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UTILI CONSIGLI DI SCRITTURA (DI VIAGGIO MA NON SOLO)

Risultati immagini per pAROLE in viaggio CaimpiDurante l’incontro letterario del GSF presso l’ASD LaurenzianaScrivere i luoghi”, in cui Paolo Ciampi c’ha aiutato a capire come meglio descrivere il mondo che ci circonda, il nostro relatore ha omaggiato i presenti di un utile manualetto dal titolo “Parole in viaggio”, dall’esplicativo sottotitolo “Piccola guida di scrittura per viaggiatori veri e immaginari”. Già, anche “viaggiatori immaginari”, non per nulla ci sono magnifici narratori di luoghi, come il nostrano Emilio Salgari, che hanno descritto luoghi esotici mai visitati. C’è anche una letteratura che descrive luoghi inesistenti, come “Le città invisibili” di Calvino o certi luoghi di Borges, come abbiamo raccontato nel precedente incontro “Creare mondi immaginari” in cui  io stesso, Massimo Acciai Baggiani e Barbara Mancini abbiamo illustrato l’importanza dell’ambientazione nella scrittura fantastica. “Mi viene da chiedermi se una storia può essere raccontata da uno scrittore senza che ci metta dentro la sua immaginazione” scrive Ciampi nel volume, citando Barbini (pag. 71).

Parole in viaggio” riunisce tre scritti di Alessandro Agostinelli (“In qualsiasi posto”), Tito Barbini (“In cammino scrivendo”) e Paolo Ciampi (“Qualche consiglio da un giornalista”).

Il volume è breve (108 pagine di piccolo formato) ma quanto mai intenso di suggestioni e suggerimenti per chi ama abbinare lettura e scrittura al viaggio e tutti e tre gli scritti sono estremamente ricchi di affascinanti citazioni.

 

Viaggiare. Non ci sono altri modi per visitare più da vicino noi stessi” scrive Agostinelli e subito ci dà uno dei possibili sensi e valori del viaggio.

 

Citando Magris, Barbini afferma “viaggiare è un’attività inseparabile dalla scrittura”. Forse non è vero per tutti, ma certo il viaggio, arricchendoci, ci invita a trasmettere agli altri la nostra esperienza, tanto che poco dopo cita Baudelaire “Ma i veri viaggiatori partono per partire”, come a dire che il viaggio non dovrebbe avere seconde finalità, forse neppure quella di essere raccontato. Eppure, come viaggiare senza portarsi dentro le tasche o la mente alcuni libri? “Lo diceva sempre Terzani: In viaggio i libri sono importanti”. Non devono, però, essere solo guide di viaggio, spiega Barbini (e più avanti Ciampi si allinea): “Quasi ogni volta, devo dire, si tratta di grandi classici della letteratura piuttosto che di specifica letteratura di viaggio”.

Paolo Ciampi e Tito Barbini

Barbini si interroga su cosa sia la narrativa di viaggio: “Forse si tratta di generi diversi che si mescolano tra loro”.

Barbini (come Ciampi) insiste sul fatto che si viaggia “sempre verso casa”, perché “il viaggio in fondo è sempre un ritorno, perlomeno un ritorno a se stesso”.

Tra i grandi viaggiatori cita Riszard Kapuscinski (“In viaggio con Erodoto”).

Con chi viaggiare? Per Barbiniil vero viaggio non può che essere solitario” anche se, come dicono gli swahili “al viaggio è connaturale l’incontro con il diverso da te, che ti apre a prospettive nuove e ti fa scoprire quello che sei” o come conclude Ciampiun racconto di viaggio è sempre una storia di incontri”.

 

Ciampi esordisce citando Carver: “Non si scrive per dire qualcosa, si scrive perché si ha qualcosa da dire”, idea che dovrebbe valere per ogni genere di scrittura.

Dobbiamo sempre pensare per chi scriviamo: “Credo fino a un certo punto nello scrivere per noi stessi. O meglio non ci credo per niente”, scrive Ciampi, è poi ci ricorda tre domande da tenere sempre presenti scrivendo:

  1. Che cosa voglio effettivamente comunicare?
  2. Che interesse può avere quanto sto comunicando?
  3. Quanto e come posso essere capito?

Il secondo punto credo sia cruciale: da giornalista aggiunge “domandarsi sempre se c’è o non c’è la notizia”. Questo vale anche per la narrativa, perché “la letteratura dà notizie che rimangono attuali”.

Immagine correlataSi deve anche “dire molto con la massima economia di mezzi”.

Dice poi qualcosa in cui mi trovo assai allineato, essendo uno che scrive per stratificazioni e tagli, “il vero lavoro non è la scrittura, ma la riscrittura; che quasi sempre nella riscrittura bisogna procedere per sottrazione” e “non crediamo alla scrittura di getto, quella va bene per gli appunti”.

Cita anche quello che considero uno dei migliori autori viventi, Stephen King (“On writing”): “la vita non è un supporto per l’arte. È il contrario”.

Un’altra domanda importante da porsi è “state raccontando il viaggio o una storia che sta dentro il viaggio?

Uno che sapeva trovare la storia nelle piccole cose era il giornalista Pyle, di cui Ciampi cita una magistrale descrizione della spiaggia dopo lo sbarco in Normandia degli alleati, perché, come scriveva Proust “un vero viaggio di scoperta non è cercare nuove terre, ma avere nuovi occhi”.

Occorre fare “attenzione alle descrizioni”, scrive Ciampi,se non ci si può accontentare del proprio ombelico, non è nemmeno necessario rappresentare il reale nella sua interezza”.

Evocare spesso funziona di più e meglio che dettagliare”, credo sia un insegnamento da non dimenticare mai. Quanto possono essere noiose certe descrizioni prolisse che ho letto tra gli esordienti ma anche in autori acclamati!

Casomai, si può tentare di “puntare sul dettaglio che può fare la differenza”.

Mi rendo conto che sto riempiendo questa recensione di citazioni, ma il volume è talmente colmo di grandi suggestioni che non posso non appuntarmele così e segnalarle a chi mi leggesse.

Mi permetto allora di riportate anche la citazione che Ciampi fa del grande Marquez: “la vita non è quella che si è vissuta, ma quella che si ricorda per raccontarla”. Non esiste una vera Storia, aggiungerei, ma solo la Storia che ci vogliamo raccontare.

E per concludere, potrà parere scontato, ma è il succo di tutto: “Scrivere significa anche leggere – leggere molto gli altri e molto ciò che abbiamo scritto – leggere e rileggere e rimetterci le mani e correggere infinte volte. Significa cancellare molte cose e – talvolta – anche aggiungere qualcosa”.

 

SCRIVERE I LUOGHI: PAOLO CIAMPI E LA NARRATIVA DI VIAGGIO

Caterina Perrone e Paolo Ciampi

Durante l’incontro letterario del GSF presso la Laurenziana del 19 Settembre 2019 abbiamo parlato di “Creare mondi immaginari”, spiegando l’importanza, nella narrativa fantastica, di una buona ambientazione originale.

Come ideale prosecuzione di quell’incontro, oggi (10 Dicembre 2019), sempre in via Magellano 13 rosso (Firenze Nova), abbiamo ospitato il grande narratore di luoghi Paolo Ciampi (che ho già più volte letto, recensito e apprezzato per la grande poeticità descrittiva) che c’ha raccontato come l’ambientazione sia al centro anche della narrativa di viaggio. I luoghi sono importanti non solo come percorsi ma possono essere descritti in quanto tali. Il tema della serata era, infatti “Scrivere i luoghi: la narrativa di viaggio”.

Ciampi ha evidenziato l’importanza di lanciare suggestioni piuttosto che fornire complesse descrizioni. A tal proposito ha citato il piccolo saggio da lui scritto con Alessandro Agostinelli e Tito Barbini “Parole in viaggio – Piccola guida di scrittura per viaggiatori veri e immaginari”, in cui è citato a sua volta (possiamo parlare di meta-citazione?) Ernie Pyle, che ha saputo descrivere lo sbarco in Normandia attraverso piccoli dettagli come gli strani oggetti che i soldati si erano portati dietro o anche ha raccontato come la grande domanda da porci sia “state raccontando un viaggio o guardandovi l’ombelico?” e come la narrazione sia a metà tra questi due approcci (il secondo simboleggia il parlarsi addosso ma può essere anche una certa autoreferenzialità: “parlo eternamente di me” scriveva Chateaubriand).

Come descrivere, dunque, i luoghi? Possiamo farlo in modo asciutto e distaccato o possiamo trasmettere le emozioni che questi ci danno (da quel che ho letto di Ciampi, mi pare questo il suo approccio).

Alcuni libri di Paolo Ciampi

E che cosa si porta dietro un autore durante i suoi viaggi? Si documenta prima o si lascia trasportare dalla scoperta?

Oggi con internet si è perso molto del gusto dell’esplorazione che era l’anima anche dei piccoli viaggi, tutto è già conosciuto e rischiamo di perdere il gusto della sorpresa.

Anche il narratore che voglia descrivere dei luoghi rischia di non saper più come dire qualcosa di nuovo, ma deve sempre ricordarsi di descrivere il mondo attraverso i propri occhi, che sono il valore aggiunto per ogni storia, attraverso la propria fantasia, che sempre aggiunge qualcosa di nuovo e originale anche ai luoghi più consueti ed ecco che la narrativa “realistica” o mainstream non sembra più tanto distante da quella fantastica, perché entrambe reinterpretano il mondo, chi meno, chi più. Per narrare i luoghi allora le suggestioni possono venirci da testi che parlano di cose magari del tutto diverse o possiamo portarci dietro le suggestioni di letture giovanili (come penso possa aver fatto Ciampi scrivendo la biografia dell’esploratore Beccari ne “Gli occhi di Salgari”) oi possiamo seguire i passi di un altro autore (come mi pare possa aver fatto in “Beatrice” o in “L’aria ride”).

Raffaele Masiero Salvatori, dell’Istituto Geografico Militare ha dato il suo contributo portando alcune riviste, antiche e recenti, prodotte da tale istituto.

Gli autori Caterina Perrone, Renato Campinoti, Paolo Orsini, Carlo Giannone e Antonella Cipriani

Spero che si possa presto organizzare qualcosa assieme a questo con anche Paolo Ciampi, autore anche di un piccolo libro di riflessioni sulla cartografia “Il sogno delle mappe”, la cui presentazione penso che ben si abbinerebbe con una visita ai loro archivi.

Ciampi ha anche accennato alla rivista di viaggi “Erodoto108” che meriterebbe di essere meglio scoperta, magari in un prossimo incontro.

Il prossimo martedì (17/12/2019) saremo sempre alla Laurenziana, questa volta con Gianni Marucelli, Presidente di Pro Natura Firenze e direttore della rivista L’Italia l’Uomo l’Ambiente e affronteremo un tema non poi così distante: “Scrivere per l’ambiente”. Valuteremo anche possibilità per gli autori di collaborare alla rivista, che affronta non solo tematiche ambientali ma anche, appunto, “racconta i luoghi”.

 

 

 

Paolo Ciampi, Carlo Menzinger, la presidente del GSF Cristina Gatti e Massimo Acciai

 

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