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UN’AUTRICE CHE STA EMERGENDO DALL’OMBRA DELLA LUNA NUOVA

Image result for Valeria Marzoli Luna nuovaL’ombra della luna nuova” di Valeria Marzoli è al contempo un giallo, un romanzo storico e l’omaggio alla città di Castellamare di Stabia, dove l’autrice è nata, vive e lavora.

Il tempo della narrazione ci riporta indietro quasi di un secolo intero al 1931 (ci sono vicende però che hanno radici che si perdono nel 1915).

Sono gli anni del pieno rigoglio del fascismo. Gli anni del Duce e delle imprese di Italo Balbo. Sono anche gli anni del Cantiere Navale di Castellamare e del varo dell’Amerigo Vespucci dal medesimo cantiere.

Protagonista è un giovane Maresciallo (suggestivo il nome “Domenico Parescandalo”) che indaga sulla morte di un usuraio locale, uomo con molti nemici, un tal Filippo Suarato.

Da tutto questo nasce un affresco della vita e degli abitanti di questa parte del napoletano, reso più vivace dalle inserzioni di dialoghi in dialetto. Sebbene non ami l’uso del dialetto, qui lascia piena leggibilità al testo (forse perché il napoletano è uno dei pochi che capisco con facilità), non essendo dominante. In dialetto sono alcuni dei brani di canzoni d’epoca riportati, contribuendo a fare di questo volume, un piccolo “documento” storico.

I titoli dei capitoli sono frasi tratte da “I promessi sposi” di Alessandro Manzoni.

Di Valeria Marzoli Clemente avevo già letto “Colpire al cuore”, “Delitto perfetto” e la fiaba “Scricchiolino”.

Leggendo “L’ombra della luna nuova”, sottotitolo “A storia dô rre ‘e Castellamare”, ho avuto la sensazione che Valeria Marzoli abbia raggiunto una nuova maturità narrativa, liberandosi di alcune debolezze e muovendosi con piena padronanza nel romanzo.

Questa crescita si nota persino nel titolo, che mi pare avere una diversa profondità e simbolismo rispetto ai precedenti, e nella copertina, più professionale. È però soprattutto nella capacità di tratteggiare i personaggi, di organizzare la trama, di creare l’ambientazione che Valeria Marzoli si dimostra ormai autrice dalle spalle robuste e dalle capacità narrative ben sviluppate.

Sicuramente l’ambientazione storica giova all’ambientazione, ma anche la coerenza con cui i personaggi si muovono contribuisce a rendere la lettura piacevole e scorrevole, persino per uno come me che non ama troppo i gialli.

Di questo passo, non possiamo che aspettare con curiosità un nuovo romanzo di questa autrice che ben meriterebbe l’attributo di “emergente” che amo poco attribuire, preferendo di solito parlare di autori “poco noti”. In questo caso, però, la sensazione è proprio quella di vedere la sua scrittura emergere e delinearsi con forza crescente.

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Il varo della nave scuola Amerigo Vespucci

L’AMORE (MANCATO) AI TEMPI DEL LICEO

Image result for la mia poltrona in riva al mareChi non ha mai pensato di scrivere un romanzo su quel tempo avventuroso e magico che è l’adolescenza, sugli anni del liceo, dei primi amori, delle grandi amicizie, delle pigre malinconie e delle pazze esaltazioni?

Francesco Marco Romano non si è limitato a pensarci e questo romanzo lo ha scritto e l’ha intitolato “La mia poltrona in riva al mare”. Il mare di cui si parla è quello di Napoli, visto da via Caracciolo. Il protagonista, Gianni, un ragazzino che ancora frequenta il liceo, ama questa via e ancor più ama il mare, malinconicamente. Forse perché ancora non ha conosciuto l’amore di una ragazza, come gli suggeriscono alcuni amici più smaliziati. Quello che definisce “La mia poltrona in riva al mare” è un pezzo di muretto sul lungomare, dove si ferma a pensare.

Il romanzo ci parla del difficile rapporto dei ragazzi con l’altro sesso, delle tante occasioni mancate, spesso solo per pura goffaggine, tipica dell’età. Gianni sfiora l’amore di varie ragazze ma ogni volta queste gli sfuggono di mano, scivolando via, come acqua che torni al mare.

Pian piano, però, si avvicina a quel “sorriso d’amore”, all’inizio solo immaginato.

Francesco Romano

La mia poltrona in riva al mare” è una serie serrata di dialoghi tra ragazzi, a volte intervallate dalle riflessioni melanconiche del protagonista, ma persino una discesa in slittino sulla neve è resa tramite un dialogo (e questi non sono mai malinconici).

Se lo spazio geografico in cui si svolge la storia è ben chiaro (Napoli e, per poche pagine, Roccaraso), il tempo non è esplicitato chiaramente, ma questi ragazzi non sono certo i giovani d’oggi, così diversi nel loro rapportarsi e così tecnologici. Anche i personaggi famosi cui i ragazzi alludono probabilmente i quindicenni d’oggi non saprebbero chi fossero. Il tempo in cui vivono Gianni e i suoi amici ricorda assai più il mio che quello di mia figlia oggi ventenne, ma forse andrebbe spostato anche un poco più indietro, diciamo all’inizio degli anni ’70 del secolo scorso. Anni strani in cui la televisione magari c’era ma non era poi così importante, tanto che non vi compare mai, in cui la gente si incontrava per strada e non sullo smartphone o nelle chat. Un mondo che abbiamo attraversato solo ieri, ma che ai giovani d’oggi sembra già tanto alieno, al punto che potrebbero quasi leggere questo racconto come un “romanzo storico”. Oggi, loro, tutte quelle discussioni le avrebbero fatte con veloci messaggini su whatsapp!

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IL SOGNO DI ARACNE

Cap 17 Brigitte BardotImmaginate una bellissima ragazza di diciassette anni dagli occhi verdi che, uscita in strada dopo la consueta giornata di lavoro estenuante, per l’ennesima volta, è violentata da un gruppo di ragazzi di passaggio.

Immaginate che rimanga incinta.

Immaginate che già altre due volte abbia dovutoabortire e che se lo farà una terza volta sarà messa a morte: due volte vittima, prima di una violenza sessuale, poi di leggi demografiche che non accettano donne incapaci di portare a termine le gravidanze.

Immaginate che questo avvenga in Italia, a Napoli, non secoli fa, ma oggi.

Immaginate che questo avvenga, però, in un mondo totalmente diverso da come lo conosciamo.

 

Un mondo che rifiuta ogni sorta di lusso, al punto che la gente va in giro nuda e non esiste la proprietà privata.

Un mondo in cui una piccola parte della popolazione è libera e domina sulla maggioranza delle persone.

Un mondo in cui uomini e donne vivano divisi gli uni dalle altre.

Un mondo in cui non esistono le famiglie, i figli siano allevati in modo collettivo, i matrimoni sono solo unioni economiche e a scopo riproduttivo.

Un mondo in cui la guerra non abbia mai fine.

Un mondo in cui Sparta, 2400 anni fa, abbia sconfitto Tebe a Leuttra, abbia distrutto Atene, abbia soggiogato il nascente Impero Romano e abbia mutato il corso dell’intera storia mondiale, divenendo essa stessa un grande impero planetario, al centro di una società maschilista, ma in cui gli uomini si occupano solo di guerra e politica, lasciando tutto il resto alle donne.

Un mondo in cui la meccanica è agli albori, l’elettronica e l’informatica sono inesistenti, la genetica ha fatto progressi inattesi.

Un mondo in cui l’arte non conta nulla.

Un mondo con un sistema di leggi primitivo e una filosofia rimasta ai tempi antichi.

Un mondo in cui si venerano ancora gli Dei dell’Olimpo, mentre i seguaci di Gesù sono poche persone in fuga per le montagne.

 

Questo è il mondo da cui fugge la giovane e bella schiava Aracne di Neapolis, questo è il mondo che vorrebbe cambiare la giovane studentessa di architettura Nymphodora della capitale Lacedemone.

Questo è il mondo di Sparta.

Questo è il tempo di Sparta.

Questo è quel che si racconta nel romanzo “Via da Sparta“.

Questo è il mondo in cui comincia l’avventura de “Il sogno del ragno“, il primo volume della trilogia di “Via da Sparta“, il romanzo che racconta il sogno di libertà di due ragazze, Aracne e Nymphodora, tanto diverse eppure destinate a unire i loro sogni di un mondo diverso.

Il sogno del ragno” è la nuova ucronia di Carlo Menzinger.

Se avete amato “Il Colombo divergente” e “Giovanna e l’angelo” non potete perderlo. Se non li avete letti, se non avete mai letto un’ucronia, questa è l’occasione per scoprire che la Storia potrebbe anche essere diversa da come la conosciamo, questo è il momento per rendersi conto che nulla è scontato e tutto avrebbe potuto andare diversamente da come è andato. L’ucronia ti apre la mente. “Il sogno del ragno” è l’ucronia che ti mancava.

Esagero? Prima leggilo e poi fammi sapere.

 

Il romanzo è in vendita nei principali store-on-line:

Amazon

Internetbookshop

La Feltrinelli

Mondadori Store

Libreria Universitaria

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