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MENZINGER E L’ORDINE DEGLI INGEGNERI

Continua anche nel 2019 la mia collaborazione con le riviste dell’Ordine degli Ingegneri di Firenze.

Mi pare, dunque, giunto il momento di ricapitolare le pubblicazioni finora avvenute.

 

Con la rivista Progettando.Ing (Nerbini Edizioni), curata da Giuliano Gemma, ho partecipato ai seguenti numeri:

Costruzioni (2016/01): nell’articolo “I costruttori di universi” racconto dell’importanza di un’ambientazione originale nelle storie di fantascienza, mentre nel racconto “I costruttori” immagino un’invasione aliena vegetale.

Informazione (2016/02): nell’articolo “La tecnologia nella galassia di Asimov”, esamino le soluzioni tecniche adottate nei cicli “Robot”, “Impero” e “Fondazione” dal grande autore fantascientifico russo-americano, mentre nel racconto fantascientifico-surreale “Il campione”, immagino un rapimento alieno collettivo dell’intera città di Firenze.

Movimento (2016/03): questo numero contiene il racconto surreale “Firenze in moto”, che immagina un’apocalittica rotazione della città.

1966: Memorie di un’alluvione (2016/04): il mio racconto “L’angelo del fango” immagina l’alluvione vista da una strana entità ultraterrena che osserva le miserie umane e la gioia sfrenata delle divinità fluviali.

Tempi (2017/01): il mio articolo “Tempo e non tempo” parla del concetto di tempo, dei viaggi che lo attraversano, dell’ucronia e dei tempi alternativi, mentre il racconto “La macchina del non-tempo” affronta il tema dei viaggi nel tempo in modo nuovo.

Terra (2017/02): contiene il mio articolo sulla scoperta del sistema solare Trappist-1 “Una nuova Terra tra le stelle?” e il racconto di fantascienza su una nave generazionale araba “Una nuova terra per il califfato”.

Tracce (2017/03): riporta il mio articolo su come siano cambiati gli strumenti di scrittura negli ultimi decenni “Ultime tracce d’inchiostro”.

Transizioni (2017/04): con il mio racconto drammatico “Tracce di te” su un padre che perde la figlia.

I racconti “I costruttori”, “Il Campione”, “Firenze in moto”, “L’angelo del fango” sono successivamente stati pubblicati nell’antologia edita da Tabula Fati “Apocalissi fiorentine”.

Con la rivista Prospettive.Ing (Libò Edizioni), curata da Beatrice Giachi, ho partecipato ai seguenti numeri:

Complex Problem Solving (2019/01): riporta il mio racconto fantascientifico “La soluzione del problema” che affronta temi ambientali da un’insolita prospettiva.

Critical Thinking (2019/02): contiene il racconto fantascientifico sul mondo dei videogiochi: “Attimi evanescenti di pensiero critico”

Creativity (2019/03): ha al suo interno il mio racconto fantascientifico “La soluzione al problema”, sulle problematiche ambientali.

People Management (2019/04: il numero che uscirà a fine anno conterrà il mio racconto fantascientifico sul concetto alieno di “Risorse umane”.

 

ORGANISMI CIBERNETICI PER IL COMPLEX PROBLEM SOLVING

Risultati immagini per ProspettiveIngContinua la mia collaborazione alla rivista dell’ordine degli ingegneri anche se questa ha ora cambiato nome da ProgettandoIng in ProspettiveIng e il curatore non è più Giuliano Gemma ma Beatrice Giachi.

Il primo numero della nuova veste della rivista è dedicato al Complex Problem Solving e così anche il mio racconto “La soluzione al problema”, che non poteva quindi che essere fantascientifico e che immagina degli organismi cibernetici organici per la soluzione dei problemi.

 

PENSANDO A UN MONDO PIÙ SMART

Il n. 2 dell’Anno XI della rivista dell’Ordine degli Ingegneri ProgettandoIng è dedicato all’Informazione.

Sin dal n. 1 dell’Anno, la rivista si apre, dopo l’editoriale del curatore Giuliano Gemma, con dei miei contributi letterari.

Questa volta si comincia con l’articolo “La tecnologia nella galassia di Asimov” nel quale analizzo come questa muti nel corso dei vari cicli che compongono la grande storia futura della galassia immaginata dall’autore russo-americano Isaac Asimov.

Segue il mio racconto di fantascienza “Il campione”, sulla scelta da parte di una razza aliena di un campione di umanità da portare sul proprio pianeta.

Dopo i miei contributi inizia la parte più “ingegneristica” della rivista con l’articolo “La rivoluzione digitale: un’opportunità epocale per gli ingegneri” di Mario Ascari, che ci parla della “Quarta rivoluzione”, quella “Digitale”, preconizzando un mondo in cui oggetti elettronici siano in costante contatto e scambio reciproco mediante l’IoT, l’Internet-of-Things”, dopo l’ancora recente Terza Rivoluzione dell’elettronica.

Riprende il tema anche l’articolo di Enrico P. Mariani “Senza sicurezza una city non è smart”, che parte dalla definizione di Smart City, per raccontareRisultati immagini per smart city un contesto urbano con infrastrutture intelligenti, oggetti controllabili via internet (IoT) e big data, per parlarci di come i vari sistemi debbano rispondere a precise gerarchie per mantenere le necessarie sicurezze e impedire che un sistema di livello inferiore (vicino all’utente finale) non influisca su uno superiore.

Bruno Lo Torto, partendo da una riflessione sulla propria esperienza come ingegnere e su quello che per lui significa esserlo, nel suo “Ingegner sum, ingegneriae nihil a me alienum puto” ci spiega come le distinzioni tra i vari tipi di ingegneri siano limitative, essendo l’ingegneria una disciplina con una sua unitarietà, sempre più necessaria nella Fabbrica 4.0 che unisce robotica, produzione additiva e nanotecnologie, con un rinnovato sincretismo necessario a creare oggetti interdipendenti, come le Smart City, dove alla costruzione degli edifici occorre aggiungere l’elettronica e l’ingegneria delle informazioni per farli funzionare (semplifico un po’ banalmente io).

Risultati immagini per smart cityDopo questo viaggio nel futuro prossimo, che è quasi presente, Nicoletta Mastroleo ci riporta indietro nella storia, facendoci incontrare la figlia del grande Lord Byron, uno dei padri della letteratura gotica, che incontriamo nel suo articolo “Ada Byron e le origini dell’informatica”. La figlia del bardo fu, infatti, una matematica di pregio, che si dilettò con le prime macchine da calcolo.

Chiude la rivista un articolo di Fausto Giovannardi sull’architetto che realizzò la copertura dell’area olimpica di Monaco “Frei Otto & Pink Floyd”: il sistema fu ripreso, infatti, nei concerti del gruppo rock.

 

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