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MUTATIS MUTANDIS SEMPER SEX EST

Eccomi alla seconda antologia di racconti di Nadia Mogni. Dopo “La bambina surgelata”, ho letto ora la silloge a tema erotico “Storie senza mutande”. Il sottotitolo è “Piccoli racconti e altre amenità fantahorrorerotiche… un po’ cattive”: in realtà sono soprattutto racconti erotici, che oscillano tra lo Schnitzler di “Doppio sogno”, il James di “Cinquanta sfumature di grigio” e l’Aury di “Histoire d’O”. Anche se è vero che in un racconto compaiono un paio di licantropi, in un altro assistiamo all’esplosione surreale di un pene, la componente horror mi pare non rilevante. Maggior rilievo ha invece quella fantastica, nel senso che le fantasie erotiche descritte sfiorano, come nell’altra raccolta che ho letto, il surreale.

Nadia Mogni (alias Evaporata)

Nadia Mogni sa come si scrive e tutti i racconti scorrono via piacevolmente, se non si ha alcuna avversione per il porno, dato che spesso siamo da quelle parti e la bravura dell’autrice in questa raccolta sta propria nella capacità di sollevare la tensione erotica nelle poche pagine di ciascuna delle storie narrate, anche se alla fine, il succedersi di queste avventure sessuali finiscono quasi per essere legate tra loro, tale è la comunanza del tema centrale della silloge e, dunque, la tensione non cala quasi mai.

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LA MODERNITÀ DEL SURREALE

...Che cosa rende la lettura di un racconto o di un romanzo piacevole? La sua capacità di creare situazioni nuove, originali e lontane dal quotidiano. La critica letteraria è rimasta scioccamente inchiodata per decenni al concetto che la letteratura di qualità debba essere realistica, ma questo, come ho scritto anche altrove, mi pare un assurdo. La letteratura migliore è quella più creativa, quella che sa creare situazioni che non ritroviamo nella normalità. I suoi livelli massimi li troviamo nella realizzazione di interi universi letterari alternativi, nella capacità di rendere credibili ambientazioni e personaggi che mai potrebbero esistere veramente.

Troppo facile è descrivere l’uomo per quello che è, il mondo come ci appare. Questo è già stato fatto. La letteratura che oggi rifiuti il fantastico e il surreale sarebbe come la pittura che si fosse fermata al realismo ottocentesco e non avesse conosciuto nulla dell’arte moderna, della sua capacità di descrivere ciò che siamo mostrando altro.

Nadia Mogni

La letteratura moderna è e deve essere non realistica. Lasciamo ai cronisti la descrizione del grigiore da telegiornali.

Non saprei se Nadia Mogni condivida questo tipo di riflessioni, ma la sua scrittura va esattamente in questo senso. Di lei ho letto solo la raccolta di racconti “La bambina surgelata” e posso dire che in ciascuno vi è questo modernissimo gusto per il surreale, per una sorta di magia che a volte potremmo definire paranormale,  ma che è la poesia del quotidiano che trascende nell’onirico, delle psicosi e delle ossessioni che si concretizzano.

Vi troviamo ambientazioni che ricordano la città dei gatti di 1Q84 di Murakami, racconti in cui l’orrore sfuma nel grottesco, storie in cui una burocrazia fantascientifica va oltre il kafkiano. Dietro tutto ciò, si nascondono però sentimenti e passioni umanissime, che sembrano non osare mostrarsi apertamente, quasi che il fantastico possa essere per loro una sorta di protezione.

Quale grande editore ha pubblicato questi racconti? La Libreria Ticinum Editore, perché è solo grazie a case editrici minori come questa che piccoli grandi autori poco noti come Nadia Mogni possono riuscire a farsi conoscere.

 

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Nadia Mogni – Storie senza mutande

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