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LA FANTASIA CREATRICE DELLA MAY

Risultati immagini per la terra dai molti coloriÈ appena uscito su “Progettando.Ing” un mio articolo intitolato “I costruttori di universi” che inizia con queste parole:

Ci sono numerosi modi per dividere e catalogare le opere di narrativa. Vorrei qui suggerirne una tra la letteratura che descrive il mondo e quella che costruisce mondi.

Sebbene i migliori e più acclamati autori si siano sinora dedicati più alla descrizione che alla costruzione e la prima abbia assai più numerosi sostenitori, credo che la letteratura che costruisce mondi meriti un maggior riconoscimento.”

A cool chick!

Julian May

Quando l’ho scritto non avevo ancora letto “La terra dai molti colori” (1981) di Julian May, ma questo libre e quest’autrice rientrano di certo a pieno titolo nella categoria della Letteratura che Costruisce Mondi. La piccola magia creata con questo romanzo da Julian May consiste nell’immaginare una galassia futura popolata da numerose razze intelligenti oltre all’umana e che convivono più o meno pacificamente tra loro, costituendo il Milieu Galattico. In questo universo, poi, inserisce una porta temporale che da questo futuro non troppo lontano, torna indietro di sei milioni di anni, nel pliocene della nostra vecchia cara Terra. Si tratta di una porta a senso unico e con una sola destinazione. Non è, insomma, una macchina del tempo che possa portarci nell’epoca che vogliamo: va solo nel pliocene, un po’ come la porta temporale di “22/11/’63” di Stephen King, che riportava invariabilmente allo stesso giorno e alla stessa ora del 1960. Qui, però, la porta è come un canale mobile tra il futuro e il pliocene, nel senso che se il signor X parte il giorno dopo del signor Y, arriva nel pliocene un giorno dopo di lui. Abbiamo così due “mondi immaginari” collegati, ma la fantasia della May non si ferma affatto qui. Dato che questa porta, creata nel 2034 da Theo Guderian, è ormai aperta da quasi un secolo, dall’altra parte sono passate circa centomila persone. Dovrebbero quindi aver creato una comunità di una certa importanza nella preistoria. Oltretutto, ognuno attraversa il tempo portandosi attrezzi e oggetti vari. Tutto ciò non sembrerebbe creare paradossi temporali, forse per l’enorme distanza tra i due tempi interessati, eppure tanta tecnologia e tanta gente passata nel passato dovrebbero avere effetti su tutto il futuro, salvo immaginare linee temporali autonome come nel mio ciclo su “Jacopo Flammer e i Guardiani dell’Ucronia”. Nel primo volume della saga, questo non sembra, ma rimane il sospetto che non sia così e che lo scopriremo nei prossimi volumi. Nelle prime cento pagine del libro, però non sappiamo nulla di quello che avviene nel pliocene. Che ci sia una comunità di uomini moderni è solo un’ipotesi plausibile, perché niente e nessuno torna indietro se non invecchiato di 6 milioni di anni. Immaginiamo dunque un terzo “mondo” di umani moderni all’interno del secondo e generato dal primo. Tra l’altro, la gente che decide di effettuare il salto indietro, si presenta piuttosto peculiare e molti attraversano il varco mascherandosi in vario modo (pirati, principesse, guerrieri…). Finalmente, dopo un’attesa che mi è parsa troppo lunga (circa cento pagine), arriviamo nella preistoria e scopriamo che la fantasia della May ha partorito un quarto “mondo”, che è qualcosa del tutto diverso da quello che si immaginava nel primo. Non vorrei dire molto altro, ma per far capire perché quest’opera sia un ottimo esempio di creatività, non posso non dire che nel pliocene non ci sono solo le creature che i paleontologi si aspettano, ma anche una razza aliena, diversa da quelle note nel futuro e proveniente da molto lontano. Non solo! Questa razza, pur umanoide, ha la peculiarità di generare figli tra loro molto diversi, al punto che si dividono in due popoli antagonisti, Tanu e Friulag. Non solo! La May immagina anche che alcuni individui della galassia futura siano dotati di poteri metapsichici e che lo stesso sia per gli alieni arrivati nella preistoria.

Insomma, un’ambientazione tra le più ricche, articolate e fantasiose della fantascienza, che, da sole, farebbero venir voglia di proclamare che si tratta di un capolavoro.

Non me la sento, però, di considerarlo pienamente tale, perché i personaggi sono buoni, anzi qualcosa di più, ma non siamo all’ottimo e la trama è accettabile, diciamo pure buona, eppure non è riuscita a coinvolgermi pienamente.

Il grande, notevole, fascino dell’opera rimane la sua ambientazione, questa mescolanza di mondi e culture, ma ci sono alcuni punti in cui l’attenzione vacilla, sebbene la trama sia abbastanza dinamica. Un’altra cosa mi è dispiaciuta è che ho iniziato a leggerlo sperando di avere a che fare con una storia di ambientazione preistorica, ma questo pliocene è talmente ricreato, che non lascia spazio ad avventure di sopravvivenza contro una natura selvaggia, come avevo sperato di leggere. Interessante è uno spunto per collegare fantascienza e fantasy, che forse potrebbe essere sviluppato nei prossimi volumi.

La Saga del Pliocene comprende altri tre romanzi (“Il collare d’oro”, “Il re non nato” e “L’avversario”) pubblicati tutti tra il 1981 e il 1984 e sono collegati al “Ciclo del Milieu Galattico”, pubblicato tra il 1987 e il 1996.

Probabilmente mi lascerò tentare dai prossimi volumi della saga, sperando che gli eventi prendano una piega più coinvolgente. Un universo così non può essere trascurato.Risultati immagini per pliocene

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ILTEXAS NON È UN PAESE PER VECCHI

Joe R. Lansdale - La Notte del Drive-In

Joe R. Lansdale – La Notte del Drive-In

La notte del Drive-in” riunisce i due romanzi brevi di Joe R. LandsdaleDrive-in” (1988) e “Drive-in 2” (1989), due storie allucinate in cui la provincia americana riesce a mostrare il peggio di sé, in una situazione surreale e assurda.

Dopo aver letto un altro autore texano come Cormac McCarthy (“La Strada” e “Non è un Paese per Vecchi”) verrebbe proprio da pensare che il Texas non sia un posto da frequentare!

Sarà che il vecchio istinto selvaggio del cow-boy da quelle parti non deve essere ancora morto, ma Lansdale, come McCarthy, ci mostra un’umanità davvero spietata e poco conta che questa violenza emerga in situazioni irreali ed estreme. La sensazione che rimane è quella di una violenza latente ed esplosiva.

Lansdale ci mostra un enorme Drive-in improvvisamente isolato dal resto del mondo, con gli spettatori costretti a sopravvivere a forza di pop-corn e coca-cola e che passa presto al cannibalismo.

Le allucinazioni prendono corpo e alcuni uomini si trasformano in autentici mostri, in un ambiente sempre più irreale.

Nel secondo volume, il pubblico riesce finalmente a uscire dal Drive-in ma fuori tutto è cambiato e li attende un mondo non meno assurdo di quello in cui erano sopravvissuti, dove i dinosauri carnivori sono forse meno pericolosi degli stessi sopravvissuti.

Un mondo senza speranze e senza lieto fine. Anche qui come in McCarthy c’è una strada da percorrere alla ricerca di un mondo migliore, ma anche qui la speranza muore subito, perché la strada, sempre più disastrata non fa altro che riportare i protagonisti sempre indietro, nel solito posto, al folle Drive-in, ormai trasformato in un mondo di perversione e violenza totali.

Joe R. Lansdale

Joe R. Lansdale

Il profondo pessimismo che emerge è solo in parte mitigato dall’umorismo ironico e cattivo che scaturisce dall’assurdità delle situazioni, prese in parte in prestito da fantascienza, horror e pulp, ma riviste con uno sguardo del tutto particolare, che fanno di questa coppia di romanzi un testo unico nel suo genere, che strizza l’occhio al cinema di serie B, prendendolo e prendendosi crudelmente in giro.

Il secondo volume perde di unitarietà, raccontando tre diverse vicende, e porta agli estremi il surrealismo violento e fantascientifico del primo romanzo.

Firenze, 20/08/2012

Quali ALTRIMONDI conoscete?

IF 6 AltrimondiAltrimondi. La letteratura è piena di “altri mondi”, di mondi e universi alternativi. La loro esistenza è spesso uno dei presupposti di molta letteratura fantastica, dalla fantascienza, al fantasy, all’ucronia, al gotico, all’horror, all’utopia, alla distopia.
In fondo parlano di “altri mondi” anche i romanzi storici, i romance e tutte le storie ambientate in un passato che non ci appartiene più, diverso dal presente.
Forse persino il giallo, il noir, il thriller e il pulp parlano di mondi immaginari, anche se all’apparenza sono simili al nostro. Sono, infatti, spesso universi in cui la violenza trova diverse forme di espressione e la giustizia segue percorsi immaginari, a volte utopici, a volte distopici.
Dunque il n. 6 della splendida rivista “IF – Insolito & Fantastico” edita da Tabula Fati, dedicata agli “Altrimondi”, potrebbe contenere tutta la letteratura fantastica e non solo.
Anche nel n. 6 si conferma la struttura tripartita (articoli/ saggi – racconti – rassegne/ interviste/ recensioni) dei precedenti numeri monografici “Robot”, “Oltretomba”,  “Ucronia“, “Giallo & Noir“, “Vampiri ).

Il primo articolo/saggio, firmato da Gramantieri ci porta davvero in uno dei mondi alternativi più genialmente diversi: “Solaris”, il pianeta vivente di Lem, di cui avevo già scritto qui.Carlo Bordoni
Giuseppe Panella ci parla poi degli strani mondi di Robert Sheckley, così insoliti eppure così “figli” della nostra realtà.
Nell’articolo successivo io stesso parlo di come sarebbe il mondo se fossero sopravvissuti i dinosauri, esaminando soprattutto l’opera di Verne, Conan Doyle, Harrison e Wilson. Quelli nati dalle loro penne sono universi ucronici in cui la divergenza temporale che li ha generati si perde indietro nel passato per milioni di anni, creando delle piccole oasi preistoriche nella fantasia di Verne e Conan Doyle e un pianeta completamente nuovo nell’opera dei due autori più recenti.
Non poteva poi mancare Philiph K. Dick di cui ci parla Carlo Bordoni.
Fin qui ci siamo mossi nella fantascienza, seppure sfiorando l’ucronia.
Gianfranco De Turris affronta quindi il re del fantasy, J.R.R. Tolkien e le sue tecniche e filosofie creative, tra cui la sua difesa della letteratura d’evasione (“l’Evasione del Prigioniero non deve essere confusa con la Fuga del Disertore”. “Noi siamo nella prigione della Realtà e quindi siamo perfettamente autorizzati ad evadere” – pag. 35), la sua visione “positiva” della creazione di mondi, che deve tendere a una “eucatastrofe” e il concetto che una fiaba deve essere presentata come “vera”.
Grazie a Renato Pestriniero, torniamo a parlare di fantascienza con “City” (“Anni senza fine”) di Clifford D. Simak, anche se si tratta di “fantascienza umanistica” con i suoi “moduli narrativi attenti, oltre alla componente avventurosa e al meraviglioso, allo spessore dei personaggi, allo scopo di rendere accettabile la logicità del loro comportamento in un contesto insolito e comunque extra ordinario” (pag. 37).
Harry HarrisonUmanesimo particolare, però, che porta Simak a far dire a uno dei suoi personaggi “Non è sufficiente il vantaggio che l’uomo si è preso all’inizio della storia per giustificare il monopolio del progresso” (pag. 40). Un umanesimo, dunque, in cui l’uomo non occorre più, in cui cani o robot possono essere portatori di “umanità” alla stessa stregua. Una piccola rivoluzione copernicana. Qualcosa che mi fa pensare alle civiltà alternative del mio ciclo di Jacopo Flammer (potrei iniziare uno dei volumi con la citazione precedente!).
Annamaria Fassio ci parla del pianeta Tschai, immaginato da Jack Vance, esaminandone persino le somiglianze con il Milione di Marco Polo: in fondo i suoi racconti di viaggio suonavano all’orecchio dei contemporanei fantastici come un viaggio interstellare!
Correttissima poi la scelta di chiudere la sezione saggistica parlando in questo contesto anche di Borges, come fa Claudio Asciuti (io ne parlo qui  e qui). Chi meglio di lui ha saputo creare nuovi mondi culturali, inventare romanzi mai scritti, filosofie fantastiche, autori inesistenti!

Il volume, come i precedenti numeri della rivista, prosegue con la parte dedicata ai racconti.
Tra gli autori troviamo Ramiro Sanchiz (con la sua dama fuggita dal quadro), Vincenzo Bosica (le rogne della non-vita da vampiro), Giuseppe Magnarapa (e il suo vampiro condannato), Giuseppe Picciariello (mai fare affari con un fantasma!), Pierluigi Larotonda (difficile la convivenza con la propria ombra), Andrea Coco (sul potere di costruire la memoria altrui).

Nella terza parte troviamo le Rassegne e le recensioni. Walter Catalano ci parlaH.P. Lovecraft dell’immaginifico Lovecraft e di Austin Osman Spare. Maurizio Landini tratta la fantascienza militare. Renzo Montagnoli intervista Maurizio Cometto. Giuseppe Panella recensisce James Ellroy, Riccardo Gramantieri Robert Heinlein. Carlo Bordoni parla di Vincenzo Bosica e Giuseppe Panella di Annamaria Fassio. Sempre il curatore della rivista Bordoni tratta del saggio sui robot di Riccardo Notte, mentre Alberto Lombardo affronta l’opera di Rulli e Casseri.
Strano parallelo è quello che fa De Turris tra il romanzo “cattivo” di Fini (“Il Dio Toth”) e quello “buonista di Veltroni (“Noi”).
Si parla di fumetti con l’Eternauta e Luca Bordoni. Chiude il volume la recensione di Renzo Montagnoli per il romanzo ambientato al Castel Del Monte di Federico II Hoenstaufen, di cui Donato Altomare ci fa notare le stranezze.

Leggi anche:

IF n.1 – Robot
IF n.2 – Oltretomba
IF n.3 – Ucronia
IF n. 4 – Giallo & Noir
IF n. 5 – Vampiri
IF – Insolito & Fantastico
Tutti i post su IF – Insolito & Fantastico
È  uscito IF n. 6 – Altrimondi
Solaris
Borges- L’Aleph
Borges – Finzioni
Jacopo Flammer e il Popolo delle Amigdale

Firenze, 27/06/2011

Articolo su IF e nuova intervista

Ed eccomi a segnalarvi una nuova intervista, pubblicata da Yabooks e fatta da Ivano Bocceda  (che ringrazio (chee l'attesa uscita del nuovo numero di IF intitolato "Altrimondi", che contiene anche un mio articolo intitolato "i dinosauri sono tra noi", in cui parlo delle ucronie preistroriche, da "Viaggio al centro della terra" di Verne e "Il mondo perduto" di Conan Doyle, a "I libri degli Yilané" di Harrison e "Darwinia" di Wilson, per finire con il mio "Jacopo Flammer e il Popolo delle Amigdale".

Così ne parla l'editore (appena avrò finito di leggere ne scriverò anch'io più dettagliatamente.

È USCITO IF6 ALTRIMONDI!IF 6 Altrimondi

È in distribuzione il n. 6 di IF (Insolito e Fantastico) dedicato a un tema classico della fantascienza: ALTRIMONDI.In questo numero Riccardo Gramantieri analizza "Solaris"di Stanislaw Lem; Panella scrive su Robert Sheckley, Pestriniero su Clifford D. Simak, Annamaria Fassio su Jack Vance, mentre Bordoni ripropone la sua postfazione per "Lotteria dello spazio" di Philip K. Dick. Completano la densa sezione saggistica Gianfranco de Turris su Tolkien, Carlo Menzinger sui dinosauri e Claudio Asciuti con un prezioso testo su Borges creatore di altri mondi.La sezione narrativa ospita lo scrittore uruguayano, Ramiro Sanchiz, e poi Vincenzo Bosica, Giuseppe Magnarapa, Giuseppe Picciariello, Pierluigi Larotonda, Andrea Coco.Completano questo numero interventi e recensioni di Walter Catalano (“Del sublime immondo”), Maurizio Landini sulla fantascienza militare e Renzo Montagnoli, che intervista Maurizio Cometto.La copertina è illustrata, come sempre splendidamente, da Franco Brambilla con una tavola per “Delany City”.
Un numero da non perdere!

La rivista è distribuita principalmente in abbonamento postale. Ogni copia 128 pagine illustrate al prezzo di 8,00 euro.La campagna abbonamenti a IF per il 2011 è in corso: soli 30,00 euro per quattro numeri.
Ai nuovi abbonati (e a quanti rinnovano) è riservata una copia omaggio del romanzo di Carlo Bordoni, "In nome del padre" (Baroni editore, 2001).

 Ed ecco l'inizio dell'intervista di Ivano Bocceda (che ringrazio molto). 

Bighellonando qua e là nella rete, quell’universo ricco di esperienze offerte alla conoscenza di tutti e di umanità reali, che qualcuno si ostina a definire mondo virtuale, mi sono ritrovato a discutere di libri in uno di quei social network a ciò dedicati e, in quel contesto ho incontrato lo scrittore Carlo Menzinger, un autore nato e cresciuto nella rete, che ha gentilmente accettato di rispondere alle curiosità dei lettori di Yabooks.

Ecco l'intervista che ho realizzato per voi.

Ivano Mario BoccedaLeggo di te che fin a bambino ti divertivi a scrivere storie a fumetti, da ragazzo hai scritto poesie e racconti e a 25 anni hai pubblicato il tuo primo libro. Ci vuoi raccontare come nonostante questa tu passione per lo scrivere, poi ti sei laureato in Economia e commercio e ti sei ritrovato a lavorare in banca? 

Ivano Mario Boceda 

(CONTINUA QUI)

Leggi anche:

IF n.1 – Robot
IF n.2 – Oltretomba
IF n.3 – Ucronia
IF n. 4 – Giallo & Noir
IF n. 5 – Vampiri
IF – Insolito & Fantastico
Tutti i post su IF – Insolito & Fantastico

Tutte le interviste a Carlo Menzinger
Le interviste di:
Ivano Bocceda su Yabooks

– Stefano Cafaggi su Fragmenta
– Irene Pecikar su Tutto sui Libri
– Barbara Risoli su Nobili Possidenti
– Barbara Risoli su Il Sovrano Lettore
– Argeta Brozi su Ali di cuore
– Chiara Sardelli su Lafinestrasulcortile
– LadyAileen su Una Passione e Oltre
– Teresa Di Gaetano su Due di cuori e Creativity Station 

 

LA MIA COLLABORAZIONE CON NICCOLÓ PIZZORNO

 La lupa assassina vista da NiccolòPizzornoQuando il 19 marzo 2007 mettemmo la parola fine alla stesura del romanzo “IL SETTIMO PLENILUNIO” scritto assieme a Simonetta Bumbi e Sergio Calamandrei, mi venne in mente che, trattandosi di un libro per ragazzi, popolato da vampiri e licantropi e con un’ambientazione fantascientifica, potesse essere molto adatto a essere illustrato.
Ci rivolgemmo allora al vasto e profondo web alla ricerca di qualcuno disponibile a darci una mano, dato che nessuno di noi era ed è un esperto disegnatore.
Già frequentavamo tutti e tre la community Splinder e fu lì che incontrai il blog di  Esharhamat. Illustrazione di Niccolò Pizzorno per IL STTIMO PLENILUNIONiccolò Pizzorno http://chinaccia.splinder.comed ebbi modo di apprezzare i suoi disegni.
Lo invitai così a collaborare al nostro progetto. Più o meno in quegli stessi giorni era maturata l’idea di trasformare il romanzo in una “gallery novel”. Volevamo cioè trovare vari artisti che contribuissero con la propria opera d’interpretazione grafica alla descrizione della storia della rossa licantropa Esharhamat, trasformandola in una sorta di galleria di illustrazioni, in un romanzo iperillustrato, ovvero in quello che qualche tempo dopo avrei definito, appunto, “gallery novel”, parafrasando il più comune “graphic novel”.
Niccolò Pizzorno aderì entusiasticamente, contribuendo con oltre cinquanta immagini, tra le più vivaci e le meglio rispondenti al testo. Assieme a lui il progetto ha visto riuniti, oltre ai tre autori, diciassette artisti molto diversi: pittori, illustratori e persino fotografi. Il volume, con quaranta pagine a colori, è stato felicemente pubblicato da Liberodiscrivere all’inizio del 2010.
 Jacopo Flammer e il Popolo delle Amigdale - copertina Pizzorno 
Nel frattempo avevo in corso l’illustrazione del romanzo di fantascienza “JACOPO FLAMMER IL POPOLO DELLE AMIGDALE  ”. Essendo destinato a un pubblico ideale dagli otto anni in su, ritenevo, infatti, necessario presentarlo all’editore corredato da un certo numero di disegni. Collaborava già con me il bravo Ludwig Brunetti, ma vista la sua abilità, la sua velocità e il suo grande rispetto del testo illustrato, chiesi a Niccolò Pizzorno di affiancarlo nel lavoro.
Hanno prodotto così entrambi numerose tavole, diverse per stile, ma coerenti tra loro e con la storia narrata, rendendo il volume particolarmente ricco e piacevole.
Liberodiscrivere è stato così ben lieto di pubblicare anche questo libro alla fine del 2010 (anche la copertina è di Pizzorno).
 
Nel frattempo una delle migliori autrici di quella folta schiera di scrittori “poco noti” che gravitano attorno agli editori minori pur producendo opere degne della vetta delle classifiche letterarie, Erasmo Forntini - Jacopo Flammer e il Popolo delle Amigdale - Niccolò Pizzorno Laura Costantini, mi chiese se conoscessi un illustratore per il suo romanzo “La lunga guerra”. Le suggerii Pizzorno, che apprezzò subito, adottandolo per il suo libro, con risultati, davvero invidiabili, che sono stati via via presentati su Facebook.
 
Ora Pizzorno è alle prese con il sequel del mio romanzo sui Guardiani dell’Ucronia: “JACOPO FLAMMER NELLA TERRA DEI SURICATI” e sono certo che il risultato sarà ancora migliore, perché questo ragazzo, nato nel 1983, continua a migliorare e a stupirmi 

Leggi anche:

§    Jacopo Flammer sta arrivando!

§ Jacopo Flammer: una nuova frontiera per la fantascienza.

§ Il Settimo Plenilunio è cominciato!

§ La mia collaborazione con Simonetta Bumbi 

§ La mia collaborazone con Sergio Calamandrei

§ La mia collaborazione con Andrea Didato
  autoritratto Niccolò Pizzorno 

 

JACOPO FLAMMER STA ARRIVANDO!

Jacopo Flammer e il popolo delle amigdale - illustrazione di Niccolò PizzornoSiete Pronti?
Jacopo Flammer sta arrivando!
Una nuova avventura attraverso il tempo sta per entrare nelle vostre case. Ancora pochi giorni e si potrà ordinare il primo “Menzinger per tutti”. Finalmente un romanzo scritto da Carlo Menzinger che possono leggere davvero tutti, dagli 8 ai 99 anni! Il protagonista ne ha 9.

 
Tra poche settimane l’editore genovese Liberodiscrivere pubblicherà il romanzo di fantascienza per ragazzi “JACOPO FLAMMER E IL POPOLO DELLE AMIGDALE”.
Dopo il thriller “Ansia assassina” e le ucronie “Il Colombo divergente” e “Giovanna e l’angelo”, Carlo Menzinger pubblica ora la storia di un viaggio nel tempo dagli incredibili sviluppi ucronici.
 
Jacopo Flammer era di nuovo alla finestra. Quel giorno si affacciava in continuazione. Giocava per un po’, poi, all’improvviso si tirava su e andava ad affacciarsi per scrutare la strada. Stava aspettando una visita cui teneva molto.
 
“Oggi sembri elettrico” gli gridò la mamma. Jacopo vedeva di rado suo nonno Erasmo. Pochi potevano dire di vederlo spesso, a dire il vero. Non perché fosse una persona sfuggente, ma perché era sempre in giro, in avventure di cui nessuno sapeva nulla e che andavano aldilà di ogni immaginazione. Erasmo non era un nonno come tanti. Era un nonno speciale. Un uomo speciale. Jacopo sapeva che quel pomeriggio sarebbe venuto a trovarlo. Questo non era, però, il solo motivo percui era così in agitazione. (segue qui)
 
Jacopo Flammer e il Popolo delle Amigdale - Illustrazione di Ludwig Brunetti
Comincia così questa storia che ci porterà nella preistoria tra uomini primitivi e animali feroci, in un viaggio che sarà sconvolto dall’arrivo di strane creature emerse da un universo divergente.
Riusciranno i Guardiani dell’Ucronia a salvare Jacopo Flammer e i suoi amici? Basterà il nuovo magico potere di Jacopo ad aiutarlo ad affrontare l’ira di Gruhum?
 
Prenotate subito “JACOPO FLAMMER E IL POPOLO DELLE AMIGDALE”. Chi ne richiederà una copia subito scrivendo a menzin@virgilio.it potrà riceverla senza spese di spedizione e con dedica personale dell’autore al prezzo scontato di € 10,00.
 
Le illustrazioni sono di Niccolò Pizzorno e Ludwig Brunetti.
 
Se ne parla anche qui.

L’UCRONIA FANTASCIENTIFICA DI ARTHUR CONAN DOYLE

Il mondo perduto - Conan DoyleChi non conosce Arthur Conan Doyle, l’autore di Sherlock Holmes, uno dei personaggi meglio delineati di tutta la letteratura, una figura indelebile nell’immaginario di ogni lettore, anche di quelli come me che poco amano il giallo?
Quello che affascinava delle storie del celebre investigatore era proprio lui, l’arguto detective. La grande capacità di Conan Doyle è stata quella di regalarci un personaggio dalle tinte forti e dai contorni netti, che una volta passato nella nostra fantasia non può che lasciare il segno.
Confesso che ignoravo però che questo autore avesse scritto anche poesie e romanzi storici e, soprattutto, ignoravo avesse scritto un’ucronia fantascientifica, anzi una pre-ucronia (volendo usare il termine che ho già usato per descrivere l’ucronia preistorica de “Il Libro degli Yilané”) “Il mondo perduto”.
Questo romanzo, oltretutto, essendo stato scritto nel 1912 si porrebbe come una delle prime ucronie mai scritte, precedendo di vari anni quelle di Dick, Turthelodove, Harris e altri.Arthur Conan Doyle
Dico che si tratta di un’ucronia, in quanto si basa su due “se”: cosa sarebbe successo “se” i dinosauri, in una parte della terra non si fossero estinti?  E cosa sarebbe successo “se” dai nostri antenati “scimmieschi” si fosse evoluta un’altra razza intelligente in grado di competere con la nostra?
Diciamo che un’ucronia classica, forse, avrebbe immaginato un dominio totale sulla Terra dei dinosauri (come ne “Il Libro degli Yilané”) o da parte degli uomini-scimmia. La scelta di Conan Doyle è invece di immaginare che queste razze siano rimaste confinate su un acrocoro del Sud America, isolato da un profondo burrone. Questo rende la storia assai più simile ad un racconto fantascientifico, dato che la divergenza, fino al momento della narrazione non ha prodotto effetti (li produrrà però sicuramente, una volta che la scoperta sarà stata dichiarata al mondo).
Bisogna dire, infatti che “Il mondo perduto” sembra quasi un romanzo uscito dalla penna di Jules Verne, e nulla ha da invidiare al suo “Viaggio al centro della terra” (che in effetti si basa su l’analoga ipotesi che i dinosauri siano sopravvissuti nelle cavità del nostro pianeta).
Quello che lo rende decisamente un “Conan Doyle” è la maestria con cui l’autore delinea i personaggi, anche in questo caso con tratti e linee marcati, che li rendono ben riconoscibili e facilmente memorizzabili, dimostrando una notevole potenza descrittiva!
Il mondo perduto” è un libro di cui sono certo debitrici molte altre storie, dal ciclo di Jurassic Park (i film di Steven Spielberg) di cui uno porta lo stesso titolo, pur avendo diversa trama, a “Il Pianeta delle Scimmie” di Pierre Boulle, romanzo che ha ispirato gli omonimi film di Franklin J. Schaffner e Tim Burton e che immagina diversi percorsi evolutivi.

 

Segnalo a chi interessa il genere, che tra poche settimane Liberodiscrivere pubblicherà il romanzo "Jacopo Flammer e il popolo delle Amigdale" in cui si immagina che, in un universo divergente, i velociraptor non si siano estinti e che abbiano imparato a costruire macchine del tempo con cui spostarsi da un universo ucronico a un altro.
 
 
Jacopo Flammer e il Popolo delle Amigdale - illustrazione di Niccolò Pizzorno
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