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IL GIOCO DELLA GUERRA

Ci sono romanzi che nascono dall’esigenza di raccontare momenti di vita che ci hanno segnato profondamente. Questo è il caso di “Il Cielo cade” di Lorenza Mazzetti, con il quale l’autrice ricorda la sua infanzia sotto il fascismo e durante la Seconda Guerra Mondiale.

Lo fa scegliendo un punto di vista particolare: gli occhi di una bambina simile a quella che era lei in quegli anni. La piccola Penny è un’orfana che è stata accolta in casa di un ricco zio ebreo assieme alla sorellina Baby, dopo la morte dei genitori, di cui ricorda ormai poco. La sua famiglia è diventata quella dello zio e vive un’esistenza, all’apparenza, spensierata.

È in realtà, come molti ai suoi tempi, una bambina plagiata due volte: dal Fascismo e dalla Chiesa.

Le insegnano ad amare Gesù e Mussolini, anche se vive in una famiglia ebraica. Suo zio si dimostra di vedute aperte e, considerando che la piccola è cattolica e battezzata, le lascia frequentare i preti, anche se non la porta a Messa.

Le due bambine crescono preoccupandosi per l’anima dello zio, che, in quanto ebreo, sanno che andrà all’inferno. Sarà proprio il prete, però, a dir loro, infine, che chi è buono, come lo zio, non va all’inferno, nonostante quel che dice la gente intorno a loro.

Tutto è visto con lo sguardo ingenuo della bambina: l’indottrinamento fascista, l’arrivo dei tedeschi, la loro fuga, l’arrivo dei partigiani, la morte.

Il gioco prevale su tutto, ma la paura e il dolore si fanno strada, fino al momento in cui cade il Cielo, in cui il loro mondo si disgrega.

I tedeschi, prima tanto gentili, mentre occupavano la loro villa, fuggendo diventano cattivi, uccidono la zia e le cugine e bruciano la grande casa che li ha ospitati. Lo zio sopravvive, ma per poco, e, affranto, si ammazza.

Il punto di vista infantile rende la storia simpatica e originale, ponendola dalle parti del celeberrimo “Diario di Anna Frank” o di “La Bambina che salvava i Libri”, di cui però non ha la ricchezza di trama e l’approfondimento. Può essere comunque considerato una lettura da consigliare per la Giornata della Memoria, anche perché per leggerlo non ci vuole che qualche ora. Arrivato a due terzi del libricino, cominciavo, però, a essere un po’ stufo di osservare i giochi di Penny, Baby e dei loro amici. Arriva, poi, per fortuna, la svolta finale e il libro riprende brio.

Lorenza Mazzetti

Lorenza Mazzetti

Nel complesso è una lettura piacevole e un modo interessante per mostrare, in modo semplice ma non meno irritante, la potenza del plagio fascista praticato in quegli anni e della forza di persuasione esercitata dalla Chiesa negli ultimi secoli.

A qualcuno i pensieri e i giochi sul Paradiso e l’Inferno, i Peccati, Gesù e la Genesi di queste bambine potranno forse sembrare normali e ingenui, ma la sensazione di forzatura e di plagio praticati nei loro confronti è stata per me piuttosto forte.

 

Firenze, 10/02/2013

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