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LE INDAGINI DI UN MAGISTRATO GAY

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Rossella Cirigliano

Locus iste” è il secondo romanzo contemporaneo che mi capita di leggere in questi giorni con un titolo in latino. Il precedente, “Legio accipitris” era fantascienza in italiano con testo a fronte in latino, mentre nell’opera di Rossella Cirigliano, il titolo fa riferimento a un brano musicale, nelle cui prove è impegnato un coro.

La vicenda narrata da quest’autrice, anch’essa corista nella vita, è quella dell’omicidio di un direttore di un coro piuttosto importante, tanto che le prove sono per uno spettacolo cui assisterà persino il papa.

A indagare sulla vicenda è Giordano, un magistrato omosessuale, assistito da un procuratore, Corrado, che stenta ad accettare la propria diversità e il proprio amore per il collega (“Sono un uomo. Non mi piacciono gli uomini. Solo l’idea mi ripugna” e “non è colpa di Giordano, lui non c’entra. Avevo il presentimento che lui fosse diverso, non certo io”), illudendosi di amare invece la bella corista Marta (“questa soprano dalla voce angelica e dal look Risultati immagini per Locus Iste Ciriglianodiabolico lo folgorò”).

Il giallo parte con un apprezzabile incipit in chiave onirica, che fa immaginare altri tipi di ambientazioni, mentre poi la vicenda si dipana nella più classica delle indagini, con alcune vicende amorose di contorno, l’incredulità e i sospetti dei coristi, alcune false piste.

La scrittura è chiara e lineare e la lettura scorre veloce, senza indulgere troppo, nonostante gli argomenti toccati, in scene erotiche e lasciando la vicenda amorosa su un piano soprattutto di desideri ed emozioni.

L’IMPORTANZA DI AMICIZIE E AMORI AI TEMPI DEL LICEO

La ragazza che non sapeva respirare le nuvoleLa ragazza che non sapeva respirare le nuvole” è un bel titolo. È il titolo del romanzo di Silvio Donà ed è il titolo di una canzone di una band musicale liceale con cui partecipano a un “contest” (così oggi chiamano le gare canore!). La canzone, a quanto si legge, deve essere bella, perché piace al pubblico, ma non c’è dato conoscerla. Il libro è un buon libro e questo posso dirlo avendolo letto. È un libro che ho letto tutto d’un fiato (e questo non mi capita quasi mai), sia perché è corto, sia perché si lascia leggere proprio bene e coinvolge, anche se non si hanno più sedici anni (o giù di lì) come i protagonisti.

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Silvio Donà

La ragazza che non sapeva respirare le nuvole” è una storia di amicizia e di amore adolescenziale ma anche una storia sulla difficoltà dei rapporti sociali, sulla difficoltà di vivere, così come può essere percepita da un adolescente, giacché è quella l’epoca e l’età in cui ci rendiamo conto che il mondo non è tutto rose e fiori e che non tutti sono nostri amici. È quella l’età in cui ci innamoriamo per la prima volta e questa sembra una cosa bella e grandissima ma può anche essere una cosa brutta e dolorosissima. E di questo ci parla, con voluta e giusta leggerezza, Silvio Donà, raccontandoci questa storia di musica, di ragazzi che s’incontrano e scontrano in band musicali che sono anche bande di amici e nemici, in cui da una parte stanno i “fighetti” e dall’altra gli “sfigati”, perché a quell’età queste sonio etichette che contano e a volte continuano a contare anche da adulti, quando non si è riusciti a crescere davvero, dato che molti, per lo e nostra sfortuna la maturità rimane solo una meta irraggiungibile ed è per questo che abbiamo ancora in giro tanti razzisti o gente con la puzza sotto il naso. Gente che non ha vissuto momenti come quelli descritti nel libro, che li abbia fatti crescere o che li ha vissuti ma non ha imparato nulla. Il protagonista invece impara e cresce e questo dunque è, con lievità, anche romanzo di formazione e crescita.

Non è la prima volta che leggo qualcosa di Silvio Donà. Anni fa lessi la sua distopia “Pinocchio 2112” che ci parlava dell’importanza dei libri e dell’amicizia. Un altro bel libro, perché Donà è davvero uno che sa scrivere. Da uno dei suoi libri, scritto assieme allo sceneggiatore Antonio De Santis è persino stato tratto il film “Mi rifaccio il trullo”.

Carlo Menzinger con due libri di Silvio Donà

DOVE STA ANDANDO A FINIRE IL PREMIO NOBEL?

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Bob Dylan

Oggi, 13 Ottbre 2016, è stato assegnato al cantautore americano Bob Dylan il Premio Nobel per la Letteratura. La mia prima impressione a caldo è stata di sdegno e ho pensato che davvero stiano screditando questo premio.

Mi è sembrato quasi di essere Doc in “Ritorno al futuro” quando Marty gli dice che Ronald Reagan diventerà Presidente degli Stati Uniti d’America! Bob Dylan, nobel per la letteratura: non mi prendere in giro!

Senza nulla togliere ai canzonieri, forse dice bene Baricco che le canzoni non sono letteratura e dico io che Baricco, sebbene non in corsa, lo avrebbe meritato dieci volte più di Dylan. C’erano, comunque, candidati ben più autorevoli ancora non insigniti, basti pensare all’eterno candidato Murakami (della cui genialità ancora non capisco i limiti) o ad autori mai neppure presi in considerazione come il grandioso King o magari un Lansdale, un Roth (anche lui più volte candidato), un Eugenides o un JonassonEco, purtroppo, ci ha lasciato prima di poterlo vincere e non mi risulterebbe si possano dare assegnazioni postume. Tra i nomi circolati c’erano Don De Lillo, il siriano Adonis, il keniota Ngugi wa Thiong, Joyce Carol Oates, Richard Ford e il notevole Thomas Pynchon. Se si voleva dare un segnale di rottura e novità, perché non premiare qualche autore di genere, sdoganando finalmente, per esempio, la fantascienza, il fantasy, il thriller, il noir. Perché non premiare magari un Dan Simmons o una J.K. Rowling?

Non è certo la prima volte che il premio è assegnato ad autori deludenti, ma almeno erano scrittori! Certo, si può dire che un cantautore è anche un poeta e che anche nell’antichità musica e parole erano spesso abbinati. Insomma, la scelta si può giustificare, ma mi pare un inutile strizzare gli occhi al grande pubblico, quasi che sia il Nobel a cercare pubblicità piuttosto che essere un premio destinato a sostenere autori meritevoli. Anche in passato il nome del menestrello rock era apparso trai possibili papabili, ma l’ipotesi era stata liquidata dai più come un’idea balzana. Questa volta, invece, l’ha ottenuto! Se la letteratura si apre alla musica, possibile che il suo massimo rappresentante sia lui? Lasciando da parte i morti, forse che i Rolling Stones o i Beatles hanno fatto meno storia di lui? È autori più impegnati come i Genesis o i Pink Floyd? Toccherà a qualcuno di loro la prossima volta? Allora, dice bene Baricco che dovrebbero dare il Grammy Awards a qualche scrittore e, aggiungo io, il premio Oscar a un architetto.

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Dario Fo

Sebbene apprezzi sia Bob Dylan che l’appena scomparso Dario Fo per quello che hanno fatto, rispettivamente, nel campo della musica e del teatro, in entrambi i casi, l’assegnazione del Premio Nobel per la Letteratura mi è parso fuori luogo. Fo, se non altro aveva il merito di aver inventato quella sorta di meta-lingua, fatta di suoini e assonanze e, comunque, il teatro da sempre è abbinato alla letteratura, pur essendo cosa diversa. I testi delle canzoni sono poesia? Forse sì. Anzi, a volte sono più poetici di certe “poesie” ufficiali, ma musica e letteratura sono arti diverse. Anche nei cantautori il testo non dovrebbe essere distinto dalla musica. Un premio a Dylan allarga gli orizzonti della definizione di letteratura. Sarà un bene? Diciamo che le etichette servono solo ai critici, dunque potremmo chiamare letteratura anche molte altre cose, se ci aggrada o se fa piacere ai giudici di Stoccolma.

Purtroppo, anche nel caso di veri scrittori, negli ultimi anni sono stati insigniti autori ben inferiori ad altri in circolazione. Un vero peccato per questo riconoscimento, che si sta trasformando quasi in un premio Oscar, che è un’altra cosa. Con questo non voglio criticare in nessun modo né Fo, né Dylan e con tristezza apprendo la scomparsa di questo grande guitto che da ragazzo ho molto amato.

Non ho certo letto tutti gli autori insigniti del Premio in passato e di alcuni ho letto solo poche cose, ma se ho amato alcuni di loro, altri mi hanno profondamente deluso. Mi pare incredibile che un Premio che è stato assegnato a nomi come Carducci, Kipling, Mann, Pirandello, Hesse, Gide, Eliot, Hemingway, Camus, Pasternak, Quasimodo, Steinbeck, Neruda, Sartre, Becket, Marquez, Golding, Morrison, SaramagoGrass e Solženicyn, possa essere riconosciuto anche a  Doris Lessing, Orhan PamukAlice MunroPatrick Modiano.

Di recente il solo nome valido, mi è parso Mo Yan.  Tra i nobel di questo secolo il solo che potrebbe confrontarsi con Mo Yan è forse Mario Vargas Losas, ma anche il peruviano è di sicuro inferiore al cinese.

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Svetlana Aljaksandraŭna Aleksievič

Quanto a Svetlana Aleksievic mi pare che siamo di nuovo dalle parti del quesito su Fo e Dylan: cosa c’entra il giornalismo con la letteratura?

Insomma, le scelte sono due:

  1. Accettare l’autorevolezza del Comitato di Stoccolma e cercare di convincersi che i confini della letteratura ormai sono assai più ampi e comprendono il teatro istrionico di Fo, le canzoni di Dylan, i saggi dell’Aleksievic e, in futuro, chissà che cos’altro, magari anche i graffiti dei
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    Bob Dylan

    writers, il cinema o i video fatti con lo smartphone;

  2. Rendersi conto che questa giuria a volte si lascia condizionare da scelte poco comprensibili e che la portano a premiare talora autori minori che vorrebbe far conoscere, talora autentici artisti, talora personaggi il cui nome serve soprattutto al Premio per farsi notare dal pubblico.

Purtroppo, non so quale delle due soluzioni mi piaccia meno. Se in genere ho sempre creduto poco nella validità di qualsiasi premio artistico, spesso pilotati da esigenze e volontà economiche, per un po’ mi ero illuso che almeno il riconoscimento svedese fosse fuori da queste logiche e potesse rappresentare un faro per illuminare le nostre scelte di lettura. Ma serve illuminare un cantautore già ben noto a livello planetario? Non avremmo piuttosto bisogno di riflettori su autori minori, meritevoli ma privi del dovuto riconoscimento del pubblico?

 

LEGGERE LE CANZONI DEL DUCA

Alladin Sane - David Bowie

Alladin Sane – David Bowie

Quando avevo circa un paio d’anni meno di mia figlia adesso (ha quasi 15 anni) uscirono “Low” e “Heroes”, due dei tre album berlinesi di David Bowie, frutto della collaborazione con Brian Eno. Grazie a questi dischi David Bowie entrò a far parte dei miei cantanti preferiti e ancora ora, a distanza di tanto tempo dal quel 1977, lo ascolto sempre volentieri.

Non mi era però mai capitato prima di leggere un libro su di lui. “Le canzoni di David Bowie” di Laura Gerevasi non è una biografia ma una sistematica descrizione e commento dei principali dischi di questo artista, esposti in ordine cronologico.

Dalla lettura del volume, ne emerge, comunque, un quadro piuttosto preciso della sua evoluzione artistica.

Devo dire che, di lui sapevo abbastanza poco. Non ricordavo più la sua collaborazione con Brian Eno e ignoravo quelle con John Lennon, Lindsay Kemp e Alan Parker, gli incontri con Andy Warhol e le esperienze con i Tin Machine.

Il libro non ne parla, ma Bowie ha cantato anche con Queen, Annie Lennox, Elton John, George Michael e molti altri.

David Bowie

David Bowie

Mi erano invece noti i suoi frequenti cambi di stile e di look, i suoi molteplici personaggi, che lo rendono quasi un “attore musicale”. Del resto, a parte il celeberrimo “L’Uomo che Cadde sulla Terra”, Bowie ha avuto varie esperienze cinematografiche. Più che una movie star, rimane però soprattutto una rock star, cosa assai diversa, perché un attore recita i propri personaggi, una rock star “è” il proprio personaggio, anche se questo muta spesso, come nel caso di Bowie o di Madonna.

Nel leggere questo piacevole volume (letto nel novembre del 2010), ero curioso di scoprire i testi delle sue canzoni, che conoscevo a malapena, perché anche quando ero ragazzino e ascoltavo la musica, badavo poco ai testi, soprattutto se erano in inglese. Di Bowie quello che era suggestivo era soprattutto la sua presenza scenica.

Che dire di questi testi? Alcuni, in effetti, sono banali (mi perdonino i fan). Altri sono ermetici. Altri ancora però hanno un certo tocco poetico. Anche in questo il Duca Bianco è mutevole.

In linea di massima sono di scarso valore le canzoni d’amore. Più intense quelle che parlano di Dio, della Morte e del Senso della Vita, forse i soli temi che davvero interessano a questo autore.

Esco da questa lettura, con la voglia di riscoprire Bowie. Di riascoltare gli album del 1977, comunque trai più significativi della sua produzione, ma anche di scoprire album più recenti come “Black Tie White Noise”, “The Buddha Of Suburbia”, “1.Outside”, “Heathen” o approfondire l’ascolto dei più antichi “Space Oddity”, “The Rise and Fall Of Ziggy Stardust And The Spiders From Mars”, “Aladdin Sane”, “Diamond Dogs” e magari anche “Young Americans” o “Let’s Dance” (di cui non serbo un gran ricordo).

Soprattutto, mi è venuta voglia di ripercorrere la sua carriera non solo leggendone i testi (presenti nel volume per estratto, in originale con traduzione), ma anche ascoltandoli uno per uno. Magari ripescando anche i vecchi video.

Musica a Milano

Questo è un annuncio fuori tema per questo blog, che si occupa soprattutto di libri, ma mi è stato chiesto di diffondere questa comunicazione dall’amico Baloth, dunque eccola, il testo è il suo, come potete leggerlo su: http://sanasacrosantafollia.splinder.com 

 

QUESTO POST E’ DEDICATO A TUTTI QUELLI CHE AMANO LA MUSICA E CHE VOGLIONO DIVERTIRSI.

UN INVITO UFFICIALE A VENIRE PER TUTTI VOI …………….MI RACCOMANDO SPARGETE LA VOCE XD.
guitar stage

Un concerto che dura 3 Serate, davanti al politecnico in piazza leonardo 32, dove si esibiranno gruppi italiani conosciuti e non, gruppi stranieri e le band studentesche del politecnico scelte da noi studenti

-MEGANOIDI 15 maggio (alternative rock)

-SORGENTE 16 maggio (german rock)

-NEMESI       17maggio   ( tipo linea 77 un misto tra rap e rock )

-ORANGE      17 maggio   (rock melodico )

Essere studente universitario non vuol dire essere una persona che studia 24 h su 24, siamo essere umani e come tali ci relazioniamo, abbiamo voglia di vivere in compagnia e di divertirci .

Una cosa normalissima per tutti noi , ma da questo bisogno, noi studenti universitari abbiamo creato e organizzato un concerto: IL POLISUONA.

La serata è aperta a tutti.

 

Sul sito indicato di seguito troverete informazioni un po’ più dettagliate, su precedenti edizioni del POLISUONA e informazioni inerenti al luogo e all’orario del concerto:

 

http://polisuona.ternasinistrorsa.it/

birre_menusfondoOltre alla buona musica, ci sarà a aspettarvi la buona birra de IL BIRRIFICIO LAMBRATE dei veri distillatori professionisti, che daranno un tocco in più alla serata .

Questo è il loro sito , dateci un occhio, non ve ne pentirete.

http://www.birrificiolambrate.com/

Per informazione completa ci saranno anche degli stand di organizzazioni umanitarie, se volete, date una mano anche a loro .

Aggiungo per finire che la serata è stata concepita in maniera tale che si inizia come aperitivo verso le sette per poi trasformarsi in un concerto verso le nove e per finire come tale per le undici .


P.S. Ovvio che se volete rimanere oltre le undici nessuno vi caccia

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