Posts Tagged ‘Paolo Ninzatti’

IL MONDO COLONIZZATO DA VENEZIA

Le ali del serpenteQualche mese fa lessi l’ucronia “Il volo del leone”, scritta da Paolo Ninzatti e ambientato in una Venezia cinquecentesca un po’ stempunk che si avvia a dominare l’Italia grazie alla realizzazione di alcune macchine leonardesche. Ho ora completato il sequel “Le ali del serpente”, in cui lo scenario e il dominio di Venezia si allargano all’America e alla Cina e incontriamo persino gli aztechi, in atmosfere che mi fanno pensare un po’ al mio “Il Colombo divergente”. Va detto che se nella mia ucronia qualcuno mi rimproverò per aver immaginato che gli aztechi riuscissero a copiare, con le loro modeste capacità, le navi di Cristoforo Colombo, nel romanzo di Ninzatti il salto tecnologico cui assistiamo è assai più evidente. Il serpente alato cui si fa riferimento è il medesimo dio Quetzacoatl che aveva ispirato il sottotitolo della prima edizione di questo mio romanzo (“Il colombo nudo e il serpente piumato”), poi eliminato in edizioni successive.

Risultati immagini per Paolo Ninzatti

Paolo Ninzatti

Troviamo, insomma, ne “Le ali del serpente” “automini”, macchine volanti e mitra veneziani in un conflitto contro la Francia, incontriamo un Leonardo da Vinci che oltre a far da armaiolo, si rivela un notevole musicista, vediamo Roma conquistata dal cielo (ci sono aeroporti e “rallentacadute”) e scambiata in un accordo con il papa per una crociata contro Costantinopoli, scopriamo un incredibile alleanza tra italiani, bizantini, turchi e mexica contro Spagna e Inghilterra, in una sorta di grande anticipo delle Guerre Mondiali, e vediamo all’opera Cesare Borgia, novello Dracula. E come se non bastassero i robotici “automini” la fervida fantasia di Ninzatti ci regala anche arti artificiali ed esoscheletri.

Risultati immagini per Quetzalcoatl

Quetzalcoatl

L’ucronia, insomma, si lascia trasportare, ancor più che nel primo volume di questa saga epica, verso spassose vette dell’immaginazione che ricordano quasi di più la fantascienza o almeno la proto-fantascienza ottocentesca o le mirabolanti avventure di un Cyrano de Bergerac o di un Barone di Münchhausen. Che cosa ci aspetterà nel prossimo volume? Come nelle vicende di questi due storici personaggi ritroveremo i nostri eroi sulla Luna?

Annunci

LEONARDO DA VINCI INDUSTRIALIZZATO DA VENEZIA

libroImmane è il potenziale narrativo dell’ucronia. Negli universi divergenti si nascondono non solo infiniti sviluppi storici, ma anche infinite linee narrative. Quando cominciai a scriverne, negli anni ’90, dedicandomi alla stesura del mio “Il Colombo divergente” gli autori e le opere che si potevano far ascrivere al genere erano davvero pochi. Oggi, dopo un paio di decenni, i cultori del genere vanno crescendo ed è sempre un piacere scoprirne uno nuovo, come mi è ora accaduto con Paolo Ninzatti, di cui ho appena letto “Il volo del Leone”, opera ambientata, come le mie prime, ai tempi del Rinascimento, tra XV e XVI secolo.

L’idea qui è, direi, duplice, una tecnica e l’altra politica e spero di non rivelare troppo della trama dicendo che la prima ucronia consiste nell’immaginare che i progetti di Leonardo da Vinci potessero trovare non solo attuazione pratica ma un sistema di produzione quasi industriale, mentre la seconda anticipa i moti per l’unità d’Italia, o meglio immagina le aspirazioni di Venezia e dei Turchi di soggiogarla sotto un unico dominio.

Ci si trova quindi proiettati in un’anticipazione delle atmosfere steampunk, con una miriade di disegni leonardiani che prendono vita e addirittura evolvono.

Risultati immagini per Paolo Ninzatti

Paolo Ninzatti

Ci si ritrova così tra automovili a molle, uomini meccanici, architroniti (i cannoni a pressione di Archimede riscoperti dal vinciano) trasformati in sistemi di propulsione, ornitotteri che ricordano le macchine aeree ad ala mobile del toscano. Il tutto utilizzato in grande scala in una guerra ricca di intrighi, inganni e colpi di scena per la creazione di una repubblica italiana di ispirazione veneziana.

Una narrazione vivace e visiva, che ci fa sognare attraverso un mondo alternativo che già guarda ai giorni d’oggi, anticipandoli di mezzo millennio, ma rendendoci un Cinquecento ben studiato e reso.

Anche l’ucronia non ama le incongruenze storiche e quando mi sono trovato a scoprire tanti lettori di romanzi tra i protagonisti di questa storia, ho pensato a una debolezza dell’autore, giacché tendiamo a pensare il romanzo come opera ottocentesca. Ma già le opere in lingua d’oïl (XI secolo), che recuperavano temi greco-romani o che rielaboravano temi cavallereschi, venivano indicate con il termine roman. Oltre a ciò, però, va detto, che i tanti riferimenti al romanzo sono ben spiegati dall’autore, la cui ucronia ha immaginato uno sviluppo anticipato della stampa e quindi una maggior diffusione della stampa, ma, grazie all’ucronia politica, anche un tentativo inedito di acculturazione del Paese, che già produceva i suoi frutti.

Lo stesso sospetto mi sorse sentendo parlare di ingegneri, ma anche questo termine, che ci pare così moderno, risale all’alto medioevo.

Insomma, opera di fantasia, ma ben radicata nella realtà storica, il che non è poco.

 

Risultati immagini per Macchine leonardo da Vinci

 

 

 

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: