Posts Tagged ‘pazzia’

LA SERIETÀ DELL’ESISTERE

libroLibro serio, questo di Antonella Cipriani, non per nulla l’ha intitolato “Qualcosa di molto serio e altri racconti”. Libro in cui si parla del mal di vivere, delle fragilità della mente, di altre malattie, di morte e lutti.

La scrittura scorre veloce e piana, senza intoppi o refusi (ed è tanto!) ma non per questo priva di piccoli giochi con le parole, di immagini che colorano le righe animandole e regalando un valore aggiunto di significato. Già nella prima pagina, per esempio, leggiamo “Tranquillità e calma regnano sovrane o sono prigioniere – sempre per un medesima questione di punto di vista”. Frase che mi pare emblematica dell’intero volume, dove la nave procede con calma e tranquillità, anche se il mare si presenta alquanto mosso.

Il primo racconto, che dà il nome alla raccolta, ci trascina subito in un’atmosfera in bilico tra reale e soprannaturale (“Da un po’ di tempo accadevano strane cose. Doveva essere Qualcosa di molto serio”) ed ecco che troviamo la protagonista travolta da una serie di piccoli complotti delle cose e delle persone, con tanto di passeri, piccioni e cavallette morte che compaiono ovunque.

Il secondo racconto “Stai dietro al leone” appare già più sereno, anche se la frase del titolo è pronunciata da un moribondo. Quel che scatena non sono, però, pensieri di morte, ma un desiderio di condividere e ricostruire un sogno altrui, impresa che si rivelerà, come ovvio, impossibile.

Non poteva mancare un racconto sugli incontri virtuali (“Chat”), che ne descrive la vacuità.

Il sogno è centrale in questa silloge. Il racconto “Non c’è proprio nessuno” comincia proprio con la secca frase “Lei sognava” e ci trasporta poi in un mondo onirico che sembra strabordare e compenetrare quello della veglia.

Risultati immagini per antonella cipriani GSF

Antonella Cipriani (Gruppo Scrittori Firenze)

Altro tema importante è il ricordo e lo vediamo protagonista in “Fotografie” e ne “Il segreto della scatola di latta” dove l’infanzia si prolunga e trova un punto di incontro con l’età adulta, ma sempre legate da qualcosa che non è poi così diversa da un sogno.

La perdita e l’assenza danno sostanza ad “Aspettando il Natale”, che indaga l’animo di chi è rimasto solo in un giorno che non può che risvegliare memorie e usi ripetuti.

L’autrice arriva, però, a cogliere anche il lato ironico della morte e di questa perdita ne “Il funerale di Maria C.” o le strane coincidenze che spesso si abbinano anche agli eventi più tristi in “Vittoria”.

La malattia della mente, che aveva aperto la raccolta, trova una nuova e più dura raffigurazione in “Capisci tutto tu”, sul degrado da alcolismo, ancora una volta generato dal dolore di un lutto.

All’apparenza un po’ diverso dagli altri racconti è “Perdente ma vivo”, che ci fa vedere un uomo in fuga da personaggi pericolosi, ma di nuovoRisultati immagini per morte troviamo tematiche legate alla difficoltà del vivere, con un metaforico rinchiudersi in se stessi.

È una storia di malattia, “Sogno e realtà”,  a chiudere la silloge, mostrandoci che la cecità degli occhi nulla ha a che vedere con quella della mente e della fantasia, donandoci un pizzico di speranza.

FOLLIA D’AMORE AI TEMPI DEL FASCISMO

Image result for Dall'abisso Lorella De BonA leggere la quarta di copertina del romanzo di Lorella De BonDall’abisso” mi ero fatto quasi l’idea che si trattasse di una semplice storia d’amore. Questo primo romanzo di Lorella De Bon, invece, contiene anche altri elementi. Innanzitutto, è ambientato in un manicomio italiano nel 1940, all’inizio della Seconda Guerra Mondiale. C’è quindi, seppur come cornice, una riflessione su questa istituzione ora abolita e sul male che vi pativano i pazienti, a maggior ragione in un tempo assai poco tollerante verso le diversità come quello del fascismo. C’è, inoltre, dunque, anche una collocazione temporale che se non rende questo propriamente un romanzo storico, fornisce all’opera talune di queste caratteristiche.

Va, poi, detto qualcosa della particolarità della storia d’amore che, in effetti, rappresenta il cuore, in tutti i sensi, del romanzo. Protagonista è una paziente del manicomio, lì ricoverata sin da bambina, a seguito di violenze familiari, e a innamorarsi di lei (ricambiato) è il medico che l’ha in cura.

Penso che sia piuttosto facile che una paziente si innamori del proprio psicologo. Quest’ultimo, in genere, però, professionalmente, non si lascia coinvolgere. Sarà che erano altri tempi, ma qui a condurre i giochi è soprattutto il bel Dott. Givetti, innamorato di Teresa al punto di rapirla dal manicomio e fuggire con lei, perdendo il lavoro e sfidando i controlli e i sospetti dei fascisti.

Image result for Lorella De Bon

Lorella De Bon

Se questo è il primo romanzo di Lorella De Bon, come scrive nel risvolto di copertina, non è però la sua prima opera, avendo già pubblicato due raccolte poetiche e un giallo a quattro mani. Io, poi, la conobbi anni fa per la sua partecipazione con un racconto (“L’impero delle donne”) alla raccolta di allostorie da me curata “Ucronie per il terzo millennio”, in cui immagina un’antica Roma augustea alternativa.

Dunque, anche grazie a queste e altre esperienze, Lorella De Bon arriva con una certa esperienza e maturità ad affrontare la prova del primo romanzo “solista”, giacché anche il giallo scritto con Patrizio Pacioni era pur sempre un romanzo. “Dall’abisso” si presenta allora come opera di una certa profondità e di gradevole lettura e non posso che augurare all’autrice e al libro il miglior successo possibile.

 

 

Image result for squadristi fascisti

IL RITORNO IN MERCEDES DEL RE

Avevo intenzione di riprendere la lettura dei romanzi del ciclo della Torre Nera di Stephen King, lasciata al quarto volume, quando sono venuto a sapere che era appena uscito un suo nuovo romanzo, “Mr. Mercedes” (il 30 settembre 2014 in Italia e il 3 giugno 2014 negli USA) e, incuriosito, ho deciso di dargli la precedenza.

Il King che amo di più è quello visionario, creatore di mondi onirici, sebbene “Mr. Mercedes” non rientri in questa categoria, essendo, in linea di massima, un giallo, la scrittura del Re è talmente perfetta che qualunque genere, nelle sue mani, si trasforma in un capolavoro, piccolo o grande che sia.

Per essere più precisi, direi che “Mr. Mercedes” è più che altro un hard-boiled, ovvero una detective story che descrive realisticamente i crimini e in cui l’investigatore viene coinvolto direttamente nelle vicende, affrontando il pericolo e rimanendo coinvolto in prima persona.

È, infatti, proprio questo il caso di Bill Hodges, un detective appena andato in pensione, che viene coinvolto direttamente dallo psicopatico Brady Hartsfield, soprannominato Mr. Mercedes, dopo che, travestito da clown (vi ricorda per caso “IT”?), ha falciato la folla a bordo di una Mercedes SL 500.

La sua specialità, però è cercare di indurre la gente al suicidio. Dopo esserci riuscito con la proprietaria dell’auto, ci prova anche con l’ormai scoraggiato detective, che, però, anziché lasciarsi andare ancora di più, ritrova energia e voglia di vivere e si lancia alla ricerca dell’assassino, trovando lungo la strada nuovi amici e compagni d’avventura.

Stephen King

È, insomma, una storia in cui il lettore non deve scoprire nulla, dato che fin dall’inizio sappiamo chi è lo psicopatico,  ma King ci fa avvinghiare alla storia, portandoci a vedere come si svilupperà il rapporto tra i due uomini, nel contempo ciascuno preda e cacciatore.

Notevoli sono anche i personaggi di contorno, dal giovanissimo Jerome Robinsons, che gioca a fare lo schiavo negro, alla donna-bambina Holly Gibney, entrambi determinanti nell’assistere il detective, come lui forti nelle loro debolezze. Direi, anzi, che questo è il messaggio più avvincente: sono i deboli a vincere.

Non sarà dunque un romanzo da mettere in vetta alla classifica dei migliori di Stephen King, ma è di certo un ottimo libro, molto superiore a tante altre cose che ci sono in giro, del resto, degli scrittori viventi, King è davvero il Re e pochissimi hanno la sua capacità di scrittura.

Il Re è tornato in Mercedes. Viva il Re.

 

Mercedes SL 500

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: