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SCRIVERE A PIÚ MANI: la mia collaborazione con Simonetta Bumbi

 
 Simonetta BumbiConobbi Simonetta Bumbi alcuni anni fa sul sito del mio editore www.liberodiscrivere.it. All’epoca compariva con il nickname simy* e i suoi messaggi erano pieni di svolazzanti farfalline viola.
Era una poetessa che scriveva con grande libertà, senza vincoli metrici o l’ingabbiamento delle rime, abbinando le parole tra loro con uno stile tutto suo.
Io mi sono sempre considerato più un romanziere che un poeta, ma qualche poesia l’ho scritta anch’io, soprattutto in “gioventù”.
Quando un giorno, dunque, pensammo, di scrivere qualcosa assieme, non poteva che trattarsi di una poesia.
Avevo già sperimentato la scrittura a più mani già in diverse occasioni, in particolare con il romanzo “Se sarà maschio lo chiameremo Aida” scritto con Andrea Didato. Scrivere un racconto o un romanzo in due è qualcosa di molto diverso dallo scrivere assieme una poesia, essendo questa qualcosa di assai più personale e, spesso, intimo.
Risolvemmo la cosa realizzando una vera e propria storia in versi. L’idea non era quella Parole nel web - Carlo Menzinger, Simonetta Bumbi, Andrea Didato, Sergio Calamandrei di scrivere un’opera lunga, ma il gioco c’è piaciuto e siamo andati avanti a lungo, scambiandoci numerose e-mail.  Il risultato è stato l’e-tragicommedia in versi “Cybernetic love”, quasi un soggetto teatrale in più atti, pubblicato in seguito da Liberodiscrivere nel volume “Parole nel web”, in cui Simonetta ha potuto esprimere la sua grande sensualità narrativa.
“Cybernetic Love” si basa su due o tre idee fondamentali:

  1. è scritto parafrasando i classici della letteratura;
  2. è scritto utilizzando termini informatici e, specificamente, del web;
  3. è ambientato in una chat.

La trama è abbastanza semplice: descrive un triangolo amoroso con relative gelosie e finale tragico.
Credo che l’abbinamento dei versi aulici della letteratura antica (Eschilo, Sofocle, Shakespeare, Omero e altri, tanto per intenderci), riscritti utilizzando termini come mainframe, chat, link, firewall, abbia un effetto strano, quasi comico, che contribuisce a evidenziare il sapore ironico di questa storia pur altamente tragica.
Alla fine abbiamo strutturato il racconto in alcuni “Atti”, come una tragedia greca.
Quando lo pubblicammo per la prima volta (a puntate) sul sito www.liberodiscrivere.it, raccogliemmo discreti consensi e alcuni ci suggerirono di farne una rappresentazione teatrale. Idea che ancora mi frulla in testa.
 
Un giorno poi, decisi di mettere su carta le cose principali che avevo scritto “a quattro mani”.
Realizzammo così il volume “Parole nel web”, che, come detto sopra, è stato pubblicato nel 2007 da Liberodiscrivere.
Per completarlo pensai potesse essere carino scrivere un racconto con tutti gli autori della raccolta. Avrei voluto cioè che potesse essere scritto da Sergio Calamandrei, Andrea Didato, Simonetta Bumbi e me. Scoprii però, con mio grande dispiacere, che Andrea Didato era morto!
 Il Settimo Plenilunio - Carlo Menzinger, Simonetta Bumbi, Sergio CalamandreiDecidemmo di andare avanti lo stesso e così cominciammo a scrivere il racconto a sei mani. Come già era successo le altre volte il racconto diventò un romanzo! Credo che sia quasi inevitabile per le opere scritte da più autori. È qualcosa che deriva dalla tecnica stessa di scrittura: ognuno aggiunge sempre qualcosa, corregge sempre qualcosa e il lavoro stenta a vedere una fine. È solo nella dimensione del romanzo breve (o della rappresentazione teatrale come nel caso di “Cybernetic Love”), che si riesce a dire: bene, qui c’è abbastanza di tutti noi, qui tutti noi siamo riusciti a dire quello che volevamo.
Il romanzo che abbiamo scritto Sergio, Simonetta ed io si chiama Il Settimo Plenilunio. Scrivere in tre, comunque, è ancora più complesso che scrivere in due, perché ognuno vorrebbe portare la storia in una certa direzione. Nel Settimo Plenilunio, Simonetta era più orientata agli aspetti descrittivi e sensuali, Sergio alla satira di costume ed io al mito e agli aspetti fantastici della trama. Questo è stato sicuramente motivo di arricchimento per il libro, ma ha reso, ovviamente, più difficile seguire una trama comune.
 
Arricchito da 117 illustrazioni realizzate da 17 artisti Il Settimo Plenilunio è stato pubblicato autonomamamente a fine febbraio 2010 da Liberodiscrivere, senza inserirlo in “Parole nel web”, come pensato all’inizio.
Dunque il volume comprende solo “Cybernetic Love”, questa e-tragi-commedia d’amore e morte, il romanzo breve scritto con Didato e a un racconto scritto con Calamandrei, “Lei si sveglierà”. La copertina di "Parole nel web" l’ha realizzata la figlia di Didato, Rosanna, assieme a un suo amico, Pietro Vaglica.
 
Credo che l’esperienza di scrittura collettiva sia qualcosa che ti arricchisce molto, perché ti consente di confrontarti con diversi approcci e diverse idee di scrittura. Scrivere con Simonetta Bumbi, poi, è un’esperienza particolarmente interessante per la sua carica di umanità, la sua sensibilità poetica e la sua inventiva.
Ricordo sempre con grande piacere l’intenso scambio di corrispondenza con Simonetta (che ho potuto incontrare solo molto tempo dopo in occasione della presentazione di un suo libroa Firenze).
 
In merito alla mia collaborazione con Sergio Calamandrei ho scritto qualcosa qui.
24 marzo 2010 Sergio Calamendrei, Simonetta Bumbi e Carlo Menzinger 

Quando la fantasia anticipa la realtà

 Su "La Repubblica" di oggi (1611/2010) c'è un articolo intitolato "Tutti i Mohammed d'Europa" che comincia così:
"<<Pronto sono Mohammed, anzi volevo dire Alexandre>>. La crisi di identità è un effetto collaterale da mettere in conto  quando sei un ragazzo francese con un nome strano e lavori in un call center. <<Per vendere al telefono, il tuo nome non va be>> gli aveva detto il direttore dell'azienda. Mohammed, 19 anni, nato a Parigi da genitori marocchini, ha accettato di fingersi Alexandre per qualche settimana."

Qualcosa del genere avevamo immaginato già qualche anno fa scrivendo il romanzo collettivo  "Il Settimo Plenilunio",  pubblicato poi a febbraio da Liberodiscrivere.
A dir il vero, se non ricordo male, la situazione del call center l'aveva pensata Sergio Calamandrei, anche se poi sul capitolo ciascuno aveva messo del suo.

Ecco qui alcune parole tratte dal capitolo intitolato appunto "Call center":
 Piero De Mastris - illustrazione di Niccolò Pizzorno per Il Settimo Plenilunio - Cap. 3  "Call center"

 – Silvio, Lei mi pare un bravo ragazzo – lo blandì spudoratamente il cliente.
– La ringrazio – rispose l’addetto. “Dove vuole arrivare, questo?” si chiese.
– Ha un accento romano.
– Sì, sono di Trastevere.
– Ah. Un romano verace? Romano de’ Roma, eh?
– Beh…sì. In un certo senso.
– E da quale zona viene? EUR, Prati…
– A metà strada… – azzardò il ragazzo.
– A metà strada? Ma a quale zona abita più vicino?
– Prati – tentò.
– Davvero? Proprio davanti all’Isola Tiberina, bello!
– Eh sì. Da casa vedo il mare.
– E anche il Monte Bianco, magari? Ragazzo, tu sei romano come Abramo Lincoln. A Roma non ci sei neanche mai stato. I Prati non sono a Trastevere e non stanno certo davanti all’Isola Tiberina e, soprattutto, questa non sta in mezzo al mare, ma sul fiume. Dimmi la verità, Silvio, di che nazionalità sei? E da dove parli? – l’aIl Settimo Plenilunio - Menzinger, Bumbi, Calamandreiverlo colto in castagna sembrava autorizzare il De Mastris a passare da quell’ostentato “Lei” ad un confidenziale “tu”.
– Questi sono segreti aziendali, Signore. Non posso dirglielo.
– Dimmelo.
– Non so perché glielo dico, Signore, ma mi chiamo Borat Vinokourov, sono kazako e lavoro ad Aktau.
– Bene, Borat. Tu sai che se questo maledetto tecnico non viene da me entro stasera, io ti raggiungo lì sul Mar Caspio e ti squarcio la gola… Lo sai che lo farò, vero?
– Sì, Signore. Ho perfettamente compreso la situazione. Contatterò subito, di persona, il tecnico, solo che è un italiano, e ci ha dato parecchi problemi negli ultimi tempi…
– Questo non mi interessa. HO BISOGNO del collegamento psycoweb immediatamente. NON POSSO attendere oltre.
– Sì, Signore.
 
Borat Vinokourov riattaccò, si tolse la cuffia e si mise la testa tra le mani, curvo sul suo banco di sessanta centimetri per quaranta. Dopo un paio di minuti rialzò il capo e osservò attorno l’immenso capannone dove lavorava con i suoi tremilaseicento colleghi. Compose poi un numero italiano e, mentre attendeva che il tecnico rispondesse, alcune lacrime gli scorsero lungo le gote. E non erano di nostalgia per il ponentino di Roma.

Buon Halloween!


 

Buon Halloween dai vampiri e dai licantropi de
"Il Settimo Plenilunio".

 

Il Settimo Plenilunio - Menzinger, Bumbi e Calamandrei

Si avvicina la battaglia finale della guerra millenaria tra licantropi e vampiri.
Che cosa sarà del mondo dopo il Settimo Plenilunio? Potrà l’amore di una donna per un vampiro e per un licantropo spezzare per sempre l’antichissima maledizione che condanna queste due razze alle tenebre e al sangue?”

 

 Miniatura
 

SCRIVERE A PIÚ MANI: la mia collaborazione con Sergio Calamandrei

24 - 25 maggio 2008 Carlo Menzinger e Sergio CalamandreiSono arrivato a scrivere a quattro mani con Sergio Calamandrei, dopo aver fatto quest’esperienza già in diverse occasioni. Mi riferisco in particolare alla stesura del romanzo “Se sarà maschio lo chiameremo Aida” con Andrea Didato e dell’e-tragicommedia in versi “Cybernetic love”, quasi un soggetto teatrale in più atti, scritto con Simonetta Bumbi. Entrambi i lavori sono stati pubblicati da Liberodiscrivere nel volume “Parole nel web”. Un altro tentativo interessante, ma fallito, era stato la scrittura di un romanzo da scrivere in venti autori, sulla comparsa ai giorni d’oggi di un gruppo di personaggi famosi del XV secolo (ognuno ne “gestiva” uno).
 
Con Sergio, dapprima, ragionammo sulla possibilità di scrivere un romanzo assieme e ne delineammo scenari, ambientazione, personaggi, trama, target di lettori, poi decidemmo che l’impresa era troppo impegnativa e che ognuno aveva i propri progetti da portare avanti e non ne facemmo niente. Forse avevamo programmato troppo e, alla fine, ci siamo un po’ spaventati per la mole di lavoro che c’aspettava.
In effetti, sia con Andrea, sia con Simonetta avevamo scritto dei lavori piuttosto lunghi, ma partendo semplicemente dall’idea di scrivere un racconto (con Andrea) e una poesia (con Simonetta), poi la cosa c’aveva preso la mano e eravamo arrivati a scrivere cose molto più complesse di quanto pensassimo all’inizio.
 
Con Sergio pensammo, allora, di scrivere un racconto ed è così che è nato “Lei si sveglierà”. Questa volta la cosa non si è trasformata in un romanzo, sebbene il finale aperto sarebbe tale da consentirne almeno un sequel ma anche, sicuramente di svilupparlo in un romanzo. Chissà!
L’idea base era di Sergio. Voleva descrivere una storia vista dalla parte del “cattivo”. Se non ricordo male, anche l’idea che si trattasse di una storia d’amore fu sua, poi, cominciammo a scrivere, passandoci il file avanti e indietro per e-mail.
Sebbene si sia trattato solo di poche pagine, comunque le e-mail attorno a questo racconto non furono poche. Perché, sebbene si viva nella stessa città, questa storia l’abbiamo scritta tutta usando la posta elettronica.
Un giorno poi, decisi di mettere su carta le cose principali che avevo scritto “a quattro mani”.
Realizzammo così il volume “Parole nel web”, che, come detto sopra, è stato pubblicato nel 2007 da 24 marzo 2010 - Simonetta Bumbi, Carlo Menzinger e Sergio CalamandreiLiberodiscrivere e riuniva tre testi scritti a quattro mani da me con, rispettivamente, Andrea Didato, Simonetta Bumbi e Sergio Calamandrei.
Per completarlo pensai potesse essere carino scrivere tutti assieme un racconto. Avrei voluto cioè che potesse essere scritto da Sergio, Andrea, Simonetta e me. Scoprii però, con mio grande dispiacere, che Andrea Didato era morto!
Decidemmo di andare avanti lo stesso e così cominciammo a scrivere il racconto a sei mani. Come già era successo le altre volte il racconto diventò un romanzo! Credo che sia quasi inevitabile per le opere scritte da più autori. È qualcosa che deriva dalla tecnica stessa di scrittura: ognuno aggiunge sempre qualcosa, corregge sempre qualcosa e il lavoro stenta a vedere una fine e cresce. È solo nella dimensione del romanzo breve, che si riesce a dire: bene, qui c’è abbastanza di tutti noi, qui tutti noi siamo riusciti a dire quello che volevamo.
Il romanzo che abbiamo scritto si chiama “Il Settimo Plenilunio”. Come sempre avviene avremmo potuto continuare a lavorarci ancora molto, ma ad un certo punto ci parve di aver scritto tutto quello che volevamo. Scrivere in tre, comunque, è ancora più complesso che scrivere in due, perché ognuno vorrebbe portare la storia in una certa direzione. Nel “Settimo Plenilunio”, Simonetta era più orientata agli aspetti descrittivi e sensuali, Sergio alla satira di costume ed io al mito e agli aspetti fantastici della trama. Questo è stato sicuramente motivo di arricchimento per il libro, ma ha reso, ovviamente, più difficile seguire una trama comune.
24 - 25 maggio 2008 Sergio CalamandreiSebbene Sergio abbia lavorato moltissimo sul volume, dando grandi apporti di razionalità, analisi, studi di approfondimento linguistico e grammaticale, alla fine non si è riconosciuto totalmente nel lavoro e c’ha chiesto di poter figurare solo come collaboratore esterno.
Indubbiamente, credo che nessuno possa riconoscersi mai totalmente in un lavoro collettivo. È questo l’ovvio risultato della mediazione continua che occorre fare per realizzarlo. Più sono gli autori e meno di noi stessi ritroviamo nell’opera. Del resto, molti autori (forse tutti), me compreso, non sono mai pienamente soddisfatti del proprio lavoro. Questo aspetto aumenta se il 50% o, come in questo caso, il 66% del libro è frutto della fantasia altrui.
Credo, comunque, che l’esperienza di scrittura collettiva sia qualcosa che ti arricchisce molto, perché ti consente di confrontarti con diversi approcci e diverse idee di scrittura. Scrivere con Calamandrei, poi, è un’esperienza particolarmente arricchente per la grande cura che presta ai suoi scritti, per l’attenzione al dettaglio, per la capacità di organizzare e strutturare il lavoro, per la correttezza formale e per la sua disponibilità ad accettare i punti di vista altrui.
 
Dopo la stesura de “Il Settimo Plenilunio”, ho, infine, avuto il piacere di poter ospitare un racconto di Sergio (Caput mundi) nell’antologia di allostorie “Ucronie per il terzo millennio” da me curata (Ed. Liberodiscrivere – 2007).
Sergio e Carlo a Castel dell'Ovo a Napoli nel 2006L’avventura de “Il Settimo Plenilunio”, però non si era ancora conclusa, infatti, dato che la storia era molto “visiva”, quasi un grande fumetto, pensai che potesse essere bello illustrarla.
Venendo dall’esperienza di “Ucronie per il terzo millennio”, in cui avevo messo assieme diciotto autori, mi parve possibile riunire nella pallida luce de “Il Settimo Plenilunio” altrettanti illustratori. La cosa non è stata ne facile, né veloce, ma alla fine abbiamo ricevuto numerosissime immagini (foto rielaborate, dipinti, disegni, schizzi) e di queste ne abbiamo selezionate ben 117, di 17 autori, trasformando così “Il Settimo Plenilunio” in qualcosa di veramente nuovo e originale: un romanzo collettivo (tre autori), illustrato da una vera e propria galleria di immagini. Per definire questo genere di libro ho pensato a due nomi “visual group book” e “gallery novel”, ma alla fine ho optato per la seconda definizione, che accosta il prodotto alle “graphic novel”, cui è in qualche (vago) modo imparentato.
 
Sono, dunque, assai lieto di aver potuto scrivere assieme a Sergio Calamandrei, perché penso che assieme abbiamo realizzato alcune cose interessanti e spero che questa nostra collaborazione possa avere ulteriori sviluppi.

IL LUPO MANNARO

Wewrewolf - Francesca AngelinelliWerewolf” in inglese vuol dire “mannaro”. Questo è anche il titolo del bel romanzo gotico di Francesca Angelinelli (nota anche come Fra_Angel82), edito da Linee Infinite e il nome del coprotagonista.
Questa storia sui licantropi ha il respiro classico della grandi storie del XIX secolo, senza troppo indulgere alle recenti mode di rimodernizzazione della leggenda dei licantropi.
La stessa ambientazione è una delle più tradizionali: l’Inghilterra del XIX secolo, in un vecchio castello cupo e cadente, con una servitù pronta a nascondere i misteri del suo padrone.
Mentre si legge, ci si dimentica dunque di avere a che fare con una giovane autrice italiana. Del resto la scrittura è elegante, precisa e raggiunge con precisione gli scopi narrativi che si prefige senza sbavature o eccessi.
Il lettore comprende da subito, come nella vecchia letteratura gotica, il mistero che la protagonista stenta ad accettare. Del resto con un simile titolo non possono esserci dubbi sulla vera natura dell’ultimo erede della casata dei Werewolf! Ma questo non è un difetto e non disturba. Nella letteratura di genere funziona così. L’autrice è abile nel mostrarci la lenta scoperta della verità da parte della malcapitata Kateleen e ci basta questo per lasciarci cullare da queste piacevoli pagine.
Questo è un romanzo essenziale, che ci parla dell’amore nella sua forma più forte ed antica: Francesca Angelinellil’amore della Bella per la Bestia. In fondo, il senso di ogni storia d’amore dovrebbe essere questo. Forse è questa una delle ragioni delle storie sui licantropi, e, dovrebbe esserlo, di questo “Werewolf”.
La Bella s’innamora della Bestia e l’allontana dal suo essere selvaggio. L’uomo non è forse così: abitante delle selve, delle foreste, e dunque selvaggio? E compito della donna non è forse di addomesticarlo, di renderlo adatto alla vita di casa, alla domus, alla vita urbana e civile?
Il fascino femminile addomestica la bestia selvaggia che è in ogni uomo e che anela a vivere nei boschi e nella natura. Per amore il maschio si lascia incatenare e finisce per accettare come sua questa vita domestica.

Illustrazione di Luca Oleastri per Il Settimo Plenilunio

Sarà questo un bene per l’Uomo e per l’Umanità? Questo forse potrebbe essere uno dei grandi interrogativi di questo Terzo Millennio: la civiltà domestica in cui viviamo sarà il modello anche per le generazioni venture?
Questo, io credo, può essere uno dei grandi quesiti che sono dietro una storia di licantropia. La risposta, nel passato, è sempre stata quella che la Bella vince sulla Bestia. Il romanzo gotico nasce infatti da un’epoca di industrializzazione e forte urbanizzazione. Questo genere di storie servivano a incanalare pulsioni che portavano l’uomo a rifiutare il nuovo status. E oggi? Forse oggi queste stesse storie portano nella direzione opposta. Spesso è la Bella che accetta di diventare Bestia, come la principessa di Sheck o la protagonista di Twilight, che mira a diventare vampiro, più che a “redimere” il suo mostruoso amato.

Leggi anche:
Il Settimo Plenilunio
Vampiri
Licantropi

IL SETTIMO PLENILUNIO E' COMINCIATO

Il Settimo Plenilunio - Carlo Menzinger, Simonetta Bumbi, Sergio Calamandrei e 17 illustraotori - www.menzinger.too.itAlla fine ci siamo riusciti!
Siamo arrivati alla svolta di quest’avventura iniziata il 19 marzo 2006, quando, assieme a Simonetta Bumbi e Sergio Calamandrei, cominciai a scrivere quello che doveva essere solo il quarto racconto del volume “PAROLE NEL WEB” e che invece si è trasformato in un vero e proprio romanzo: “IL SETTIMO PLENILUNIO”,   una storia con vampiri e licantropi, ambientata in un prossimo futuro.
Abbiamo impiegato un anno esatto a scrivere, scambiandoci un gran numero di e-mail.
Abbiamo, quindi, pensato di trasformare questa storia in qualcosa di più, in una “gallery novel”: un romanzo illustrato da diciassette artisti (pittori, disegnatori e fotografi). Ciascuno di loro ha così reinterpretato a modo suo la vicenda narrata, portando alla realizzazione di numerossissime immagini, di cui ben 117 sono presenti nel volume ora edito da Liberodiscrivere Edizioni.
  
La ricerca degli ilustratori è partita dal mio blog il 24 Aprile 2008 ed è durata un altro anno. Quest’estate, poi, c’è stato l’assenso alla pubblicazione da parte dell’Editore Liberodiscrivere.Illustrazione di Luca Oleastri per Il Settimo Plenilunio
I volumi stampati nel corso del mese di Febbraio 2010 e completati durante… il Plenilunio del 28 Febbraio, sono oggi in distribuzione.
 
Chiunque volesse acquistarne una copia può farlo direttamente dal sito dell’Editore.
Personalmente ne ho disponibili alcune copie che sarò lieto di far avere al prezzo scontato di € 16,00 ai primi che si prenoteranno. Però affrettatevi, perché sono già quasi tutte opzionate.
Dei diciotto illustratori che avevano aderito al progetto on-line, solo uno ha deciso di non essere presente nel volume cartaceo. Ci dispiace, perché era un ottimo artista e qui lo salutiamo.
I diciassette illustratori presenti sono comunque tutti di grande qualità, come potete vedere dalle immagini che si trovano su PLENILUNIO7 (non tutte – ma quasi – sono rientrate nel volume). I loro nomi sono:
 
Questi sono i primi capitoli:
§ Capitolo 1 
 
 
 
Ringrazio Elena Masia per aver realizzato questo simpatico booktrailer.
 
La copertina è stata realizzata da Luca Oleastri, un vero professionista dell’illustrazione.
 
Per maggiori dettagli visitate il mio sito www.menzinger.too.it o www.scrivo.too.it
 
Illustrazione di Niccolò Pizzorno per Il Settimo Plenilunio
Grazie a tutti quelli che ci hanno seguito sinora.

IL SETTIMO PLENILUNIO – Capitolo 18

Altri due artisti hanno aderito al progetto per la realizzazione della "gallery novel" IL SETTIMO PLENILUNIO.

Con loro il numero degli illustratori sale a 18, che con noi tre autori, porta il volume a riunire 21 persone in un progetto che vede, forse per la prima volta, un romanzo scritto a sei mani, venir illustrato e interpretato da così tanti disegnatori, pittori, illustratori e fotografi.

I due nuovi artisti sono Fabio Balboni e Daniela Divani, che hanno aderito subito con numerose immagini.

Ecco quindi  il disegno realizzato da Fabio Balboni per questo capitolo 18.

 

Il capitolo 17 è stato l’ultimo che potrete leggere per intero on-line. Per gli altri vi dobbiamo chiedere di aspettare la pubblicazione del volume.

Vi lascio qui le righe del capitolo che hanno "ispirato" quest’immagine:

Il portone s’aprì cigolando, lasciando uscire all’esterno una cascata di luce.

De mastris apre la porta della sua villa. Illustrazione di Fabio Balboni per Il Settimo Plenilunio.

Dentro si vedevano enormi lampadari di cristallo carichi di luci, tutte accese. L’ingresso era in marmo ed un paio di grosse statue troneggiavano accanto alla porta. Raffiguravano due figure umane, ma avevano entrambe qualcosa d’insolito e inquietante.

Quella alla destra dei visitatori raffigurava una donna nuda, giovane e bella, ritratta nell’atto di fuggire, anche se il suo volto, rivolto all’indietro, verso Chew, non esprimeva semplicemente paura ma anche una sorta di desiderio, che si sarebbe forse potuto definire morboso. Chew notò che la donna, per qualche motivo incomprensibile, teneva una mano appoggiata sul collo.
La seconda statua, alla loro sinistra raffigurava invece un uomo di mezza età, elegantemente vestito, con abiti antichi. Apparentemente non aveva nulla a che fare con l’altra statua, eppure il suo sguardo era infisso negli occhi della ragazza e il suo corpo, pur non correndo, esprimeva come una pulsione a slanciarsi in direzione della donna. Il suo sorriso sembrava quasi un ghigno.
In mezzo a quelle due statue, ritto sul pavimento decorato con disegni in marmo vermiglio, s’ergeva un uomo, anch’egli elegante, sebbene di un’eleganza un po’ più moderna. Era una persona che aveva tutta l’aria di chi sia abituato non solo a comandare ma anche ad essere ubbidito. Stupiva quasi che, in un luogo tanto fastoso, fosse lui ad aprire la porta con le sue stesse mani, invece di dare ordine a qualche cameriere o maggiordomo.
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Ed ecco ora, un’immagine realizzata da Daniela Divani, che rappresenta il bacio tra Chew e Esha, di cui avete già letto nei precedenti capitoli.

Il bacio tra Chew e Esha. Illustrazione di Daniela DIvano per Il Settimo Plenilunio

Tutti e due ci hanno mandato anche altre immagini, che potete trovare su PLENILUNIO7, ma vorrei farvi ora vedere due diverse interpretazioni di Esha vista da Fabio e Daniela.

La prima immagine è Esha vista da Fabio Balboni e la seconda è sempre la licantropa Esharhamat, ma vista da Daniela Divano:

Esharhamat interpretata da Fabio Balboni per Il Settimo Plenilunio

Esharhamat interpretata da Daniela Divano per Il Settimo Plenilunio.

 Bravi, vero?

Per chi ancora non lo sapesse "Il Settimo Plenilunio" è il titolo della "gallery novel" che ho scritto assieme a Simonetta Bumbi, con la collaborazione di Sergio Calamandrei.

Abbiamo pubblicato on-line su www.liberodiscrivere.it i primi diciasette capitoli del romanzo. Del diciottesimo, vi lasciamo solo le righe di sopra e l’incipit che potete leggere sotto. Per leggerlo tutto, dovrete aspettare la pubblicazione del volume.

Abbiamo ormai molto più di cento immagini, tutte bellissime e degne di essere pubblicate e che potete vedere dal link PLENILUNIO7. Per la versione cartacea alcune, però, le abbiamo scartate, a malincuore, e altre dovremo scartarle forse con ancora maggior dispiacere qunado arriveremo al momento della pubblicazione. Molto dipenderà dall’editore e da quante immagini ci consentirà di mantenere, ma certo questi diciotto artisti saranno tutti presenti e non è detto che non ci possa ancora essere posto per qualcun altro.

Se vi va di partecipare, aspettiamo la vostra interpretazione GRAFICA della storia. Per la pubblicazione ancora ci vorrà un po’ di tempo, ma affrettatevi, perché davvero c’è rimasto pochissimo posto.

Mandateci i vostri disegni scrivendo a menzin@virgilio.it

Come forse già sapete (se ci avete seguito sin qua), infatti, l’idea è di raccogliere in un libro il romanzo e i disegni di tutti questi illustratori.

Per ora hanno aderito al progetto (in ordine di arrivo) Niccolò PizzornoSilvia Perosino, Massimo BernaAngelo Condello, Laura Fazio, Fraitz, Arturo di Grazia, Marco Ferrara, Lexi, Pino Santoro, Alessandro GiovagnoliGuido De Marchi, Alessandro FantiniGiuseppe Iannolo, Elena Masia, Luca Oleastri, Fabio Balboni e Daniela Divanodiciotto illustratori!

Le immagini raccolte sono, come detto, già tante. Ora comincia la "caccia ad un editore" interessato a questo libro davvero speciale, che potrà essere anche il catalogo di una o più mostre da farsi con i bellissimi quadri, disegni e fotografie che ci avete inviato.

Questo è l’inizio del diciottesimo capitolo

IL CASTELLO

Una nebbiolina umida si levava dai campi. “Dobbiamo essere vicini a qualche fiume” pensò distrattamente Chew, mentre con la coda dell’occhio continuava ad ispezionare la sua collega.Quella donna l’inquietava. Si era da poco messo con una ragazza e non avrebbe voluto invischiarsi in altre storie, nonostante quello che avevano fatto poco prima. Non era affatto quella la sua intenzione, se avevano fatto del sesso era stato… un caso, non c’era vera volontà da parte sua, pensava, eppure… Eppure i suoi occhi correvano sempre furtivi verso di lei, verso le gambe sottili, verso quel sorriso enigmatico, verso quei capelli ardenti.

Chi era veramente questa Esharhamat? C’era qualcosa di anomalo in lei, eppure di stranamente familiare.

Leggi anche gli altri capitoli:

I disegni ricevuti sinora sono tutti su PLENILUNIO7.

Vorrei però farvi ancora vedere un’ipotesi di copertina che ci ha mandato Angelo Condello (si vedono Esha e Sonia). Che ne dite?

Ipotesi di copertina per Il Settimo Plenilunio realizzata da Angelo Condello

Inutile dire che anche gli altri artisti continuano a mandarci immagini. Ecco, ad esempio, un nuovo contributo per il finale di Arturo Di Grazia:

Lo sconro di De Mastris con un licantropo. Illustrazione di Arturo Di Grazia per Il Settimo Plenilunio

Cliccando qui potete vedere tutti i post sul Settimo Plenilunio.

 Grazie a Daniela per aver parlato di questo progetto qui.

IL SETTIMO PLENILUNIO – Capitolo 17

Un nuovo artista ha aderito al progetto "Il Settimo Plenilunio". Si tratta di Luca Oleastri che ha realizzato i disegni qui sotto.

Scontro tra vampiri e licantropi. Illustrazione di Luca Oleastri - www.innovari.it

Vampira. Illustrazione di Luca oleastri - www.innovari.it

 

Vampira. Illustrazione di Luca Oleastri - www.innovari.it

Licantropo. Illustrazione di Luca Oleastri - www.innovari.it

 

La poliziotta Sonia nel sintosogno. Illustrazione di Luca Oleastri - www.innovari.it

Le divinità Ecatron e Saravhan - Illustrazione di Luca Oleastri - www.innovari.it

Il Dio Ecatron. Illustrazione di luca Oleastri - www.innovari.it

La Dea Saravhan. Illustrazione di Luca Oleastri - www.innovari.it

Vampira. Illustrazione di Luca Oleastri- www.innovari.it

 Belli, vero?

Del resto Luca Oleastri è un vero professionista del disegno!

Anche gli altri illustratori però sono tutti molto bravi e Il Settimo Plenilunio sta proprio diventando un gran bel libro!

"Il Settimo Plenilunio" è il titolo della "gallery novel" che ho scritto assieme a Simonetta Bumbi, con la collaborazione di Sergio Calamandrei.

Siamo arrivati al diciasettesimo capitolo del romanzo. Aspettiamo la vostra interpretazione GRAFICA della storia.

Come forse già sapete (se ci avete seguito sin qua) l’idea è di raccogliere in un libro i disegni di diversi illustratori.

Per ora hanno aderito al progetto (in ordine di arrivo) Niccolò PizzornoSilvia Perosino, Massimo BernaAngelo Condello, Laura Fazio, Fraitz, Arturo di Grazia, Marco Ferrara, Lexi, Pino Santoro, Alessandro GiovagnoliGuido De Marchi, Alessandro Fantini Giuseppe Iannolo, Elena Masia e con Luca Oleastri siamo a sedici illustratori!

Aspettiamo ancora altri disegnatori ma presto chiuderemo le adesioni e i capitoli finali saranno illustrati solo da chi ha già aderito.

Le immagini raccolte sono, infatti, già tante. Ora comincia la "caccia ad un editore" interessato a questo libro davvero speciale che potrà essere anche il catalogo di una o più mostre da farsi con i bellissimi quadri, disegni e fotografie che ci avete inviato.

Forza! Affrettatevi a mandarci la vostra interpretazione, ormai il tempo stringe davvero. Non pensiamo di pubblicare on-line ancora molti altri capitoli.

Mandateci i vostri disegni scrivendo a menzin@virgilio.it

Questo è l’inizio del diciassettesimo capitolo (il seguito lo potete trovare su www.liberodiscrivere.it.

L’ATTIMO

Era pomeriggio inoltrato, Chew ed Esharhamat si lasciavano guidare dall’idrobike, che li allontanava sempre di più dai centri abitati.
Si erano ricomposti e la giovane si stava riaggiustando il trucco. Lui la baciò sul collo, accarezzandole le cosce seriche.
– Non ne hai avuto abbastanza, eh? – gli sorrise Esha – piazzandogli maliziosa una mano in mezzo alle gambe.
La strada di campagna si inerpicava sinuosa sul fianco di una collina. Alla velocità cui la vettura schizzava in avanti, le curve li facevano sballottolare come sulle montagne russe. Esha ogni volta rideva e anche Chew si lasciò trascinare dalla sua allegria. Si sentiva un altro, adesso.
– Forse è il caso di rallentare un po’ – suggerì Chew.

(CONTINUA QUI)

Leggi anche gli altri capitoli:

I disegni ricevuti sinora sono tutti su PLENILUNIO7.

Non tutti, però, saranno pubblicati su carta, perché sarà necessario farne una selezione, certo non facile, vista la qualità di molte immagini!

Cliccando qui potete vedere tutti i post sul Settimo Plenilunio.

ILLUSTRAZIONI

Di seguito potete trovare le immagini colegate a questo capitolo.

Quella che segue è stata realizzata da Guido De Marchi.

Illustrazione di Guido De Marchi.

 

Illustrazione di Niccolò Pizzorno

 

Esha alla guida. Illustrazione di Niccolò Pizzorno.

IL SETTIMO PLENILUNIO – Capitolo 16

Una nuova artista ha aderito al progetto "Il Settimo Plenilunio". Si tratta di Elena Masia che ha realizzato i disegni qui sotto.

Walter Lievi al bar. Illustrazione di Elena Masia.

Questo qua sopra è il mercenario di cui si parla in questo capitolo ma descritto in una scena che incontreremo più avanti. Il prossimo disegno è sempre di Elena Masia e rappresenta Esharhamat con un lupo.

Esharhamat e licantropo. Illustrazione di Elena Masia.

Elena Masia ci ha già mandato numerose immagini. Ne riporto ancora una, che rappresenta sempre Esharhamat.

Esharhamat. Illustrazione di Elena Masia

"Il Settimo Plenilunio" è il titolo della "gallery novel" che ho scritto assieme a Simonetta Bumbi, con la collaborazione di Sergio Calamandrei.

Siamo arrivati al sedicesimo capitolo del romanzo. Aspettiamo la vostra interpretazione GRAFICA della storia.

Come forse già sapete (se ci avete seguito sin qua) l’idea è di raccogliere in un libro i disegni di diversi illustratori.

Per ora hanno aderito al progetto Niccolò PizzornoSilvia Perosino, Massimo BernaAngelo Condello, Laura Fazio, Fraitz, Arturo di Grazia, Marco Ferrara, Lexi, Pino Santoro, Alessandro GiovagnoliGuido De Marchi, Alessandro Fantini Giuseppe Iannolo e con Elena Masia siamo a quindici illustratori!

Aspettiamo ancora altri disegnatori ma presto chiuderemo le adesioni e i capitoli finali saranno illustrati solo da chi ha già aderito.

Forza! Affrettatevi a mandarci la vostra interpretazione.

Mandateci i vostri disegni scrivendo a menzin@virgilio.it

Questo è l’inizio del sedicesimo capitolo (il seguito lo potete trovare su www.liberodiscrivere.it.

IL MERCENARIO

Walter, sprofondato in poltrona, sorseggiava con la cannuccia del vino cinese sintetico in lattina. Davanti a lui volteggiavano le immagini tridimensionali di un virtual-reality. Una ragazza semi-trasparente si stava facendo tastare le tette da un ragazzotto nerboruto in canottiera.
Walter finì il vino, facendo gorgogliare la lattina con la cannuccia. Spense il proiettore e si alzò. Era ora. Doveva rimettersi al lavoro. Era ben pagato. Ottimamente pagato, per uno come lui, che non aveva mai studiato e che non aveva mai imparato nessun mestiere. Però era un lavoro sporco. Un lavoro di cui non era prudente parlare liberamente. Tanto non aveva nessuno con cui parlarne. Certo aveva amici, ma erano tutti virtuali.

(CONTINUA QUI)

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ILLUSTRAZIONI

Di seguito potete trovare due illustrazioni di questo capitolo realizzate da Niccolò Pizzorno che rappresentano Walter Lievi, con Bertini e da solo.

Walter Liev e i lSigno Bertinii. Illustrazione di Niccolò Pizzorno.

Walter Lievi. Illustrazione di Niccolò Pizzonro

Infine mi fa piacere riportare, anche se non si riferisce a questo capitolo, una nuova immagine pervenutaci da Guido De Marchi, raffigurante un licantropo.

Licantropo. Illustrazione di Guido De Marchi

IL SETTIMO PLENILUNIO – Capitolo 15

Un nuovo artista ha aderito al progetto "Il Settimo Plenilunio". Si tratta di Giuseppe Iannolo che ha realizzato il disegno qui sotto, una raffigurazione di Esharhamat, la bella donna-licantropo.

Esharhamat. Illustrazione di Giuseppe Iannolo

"Il Settimo Plenilunio" è il titolo della "gallery novel" che ho scritto assieme a Simonetta Bumbi, con la collaborazione di Sergio Calamandrei.

Siamo arrivati al quindicesimo capitolo del romanzo. Aspettiamo la vostra interpretazione GRAFICA della storia.

Come forse già sapete (se ci avete seguito sin qua) l’idea è di raccogliere in un libro i disegni di diversi illustratori.

Per ora hanno aderito al progetto Niccolò PizzornoSilvia Perosino, Massimo BernaAngelo Condello, Laura Fazio, Fraitz, Arturo di Grazia, Marco Ferrara, Lexi, Pino Santoro, Alessandro GiovagnoliGuido De Marchi, Alessandro Fantini e con Giuseppe Iannolo siamo a quattordici illustratori!

Aspettiamo ancora altri disegnatori ma presto chiuderemo le adesioni e i capitoli finali saranno illustrati solo da chi ha già aderito.

Forza! Affrettatevi a mandarci la vostra interpretazione.

Mandateci i vostri disegni scrivendo a menzin@virgilio.it

Questo è l’inizio del quindicesimo capitolo (il seguito lo potete trovare su www.liberodiscrivere.it.

LA POLIZIOTTA

– Se il sistema di telesorveglianza fosse stato funzionante, magari ora sapremmo già cosa è successo a questo bancario – disse il poliziotto, indicando una delle telecamere che si affacciavano dalle pareti dei locali della banca. La poliziotta annuì, continuando ad esaminare la scrivania su cui spiccava la targhetta “Paolo Rossi – consultant per la clientela super-vip-deluxe-private”. L’impiegato, che in realtà si chiamava Alexej Petrov, pareva essere scomparso nel nulla. Il suo collega, che era venuto a dargli il cambio aveva trovato la filiale deserta e aperta. La moglie di Petrov aveva detto che l’uomo non era tornato a casa e lo psycocomunicatore dell’impiegato non dava tracce di vita.
 

(CONTINUA QUI)

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ILLUSTRAZIONI

Di seguito potete trovare il dipinto su tela di Alessandro Fantini – "33 days before the Ekpyrosis" che rappresenta Sonia Stefani.

Dipinto su tela di Alessandro Fantini - 33 days before the Ekpyrosis

Quelle che seguono sono invece quattrointerprezioni Niccolò Pizzorno per questo capitolo.

La poliziotta - Illustrazione di Niccolò Pizzorno

La poliziotta. Illustrazione di Niccolò Pizzorno

Sonia apre il cassetto. Illustrazione di Niccolò Pizzorno.

La poliziotta Sonia Stefani. Illustrazione di Niccolò Pizzorno

Anche se si riferiscono ad altri capitoli vorrei farvi vedere altri disegni ricevuti di recente.

Il prosssimo è una interpretazione scherzosa di Arturo Di Grazia del conflitto tra vampiri e licantropi.

Vampiro e licantropo. Illustrazione di Arturo Di Grazia

La seguente è una speciale trasformazione in licantropo immaginata da Guido De Marchi.

Licantropo. Illustrazione di Guido De Marchi.

E questa che segue è "La Rensa di Goito". Dipinto di Alessandro Fantini. Illustrazione cortesemente prestata per Il Settimo Plenilunio. Potrebbe rafigurare Sonia in fuga dalla villa di De Mastris.  (www.afantepidarium.3000.it http://afantini.deviantart.com/ )

"La Rensa di Goito". Dipinto di Alessandro Fantini. Illustrazione cortesemente prestata per Il Settimo Plenilunio. Potrebbe rafigurare Sonia in fuga dalla villa di De Mastris. Artist's Comments: An oil on canvas painted according to the historic memories and fantasies generated by the S.Silvestro Hill in Sangro Valley. www.afantepidarium.3000.it http://afantini.deviantart.com/

 Ricordo a tutti gli illustratori di farmi avere le loro biografie sintetiche (5-10 righe scritte in terza persona).

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