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AVVENTURE UCRONICHE IN GEORGIA

Risultati immagini per l'ultimo paleologo RizzardiLeggo su wikipedia: “Costantino XI (Costantinopoli, 8 febbraio 1405 – Costantinopoli, 29 maggio 1453) è stato un imperatore bizantino. Fu l’ultimo Imperatore dei Romei (βασιλεύς) dell’Impero romano, poiché i Bizantini si chiamavano Romei, cioè Romani, essendo gli unici diretti discendenti giuridici dell’antico Impero romano.

Regnò dal 6 gennaio 1449 fino alla morte, avvenuta durante le fasi finali dell’Assedio di Costantinopoli da parte dei Turchi Ottomani. La conquista della città e la morte dell’imperatore posero fine all’impero bizantino dopo 1058 anni di esistenza.

Dunque, si potrebbe dire che Costantino XI fu “L’ultimo Paleologo”, ma il romanzo omonimo di Emanuele Rizzardi parla di lui e della caduta di Costantinopoli a mano dei Turchi solo nelle prime pagine, essendo le altre dedicate a suo cugino Alessio Paleologo che, nel romanzo gli sopravvisse e combatte accanto al re di Imerezia contro il re della Georgia. L’Imerezia (o Imereti Mxare, in georgiano) è una regione della stessa Georgia. Leggo ancora su wikipedia che “Dal 975 al 1466 Imereti fece parte del regno georgiano unito. Alla sua dissoluzione nel XV secolo, Imereti fu un regno indipendente.”

Le vicende narrate nel romanzo partono dal 1453.

Occorre distinguere gli eventi storici da quelli presenti nel libro, perché “L’ultimo Paolologo” non è un semplice romanzo storico (sebbene, per chi non conosca bene le vicende della fine dell’Impero Bizantino e della Georgia, possa sembrarlo) bensì un’ucronia, che descrive cioè vicende immaginarie, alternative alla storia reale. Non ho fatto approfondimenti storici oltre a quelli citati, ma posso immaginare che forse lo stesso Alessio Paleologo sia una figura inventata.

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Emanuele Rizzardi

Se l’aspetto ucronico del romanzo è apprezzabile soprattutto da storici, la vicenda narrata è comunque una bella avventura, ricchissima di battaglie, scontri e imprese eroiche, con personaggi cui man mano ci si affeziona, nel corso delle non poche pagine del volume (424). Da qualche parte mi sarei aspettato una nota che spiegasse ai profani le “divergenze” ucroniche, ma non l’ho trovata. Dovrò chiedere all’autore quali sono.

La scrittura è piacevole e scorrevole, peccato però per i tantissimi refusi presenti nel testo. Il volume è, infatti, autopubblicato con Pubme e risente della mancanza di una rilettura professionale accurata.

L’ultimo Paleologo” è l’opera prima di Emanuele Rizzardi, autore giovane (Legnano, 22/02/1990) che certo ha davanti a sé tutto il tempo per ripubblicare una versione revisionata di questo romanzo e per scrivere altre cose che potrebbero stupirci. Il genere scelto, l’ucronia, poi è uno di quelli che offre le maggiori opportunità narrative, avendo davanti a sé tutte le variazioni possibili sul corso della Storia ed essendo un genere ancora poco frequentato.

 

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Costantino XI Paleologo

MAGICHE AVVENTURE MEDIEVALI

Davide Savorelli è uno degli autori della vivace casa editrice fiorentina Porto Seguro, che in questi mesi sta raccogliendo attorno a sé moltissimi Risultati immagini per i giorni prima Savorelliscrittori, soprattutto toscani.

L’ho conosciuto il 28 settembre scorso in occasione del Porto Seguro Show che si tenne al Westin Excelsior di Firenze. Il suo “I giorni prima” fu uno dei titoli che, in quella serata mi colpì maggiormente, innanzitutto per l’ambientazione storica medievale (l’anno del Signore 1116), ma anche per il suo coniugare storia e aspetti magici, tanto importanti in quell’epoca affascinante.

Ho finalmente letto il volume che acquistai allora ritrovandovi, in effetti, proprio queste caratteristiche.

I giorni prima” sono un’avventura popolaresca, che vede protagonisti mugnai, taglialegna, preti, puttane in un’Italia basso medievale ben ricostruita. Tutto si snoda a partire da una profezia apocalittica, che dà il sale della storia e ne dirige il senso.

Si snodano rapporti variamente intricati tra i personaggi, con la vecchia veggente alemanna Aldovisa e la sua giovane aiutante Britta, che pur non essendo le vere protagoniste, mantengono un ruolo centrale nella trama. Tra questi rapporti troviamo, innanzitutto intrecci amorosi, persino tra religiosi, ma anche piccoli intrallazzi, non ultimo il tentativo di trafugare le spoglie del locale San Teobaldo, che all’inizio della narrazione incontriamo ancora in vita.

Davide Savorelli (Poggio Rusco – MN – 1970 – giornalista e scrittore)

La vicenda si svolge tra luoghi dai nomi facilmente riconoscibili come Lucca e Verona e altri di piccole e grandi località che nel tempo hanno mutato del tutto o in parte il proprio nome (seppure son sopravvissute), come Hostilia, Brixello, Polirone, Flesso, Pado, Lirone, Veicengia.

I luoghi principali della vicenda sono la Vangadicia e la Carpanea. Pur non essendo riuscito a ricostruire esattamente la geografia della storia, ho però notato un lavoro di ricerca e ricostruzione storico-geografica da parte dell’autore che ho particolarmente apprezzato.

Il romanzo scorre con un tono piuttosto allegro, nonostante l’incubo di un misterioso evento in arrivo (che, senza anticipare quale sia, mi pare proprio evento storicamente attestato), la magia vi compare più che altro come visione superstiziosa del mondo e timore dell’azione diabolica. Vi è un solo episodio, tutto sommato ristretto come numero di righe anche se con una certa rilevanza per la trama, in cui ci si muove davvero nel soprannaturale, quando, brevemente, gli animali nella stalla di Milano si mettono a confabulare tra loro. Non meno misterioso e intrigante, in effetti (dai personaggi è considerato demoniaco), il rapporto tra la scrofa orba del mugnaio e due gattini neri trovatelli che questa allatta come figli propri. Interessante anche la ricostruzione delle credenze popolari attorno alla natura demoniaca dei tartufi (taruffoli).

In conclusione è stata una lettura piacevole, che scorsa via veloce, con il desiderio costante di continuare a leggere e di scoprire come le avventure dei personaggi si sarebbero dipanate.

E ora Davide Savorelli ha appena pubblicato un nuovo romanzo: “L’anno di Silla”! Non resta che scoprire anche questo.

Carlo Menzinger con il romanzo di Davide Savorelli

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