Punto della VitaVisto che siamo in tema di ringraziamenti, uno anche a Giuliana Argenio, la brava autrice di Vento Rosso, per avermi conferito il premio "Punto d’arte della Vita".

Il premio Punto d’Arte della Vita è stato creato per onorare e riconoscere bloggers che nei loro blog rappresentano la

"Terapia d’arte".

* REGOLE *
1) Indicare da chi si è ricevuto il premio.
2) Dire il motivo per cui si è deciso di creare il proprio blog.
3) Dire qual’è la propria arte preferita.
4) Onorare altri 13 blogs amici.

1) Ho ricevuto il premio da Giuliana Argenio;

2) Ho creato questo blog per parlare di libri: i miei, i nostri, i vostri, i loro.

3) Ovviamente la mia arte preferita è la letteratura.

4) Onore sia a Annehecche, Cronomoto, Rossella Drudi, Acchiappaeventi, Annalisa Fracasso, Sabrina Campolongo, Daniela Raimondi, Giulia Ghini, FIAE – Forum Italiano Autori Emergenti, Enrico Matteazzi, Laura Costantini e Loredana Falcone, Sergio Calamandrei, Vanni Santoni

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