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MI HANNO CITATO TRAI LORO “MAGNIFICI SETTE”

I magnifici sette
Vorrei ringraziare tutti coloro che hanno aderito all’iniziativa “I Magnifici Sette” di cui ho parlato già qui, segnalando sette libri di autori poco noti che ritengono degni di essere letti. In particolare, vorrei ringraziare, chi, trai suoi “preferiti” ha inserito (qui) anche uno dei miei libri, citando le loro annotazioni di seguito.
 
CRISTINA CONTILLI
Carlo Menzinger, "Giovanna e l’angelo": un interessante esGiovanna e l'angelo - Carlo Menzinger - Edizioni Liberodiscrivereempio di ucronia che parte da un’ipotesi che ha un suo fondamento storico, la sopravvivenza di Giovanna D’Arco al rogo. L’angelo è la voce narrante che racconta le avventure di Giovanna dalla nascita alla morte, ma resta il dubbio: è stato tutto un sogno o Giovanna è davvero sopravvissuta?
 
PERFLIAnsia assassina - Carlo Menzinger - Edizioni LiberodiscrivereNKA
insolito giallo che ti tiene col fiato sospeso
 
MONICA CAIRA
"Il Colombo divergente" di Carlo Menzinger. È un’ucronia. Narra le vicende di un Colombo insolito perché dopo aver scoperto l’America torna sui suoi passi dirigendosi verso l’Africa, portando suo malgrado gli indigeni con sé. Sono – in realtà – dei pericolosissimi conquistatori affamati di tutto. Stile fluido, voli fantastici molto affascinanti. Ci si scopre intenti ad inseguire l’Autore… "e se, invece…"
 Il Colombo divergente - 2^ edizione - Carlo Menzinger - Edizioni LIberodiscrivere
1949PAPERINA
IL COLOMBO DIVERGENTE di Carlo Menzinger
Perché ucronia è bello! Perché storia reale e storia ucronica viaggiano insieme in una narrazione ed uso della lingua magistrali. Inserti in corsivo di una bellezza coinvolgente legano capitoli e brani, la voce narrante un mistero che si svelerà soltanto alla fine.
 
BOSKOOP (CARLA CASAZZA)
Parole nel Web - Carlo Menzinger - Edizioni LiberodiscrivereCARLO MENZINGER. Di lui ho letto tutto il leggibile (cioè tutto ciò che era in catena) e sono stata conquistata dalla sua notevole fantasia nonché dallo stile che cambia a seconda del genere che tratta: più ricercato e "barocco" in Giovanna e l’angelo e Il Colombo divergente, sintetico e ritmato in Ansia assassina, poetico e originale in Parole nel web, divertito e "personale" in Ucronie del terzo millennio.
 
CRISTIANA
Molto affascinante la trama, la velocità con cui gli avvenimenti trascorrono e, soprattutto, corrono e concorrono a sballottare il lettore da una storia all’altra.
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Il Colombo divergente - 1^ edizione - Carlo Menzinger - Edizioni LiberodiscrivereNoto con piacere che sono stati menzionati diversi romanzi da me scritti (Il Colombo divergente e Ansia Assassina 3 volte, Giovanna e l’angelo 2 volte e Ucronie per il Terzo Millennio e Parole nel Web 1 volta ciascuno), il che mi fa illudere di riuscire a trasmettere emozioni anche quando mi cimento con generi e storie diverse.
Grazie a tutti i lettori e soprattutto a quanti, come loro, mi hanno dato la soddisfazione di inserirmi trai loro autori preferiti.
 

Grazie ai lettori di Parole nel web

Con questo post, avevo ringraziato gli ultimi lettori che hanno commentato il mio romanzo “Ansia assassina”, e con questo quelli de Il Colombo divergente, con questo quelli di di Giovanna e l’angelo. Altri lettori di questi libri sono arrivati successivamente e presto dedicherò anche a loro nuovi spazi.
Ora vorrei ringraziare chi ha letto ultimamente
Ricordo però prima che chi volesse leggerlo gratuitamente può iscriversi ad aNobii e mettersi in lista qui, nel Gruppo Due chiacchiere con gli autori.
Chi volesse acquistarlo può invece ordinarlo qui.
L’inizio si può leggere qui.
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Ringrazio allora Luisa Ferretti che ne ha parlato qui dicendo, tra l’altro:
https://i0.wp.com/www.luisaferretti.it/blog/upload/ParoleNelWebSmall.jpg"Lei si sveglierà", "Se sarà maschio lo chiameremo Aida" e "Cybernetic Love" sono i tre racconti che fanno parte di un libro intitolato "Parole nel web" edito da Libero di scrivere. Questo libro è nato grazie ad riuscitissima collaborazione fra quattro scrittori; su tutti il bravo Carlo Menzinger, che è stato così gentile da leggere e recensire il mio ultimo romanzo.

Sì, le parole corrono sul web, in questa nostra epoca dominata dall’avvento di Internet, e talvolta, come in questo caso, danno vita ad un nuovo modo di fare letteratura. Alla base di questo esperimento c’è il talento, la passione, e la forte intesa letteraria che si è instaurata fra i quattro narratori, tutti con una solida esperienza narrativa alle spalle. Una narrazione che diviene monologo interiore nel primo racconto "Lei si sveglierà" scritto da Menzinger e Calamandrei, in cui un uomo si ritroverà con la donna che ha sempre amato, e da cui non è stato ricambiato…un atto di vile rivalsa, di desiderio inappagato, lo porterà ad approfittarsi di lei. La musica lirica fa invece da sfondo ideale ad un grande amore nel secondo racconto "Se sarà maschio lo chiameremo Aida" scritto da Menzinger e Didato. L’amore è surreale e potente come un teatro immaginario da costruire sull’altissima vetta di una montagna nel sud Italia…una montagna che non esiste.

Il racconto che però mi ha colpito di più è sicuramente "Cybernetic Love" proprio perchè si riallaccia alla tematica "interattiva" che è alla base del mio romanzo. Carlo Menzinger e Simonetta Bumbi recuperano la tradizione amorosa dei grandi classici, dando vita ad un appassionato dialogo fra amanti virtuali denso di riferimenti letterari che ci rimandando a Shakespeare, Dante, Omero…un’opera originale che mette in primo piano l’abilità degli scrittori e loro "devozione" ai giganti della poesia e della prosa…ogni verso, perchè di versi parliamo, è scritto davvero bene, e ho trovato molto simpatica la nota biografica su questi grandi autori ("giovani promesse" ) che, a distanza di secoli, sentiamo così vicini a noi.

AidaSì, i tempi cambiano, la tecnologia avanza, ma i sentimenti, le paure, i desideri che animano la nostre esistenze sono gli stessi. Giorno dopo giorno, cerchiamo le parole più adatte per esprimere – e comprendere appieno -ciò che proviamo…e talvolta, come dimostra questo bel libro, le parole possiamo trovarle anche nel Web.

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Ringrazio 1949Paperina per averlo commentato su aNobii:
Dalla quarta di copertina:
Tre storie scritte nel web.
Tre storie scritte per e-mail da tre coppie d’autori.

Deviante, come molto spesso sono le quarte di copertina, che sbircio appena perchè a volte sono in grado di svelarti la fine di un giallo o, dopo la lettura del libro, capisci che chi le ha scritte il libro NON lo ha letto. Deviante perchè (a non conoscere la scrittura di Carlo) si potrebbe pensare ad un raffazzonato "cazzeggio" nel web, qualcosa di messo insieme quasi per caso. Deviante perchè mi è piaciuto troppo, dal primo breve racconto alla dolce quasi-favola centrale, al colto dramma-tragedia finale. Non ho idea di come abbiano fatto gli autori a creare questa gradevolissima opera, che non lascia intravedere le due "menti" che di volta in volta hanno scritto. Ho fatto anche un commento confuso, ma "Se sarà maschio lo chiameremo Aida" l’ho letto due volte, una di seguito all’altra…
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Ringrazio quindi eleU che neparla sempre su aNobii:
Interessante esito di scrittura "sperimentale" dello stesso autore con altri tre scrittori. Il primo dei tre scritti ha un finale aperto, e ogni lettore è libero di immaginare cosa accadrà quando "lei" si sveglierà. Curioso l’uso di un linguaggio giovanilistico, direi riuscito. Il secondo racconto è davvero un piccolo gioiello ambientato in una Macondo dei giorni nostri. Il finale è un divertissement intellettuale con tanti riferimenti e giochi di parole, che chiude in bellezza questa raccolta.
 
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Ringrazio Carla Casazza per aver scritto così  su aNobii:
 Trama 9/10
Scrittura 10/10
Coinvolgimento 9/10

Quattro scrittori che non si conosco, tutti cui i contatti avvengono via web. E attraverso la rete danno vita a tre racconti, scitti ciascuno a quattro mani.
Ha una genesi originale Parole nel Web. 4 autori x 3 racconti a 4 mani di Andrea Didato, Carlo Menzinger di Preussenthal, Sergio Calamandrei, Simonetta Bumbi, frutto di un esperimento letterario ottimamente riuscito: i tre racconti – estremamente diversi tra loro – riflettono l’eterogeneità e i diversi bagagli personali dei quattro autori offrendo tre diversissime interpretazioni dell’amore, perchè è l’amore il filo conduttore che li lega.
Lei si sveglierà”, di Sergio Calamandrei e Carlo Menzinger, racconta in modo piuttosto crudo e cinico di un amore rubato, una breve illusione di come sarebbero state le cose se…
Se sarà maschio lo chiameremo Aida”, è un lungo racconto – a tratti tenero a tratti divertente e surreale – firmato da Carlo Menzinger e Andrea Didato: la storia d’amore tra due adolescenti che cresce e si rafforza anche grazie ad un altro amore, quello per la musica lirica.
Cybernetic love” è il più originale e surreale dei tre: Simonetta Bumbi e Carlo Menzinger mettono in versi la tragica vicenda di un triangolo sentimentale nato, guarda caso, nel web. E per meglio poetare scomodano i grandi autori della letteratura prendendo a prestito e parafrasando i loro versi più celebri con un effetto davvero divertente.
Divorato d’un fiato per la freschezza, l’originalità e il coinvolgimento che regala al lettore.

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Ed infine ringrazio Laura Costantini e Loredana Falcone che sempre su aNobii hanno scritto:

In fondo, quando si pensa alla scrittura a quattro mani, l’idea è sostanzialmente quella di questo libro: persone che amano le parole che si incontrano virtualmente (pronubo il web) e, scambiando pareri e capitoli per e-mail, giungono ad un risultato inatteso. Come sanno coloro che conoscono Lauraetlory, la nostra scrittura a quattro mani è diversa da così. Noi scriviamo insieme, sempre e di persona. Ma l’idea di Carlo Menzinger, trait d’union tra Sergio Calamandrei, Andrea Didato e Simonetta Bumbi, è bella e funziona benissimo. Non si scorgono differenze di stili e di impostazione. L’amalgama è riuscito e il libro si legge con piacere: "Lei si sveglierà" è un racconto che scorre rapidissimo verso un finale aperto. "Se sarà maschio lo chiameremo Aida" è un romanzo breve pieno di surreale poesia, un mondo di ghiaccio che trasmette il calore delle cose vissute con il cuore. "Cybernetic love" è un esperimento di storica in versi con un linguaggio aulico e cibernetico insieme. Va letto per capire. Sinceramente è la cosa che ho apprezzato meno. Non la sento nelle mie corde. Ma questo nulla toglie alla bravura di Menzinger e Bumbi. Da leggere.

GRAZIE A TUTTE (sempre donne, eh)!

 

Grazie ai lettori e commentatori di Giovanna e l'angelo

Giovanna e l'angelo - Carlo Menzinger - www.menzingger.too.it

 
Con questo post, avevo ringraziato gli ultimi lettori che hanno commentato il mio romanzo “Ansia assassina”, e con questo quelli de Il Colombo divergente. Tocca ora ai lettori di Giovanna e l’angelo.
Già avevo ringraziato Carla Casazza per la sua recensione su Carta e Calamaio. Rinnovo il ringraziamento per aver replicato il commento su aNobii e Italian Bibliobloggers. Ricordo qui solo alcune parole:
 
Il romanzo, che denota padronanza della materia frutto anche di un accurato lavoro di ricerca (perché per cambiare il corso della storia è necessario innanzitutto conoscerla bene), ha un ritmo lento, da gustare con calma, per apprezzare la scrittura elegante che in alcuni momenti si fa poesia. E da leggere con attenzione, per cogliere dove finisce la storia reale ed inizia l’invenzione ucronica.
 
Ringrazio quindi l’autrice di romanzi storici Cristina Contilli per le sue parole su Literary e su aNobii:
 
Affesco con Giovanna D'ArcoLo scrittore fiorentino Carlo Menzinger ha scelto nel suo libro Giovanna e l’angelo di raccontare una storia, apparentemente molto conosciuta, come quella di Giovanna D’Arco, da un punto di vista insolito ed indubbiamente innovativo: quello di un angelo che entra nella vita di Giovanna al momento della sua nascita e che continua a vivere anche dopo la sua morte sul rogo.
(…omissis…)
Il libro di Menzinger è diviso in due parti, la prima fedele alla realtà storica termina con la condanna di Giovanna al rogo. La seconda di fantasia comincia con Giovanna che, sopravvissuta al rogo, Giovanna D'Arco - Illustrazione di Niccolò Pizzornoviene ospitata da una famiglia di contadini e poi, dopo essersi ripresa dalle ustioni, arruola un esercito di volontari, formato anche da molte donne e giunge alle porte di Parigi, tanto da ottenere dal re Carlo VII il  titolo nobiliare di “contessa di Parigi” e il comando dell’intero esercito francese nella guerra contro l’Inghilterra.
Giunta a Londra, in missione diplomatica, incontra il giovanissimo re Enrico VI e ottiene la revisione del suo vecchio processo per eresia, anche perché nel frattempo Giovanna ha subito una trasformazione non solo nel carattere, divenendo forte e coraggiosa attraverso tutte le sue imprese militari, ma anche nel fisico, visto che a poco a poco è diventata un uomo e per questo riuscirà una volta tornata in Francia a sposare il re d’Inghilterra che nel frattempo ha subito la trasformazione opposta alla sua, trasformandosi nella principessa Henriette…
Tra i personaggi rilevanti della prima parte c’è il nobile Gilles De Rais, alto ufficiale dell’esercito francese, innamorato di Giovanna, e il duca di Borgogna che invece la farà arrestare e poi condannare, tra i personaggi rilevanti della seconda parte c’è il re bambino Enrico VII che organizza con Giovanna una crociata in Oriente e che una volta divenuto una donna si innamora di lei / lui e la sposa.
Da questa breve sintesi della trama il lettore può intuire come il romanzo di Menzinger, partendo da una base storica reale e ben documentata (ogni capitolo comincia con una citazione tratta da un libro dedicato a Giovanna D’Arco ed in fondo c’è la bibliografia completa divisa per personaggi ed argomenti, su cui l’autore ha lavorato), se ne allontani per diventare una storia davvero fantastica dove l’immaginazione ha il sopravvento sulla realtà.
 
Grazie a Mirtilli75 per averne parlato su aNobii e su Libri e Tutt’Altro, dove ha scritto:
 
Giovanna D'Arco- Film di Luc Besson con Mila JovovicDa Anobii e dal gruppoDue chiacchiere con gli autoriarriva il mio primo romanzo ucronico.
L’impatto è stato forte, ma non in senso negativo.
È la storia di Giovanna d’Arco, raccontata da un angelo che le è sempre vicino, che la guarda mentre diventa una guerriera, che la guarda mentre diventa una Santa, confuso e stupito anche lui dall’anima della Pulzella. Un angelo che vive la vita insieme a lei, che con lei vive la morte e anche oltre. Che sarebbe successo se Giovanna non fosse morta sul rogo?
L’autore riscrive la Storia a modo suo, una storia che forse è un sogno, forse è un incubo, ma lo fa con una scrittura precisa ed accurata, piacevole da leggere ma senza essere banale.
A parte qualche errore di battitura del testo, però ci sono alcune cadute che potevano essere evitate con un miglior editing del libro; in più di un’occasione infatti ci sono frasi che non si addicono al tempo ed alla voce narrante (mi viene in mente “Te ne stavi sulle tue…”, ma ce ne sono altre) che fanno perdere il ritmo alla narrazione; nel complesso comunque è un romanzo originale e ben scritto, una Storia diversa raccontata da un sogno.
Bravo Carlo.
 
 
Ne parlano così su aNobii le lettrici (cui i miei ringraziamenti arrivano, temo piuttosto in ritardo) Mirella:
 
Un libro molto sofisticato,ben scritto e scorrevole nonostante la complessità.
Si nota lo spessore culturale e interiore dell’autore ….insomma da leggere!
 
e Perflinka:
 
Bello per come è scritto. Lo definirei fantastoria. Mi è piaciuta più la prima parte, la seconda appunto troppo strana e sognata.
 
Più dettagliatamente, sempre su aNobii, ne parla l’autrice Monica Caira:
 
E’ un romanzo che reclama a gran voce attenzione, la pretende, impone un ritmo lento. Sono tanti gli eventi, i personaggi, le storie che si accavallano, si Rogosopprimono a vicenda, si integrano, si sconvolgono ed incarnano l’una nell’altra, per poter tenere un passo veloce.
Carlo Menzinger ha svolto un sostanzioso lavoro di ricerca. C’è passione, amore per la storia, nel suo scritto.
Si è trattato del mio primo romanzo ucronico: ero un po’ titubante ed anche timorosa. L’autore mi aveva spiegato che il genere si riferisce ad un’ipotesi di storia che non è stata, che non è quella finita nei testi scolastici. Allora mi sono detta: riuscirò a cogliere la deviazione dalla realtà nel momento in cui questa irromperà nella storia? L’autore mi perdonerà l’ingenuità della questione, perché a posteriori ne comprendo l’enormità.
Durante la lettura si respira storia, si ricordano luoghi, drammi, ma l’occhio che segue la Pulzella è sempre tenero, comprensivo, mai inquisitore e giudicante, così finisce per farti accostare a lei, alla sofferenza che deve aver vissuto per il ruolo maestoso che la storia le ha attribuito, per averlo affidato a lei, una contadinella, una donna, in un epoca nella quale queste erano solo madri, mogli, cuoche, bassa forza lavoro. Che il racconto avvenga attraverso gli occhi di un altro soggetto, dell’angelo che le sta sempre dappresso, consente al lettore un distacco rispetto alle dure vicende della storia, fornendo un punto di osservazione d’insieme che forse altrimenti non si avrebbe.
Ho percorso uno splendido, duro, viaggio insieme ai tuoi personaggi Carlo.
Complimenti vivissimi.
 
Ancora grazie a tutti!

Grazie ai lettori del Colombo divergente

Quetzalcoatl - Il Serpente piumatoCon questo post, avevo ringraziato gli ultimi lettori che hanno commentato il mio romanzo “Ansia assassina”, vorrei, ora, ringraziare chi ha letto e lasciato nuovi commenti a “Il Colombo divergente”, un romanzo di cui l’anno scorso è uscita la nuova edizione riveduta e corretta:
 
Il primo commento che vorrei citare è di 1949Paperina (che ha anche letto e commentato Ansia Assassina) e si può leggere su aNobii:
 
E se Cristoforo Colombo il 12 ottobre 1492 avesse incontrato al suo sbarco gli Aztechi? E se lo avessero accompagnato nella navigazione di rientro?? Certamente il corso della storia sarebbe stato diverso, e su questi presupposti si snoda il bellissimo romanzo di Carlo Menzinger. Storia reale e storia ucronica viaggiano fianco a fianco in una narrazione ed uso della lingua magistrali. Inserti ermetici in corsivo di una bellezza coinvolgente legano capitoli e brani, mentre la voce narrante si svelerà soltanto alla fine. Molto interessanti la "Nota alla seconda edizione", da leggere rigorosamente dopo il libro, e la vastissima bibliografia, mastodontico lavoro di ricerca e documentazione.
Uno degli inserti:
Goccia di mare, granello di sabbia, soffio di vento.
Mare, mare, onda, onda. Mare senza fine. Fine in mare. Sabbia fine che scorre nella clessidra della vita. Vita che finisce. Vita che fiorisce. Sboccia la vita. Abbraccia la vita. Braccio di mare. Bracciata in mare. Braccato in mare.
Bracciata infrange la cresta dell’onda. Bracciata che accosta alla costa.
Rossa croce. Rosa+Croce. Croce rosa dal vento. Venti rose rosse per te. Venti rose rosse d’amor.
 Venti rose rosse sul tuo cuor.
Goccia di mare, granello di sabbia, soffio di vento.
Da leggere e rileggere.
 
Ci sono nuovi commenti anche su Internet Book Shoop:
Claudio Martini (22-10-2008):
 
Il Colombo divergente" di Carlo Menzinger (Liberodiscrivere Editore) nasce da un’idea originaleQUetzalcoatl e stimolante: cosa sarebbe successo se Cristoforo Colombo avesse incontrato nel suo viaggio verso le "Indie" la costa del Messico e gli Aztechi, invece che le popolazioni caraibiche, come è realmente accaduto? Sulla base di questa domanda, tipica di un romanzo ucronico, Menzinger sviluppa il suo romanzo, fino a rovesciare il corso della storia e i rapporti tra America India e Europa. Colombo è descritto come una persona posseduta dal suo progetto, a cui dedica impegno totale per più di vent’anni e una dedizione assoluta. È colto nel momento della nascita, dell’infanzia, dell’adolescenza già come un navigatore in potenza, è un ragazzo affascinato dalle mappe che vuole diventare un cartografo. Concepisce i rapporti umani e affettivi come tappe nel suo percorso verso le Indie, il suo amore reale è rivolto al mare Oceano, avverte una sintonia forte e quasi alchemica con il mare, come se fossero entrambi composti da una materia affine. Un romanzo innovatore e, a tratti appassionante, frutto di un grande lavoro di documentazione e di ricerca delle fonti che, nonostante qualche eccesso lirico e qualche squilibrio nel registro narrativo, contiene squarci di scrittura vibrante come una freccia che fende l’aria e raggiunge il proprio bersaglio.
 
 
CaravellaAntares666 (18-10-2008):
Il Colombo Divergente è un caposaldo della letteratura ucronica contempo-ranea.
Fondamentale per capire i meccanismi che determinano la divergenza dei molteplici corsi storici prodotti da ogni singola scelta. Come ci insegna la fisica quantistica, anche alternative microscopiche ridisegnano l’intero universo, e qui basta il semplice gesto di un capo amerindiano per mutare la rotta di Colombo e farlo cadere prigioniero degli Aztechi. Le conseguenze di questa cattura si rivelano incommensurabili… Oltre a intessere nel modo più scorrevole e ispirato un’immensa mole di storia, di conoscenza e di cultura, il Colombo Divergente è anche poesia allo stato puro. Ne consiglio vivamente la lettura a tutti!
 
kikmaster (11-10-2008):

Il COlombo divergente - Seconda edizione

Il Colombo divergente è entrato di diritto fra i miei libri preferiti. E’ la storia alternativa di Cristoforo Colombo: cosa sarebbe successo se fosse stato bloccato dagli Aztechi? Carlo Menzinger scrive una "prosa poetica" che riesce a rendere l’atmosfera del racconto mistica e magica. Questo autore mi ha fatto innamorare del genere "Ucronia", che desidero approfondire con altri suoi romanzi. Da leggere con una musica adguata in sottofondo. Consiglio a tal proposito: "Era, the very best of".
 
Il Colombo divergente- Prima edizioneLaura Costantini (11-10-2008):
Un passato e un futuro diversi. È questo che Menzinger ci propone, immaginando un bivio nella vita e nelle esplorazioni di Cristoforo Colombo. Un bivio che avrà conseguenze tali da creare un futuro del tutto diverso da quello che noi, oggi, stiamo vivendo. Un lavoro enorme di documentazione, una penna felicissima, una voce narrante misteriosa e onnipresente, interventi poetici con ballate che si snodano come un coro greco in una tragedia. In fondo di questo si tratta: della tragedia di un uomo cui è stato affidato l’atroce compito di cambiare il mondo. In cambio deve rinunciare a se stesso, vivendo all’inseguimento di un sogno di gloria che, a ben vedere, non gli apparteneva. Da leggere ASSOLUTAMENTE! Laura
Su aNobii, ho appena ricevuto il seguente commento da una mia ormai “assidua” lettrice, Booskop67:
La prima cosa che si pensa leggendo Il Colombo divergente è quanto impegno abbia richiesto all’autore – dal punto di vista della ricerca storica – scrivere questo libro. Ci si immerge, infatti, fin dalle prime pagine, nella Storia (scritta volutamente con la maiuscola), nelle vicende che abbiamo studiato a scuola, e accanto ad essa la storia minore, quella di un uomo – Colombo – animato dal fuoco della scoperta, dall’amore per il viaggio, e da una notevole ambizione. Un uomo – appunto – con le sue debolezze, i suoi difetti, le meschinità. Non un personaggio leggendario, né un eroe. Solo un figlio del suo tempo dotato di intelligenza, lungimiranza e coraggio.
Ma non dimentichiamoci che si tratta di un romanzo ucronico (dello stile ucronico ho già parlato qui: http://cartaecalamaio.splinder.com/post/1843928… ) che racconta la storia delle possibilità mancate e dei se. Cosa sarebbe accaduto se Colombo e i suoi avessero incontrato un re azteco che gli rendesse pan per focaccia? Che non avesse assecondato le loro mire colonizzatrici ma – addirittura – avesse avuto velleità di conquista maggiori e più belligeranti degli spagnoli? Mi fermo qui per non anticipare nient’altro.
Bravo Carlo e decisamente interessanti le soluzioni che si immagina per dare alla storia direzioni molto originali e, forse, verosimili.
 
Un commento un po’ meno entusiastico è di Maui, sempre su aNobii:
Romanzo ucronico, cioè che descrive, letteralmente, nessun tempo: la Storia che non è mai avvenuta, ma Cristoforo Colombo sbarca nel nuovo continenteavrebbe potuto verificarsi se qualcosa, in passato, fosse andato diversamente.
L’arrivo di Cristoforo Colombo nel "nuovo mondo" cambia radicalmente la storia dell’uomo, anche nel romanzo di Menzinger. Ma, in questa realtà alternativa, gli esiti si capovolgono: infaustamente, la "scoperta geografica" per antonomasia diviene l’occasione per la conquista del "vecchio mondo" da parte dei guerrieri Aztechi, che rovesciano la sorte guidati da un potente ed abilissimo, quanto spietato, condottiero.
Invece che con fama, gloria e ricchezza, ci ritroviamo un Colombo che deve far i conti con senso di colpa, sconfitta e problemi personali. Che si interroga, come ogni uomo di fronte alla tragedia, sul senso della vita: la nascita, la vita e la morte.
Da questo confronto interiore si ritrova però, paradossalmente, ed è questo il messaggio che ho apprezzato di più, un uomo migliore.
Un difetto: troppa carne al fuoco.
 
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Premio Arte Punto della VitaVisto che siamo in tema di ringraziamenti, uno anche a Giuliana Argenio, la brava autrice di Vento Rosso, per avermi conferito il premio "Punto d’arte della Vita".

Il premio Punto d’Arte della Vita è stato creato per onorare e riconoscere bloggers che nei loro blog rappresentano la

"Terapia d’arte".

* REGOLE *
1) Indicare da chi si è ricevuto il premio.
2) Dire il motivo per cui si è deciso di creare il proprio blog.
3) Dire qual’è la propria arte preferita.
4) Onorare altri 13 blogs amici.

1) Ho ricevuto il premio da Giuliana Argenio;

2) Ho creato questo blog per parlare di libri: i miei, i nostri, i vostri, i loro.

3) Ovviamente la mia arte preferita è la letteratura.

4) Onore sia a Annehecche, Cronomoto, Rossella Drudi, Acchiappaeventi, Annalisa Fracasso, Sabrina Campolongo, Daniela Raimondi, Giulia Ghini, FIAE – Forum Italiano Autori Emergenti, Enrico Matteazzi, Laura Costantini e Loredana Falcone, Sergio Calamandrei, Vanni Santoni

Grazie ai lettori di Ansia assassina!

Ancora una volta mi sento in dovere di ringraziare quei lettori che dopo aver letto uno dei miei romanzi sono stati così gentili da pubblicare un loro commento o una recensione vera e propria.
Amicizia legame indissolubileAltri li avevo ringraziati qui, qui, qui, qui e qui e a tutti loro rinnovo i miei ringraziamenti.
 
I nuovi commenti sono talmente tanti che li dividerei in base al romanzo. In questo post citerei quelli di Ansia assassina, nei prossimi parleremo di "Giovanna e l’angelo" e de "Il Colombo divergente".
Colgo però l’occasione per ringraziare anche Miele2 e Giuliana Argenio che mi hanno fatto un gran piacere regalandomi il Premio Amicizia Legame Indissolubile.
Da quanto ho capito è un premio che va trasmesso ad altri, ma non a chi l’ha dato. Non c’è un limite al numero di destinatari. Sono ovviamente in imbarazzo nello scegliere ma lo trasmetto, tra gli amici di Splinder, a:
E a  tutti gli altri (che non me ne vogliano ma li citerò in un’altra occasione!)
 
ANSIA ASSASSINA
 
Comincerei con ricordare le generose parole di un’autrice che si sta facendo strada nel mondo del web, MP Black, che così commenta “Ansia assassina” su aNobii:
 
Una carambola di delitti ben giostrati dall’autore, che dimostra una notevole capacità di espressione, utilizzando una tecnica linguistica fresca, vivace, che rende il libro ancora più piacevole da leggere. Frasi rapide, immediate, che scandiscono una trama superba, dove nulla è lasciato al caso o dato per scontato. Una serie di delitti efferati collegati tra di loro da un filo unico, che porterà allo sconvolgente finale… un vero colpo da maestro. Complimenti all’autore, non è facile scrivere un thriller di questi livelli… Quattro stelle piene, ma, in effetti, anche cinque!!!
 
Sempre su aNobii, la bravissima autrice di “La morale di Pietra”, Monica Caira, che già aveva commentato “Giovanna e l’angelo”, così parla su aNobii e su IBS sempre di “Ansia assassina”:
 
Ansia assassina - seconda edizioneE’ uno stile diverso da quello più ricercato, studiato e a diversi strati di lettura cui Carlo Menzinger ci ha abituato. E’ un noir il cui titolo rappresenta un perfetto biglietto da visita, Ansia assassina.
Le pagine scorrono veloci, i termini sono diretti, i concetti arrivano dritti al cervello, nella loro crudezza.  Le morti si inseguono ad un ritmo che non può essere nel normale ordine delle cose, né può essere annoverato nella casualità, perché troppo serrato, ma diventa talmente incalzante da portarti alla certezza che non può neppure essere voluto, essere cioè il frutto della mente perversa di uno spietato killer, perché la dinamica dei vari accidenti è tale da non poter essere ragionevolmente ricondotta ad una sola mano.
Allora? Allora non si può far altro che andare avanti, come quando si è in fila per un evento eccezionale che ha richiamato un pubblico troppo numeroso, incanalato in un percorso obbligato. Ti senti una spinta invincibile che ti costringe ad un’unica direzione. Devi andare avanti e farlo in fretta perché il cervello continua ad elaborare ipotesi che si sgretolano man mano che si va avanti e, quindi, comincia ad avvilupparsi su se stesso e ti chiede conto di uno sforzo immane che non porta ad alcuna soluzione.
Allora dove mi sta conducendo Menzinger?
L’epilogo è sorprendente, inatteso, fuori dagli schemi, anche fuori dall’immaginario, quando la mente è così crudamente inzuppata nella più turpe delle sequenze quotidiane.
E’ una lettura che merita attenzione, è un giro sul filo della tensione per riflettere su un senso più alto della vita.
Ti passano per la mente il manicheismo (però non lo diciamo all’Autore), la carità cristiana e il primato dell’uomo…avrei anche detto "Egoismo letale".
Sei bravo Carlo, te l’aveva mai detto nessuno? ^_°
 
 
Rossella Drudi, una sceneggiatrici di successo e autrice di un bel thriller di cui ho parlato qui, che incidenteha letto il mio romanzo “Ansia assassina” e così ne ha parlato su Ditelo a me:
 
Ansia Assassina, il buon romanzo di Carlo Menzinger di Preussenthal si legge alla velocità della luce grazie allo scandire e al susseguirsi di tante piccole storie complete e non episodiche con un inizio e una fine. Se volessi descriverlo con taglio cinematografico lo definirei un insieme di corti ad episodi come quei bellissimi film in bianco e nero di una volta, inoltre, le piccole storie hanno tutte richiami demenziali con quel senso dell’humour inglese freddo, sadico e divertente che non guasta mai, anzi in alcuni casi fa riflettere su tutt’altre storie. All’inizio nello scorrere della lettura pensavo fosse un’esagerazione, tutte quelle morti e nei modi più improbabili, diventavano troppo esagerate anche nell’assurdo, attraverso dialoghi anche troppo espliciti si poteva capire con largo anticipo cosa sarebbe successo e come sarebbe finita al storia. Cosa che mi disturba molto perché non sopporto le telefonate in qualunque tipo di racconto, poi ho capito il senso e forse la volontà dell’autore, l’eccesso voluto era il soggetto principe del racconto stesso, dove l’importanza e l’interesse si spostava sul perché i fatti andavano in tale direzione e non sul come o sul chi. Da queste piccole storie si potrebbero realizzare dei cortometraggi o episodi in un unico film. La scrittura leggera e scorrevole di Menzinger si presta alla cinematografia, “visualizza” nello scrivere ogni minima cosa, particolare importante che in pochi adottano anche in sceneggiatura, esclusa me. Perdonatemi questo dualismo, ma sono una sceneggiatrice passata in sordina alla narrativa, inevitabile per me il confronto, visualizzo sempre ogni minimo dettaglio in scrittura e credo sia fondamentale farlo anche nella letteratura di genere. Termino segnalando “Ansia Assassina” ai produttori in cerca di romanzi da “usare” per trasformarli in film. Il giallo di Menzinger è un valido esempio di narrativa “scorrevole e immediata” per plot in stile e scrittura.
Non avevo mai scritto recensioni prima d’ora, sperando di non aver “vergato” astruse corbellerie, (letta la serietà e professionalità delle altre ) vi saluto sperando di avervi incuriosito alla lettura di: “Ansia Assassina, quando si afferma che l’ansia è dannosa assai.
Buona lettura.
 

Cupido assassinato

Una lettrice che si presenta su aNobii come 1949paperina così commenta “Ansia assassina” (su aNobii e e su IBS :
 
La prima cosa che mi viene in mente del libro di Carlo è spiazzante: in ogni senso. Leggi un capitolo, poi un altro, ti godi la scrittura molto piacevole (quella che adoro: frasi brevi, ogni tanto puntini sospensivi, il pensiero scandito da due o tre parole eppure estremamente incisivo), dopo un po’ pensi di aver capito "il metodo" e credi di poter anticipare cosa accadrà. Errore!!! Non voglio parlare della trama, toglierei in qualunque maniera lo facessi la sorpresa della lettura, della scoperta. Possiamo dire il genere giallo o noir? Mhmmm… Si può soltanto leggerlo, assaporarlo, senza volerlo ad ogni costo inserire in una categoria che non sia quella dei libri belli, ben scritti, da aver a portata di mano per rileggere ogni tanto. Bravissimo Carlo, grazie!
 
Sempre a proposito di “Ansia assassina” così ne parla Carla Casazza (alias Boskoop67), che già aveva letto e apprezzato “Giovanna e l’angelo”, su Carta e Calamaio, su aNobii su IBS e su Italian Bibliobloggers:
 
E’ sufficiente leggere  i primi periodi di Ansia Assassina di Carlo Menzinger per venire catturati da questo noir veloce, ritmato, notevolmente cruento, tanto da poter essere definito quasi pulp. Quasi, perché è molto marcato l’elemento di suspance, una tensione tangibile, densa, angosciosa, che accompagna il lettore fino all’ultima pagina. Che stupisce per un finale inaspettato, minimalista a confronto di tutto il resto della storia.
Un romanzo che si divora in due ore, per stomaci forti che riescano a reggere 17 morti violente e apparentemente immotivate. O meglio, originate da cause sempre molto banali e senza collegamento tra loro, ma che fanno pensare ad un folle deus ex machina, ad un serial killer animato da un’illogico movente che nessuno riesce ad individuare. Al di là della storia coinvolgente e ben scritta, l’autore non rinuncia ad alcuni passaggi che ne rivelano la sensibilità e la capacità di tratteggiare brevi istantanee di quotidiana poesia. come questo brano che descrive i lavavetri: "Tutti lì a togliere piccole gocce di nulla. Tutti lì a pretendere un goccio della nostra irraggiungibile e vicina opulenza di gente che arranca fino al ventisette del mese".
Grazie a tutte!
E già: siete tutte donne! Non pensavo di aver scritto un romanzo "femminile"!

TANTE NUOVE RECENSIONI PER I MIEI ROMANZI

A questo punto avrei dovuto postare un nuovo capitolo de Il Settimo Plenilunio, ma continuo a ricevere tanti commenti (quasi tutti positivi) sui miei libri, che mi sento in dovere di ringraziare ancora i miei lettori e di citare le loro parole.

Vorrei cominciare con il lettore che mi è parso più "entusiasta": Antares666, che sul suo blog "Esilio a Mordor, dove già mi aveva dedicato uno spazio tempo fa con questo post, mi ha ora dedicato qui delle parole molto belle che quasi mi imbarazzano. Credo che meriti riportare per intero quanto scrive :

martedì, 23 settembre 2008

 

IL COLOMBO DIVERGENTE DI CARLO MENZINGER DI PREUSSENTHAL, IL CAPOLAVORO DELLA LETTERATURA UCRONICA CONTEMPORANEA

A chi almeno una volta nella vita non è capitato di chiedersi come sarebbe il mondo se Colombo non avesse scoperto l’America? Il problema della scelta e della fatalità si pone ad ogni evento della nostra vita quotidiana, visto che a tutti può capitare un incidente o un’occasione in grado di stravolgere la vita, sia in senso positivo che negativo.
Quando però abbiamo a che fare con un evento cruciale per l’intera Storia umana, sorge occasione di meditare. Cosa sarebbe accaduto se si fosse presentata una difficoltà insormontabile nel viaggio del navigatore genovese, al punto di innescare un corso degli eventi radicalmente diverso da quello che noi tutti conosciamo? Le domande che ognuno di noi si pone a questo proposito, nella maggior parte dei casi rimangono irrisolte e non portano a nulla: molti le ritengono oziose e non ne capiscono l’immensa portata filosofica.
Non è stato così per lo scrittore Carlo Menzinger di Preussenthal, che ha costruito un romanzo di rara bellezza ed efficacia, intitolato Il Colombo Divergente. Anticipo soltanto il presupposto su cui la densissima trama si costruisce. A causa di un gesto fatto da un anziano cacique, un capo tribù di un’isola dei Caraibi, Colombo decide di intraprendere una rotta verso settentrione anziché verso meridione com’è avvenuto nella nostra realtà. Così procedendo, le caravelle arrivano fino alla terra dei Totonachi, soggetti all’Impero di Ahuitzotl.
Questi, per nulla intimorito dai prigionieri europei, concepisce un piano folle quanto immaginifico: costruire navi per raggiungere la terra da cui sono giunti stranieri tanto ricchi e potenti.
Alla narrazione sono inframmezzate mirabili poesie, evocatrici di immagini surreali ed esotiche. Notevole la descrizione dell’infanzia di Cristoforo, in particolare il brano in cui si descrive il suo primo incontro con la morte. La narrazione del condottiero morente sul suo cavallo in agonia, sembra la trasposizione in letteratura di un convulso dipinto leonardesco.
Qualcuno potrà dire che è stata sopravaluta un po’ la personalità decisa e creativa di Ahuitzotl – così contrastante con quella dell’inetto Moteuczoma Xocoyotzin – attribuendo a tale sovrano un eccessivo titanismo. Altri potranno pensare che si sono sottovalutate per contro le difficoltà tecniche che lo Huey Tlahtoani avrebbe incontrato imbarcandosi in un’impresa tanto azzardata.
Secondo me non dovrebbe stupire più di tanto: non sono mancate tra le genti amerindiane personalità eccezionali, in grado di sfidare nemici molto più potenti di loro e anche di riportare vittorie. Basti pensare all’Inca Manco Capac II, che imparò a cavalcare e a adoperare l’alabarda, o ai capi Mapuche Caupolican e Lautaro, che sconfissero gli Spagnoli strappando ai vinti i segreti della fusione del ferro e dell’uso delle armi da fuoco.
A questo punto mi rendo conto che le parole non bastano, così consiglio vivamente a tutti la lettura di questo originalissimo romanzo.

Fornisco qualche link utile: il post del blog dell’autore che descrive il libro in questione, il sito in cui sono presentate le sue opere ucroniche, alcune recensioni e commenti, e per finire le pagine di anobii sulla prima e sulla seconda edizione di questo prezioso volume.

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Fin qui le parole di Antares666 ed io… sono rimasto senza!

Di questo stesso libro ha parlato qui solo pochi giorni prima anche la bravissima scrittrice Laura Costantini (di uno dei cinque libri che ha scritto con la Falcone vi dirò presto). Ecco le sue parole:

domenica, 14 settembre 2008
Quota 35/7788

(…)
E per finire un libro che sarà il mio quota 36: Il Colombo divergente di Carlo Menzinger . Carlo è uno scrittore ucronico, ovvero una degenerazione della figura, già abbastanza autolesionista, dello scrittore di romanzi storici. Per chi non lo sapesse l’Ucronia è il divertirsi a immaginare a come sarebbero andate le cose se… In questo caso quel satanasso di Menzinger si diverte ad immaginare cosa sarebbe accaduto se Cristoforo Colombo avesse incontrato gli Aztechi molto prima dei Conquistadores. Vi dico solo, giunta a trenta pagine dalla fine, che per immaginare quello che Menzinger ha immaginato ci vogliono: una gran penna, una grandissima cultura e un ancor più grande gusto per cambiare le carte in tavola. Ve lo consiglio caldamente.
Laura
 
Di questo stesso libro Laura Costantini scrive anche qui:
 
Un passato e un futuro diversi

E’ questo che Menzinger ci propone, immaginando un bivio nella vita e nelle esplorazioni di Cristoforo Colombo. Un bivio che avrà conseguenze tali da creare un futuro del tutto diverso da quello che noi, oggi, stiamo vivendo. Un lavoro enorme di documentazione, una penna felicissima, una voce narrante misteriosa e onnipresente, interventi poetici con ballate che si snodano come un coro greco in una tragedia. In fondo di questo si tratta: della tragedia di un uomo cui è stato affidato l’atroce compito di cambiare il mondo. In cambio deve rinunciare a se stesso, vivendo all’inseguimento di un sogno di gloria che, a ben vedere, non gli apparteneva. Libro da leggere.

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Fin qui "Il Colombo divergente", ma non sono mancati nuovi commenti anche per "Giovanna e l’angelo" e "Ansia assasina".
 
Cominciamo da "Giovanna e l’angelo". Così ne scrive qui, sul suo blog "Carta e calamaio", Carla Casazza (alias Boskoop67):
 
giovedì, 18 settembre 2008, 20:18
 

Cosa sarebbe accaduto se la storia fosse andata in modo diverso? E’ questa la domanda da cui prende spunto la letteratura ucronica, che non conoscevo ed ho scoperto grazie a Carlo Menzinger e al suo romanzo "Giovanna e l’angelo".

Carlo spiega: “L’ucronia o allostoria o fantastoria o storia controfattuale, è un genere letterario intermedio tra la fantascienza e il romanzo storico, in cui il racconto si differenzia dalla storia comunemente conosciuta, sostituendo a degli eventi storicamente avvenuti altri eventi immaginari.

Si differenzia dalla fantascienza, perché riguarda sempre fatti del passato e non ricorre, di norma, ad artifizi per modificare la storia.

Le mutazioni descritte devono avere un grado accettabile di probabilità di verificarsi.

L’ucronia può descrivere il momento in cui la storia muta o gli effetti di questo mutamento.”

Così in "Giovanna e l’angelo" l’autore gioca con la storia immaginando una Giovanna d’Arco il cui destino sarà diverso da quello che abbiamo studiato sui libri di scuola; una Giovanna raccontata attraverso le parole di un angelo ateo in cerca di Dio e innamorato della Pulzella d’Orleans.

Il romanzo, che denota padronanza della materia frutto anche di un accurato lavoro di ricerca (perchè per cambiare il corso della storia è necessario innanzitutto conoscerla bene), ha un ritmo lento, da gustare con calma, per apprezzare la scrittura elegante che in alcuni momenti si fa poesia. E da leggere con attenzione, per cogliere dove finisce la storia reale ed inizia l’invenzione ucronica.

Per approfondire la conoscenza di questo genere letterario consiglio di leggere l’approfondimento pubblicato da Menzinger nel suo blog.

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Ed ecco, infine, le parole di Cristiana su aNobii che qui ci parla di Ansia assassina:
 
Più che Ansia Assassina l’avrei intitolato Angoscia cittadina!
Scherzo!
Alcuni dialoghi li ho trovati senza tensione ed un pò "bloccanti" rispetto alla trama: nel senso che il testo porta la mente a correre sul filo della scoperta, dell’investigazione e le parole, i dialoghi appunto, mi hanno fatto un pò da tirante. Ovviamente questa è una mia personale interpretazione, non me ne voglia l’autore.
Per quanto riguarda il testo nel suo complesso, ho trovato molto affascinante la trama, la velocità con cui gli avvenimenti trascorrono e, soprattutto, corrono e concorrono a sballottare il lettore da una storia all’altra.
Si sa quello che sta per accadere, ma non se ne capisce il motivo.
Il finale?
Calmo, quasi statico, il tempo fermato su quello che dovrà velocemente accadere.
Da leggere.
Ringrazio Carlo.
p.s.
per caso, sotto sotto, sei un pò misogino?
A questa domanda le ho risposto:

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A proposito dei miei libri

Vorrei ringraziare altri due lettori per avermi dedicato delle recensioni, la prima riguarda il romanzo "IL COLOMBO DIVERGENTE", la seconda l’antologia da me curata "UCRONIE PER IL TERZO MILLENNIO".

La recensione del mio romanzo ucronico è di Niccolò Abbate ed è la seguente:

Ho letto un romanzo ucronico: Il Colombo divergente di Carlo Menzinger

IL COLOMBO DIVERGENTE - Prima EdizioneAlcuni mesi fa scrissi alcuni racconti ucronici come divertimento.
Mi commentò Carlo Menziger un cultore ed uno studioso dei meccanismi della scrittura ucronica.
Molto meglio di me lo descrive il suo editore LDS in questa esaustiva scheda.
Da cosa nasce cosa ed è nata un’amicizia virtuale.
E così  io gli ho inviato la Tana del Salmone ed ho ricevuto il Colombo Divergente.
L’ho letto, mi ha molto interessato  e mi piace sottolineare gli aspetti significativi dell’opera.
Per chi è interessato e vuole approfondire lo rinvio alla  presentazione dell’opera  sul  sito dell’editore.
Un mio caro amico  giornalista,  ottimo critico letterario,  afferma che una buona  recensione  deve  essere  sintetica (se no chi  legge  si annoia  e  se la prende con il libro recensito), deve  incuriosire (così chi la legge   il libro lo compra) ed infine deve   contenere  solo impressioni di lettura come un qualcosa di  soggettivo e non una sentenza inappellabile (il critico non è un giudice che assolve o condanna ed il lettore il libro lo vuole scoprire e valutare personalmente).
Mi attengo a queste pillole di saggezza ed  in breve  queste sono le mie impressioni di lettura.
Ho apprezzato molto l’attenzione da attento studioso dei particolari storici che sono alla base del romanzo.
Ma mi piace sottolineare : 
a)La modalità narrativa, l’autore che "dialoga" anzi ragiona con il singolo personaggio del blocco narrativo, insomma non la terza persona oggettiva o la prima persona della soggettiva, ma un insolito e raffinato tu che l’autore usa con grande maestria e raffinatissima proprietà
b)Il mutamento del punto di vista a seconda del personaggio con il quale l’autore  dialoga e ragiona. E questo consente uno sviluppo dell’intreccio,  qualche volta complesso, ma sempre appropriato e controllato.
c)La raffinatezza del lessico che passa dalla descrizione attenta a voli lirici che non appesantisce ma avvince chi legge.

Non è una facile lettura sia ben chiaro, ma merita  lo sforzo  della lettura.
La lettura è anche conquista. 

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Questa recensione si può leggere anche qui.
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La recensione dell’antologia è stata fatta da Enrico Matteazzi ed è questa:
Menzinger, gli Ucronici
e il "sogno della Storia"

UCRONIE

Pe alcuni questo non è un vero e proprio genere; altri non l’anno neanche mai sentito nominare; i più hanno difficoltà a carpire il significato della parola. Ma che cos’è questa benedetta "Ucronia"?

E chi meglio degli scrittori ucronici può rispondere a questa domanda! Se parole come "allostoria" o "storia divergente" vi incuriosiscono, forse dovreste fare come me e leggere l’antologia di racconti: "Ucronie Per Il Terzo Millennio: allostoria dell’umanità da Adamo a Berlusconi" (Edizioni Liberodiscrivere).

Questa raccolta di racconti la potete portare sotto l’ombrellone: si legge velocemente e molto volentieri: ogni racconto è appassionante, coinvolgente e lungo al punto giusto. Il mio consiglio? Leggete una di queste storie la sera prima di dormire. Ne vale la pena!

Una raccolta fuori dalla storia curata (… ma non guarita!) facendo attenzione alla divergenza storica, dove cioè il nostro mondo avrebbe potuto prendere un’altra direzione. Ad ogni allostoria segue un paragrafo intitolato: "storia e divergenza", che elimina ogni confusione dovesse sorgere in merito all’effettiva piega che la storia ha preso.

Il mio racconto preferito resta "La macchina del tempo", ovviamente (vedi post del 4 giugno 2008), anche se il più geniale, nato, tra l’altro, un po’ per caso, è "Genesi" di Carlo Menzinger, il quale giunge all’estremo ucronico chiedendosi: e se Dio avesse titubato durante la creazione del mondo…?

Secondo me l’Ucronia è un vero e proprio genere che meriterebbe di essere riconosciuto e nobilitato, ma che per ora, almeno per la grande distribuzione, rincorre la Fantascienza. Bellissima comunque la definizione del curatore, che nell’introduzione scrive: "l’ucronia è il sogno della storia. E’ la storia sognata da ciascuno di noi".  Teniamola buona come definizione.

Vi ricordo che altri libri li potete trovare nella mia libreria e alcune recensioni sono anche nel mio sito. (da questo link, cliccate sui nomi degli autori di Ucronie per spulciare la loro libreria!)

Ciao, alla prossima lettura!

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Questa recensione si può leggere anche qui.
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ANCORA GRAZIE!

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GRAZIE ANCORA

Questa volta vorrei ringraziare Sergio Paoli, Niccolò Pizzorno e Antanz1967.

Ringrazio Sergio Paoli per aver letto e commentato il mio romanzo Ansia Assassina con queste parole

"Ansia assassina è un romanzo rapido, a ritmo di adrenalina. L’autore non perde tempo in chiacchere e si concentra sull’azione. Libro veloce e denso d’azione, un po’ in contrapposizione con altri romanzi dell’autore molto più articolati e densi di piani di lettura come "Il Colombo divergente" o "Giovanna e l’angelo". Potrebbe essere un clip, un film indipendente, con dialoghi veloci e sintassi da mozzare il fiato. Ho trovato curato l’editing ed il linguaggio. La passione di Carlo Menzinger per la scrittura, e la sua voglia di crescere come autore la si vede anche da questa cura dei dettagli. Per conoscere meglio l’autore si può visitare il suo sito (http://www.scrivo.too.it/) o il suo blog (http://menzinger.splinder.com/), dove dialoga con altri scrittori o con gli appassionati, e ci parla delle sue letture e della sua attività. Ho gradito il romanzo e lo consiglio" che si possono leggere qui e qui.

Ringrazio Niccolò Pizzorno, assiduo illustratore del progetto "Il Settimo Plenilunio", per avermi dedicato un post e questi due disegni, che raffigurano i protagonisti dei miei romanzi "Il Colombo divergente" e "Giovanna e l’angelo".

Cristoforo Colombo ne "Il Colombo divergente", visto da Niccolò Pizzorno

 

Giovanna D'Arco in "Giovanna e l'angelo", vista da Niccolò Pizzorno

Niccolò Pizzorno mi ha anche fatto avere quest’immagine che raffigura sempre Colombo, come l’ha immaginato leggendo il mio "Colombo divergente".

Cristoforo Colombo ne "Il Colombo divergente", visto da Niccolò Pizzorno

Una terza versione di questo disegno si può vedere qui.

Vorrei quindi ringraziare Antonella (Antanz1967) per avermi intervistato e aver pubblicato l’intervista sul suo blog.

Queste sono le domande e l’inizio delle risposte (le risposte complete potete leggerle sul suo blog):

Iniziamo con le presentazioni, chi è Carlo Menzinger?

Cominciamo con le domande difficili? Questa è una tipica domanda cui si potrebbe rispondere in infiniti modi:  (…)

Parlaci della tua passione per la scrittura, da dove nasce, hai degli autori di riferimento?

C’è chi scrive per sfogo, chi per raccontare qualcosa che ritiene importante, chi per altre ragioni. Io ho sempre scritto perché mi divertiva.  (…)

Che tipo di scrittore sei, scrivi di getto o redigi un’elaborata scaletta?

Un po’ l’uno, un po’ l’altro. Sicuramente non ho mai avuto la “crisi della pagina bianca”.  (…) Scrivo per stratificazioni successive. Correggo innumerevoli volte il testo. Ci torno sopra e aggiungo nuovi paragrafi. Li sposto. A volte ne elimino.  (…)

Puoi spiegare ai lettori del blog cos’è un’ ucronia e perché questo genere letterario ti affascina così tanto?

L’ucronia o allostoria  è un genere letterario che descrive ipotesi alternative alla Storia reale. Parla dei “se” della Storia. (…)

 

Hai avuto difficoltà a pubblicare?

Rimasi inorridito dal primo approccio con l’editoria nel 1989, in occasione della mia prima pubblicazione (sono passati quasi vent’anni!).  (…)

 

Cosa pensi del fenomeno dell’editoria a pagamento?

Per fortuna Liberodiscrivere non mi chiede contributi. (…)Non credo che l’esistenza degli editori a pagamento sia del tutto negativa.  

Cosa consiglieresti ad un giovane esordiente che si affaccia ora al mondo della scrittura?

Innanzitutto di trovarsi un lavoro vero, con cui vivere e mangiare, perché salvo casi rarissimi di scrittura non si vive.  (…)

 

Un’ultima domanda, se tu potessi entrare in un libro quale sceglieresti?

Ogni volta che leggiamo un libro, “c’entriamo dentro”.  (…)

ANCORA RINGRAZIAMENTI

Qui non finisco più di ringraziarvi. Vorrei dedicare un post a ciascuno di voi, ma così rischio di far passare troppo tempo. Magari lo farò più avanti con calma, passata almeno la Serata Ucronica del 24 maggio.
Per ora mi limito ad un post cumulativo con il quale, vorrei ringraziare, in ordine sparso, Luisa Ferretti per la sua recensione sul volume “Parole nel web”, da me scritto assieme a Simonetta Bumbi, Sergio Calamandrei e Andrea Didato (i primi due, assieme a me, sono anche autori del romanzo “Il Settimo Plenilunio” che sto pubblicando a puntate su questo blog).
 
Riporto di seguito un breve estratto della sua recensione:
<<"Lei si sveglierà", "Se sarà maschio lo chiameremo Aida" e "Cybernetic Love" sono i tre racconti che fanno parte di un libro intitolato "Parole nel web" edito da Libero di scrivere. Questo libro è nato grazie ad riuscitissima collaborazione fra quattro scrittori; su tutti il bravo Carlo Menzinger. (…)
Sì, le parole corrono sul web, in questa nostra epoca dominata dall’avvento di Internet, e talvolta, come in questo caso, danno vita ad un nuovo modo di fare letteratura. Alla base di questo esperimento c’è il talento, la passione, e la forte intesa letteraria che si è instaurata fra i quattro narratori, tutti con una solida esperienza narrativa alle spalle>>
Leggi il resto qui.
 
Vorrei, quindi, ringraziare Enrico Matteazzi per le belle parole che spende nei miei confronti in un suo post sul sottobosco letterario di internet.
Riporto anche in questo caso alcune sue parole:
<<Mi è capitato così di conoscere Carlo Menzinger, uno scrittore che reputo davvero interessante e sul quale le grandi case dovrebbero fare un pensierino. Io ho letto in particolare "Il Colombo Divergente", un’allostoria (o ucronia, o storia alternativa che dir si voglia) un romanzo che mi è piaciuto davvero tanto (e ora consiglio a tutti quelli che incontro) più di tanti altri pseudo-scrittori che pubblicano a grandi nomi e in grande distribuzione.>>
Il resto del post si può leggere qui.
 
Sempre a proposito de “Il Colombo divergente” vorrei ringraziare Niccolò Pizzorno, attivissimo illustratore del progetto Gallery Novel per il Settimo Plenilunio, che mi ha fatto avere questa sua interpretazione del protagonista del romanzo.
 

Il Colombo Divergente (romanzo ucronico di Carlo Menzinger) interpretato da Niccolò Pizzorno

Vorrei, poi, ringraziare il Liceo Scientifico Rodolico di Firenze, il suo Circolo dei Lettori e la vicepreside Cristina Minucci, per aver ospitato me e Sergio Calamandrei nei propri locali per un incontro con gli studenti e i professori sul tema dell’ucronia.
Abbiamo passato così due piacevoli ore a discutere di come l’ucronia possa essere utile per interpretare la storia, di quale sia il possibile collocamento di questo genere letterario tra romanzo storico e fantascienza, di come si differenzi nettamente dalla distopia, con cui viene talora confuso. Abbiamo, inoltre, parlato di quanto sia cambiato il modo di scrivere in questi ultimi vent’anni grazie alle nuove tecnologie e di come sia mutata anche l’editoria. Poiché Calamandrei ed io abbiamo all’attivo alcune collaborazioni letterarie, si è anche discusso delle tecniche e delle modalità della scrittura collettiva.
Per noi autori è stata un’occasione anche testare la discussione che si terrà il 24 maggio a Modena presso il Salotto Aggazzotti.
 
Vorrei, quindi, ringraziare tutti coloro che stanno segnalando l’incontro di Modena, in particolare:
·         Antares666 che ne parla su Esilio a Mordor;
·         Happysummer che ne parla su R’estate (il 19 maggio 2008);
·         Scriverecala che parla su Calablog sia di Modena che dell’incontro al Rodolico;
·         Kikmaster che ne parla su The Thousand Faces of Time;
·         Antanz1967 che ne parla su Il blog di Antanz1967;
·         Baloth che ne parla su Black Dog;
·         Antonello Cassan che ne parla su Liberodiscrivere;
.    Italianpoetry che ne parla su Italian Literature;
·         Zingara53 che ne parla su Un Carrozzone Nel Vento.
 
Spero di non aver dimenticato nessuno.
Grazie a tutti di cuore!!!

RINGRAZIAMENTI VARI

In questi giorni mi hanno segnalato alcune iniziative in rete che mi riguardano e per le quali vorrei ringraziare tutti, ricordandole qui . Meriterebbero un post ciascuno (forse lo farò più in là) e molto di più!

Nei post procedenti ho già avuto modo di ringraziare Giuliana Argenio per avermi “conferito il Premio Dieci e Lode per talento letterario” e Gianna Campanella e Elena Zucchini per aver parlato, a Palazzo Ducale, a Genova dell’antologia “Ucronie per il terzo millennio” e aver letto, in quell’occasione il mio racconto “Il Berlusconi divergente”.
 
Vorrei ora ringraziare tre persone che non ho mai avuto il piacere di incontrare personalmente ma, per la stima che mi dimostrano, mi piacerebbe poter definire “tre amici”:
1.      Giuliana Argenio, l’autrice del bel romanzo “Vento Rosso”, per aver recensito il mio thriller “Ansia assassina” su Parole di Vetro;
2.      Enrico Matteazzi, l’autore del romanzo per ragazzi “Luigino e le pietre della vita”, per aver recensito il mio romanzo ucronico “Il Colombo divergente” su “La macchina del tempo – the thousand faces of the time”;
3.      Chiara Sardelli, per avermi intervistato su “La finestra del cortile” e aver parlato della Serata Ucronica di Firenze sul suo blog.
 
Riporto di seguito gli incipit dei tre interventi.
 
ROSANNA E I LIBRI
Giuliana Argenio(…omissis..) Carlo Menzinger si conferma autore a vasto raggio. Dopo “Giovanna e l’Angelo” ho letto questo suo noir (“Ansia assassina”) che viaggia sul filo del pulp. Geniali e ben concertate le coincidenze che portano a diciassette morti. Il finale a sorpresa rimane un tocco delicato di narrativa in bilico tra sogno e realtà drammatica (continua).
 
L’articolo parla anche dei libri di Cristina Bove, Pietro Atzeni e Giuliana Argenio.
 
IL COLOMBO DIVERGENTE
Enrico MatteazziCome si sarebbe evoluta la storia del mondo se Cristoforo Colombo fosse stato bloccato dagli Aztechi? Un romanzo appassionante, avvincente, dirompente, quello di Menzinger, in una parola: DIVERGENTE! Un’allostoria (ovvero un’ucronia) che vi terrà col fiato sospeso fino alla fine.

Carlo Menzinger scrive in modo diretto, veloce e molto scorrevole, ma soprattutto, il suo taglio personale, l’uso… (continua)
 
UCRONIA E WEB:
VI PRESENTO LO SCRITTORE CARLO MENZINGER
Chiara SardelliHo conosciuto Carlo Menzinger attraverso il web, dl lui apprezzo principalmente l’attività che svolge nella sua città, ma non solo, per far conoscere e dare voce ad un gruppo di autori creativi.
Non a caso ho già parlato di lui su questo Blog nella rubrica “ Firenze vive? “.
Carlo ha accettato di concedere un’intervista a questo blog che ben volentieri pubblico (continua).
 
FIRENZE VIVE? QUANTO AD "UCRONIA" SÌ
Carlo Menzinger alla Serata Ucronica di Firenze
Il genere ucronico è poco conosciuto e riconosciuto in letteratura. Praticamente si tratta di  un genere letterario intermedio tra la fantascienza e il romanzo storico, in cui il racconto si differenzia dalla storia comunemente conosciuta, sostituendo a degli eventi storicamente avvenuti altri eventi immaginari.
La definizione non è mia ma di Carlo Menzinger che è un giovane ed affermato scrittore. Le sue opere sono tutte pubblicate da Liberodiscrivere Edizioni di Genova.
L’ho conosciuto su Anobii  e ne parlo qui  poiché ho molto apprezzato la sua iniziativa di tenere a Firenze una Serata dedicata a questo genere letterario. (continua)
 
 
Che dire? Grazie. Grazie ancora a tutti per queste belle parole che non merito certo ma per le quali mi sento debitore.
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